Categoria: Economia e Finanza

  • I rendimenti dei fondi pensione

    I fondi pensione rientrano, al pari delle pensioni obbligatorie, nel sistema pensionistico, con la differenza principale che i fondi pensione sono facoltativi. Infatti questi sono tesi alla realizzazione della previdenza complementare che è in pratica una pensione aggiuntiva rispetto a quella obbligatoria erogata dagli enti pensionistici. Attraverso i fondi pensionistici il lavoratore investe facoltativamente i propri risparmi che andranno in età pensionabile a costituire una rendita mensile fissa. In Italia chi vuole una pensione integrativa (facoltativa) può scegliere di aderire ad un fondo pensione, oppure può scegliere di sottoscrivere un Piano di Previdenza Individuale, detto anche PIP. Il piano di previdenza individuale non è diverso da una polizza assicurativa, e in quanto tale, al momento del pensionamento avrà un rendimento. I rendimenti fondi pensione quindi influiscono sull’ammontare finale del fondo stesso, rappresentano quindi la crescita, sempre economicamente, del denaro che da noi è stato versato come fondo pensione facoltativo. I rendimenti del fondo pensione variano a seconda di diversi fattori, tra cui la diversa gestione finanziaria, ossia i vari modi con cui chi gestisce i nostri fondi investe (e possono essere sia istituti assicurativi che finanziari) ai quali vengono affidati i fondi per la previdenza individuale, e l’ammontare di ciò che durante la vita lavorativa abbiamo versato come fondo. Ciascun fondo pensione costituisce un patrimonio autonomo e separato, ed è destinato esclusivamente all’erogazione di prestazioni pensionistiche a favore dei partecipanti. Va detto che sul fondo non sono ammesse azioni esecutive sia da parte dei creditori del soggetto gestore, sia da parte dei creditori dei partecipanti. I rapporti fra fondo e partecipanti sono disciplinati dal Regolamento del fondo, adottato dal soggetto gestore ed approvato dalla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione.

  • Carta Aura

    Carta Aura è in Italia sinonimo di qualità e sicurezza in Italia per quanto riguarda il panorama delle carte revolving. Carta Aura è un prodotto offerto dalla banca Findomestic, da anni leader nel campo delle revolving. Una carta revolving può essere descritta come una sintesi tra una carta di credito e un prestito personale, infatti tramite il suo utilizzo (si utilizza appunto come una carta di credito) è come se chiedessimo all’istituto finanziatore un prestito per le nostre piccole o grandi spese di tutti i giorni. Il denaro preso in prestito viene restituito alla Findomestic attraverso rate mensili il cui valore viene precedentemente concordato, e ogni volta che si effettua un versamento la riserva di denaro originale viene nuovamente rimpinguata, al fine di poter utilizzare ancora la stessa riserva. Le carte revolving, come le altre carte di credito, hanno comunque una scadenza temporale, oltre la quale è solo possibile restituire il denaro nel tempo utilizzato senza poter utilizzare la riserva di denaro. Carta Aura risulta la carta revolving in Italia più apprezzata principalmente per la fama dell’istituto di credito che la offre (la Findomestic appunto), ma anche perché risulta avere una chiarezza nelle clausole e nelle modalità di restituzione del denaro che poco appartengono ad altri istituti minori che si occupano di carte di credito revolving. Con carta Aura tutto è più semplice. Per richiedere ulteriori informazioni basta collegarsi direttamente al sito della Findomestic e vedere quanti e quali requisiti sono richiesti dall’istituto per poter usufruire nel vantaggio di carta Aura.

  • I prestiti senza busta paga

    I prestiti senza busta paga costituiscono una valida alternativa ai consueti prestiti, i quali richiedono solitamente delle ben precise garanzie, a partire da, ad esempio, una busta paga fissa o un contratto lavorativo vero e proprio. In altre parole, è in ogni caso necessario giustificare una qualche forma di entrata economica, derivanti da forme di reddito stabili quali busta paga o cud, per i lavoratori autonomi, in modo da garantire all’agenzia che concede il prestito sufficienti garanzie di poter essere in seguito effettivamente risarcita della somma fornita in prestito.

