Categoria: Economia e Finanza

  • Osservatorio Mensile Findomestic Ottobre 2013

    Milano, 30 settembre 2013 COMUNICATO STAMPA

    Per l’anno scolastico 2013 2014 le famiglie italiane spenderanno mediamente 700 € per ognuno dei loro figli (+27% sul 2012), con punte di oltre 1.000 per chi va al liceo.

    Solo una famiglia su due ce la fa con il proprio reddito; le altre devono ricorrere ai propri risparmi, all’aiuto di parenti e amici e ai prestiti.

    Lo scorso anno, invece, le famiglie che erano riuscite a fare fronte a queste spese integralmente con il proprio reddito erano state il 60% del totale.

    Internet e usato sono i canali scelti per risparmiare sull’acquisto dei libri.

    In crescita tutte le voci di costo, per incidenza sul bilancio familiare: +8% per i libri, +7% per i trasporti, +5% per il computer. Fa eccezione la cancelleria (-8%).

    E intanto la fiducia degli Italiani nel sistema-Paese torna a scendere, dopo il timido trend positivo dei mesi estivi, ripiombando a quota 3,09, il secondo valore più basso dell’anno.

    Mediamente 700 €. Con picchi a 1.073, per chi va al liceo. Va meglio per quanti frequentano le elementari: 480 €. A tanto ammontano le spese scolastiche medie che le famiglie italiane dovranno sostenere per i loro figli. Spese che secondo il 48% delle famiglie sono aumentate rispetto allo scorso anno. Al punto che solo 1 famiglia su 2 riuscirà a sostenerle con il proprio reddito. Gli altri dovranno ricorrere ai risparmi accumulati (25%), agli aiuti dei parenti (7%), alle borse di studio (6%) o a finanziamenti (1%). All’inizio dello scorso anno scolastico erano, invece, il 60% gli italiani che dichiaravano che sarebbero riusciti a provvedere attraverso il reddito ordinario.

    A pochi giorni dall’inizio delle lezioni, il quadro tracciato dall’Osservatorio mensile Findomestic è molto chiaro. La spesa che inciderà maggiormente sul bilancio familiare resta quella dei libri (+8%), seguita da quella per i trasporti (+7%) e da quella per i pc (+5%). Giù solo quella per la cancelleria (-8%).

    Quest’anno, per risparmiare, si è ricorso massicciamente al canale online: 1 italiano su 4, infatti, ha usato la rete per comprare libri o dizionari, il 16% computer, il 14% cancelleria e l’8% abbigliamento.

    Non è da escludere che l’incremento delle spese per la scuola possa avere contribuito a generare scontento da parte degli Italiani verso il sistema-Paese nel suo complesso: a settembre, infatti, il grado di fiducia è ridisceso a quota 3,09 (su una scala che va da 1 a 10 e che ha in 7 la sua soglia positiva), il secondo valore più basso registrano nel corso del 2013, che ha completamente vanificato il timido trend positivo dei mesi estivi.

    Un rimbalzo negativo che si è riverberato simmetricamente sul fronte della propensione al risparmio: a settembre il 16,9% degli Italiani ha affermato che nei prossimi 3 mesi avrebbe aumentato i propri risparmi. Ad agosto la quota era di quasi cinque punti più bassa: 12,1%.

    Previsioni di acquisto a tre mesi

    Elettrodomestici: in crescita le previsioni di acquisto sia per i grandi, sia per i bruni, sia per i piccoli elettrodomestici.

    Prosegue il trend positivo del settore. Le proiezioni per i piccoli elettrodomestici a settembre registrano un incremento di quasi un punto percentuale, con gli interessati all’acquisto che passano dal 22,6 al 23,5%. Ancora meglio per i bruni, che riportano un rialzo dal 15,9 al 17,3%. Per i grandi, il 13,9% di interessati all’acquisto di agosto sale, a settembre, al 14,5%. In materia di spesa preventivata, per i bruni vengono messi a budget 747 €, per i grandi 693 e per i piccoli 166. Anche in questo caso, si tratta di rilevazioni tutte in crescita rispetto al mese precedente (rispettivamente 734 €, 665 e 163).

    Informatica, telefonia e fotografia: quadro eterogeneo, con la propensione all’acquisto per i prodotti della telefonia che scendono, e quelle per pc e fotocamere che risalgono, seppure leggermente. Ebook e tablet stabili.

