Categoria: Economia e Finanza

  • Economia: in Romagna si sta concretizzando il Web Economy Forum

    Dopo sei anni di crisi strutturale (2008-2013) che ha falcidiato aziende e posti di lavoro, ha impoverito persone, fatturati e margini, ha generato timori e perdita di prospettiva, occorrono idee e progetti concreti per aiutare le imprese, e di conseguenza i territori, a superare le difficoltà e soprattutto a tornare a crescere.

    Da queste premesse in Romagna nasce il Web Economy Forum, un progetto innovativo, il primo in Italia su area vasta, il cui obiettivo principale è proprio quello di fornire alle aziende nuovi strumenti utili per uscire dalla crisi e fare sviluppo sostenibile, attraverso un nuovo modo di lavorare, di intendere e fare impresa utilizzando internet.

    Il progetto sarà presentato ufficialmente a inizio giugno attraverso una serie di incontri aperti al pubblico che prenderanno vita nei capoluoghi delle tre province coinvolte: Forlì, Ravenna e Rimini.

    Il Web Economy Forum proporrà soluzioni inedite puntando su risorse finora poco o male utilizzate, come ad esempio: le esperienze, le competenze, i progetti e le relazioni di mercato raccontati “dal basso”, cioè dai diretti protagonisti delle imprese; il web, le informazioni, i nuovi linguaggi e le opportunità che internet mette a disposizione con modalità efficienti, veloci e accessibili; i fondi strutturali dell’Unione Europea, in particolare quelli che dal 2014 saranno disponibili anche in Italia con la Strategia Europa 2020 che punta a rilanciare l’economia del decennio soprattutto attraverso lo sviluppo di cultura e pratiche digitali.

    La “web economy” è il luogo concreto nel quale le imprese di ogni settore, non solo quelle dell’ICT, possono rimodulare il proprio business, trovare nuovi clienti, gestire i cambiamenti di mercato, fare innovazione e tornare a crescere. Il progetto Web Economy Forum è lo strumento disponibile per entrare in contatto diretto con questo luogo, con altre imprese che ci stanno già lavorando e hanno successo, con esperienze ed esperti tramite i quali capire e apprendere cosa e come fare subito, senza perdere tempo.

  • Sostenibilità ambientale: Flavio Cattaneo, Terna Dolo Camin restyling high-tech

    Dolo-Camin, Terna mette in campo la linea high tech. Proseguono, all’insegna dell’innovazione e della massima sostenibilità ambientale, i lavori per la realizzazione dei primi sostegni monostelo a ridotto impatto ambientale in Veneto. Con questo intervento, un investimento di 290 milioni di euro, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, produrrà un risparmio complessivo per cittadini e imprese di oltre 40 milioni di euro l’anno. La bonifica ambientale dell’area permetterà di liberare 720 ettari di terreno. 35 mila le tonnellate di CO2 in meno annualmente emesse nell’aria.

    Continua il restyling hi-tech della rete elettrica in alta tensione. E l’operazione nel caso dell’elettrodotto Dolo-Camin, tra Venezia e Padova, prosegue all’insegna dell’innovazione e della massima sostenibilità ambientale. Sono stati infatti avviati i lavori delle fondazioni per la realizzazione dei primi sostegni monostelo a ridotto impatto ambientale in Veneto, che permetteranno la demolizione di oltre 100 chilometri di vecchie linee (oggi interferenti con 275 abitazioni) e l’interramento di oltre 60 km di tracciato a fronte di soli 33 km di nuova rete in linea aerea. Si tratta di un’opera prevista sin dall’inizio della Dolo-Camin del 10 dicembre 2012.

    Con questo intervento, per un investimento di 290 milioni di euro, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, conta di produrre notevoli benefici economici per l’intero sistema con un risparmio complessivo per cittadini e imprese di oltre 40 milioni di euro l’anno. Inoltre, la bonifica ambientale dell’area legata all’intervento permetterà di liberare 720 ettari di terreno e 1.800 edifici dagli elettrodotti che verranno smantellati. Infine, ammonteranno a 35 mila le tonnellate di CO2 in meno annualmente emesse nell’aria.

