Categoria: Economia e Finanza

  • FinanzAttiva e FinPosteItalia: una importante partnership per la crescita del business

    FinanzAttiva è l’azienda leader del mercato del credito, del prestito e del finanziamento che da sempre ha puntato a risultati concreti e misurabili per migliorare performance di mercato e prestazioni economico-finanziarie. Nel tempo ha saputo diversificare la propria offerta e oggi gioca un ruolo di rilievo in tutte le categorie di mercato, rappresentando un punto di riferimento sicuro per diversi operatori economici, ai quali fornisce risorse e strumenti per incrementare il business d’impresa. Con la nuova stagione FinanzAttiva ha inaugurato la sua partnership con FinPosteItalia, azienda nata in seguito alla liberalizzazione del mercato postale, con la loro unione stanno puntando alla realizzazione di interventi finalizzati allo sviluppo economico, allo sviluppo territoriale e all’integrazione sociale. FinanzAttiva ha pensato ad un collega esperto in un campo vicino o complementare, ha cercato di unire le sue forze con FinPosteItalia per offrire ai suoi clienti un prodotto ancora più completo e ancora più di valore. FinanzAttiva ha preso in considerazione una partnership di successo: scegliendo appunto un partner di successo e con una buona reputazione. Consapevole che in questa partnership ne va di mezzo il nome e la credibilità dell’azienda, ha cercato di spenderlo nel migliore dei modi. FinanzAttiva quindi, accostandosi a FinPosteItalia ha puntato innanzitutto su un’azienda con una buona reputazione, credibile, che ha fama di creare prodotti di valore e che in generale è considerato un buon professionista ed è sicuramente una scelta vincente. FinanzAttiva ha pensato anche ad un partner con cui lavorare bene. Si, perché sembra scontato eppure non è detto che con il collega che stimi ci sarà anche una buona intesa professionale. Infatti, o hai un istinto molto fine o è difficile prevederlo. Ha inoltre pensato ad un partner che dia un valore aggiunto alla sua impresa. Lavorare con qualcunaltro può diventare molto impegnativo, soprattutto se entrambi i partner hanno già un loro nome ed una reputazione importante. FinanzAttiva e FinPosteItalia hanno creato una partnership per aggiungere realmente valore al prodotto per allargare e migliorare l’offerta ai clienti e per raggiungere nicchie di mercato fin ad ora inesplorate. Una partnership è un’esperienza che può diventare molto remunerativa e molto istruttiva, senza sottovalutare l’impegno che richiede. Il successo delle aziende sta in un buon prodotto, qualità di servizi e ben strutturato. Il prodotto è senza dubbi un prodotto di valore, naturalmente, ma anche molto ben strutturato nei suoi aspetti più tecnici. Le due aziende per funzionare al meglio hanno unito i loro nomi, la credibilità, la fiducia riconosciuta da sempre dai propri clienti. Tutte cose che influenzano fortemente la veridicità e la riuscita del proprio prodotto. E del proprio business! Da questa alleanza FinPosteItalia ha cercato di delineando una strategia di crescita per il proprio business. Cercando di tenere testa e offrire tutti i servizi degli uffici postali, provvedendo anche a certificati e visure ossia al rilascio in tempi rapidissimi di qualsiasi certificato, estratto o visura di tutti gli Enti Pubblici: Camera di Commercio, Cancelleria fallimentare presso il Tribunale, Procura presso il Tribunale, Catasto, Conservatoria dei Registri , Immobiliari, Comune, ASL, TOSAP e COSAP, TARSU, Archivio notarile, Agenzia delle Entrate, Equitalia, Regione, Prefettura…e tanti altri servizi. Non ci resta che annunciare l’unione di FinanzAttiva e di FinPosteItalia certificando in anteprima una partnership di successo per un business di successo.

