Categoria: Economia e Finanza

  • Per uscire dalla crisi il crowdfunding può essere la soluzione

    235 mila organizzazioni, 488 mila lavoratori, 4 milioni di persone coinvolte in veste di volontari, 15 milioni di donatori: sono solo alcuni dei numeri del no profit in Italia.

    Un settore economico in crescita, che si sta confrontando con nuovi modelli di fundraising, soprattutto online. La raccolta fondi 2.0 sarà basata sul crowdfunding?

    Noi crediamo di Si, ma non solo per il no profit, per questo SoStartup ha scelto Indiegogo per autofinanziarsi.

    www.sostartup.com sarà una piattaforma 2.0, giovane e intraprendente, per dare visibilità e promuovere le start-up di tutto il mondo con le loro storie di successo e progetti completati.

    Una panoramica delle possibilità offerte dal web e le storie di come, questa opportunità, ha contribuito alla creazione di nuove idee, ma anche e soprattutto di nuovi posti di lavoro.

    Gli ideatori di SoStartup ci hanno messo la faccia e l’idea, ma sono rimasti sbalorditi nel vedere che la prima donazione è arrivata dopo solo 24 ore, il cammino è ancora lungo ma la strada sembra quella giusta.

    Ma non solo apporto economico, bastano un like su facebook, un tweet o una condivisone per portare avanti un progetto che altrimenti non avrebbe mai visto la luce.

    Donare è facile, basta collegarsi al link http://www.indiegogo.com/sostartup

  • Marco Simeon: “Scommettere sull’Italia”, Schuster, protagonista di un’epoca

    Su Rai Uno, in onda la prima puntata di “Scommettere sull’Italia”, dedicata al Beato cardinale Alfredo Ildefonso Schuster. Marco Simeon, Direttore delle Relazioni Istituzionali e Internazionali della RAI, parla di Schuster come di un «modello» e di “Scommettere sull’Italia” come di «uno slogan riproponibile ancora oggi che rappresenta una grande sfida per tutto il paese». Il documentario è frutto di un «buon lavoro di squadra» e della collaborazione della Curia di Milano. Con un budget di solo 10 mila euro vengono prodotti degli Speciali di qualità che fanno milioni di ascolto, «sempre sopra il milione e addirittura 2,7 per Natuzza Evolo».

    Nell’ambito di “Speciale Tg Uno”, alle 23.45 su Rai Uno, in onda la prima puntata di Scommettere sull’Italia, un ciclo che Rai Vaticano ha ideato e realizzato in collaborazione con La grande storia di Rai Tre, Tgr e Tg. L’obiettivo è quello di mantenere viva nel patrimonio culturale italiano la memoria di quanti hanno contribuito a fare grande il nostro Paese. Le loro storie verranno riproposte attraverso documenti e testimonianze inedite.

    La prima puntata – firmata da Donatella Negri, Nicola Bertini, Luigi Bizzarri e Filippo Di Giacomo – è dedicata al Beato cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano dal 1929 al 1954. Schuster è il monaco che Pio XI, subito dopo il Concordato del 1929, pose alla guida della Chiesa ambrosiana. La sua fu un’esperienza religiosa e civile vissuta negli anni difficili e dolorosi della dittatura fascista e della seconda guerra mondiale. Schuster fu certamente un archetipo per quella generazione che poi fece nascere in Italia la democrazia e la Costituzione.

    «Il cardinal Schuster è stata una figura straordinaria per Milano», ha detto in conferenza stampa Renzo Canciani, responsabile Centro produzione televisiva vaticana, «durante il periodo fascista, post-fascista e della ricostruzione». Ciò che stupisce è che da «romano» ha saputo «interpretare l’ambrosianità».

    Marco Simeon, Direttore delle Relazioni Istituzionali e Internazionali della RAI e Responsabile della struttura RAI Vaticano, parla di Schuster come di un «modello» e di “Scommettere sull’Italia” come di «uno slogan riproponibile ancora oggi che rappresenta una grande sfida per tutto il paese». Il documentario è frutto di un «buon lavoro di squadra» e della collaborazione della Curia di Milano. Con un budget di solo 10 mila euro vengono prodotti degli Speciali di qualità che fanno milioni di ascolto, «sempre sopra il milione e addirittura 2,7 per Natuzza Evolo».

