Pietro Salini, amministratore delegato della Salini-Impregilo, la prima azienda nel settore delle infrastrutture del nostro Paese e una delle leader a livello mondiale, in un’ intervista rilasciata al Corriere della Sera parla del lancio di una campagna assunzioni di 15 mila persone nel mondo nei prossimi tre anni e di queste 2.500 in Italia nei prossimi dodici mesi e 100 giovani ingegneri neolaureati nei prossimi tre mesi. Oltre a questo un programma pluriennale di tutoring di 100 talenti in Italia e 400 all’estero, ogni anno, che verranno seguiti sin dall’inizio dei propri studi.
Categoria: Economia e Finanza
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Più garanzie ai clienti: ecco le iniziative dei negozi tarantini
In un mercato sempre più globalizzato in cui le informazioni appaiono frammentate, salvo poi scoprire a proprie spese la verità in una trasmissione televisiva o sui giornali, i commercianti hanno il compito dovere di tranquillizzare i propri clienti. Il consumatore ha il diritto di conoscere, di sapere. Per questo serve maggiore trasparenza, dialogo. Ma occorre anche una politica diretta ad offrire maggiori garanzie che si prenda cura del rispetto dei diritti del consumatore.
Per questo ieri sera una delegazione di negozi Made in Taranto si è riunita per affrontare il tema della sicurezza, della qualità, delle garanzie da offrire ai clienti.
Già qualche settimana fa gli stessi negozi hanno inteso rilanciare il commercio a Taranto sotto la stella delle buone pratiche che, in altre parti del mondo, stanno dando risultati positivi in termini di sviluppo e offerta. E lo hanno fatto con la sottoscrizione di uno speciale disciplinare di qualità fondato sul rispetto di una serie di ben tredici principi. Tra questi: l’obbligo di tenere ben curata e ordinata la merce esposta così come le condizioni generali del negozio, la maggiore cura del cliente in ogni fase, il personale commerciale sempre formato e competente, prodotti originali, prezzi e servizi chiari, operazioni promozionali trasparenti, gestione garantita del reso.
Ma i commercianti vogliono puntare ancora più in alto. Vogliono puntare alla qualità assoluta, per la quale i clienti si sentano sicuri di fare la scelta giusta perché di fronte hanno persone affidabili, serie, competenti, professionali. Questi commercianti vogliono anche offrire il proprio contributo alla città e al territorio con azioni di promozione e di marketing territoriale, per le quali chiedono un incontro con il Sindaco al fine di concertare iniziative comuni.
Le iniziative programmate sono diverse: si comincia con un accordo con enti terzi che si facciano garanti della effettiva Alta Qualità nei confronti dei clienti, si prosegue poi con l’apertura a maggiori controlli e test di eccellenza da parte di enti accreditati che ne attestino la valenza senza soluzioni di continuità. Infine si pensa già di richiedere un incontro con il Sindaco perché gli stessi negozi diventino parte attiva delle attività di promozione del territorio e di diffusione del bello che c’è.
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La musica è finita: le ex discoteche vanno in vendita sul web
Se negli anni ’80 e ‘90 andare in discoteca era un must, ora i tempi delle strobosfere sono solo il ricordo di un passato fuori moda e i locali che le ospitavano, spesso enormi, rimangono vuoti e finiscono in vendita sul web. Fra le pagine di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) è possibile trovare ex discoteche o sale da ballo offerte in ogni parte d’Italia.
I proprietari tendono a disfarsene per via dei costi ingenti, in termini di tasse e manutenzione, legati a queste strutture. In alcuni casi le cifre richieste arrivano a contare sei zeri: a Milano, ad esempio, si vende l’ex Zoe Club, discoteca storica per gli appassionati di musica metal e rock in Italia, per cui vengono richiesti 1.350.000 euro. E sempre per una somma milionaria viene venduta una ex discoteca di Ostuni, l’Albatros, locale cult della zona fin dagli anni ’80, ora in totale stato di abbandono. Molto probabilmente una richiesta di 1.200.000 euro può essere giustificata anche dalla fama della cittadina del Salento, meta preferita per le vacanze in Puglia.
