Categoria: Economia e Finanza

  • Cessione del quinto: quinto stipendio e quinto pensione

    La cessione del quinto è il prestito personale più conveniente per i dipendenti pubblici e per i pensionati viste le particolari condizioni intrinseche della cessione di quinto. La cessione del quinto è il prestito personale che permette di chiedere la somma di denaro di cui si ha bisogno rimborsandola attraverso il pagamento di rate mensili.

    L’importo delle rate non può mai superare il quinto dello stipendio e viene addebbitato direttamente sullo stipendio o sulla pensione ogni mese, senza che il dipendente pubblico o il pensionato debba preoccuparsi di effettuare accrediti o bonifici.

    Senza finalità di spesa: per chiedere la cessione del quinto non è necessario indicare il motivo per cui si chiede il prestito. Si tratta, infatti, di un prestito senza finalità di spesa che può essere richiesto anche da protestati e pignorati che hanno già un altro prestito o che sono iscritti alle liste del CRIF – la lista dei cattivi pagatori.

    Convenzioni INPS e INPDAP: dipendenti pubblici e pensionati ex-dipendenti pubblici possono usufruire delle agevolazioni previste dalle Convenzioni INPS e INPDAP, apposite convenzioni stipulate dagli Enti previdenziali per agevolare pubblici dipendenti e pensionati interessati alla cessione del quinto dello stipendio o alla cessione del quinto della pensione.

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  • Mutui: l’erogato medio risale ai valori di un anno fa

    Domanda debole e cautela delle banche “congelano” le erogazioni dei mutui: secondo l’Ufficio Studi di Mutui.it negli ultimi sei mesi la somma che gli italiani sono riusciti ad ottenere per l’acquisto di una casa è rimasta bassa, ma è perlomeno tornata ai valori di un anno fa. Ammonta a 122.000 euro l’erogato medio delle banche, in salita di 4,5 punti percentuali rispetto allo scorso semestre.

    Analizzando le richieste di preventivo di mutuo registrate a ottobre scorso sui portali Mutui.it (www.mutui.it) e Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), e confrontandole con quelle di aprile 2013, si è registrata una generale stazionarietà dal punto di vista delle richieste, ed un leggero aumento per quel che riguarda le erogazioni. In particolare diminuisce, anche se di poco, il divario tra la somma media richiesta e quella effettivamente erogata, percentuale che passa dall’11 all’8%. Il cosiddetto loan to value, vale a dire la percentuale erogata in rapporto al valore dell’immobile cresce di poco, passando dal 50% al 52%.

    «Gli Italiani che aspirano a un finanziamento per acquisto casa – spiega Lorenzo Bacca, responsabile della business unit Mutui dell’azienda hanno imparato a richiedere cifre contenute, sapendo che dovranno attingere ai propri risparmi perché il mutuo potrà coprire circa metà del valore dell’immobile. Prosegue come nel semestre precedente, poi, il paradosso per cui i prezzi degli immobili acquistati, nonostante la crisi del mattone, non sembrano ridursi: il valore medio delle case da comprare resta stabilmente attorno ai 235.000 euro».

    Il mutuo prima casa

    Se questi sono i dati complessivi, quando si prendono in considerazione solamente le richieste e le erogazioni di mutui acquisto prima casa, lo scenario cambia. Dopo un anno di calo costante dell’ammontare richiesto, ad aprile si prende fiato: si passa da 135.000 a 137.000 euro in sei mesi (+2%). Di contro, cala la cifra media erogata, che passa da 127.000 a 125.000 euro (-2%): un gioco a somma zero che rende il settore congelato anche nel 2013. Mentre il divario tra richiesta ed erogazione si allarga (i due numeri divergono del 10%) la percentuale finanziata scende al 58% (era al 61% nella rilevazione precedente). Questo calo è dovuto, in parte, al leggero aumento del valore medio degli immobili acquistati attraverso il finanziamento per la prima casa (+3% in sei mesi).

  • Flavio Cattaneo, Terna procede Piano Investimenti decennale (Il Sole24Ore)

    Procede la realizzazione del piano decennale di investimenti infrastrutturali per 8 miliardi di euro di Terna. Conclusi i lavori l’Italia disporrà della più moderna e tecnologicamente avanzata rete d’Europa. Dal 2007 il prezzo dell’energia è sceso grazie al miglioramento della rete: complessivamente il programma di sviluppo della Spa ha prodotto 4,8 miliardi di minori costi per il sistema. Le opere che Terna sta realizzando produrranno 1.200 km di nuova rete high-tech e sostenibile. Flavio Cattaneo: “L’Italia ha tutte le carte in regola per essere soggetto attivo nel mercato europeo. Disponiamo di una rete di trasmissione flessibile e di alta tecnologia”.