    I prestiti senza busta paga rispondono all’esigenza di quel vasto target di individui che sono sprovvisti di quelle garanzie che sono state appena delineate, ossia una busta paga effettiva o cud: si tratta, ad esempio, dei giovani studenti, o di coloro che pur lavorando, non si vedono riconosciuta una busta paga vera e propria ma soltanto un guadagno “in nero” perché non effettivamente dichiarato ai termini di legge.

    Solitamente, gli istituti bancari, per rilasciare dei prestiti senza busta paga, che rimangono in ogni caso le garanzie preferite dagli istituti di credito, richiedono una ipoteca su un immobile di proprietà, o accettano la garanzia derivante dalla percezione di un canone d’affitto ottenuto grazie, appunto, all’affitto di un immobile di proprietà. Ovviamente l’importo che sarà possibile richiedere in prestito sarà proporzionato alla rendita percepita dall’immobile che si affitta.

    In alcuni casi, infine, un istituto di credito può deliberare la concessione di un prestito senza busta paga nel caso in cui il richiedente sia un cliente abituale dell’istituto stesso, che abbia compiuto costantemente nel corso degli anni versamenti economici o operazioni bancarie; questo, ad esempio, è il caso dei lavoratori in nero, che percepiscono una rendita economica effettiva, ma non sono in grado di giustificarla grazie ad una busta paga.

  • Carte Prepagate

    Le carte prepagate costituiscono un fenomeno in continua espansione sul suolo italiano ed internazionale, in virtù delle crescenti possibilità offerte da società quali banca ed istituti di credito.

    Le carte prepagate possiedono un principio di funzionamento molto semplice ed intuitivo: è sufficiente versare l’importo desiderato sulla propria carta, per poi poterne disporre liberamente, in acquisti online e presso negozi che prevedono tale modalità di pagamento. Inoltre, le carte prepagate possiedono svariati vantaggi rispetto alle normali carte di credito: sono facilmente ottenibili, non possiedono spese ulteriori derivanti dal pagamento, ad esempio, di interessi aggiuntivi, sono universali, nel senso in cui è possibile servirsene in ogni occasione, sia online che in normali operazioni di acquisto in negozi, senza che vi sia bisogno che il negozio o il sito in questione supporti il tipo di carta di credito che si possiede. Infine, le carte prepagate consentono di svolgere agevolmente diverse operazioni economiche ad individui sprovvisti di un vero e proprio conto corrente, come ad esempio i giovani studenti,a i quali, non essendo essi in possesso di un reddito fisso, viene spesso e volentieri negata la possibilità di accedere alla proprietà di una carta di credito.

    Le carte prepagate, inoltre, non prevedono la possibilità di indebitamento, in quanto la capacità d’acquisto del possessore è determinata unicamente dall’importo versato sulla propria carta prepagata, senza possibilità di acquisire del credito aggiuntivo: per tale ragione è formalmente scorretta la definizione spesso abusata di queste carte, che vengono spesso chiamate “carte di credito prepagate”, in quanto, le carte prepagate non prevedono la possibilità di disporre di un vero e proprio credito.

    Ogni carta prepagata è dotata di una banda magnetica, di un numero specifico, della scadenza, oltre che uno o due codici sul lato posteriore, e la firma dell’intestatario.

