Categoria: Economia e Finanza

  • Flavio Cattaneo, Il quotidiano La Stampa intervista l’AD di Terna

    Il quotidiano La Stampa intervista l’AD di Terna Flavio Cattaneo. Sotto la sua guida, il valore dell’azienda è cresciuto del 70%, rendimento complessivo per gli azionisti oltre il 240%. Inoltre, Terna ha distribuito 2,5 miliardi di euro di dividendi, l’azionariato ha investito 6,5 miliardi per rendere la rete elettrica nazionale efficiente e più stabile. Cattaneo: “Oggi siamo la prima società per presenza di fondi stranieri; quando Terna emette un bond, anche di grande entità, il book viene chiuso in mezz’ora. I numeri sono il risultato di un processo che richiede un duro lavoro”.

    Terna, Flavio Cattaneo

    Cattaneo, Terna è una delle poche cose che vanno bene in un Paese che sembra avviluppato in una crisi drammatica. Qual è il problema dell’Italia, dal suo osservatorio?

    «In Italia il buono c’è ed è “diffuso”, ma non esce in superficie. Lo troviamo nella piccola e media impresa, nella gente che lavora tutti i giorni, nel buonsenso delle persone. Ma se noi italiani presi individualmente siamo bravissimi, quando dobbiamo lavorare insieme allarghiamo le braccia, ed è come se dicessimo “non si può fare”».

    È una specie di carattere nazionale.

    «C’è un vero problema culturale, questo è indubbio. C’è chi fa grandi proclami in cui annuncia che bisogna rifare tutto, ma alla fine non si rifà mai niente; c’è una moltitudine di interessi in competizione fra loro. Tanti, troppi, “tengono famiglia”. Quando l’Italia è entrata nell’euro sembrava che ci si fosse incamminati verso una visione moderna, ma poi ci siamo cacciati in una situazione che ricorda tanto la definizione che dava Carlo Maria Cipolla della stupidità: “compiere azioni senza trarne alcun vantaggio”. Inteso ovviamente come vantaggio collettivo, perché nel trarre vantaggi personali gli italiani sono maestri».

    Un problema culturale che si traduce in numeri, in economia. Nel nostro caso quasi sempre numeri negativi per il Pil, gli investimenti, il lavoro, i consumi. Ce la caveremo?
    «Tutti i “meno” dell’Italia sono frutto di quello che abbiamo detto finora. Per farli diventare dei “più” bisogna invertire quel modo di pensare e di agire. Facciamo degli esempi: perché i turisti cinesi, che pure preferiscono Roma a Parigi, sbarcano a Parigi? Gli aeroporti italiani come sono? E i collegamenti con le città? È vero o no che anche un cinese molto ricco rischia di essere bloccato, quale extra comunitario, dalle leggi sull’immigrazione clandestina? Se non c’è gente di buonsenso che produce regole ragionevoli e applicabili, i “più” non li avremo mai. Tutti, qualunque ruolo ricoprano, devono poter dimostrare di aver fatto bene. E se anche messi nella condizione non lo dimostrano, allora è un dovere cambiarli. Nessuno può pensare di essere inamovibile, a nessun livello».

    Che ne pensa delle politiche di austerità? C’è chi pensa che strangolino l’economia e aggravino la recessione…

    «Mio padre, piccolo artigiano, diceva al suo ragioniere: “lei vuole che io fallisca, ma con i conti in ordine?” I risultati delle aziende, i “numeri”, sono il risultato di un processo. Le politiche di austerità pongono l’attenzione soltanto sui numeri finali e uccidono il processo, con risultati non certo lusinghieri. In Italia siamo stati portati a non consumare: in questo modo la domanda interna cala, calano le entrate e si devono aumentare le tasse. E così si va a fondo. Detto questo, la spesa pubblica non può essere dissipata, ma la giusta oculatezza non può essere utilizzata in maniera sconsiderata se no il risultato è un “meno”».

    E avendo un pacchetto di miliardi da spendere, cosa farebbe per far ripartire il Paese?
    «Primo: ridurre le tasse per chi investe e chi assume. Secondo: chi lascia i soldi in Italia deve essere trattato meglio di chi li porta all’estero. Terzo: chi fa deve essere trattato meglio di chi non fa. Quarto: il reddito creato con il lavoro deve essere agevolato a livello fiscale. Poi, una politica di gestione dell’immigrazione per favorire l’arrivo di gente perbene e con le caratteristiche che occorrono per riattivare l’economia, così come è stato fatto negli Stati Uniti. Infine, una politica di investimento nell’innovazione e nella ricerca e norme, anche europee, per agevolare gli investimenti a lungo termine».