    Procede a passo spedito la realizzazione del piano di investimenti infrastrutturali di Terna Spa, operatore italiano di rete per la trasmissione di energia elettrica. Il piano decennale, avviato nel 2005, prevede investimenti per quasi 8 miliardi e a conclusione lavori l’Italia disporrà della più moderna e tecnologicamente avanzata rete d’Europa. Non solo. La costruzione di nuove interconnessioni con le reti estere e il potenziamento di quelle esistenti, permetteranno all’Italia di poter essere un attore di primo piano nel mercato europeo dell’energia elettrica. Tra i progetti di Terna spiccano infatti i ponti elettrici con il Montenegro e con la Francia, due opere già cantierate che si aggiungono alle 22 linee di collegamento con l’estero esistenti e che rientrano nella strategia di Terna di fare della rete italiana l’hub elettrico dell’Europa e del Mediterraneo.

    «Ora, dal punto di vista tecnologico e produttivo – spiega Flavio Cattaneo, l’amministratore delegato di Terna – l’Italia ha tutte le carte in regola per essere soggetto attivo nel mercato europeo. Abbiamo un parco generazione moderno e più equilibrato nel mix. Abbiamo le centrali a gas più avanzate d’Europa. Disponiamo di una rete di trasmissione flessibile e di alta tecnologia. Ma dobbiamo anche ridurre il costo delle materie prime. Adesso è l’Unione europea che deve superare i vincoli normativi per aprire il mercato. Soprattutto in un momento come quello attuale, con una capacità di generazione superiore alla domanda anche a causa del rallentamento dell’attività industriale. Inoltre Francia e Germania, con la componente nucleare, non hanno quella flessibilità che l’Italia potrebbe fornire. Abbiamo bisogno di sistemi di accumulo dell’energia e il quadro normativo europeo deve porre ancora più attenzione su questo. Noi siamo pronti e l’Italia è in buona posizione».

    Tra gli obiettivi del programma c’è la riduzione dei costi per il sistema, già in parte centrato. Solo considerando le sei maggiori opere realizzate dal 2005 (San Fiorano-Robbia, Matera-Santa Sofia, Laino-Rizziconi, Chignolo Po-Maleo, Turbigo-Rho e Sapei), dall’entrata in esercizio ad oggi il risparmio per il sistema è stato di circa 1,7 miliardi. In pratica – sottolineano a Terna – il benefico generato ha già ripagato l’intero costo sostenuto e, per ogni milione di euro investito, il ritorno in termini di minor costo per il sistema è di circa cinque milioni. Se a ciò si aggiungono i 3,1 miliardi di euro di minori costi generati dall’ottimizzazione nella gestione dei flussi di energia, il cosiddetto dispacciamento, si ha che complessivamente il programma di sviluppo della Spa ha prodotto 4,8 miliardi di minori costi per il sistema.
    Dal 2007 a oggi, inoltre, l’ammodernamento della rete ha contribuito a un calo del Prezzo unico nazionale (Pun), sceso a 64 euro per Megawattora dai 71 euro del 2007, mentre il prezzo minimo è passato da 68 a 59 euro del periodo gennaio-febbraio 2013.

    Nella situazione attuale di pesante crisi per le imprese del settore tecnologico e per i cantieri, il programma di Terna rappresenta un forte generatore di lavoro: a oggi sono infatti 209 i cantieri aperti e in attività in Italia, che coinvolgono 750 imprese dell’edilizia civile e dell’elettromeccanica e oltre 4mila lavoratori. Le opere che Terna sta realizzando produrranno 1.200 chilometri di nuova rete high-tech e sostenibile, 850 chilometri di vecchie linee saranno dismessi e 60 nuove stazioni saranno attivate. Il 40% dei 3 miliardi in fase di realizzazione è destinato al pieno sfruttamento delle energie rinnovabili.

    Il programma – come spiega Cattaneo – è totalmente finanziato dal mercato e dalla Bei (Banca europea per gli investimenti) che «nella persona del vicepresidente Dario Scannapieco, ha acceso una luce là dove prima c’era il buio. È grazie all’impegno di Scannapieco – dice Cattaneo – che la Bei ha focalizzato il suo interesse sul piano di sviluppo della rete italiana e sta sostenendo il progetto con grande lungimiranza».

    Sette i progetti top in fase di realizzazione (altri due partiranno entro il 2013), che da soli consentiranno un risparmio di costi a carico del sistema elettrico valutato in 340 milioni l’anno: l’elettrodotto Italia-Francia (365 milioni di investimenti per la parte italiana); l’interconnessione Italia-Montenegro (un miliardo l’investimento); elettrodotto Trino-Lacchiarella (300 milioni); elettrodotto Dolo-Camin (290 milioni); elettrodotto Foggia-Benevento (90 milioni); elettrodotto Feroleto-Maida (10 milioni); elettrodotto Sorgente-Rizziconi (700 milioni, realizzato al 55%). Quest’ultima opera in particolare collegherà Sicilia e Calabria e contribuirà a un deciso risparmio in bolletta elettrica valutato in oltre 600 milioni l’anno.