  • INPDAP: una convenzione molto conveniente per prestiti e finanziamenti

    I lavoratori ed i pensionati, sia pubblici, sia statali che privati, qualora si trovassero nella necessità di chiedere un prestito personale possono fare affidamento sulle convenzioni con l’INPDAP, istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica e con l’INPS, istituto nazionale per la previdenza sociale, che insieme rappresentano il sistema pensionistico italiano. Entrambi gli istituti non si occupano solo di pensioni, ma anche di erogare prestiti agevolati (per maggiori informazioni si veda Prestiti INPDAP). La richiesta di un preventivo o per l’apertura di una pratica può essere fatta on line; infatti, internet offre diversi siti dedicati. I dipendenti dell’amministrazione pubblica possono rivolgersi all’Inpdap sia per piccoli prestiti che per somme più importanti,ad esempio per l’acquisto di una casa. L’importo del prestito (sia per prestiti on line che non) erogato dipenderà dall’ammontare dello stipendio, o della pensione, e dal tempo in cui si desidera restituire la somma: più è alto lo stipendio,più è lungo il periodo di ammortamento e più alta sarà la somma erogata. In genere la durata massima è di quattro anni e il tasso applicato è fisso. Si possono avere dei preventivi veloci on line. L’istituto annulla il recupero del debito in caso di morte del richiedente o invalidità permanente, dovuta al lavoro. In linea di massima, per prestiti di somme più importanti, l’Inpdap recupera la somma attraverso la cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Nel caso dell’Inps, invece, occorre rivolgersi alla propria banca o ad una finanziaria di fiducia attraverso le quali vengono erogati prestiti convenzionati. Maggiori informazioni sul web, anche se la cosa migliore è chiedere direttamente agli istituti di credito.

  • Chiedere un prestito per affrontare una spesa imprevista

    A volte capita di dover richiedere un prestito per far fronte ad una spesa improvvisa. Quando c’è da cambiare un elettrodomestico per esempio. A volte non ci si pensa ma il frigorifero potrebbe lasciarvi di punto in bianco con gli alimenti per tutta la settimana da consumare in un paio di giorni per non dovere buttarli. Oppure capita di dover sostituire di corsa la lavatrice che si è fermata e non vale la pena riparare. Anche se è sempre consigliabile, non sempre si riesce a mettere da parte i soldi in previsione di eventi del genere e se non c’è nessuno tra i nostri amici che è in grado di anticiparli ecco che arriva il momento di chiedere un piccolo finanziamento.

    Gli istituti di credito vi presteranno fino a trenta mila euro da restituire in un arco di tempo che va da dodici a centoventi mesi, ma per concedere l’importo che richiedete avrete bisogno di presentare delle garanzie, come un contratto a tempo indeterminato. Chiedere i prestiti senza busta paga è possibile ma dovrete garantire la restituzione del prestito in altro modo. Di solito si richiede la firma di una terza persona garante con un contratto di lavoro solido o il possedimento di un immobile da ipotecare fino all’estinzione piena del debito.

  • Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo, “scoppia di salute”, privatizzare fa bene al Paese

    Bene è andata la separazione della rete di trasmissione elettrica oggi gestita da Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo, altra azienda in parte privatizzata e che scoppia di salute.

    Privatizzare serve per ridare competitività al Paese e Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo lo dimostra, grazie alla separazione della rete di trasmissione nazionale.
    Bene è andata la separazione della rete di distribuzione elettrica oggi gestita da Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo, altra azienda in parte privatizzata e che scoppia di salute.
    La storia si ripete ovunque: Eni e la sua controllata Snam macinano utili e semmai in quel caso si tratterebbe di fare un po’ di goulash di gas; le banche italiane privatizzate hanno resistito meglio delle altre alla crisi finanziaria; le industrie alimentari messe sul mercato se la cavano benone, gli aeroporti (con la parziale eccezione di Fiumicino) pure.

    Errori a parte, privatizzare è servito e serve alla crescita del sistema Paese. “Il famoso spezzatino dell’Enel ha consentito di aprire il mercato elettrico a una competizione vivace e di renderlo più efficiente e libero dal punto di vista delle regole”. Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo, “scoppia di salute”. Eni e la sua controllata Snam “macinano utili”. Lo afferma Alessandro De Nicola in un articolo apparso su il Sole 24 ore.