    Nello specifico, questi sostegni monostelo, permetteranno di ridurre di 15 volte l’area di territorio occupata dalla linee e l’ingombro al suolo (da 150 mq di un traliccio tronco-piramidale a 10 mq). La collocazione avverrà lungo i terreni demaniali già asserviti all’Idrovia. Per quanto concerne i terreni privati su cui insisterà il resto della linea Dolo-Camin, proseguono i contatti con i proprietari per le procedure di asservimento ed esproprio. Nelle prossime settimane, inoltre, verrà avviato anche il cantiere per l’interramento delle linee esistenti nel Vallone Moranzani, parte integrante dell’intervento “Razionalizzazione della rete elettrica ad alta tensione tra Venezia e Padova” a cui appartiene anche l’elettrodotto Dolo–Camin. L’interramento delle linee rientra nell’accordo con la Regione Veneto, il cosiddetto “accordo Moranzani”, che prevede la realizzazione da parte della Regione Veneto di una discarica debitamente isolata per smaltire “in loco” i fanghi scavati dai canali e dai terreni di Porto Marghera.

    Da ricordare poi che l’elettrodotto a 380 kV Dolo-Camin, rientra nelle 6 ‘opere top’ (elettrodotto 380 kV Sorgente-Rizziconi, tra Sicilia e Calabria; elettrodotto 380 kV Foggia-Benevento, tra Puglia e Campania; elettrodotto 380 kV Trino-Lacchiarella, tra Lombardia e Piemonte; interconnessioni con Francia e Montengero) alle quali sta lavorando Terna, per un investimento complessivo di oltre 1,7 miliardi di euro, che prevedono il coinvolgimento di 210 imprese e 340 lavoratori mediamente impegnati nelle attività di cantiere. E una volta realizzate, queste infrastrutture, produrranno minori costi per il sistema di 340 milioni di euro l’anno.

    FONTE: Terna

  • Prestiti personali: crescono quelli richiesti per matrimoni e cerimonie

    Maggio è per antonomasia il mese dei matrimoni le cui spese, in periodo di crisi economica, si affrontano sempre più spesso richiedendo un prestito. Il comparatore Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html), con la collaborazione di Prestiti.it (www.prestiti.it), ha analizzato oltre 20.000 richieste di finanziamento presentate negli ultimi 6 mesi in Italia scoprendo che, se nel 2011 la percentuale rappresentata dai prestiti per i matrimoni sul totale di quelli richiesti era dell’1,7%, oggi è arrivata al 2,4%, vale a dire un incremento del 41% in appena due anni. Se è vero che proporzionalmente i prestiti finalizzati al pagamento di matrimoni e cerimonie sono cresciuti, va evidenziato come, rispetto alla rilevazione del 2011, si sia notevolmente ridotto l’importo richiesto che è passato da una media di 16.000 euro ad appena 9.000. Gli importi maggiori vengono richiesti nel Lazio (12.570 euro in media), che precede la Calabria (11.700 euro) e la Puglia (10.450 euro); prima regione del nord il Veneto, dove la richiesta media si attesta a 9.925 euro. Importi decisamente più contenuti nelle Marche, in Liguria ed in Sardegna dove non si superano i 6.000 euro. Il maggior numero di richieste per i prestiti finalizzati a matrimoni o cerimonie arriva dalla Campania che, da sola, rappresenta circa il 17% del totale; da notare come, in questa regione, i prestiti per matrimoni siano più del 4% di quelli richiesti, dato quasi doppio rispetto a quello nazionale; a seguire si trovano la Lombardia (14,7%), la Sicilia (10,8%) ed il Lazio (8,3%). A richiedere un prestito personale finalizzato al matrimonio sono principalmente dipendenti privati, ma il 6,5% di chi fa domanda è pensionato; più che a fiori d’arancio sbocciati in tarda età, però, questo è dovuto alla volontà di regalare ai propri figli un matrimonio da favola. I richiedenti più giovani sono gli umbri (30 anni), i marchigiani e i sardi (32 anni), i più anziani i lombardi (37 anni), gli abruzzesi (39,5) ed i campani (40 anni). Chi ha presentato una richiesta di prestito per matrimonio ha intenzione di restituire il finanziamento in circa 58 rate, ma dove gli importi richiesti sono maggiori anche il piano di restituzione si allunga, arrivando a sfiorare i 6 anni (Lazio; 69 mesi – Calabria; 68).