    «Commuove l’audacia di chi ha prodotto questo documentario», dice mons. Mario Delpini, Vicario generale della Diocesi, «come di un anacronismo irraggiungibile, di un mondo passato». Schuster ha vissuto in un «paese disfatto» ma ha saputo ridare «fiducia». L’impegno della ricostruzione aveva coinvolto tutti, spiega Delpini, «uomini, donne, laici, preti…». Ma «un popolo senza fiducia non ricostruisce, può solo sopravvivere». Ciò che ha contraddistinto Schuster, «non è solo il senso del dovere o la compassione, ma la preghiera», il suo essere monaco e il rapporto con Dio erano infatti «il criterio delle sue scelte».

    Fonte: Incroci News

  • Prestiti dipendenti statali: la Cessione del quinto dello stipendio

    La cessione del quinto dello stipendio è la soluzione finanziaria ideale tra i prestiti dipendenti statali e pubblici, grazie alle agevolazioni previste dalle Convenzioni INPDAP appositamente per i dipendenti pubblici.

    La cessione del quinto dello stipendio è il prestito personale a tasso fisso e rate costanti, senza finalità di spesa, che può essere richiesto anche dai dipendenti pubblici che non hanno garanzie finanziarie solide, dai dipendenti pubblici protestati o pignorati.

    Il meccanismo della cessione del quinto dello stipendio è davvero molto semplice: il dipendente pubblico chiede il prestito alla società finanziaria; l’Amministrazione pubblica o statale presso cui lavora autorizza la trattenuta dallo stipendio del dipendente pubblico di una somma di denaro che non supera mai il quinto (il 20%) dello stipendio. Si tratta della rata trattenuta mensilmente dalla busta paga attraverso la quale il dipendente rimborsa il prestito alla società finanziaria.

    Il bello della cessione del quinto dello stipendio è che si tratta di un prestito senza finalità di spesa, ovvero non è necessario indicare il motivo per cui si chiede il prestito. Il prestito via cessione del quinto dello stipendio viene erogato indipendentemente dallo scopo e dalla presenza di garanzie. A garantire per il dipendente pubblico o statale che chiede il prestito personale è l’Amministrazione statale presso cui lavora. Una garanzia già di per sè forte che spinge la società finanziaria ad applicare condizioni economiche e tassi agevolati a pubblici e statali.

    A questo si aggiungono i vantaggi che derivano dalle Convenzioni INPDAP, apposite convenzioni stipulate dall’Ente per agevolare i dipendenti pubblici e consentire loro di chiedere la cessione del quinto dello stipendio con la massima trasparenza e chiarezza.

  • Tre Italiani su quattro scelgono la propria auto in base al prezzo

    Prezzo d’acquisto al primo posto e dotazioni di sicurezza al secondo. L’automobilista italiano, in questi tempi di crisi, guarda prima di tutto al costo delle auto ma senza perdere di vista gli standard tecnologici che garantiscono la sicurezza attiva e passiva della vettura che vuole acquistare. Per il 75% il fatto economico è determinante. Poi, per il 63% vengono le caratteristiche tecniche e, per l’appunto, di sicurezza. L’immagine che l’auto dà di sé interessa non più del 3% dei consumatori. Mentre il peso della marca, appena l’11. Dati, quelli fotografati dall’Osservatorio Auto 2013 di Findomestic, in linea con quelli registrati in Belgio, Spagna, Francia, Germania, Portogallo, Regno Unito e Turchia, gli altri paesi coinvolti nella rilevazione. Solo in Spagna sono più disinteressati di noi per quel che concerne il brand (10% il peso di questo fattore nel paese iberico). Belgi e Francesi, i più sensibili: il blasone dalle parti di Bruxelles e Parigi incide per il 20%.

    La congiuntura economica sfavorevole alla quale si aggiunge la saturazione dei parchi auto lasciano intravedere deboli prospettive di ripresa nell’immediato per il settore automobilistico le cui difficoltà, considerato il rilevante peso economico che rappresenta, non lasciano nessuno indifferente:
    L’Osservatorio Auto Findomestic 2013 ha analizzato questa problematica così importante per l’industria automobilistica nel suo insieme e ha individuato cinque leve per rilanciare la crescita delle vendite in Europa.