    Passano dal 19,3% di agosto al 18,7% di settembre i consumatori intenzionati a comprare un prodotto della telefonia. Sale invece di un punto percentuale (dal 15,1 al 16,1) la quota di quanti prevedono di comprare un pc (o degli accessori). Per i tablet e gli ebook dati stabili (l’11,7% di agosto si conferma sostanzialmente nell’11,9 di settembre). Più 0,6% per il settore delle foto e videocamere.

    Auto e moto: prosegue il trend positivo per le auto nuove; tengono le previsioni per l’usato. Risalgono quelle per motocicli e scooter.

    A settembre risultavano saliti al 7,8% dal 7,4% di agosto quanti si dicono intenzionati ad acquistare un’auto nuova nei prossimi tre mesi. Restano stabili al 6,8% quanti, invece, guardano con interesse al mercato dell’usato (ad agosto erano al 6,9%, mentre a luglio erano nuovamente al 6,8). Guadagna invece un punto percentuale secco (dal 2,6 al 3,6) la quota di consumatori propensa a comperare uno scooter o un motociclo. Gli importi preventivati sono però tutti rivisti al ribasso: per le auto nuove si passa – da agosto a settembre – da 18.490 a 17.783 €, per le usate da 6.558 a 6.509 e per scooter e motocicli da 2.949 a 2.827 €.

    Casa e arredamento: si conferma il (timido) trend positivo per l’acquisto di case nuove; risalgono le previsioni per le ristrutturazioni e l’acquisto di mobili.

    Si tratta solo di un timido 0,1% ma basta per confermare il trend positivo di propensione dell’acquisto di nuove case, con la quota complessiva che passa dal 4,3 di agosto al 4,4 di settembre. Più 1,4 punti per le ristrutturazioni (cresce da 8 a 9,4 la percentuale degli interessati), mentre per i mobili si sfiora un rialzo di 2 punti percentuali: da 13,3 a 15,1. E anche la spesa preventivata sale: da 1.990 a 2.036 €.

    Tempo libero: a fine estate s’inverte la corsa al rialzo di viaggi, attrezzature sportive e fai da te invece recuperano un po’ di terreno.

    A settembre, il 31,6% degli Italiani intende comprare un pacchetto – vacanza nei prossimi 3 mesi; ad agosto, questa quota era del 33,8, mentre a luglio era del 36%. Si tratta del consueto, fisiologico calo determinato dall’esaurirsi della stagione estiva. Risalgono la china, invece, le propensioni all’acquisto di attrezzature e abbigliamento sportivi e prodotti per il fai da te. I primi passano dal 20,9% di agosto al 21,7 di settembre; i secondi, dal 19,6% al 20,9%.

    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:

    adhoccommunication.it info.findomestic.it

    Prestiti e Finanziamenti Findomestic

  • E se in Italia abbassassero le tasse…

    Ben 600 aziende italiane si sono accreditate al meeting organizzato dal comune di Chiasso per attirare imprese tricolori nel Canton Ticino, il 20 settembre scorso. Solo il giorno prima il Governo italiano aveva varato il piano “Destinazione Italia” per l’attrazione degli investimenti esteri. Un argomento che negli ultimi tempi è diventato una vera e propria ossessione per il Belpaese, malgrado la tiepida risposta dei destinatari che contano, se si escludono i cinesi, i quali da tempo, soldi in bocca, fanno shopping per lo Stivale come nel resto del mondo, ma solo se è un vero affare. E comunque l’Italia continua a perdere pezzi, nei settori a vario titolo più strategici. Due gioielli di famiglia come Telecom e Alitalia sembrano irrimediabilmente destinati a mani forestiere (rispettivamente a quelle della spagnola Telco e di Air France), mentre le 3 Ansaldo (Energia, Sts e Breda) potrebbero andare ai coreani di Doosan. Allungando l’elenco acquisizioni straniere del miglior Made in Italy. Infatti, Valentino è della casa reale del Qatar. Gianfranco Ferré del Paris Group di Dubai. Bernard Arnault ha comprato Loro Piana, Fendi, Emilio Pucci, il 98,09% di Bulgari. Francois Henri Pinault Bottega Veneta, Sergio Rossi, Richard-Ginori. La Banca Nazionale del Lavoro fa parte del colosso francese Bnp Paribas. Cariparma è controllata da Crédit Agricole. Edison è di Électricité de France. Acea ha tra i suoi azionisti Gdf-Suez. Parmalat e Galbani sono andate alla francese Lactalis, Buitoni e Perugina alla svizzera Nestlè, Gancia all’oligarca russo della vodka Roustam Tariko, Carapelli, Sasso, Bertolli alla spagnola Deoleo, Algida e Antica gelateria del Corso alla svizzera Unilever. La Rinascente ai tailandesi di Central Retail. La Coin al fondo d’investimento francese Pai Partners… Senza contare che, ormai, in giro per il mondo si possono acquistare gianduiotti dichiaratamente turchi, ravioli svizzeri, birra sudafricana, chianti cinese, pelati giapponesi… Ma tutto questo conviene all’Italia? E soprattutto, è davvero necessario, considerando che è il Paese dagli immensi patrimoni (5° nella classifica europea della ricchezza finanziaria netta delle famiglie, dopo Svizzera, Belgio, Olanda e Gran Bretagna)? Patrimoni che, in realtà, si vedono sempre meno, tant’è che, in Italia, secondo Bruxelles, dal 2007 la produzione industriale è calata del 20% e attualmente chiudono 1.600 aziende al giorno. In effetti, nel 2012, secondo la Guardia di Finanza, in Italia l’evasione fiscale ha raggiunto la cifra record di 41 miliardi di euro (28 non denunciati e 13 finiti all’estero), praticamente una manovra finanziaria. E sempre più capitale tricolore finisce lecitamente all’estero (secondo il Fondo Monetario Internazionale, per esempio, dal giugno 2011 al giugno 2012 sono usciti dall’Italia 235 miliardi di euro!). Probabilmente questa emorragia va anche attribuita all’alta tassazione vigente nel Belpaese (dal 2003 tasse e imposte sono cresciute anche dell’80%!). Che, però, si permette i manager statali più pagati al mondo. Mentre la Corte dei Conti avverte che “gli sgravi necessari per riportare a livello europeo il prelievo sui redditi da lavoro e da impresa in Italia dovrebbero aggirarsi attorno ai 47 miliardi di euro (38 per i redditi da lavoro e 9 per quelli da impresa)”. E che sia! Forse l’emorragia che sta anemizzando lo Stivale si fermerebbe. E non ci sarebbe poi tanto bisogno degli investimenti stranieri. E del chianti cinese.

    Pina Bevilacqua

  • Affidarsi ad istituti competenti per i propri risparmi.

    Gli ultimi anni, si potrebbe anche dire con più precisione l’ultimo decennio, sono stati caratterizzati da momenti poco felice nella vita economica e finanziaria degli italiani. Già con l’avvento dell’ euro abbiamo assistito ad un aumento dei prezzi non indifferente e le persone si sono ritrovate a ricevere stipendi convertiti al centesimo, ma a pagare costi convertiti al doppio. Questa è stata forse anche una tendenza degli italiani ad identificare erroneamente un euro, come la cara vecchia mille lire e sappiamo tutto che invece esso corrisponde quasi al doppio.Dall’ avvento dell’ euro ad oggi abbiamo sentito parlare di spread e di tantissimi altri termini specifici finanziari di cui spesso ignoravamo l’ esistenza ed il significato. Sappiamo solo che spread e company non hanno fatto altro che impoverire ulteriormente le tasche del popolo italiano tant’è che negli ultimi anni abbiamo raggiunto proprio il culmine della crisi, siamo caduti in un baratro dal quale è davvero difficile risalire. La nostra penisola è stata spesso scenario di tragiche fini, per chi non è riuscito a sopportare psicologicamente il peso delle tassazioni e si è ritrovato sul lastrico. Sogni di una vita sono andati in fumo e tutti i progetti lasciati a metà. Molti hanno optato quindi, in periodi di lenta ripresa di affidarsi alle banche alle qulai hanno affidato i propri risparmi. Le banche stesse poi, con i risparmi dei propri clienti si sono rivolte a società di gestione del risparmio che con le proprie competenze hanno potuto utilizzare tali fondi per investimenti fruttuosi. Le società di gestione del risparmio infatti, si occupano proprio di questo, dell’ attività di promozione e di gestione di questi fondi comuni di investimento. Si ricercano tutte le soluzioni possibili per tentare di ricavare un pò di fortuna e cercare soluzioni che che possano soddisfare le esigenze degli investitori. L’importante è che ognuno abbia ben chiari gli obiettivi da perseguire e tenti di stabilire le condizioni, lasciandosi affiancare da istituti competenti, per garantire a se stessi il mantenimento della condizione di benessere.