  • Scopri Come Guadagnare Velocemente – GARANTITO!

    Come Guadagnare Velocemente e Vivere di Rendita (importante news).

    LA MINIERA D’ORO ESISTE, PER TUTTI!

    Oggi puoi guadagnare dal nulla qualsiasi cifra, garantito:

    clicca e guarda . . . >>> http://www.come-guadagnare-velocemente.non-mlm.com

    – senza vendere
    – senza sondaggi
    – senza reclutare
    – senza siti da creare
    – senza dover testare
    – senza pubblicità
    – senza alcun problema
    – SICURO AL 1OO%

    Hai letto bene, Freeperclick Rendita e’ la soluzione perfetta
    per GUADAGNARE senza romperti la testa.

    Forse ti sembrera’ incredibile oppure no, ma e’ GARANTITO.

    Puoi realizzare vere e proprie rendite senza alcuna possibilita’ di errore,
    con una garanzia del 1OO% di successo.

    clicca e guarda . . . >>> http://www.come-guadagnare-velocemente.non-mlm.com

    Buona giornata!

  • Cattaneo Flavio: Il primo ponte elettrico tra Italia e Balcani

    “Italia-Montenegro”, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, sta realizzando una connessione elettrica diretta con il sud est europeo, una piattaforma di scambi di elettricità tra l’Italia, l’Unione Europea e l’Europa sudorientale per favorire l’integrazione del mercato elettrico nel sud est dell’Europa. 1 miliardo di euro di investimento complessivo, 415 km di lunghezza e fino a 1.000 MW di energia trasportata da una sponda all’altra dell’Adriatico, questi i dati relativi alla realizzazione di quest’infrastruttura di rilevanza strategica comunitaria.

    Terna, Flavio Cattaneo.

    L’infrastruttura, infatti, servirà a creare una connessione elettrica diretta con il sud est europeo, regione attualmente caratterizzata da un importante potenziale energetico: una piattaforma di scambi di elettricità tra l’Italia, l’Unione Europea e l’Europa sudorientale.

    Nei prossimi anni, in Montenegro è previsto un forte incremento degli investimenti negli impianti di generazione, in particolar modo quelli da fonti rinnovabile, che permetterà di vendere all’estero l’elettricità in eccesso: si parla di un surplus energetico pari a oltre 10 TWh annui, da sfruttare a partire dal 2016 con la costruzione di 70 nuovi impianti nella regione balcanica.

    Una volta realizzata l’opera contribuirà a diversificare le fonti di approvvigionamento, con conseguente aumento della competitività nel mercato elettrico italiano, nonché a migliorare sicurezza ed efficienza della fornitura e della trasmissione elettrica in situazioni di emergenza.

    Per far sì che si concretizzi l’obiettivo di realizzare una rete regionale interconnessa più affidabile, è necessario innanzitutto valorizzare la rete elettrica montenegrina e rafforzare le relative interconnessioni con paesi limitrofi, attraverso la costruzione di nuove infrastrutture energetiche così che il Montenegro possa diventare l’hub elettrico dei Balcani.

    Altresì è essenziale dotarsi, per il Montenegro, di un contesto normativo stabile e istituire norme e procedure armonizzate nella regione che creino gradualmente un mercato regionale da integrare in quello europeo. La costituzione del CAO, l’Ufficio d’Aste Coordinato, e l’adozione del Terzo Pacchetto Energia della Ue nel contesto del Trattato della Comunità dell’Energia, rappresentano già dei passi nella direzione giusta.