    Ufficio Stampa

    Maria Rosaria Cappuccio

  • Cessione del quinto dello stipendio: il prestito personale sicuro per dipendenti pubblici e statali

    La cessione del quinto dello stipendio è una forma di prestito personale flessibile alle esigenze dei risparmiatori e, in particolare, dei dipendenti pubblici e statali. Con la cessione del quinto dello stipendio è possibile chiedere un prestito personale senza dover specificare o comunicare le finalità per cui si effettua la richiesta perché è una forma di finanziamento senza finalità di spesa. Il rimborso del finanziamento avviene attraverso comode rate mensili il cui importo non può mai superare il quinto dello stipendio. Questa perculiarità della cessione di quinto dello stipendio, ne fa un prestito personale particolarmente affidabile e sicuro perché non si corre il rischio di superare il tetto massimo di spesa stabilito al momento in cui si firma per la richiesta di cessione.
    Ciò che rende la cessione del quinto dello stipendio particolarmente conveniente per i dipendenti pubblici e statali sta nel fatto che, garante verso l’istituto finanziario o il distributore di prodotti finanziari al quale il risparmiatore si rivolge per la cessione, è l’Amministrazione presso cui lavora il dipendente. Amministrazione che, nel caso di dipendenti pubblici e statali, è appunto pubblica o si tratta di un ente. La presenza di un’Amministrazione pubblica è una garanzia solida agli occhi del distributore di prodotti finanziari. E’ sinonimo di affidabilità e sicurezza nel lungo periodo. Non dimentichiamo, infatti, che è l’Amministrazione a preoccuparsi che le trattenute in busta paga avvengano con regolarità e in maniera automatica.
    Diventa, così, per i dipendenti pubblici e statali più semplice ottenere prestiti personali via cessione del quinto a tassi più convenienti e in maniera più agevole che per i dipendenti privati.
    Naturalmente, prima di scegliere il distributore di prodotti finanziari, occorre accertarsi che distribuisca cessioni del quinto per dipendenti pubblici e statali. A Napoli è possibile rivolgersi ad uno dei distributori di prodotti finanziari più affidabili, il marchio Finanzio Facile, che ha una rete di consulenti distribuita su tutto il territorio nazionale. Con il marchio Finanzio Facile è possibile chiedere un prestito personale fino a 75.000 euro tramite cessione del quinto dello stipendio per qualunque tipo di esigenza. Non è necessario possedere un conto corrente, né sottoporsi a fastidiosi controlli bancari. La rete di consulenza a marchio Finanzio Facile è soprattutto veloce: pochissimi minuti per compilare il form online e solo due ore per essere ricontattati per una consulenza gratuita. Facile, no?

  • Mutui.it: il 24% di chi cerca un mutuo prima casa non ha ancora 30 anni, ma meno del 5% dei richiedenti lo ottiene.

    La crisi economica mondiale pesa su tutti, ma stando all’analisi diffusa oggi da Mutui.it (www.mutui.it), comparatore web di mutui che ha analizzato le richieste di finanziamento per acquisto prima casa compilate negli ultimi mesi, i giovani sembrano soffrine più degli altri. Secondo i dati dell’indagine anche se un preventivo su 4 è richiesto da under 30, la difficoltà arriva al momento di ottenere il finanziamento: nemmeno il 5% delle loro richieste verrà accolto.

    «Il 24% delle domande di mutuo prima casa arrivate al sito è compilato da persone sotto i 30 anni – spiega Alberto Genovese AD di Mutui.it. – Questo testimonia da un lato, l’interesse dei giovani per l’acquisto della casa (da sempre prova della raggiunta indipendenza economica) e, dall’altro, della loro familiarità con gli strumenti che internet offre per risparmiare e investire al meglio.»

    Nel dettaglio, la richiesta media è di 150.000€, pari al 77% del valore dell’immobile che si vorrebbe acquistare; nel 52% dei casi viene preferito il tasso fisso, solo nel 25% quello variabile. Gli under 30, che hanno mediamente 27 anni al momento della compilazione del preventivo, vorrebbero infine che il loro mutuo durasse circa 26 anni.

    Non emergono grosse differenze a livello regionale. Se l’età del richiedente e la durata media del mutuo sono pressoché le stesse in tutta Italia, a cambiare sono gli importi che si vorrebbero ricevere; le regioni da cui provengono le domande più ingenti sono Trentino Alto Adige (176.000 euro), Emilia Romagna (173.000 euro), Lazio e Veneto (168.000 euro). Tutte regioni in cui i costi degli immobili sono piuttosto elevati.

    Emilia Romagna e Veneto sono anche le regioni in cui si vorrebbe finanziare la percentuale maggiore del valore dell’immobile, entrambe con un Loan To Value superiore all’80%.