    Ci parli della sua esperienza a Terna.

    «Abbiamo iniziato otto anni fa. Oggi siamo la prima società per presenza di fondi stranieri; quando Terna emette un bond, anche di grande entità, il book viene chiuso in mezz’ora. Abbiamo un costo del debito basso e a lunga scadenza. Abbiamo assunto mille persone, facendo turnover. I nostri operai sono tra quelli meglio remunerati d’Italia, perché un’azienda deve saper diffondere il benessere, quando c’è, a tutti i livelli. Ripeto: i numeri sono il risultato di un processo che richiede un duro lavoro. Noi a Terna abbiamo semplicemente applicato il sano modello della media impresa italiana, che poi è quello dell’impresa ben gestita».

    E alla Rai, dove lei è stato direttore generale dal 2003 al 2005, cosa non ha funzionato?
    «Intanto prendiamo i bilanci di quella gestione, quelli precedenti e quelli successivi. Quando sono uscito, la Rai aveva 400 milioni di posizione finanziaria netta attiva e 180 milioni di utile netto. Sono entrato con un autista e un’impiegata e con loro sono uscito. Mi lasci dire che è stata un’esperienza difficile, ed entusiasmante. È lì che mi sono venuti i primi capelli bianchi. Sul presente non spetta a me dare giudizi, ma è un’azienda che ha tante potenzialità, specie nel prodotto. A volte inutilizzate».

    La lottizzazione politica fa parte o no di quel “problema culturale” di cui parlava? Come si potrebbe cambiare il sistema?

    «La lottizzazione delle nomine pubbliche la critichiamo tutti, non tanto perché le nomine sono decise dai politici, ma perché poi chi è stato nominato quasi mai porta buoni risultati e finisce che le cose vanno male. Il politico che nomina una persona brava merita gli applausi; quello che ne nomina una non brava ma “fedele” che fa andare male le cose merita i fischi. Anche perché questo significa che quel politico, anche quando dovrà prendere altre decisioni, farà prevalere gli interessi personali. Occorre stabilire dei criteri oggettivi, sia per le nomine che per la durata dei mandati: “cambiare il sangue” e premiare i meritevoli fa bene, sia nel pubblico che nel privato. Le prime dichiarazioni del Governo in tal senso lasciano ben sperare».

    Nelle stagioni delle nomine pubbliche lei è sempre citato per questa o quella poltrona. Le piacerebbe cambiare?

    «Ho ancora un anno di mandato qui a Terna: finché lavoro in un’azienda penso solo a quella».

    FONTE: Terna

  • IREF ITALIA E ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMMERCIALISTI SOTTOSCRIVONO UN ACCORDO DI COLLABORAZIONE

    IREF Italia e ANC hanno siglato un accordo finalizzato ad implementare la propria efficienza nelle rispettive sfere di competenza, attraverso la realizzazione di sinergie associative da avviare, con l’intento di valorizzare ancor più la professionalità dei propri Associati, in un’ottica di ampliamento del network relazionale, di competenza e di conoscenza.

    Le due organizzazioni, nel manifestarsi un reciproco riconoscimento del valore professionale espresso e dei valori deontologici ed etici ai quali si ispirano nella loro attività associativa, si impegnano anche a partecipare in forma congiunta ad eventi e, altresì, ad organizzare direttamente eventi finalizzati a promuovere le rispettive realtà ed a perseguire la costante crescita culturale dei propri Associati.

    Inoltre, altri importanti obiettivi, saranno il reciproco impegno ad estendere l’accordo anche a favore di altre associazioni operanti in collaborazione e coordinamento con le due organizzazioni ed il comune intento di mutuare, con il consenso dei rispettivi partner, la possibilità per gli Associati di fruire delle convenzioni e degli accordi delle due organizzazioni.

    Per Mirco Comparini, Presidente Nazionale di IREF Italia, “L’importanza dell’accordo risiede nel fatto che si tratta di un esempio di come la collaborazione tra associazioni fuori da logiche personalistiche possa costituire un importante strumento per lo sviluppo e la crescita professionale, anche queste caratteristiche utili per portare beneficio all’economia, alle imprese e al management. Favorire una collaborazione tra chi opera, gestisce ed assiste alte professionalità e alti livelli di managerialità, non può che essere una messaggio positivo utile ai settori nei quali le due associazioni operano”.

    Per Marco Cuchel, Presidente ANC, “L’incontro tra realtà associative così diverse è una preziosa occasione per esplorare nuove strade di comunicazione, di crescita professionale e relazionale. L’ANC da sempre, persegue il principio dell’inclusione poiché riteniamo che, in ogni ambito produttivo e professionale, vi siano spazi di collaborazione e di sviluppo che possano apportare proficue occasioni ai nostri iscritti”.