    COME FAR RIPARTIRE IL MERCATO: LE CINQUE LEVE SU CUI INTERVENIRE
    A sentire il consumatore finale, la ricetta per rilanciare il mercato dell’auto è semplice: 1) per la maggioranza, più sensibile al “low cost”, meno fronzoli, con una distinzione netta tra innovazione utile e inutile; 2) veicoli più in linea con le esigenze delle famiglie, in particolare per quel che riguarda i costi di utilizzo; 3) per la fascia medio – alta del mercato, quella per la quale l’auto non è solo un mezzo di trasporto ma anche un piacere, design più accattivanti e, in generale, più attenzione al fattore emotività; 4) nuove modalità di commercializzazione e nuovo ruolo di internet, che diventa anche canale di vendita; concessionari e venditori più attenti a fornire consigli, assistenza e nuovi servizi; 5) credito, leasing e noleggio a lungo termine per accelerare il rinnovo del parco auto.

    1) L’innovazione: troppo spesso le innovazioni non figurano più, come accadeva un tempo, nel catalogo degli optional, ma sono invece imposte e contribuiscono a fare salire i prezzi. Già nel 2010 gli automobilisti europei si dicevano disposti a rinunciare ad una serie di optional al fine di vedere scendere il prezzo della vettura che volevano acquistare. In Italia, in particolare, il 51% di loro era disposto a dotazioni più povere in tema di navigazione, informazione e comunicazione; un dato in linea con quello degli altri paesi europei (il valore medio si attestava al 56%). Questa tendenza si conferma anche nel 2012. Largo quindi solo all’innovazione utile, quella che ad esempio incide sulle prestazioni, e quindi sui consumi. Le rilevazioni effettuate sul consumo medio delle auto nuove vendute è passato dai 7,5 litri ogni 100 chilometri del 2000 ai 5,5 di quest’anno.

    2) I costi di utilizzo: fatta eccezione per il prezzo d’acquisto, che resta il riferimento fondamentale per orientare il consumatore, il costo di utilizzo è, in Europa, il secondo fattore più incisivo nella scelta finale, che pesa per il 60% dei consumatori del Vecchio continente. In Italia il dato è leggermente più basso (57%) ed è superato dalla rilevanza delle caratteristiche tecniche e di sicurezza del mezzo (63%). Inglesi e portoghesi, relativamente con il 68 e il 66%, invece sono i consumatori più sensibili al tema dei costi d’utilizzo. Sempre gli inglesi, invece, sono i meno interessati ai fattori tecnici (34%).

    3) Design ed emotività: la maggioranza degli automobilisti italiani continua ad affermare che l’esigenza di rinnovare il proprio mezzo di trasporto è l’elemento che più di ogni altro spinge all’acquisto (vale per il 45% dei casi), tuttavia, tra acquisti pregressi e intenzioni d’acquisto, aumenta – dal 13 al 20% – la quota di quanti affermano di procedere ad un acquisto per pura passione di dotarsi di una vettura nuova.

    4) La commercializzazione: è internet il canale che più di ogni altro influenza i consumatori nella loro scelta. E, nonostante i siti delle case automobilistiche, dei concessionari e della stampa specializzata continuino a giocare un ruolo preminente, il ciclone dei social network si sta imponendo. In Italia, il 22% degli automobilisti viene influenzato dalle informazioni veicolate da queste piattaforme. In Turchia, questa quota sale addirittura al 30%. Meno sensibili al fattore social i belgi e i francesi (rispettivamente, 8 e 9%). La media europea è del 17. I siti delle case automobilistiche, con un dato medio del 61% guidano la classifica delle fonti alle quali accedono coloro i quali sono intenzionati all’acquisto (il dato italiano è leggermente più basso: 59%).
    Nei prossimi due anni Internet potrebbe affermarsi come vero e proprio canale di vendita delle auto: già oggi il 30% degli europei, (e il 33% degli Italiani), si dice pronto ad acquistarne una sul web.
    Concessionari e venditori mantengono, tuttavia, un ruolo importante per i consumatori che contano su di loro per la prova dell’auto (decisiva/abbastanza decisiva per l’acquisto per il 84% degli europei, 82% degli italiani) e per la concretizzazione dell’acquisto (i consigli del venditore sono decisivi/abbastanza decisivi per il 59% degli europei, 77% degli italiani).