  • IREF ITALIA HA ASSEGNATO DUE “RICONOSCIMENTI SPECIALI” E UNA “ONORIFICENZA”

    Un “Riconoscimento Speciale” al Presidente di “IREF – Fédération des Réseaux Européens de Partenariat et de Franchise”, Dr.Michel Kahn, “per la sua preziosa dedizione ed il rilevante apporto culturale di alta qualità con i quali ha egregiamente e professionalmente contribuito alla diffusione ed alla conoscenza delle caratteristiche dei sistemi di franchising e di partenariato attraverso una attività professionale svolta da più di 30 anni quale consulente ed esperto in materia di franchising e partenariato ed al quale, inoltre, IREF Italia ha voluto esprimere un pubblico ringraziamento per il suo contributo alla costituzione in Italia della stessa IREF Italia in collaborazione con il Presidente Mirco Comparini.

    L’altro “Riconoscimento Speciale” al Presidente e Direttore del magazine “AZ Franchising”, Dott.Fabio Pasquali, anch’egli “per la sua preziosa dedizione ed il rilevante apporto culturale di alta qualità con i quali ha egregiamente e professionalmente contribuito alla diffusione ed alla conoscenza delle caratteristiche dei sistemi di franchising” attraverso un apporto decennale di attività editoriale in Italia ed al quale IREF Italia ha voluto esprimere un pubblico ringraziamento per essere il rappresentante di un importante Partner della stessa Associazione e, in particolare, per esserlo sin dalla nascita del progetto associativo condividendo con IREF Italia importanti momenti ed iniziative.

    L’Onorificenza è stata conferita allo stimato Avv.Mauro Rubino Sammartano del Foro di Milano in qualità di Primo Associato Onorarioper la sua attività e la sua carriera professionale, nonché, per il suo contributo scientifico ed accademico, si è egregiamente distinto presso la comunità nazionale ed internazionale ed ha contribuito a diffondere, sostenere e migliorare le forme di commercio organizzato indipendente a rete e, in particolare, dell’affiliazione commerciale e industriale (franchising) e del partenariato commerciale, nonché, dei rapporti di licenza, concessione, distribuzione e altre forme di commercio a rete, inclusi i consorzi e le cooperative con attività a favore del consumatore, di tutte le imprese a rete, nazionali e/o internazionali, apportando le sua esperienza ed il suo contributo a favore delle imprese e delle professioni”.

  • “Solide radici per un nuovo futuro”, il convegno

    Il convegno aperto al pubblico si terrà il 2 ottobre alle ore 21 presso il rinnovato Auditorium “Don Enrico De Gasperi” nella Sede Generale di BCC Carugate – con ingresso da Via San Giovanni Bosco 12 a Carugate (MI) – e si configurerà come un momento di riflessione collettiva sul ruolo di una Banca Cooperativa in questo momento di crisi economica per le famiglie e per le imprese.

    Nel calendario degli eventi organizzati per il 60° della fondazione di BCC Carugate – Banca di Credito Cooperativo di Milano e Brianza – è in programma per mercoledì sera 2 ottobre 2013 un interessante convegno aperto al pubblico dal titolo “Solide radici per un nuovo futuro”.
    Il convegno è un momento di riflessione collettiva sull’impatto della crisi economica per le famiglie e per le imprese e intende far emergere, attraverso un dibattito aperto tra i relatori e il pubblico, il contributo che una Banca Cooperativa e mutualistica può offrire alla comunità locale per superare le difficoltà di un momento economico complesso come quello che stiamo attraversando.

    Nel corso della serata saranno dibattuti temi sociali ed economici in una tavola rotonda aperta alle domande e agli interventi del pubblico.

    I relatori del convegno saranno il Prof. Stefano Zamagni, docente di Economia Politica all’Università di Bologna, Maurizio Vitali, presidente del Banco di Solidarietà “Enzo Piccinini” di Pozzuolo Martesana e l’Ing. Giuseppe Maino, Presidente di BCC Carugate.

    Saranno presenti anche gli esponenti di BCC Young, il gruppo dei giovani Soci di BCC Carugate, per approfondire le tematiche economiche ed occupazionali giovanili.