  • BCC CreditoConsumo lancia una nuova campagna web per Crediper Lei

    crediper lei

    Milano, 21 giugno 2013BCC CreditoConsumo, società finanziaria specializzata nell’erogazione di prestiti personali e finanziamenti alle famiglie clienti delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, comunica che dal 17 giugno è attiva la promozione Crediper Lei, rivolta ad un target femminile composto dalle clienti BCC. La campagna resterà attiva per tutto il mese di luglio.

    L’iniziativa è stata pensata in vista delle vacanze estive in quanto consente di saltare la rata di agosto per tutta la durata del finanziamento. In questo modo sarà possibile programmare con maggior serenità le spese da affrontare in questo particolare periodo dell’anno.

    La campagna di display advertising collegata all’iniziativa sarà veicolata attraverso banner di vario formato su alcune delle più importanti testate online nazionali e locali, per lo più portali di informazione con target prevalentemente femminile: tra questi citiamo donnamoderna.it, video.mediaset.it, leiweb.it, “D” di Repubblica e Il Fatto Quotidiano. I banner saranno pubblicati sia nelle homepage che nelle pagine interne.

    Scopo della campagna è favorire la richiesta di prestiti Crediper presso gli sportelli delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali convenzionate. A tal proposito, tutte coloro che sono interessate ad aderire all’iniziativa potranno consultare il sito web all’indirizzo www.crediper.it e, mediante l’apposito tool di geolocalizzazione, trovare la filiale BCC più vicina.

    L’iniziativa, inoltre, rappresenta per BCC un modo per soddisfare le esigenze della clientela femminile attraverso un prodotto dedicato che offre vantaggi specifici e mirati.

    Per ulteriori informazioni
    [email protected]
    http://www.crediper.it

  • Banca della Marca e Kep Consulting stringono il primo accordo per l’emissione di Minibond: oltre 100 aziende presenti alla tavola rotonda

    Orsago (TV), 19.06.2013

    Si è appena conclusa la tavola rotonda organizzata da Banca della Marca presso la propria sede centrale con la collaborazione del nuovo partner Kep Consulting Finance: l’approfondimento sul Minibond, strumento introdotto dal Decreto Sviluppo del 2012 ed oggetto dei lavori, ha raccolto 130 presenze, rappresentanti oltre 100 aziende del territorio, con un seguito massiccio anche di utenti online grazie alla diretta streaming.

    L’attenzione alle esigenze per le Piccole Medie Imprese ha unito in un accordo strategico Banca della Marca e Kep Consulting Finance, boutique di advisory milanese, per quanto riguarda l’emissione di Minibond, ovvero prestiti obbligazionari per PMI quotate e non quotate che necessitano di liquidità. Una soluzione utile per le società che lo utilizzeranno dal punto di vista economico, amministrativo, reputazionale e di governance.

    L’accordo strategico per le emissioni di Minibond con Banca della Marca è il primo realizzato in Italia seguendo un modello Global Vision e Local Action e può sicuramente essere replicato con successo su tutto il territorio nazionale.

    Lo strumento, la cui particolarità è l’economicità e la flessibilità, è stato presentato ai partecipanti sotto tutti i suoi aspetti coinvolgendo l’intera schiera di attori che intervengono nella sua emissione. In particolare sono intervenuti:

    Banca della Marca, che in qualità di soggetto promotore, ha commentato l’operazione: “Siamo consapevoli che nel nostro territorio ci sono molte imprese meritevoli e per questo Banca della Marca ha deciso di strutturarsi per assisterle nella realizzazione di operazioni di credito che vanno oltre la possibilità di finanziamento della banca stessa.” – afferma Luigino Manfrin Direttore Generale di Banca della Marca. “Per questo abbiamo sottoscritto un importante accordo di partnership che ha dato vita ad un gruppo di lavoro qualificato che supporta le aziende ad approdare al mercato dei capitali quotato, attraverso un servizio finalizzato all’emissione e quotazione di minibond.”

    Kep Consulting, che dopo una breve spiegazione tecnica dello strumento e dell’affiancamento offerto alle aziende, ha commentato la propria partnership con Banca della Marca: “I Prestiti Obbligazionari rappresentano una nuova opportunità per qualche centinaio di aziende in provincia di Treviso, Pordenone e Belluno. Uno straordinario modo di riattivare la crescita interna ed esterna della propria azienda. L’idea è creare con Banca della Marca la casa delle aziende emittenti del Nordest Orientale sul mercato del debito nazionale ed internazionale.” – afferma Alessandro Sannini, che continua: “Banca della Marca si è dimostrata un istituto di credito illuminato, con grande attenzione ai clienti che si apre al futuro di un’operatività fatta di servizi di advisory avanzati.”