    “Nel tanto chiacchierare che si fa di riforme per ridare competitività al Paese se ne omette spesso una molto semplice, vale a dire togliere lo Stato dalla proprietà delle imprese, è bene sfatare qualsiasi leggenda metropolitana sulla presunta inefficienza delle privatizzazioni. In generale – scrive De Nicola – è vero che si può privatizzare bene o male: l’offerta pubblica di vendita di British Telecom rimane un esempio positivo, alcune svendite ai boiardi russi hanno creato un sistema malato e anche l’Italia ha conosciuto luci e ombre. Peraltro, l’effetto positivo delle vendite sui bilanci pubblici è fuori discussione e la liberalizzazione del mercato si è verificata molto di più nei settori economici privatizzati”.

    “Prendiamo l’Enel: il famoso spezzatino – va avanti l’articolo – è ciò che ha consentito di aprire il mercato elettrico a una competizione vivace e di renderlo più efficiente e libero dal punto di vista delle regole, tanto che l’Autorità dell’energia stima che dal 1999 in poi vi siano stati risparmi per i consumatori in media di 4,5 miliardi l’anno, dovuti in gran parte alla pressione concorrenziale accentuatasi negli ultimi anni con la possibilità per ogni utente di cambiare fornitore a piacimento. Infine, grazie ai soldi incassati dalle alienazioni delle proprie centrali, Enel è una multinazionale di grande successo, avendo acquisito colossi come Endesa ed essendosi espansa in tutti i settori della produzione elettrica”.

    “Bene è andata anche – prosegue l’articolo de Il sole 24 ore – la separazione della rete di distribuzione elettrica oggi gestita da Terna, di cui l’ AD è Flavio Cattaneo, altra azienda in parte privatizzata e che scoppia di salute.

    La storia si ripete ovunque: Eni e la sua controllata Snam macinano utili e semmai in quel caso si tratterebbe di fare un po’ di goulash di gas; le banche italiane privatizzate hanno resistito meglio delle altre alla crisi finanziaria; le industrie alimentari messe sul mercato se la cavano benone, gli aeroporti (con la parziale eccezione di Fiumicino) pure. Persino la tanto criticata privatizzazione di Telecom ha creato un mercato competitivo ove la ricchezza complessiva è aumentata e l’ex-monopolista, seppur indebitato, distribuisce dividendi”.
    Una controprova – secondo De Nicola – è “l’Alitalia pubblica” che “ha massacrato i contribuenti ed è stata venduta a costo d’imporre il semi-monopolio sulla rotta Roma-Milano intaccato solo dal Frecciarossa. Le Ferrovie dello Stato, invece, hanno oggi un buon management che le hanno rimesse in sesto, ma dopo anni di perdite orribili e in una situazione di ancora sostanziale monopolio. Tirrenia, sottoposta alla concorrenza, è uno scandalo nazionale, la Rai accumula perdite e canone, gli acquedotti pubblici fanno letteralmente acqua da tutte le parti, le Poste se la cavano perché finora hanno mantenuto il monopolio e investito intelligentemente in business (come la banca) che fanno leva sulla loro rete”.

    “Non c’è storia: lo spezzatino e le privatizzazioni – conclude l’articolo de il sole 24 ore – possono non piacere, ma sono meno indigeste delle pietanze pubbliche, causa principale del colesterolo dell’economia”.

    Il Sole 24 Ore del 19 settembre 2010 di Alessandro De Nicola

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • Frederic Zorzi: “Oggi gli investitori preferiscono i corporate bond”. Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo, ne è un esempio di successo

    Frederic Zorzi, Bnp Paribas: per gli investitori meglio Terna, guidata da Flavio Cattaneo, dei Btp.

    Oggi gli investitori preferiscono obbligazioni Terna, Amministratore Delegato Flavio Cattaneo, piuttosto che Btp, “perché lo stato appare più rischioso delle imprese. Basti pensare per esempio al caso Grecia: se andasse in default, la gente continuerebbe a pagare le bollette elettriche. E dunque l’azienda energetica è oggi da considerare più solida dello stato”. In una intervista a Il sole 24 ore, Frederic Zorzi, capo globale del mercato primario di corporate bond per Bnp Paribas, si fa portavoce dell’umore degli investitori.