    Il convegno si svolgerà mercoledì sera 2 ottobre a partire dalle ore 21.00 a Carugate presso il rinnovato Auditorium “Don Enrico De Gasperi” all’interno della Sede Generale di BCC Carugate – con ingresso da Via San Giovanni Bosco 12 a Carugate (MI) – inaugurata con un grande successo di pubblico lo scorso 29 settembre nel corso di un’intera giornata di festa che la banca ha voluto dedicare a tutta la comunità locale.

    Per info:
    blog.bcccarugate.it
    bcc60.bcccarugate.it
    twitter @BCC_Carugate

  • Flavio Cattaneo: Terna selezionata tra le migliori aziende al mondo

    Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, selezionata tra le migliori aziende al mondo per creazione di valore dagli analisti del Boston Consulting Group. Il report annuale 2013, che considera1616 società, analizza gli ultimi cinque bilanci, mette in evidenza un interessante mix tra risultati aziendali in un panorama di leggera ripresa e la valutazione dei mercati che scommettono sulle società più promettenti.

    Bonifica frattamaggiore

    La ripresa è all’orizzonte, anzi in alcune parti del mondo (Usa, Giappone e Brasile) è già realtà, come riporta “Il Mondo” nella consueta analisi delle migliori aziende nel mondo secondo un parametro degli analisti di Boston Consulting Group, e cioè in termini di creazione di valore.

    Il report, che considera gli ultimi cinque bilanci, mette in evidenza un interessante mix tra risultati aziendali in un panorama di leggera ripresa e la valutazione dei mercati che scommettono sulle società più promettenti. Tra le 1616 società prese in considerazione spicca la leadership di una società farmaceutica, l’americana Pharmacyclics, con un incremento del valore annuo del 109% e 4 miliardi di dollari di capitalizzazione a fine 2012. Ma andando più a fondo nell’analisi dei grandi gruppi, quelli con maggiore capitalizzazione , un valore di mercato a 50 miliardi di dollari (137 società esaminate), si vede come primeggino aziende di Paesi emergenti: il colosso cinese della rete e della telefonia Tencent ad esempio precede la brasiliana AmBev, leader nelle bibite, mentre al terzo posto brilla la farmaceutica danese Novo Nordisk che addirittura precede un altro colosso, Samsung, quest’ultimo davanti alla Apple. O come Great Wall, cinese, che nell’automotive stacca anche Volkswagen, solo undicesima.

    Ci sono anche esempi che hanno fruttato notevolmente in Borsa. Negli ultimi anni ad esempio è triplicato il denaro degli investitori che hanno creduto in Lululemon Athletica, retailer nordamericano dell’abbigliamento. O come Hyundai, nota casa automobilistica coreana.

    Tra le italiane (le uniche selezionate nel report Bcg sono state Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, Tod’s, Pirelli e Luxottica) spicca la performance di DiaSorin, azienda leader nella medical technology, quinta nella rispettiva classifica.

    FONTE: Terna

  • Innovazione industriale, dibattito europeo al Centro Sviluppo Materiali

    Roma – Ricerca e innovazione dei materiali come via d’uscita per la ripresa industriale è il tema dell’incontro-dibattito organizzato nei giorni scorsi nella sede del Centro Sviluppo Materiali. Un principio ampiamente dibattuto e ribadito durante l’incontro da Pier Paolo Baretta, sottosegretario al Ministero Economia e Finanza: «La crescita del nostro paese è legata al rilancio del manifatturiero che deve aggiornarsi con innovazioni di processo e di prodotto».

    Numerosi i partecipanti che hanno affollato le sale convegni del Centro Sviluppo Materiali. Fra questi, oltre a Baretta, Herbert von Bose per la Commissione Europea, Vincenzo Zezza per il Ministero Sviluppo Economico, Marco Vittori Antisari per l’Enea, Nicoletta Amodio, dirigente Area Ricerca, Innovazione, Education di Confindustria, Giuseppe Pagnano, responsabile del progetto europeo Clean Sky, Loredana Ghinea, direttore del partenariato europeo pubblico-privato Spire, e l’On. Fausto Bertinotti.

    Al centro del dibattito, ospitato da Roberto Zocchi e Mauro Pontremoli, rispettivamente presidente e amministratore delegato del Centro Sviluppo Materiali Spa, l’importanza della ricerca e le strade che istituzioni e industria devono percorrere in questa direzione per riconquistare posizioni di mercato.