    Veneto Sviluppo: “L’incontro di oggi ha evidenziato la necessità da parte delle PMI di usufruire di diversi metodi di finanziamento, facendo riferimento non solo a quello bancario ma affidandosi ad altri tipi di strumenti come quelli rappresentati dai minibond.” – dichiara il Direttore Generale di Veneto Sviluppo Gianmarco Russo che prosegue: “Veneto Sviluppo, ricoprendo il ruolo di vero e proprio collante tra le PMI e gli altri attori finanziari, sta studiando con interesse questo nuovo scenario per attivarsi al più presto e fornire il proprio contributo anche nell’ambito delle operazioni obbligazionarie e non solo creditizie.

    Inoltre hanno offerto il loro contributo Anna Marucci di Borsa Italiana che ha presentato ExtraMot PRO, l’apposito mercato costituito dalla stessa e riservato ad investitori professionali; Roberto Culicchi dello studio Hogan Lovells per la parte legale; Riccardo Bolla dello studio CTS Bolla Quaglia e Associati per le questioni fiscali sia in riferimento all’emittente che al sottoscrittore; Francesco Grande dell’agenzia CRIF che ha sviluppato un intervento sull’importanza del rating nelle emissioni obbligazionarie ed Ersilia Molnar di Muzinich & Co Ltd, fondo di debito privato che ha espresso la sua visione in qualità di investitore professionale estero specializzato nei comparti obbligazionari con riferimento al mercato italiano e alle nuove opportunità generate dal Decreto di Sviluppo 2012.

    Banca della Marca

    La storica Cassa Rurale di Orsago fonda le sue radici 110 anni fa, dando origine nel 2001, grazie alla fusione tra la BCC di Orsago e BCC Altamarca. a Banca della Marca. Oggi Banca della Marca conta 33 agenzie locali, di cui 26 nella sola provincia di Treviso, con la collaborazione totale di oltre 250 dipendenti e che persegue da anni una politica di sviluppo sostenibile dell’economia locale senza dimenticare di sostenere le attività di tipo culturale, sociale e sportivo del territorio.

    BLU WOM srl

    www.bluwom.com | Udine – Milano Tel. 0432 886638

    Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]

  • Rivoluzione verde dell’edilizia: l’Europa chiede edifici a “energia quasi zero”

    Roma, 20 giugno 2013Il 63% del totale del patrimonio edilizio pubblico italiano (45.000 edifici scolastici, 20.000 immobili demaniali, 7.500 presìdi extra ospedalieri + 1.300 ospedali, più di 13mila edifici per uffici) ha più di 35 anni; il consumo annuo per unità di superficie (circa 250 kWh/m2a) è nettamente superiore alla media di quello degli altri paesi europei (stima “Brita PuBs”) e i consumi energetici generano una spesa annua complessiva pari a oltre 4.500 milioni di euro (seconda una stima Consip).


    Un patrimonio fortemente “energivoro” (
    circa un terzo dei consumi energetici nazionali) e di gran lunga superiore alla media dei patrimoni pubblici degli altri paesi europei che ha bisogno di essere ristrutturato e valorizzato per contribuire al raggiungimento dei valori soglia identificati dal pacchetto 20-20-20 imposto dal Protocollo di Kyoto; basti pensare che la sola Pubblica Amministrazione spende ogni anno 2,3 miliardi di Euro in riscaldamento. Non solo, entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a “energia quasi zero”.

    L’industria manifatturiera e la filiera della produzione e distribuzione dei comparti: caldo, freddo, acqua e energia saranno in grado di rispondere alle richieste dell’Europa che impone agli Stati membri di fissare requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici nuovi ed esistenti, assicurare la certificazione energetica e disciplinare i controlli sugli impianti di climatizzazione?

    A questo quesito hanno risposto MCE – MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT e Reed Business Information, in occasione dell’evento Comfort Technology Progettare L’efficienza tenutosi oggi presso la Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma.

    Nonostante l’indice di produzione dell’industria manifatturiera abbia subito, tra il 2009 e il 2010, un forte contraccolpo dalla caduta del mercato che a causa della crisi di questi anni, ha bloccato la domanda a partire dal settore delle costruzioni e, a cascata, su tutti gli altri settori legati all’impiantistica, l’industria Italiana è pronta a raccogliere la sfida Europea.

    Il settore delle riqualificazioni rappresenterà nei prossimi anni l’elemento fondamentale per frenare l’attuale contrazione del comparto edilizio europeo che rappresenta il 28% dell’intero settore a livello mondiale (dal 2006 al 2011 le riqualificazioni sono già passate dal 40% al 45%).