    FONTE: Terna

  • GARANTITO: Scopri Come Guadagnare Tanto in Poco Tempo!

    Come Guadagnare Tanto in Poco Tempo e Vivere di Rendita (importante news).

    LA MINIERA D’ORO ESISTE, PER TUTTI!

    Oggi puoi guadagnare dal nulla qualsiasi cifra, garantito:

    clicca e guarda . . . >>> http://www.come-guadagnare-tanto-in-poco-tempo.non-mlm.com

    – senza vendere
    – senza sondaggi
    – senza reclutare
    – senza siti da creare
    – senza dover testare
    – senza pubblicità
    – senza alcun problema
    – SICURO AL 1OO%

    Hai letto bene, Freeperclick Rendita e’ la soluzione perfetta
    per GUADAGNARE senza romperti la testa.

    Forse ti sembrera’ incredibile oppure no, ma e’ GARANTITO.

    Puoi realizzare vere e proprie rendite senza alcuna possibilita’ di errore,
    con una garanzia del 1OO% di successo.

    clicca e guarda . . . >>> http://www.come-guadagnare-tanto-in-poco-tempo.non-mlm.com

    Buona giornata!

  • Franchising: No+Vello nella TOP 100 2013 su cui conviene investire

    Franchise Direct, prestigioso portale web leader mondiale nella promozione on line dei franchising e delle opportunità di business, nomina No+Vello nella TOP 100 2013 dei migliori franchising al mondo. Nella lista, colossi come Subway, 7 Eleven e Yves Rocher. Settore in costante crescita e strategie vincenti fanno del marchio spagnolo uno dei migliori brand su cui rivolgere oggi il proprio investimento.

    Per stilare la sua classifica, Franchise Direct seleziona ogni anno tra centinaia di candidati che si sono espansi in almeno due Paesi e che hanno investito risorse e capitale in strategie di crescita internazionale. In particolare, il ranking prende in considerazione una multi varietà di fattori, tra cuii risultati finanziari e le responsabilità sociale corporativa dell’impresa.Visto lo sviluppo e la notevole espansione raggiunti in soli pochi anni, No+Vello non poteva dunque che essere presa in considerazione.

    Nel prestigioso ranking, il marchio spagnolo si è confrontato con colossi del mercato come gli americani Subway e 7 Eleven, rispettivamente al primo e al secondo posto, e la francese Yves Rocher, al 30mo. No+Vello segue all’84mo ed, insieme alla catena di supermercati Día e il marchio specializzato nel campo dell’Educazione Alimentare e nutrizione NaturHouse, è l’unico brand spagnolo a far parte della lista, così come l’unico in assoluto nel campo della bellezza e dell’estetica.

    Quello della TOP 100 Franchise Direct è solo uno dei tanti riconoscimenti accumulati negli anni da No+Vello. Un successo che è arrivato sin dagli inizi, nel 2007, quando il marchio riesce a posizionarsi ottimamente al di fuori dei confini nazionali e ad aprire, in soli 6 mesi, più di 150 centri. Ad oggi, il marchio conta ben 1058 centri distribuiti in 15 paesi come l’Italia, Polonia, Bulgaria, Messico, Brasile, Venezuela ecc.

    Il segreto del suo successo è una combinazione di fattori che, vista la rapidità di crescita, lo rendono tra i più sicuri brand in cui poter investire oggi:

    Il boom del settore: nonostante la crisi, il mercato della foto depilazione registra una costante crescita. L’80% delle donne e il 50% degli uomini dice di avere problemi con i peli superflui. Questa percentuale, soprattutto tra i giovani e gli uomini, è costantemente in crescita;

    I trattamenti hanno tutti una tariffa unicadi 36€ per zona e seduta, quindi, sono accessibili a tutti. Fino ad oggi, invece,i trattamenti di foto depilazione erano destinati ad un pubblico con un potere di acquisto molto elevato. Da quando No+Vello, invece, è sbarcato nel nostro Paese ha allargato massicciamente la clientela e i margini di business dei propri franchisee;

    Investimenti nella Ricerca&Sviluppo: No+Vello aggancia la clientela non solo per le sue tariffe ma anche per la qualità dei trattamenti e il costante impegno nella ricerca di macchinari sempre di ultima generazione;

    Investimento ridotto, facilità di gestione ed elevata redditività per i franchisee: investimento di 30.000 euro e rientro dell’investimento in 8-18 mesi.