Di annunci curiosi ce ne sono molti: a Bassano del Grappa si vende lo Shindi, una discoteca in auge fino agli anni 2000, ora usata come piano bar, costruita in una villa che a metà ‘800 ospitava un centro termale e ha ancora un pozzo di acque sulfuree funzionanti; in questo caso non è dato sapere il prezzo. O ancora, a Roma si vende l’ex Marron Glacè, un discoclub latinoamericano con decori alquanto particolari e retrò, sagome di ballerini e palme di plastica comprese.
Nelle località di mare non mancano quelle che un tempo erano il tempio delle nottate estive all’insegna delle luci psichedeliche e della musica dance: a Taggia, in Liguria, si vende una discoteca praticamente di fronte alla spiaggia, con tanto di vetrate sul mare, per cui si propone un’eventuale riconversione in gelateria. In Sicilia, a Giardini Naxos (ME), località rinomata per i suoi locali notturni e per le discoteche fra le più grandi dell’isola, si vende Il Sestante, locale ora aperto solo saltuariamente, ma un tempo luogo di ritrovo di molti appassionati della dance music.
A Ostia (RM) è in vendita quella che viene descritta come l’unica discoteca del posto, il Disco Krystall, ancora ben tenuta e completa di arredamenti: in questo caso si può acquistare la proprietà per 270.000 euro.
Accanto a questi locali, ancora in piedi e ben tenuti, ve ne sono altri che versano in stato di abbandono, ma che conservano piccoli segni di un passato musicale e danzante: è il caso, per esempio, di un capannone totalmente abbandonato in provincia di Sondrio, in vendita per 400.000 euro, che ha ancora intatto un sobrio bancone zebrato, un tempo postazione del DJ.
A quello delle discoteche sembra essere legato il destino dei night club, anch’essi passati di moda, forse per altri motivi: uno dei più noti di Milano, in zona Ripamonti, chiuso da circa un anno, ora è in vendita con arredi compresi per 329.000 euro; stesso destino per L’Etoile, night club e sala ballo a San Felice Circeo, in provincia di Latina, per il quale bastano 90.000 euro.
Coscienti del fatto che il loro vecchio uso difficilmente potrebbe suscitare l’interesse dei compratori, nella quasi totalità degli annunci si propongono nuove attività da poter intraprendere negli immobili che un tempo ospitavano i giovani danzanti: tra le diverse opportunità che chi mette in vendita le ex discoteche suggerisce ai possibili acquirenti, per invogliarli all’investimento, troviamo ristoranti, pub e addirittura parcheggi, depositi e supermercati.
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Gli italiani e i parcheggi in città: una caccia all’ultimo posto… e al risparmio!
Milano, 04 novembre 2014 – Ore passate a girare per le stesse strade alla disperata ricerca di un posto, litigi con gli altri automobilisti e manovre al limite della fantascienza per riuscire ad infilare la propria auto in spazi minuscoli, il tutto dovendo anche spendere soldi. Questa è la dura realtà con cui spesso si trovano a dover fare i conti gli automobilisti di città in tutta Italia. Il Centro Studi e Documentazione Direct Line http://www.directline.it – la più grande compagnia di assicurazione auto on line – ha voluto vederci più chiaro e ha chiesto ai diretti interessati qual è l’effettiva situazione dei parcheggi nelle città italiane.
Dopo aver accertato in una delle sue ultime indagini che il parcheggio è uno dei peggiori incubi di chi guida, il Centro Studi si è soffermato adesso sui costi e sulla qualità dei servizi offerti nelle nostre città. Ad un primo sguardo, la situazione non è per niente incoraggiante: ben l’89% degli automobilisti ammette di aver sprecato denaro per ore o minuti di parcheggi pagati ma non usufruiti. Un disagio non indifferente, che potrebbe essere risolto con semplici accortezze come l’inserimento di frazioni di tempo più corte e meglio gestibili. In particolare, il 33% degli italiani intervistati da Direct Line afferma di essere molto irritato da questo inutile spreco, il 27% ritiene che sia il caso di rivedere tariffe e fasce orarie dei parchimetri, mentre il 18% si dichiara rassegnato a questo spreco. Non manca chi si dice disposto a spendere i propri soldi se questi vengono poi utilizzati per finanziare nuove aree di sosta e per riqualificare le strade della città (7%), il 4% riconosce invece in questo spreco una pecca comune a tutte le nazioni. Il 14% non ha mai pensato a questo aspetto, mentre il 15% si dichiara molto attento nei conteggi delle ore di sosta. Da sottolineare che solo il 2% degli italiani dichiara di non pagare la sosta e rischiare la multa.