    Particolarmente interessanti appaiono le prospettive per l’idrotermosanitario (pompe di calore, apparecchi e componenti per impianti termici, impianti e apparecchiature per acque primarie civili e industriali, impianti di cogenerazione) che ha assorbito il 53,7% di tutti gli interventi di rinnovo e manutenzione nel 2012

    “Promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici, sostenere la diversificazione energetica e conseguire gli obiettivi nazionali in materia ambientale saranno gli obiettivi che l’industria del comparto costruzioni, impiantistica e idrotermosanitario avrà nei prossimi anni e sono certo che sarà pronta ad evolversi puntando sulla ricerca del valore aggiunto, che specialmente nel settore dell’Energy Technology vuol dire servizi e soluzioni personalizzate per rispondere alle esigenze di un nuovo modo di vivere e consumare. “ ha commentato Massimiliano Pierini, Business Unit Director Reed Exhibitions Italia e Direttore MCE – Mostra Convegno Expocomfort.

    MCE – Mostra Convegno Expocomfort

    Mostra Convegno Expocomfort è la manifestazione internazionale biennale rivolta ai settori dell’impiantistica civile e industriale: riscaldamento, condizionamento dell’aria, refrigerazione, componentistica, valvolame, tecnica sanitaria, ambiente bagno, trattamento dell’acqua, attrezzeria, energie rinnovabili e servizi. Mostra Convegno Expocomfort è una manifestazione fieristica di proprietà di Reed Exhibitions, il leader mondiale nell’organizzazione di fiere, saloni specializzati e congressi che gestisce oltre 500 eventi in 42 Paesi che hanno registrato più di 7 milioni di partecipanti nel 2012. Reed Exhibitions conta 34 sedi in tutto il mondo a disposizione di 44 settori industriali e una rete di uffici e promotori che si estende in tutto il mondo. Ideata nel 1960 come prima mostra specializzata in Italia, MCE è da oltre 50 anni leader di settore grazie alle comprovate capacità di seguire l’evoluzione dei mercati di riferimento creando momenti di incontro, confronto e dibattito tecnico, culturale e politico.

  • BancoPosta: Poste Italiane amplia l’offerta.

    Poste Italiane lancia Quinto BancoPosta, il finanziamento per i dipendenti pubblici delle amministrazioni centrali e locali e per l’Arma dei Carabinieri. Il servizio consente di ottenere un finanziamento commisurato al proprio reddito con trattenuta diretta in busta paga. Tutte le richieste presentate fino al 30 giugno 2013, potranno ottenere un’agevolazione del tasso promozionale con Taeg massimo del 10,07%. Per maggiori informazioni: www.poste.it – numero verde 800.00.33.22.

    Quinto bancoPosta_240

    Poste Italiane amplia la propria offerta dei prodotti di finanziamento e lancia Quinto BancoPosta per i dipendenti pubblici delle amministrazioni centrali e locali e per l’Arma dei Carabinieri. Il servizio consente di ottenere un finanziamento commisurato al proprio reddito con trattenuta diretta in busta paga.

    Logo Poste Italiane

    Il finanziamento che può essere richiesto con Quinto BancoPosta è commisurato sul proprio reddito e prevede la restituzione dell’importo con rate mensili (da 36 a 120 mesi) che possono arrivare fino a un quinto dello stipendio. La trattenuta della rata avviene direttamente in busta paga.

    Per tutte le richieste presentate fino al 30 giugno 2013, è possibile approfittare del tasso promozionale con Taeg massimo del 10,07%.

    Ottenere Quinto BancoPosta è semplice: basta presentare l’ultima busta paga insieme ad un documento di identità e la tessera sanitaria e sarà possibile ottenere in pochi minuti un preventivo.

    Quinto BancoPosta è disponibile in oltre 3.600 Uffici Postali.

    Il prodotto è offerto in collaborazione con Compass S.p.A.; per conoscere indirizzo e orario di apertura degli Uffici Postali abilitati e per ricevere maggiori informazioni è possibile consultare il sito Internet www.poste.it o chiamare il numero verde 800.00.33.22

    FONTE: Poste Italiane

  • Mutui: in Italia approvati solo 7 ogni 100

    Il mutuo resta affare difficile per gli italiani, ma l’impresa è decisamente più ardua in alcune regioni e più semplice in altre. Mutui.it (www.mutui.it), in collaborazione con Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), ha analizzato oltre 5.000 fra richieste di finanziamento presentate e mutui erogati nel periodo gennaio-maggio 2013, rilevando un leggero aumento della percentuale di ottenimento del finanziamento; rispetto alla rilevazione precedente si passa dal 5% al 7%: pur in salita continua ad essere molto basso il numero delle domande presentate che si concretizzerà in un mutuo casa. Questo il dato generico, che varia guardando alle regioni di residenza di chi effettua la richiesta.