    FONTE: Il Sole 24 Ore

  • Il Sole24Ore: Terna, profitti da record.

    Trimestrale 2013, risultati record per Terna, come riportato da “Il Sole 24 Ore”, si tratta di maxiprofitti (utile 142 milioni di euro). Terna è premiata dai grandi investimenti, dalla solidità finanziaria e la gestione equilibrata tra business regolamentato e attività non tradizionali. L’Ad Flavio Cattaneo, “Questi risultati ci consentono di impegnarci con maggiore robustezza sulle due grandi sfide del sistema elettrico in evoluzione: l’integrazione europea con un ruolo centrale per le interconnessioni dell’Italia e il continuo sviluppo degli investimenti infrastrutturali in aree fondamentali del Paese”.

    Il risultato record ottenuto da Terna nel primo trimestre 2013 è stato sottolineato dalla stampa nazionale: come titola infatti “Il Sole 24 Ore”, si tratta di maxiprofitti (l’utile sale a 142 milioni di euro, con un incremento del 24,6 per cento) e soprattutto di grandi investimenti.

    Il primo trimestre 2013 per l’azienda guidata da Flavio Cattaneo si è chiuso all’insegna del “+” (ed è il 30esimo trimestre positivo consecutivo), con un ebitda di 381 milioni di euro (+12,1%) e ricavi a quota 470 milioni di euro (+8,8%). Il giornale degli industriali evidenzia come questo risultato non sia ovviamente frutto del caso ma la giusta fusione di un mix di ingredienti essenziali: gli investimenti messi in campo dal Gruppo (1235 miliardi di euro nel 2012), l’attenzione a costi e alla solida struttura finanziaria, l’efficace equilibrio tra business regolamentato e attività non tradizionali.

    Al di là di quello che sarà il futuro e che lo stesso Cattaneo ha tenuto a rimarcare (“Questi risultati ci consentono di impegnarci con maggiore robustezza sulle due grandi sfide del sistema elettrico in evoluzione: l’integrazione europea con un ruolo centrale per le interconnessioni dell’Italia e il continuo sviluppo degli investimenti infrastrutturali in aree fondamentali del Paese”), la performance di Terna è globale perchè rispetto allo stesso periodo del 2012 sono migliorati sia l’Ebit (+15,1%) che il patrimonio netto, salito a 2943 miliardi di euro contro 2788. Non preoccupa poi lo scarto dell’indebitamento finanziario (5924 miliardi, più 69 rispetto alla fine del 2012) in quanto il costo del debito a fine 2013 si attesterà sotto il 2,7% del 2012. E gli azionisti? Soddisfatti anche loro, visto che grazie ad un dividendo di 20 centesimi di cui 7 già avuti in acconto il principale azionista di Terna, la Cassa Depositi e Prestiti, si “porta via” qualcosa come 120 milioni di euro. Ma le acquisizioni internazionali al momento possono attendere.

    FONTE: Terna

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  • IlCopernicano: la nuova sfida di Copernico Sim

    In controtendenza rispetta all’attuale trend del mercato editoriale, che vede la nascita di riviste online in forte crescita, IlCopernicano è la nuova rivista cartacea di Copernico Sim. Tale iniziativa è stata voluta e pensata dal vicepresidente nonché promotore finanziario Furio Impellizzeri, il quale è anche a capo del coordinamento editoriale assieme ad altri due membri del team di Saverio Scelzo, Presidente ed Amministratore Delegato della Sim friulana. Nelle sue parole di presentazione, “ilCopernicano racconterà storie vere, testimonianze di storie di vita, di fatica, di riscatto e di crescita”.
    Il primo numero della rivista è uscito nell’aprile di quest’anno con una tiratura di diecimila copie, presentandosi come iniziativa editoriale aperta al coinvolgimento diretto dei membri di Copernico Sim; questi partecipano non solo con una serie di interventi che variano dai commenti, alle esperienze ed alle idee personali sul mercato e sulla cultura finanziaria, ma anche con approfondimenti più propriamente tecnici. Ampio spazio è dedicato alle società prodotto distribuite, che in questo modo hanno la possibilità di farsi conoscere meglio ma anche ad interviste ed a interventi su temi più di attualità: nel numero di aprile si parla ad esempio del Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e di turismo culturale.
    Insomma, il Copernicano vuole essere la casa di quanti desiderano parteciparvi e condividere la filosofia di fondo della sim: “Diversi. Per scelta.”