Ad aggravare una situazione già complicata a causa degli sprechi economici, si aggiunge una massiccia insufficienza dei servizi offerti: nove su dieci degli automobilisti intervistati si dichiarano insoddisfatti dei parcheggi della propria città per svariati motivi. Nello specifico, il 47% considera la quantità di posteggi troppo esigua e mal distribuita, per il 42%, invece, la relazione parcheggi liberi – parcheggi a pagamento è eccessivamente sbilanciata verso i secondi. C’è anche chi vorrebbe più posti auto per i diversamente abili (8%) e chi si dichiara talmente insoddisfatto da adottare senza ritegno la tattica del parcheggio selvaggio (2%). Un 16% si accontenterebbe invece di avere più posteggi riservati ai residenti, mentre un 3% dichiara di vivere in una città con pochi parcheggi a pagamento. Ad essere completamente soddisfatto è solo il 12% degli automobilisti.
La ricerca di Direct Line offre, inoltre, un interessante spaccato regionale. La situazione peggiore sembra essere quella dei palermitani, seguiti a stretto giro dai romani che registrano rispettivamente il 61% e il 59% di automobilisti che considera senza alcun dubbio i parcheggi troppo pochi e mal distribuiti nelle zone della città. Non stanno molto meglio a Bologna, dove il 58% degli intervistati denuncia la presenza di numerosi parcheggi a pagamento a discapito di quelli liberi. A Torino, invece, sembrano mancare posti riservati ai residenti (il 16% ne vorrebbe di più, percentuale più altra tra le città interessate dall’indagine), mentre a Verona vorrebbero più posteggi per gli automobilisti diversamente abili (22%). Non male invece la situazione a Firenze, Brescia e Cagliari che rispettivamente con il 14%, 14% e 13% registrano le percentuali più alte di guidatori soddisfatti. Non sorprende che a Milano si registri la più bassa percentuale di automobilisti che dichiarano di abitare in zone a basso tasso di parcheggi a pagamento (1%) né che il 6% degli intervistati ammetta di praticare il parcheggio selvaggio.
“I parcheggi sono da sempre una delle realtà più ostiche per ogni automobilista di città. – commenta Barbara Panzeri, Direttore Marketing di Direct Line. – Per questo abbiamo voluto richiamare l’attenzione e mandare un monito alle autorità competenti. Il sondaggio mette infatti in evidenza una chiara situazione di disagio per gli automobilisti che si vedono costretti a scontrarsi quotidianamente con una mancanza di posteggi che interessa il Paese da Nord a Sud. Ma non solo: a peggiorare le cose c’è anche l’indiscusso spreco di denaro che spesso e volentieri penalizza tutti coloro che pagano per ore di parcheggio che effettivamente non vengono utilizzate. Da sottolineare comunque la buona volontà degli italiani che, nonostante gli evidenti disagi, dichiarano di pagare la sosta; è infatti solo un esiguo 2% a rischiare sistematicamente la multa pur di non spendere i propri soldi al parchimetro”.
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Onoranze funebri Illuxit: Nota azienda in franchising che garantisce massima esperienza ed efficienza
L’agenzia Illuxit Onoranze Funebri in franchising si pone come consolidata realtà di settore presente sul mercato dal 1979, in grado di fornire alla vasta ed eterogenea clientela le massime garanzie di esperta competenza ed efficiente capacità assistenziale. La sede principale si trova a Busto Arsizio e i numerosi affiliati sono presenti in modo capillare nel resto della Lombardia e in Veneto, con una consolidata operatività estesa a tutto il territorio nazionale, incluso le isole.