    “Gli imprenditori scelgono il nostro brand anche perché possiede caratteristiche anticrisi”, spiega il Direttore generale, Antonello Marrocco. “Con un investimento ridotto si può cominciare a operare e ottenere ottimi risultati in breve tempo. Molti dei nostri affiliati, infatti, hanno deciso di aprire un secondo centro dopo neanche 12 mesi di lavoro proprio per il rapido superamento del break-even del primo”.

    Per maggiori informazioni sul mondo del franchising No+Vello, basta visitare l’apposita sezione dedicata sul sito web ufficiale della rete.

  • Seguire un buon master per Export Manager è fondamentale



    Export Manager: l’interfaccia tra azienda e mercato. Scegliere un buon master per una professione così importante come l’Export Manager è fondamentale.

    L’Export Manager è colui che ha il compito di sviluppare il mercato estero della propria azienda. Il suo compito principale è quello di scegliere nuovi potenziali mercati esteri e di elaborare le strategie più efficaci per affermare la propria presenza in questi mercati analizzando le specificità di ogni paese e contesto economico.

    Di cosa si occupa un Export Manager?
    L’Export Manager si occupa di diverse attività:

    • Coordina le attività internazionali dell’azienda, in particolar modo l’ingresso e l’affermazione dei suoi prodotti/servizi in nuovi mercati
    • Definisce le strategie commerciali per lo sviluppo della presenza aziendale nei mercati esteri
    • Coordina il piano di promozione su l mercato internazionale
    • Progetta e organizza la rete di distribuzione del prodotto/servizio nel paese estero
    • Gestisce il budget estero, assistito dagli area manager
    • Stipula e intrattiene accordi commerciali e istituzionali con i partner locali (imprenditori, uffici commerciali, operatori stranieri del settore, compagnie di trasporto)

    Per fare ciò l’Export Manager deve possedere un’ottima padronanza dei meccanismi di internazionalizzazione ed esportazione, deve essere in grado di interpretare i movimenti del mercato mondiale e deve avere una notevole capacità di adattamento alle diverse realtà culturali con cui viene in contatto.

    Quali sono le conoscenze necessarie per diventare un Export Manager?
    Le conoscenze necessarie per svolgere la professione di Export Manager sono tante e diverse tra loro. In genere è richiesta una laurea, preferibilmente in Economia, Diritto Internazionale o Ingegneria. Deve conoscere le strategie di marketing, le tecniche di transazione e di negoziazione, le formule assicurative, le procedure bancarie e contrattualistiche, deve avere piena padronanza delle problematiche legate al trasporto.
    Ovviamente fondamentale è la conoscenza delle lingue, in particolare, delle lingue straniere dell’area geografica in cui si trova a operare.

    Master in Export Management
    Scegliere un buon master è molto importante per avere una preparazione che formi manager e professionisti che con una specializzazione di alto livello nell’ambito dell’Export Management. Ecco alcuni dei migliori master disponibili in Italia:

    • Gestioni e management, Executive Master in Export Management
    • Cegos, Corso di formazione per Export Manager
    • Master in Export Management: Università Cattolica,Economia e gestione degli scambi internazionali
  • Gli italiani amano il solare… ma lo conoscono bene?

    Per l’89% degli italiani il solare è l’energia su cui l’Italia, pensando al futuro, dovrebbe puntare. Lo rivela il nono rapporto “Gli italiani e il solare”, pubblicato recentemente dalla Fondazione Univerde ed IPR marketing per l’inaugurazione del Solarexpo 2013. Gli italiani amano il solare dunque, ma lo conoscono bene?