    Da una parte, il governo Letta intende creare un “Sistema Nazionale della Ricerca” sostenuto da incentivi fiscali. Dall’altra, la Commissione Europea intende favorire l’eccellenza scientifica e la ricerca con il programma-quadro Horizon 2020.

    La sede dell’incontro non è casuale: il Centro Sviluppo Materiali Spa, un centro di ricerca applicata e innovazione sui materiali, conosciuto a livello mondiale, ha voluto festeggiare il 50° anniversario della fondazione con un contributo costruttivo in un momento difficile dell’economia, in particolare per il settore industriale.

    Le linee guida di Baretta, per il Governo

    «Per questo Governo è prioritario definire uno strumento strutturale di agevolazioni fiscali per sostenere le attività di ricerca e sviluppo, che dovrà essere aggiuntivo rispetto al credito d’imposta per l’assunzione di personale altamente specializzato in questo comparto». Queste le parole del sottosegretario, che ha aggiunto: «La creazione di un “Sistema Nazionale della Ricerca” è un’esigenza strategica per lo sviluppo e la competitività del paese e il sostegno alla Ricerca è uno degli obiettivi principali di questo Governo».

    Anche per l’onorevole Fausto Bertinotti è necessario che l’Italia si allinei agli altri paesi Europei, «con un maggiore impegno finanziario in R&I a favore del sistema produttivo, che deve trovare riscontro nel mondo imprenditoriale».

    La situazione italiana

    I dati illustrati da Baretta non sono lusinghieri. Nel 2011 l’Italia ha destinato a Ricerca e Sviluppo l’1,25% del PIL, contro il 3% dei partner europei. Il numero degli addetti in Italia è di circa 350.000 persone di cui 150.000 ricercatori, il 30% donne. In linea con la media europea, ma sottodimensionato rispetto ai Paesi più grandi. Su 54.414 brevetti depositati in Europa nel 2010, solo 4.423 erano italiani a fronte di 8.700 francesi e ben 21.700 tedeschi.

    La ricetta europea

    Anche per Herbert von Bose, Direttore nella Direzione Generale Ricerca e Innovazione della Commissione Europea «la situazione di crisi dell’economia mondiale è connessa con una sostanziale perdita di robustezza del sistema produttivo industriale che si è basato troppo su finanza e servizi».

    Secondo von Bose, «L’industria deve essere posta al centro della questione europea per conservare una posizione leader a livello globale e far ripartire l’economia in Europa».

    Von Bose è responsabile di Horizon 2020, programma europeo in cui il Centro Sviluppo Materiali partecipa attivamente con il coordinamento del Progetto MatVal per le attività di ricerca e innovazione sui materiali.

    Gli obiettivi che l’Europa si è posta con Horizon 2020 non potranno essere raggiunti, ha spiegato, senza la ricerca creativa e l’impegno nell’innovazione. Dall’energia, ai trasporti, alla salute, all’ambiente, ecc. «la grande sfida è trasformare questi risultati in utile. Un obiettivo a cui il Centro Sviluppo Materiali può dare un contributo importante».

    Le politiche per la ricerca industriale, secondo l’ENEA

    Marco Vittorio Antisari, direttore “Unità Tecnica” Tecnologie dei Materiali dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), ha sottolineato che «occorrono opportune sinergie e un buon coordinamento fra la politica energetica e il supporto alla ricerca industriale». E’ una premessa indispensabile, ha spiegato, perché i finanziamenti si traducano in reali benefici tecnologici, con ricadute economiche misurabili. Antisari ha ricordato l’esempio negativo del fotovoltaico: «la mancanza di coordinamento nel sistema pubblico non ha portato ricchezza nonostante i rilevanti investimenti».

    Il Centro Sviluppo Materiali, cinquant’anni di eccellenza

    «Questo anniversario», ha dichiarato nel suo intervento introduttivo Mauro Pontremoli, «è un passaggio importante per rilanciare con forza il ruolo del Centro Sviluppo Materiali come preziosa risorsa nazionale. Le innovazioni strategiche nel campo dei materiali – ha spiegato – sono in grado di migliorare la competitività delle industrie manifatturiere che operano in importanti settori del comparto».

    Il Centro Sviluppo Materiali Spa, con sei sedi in Italia e oltre 300 fra dipendenti e collaboratori, è un centro di ricerca applicata che elabora soluzioni tecnologiche all’avanguardia nel campo dei materiali, in particolare acciaio e leghe speciali. L’approccio multidisciplinare le consente di coprire l’intero arco del processo di innovazione, dalla metallurgia alla chimica fisica di processo, fino all’applicazione nella filiera produttiva.