    5) Noleggio, leasing e credito: per acquistare un’auto il credito o il noleggio sembrano due soluzioni interessanti agli occhi degli europei. Tra gli intenzionati ad acquistare un’auto nei prossimi 2 anni il 53% degli europei (39% degli italiani) prevede di ricorrere al prestito auto e il 6% (9% degli italiani) al noleggio o al leasing.
    Quanto alle formule del leasing auto e del noleggio a lungo termine, il 37% degli Italiani (35% degli europei) si dice interessato a valutare l’opzione del leasing, il 26% (in linea con la media europea) l’opzione del noleggio a lungo termine.

    L’indagine completa è disponibile on-line sul sito
    www.osservatorio.findomestic.it

  • Claudio Castellani: siamo lieti di celebrare 10 anni di successi con Thuraya

    “Abbiamo trovato in Thuraya un partner tecnologico serio ed affidabile con cui siamo lieti di celebrare dieci anni di successi”, ha dichiarato Claudio Castellani, Presidente di Intermatica.
    Il legame tra Intermatica e Thuraya ha reso i servizi satellitari disponibili a tutti diventando sinonimo di straordinari successi, tutti italiani. Grazie agli ambiziosi obiettivi raggiunti, oggi più che mai, la missione di Intermatica è quella di continuare la sua storia di successo con Thuraya sul mercato italiano.

    Intermatica e Thuraya rinnovano la propria partnership celebrando 10 anni di collaborazione nel settore delle telecomunicazioni satellitari. Un rapporto fatto di successi e di continue innovazioni tecnologiche nelle telecomunicazioni satellitari che è iniziato nel 2002, ad Abu Dhabi, con la firma dell’accordo che ha reso Intermatica unico Service Provider autorizzato da Thuraya per l’Italia.

    “Abbiamo trovato in Thuraya un partner tecnologico serio ed affidabile con cui siamo lieti di celebrare dieci anni di successi”, ha dichiarato Claudio Castellani, Presidente di Intermatica. “Nell’ultimo quinquennio la telefonia satellitare ha conosciuto uno sviluppo incredibile che ha visto Intermatica protagonista e del quale non posso che essere soddisfatto. Rappresentiamo oggi una realtà importante per Thuraya, in termini di mercato, di innovazione e di utilizzo avanzato delle nuove tecnologie. Utilizzare i servizi Thuraya Intermatica significa trasparenza ed affidabilità”.

    Entrambe le aziende nascono nel 1997. Intermatica afferma da subito la propria leadership nel settore delle telecomunicazioni come Operatore Telefonico e Service Provider di sistemi satellitari. Thuraya inizia a sviluppare e ad offrire servizi Satellitari, GSM e GPS in un unico apparecchio telefonico, palmare e ultraleggero che si rivela all’avanguardia nella tecnologia e nel design, garantendo un’ineguagliata combinazione di qualità e prestazioni.

    Il 2000 è l’anno della svolta: Thuraya manda in orbita il primo satellite del sistema. Pochi mesi dopo la copertura e il servizio sono già perfettamente operativi. Negli anni successivi vengono mandati in orbita altri due satelliti che consentono di ampliare ulteriormente l’area di copertura: oggi i servizi sono disponibili in Europa, Medio Oriente, Africa, Asia ed Oceania, andando a coprire oltre 140 nazioni in tutto il mondo. Il legame tra Intermatica e Thuraya ha reso i servizi satellitari disponibili a tutti diventando sinonimo di straordinari successi, tutti italiani: non si contano le imprese sportive sia in mare che sul tetto del Mondo, le operazioni di soccorso e i reportage dalle aree più remote. I sistemi satellitari Thuraya, sempre protagonisti in queste circostanze, hanno consentito di rimanere in contatto con i propri cari e, soprattutto, di operare in sicurezza. Una partnership che si è ulteriormente consolidata nel corso degli anni grazie anche a prodotti e soluzioni realizzati da Intermatica per il monitoraggio e la sicurezza in mare, tra cui il servizio di tracciamento Geomat ed il terminale Navisat.

    Grazie agli ambiziosi obiettivi raggiunti, oggi più che mai, la missione di Intermatica è quella di continuare la sua storia di successo con Thuraya sul mercato italiano.