  • Social Housing e nuovi Fondi Immobiliari a Brescia: esperimento pilota da esportare in tutta Italia

    Il progetto ha nel suo DNA l’ambizione di supportare lo sviluppo futuro dell’Housing Sociale nel territorio bresciano, attraverso la creazione di uno strumento istituzionale. Brescia dunque come esperimento pilota da esportare in tutta Italia.

    Luca Giacomelli, Amministratore Delegato Serenissima SGR, così tratteggia il progetto: “sicuramente non sarà la soluzione a tutti i disagi che il settore sta attraversando, ma riteniamo possa indicare un importante ‘cambiamento di rotta’ e segnale di fiducia, fortemente voluto da quegli imprenditori che non vogliono arrendersi alla crisi, ma contribuire al rinnovamento mettendosi in prima linea con nuove idee e proposte concrete per il futuro. Brescia sarà il primo esperimento pilota che poi vorremmo esportare coniugandolo con le caratteristiche locali anche in altre parti di Italia”.

    Serenissima SGR, società che gestisce fondi immobiliari fra le prime 10 in Italia, è in controtendenza rispetto a molti competitor perchè, grazie anche alle ottime relazioni intrattenute con i suoi azionisti di riferimento, ha buone prospettive di crescita in un mercato sempre più difficile e guidato dalle dimensioni. “Saper trasformare i vincoli di una crisi endemica del mercato del mattone in opportunità di sviluppo, è oggi l’unica soluzione possibile” ha concluso l’AD Giacomelli, che sta lavorando con il suo Consiglio a nuove operazioni.

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  • CentroMarca Banca. I Soci approvano il bilancio 2012

    L’Assemblea dei Soci di CentroMarca Banca ha approvato all’unanimità venerdì 10 maggio scorso al BHR Hotel di Quinto di Treviso il bilancio d’esercizio ed il bilancio sociale inerenti l’anno 2012. 1 milione e 200mila euro l’utile netto conseguito, segno che la banca, nonostante la crisi che sta accompagnando da anni l’economia della provincia, continua ad essere produttiva ed efficiente.

    All’Assemblea hanno partecipato circa 380 Soci, dato che fa risaltare come l’attaccamento a CentroMarca Banca sia alto. Soddisfazione tra tutti i presenti per i buoni risultati conseguiti nonostante il momento storico attuale ed il contesto economico particolarmente pesante.

    Cresce la raccolta diretta di un +6% (oltre 26 milioni di euro) composta dai risparmi dei clienti e si attesta a 484.259mila euro. La stessa viene reinvestita nel territorio attraverso gli impieghi, tra mutui, finanziamenti e prestiti, per un totale di 467.483mila euro a sostegno di: famiglie e ditte individuali (175.585), servizi (133.236), costruzioni (69.233), industria (49.131), agricoltura (22.761) ed enti (17.536).

    Fedele alla sua mission cooperativa CentroMarca Banca ha erogato quasi 150 mila euro tra sponsorizzazioni e beneficenza ed ha assegnato 23 mila euro in borse di studio a giovani Soci o figli di Soci particolarmente promettenti.

    Durante l’Assemblea sono stati presentati, infine, tre nuovi progetti avviati nel corso del 2013:

    • lo stanziamento di un plafond di 20milioni di euro da erogare ad aziende dei settori primario, artigianato, commercio ed industria;
    • la sperimentazione dell’orario continuato nella filiale di Preganziol;
    • la nascita del Club dei Giovani Soci di CentroMarca Banca alla sua prima uscita ufficiale.

    A proposito del Club Giovani Soci, durante l’assemblea ha chiesto la parola una delle rappresentanti dei Giovani soci, la dott.ssa Milan Maida, che ha voluto condividere con tutta l’assemblea l’impegno che CentroMarca Banca sta dedicando ai giovani, ricordando la presenza al Forum dei Giovani Soci Bcc a Palermo il mese scorso, l’incontro del 22 aprile con Giovani Soci e dipendenti di CentroMarca Banca, e l’appuntamento fissato per fine maggio aperto a tutti i giovani Soci dell’Istituto.

    Nel suo intervento il Direttore Generale, Roberto Faggiani, ha presentato con soddisfazione il dato relativo al Tier 1 Capital Ratio di fine 2012 che per CentroMarca Banca è pari al 16,02%. Un chiaro segnale di grande solidità della banca, ma che è trasversale a tutto il sistema del credito cooperativo provinciale che chiude il 2012 con una dato medio pari al 14,97% e anche di quello regionale la cui media è pari al 12,21%.

    L’Assemblea dei Soci si è conclusa con un momento di festa conviviale che ha consentito l’incontro e lo scambio tra vertici e base sociale.