    In cinquant’anni di attività, il Centro Sviluppo Materiali è divenuto un nodo importante del network di ricerca europeo, con un forte coinvolgimento nella ricerca comunitaria e con la presenza istituzionale in organismi che svolgono un ruolo decisivo anche nel futuro programma europeo Horizon 2020.

    Tra le filiere di ricerca ed innovazione di maggior rilievo nella prospettiva europea in cui interviene il Centro Sviluppo Materiali, la Siderurgia, l’Aerospazio, l’Energia e l’Ambiente, con particolare riferimento alla valorizzazione dei rifiuti industriali pericolosi per la produzione di energia elettrica e termica (Waste-to-Energy).

  • Corso Professionale: parte il corso paghe 2013

    Corso Professionale

    GForm, importante società milanese nel settore della formazione finanziata, promuove il nuovo corso professionale paghe con partenza a novembre 2013.

    Il corso professionale paghe base proposto per questa edizione 2013 si pone l’obiettivo di formare in modo efficace i partecipanti nell’area dell’amministrazione del personale, dando così agli allievi la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro con una qualifica specifica in un settore in continua evoluzione e dove, ancora oggi, vi è una continua richiesta..

    Con il corso professionale paghe vi è la possibilità di riqualificarsi sia imparando un nuovo lavoro, ma anche approfondendo ulteriormente le proprie conoscenze, crescendo sia professionalmente che personalmente..

    Chi supererà il test finale del corso a pieni voti avrà la possibilità di effettuare uno stage presso uno dei nostri affermati consulenti del lavoro..

    Programma Corso Professionale Paghe

    Gli argomenti trattati durante il corso professionale riguarderanno:

    • La costituzione del rapporto di lavoro
    • Le varie tipologie di rapporto di lavoro e le assunzioni agevolate
    • La prestazione lavorativa e le assenze dal lavoro
    • La retribuzione (elementi e loro posizionamento in busta paga)
    • Gli aspetti contributivi e fiscali
    • La busta paga
    • Test per valutare l’apprendimento degli argomenti e le lacune da colmare

    Dati tecnici del Cors Professionale

    • Requisiti: maggiore età e possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado, preferibilmente inerente all’area di appartenenza del corso.
    • Certificazioni rilasciate: Attestato di frequenza
    • Durata del corso: 34 ore di formazione
    • 22 ore di lezioni frontali in aula
    • 12 ore di lezione e-learning e videoconferenza
    • Metodologia: Lezioni frontali/e-learning
    • Destinatari: privati e aziende
    • Qualità certificata: GForm è una società certificata ISO9001:2008 da Bureau Veritas leader mondiale nel settore

    Il segreto del Nostro corso Professionale Paghe

    Il nostro segreto risiede nei docenti che ti seguiranno passo passo nell’apprendimento. L’efficacia del corso paghe base nasce dall’abbinamento di docenti di eccellenza, con ventennale esperienza nel settore della consulenza del lavoro, a tecniche di formazione che coniugano la Tradizione e l’Innovazione. Le lezioni del corso paghe base saranno tenute da Consulenti del Lavoro di successo, in grado di garantire, oltre ad un’accurata teoria degli argomenti, anche una concreta esperienza pratica.

    Prezzo Corso Professionale

    Chi prenoterà entro il 30 settembre avrà la possibilità di iscriversi al corso a euro 299, risparmiando più del 50% sul costo effettivo del corso.

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  • Mutui e precari: il 2,7% dei mutui concessi è sottoscritto da chi ha un contratto a tempo determinato