    «L’analisi della distribuzione dei finanziamenti per l’acquisto della casa lungo il territorio nazionale – spiega Lorenzo Bacca, responsabile business unit mutui dell’azienda è uno specchio delle differenze tra gli italiani in termini di distribuzione di lavoro, risorse e opportunità: il Sud si trova ad avere un terzo delle già scarse possibilità di ottenere un mutuo per l’acquisto di una casa che si hanno nel Nord del Paese. Il fenomeno rappresenta la prova del fatto che l’Italia continua a viaggiare a due velocità.»

    I più avvantaggiati sono, in assoluto, i cittadini delle Marche, della Lombardia e della Liguria: qui siamo al di sopra della media nazionale, con percentuali di approvazione prossime o superiori al 10%. Seguono, sempre con cifre più alte della media nazionale, regioni come Piemonte (8,7%), Lazio e Umbria (entrambe al 7,5%). Per trovare una regione del Mezzogiorno occorre andare oltre la metà della classifica, e scendere sotto la media italiana: in Campania ottiene il mutuo solo il 5,0% dei richiedenti, in Basilicata il 4,8%, in Puglia il 4,7%, mentre il fanalino di coda della classifica è rappresentato dalla Calabria, dove nemmeno 4 richieste su cento vengono accordate.

    L’età dei richiedenti: a fronte di un’età media nazionale di 39 anni, i più giovani a presentare domanda di mutuo sono i cittadini del Friuli Venezia Giulia, che hanno mediamente 37 anni quando si presentano in Banca, mentre i più attempati sono quelli di Umbria, Calabria e Campania, che provano ad ottenete il finanziamento quando hanno già compiuto 41 anni. La durata media (che a livello nazionale è di 22 anni) sale a 26 anni in Abruzzo e scende sotto i 19 anni in Toscana.

  • PosteMobile: il cellulare NFC dialoga con POS abilitati ai pagamenti contactless

    PosteMobile è protagonista della rivoluzione dei sistemi di pagamento. Grazie all’innovativo sistema “contactless” tramite tecnologia NFC, nei negozi abilitati, è possibile effettuare i pagamenti con il telefonino avvicinando semplicemente lo Smartphone al Pos dell’esercente. Dopo Milano, PosteMobile estende anche a Roma e Torino la vendita delle nuove SIM NFC che possono essere acquistate nei Corner PosteMobile abilitati presenti negli uffici postali.

    NFC PosteMobile Contactless_480

    PosteMobile apre una nuova frontiera nello stile di vita degli Italiani e rende disponibile sul mercato l’innovativo sistema di pagamento “contactless” tramite tecnologia NFC (Near Filed Communication – comunicazione di prossimità) che permette di pagare nei negozi abilitati semplicemente avvicinando lo Smartphone al Pos dell’esercente, grazie all’integrazione dei servizi di PosteMobile con quelli di pagamento di BancoPosta.

    Partita da Milano nel dicembre scorso, PosteMobile estende ora anche a Roma e Torino la vendita delle nuove SIM NFC abilitate ai pagamenti “contactless” da smartphone per poi arrivare in tutta Italia nel corso del 2013. Le SIM NFC possono essere acquistate nei Corner PosteMobile abilitati presenti negli uffici postali (l’elenco completo è disponibile su www.postemobile.it).

    Poste Mobile

    Il meccanismo per gli acquisti “in prossimità” è molto semplice: con la SIM NFC di PosteMobile, nella quale è già integrata una carta prepagata Postepay NewGift digitale, il cellulare NFC dialoga con i nuovi POS abilitati ai pagamenti contactless. E’ sufficiente attivare e ricaricare la Postepay, abilitare il pagamento tramite l’App PosteMobile NFC e quindi avvicinare il cellulare al POS per eseguire in tutta semplicità e sicurezza l’operazione di pagamento. Per gli importi fino a 25 euro non è necessario digitare il Pin della carta, che resta invece obbligatorio per importi superiori o se richiesto in fase di pagamento.

    A breve la tecnologia NFC sarà in dotazione anche negli uffici postali e sui palmari dei portalettere per consentire ai clienti il pagamento di bollettini, raccomandate o pacchi tramite cellulare. Poste Italiane sarà dunque la prima a offrire alla propria clientela l’intera piattaforma di servizio.