Sull’idea ispiratrice del fiorente progetto in franchising il titolare, nonché amministratore Gaetano Carbonara sottolinea “L’idea nasce dal fatto che non ne esistevano prima in questo settore di soluzioni aziendali in franchising. Dunque, si tratta di un’innovazione esclusiva. Riteniamo, che ci fosse un bisogno emergente e concreto di individuare una nuova figura nel ruolo d’impresario funebre, con un’immagine totalmente rivisitata, più giovane, moderna e al passo con le trasformazioni avvenute in questo comparto commerciale, così articolato e delicato da gestire”. E aggiunge “A fronte del grande interesse suscitato con il nostro progetto di franchising stiamo lavorando da tempo per avviare una fitta rete aziendale anche in Europa e attualmente la Spagna ci sembra un paese adatto per estenderlo in modo mirato e sistematico”.
Commentando l’attuale situazione di mercato spiega “La crisi economica generale ha colpito e sta colpendo tutte le attività imprenditoriali e le categorie professionali. È risaputo che le banche concedono finanziamenti con molta cautela. Proprio per supportare i nostri clienti nell’affrontare questa fase di scarsa liquidità abbiamo adottato un sistema di pagamento agevolato suddiviso in 12 comode rate mensili”.
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Prezzi affitto a pordenone
A quanto ammonta il prezzo dell’affitto di una casa a Pordenone?
Generalmente, ogni casa ha il suo prezzo d’affitto, e difficilmente si può trovare una casa in affitto che viene accompagnata da un prezzo uguale a quello di un’altra casa.
Ma allora che cosa caratterizza il prezzo di una casa, ovvero quali sono gli elementi che permettono al proprietario di stabilire il prezzo d’affitto della sua casa e ad un cliente di poter conoscere il prezzo d’affitto della casa dei suoi sogni?
Innanzitutto, ad incidere sui prezzi affitto a Pordenone sono i metri quadrati di quella casa: è ampiamente noto che una casa che possiede una metratura elevata avrà un costo superiore rispetto ad una casa che magari possiede invece una superficie inferiore.
Più è grande la casa dunque, più elevato sarà il costo della casa che si vuole affittare.
Ovviamente, questo elemento, seppur sia importante, non è il solo: il metraggio infatti deve essere ovviamente accompagnato dal numero delle stanze presenti in quel determinato appartamento o casa che si vuole affittare.
Anche in questo caso, le stanze incidono parecchio: un bivano, seppur possa avere una superficie maggiore rispetto ad un trivano, potrebbe avere un prezzo leggermente inferiore rispetto a questa seconda tipologia di casa, che possiede appunto una stanza in più rispetto al bivano.
Un altro elemento importante, che non bisogna sottovalutare riguarda la locazione dell’abitazione: a seconda di dove si trova quella casa, il suo prezzo d’affitto potrà essere maggiore rispetto ad una casa che si trova in un’altra zona.
Basti infatti pensare che una casa che si trova in periferia ha un costo nettamente inferiore rispetto ad una casa situata nel centro città o nel centro storico della città di Pordenone: questo perché nel centro città o in quello storico sono presenti tutti i servizi come poste, market e farmacie che in periferia sono completamente assenti.
Infine, per stabilire e capire il perché di quel prezzo della casa in affitto, bisogna prendere in considerazione le restaurazioni, i lavori di miglioramento ed i servizi presenti in quella casa: se ad esempio la casa in affitto è moderna, è accompagnata dai riscaldamenti e da altre innovazioni tecnologica, è intuibile che il suo prezzo tenderà a salire parecchio.
Questi sono tutti gli elementi che fanno variare il prezzo di una casa in affitto: ma come si può venire a conoscenza del prezzo di una casa in affitto, o di un appartamento?
La risposta è semplice: chi vuole conoscere i prezzi può navigare sul web e recarsi nel sito delle agenzie immobiliari e sfogliare le varie pagine, oppure in un sito d’annunci online relativi alle case.