    Come di consueto per l’inaugurazione del Solarexpo la Fondazione Univerde ed IPR marketing hanno pubblicato i risultati del sondaggio “Gli italiani e il solare” , volto a fare il quadro su come viene percepita la questione energetica nel nostro Paese. I risultati sono molto favorevoli alla soluzione solare, giudicata semplice, pulita, sempre più economica, vantaggi che hanno fatto guadagnare al solare la simpatia di oltre il 90% degli Italiani. Una stima quella per la tecnologia solare che può essere tranquillamente condivisa, quello che può essere meno condiviso è il metodo piuttosto semplicistico con cui la ‘soluzione solare’ viene proposta, attraverso domande che forse non lasciano trasparire pienamente il rovescio della medaglia.

    I principali risultati del rapporto si possono così riassumere:

    • Per l’89% degli italiani il solare è l’energia su cui l’Italia, pensando al futuro, dovrebbe puntare. Seguono eolico (54%), Idroelettrico (35%), Geotermia (25%), Nucleare (17%), Biomasse (16%), Gas (14%), Carbone (2%), Petrolio (1%);
    • il 79% degli italiani è propenso ad utilizzare direttamente l’energia solare;
    • il 92% degli italiani sarebbe favorevole ad installare pannelli FV nel proprio condominio utilizzando un incentivo pubblico. (sarebbe stato forse interessante porre una domanda simile per valutare la propensione all’installazione senza incentivo pubblico);
    • il 48% degli italiani sarebbe per l’abolizione degli incentivi se questi venissero sostituiti con semplificazioni burocratiche e la libertà di autoprodurre e vendere energia in rete, il 38% è contrario alla loro abolizione;
    • il 90% degli italiani considera doveroso per la salute e per il clima chiudere le centrali a carbone e ad olio combustibile entro il 2020;
    • Il 77% degli italiani non conosce le smart grid ma il 54% degli interpellati le giudica un’ottima iniziativa quando queste vengono definite le reti intelligenti decise dall‘Unione Europea con cui ogni cittadino potrà non solo ricevere e comprare energia ma diventare produttore, da solo e in comunità, e anche vendere energia ad altri attraverso la rete.
    • l’ 88% degli italiani risulta favorevole all’applicazione di una carbon tax, il 40% pensa però che ciò sarà difficile da realizzare.

    Questi risultati danno un’idea su quello che è il ‘polso’ degli italiani sulla questione energetica, dati certamente interessanti e su cui riflettere.

    Forse però per il sondaggio che precederà il Solarexpo 2014 si potrebbero proporre delle domande un po’ più pragmatiche, pur senza pretendere che i cittadini italiani diventino esperti delle criticità che può comportare per il sistema e per il mercato elettrico un’ampia diffusione del solare. Ad esempio si potrebbe lasciar intravvedere cosa potrebbe comportare dal punto di vista burocratico e fiscale poter vendere ad altri l’energia elettrica attraverso le smart grid (bisognerebbe quanto meno saper comprendere in cosa consiste un contratto di fornitura e si dovrebbe produrre una bolletta, per quanto semplificata). Si potrebbe inoltre suggerire cosa comporterebbe dal punto di vista dei costi dell’energia elettrica l’eliminazione delle centrali a carbone e la loro sostituzione con impianti a fonti rinnovabili. Oppure, per consentire una valutazione più informata, si dovrebbe far sapere agli intervistati che l’applicazione di una carbon tax sui prodotti energetici proporzionale alle emissioni di CO2 risulterebbe in percentuale molto più gravosa per chi ha un reddito basso e può intervenire in maniera marginale sui propri consumi (ad esempio con una ristrutturazione edilizia o acquistando un’auto meno inquinante) mentre risulterebbe in percentuale meno gravosa per chi ha redditi elevati.