    FONTE: Sailbiz

  • Flavio Cattaneo PST, produzione made in Italy per il trasformatore più grande d’Europa

    Il “PST” (phase shifting transformer) è attualmente il più grande trasformatore in Europa ed il primo in Italia su una linea interna di alta tensione. Una struttura composta da due apparecchiature larghe 7 metri, alte 10 e lunghe 13, per un peso complessivo di 900 tonnellate. Prodotto interamente in Italia è stato installato nella stazione elettrica di Foggia da Terna con l’obiettivo di sviluppare una potenza di 150MW per soddisfare la domanda energetica di 50mila famiglie. Un tassello in più per l’obiettivo dell’azienda, guidata da Flavio Cattaneo, di realizzare una rete intelligente che risponda ai criteri della “smart grid”, garantendo affidabilità e pieno sfruttamento della rete di trasmissione, miglioramento dell’economicità del sistema elettrico, incremento di produzione da fonte rinnovabile.

    Una produzione completamente “made in Italy” per il trasformatore più grande d’Europa. Lo ha installato Terna nella stazione elettrica di Foggia al fine di ridurre le “congestioni”. Come riportano la “Gazzetta del Mezzogiorno”, “Staffetta Quotidiana” e “Quotidiano Energia” si tratta di una struttura imponente, una macchina di dimensioni enormi, composta da due apparecchiature larghe 7 metri, alte 10 e lunghe 13, per un peso complessivo di 900 tonnellate.

    Il “PST” (phase shifting transformer) è attualmente il più grande in Europa e tra i più potenti al mondo, nonché il primo in Italia su una linea interna di alta tensione. Terna si pone l’obiettivo con questo mega trasformatore di sviluppare una potenza di 150MW in grado di soddisfare la domanda energetica di 50mila famiglie. Un tassello in più per l’obiettivo dell’azienda guidata da Flavio Cattaneo di realizzare una rete intelligente che risponda ai criteri della “smart grid”, garantendo affidabilità e pieno sfruttamento della rete di trasmissione, flessibilità, miglioramento dell’economicità del sistema elettrico, accessibilità alla rete elettrica, incremento di produzione da fonte rinnovabile.

    Realizzato con una tecnologia tutta italiana, ci sono voluti 12 mesi per costruire “PST” negli stabilimenti di produzione di Legnano. Molto particolare quindi il servizio posizionamento nella stazione di Foggia: è stato necessario infatti un sistema di trasporto particolarmente complesso. Il trasformatore, è arrivato dopo 300 km su strada al porto di Chioggia, poi è stato imbarcato sulla nave per Barletta. Da qui ha proseguito il viaggio su un convoglio lungo circa 80 metri con 100 ruote, per giungere alla stazione elettrica di Foggia. Non prima però di essere trasbordato su un convoglio di dimensioni inferiori, per permettergli l’ingresso all’interno della struttura Terna senza che demolisse la recinzione. Ultimo passo, il collegamento alla linea elettrica, avvenuto per mezzo di un complesso blindato dedicato, lungo complessivamente 2 km.

    FONTE: Terna

  • Il cardine verde dell’economia

    Il cardine dell’economia del futuro è senza dubbio verde. Ormai da tempo è noto che per garantirci la possibilità di continuare a vivere su questo pianeta bisogna alimentare al massimo le macchine del rispetto ambientale e della convivenza con i molteplici aspetti naturali che abbiamo posto in stato di crisi cancellando equilibri e costruendone altri, artificiali, che altro non fanno se non apportare un “avvelenamento” della gestione degli elementi naturali e quindi ad una sorta di follia autodistruttiva dettata dalla perdita di un delicato rapporto che solo l’uomo si è dimostrato capace di rompere. E per non trattenersi dal rivelare appieno la sua natura, l’uomo ha avviato tale processo allo stesso modo in cui ne avvia molti altri nella sua quotidianità, ovvero ha creato una macchina e l’ha accesa in piena coscienza dei danni che avrebbe potuto causare e meraviglia, senza ver la minima idea su come fermarla senza causare danni ancora più ingenti. Avviene così che sono le menti eccelse di oggi ad essere chiamate nel mettere in campo tutti le idee più rivoluzionarie ed innovative, accompagnate a quanto vi è di buono nella cultura del passato, per tentare di recuperare e ricostruire parte di quell’antico legame tra uomo e natura che oggi è ancora una guerra e come ogni guerra presenta grandi, enormi perdite. Fortunatamente vi è da dire che l’economia green sta volando parecchio in alto e anche se non sarà questo step a garantirci l’uscita dalle problematiche e dell’inquinamento, è comunque uno di quei rari casi dove il successo di un certo aspetto commerciale si presenta funzionale ad un’opera di miglioramento dell’ambiente e non di un suo consumo. Importantissime, in tali termini, le tante operazioni che si svolgono nel campo dell’edilizia; settore di primaria importanza per l’economia dell’Italia e che aggiunge alla funzionalità anche un aspetto educativo legato alla cultura del vivere, passo essenziale per le generazioni future. Per ulteriori informazioni sull’edilizia moderna: costruzioni san giovanni in persiceto