In entrambi i casi si otterranno grandi vantaggi: oltre poter conoscere il prezzo dell’affitto di quella casa o appartamento, potranno visualizzarla online, cosa gratuita che permette di avere anche una piccola anticipazione di quell’abitazione che si vuole affittare.
In questo modo si potranno conoscere tutti i dati relativi a quell’abitazione che si vuole affittare: le caratteristiche valgono anche per chi possiede la casa e deve affittarla, anche se in questo caso bisogna prendere in considerazione anche il valore della casa che si deve affittare. -
Vendere casa? Affidarsi a un Agente Immobiliare conviene, a patto che sia quello giusto
Formazione e aggiornamento professionale
Ecco svelato il primo segreto dell’agente immobiliare 3.0.
In un mercato in continua evoluzione e cambiamento, non passa ormai settimana senza che nuove direttive o imposte vadano a gravare su chi compra, vende o affitta un’immobile. In questo scenario, la scelta di un professionista formato e aggiornato può fare la differenza.
Lo scorso mese sono stati due i grandi eventi dedicati proprio alla formazione per agenti immobiliari; Il primo, presentato dal noto formatore Americano Mike Ferry a Genova, il secondo e più particolare, quello nato da un esperimento del gruppo facebook “sei un agente immobiliare se”, che ha visto la partecipazione di oltre 300 professionisti di tutta Italia che si sono confrontati su tematiche importanti quali ordine professionale, portali web e collaborazione.
Collaborazione
Migliaia di professionisti al prezzo di uno.
Proprio la collaborazione sembra essere oggi più che mai lo strumento ideale per il successo nella vendita d’immobili.
Affidandosi, infatti, ad Agenzie immobiliari dotate di una rete collaborativa strutturata, si ha la possibilità attraverso un unico referente (Agente Immobiliare di Fiducia) di proporre la propria casa a tutti gli acquirenti di svariati altri professionisti, con conseguente diminuzione dei tempi di vendita e ottenimento del miglior valore di mercato.
Individuare chi collabora è molto semplice. Facendo ad esempio una ricerca sulla landing page della piattaforma di collaborazione Reopla.it, scopriamo che sono già oltre 400 le Agenzie Immobiliari in Italia collegate tra loro e che hanno già messo a disposizione dei colleghi oltre 2500 Immobili.
Tecnologia e Strumenti al servizio del cliente
Non tutti si rivolgono agli Agenti Immobiliari con le medesime esigenze.
Sono infatti innumerevoli le richieste di chi, anziché dover vendere la propria casa, è alla disperata ricerca di una nuova.
Ecco intervenire in questo caso alcune figure specializzate, i Property Finder, che grazie a una formazione dedicata come quella offerta da Aureli Group (Servizi per agenzie immobiliari) sono in grado di porsi sul mercato come specialisti nell’ assistenza ai futuri acquirenti.
Quest’ultimi, possono contare oggi su sofisticati strumenti web come Casashare.it , con la quale sono in grado di individuare e valutare tutte le proposte del mercato prima di chiunque altro, con risultati spesso sorprendenti.
Se siete alla ricerca di una nuova casa, se volete venderne una o semplicemente avete bisogno di una consulenza immobiliare, affidatevi a un professionista, ma fate attenzione a scegliere quello giusto.
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Illuxit: Un’azienda all’avanguardia con i cambiamenti del settore
Illuxit è una struttura leader nel settore delle onoranze funebri e si pone con acquisita competenza e massima dedizione per poter gestire al meglio i rapporti clientelari di qualsivoglia tipologia. L’impegno aziendale si rivolge con particolare attenzione a tutte le nuove esigenze dei clienti, che cambiano e si modificano con il trascorrere degli anni.
Al riguardo Gaetano Carbonara, amministratore di Illuxit, spiega: “Cambiano gli utenti, le abitudini e i riti, le priorità e la nostra azienda si è sempre rivelata pronta a rispondere ai cambiamenti di un settore tendenzialmente statico e un po’ vecchio“.