    Nell’intervista, Zorzi descrive, vedendolo da dentro, il “pazzo” mondo delle obbligazioni aziendali. Che, a suo avviso, pazzo non è. I corporate bond rendono sempre meno e offrono meno dei titoli di stato. Eppure tutti li comprano. Questo perché – spiega – “I gestori di fondi non amano la volatilità. E oggi le oscillazioni maggiori non sono sulle obbligazioni aziendali, ma su quelle statali. Questo è il primo motivo per cui la domanda è più forte sui corporate bond che sui titoli di stato. Per di più le aziende hanno bilanci solidi, che danno certezza sul futuro. Cosa che vale meno per gli stati, su cui ci sono maggiori incertezze. Se si considera poi che la base di investitori sui due mercati è diversa, ecco il motivo della forte domanda sui corporate bond e della debole richiesta sui titoli di stato”.

    Zorzi è anche in disaccordo con chi sostiene che i rendimenti dei bon aziendali, ridotti all’osso, non ripaghino più neppure il rischio dell’investimento. ”È vero che i rendimenti sono sui minimi, ma la “colpa” è soprattutto dei tassi di mercato. Gli spread (il premio rispetto ai tassi di mercato, ndr) sono ancora elevati. Pensi che all’apice della bolla dei corporate bond, nel 2007, il rendimento dei bond con rating “BBB” era composto mediamente all’85% dal tasso di mercato e al 15% dallo spread: il premio per il rischio era minimo. Ora invece è al 35-40% del rendimento complessivo. Questo significa che gli investitori si fanno pagare per i rischi che corrono: chi pensa che i tassi d’interesse ufficiali resteranno bassi nel medio periodo, trova in questi rendimenti sufficiente premio”.
    In altre parole – secondo Zorzi – gli investitori “percepiscono come più rischiosi i BTp rispetto ai bond di Edison o di Terna, Amministratore Delegato Flavio Cattaneo. E questo succede anche in Spagna, in Francia, in Grecia. Ed è il risultato di due spinte speculative contrarie: una domanda fortissima sui bond societari e una richiesta più scarsa per i titoli di stato. Da una parte comprare obbligazioni è un modo per scommettere su aziende sane senza prendersi il rischio del listino azionario, dall’altra la crisi di Atene ha portato una generale sfiducia sui conti pubblici e sulla solidità degli stati. È la lezione degli ultimi due anni: volatilità e incertezza sono i veri pericoli”.
    E il fatto che ci siano bond aziendali che rendono meno di titoli di stato (un bond di Kpn, per esempio paga gli stessi interessi di un BTp italiano) – secondo Zorzi – “non rappresenta affatto una bolla. Il bond di Kpn – spiega – paga 142 punti base sopra i Bund tedeschi: significa che lo spread rappresenta il 40% del rendimento totale. E non è poco. I corporate bond hanno anche rendimenti inferiori ai dividend-yield sui mercati azionari”. E all’intervistatore che obbietta che allora gli investitori farebbero prima a comprare azioni, il manager di Bnp Paribas risponde: “Il mercato azionario è più volatile e percepito più rischioso. Io preferisco avere un rendimento più basso ma sicuro, che un tasso più elevato e non dormire tranquillo. Il mercato la pensa così. A mio avviso non abbiamo ancora raggiunto livelli tali per dire che sui corporate bond non c’è più valore. Dunque non siamo di fronte a una bolla”.