    Anche se i lavoratori precari in Italia sono circa il 13% del totale* quando si tratta di comprar casa l’incidenza dei mutui concessi a chi ha un contratto a termine rispetto al totale dei finanziamenti accordati si riduce drasticamente: secondo il portale Mutui.it (www.mutui.it) sono appena il 2,7% del totale. L’indagine, svolta in collaborazione con Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), è partita dall’analisi di oltre 6.000 domande di mutuo e relative erogazioni concesse in Italia da gennaio a luglio 2013 e ha evidenziato come, se anche riescono ad ottenere un finanziamento, i lavoratori precari non sono mai gli unici firmatari del mutuo.
    «Quando a chiedere un mutuo è un soggetto che non è assunto a tempo indeterminato – dichiara Lorenzo Bacca, responsabile business unit mutui dell’azienda – le banche reagiscono irrigidendo ancora di più i loro parametri: la presenza di un cointestatario assunto a tempo indeterminato o perlomeno di un garante in grado di coprire il pagamento del finanziamento in caso di difficoltà diventano, così, conditio sine qua non per la concessione.»
    Nel dettaglio, il 60% dei mutui fra i cui intestatari vi è un lavoratore precario vede la presenza di un garante, il restante 40% è intestato ad un secondo soggetto, impiegato a tempo indeterminato o libero professionista. L’importo medio erogato ammonta a circa 130.000 euro e si finanzia, in 9 casi su 10, l’acquisto della prima casa; il loan to value, vale a dire la percentuale del valore dell’immobile acquistata col mutuo, è più alto della media e arriva al 66%. La durata del finanziamento che si riesce ad ottenere è di poco meno di 25 anni (23,5) mentre l’età media del primo firmatario è di 35 anni, leggermente inferiore alla richiesta “tipo” di mutuo in Italia.
    Per quanto riguarda i tassi, la preferenza assoluta va al tasso variabile, scelto dal 68% dei mutuatari: si tratta, probabilmente, di soggetti convinti di migliorare le proprie condizioni economiche negli anni a venire, che pertanto preferiscono le oscillazioni del variabile alla rata certa, ma più elevata, del mutuo a tasso fisso.
    Non tutti i contratti a tempo determinato, però, sono uguali per la banca: le categorie che possono essere più ottimiste circa l’ottenimento del mutuo sono i precari della scuola, che spesso vantano molti anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro e, pertanto, vengono visti di buon occhio dall’istituto finanziatore, in quanto titolari di una fonte di reddito pressoché certa. Ovviamente, anche loro devono ricorrere ad un garante o cointestatario, ma il loro stipendio può andare a comporre il reddito complessivo su cui calcolare la rata.
    «La recente approvazione del Piano Casa da parte del Governo Letta ha riportato in auge le difficoltà dei precari e dei più giovani ad ottenere un finanziamento per l’acquisto casa – conclude Bacca – ed auspichiamo che, nei prossimi mesi, aumenti la probabilità dei precari di accedere al Fondo per la concessione di mutui a tassi agevolati; la fotografia attuale, ad ogni modo, resta piuttosto grigia.»
    * Dati Istat, 2010

  • Flavio Cattaneo: New York, nuova tappa roadshow

    New York è la nuova tappa del roadshow a cui ha partecipato Flavio Cattaneo, AD di Terna. Il roadshow, partito la scorsa settimana da Londra, ha l’obiettivo di allargare ulteriormente la base azionaria della società ai fondi internazionali. Gli investitori che hanno puntato su Terna hanno guadagnando oltre il 240% dall’Ipo (inclusi i dividendi). Prossima tappa del roadshow sarà Boston.

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    Dalle vicende italiane, almeno geograficamente, si sta tenendo il più possibile lontano. Lui una rete scorporata ce l’ha già e l’operazione è riuscita bene.

    E’ quella elettrica, non telefonica, ma il modello Terna sta funzionando bene. Soprattutto all’estero, dove il numero uno di Terna, Flavio Cattaneo, ha ripreso a muoversi.

    Domenica il manager è volato a New York per una nuova tappa del roadshow partito la scorsa settimana da Londra, con l’obiettivo di allargare ulteriormente la base azionaria della società ai fondi internazionali.

    Attualmente i portfolio manager stranieri hanno in mano il 41% del capitale di Terna, sul 48% detenuto dagli istituzionali (a inizio 2013 era pari al 43%), mentre i circa 200 fondi italiani che sono soci del gruppo sono fermi al 7%.

    Ci sono poi circa 100 mila piccoli risparmiatori a cui fa capo ben il 22% del capitale.

    Il roadshow non è destinato a loro, ma ai big che cercano dividendi e da cui Cattaneo di contro si attende una stabilità nell’investimento. Per ora Terna li ha ricompensati guadagnando oltre il 240% dall’Ipo (inclusi i dividendi) ed è la carta su cui punta il numero uno per convincere gli americani a puntare qualche fiche in più sull’azienda. Per ora sta cercando a New York, ma poi passerà alla ricca e vicina Boston.

    FONTE: Terna