    L’adozione della nuova tecnologia NFC rappresenta la naturale evoluzione nei pagamenti da cellulare di PosteMobile, l’operatore mobile del Gruppo Poste Italiane, che conta attualmente circa 3 milioni di clienti attivi, e che fin dal suo lancio, ha scelto un posizionamento distintivo tale da capitalizzare anche l’integrazione con il mondo dei servizi finanziari e postali di Poste Italiane.

    Nel prossimo futuro l’applicazione NFC consentirà di rendere disponibili sul cellulare anche servizi di e-Government della PA per l’identificazione e il riconoscimento digitale, smaterializzando e trasferendo direttamente sulla SIM la carta d’identità, il passaporto, la tessera sanitaria, la patente e la firma elettronica. Anche con questo nuovo servizio Poste italiane conferma il proprio ruolo di partner privilegiato della PA.

    Logo Poste Italiane

    I nuovi servizi NFC vanno ad aggiungersi alla gamma dei Remote Financial Services, servizi finanziari e di pagamento in mobilità già dispoitalianibili con PosteMobile mediante l’associazione della SIM a uno degli strumenti di pagamento BancoPosta. Attualmente sono oltre 1 milione di clienti abilitati ai servizi finanziari da telefonino che ha generato nel 2012 un transato complessivo superiore ai 250 milioni di euro.

    La tecnologia sviluppata da PosteMobile per i Remote Financial Services ha recentemente ottenuto dall’European Patent Organisation (EPO) di Monaco il riconoscimento per il brevetto internazionale “Method based on a SIM Card performing services with high security features”, valido in 34 Paesi aderenti alla Convenzione sul Brevetto Europeo.

    FONTE: Poste Italiane

  • Hub Elettrico Europeo: Flavio Cattaneo, Terna verso ruolo da Leader

    Terna crede nell’integrazione europea e si prepara ad assumere un ruolo fondamentale nel futuro hub elettrico europeo. L’AD di Terna Flavio Cattaneo: “Le nostre priorità: completare il rinnovo e il potenziamento della rete, rafforzando le linee di interconnessione senza trascurare le nuove opportunità in attività non tradizionali in Italia e all’estero”. “Grazie ai 6,5 miliardi di opere realizzate è stato azzerato il gap infrastrutturale nei confronti degli altri Paesi europei e oggi siamo il 1° operatore di rete indipendente in Europa e 6° al mondo con infrastrutture il cui valore è raddoppiato ad oltre 10 miliardi”.

    Terna sempre più impresa infrastrutturale che crede nell’integrazione europea. L’azienda guidata da Flavio Cattaneo, come riporta molto bene “Affari & Finanza” di Repubblica, ha infatti in animo di realizzare nell’immediato futuro un potenziamento della rete elettrica italiana attraverso ingenti investimenti infrastrutturali (7,9 miliardi di euro complessivi nell’arco di un decennio, di cui 4,1 entro il 2017 per la sola componente tradizionale), ma anche di dar vita ad un vero e proprio hub elettrico europeo.

    Un programma ambizioso che, come sottolinea la Lettera all’Investitore riportata dall’inserto economico, vede Terna prepararsi a chiudere il 2013 con un utile a 480 milioni grazie a una crescita del 4,3% dell’Ebitda, atteso in prossimità di 1,45 miliardi, salvo eventi oggi non ipotizzabili. I debiti dovrebbero collocarsi al di sotto di 6,6 miliardi in presenza di 1,2 miliardi di investimenti e grazie ad una generazione di cassa attesa a un miliardo. Non solo: il gruppo dovrebbe confermare una politica di dividendi generosa ma sostenibile.

    Come rimarca l’amministratore delegato Cattaneo le priorità cui l’azienda sta lavorando sono racchiuse in queste parole: “Completare il rinnovo e il potenziamento della rete di trasmissione italiana, rafforzando nel contempo le linee di interconnessione con l’estero in una logica di hub europeo senza trascurare le nuove opportunità in attività non tradizionali sia in Italia che all’estero”. Una strategia che va nel solco delle direttrici del piano al 2017 e “del nuovo volto assunto da Terna dal 2005 ad oggi; otto anni nel corso dei quali si è concretizzata la trasformazione da impresa elettrica ad una società infrastrutturale con un approccio strategico che ha saputo affiancare al core business lo sviluppo di progetti in attività non tradizionali”.

    Ma per far tutto ciò è essenziale “che tutti contribuiscano a far scendere i prezzi delle materie prime, poi, grazie anche alle nuove interconnessioni che stiamo costruendo, l’eccesso di capacità lo si potrà esportare a favore di Francia e Germania che, con la componente nucleare — in parte in via di dismissione come in Germania — non hanno un parco flessibile come il nostro. Naturalmente non possiamo fare tutto da soli, è anzi necessario che l’Europa faccia la sua parte favorendo l’apertura dei mercati. Ma l’Italia ha tutte le carte in regola per essere protagonista nel mercato energetico europeo”.