    Il Sole 24 Ore MyL 19 settembre 2010

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • Lavoratori autonomi, protestati e non: finanziamenti

    I lavoratori autonomi, intesi come artigiani, commercianti o liberi professionisti, in quanto privi di busta paga, hanno notoriamente più difficoltà dei lavoratori dipendenti nell’ottenere un prestito, proprio perché non hanno un reddito fisso a garanzia di rimborso. La maggiore garanzia reale richiesta ai lavoratori autonomi è l’ultima dichiarazione dei redditi, ma potrebbe non bastare; infatti ogni finanziaria propone le proprie soluzioni e, per questo, è utile quanto necessario valutare diverse offerte. Visitando i siti dedicati nel web, sarà inoltre possibile reperire dei preventivi on line, gratuiti, affidabili e senza impegno, che rendono facile il confronto. Per i lavoratori autonomi protestati, ovvero coloro che non hanno pagato alcune rate, che hanno subito pignoramenti o sono stati messi in mora, la questione è appena più complicata. A loro garanzia non solo serve una buona posizione creditizia, ma possono essere chieste polizze vita, ipoteche immobiliari o fideiussioni, oppure bisogna essere titolari di una pensione di anzianità o di reversibilità. Tuttavia può essere data a garanzia anche la pensione di un famigliare. Le società finanziarie offrono ai lavoratori autonomi protestati soluzioni abbastanza flessibili e convenienti; in linea di massima i prestiti, erogati a tasso fisso, arrivano fino a 50 000 euro rimborsabili fino a 10 anni. I tempi per la pratica si accorciano e i costi si abbassano nel momento in cui, pagati i debiti in sospeso, si fa richiesta al CRIF di cancellazione dal registro dei cattivi pagatori (per maggiori informazioni si veda Prestiti Cattivi Pagatori. E’ possibile scaricare on line il modulo per la domanda, così come è possibile e più vantaggioso fare richiesta on line del finanziamento stesso.

  • Chiedere preventivi per un prestito online

    Indubbiamente la tecnologia ha notevolmente migliorato e semplificato la nostra vita, e indubbiamente il computer e internet hanno semplificato alcune procedure, reso possibile lavorare da casa e fare ricerche in ogni campo in tempi immediati e con risparmio di tempo. Un valido aiuto è offerto da internet anche nel caso si voglia richiedere un prestito personale e ci si voglia rendere conto di quanto offerto dalle varie finanziarie. Nel web, nei siti dedicati si trova ogni genere di informazione sulle forme di finanziamento, dalle garanzie richieste ai prestiti senza garanzie, dai prestiti convenzionati a quelli modificabili. La migliore strategia, per fare la scelta più conveniente o più adatta a noi, è quella di avere dinanzi a se diversi preventivi da confrontare con calma, e questa è la più grande opportunità offerta da internet. Infatti si possono chiedere dei preventivi prestiti on line a risposta immediata. L’operazione è davvero semplice e veloce, per qualsiasi tipo di prestito (anche, per esempio, i prestiti cambializzati). Ecco come fare: si sceglie il nome di una finanziaria e si accede al sito relativo; verrà visualizzata una schermata con delle finestre su cui “cliccare”. Spesso si troverà una finestra con scritto “Calcola la rata e chiedi il prestito” o “Chiedi un preventivo on line”: cliccando su una di queste opzioni apparirà una scheda virtuale da compilare con alcuni dati: le proprie generalità, il proprio impiego, l’importo richiesto, l’importo massimo della rata che si vuole pagare mensilmente. Il preventivo sulla rata precisa e sulla durata esatta del finanziamento è immediato, così come la risposta sulla accettazione della pratica; a questo punto, se il finanziamento, così come proposto dalla finanziaria, soddisfa le nostre esigenze, si stampa il contratto, che va firmato e rispedito ( e questa è la soluzione più veloce ), o si chiede che il contratto cartaceo venga spedito al proprio domicilio, poi va firmato e rispedito ( ma così si allungano i tempi ). I questionari per il preventivo on line vanno compilati senza alcun impegno. Una volta accettato il finanziamento, invece, si può sceglier se ricevere la somma con bonifico sul proprio conto corrente o con assegno circolare spedito direttamente a casa, così come si può sceglier se rimborsare le rate con RID bancario o con bollettini postali.