  • Controllo di gestione, 2013 ancora critico

    Il controllo di gestione è una delle attività principali in questo momento di crisi dell’economia nazionale e non solo: questo periodo di difficoltà investe tutta l’Euro zona e, a quanto sembra dalle previsioni dell’Istat, non sarebbe per arrestarsi per il prossimo anno. Il 2013 infatti si apre con poca speranza e tante difficoltà da parte degli imprenditori come spiega Costa Business Expert, la società specializzata in consulenza finanziaria che con i suoi temporary manager riesce ad essere un supporto fondamentale per gli imprenditori.
    In primis, il calo del Pil ancora una volta non preannuncia nessuna ripresa per i mesi a venire con un aumento della disoccupazione che toccherà diversi settori. A confermare questo andamento, oltre l’Istat, anche la BCE, la Banca centrale europea, che spiega come sarà davvero complicato avere segnali positivi per il futuro.
    Gli esperti dell’Eurozona infatti si attendono una contrazione in media dello 0,5% del Pil dell’Unione valutaria nel 2012, cui seguirà un limitato più 0,3% nel 2013 e un +1,3% nel 2014. Valori più deboli dell’indagine condotta tre mesi fa. Intanto peggiorano anche le previsioni sul tasso di disoccupazione: 11,3% nel 2012, 11,6% nel 2013 e 11,2% nel 2014.
    Per ulteriori informazioni e dettagli sulle attività di controllo di gestione messe a disposizione da Costa Business Expert, visita il sito all’indirizzo www.consulenza-direzionale.it e rimani così costantemente aggiornato sulle news del settore.

  • Flavio Cattaneo: 6 miliardi investiti in infrastrutture da parte di Terna

    Rivincita elettrica nel derby Italia-Francia. I francesi perdono colpi in campo energetico, a causa dell’aumento delle centrali a gas, del boom delle rinnovabili e del miglioramento della rete elettrica italiana. Raddoppiato il valore delle infrastrutture elettriche in Italia, che è passato del 5,3 miliardi del 2005 a 10,4 miliardi di oggi. 6 i miliardi investiti in infrastrutture da parte di Terna, la società guidata dall’AD Flavio Cattaneo.

    Di questi tempi, i francesi possono ancora darci lezioni di calcio. Ma già sul debito pubblico devono stare attenti, come ammonisce l’Economist, che parla addirittura di conti pubblici pronti a esplodere come una bomba sul futuro dell’euro. Ma senza scomodare scenari di finanza apocalittica, i francesi stanno perdendo colpi anche in campo energetico. Lo rivelano gli ultimi dati sullo scambio di elettricità tra i due paesi.

    L’Italia, fino a pochi anni fa, era prevalentemente un paese importatore dalla Francia, dove il costo del chilowattora è più basso grazie alla presenza di 54 centrali nucleari. Ora si scopre che la quota di energia elettrica che compie il viaggio inverso cresce trimestre dopo trimestre. Nei primi dieci mesi dell’anno, sono stati acquistati dalla Francia 2 miliardi di chilowattora: un dato ancora modesto in termini assoluti, ma in crescita del 15% rispetto a un anno fa.

    Quali ne sono le cause? L’aumento delle centrali a gas e il boom delle rinnovabili ha portato l’Italia a godere di capacità in eccesso rispetto alla domanda di energia, fenomeno accentuato dal calo della domanda causata dalla recessione. Punto secondo: il sistema francese è più rigido di quello italiano. Quando ci sono picchi della domanda, il parco delle centrali nucleari non riesce sempre a soddisfarlo e i transalpini fanno prima a prendere l’energia in eccesso oltreconfine. Infine, l’Italia può contare sul miglioramento della rete elettrica ad alta tensione, grazie alla quale è più facile la trasmissione anche al di là delle Alpi.