    In ultimo una piccola considerazione sul comunicato stampa relativo alla presentazione del rapporto che riporta nel cappello: Dal 90% degli italiani NO al carbone e SI al solare, anche con nuovi incentivi. Pecoraro Scanio: “Nel 2020 chiudere le centrali a carbone e a olio combustibile. Nel 2050, 100% di energia da rinnovabili. Subito nuovi incentivi normativi ed economici”. Un’interpretazione a dir poco assai colorita dei risultati del sondaggio e che sembra voler fornire alla stampa una chiave di lettura preconfezionata dei dati, anch’essa eccessivamente semplificata.

    Leggi l’articolo sul blog di Assoelettrica

    Fonte: Assoelettrica

  • Osservatorio Findomestic Maggio 2013:la crisi porta gli Italiani a ridefinire i contorni della povertà: 2 famiglie su 3 ritengono di essere più povere

    Milano, 06 maggio 2013 COMUNICATO STAMPA

    I 60 giorni di vacatio governativa post elettorale e le ultime, sfibranti difficoltà per l’individuazione del nuovo presidente della Repubblica hanno fatto crollare la fiducia degli Italiani, che non era mai scesa così in basso: 2,88 punti, record negativo di sempre.

    Anche se l’incarico affidato nell’ultimo scorcio del mese a Enrico Letta e il conseguente superamento di questa lunga fase di stallo anticipano già un probabile recupero dell’indicatore.

    Ad arretrare, ad aprile, anche la propensione al risparmio: ad aprile i consumatori che si dicono pronti a risparmiare sono l’11,4%, contro il 15,4% del mese precedente.

    In tema di redditi, la crisi porta gli Italiani a ridefinire i contorni della povertà:

    una famiglia viene considerata povera mediamente sotto i 1.350 € al mese,

    passando dai 1.200 € di chi vive da solo ai 1.450 € di nuclei familiari composti da 2 o più percettori di reddito con 3 o più componenti

    Sul fronte dei consumi, tengono i grandi elettrodomestici, la telefonia, i tablet e i prodotti audiovideo.

    I due lunghissimi mesi durante i quali l’Italia è rimasta senza un Governo nel pieno dei suoi poteri, e l’ultima, drammatica parentesi legata alle difficoltà per l’individuazione del nuovo Presidente della Repubblica hanno avuto un impatto devastante sulla fiducia degli Italiani nei confronti della situazione economica e sociale del Paese. Mai come ad aprile il grado di fiducia, misurato dall’Osservatorio mensile Findomestic, era sceso così in basso: 2,88 punti, su una scala che – lo ricordiamo – va da 0 a 10 e che ha in 7 la sua soglia positiva. A marzo, quando già era ben chiara a tutti l’incertezza determinata dall’esito dello scrutinio delle elezioni politiche, questo indicatore era scivolato a 3,18. Ma mai si era andati sotto la soglia (anche psicologica) di 3.

    Il superamento dello stallo politico istituzionale impresso dall’incarico affidato a Enrico Letta di formare il Governo, e l’ampio voto di fiducia raccolto nei due rami del Parlamento dal nuovo esecutivo, anticipano però un probabile recupero dell’indicatore della fiducia.

    Ad aprile, tuttavia, non è andata bene nemmeno per la propensione al risparmio, che ha subito un contraccolpo analogo a quello del grado di fiducia. Negli scorsi 30 giorni, gli Italiani che si sono detti pronti, nell’arco dei prossimi 12 mesi, ad incrementare i propri risparmi, sono stati l’11,4%. A marzo, erano il 15,4%.

    Da segnalare come il campione preso in esame dalla rilevazione ha ridefinito i parametri reddituali con i quali individuare le fasce di povertà: mediamente sotto i 1.350 € percepiti mensilmente, una famiglia può essere considerata povera, passando dai 1.200 € di chi vive da solo ai 1.450 € di nuclei familiari composti da 2 o più percettori di reddito con 3 o più componenti.

    Il reddito minimo necessario per sentirsi nella media è stimato invece in 2.100 € al mese. Per chi vive solo e deve quindi sostenere spese solo per se stesso la soglia non supera i 1.650 €, mentre sale a 2.250 € per le famiglie composte da 3 o più componenti e da altrettanti percettori di reddito.