    Fino a qui il desiderio, che spesso, purtroppo, si infrange sulla realtà: nemmeno il 5% delle domande si concretizzerà in un mutuo concesso.
    La mancanza di contratti di lavoro stabili, la difficoltà di trovare un garante o un cointestatario del mutuo e l’indisponibilità di un profilo creditizio affidabile rappresentano le motivazioni principali di questo freno alla concessione del finanziamento.

    «In questa situazione tanto complessa per i giovani italiani è bene agire con cautela – afferma Genovese – e confrontare attentamente le diverse offerte delle banche aiuta anche i più giovani a far fronte a un impegno così importante. Lo stereotipo del bamboccione è, appunto, solo un cliché. I giovani avrebbero tantissima voglia di crescere e acquisire indipendenza; l’interesse degli under 30 per i mutui è elevato e tangibile, ma non sempre può, purtroppo, trasformarsi in un’azione concreta.»

  • Sostituzione mutuo : vantaggi

    Necessiti di una sostituzione mutuo ma non sai come muoverti in quanto non ne conosci la reale procedura e i relativi costi. Partiamo dalla definizione : quello che tu stai cercando altro non è che l’estinzione anticipata del mutuo che hai all’attivo per poter accedere ad un altro più vantaggioso per il tuo conto e per le tue esigenze del momento. L’obiettivo della sostituzione mutuo è appunto quella di accedere a condizioni migliori come ade esempio un minor tasso o spread minori in modo da abbassare l’importo della rata. È possibile diminuire la rata di rimborso con il nuovo mutuo per un motivo molto semplice : è possibile aver stipulato il mutuo corrente, quello che si vuole estinguere, in condizioni di mercato sfavorevoli però adesso potrebbero essere disponibili nuovi prodotti più convenienti.

    Sostituendo il vecchio mutuo con uno nuovo è possibile modificare ogni elemento del finanziamento in quanto si passa da un prodotto economico ad un altro, a differenza di rinegoziazione e surroga che modificano solo certi elementi del mutuo corrente.

    L’operazione di sostituzione mutuo comprende ovviamente delle spese e dei costi :

    • Penale per l’estinzione anticipata ;

    • Costi bancari relativi alla stipulazione del mutuo nuovo ;

    • Un’ imposta sostitutiva ;

    • Le spese notarili (solitamente la parcella del notaio si aggira intorno ai 2000 euro) .

    Rispetto ad una rinegoziazione o una surrogazione, la sostituzione mutuo comporta maggiori spese però è la scelta migliore se si fa un ragionamento di risparmino economico a lungo termine.

    Per maggiori info : mutui on line

  • Cosa offrono i piccoli prestiti

    Necessiti di una piccola somma in denaro e anche a breve tempo per fare un acquisto pazzo? Allora al caso tuo fanno i piccoli prestiti. Con questo genere di finanziamento si può ottenere da un minimo di 2.500 euro fino a 5000 euro rimborsabili con un piano di ammortamento che varia dai 24 ai 60 mesi con rate mensili oppure RID bancari. Solitamente il tasso che grava sulla rata è fisso. La somma richiesta è erogata tramite bonifico sul conto corrente del richiedente, in alternativa attraverso carta di credito revolving. I requisiti per ottenere questo prestito sono :

    • età tra 18 e 72 anni;

    • è necessario essere lavoratori dipendenti, autonomi oppure pensionati;

    • godere di una buona posizione creditizia ciò significa non avere segnalazioni o protesti a proprio carico;

    • si possono avere altri finanziamenti in corso;

    • la rata è cedibile fino ad un terzo dello stipendio;

    • per quanto riguarda l’anzianità lavorativa minima si parla di 12 mesi per i dipendenti e 24 mesi per i lavoratori autonomi.

    Per quanto riguarda la documentazione da presentare:

    • l’ultima busta paga e il modello CUD per i dipendenti;

    • il cedolino della pensione, l’ ObisM e il CUD per i pensionati;

    • il modello unico per i lavoratori autonomi;

    • una fotocopia della carta d’identità e del codice fiscale.

    Se si desiderano ulteriori informazioni, il web è sempre disponibile sotto la voce piccoli prestiti on line.