    Nonostante, la Ue nel suo ultimo documento sullo stato dell’energia in Europa abbia sollecitato l’Italia a completare il suo piano di investimenti infrastrutturali (in particolare, per collegare meglio le isole al continente), i numeri dicono che dal 2005 a oggi sono stati investiti 6 miliardi da parte di Terna, la società guidata da Flavio Cattaneo. Il che ha portato l’Italia a sfiorare il pareggio in un altro derby con la Francia: se il valore delle infrastrutture elettriche di Parigi è cresciuto dal 2005 a oggi del 6% a quota 11.4 miliardi, quelle del nostro paese è raddoppiato passando da 5,3 a 10,4 miliardi.

    FONTE: Repubblica

  • Studio commercialista Quarbo a livorno e Brescia che offre assistenza contabile, tributaria, fiscale, societaria e aziendale

    Lo studio associato Quartarone . Bolognesi . Quartarone (Livorno, Brescia) è uno studio di dottori commercialisti che offre consulenza aziendale, finanziaria, contabile, societaria, tributaria e fiscale a liberi professionisti, imprese e privati. Benché i nostri uffici siano in Toscana e Lombardia offriamo consulenza in tutta la penisola italiana.

    Avvalendosi di uno staff di commercialisti ognuno avente esperienza in una settore specifico delle consulenze commerciali, lo studio commercialista di Livorno e Brescia, può coprire ogni tipo di esigenza aziendale; l’esperienza acquisita nell’arco di lunghi anni ci permette di dare garanzia di un servizio efficiente e concreto.

    Di seguito diamo una lista e descrizione di consulenze offerte dallo studio:

    Consulenza Contabile

    Siamo esperti nella contabilità ordinaria e straordinaria di privati, liberi professionisti e imprese di varie dimensioni.

    Nel nostro curriculum abbiamo società di notevoli dimensioni che ci hanno permesso, nell’arco degli anni, di acquisire quell’esperienza necessaria che ci permette di tenere con la massima correttezza e precisione i registri contabili, oltre che a fornire al cliente suggerimenti importanti per migliorare il processo di inserimento spese e entrare.

    Consulenza Fiscale e consulenza Tributaria

    Lo studio commercialista offre assistenza e consulenza nei rapporti che vengono stabiliti con l’amministrazione Finanziaria e Tributaria, oltre che nel contenzioso tributario al fine di salvaguardare l’interesse di imprese, enti e privati.

    Consulenza Societaria e consulenza Contrattuale

    Il nostro studio commerciale offre altresì assistenza nella creazione e scioglimento di qualsiasi genere di società, abbiamo una notevole esperienza in materia di diritto societario e curiamo i rapporti tra i soci, tra questi e la società, tra organi sociali e società sia in ambito di creazione che scioglimento della società. Offriamo inoltre consulenza ed assistenza sulle problematiche connesse alla formazione di contratti e alla loro esecuzione.

    Atti di cessione quote societarie e rivalutazione.

    Consulenza Aziendale

    Lo studio commercialista offre assistenza e consulenza in sede di pianificazione, amministrazione, controllo, organizzazione e di gestione di imprese e/o enti. Valutazione di singoli beni, azioni e/o quote sociali, complessi aziendali, e specifici accadimenti economici. Consulenza e assistenza in materia di finanza aziendale.

    Budgeting, controlling – programmazione e controllo.

    Consulenza Operazioni Straordinarie

    Lo studio commercialista fornisce assistenza e consulenza per operazioni di cessioni, fusioni, acquisizione di imprese, oltre che conferimenti di complessi aziendali, trasformazioni di società e creazione di joint-ventures.

    Consulenza Finanziamenti

    Redazione di Business Plan. Consulenza ed assistenza per l’ottenimento di finanziamenti.

    Consulenza Procedurale Concorsuali

    Gli studi commercialisti di Livorno e Brescia offrono altresì assistenza nel corso della procedura di piani di risanamento aziendale ex art. 67 l.f., assistenza e consulenza nella richiesta di fallimento e durante la procedura, Concordati Preventivi e Fallimentari, Piani di ristrutturazione del debito ex art. 182 bis l.f.,.

    Firma

    Dott. Quartarone e Bolognesi

    Studio commercialista associato Quartarone . Bolognesi . Quartarone

    Via Grande 225, 57123 Livorno (LI) Tel. 0586 891116 Fax. 0586 891278 – Via Pianette 55, 25064

    Gussago (BS) Tel. 0305312942 Fax. 0302059992