    Rispetto a 5 anni fa, ovvero prima della crisi, più di 2 famiglie su 3 (ben il 68%) ritengono di essere diventate più povere, mentre solo un 4% è riuscito a migliorare la propria situazione economica. Non si intravedono grossi miglioramenti se si pensa ai prossimi 5 anni: il 40% degli intervistati ritiene che la situazione sarà stabile, un altro 40% è invece più pessimista, prevedendo un ulteriore impoverimento

    Sul fronte dei consumi, i grandi elettrodomestici, la telefonia, i tablet e i prodotti audiovideo tengono, facendo segnare piccoli ma significativi incrementi nelle propensioni di acquisto. Battute d’arresto per l’arredamento, e per le auto, che il mese scorso avevano fatto registrare dei timidi segnali di ripresa.

    Previsioni di acquisto a tre mesi

    Elettrodomestici: propensioni all’acquisto in aumento per gli elettrodomestici grandi, in calo i bruni (TV, Hi-Fi) e i piccoli.

    Sale dal 13,0 al 13,8% la quota degli intervistati che prevedono di acquistare un elettrodomestico grande nei prossimi tre mesi. In calo le previsioni per gli elettrodomestici bruni (17,9%) e per quelli piccoli (22,4%). Gli importi di spesa preventivati segnano invece una netta diminuzione per gli elettrodomestici grandi, per i quali si ipotizza un ammontare di 661 € (contro i 766 € dell’ultima rilevazione). Esborsi pressoché stabili per i bruni (643 € rispetto ai 662 € del mese precedente) mentre crescono lievemente per i piccoli, da 170 a 182 €.

    Informatica, telefonia e fotografia: settore in crescita, fatta eccezione per PC e accessori.

    Prospettive positive per tre delle categorie analizzate: telefonia, Tablet/E-book e Fotocamere/Videocamere. Scendono solo PC e accessori, seppur in maniera lieve (da 18,5 a 17,8%).

    Per quanto riguarda l’ammontare di spesa, invece, gli italiani prevedono di spendere di più in telefonia (da 307 a 313 €), mentre diminuisce l’ammontare relativo a PC e accessori, Tablet/E-book e Fotocamere/videocamere.

    Auto e moto: lieve calo dell’auto (sia nuova che usata). In salita i motocicli.

    Cresce, dopo mesi di flessione costante, la quota di quanti intendono acquistare un motociclo: 3,4%, contro il 2,6% del mese precedente. Al contrario, diminuisce lievemente il numero di chi si dimostra propenso all’acquisto di una vettura, sia nuova che usata, mentre permane una certa stabilità circa l’ammontare di spesa previsto: 18.174€ per l’automobile nuova, 7.372€ per l’auto usata e 2.773€ per la moto.

    Casa e arredamento: previsioni in salita per l’acquisto di case e ristrutturazioni, male i mobili.

    Continua il trend positivo del settore immobiliare. Crescono, infatti, gli intenzionati all’acquisto di una casa (4,3%) o alla sua ristrutturazione (10%). Tuttavia, l’arredamento sembra non essersi ancora ripreso dai contraccolpi dei mesi precedenti, facendo registrare la più bassa quota di intenzionati all’acquisto dal gennaio 2012: 13,4%. In diminuzione anche l’ammontare di spesa prevista (1.884€).

    Tempo libero: continua il trend positivo per viaggi e attrezzatture o abbigliamento sportivi. Stabile il fai-da-te.

    Complici la stagione primaverile e il clima mite, nel mese di maggio un italiano su tre programma una vacanza nell’arco dei prossimi tre mesi (33,3%). Segno più anche per quanti si preparano a comprare abbigliamento o attrezzature sportive (22,7%). Restano stabili intorno al 22,6% le previsioni per il fai-da-te.

    AD HOC Communication Advisors:

    Marina Beccantini 02 7606741

    [email protected]

    Findomestic

    Stefano Martini 335 7480154

    [email protected]

    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:

    www.adhoccommunication.it www.info.findomestic.it