Sulla formula delle agenzie con organizzazione in franchising dice: “Le agenzie in franchising, presenti sul territorio dal 2012, hanno una struttura prettamente commerciale ed è semplicissimo aprirle. Facciamo tutto noi e l’affiliato deve solo frequentare l’apposito corso di formazione e seguire la sua filiale. In quest’ottica abbiamo sviluppato il progetto franchising, che è in crescente evoluzione e si presenta come un’opportunità d’investimento davvero interessante e immune da ogni crisi. Inoltre, garantiamo il diritto esclusivo di zona, con un minimo di 50.000 abitanti e un’area operativa riservata e finalizzata a garantire un numero tale di servizi, che consentano un alto rendimento economico per l’affiliato“.
Descrivendo i servizi di punta sottolinea: “Possiamo gestire i servizi funerari senza la necessità di entrare in contatto diretto con la salma da parte del nostro affiliato, superando così tutti i pregiudizi esistenti su questo settore e facilitandone l’approccio“.
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IL MARCHIO “TOP RECYCLING” ADERISCE A IREF ITALIA
Il marchio “Top Recycling – Riciclare Ricompensa” entra a far parte di “Iref Italia – Federazione delle Reti Europee di Partenariato e Franchising”, continua a sviluppare la rete basata su “green mission” e “green vision” e avvicina sempre più imprenditori e enti ad interessarsi al suo “eco business” ad utilità e vantaggi collettivi. “Essere green” e “Agire green” sono i punti di forza di Top Recycling, una società nata dalla idea di imprenditori che hanno visto nel mercato della Green-Economy un futuro migliore per la collettività e, attraverso l’innovazione tecnologica ad immediato sviluppo economico, la possibilità di creare posti di lavoro autonomi e dipendenti attraverso il riciclo dei rifiuti, unito alle innumerevoli qualità di miglioramento della vita e del sociale. Un business a forte impostazione Etica.
Per IREF Italia si tratta di un ulteriore importante riconoscimento al progetto associativo da parte di un qualificato e innovativo marchio nazionale in pieno sviluppo e crescita.
Per Top Recycling si tratta di una scelta effettuata a seguito di una attenta analisi e della conseguente valutazione circa il progetto associativo avviato dai Promotori e dai Fondatori ed ormai in pieno corso, al quale la rete ha deciso di partecipare attivamente.
Il Presidente di IREF Italia, Mirco Comparini, a nome di tutto il Consiglio Direttivo e di tutti gli Associati, nel ringraziare per la fiducia accordata all’associazione, esprime un grande benvenuto al marchio “Top Recycling”, al rappresentante per IREF Italia, Sig.Michele Pennella, ed al rappresentante legale della Società, Giuseppe Pennella, con i quali sarà un piacere operare e collaborare per il raggiungimento degli scopi associativi e per una valorizzazione delle reti e dell’intero settore.
Per informazioni: [email protected]
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Mutui in crescita: segnale di ripresa?
Le rilevazioni portate avanti dall’Abi hanno mostrato che nei primi otto mesi del 2014 c’è stata una netta ed interessante ripresa nel settore dei mutui. Tra gennaio ed agosto i finanziamenti concessi sono stati il 28% in più rispetto a quelli elargiti nel medesimo periodo del 2013.
L’Abi ha studiato la situazione prendendo in considerazione il numero di prestiti personali indicati come mutui erogati da più di 80 istituti di credito e ha notato una crescita del 28,6% nel numero di finanziamenti concessi nel 2013. Nei primi otto mesi del 2014 sono stati concessi mutui per una cifra pari ad oltre i 15.000 miliardi di euro, contro i 12.000 dell’anno passato. Si è verificata una crescita anche confrontando il primo semestre del 2014 con il primo semestre del 2012.
Coloro che al giorno d’oggi richiedono un finanziamento per un mutuo prediligono soluzioni a tasso variabile nell’80% dei casi.. Il rapporto dell’Associazione Bancaria Italiana mostra in un certo senso un rilancio nel settore dei prestiti personali nella nostra nazione.