    Terna è insomma pronta a questo ruolo di capofila europeo, forte anche di una situazione italiana molto efficiente e proficua. “Grazie ai 6,5 miliardi di opere realizzate – afferma sempre Cattaneo -, con un impegno di spesa annua che è quintuplicato sino a toccare quota 1,24 miliardi, è stato azzerato il gap infrastrutturale nei confronti degli altri Paesi europei e oggi siamo il 1° operatore di rete indipendente in Europa e 6° al mondo con infrastrutture il cui valore è raddoppiato ad oltre 10 miliardi”.

    Il mercato intanto continua a premiare Terna. Il titolo ha chiuso in ripresa una settimana negativa (venerdì a +0,71%, recuperando parzialmente sui sette giorni che restano sul segno -) ma che non scalfisce le performance realizzate nell’arco dei 3 mesi (+5.79%), sei mesi (17,63%) e un anno (23,55%). Risultati importanti se si considera che stiamo parlando di un titolo fondamentalmente difensivo i cui ricavi sono pressoché tutti regolati da tariffe che di fatto isolano ricavi e reddito dai volumi del business in quanto dipendono essenzialmente dagli investimenti.

    FONTE: Terna

  • Banca della Marca e Kep Consulting annunciano la tavola rotonda “Minibond, nuovo credito alle imprese”

    Banca della Marca, grazie all’instaurazione della recente collaborazione con la società di consulenza finanziaria Kep Consulting, annuncia per mercoledì 19 giugno 2013 alle ore 17.00 presso la propria sede di Orsago (via Garibaldi, 46 – Treviso) la tavola rotonda “Minibond, nuovo credito alle imprese”. L’appuntamento, organizzato in collaborazione proprio con Kep Consulting, fornirà una panoramica completa sul Minibond, strumento messo a disposizione delle imprese dal Decreto di Sviluppo del 2012 per nuove opportunità che permettano di affrontare esigenze di credito e tornare a crescere sul mercato.

    L’apertura della tavola rotonda sarà affidata a Luigino Manfrin, Direttore Generale di Banca della Marca e Alessandro Sannini, partner di KEP Consulting Finance mentre moderatore dell’incontro sarà Maurizio Crema, responsabile della pagina economica del quotidiano “Il Gazzettino”.

    Interverranno tutti gli attori del processo di emissione del nuovo strumento: Borsa Italiana che presenterà la piattaforma di mercato, Veneto Sviluppo Spa la finanziaria regionale del Veneto, Muzinich & Co. Fondo d’Investimento Globale che ha deciso di costituire un comparto dedicato ai Minibond specifico per il nostro Paese, Crif Spa per quanto riguarda il rating , lo Studio CTS Bolla Quaglia e associati per quanto riguarda gli aspetti fiscali , Hogan Lovells e la sua practice di Capital Market per quanto riguarda gli aspetti legali.

    L’incontro è aperto a tutti gli interessati previa prenotazione, dato che i posti a disposizione sono limitati; l’iscrizione si può effettuare compilando l’apposito modulo disponibile sul sito www.bancadellamarca.it.

    A partire dalle ore 17.00 è possibile seguire la tavola rotonda anche in diretta streaming (accesso dal sito web della BCC Banca della Marca).

    Banca della Marca

    La storica Cassa Rurale di Orsago fonda le sue radici 110 anni fa, dando origine nel 2001, grazie alla fusione tra la BCC di Orsago e BCC Altamarca. a Banca della Marca. Oggi Banca della Marca conta 33 agenzie locali, di cui 26 nella sola provincia di Treviso, con la collaborazione totale di oltre 250 dipendenti e che persegue da anni una politica di sviluppo sostenibile dell’economia locale senza dimenticare di sostenere le attività di tipo culturale, sociale e sportivo del territorio.

    Kep Consulting Finance

    Società di Advisory e Consulenza direzionale milanese. Da più di un quinquennio è impegnata nel sostegno della piccola media e grande impresa nelle sue attività di crescita interna ed esterna con un attività tailor made e una grande attenzione per il cliente. Equity di partner di Borsa Italiana garantisce un servizio d’eccellenza nel mondo dell’Equity Debt Capital Market. Nel suo network conta i più prestigiosi studi legali italiani ed internazionali, nonché operatori finanziari di alto livello.

    Per ulteriori info:

    BLU WOM srl

    www.bluwom.com | Udine – Milano Tel. 0432 886638

    Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]