  • Mutui Vitalizi: liquidità senza rinunciare alla casa

    Ad oggi esiste una formula finanziaria pensata ed studiata per i pensionati con una casa di proprietà: i prestiti vitalizi. Si tratta di finanziamenti dietro ipoteca a lungo termine che consente agli anziani di ottenere somme molto elevate di denaro in prestito senza dover far fronte a nessuna rata in quanto il rimborso del mutuo vitalizio avviene a carico degli eredi dopo la scomparsa del titolare del finanziamento. Infatti, gli eredi possono saldare il debito per riscattare l’immobile dato in garanzia oppure procedere alla vendita e ottenere eventuale liquidità aggiuntiva.

    Il prestito vitalizio ipotecario, come tutti i prodotti finanziari, offre vantaggi e svantaggi agli over 65. Una delle agevolazioni più importanti deriva dal fatto di non dover pagar nessuna rata. Inoltre, la liquidità finanziata può essere utilizzata per innumerevoli obbiettivi come aiutare i figli, consolidare debiti o semplicemente vivere la vecchiaia con maggior serenità.

    Per quel che riguarda gli svantaggi, il prestito vitalizio ipotecario è una decisione importante che coinvolge anche la famiglia del richiedente, per questo motivo è conveniente valutare la richiesta insieme agli eredi.

    Principali usi del prestito vitalizio: ortodonzia invisibile e consolidamento debiti.

  • L’Iva aumenta ma chi pensa alle famiglie?

    Si preannuncia un autunno caldo per gli italiani che appena rientrati dalle vacanze si ritrovano a fare i conti con rialzo dei prezzi e stangate post manovra. A rincarare la dose è arrivato anche l’aumento dell’Iva al 21%, deciso in extremis dal governo, che da sola peserà per 385 euro l’anno. L’aumento dell’Iva deciso dal Governo – dichiara Pietro Giordano Segretario Generale Adiconsum – oltre che produrre effetti negativi sui consumi degli italiani, rischia di realizzare effetti perversi sui prezzi dei beni soprattutto di prima necessità (alimentari, auto, abiti, ecc.). Così come avvenne in occasione del passaggio dalla Lira all’ Euro gli arrotondamenti a rialzo dei prezzi operati soprattutto dai commercianti sono un rischio più che concreto. L’iva aumenta ma chi pensa alle famiglie? FinanzAttiva è lieta di rendere noto che sarà attenta e avveduta nei riguardi degli italiani. Offrendo ogni tipo di prestito, finanziamento a studenti che vogliono intraprendere master di specializzazione, a casalinghe prive di busta paga smaniose di avere una propria indipendenza, e a tutti i lavoratori autonomi e dipendenti che desiderano fare acquisti con maggiore sicurezza, garanzia e facilità. Visita il sito www.finanzattiva.it trova il prestito più adatto alle tue esigenze.

    Ufficio stampa Maria Rosaria Cappuccio

  • La riforma spagnola sull’ accesso alla professione d’ avvocato

    E’ già qualche tempo che in Spagna si ha la ferma intenzione d’introdurre una regolamentazione per l’accesso alla professione d’avvocato. Pensare che già nel lontano 1917 con la Celebrazione del Congresso dell’Avvocatura Spagnola, a San Sebastian, si iniziò a valutare la necessità e l’esigenza di stabilire una formazione puntuale, specifica, propriamente indirizzata ad una delle professioni più stimabili, più encomiate, e perché no invidiate, quale quella dell’Avvocato. Ebbene, a distanza di quasi cento anni ritorna la eco di questo discorso in maniera preponderante e con una risonanza sempre più vasta nell’ambito giuridico e soprattutto dei Collegi professionali. Probabilmente ciò è dovuto anche al fatto che sia molti dei Paesi territorialmente limitrofi che quelli culturalmente vicini, prevedono una regolamentazione e una selezione piuttosto rigida all’accesso alla professione legale. In Spagna si sono cominciati a vedere dei timidi accenni legislativi nel 2001 col Patto per la Riforma della Giustizia, anche se successivamente disatteso, ma soprattutto questi sforzi sono sfociati nel Real Decreto 775/2001 che ha dato vita alla Legge 34 il 30 ottobre 2006 che ha precipuamente regolamentato l’accesso alla professione d’ Avvocato e Procuratore. L’entrata in vigore di tale legge è stata fissata nel giro di cinque anni dalla sua pubblicazione nel B.O.E. (Boletín Oficial del Estado), cioè il 31 Ottobre 2011, data in cui dovrebbero essere stati fissati i requisiti di accesso e le modalità di svolgimento dell’esame a seguito di un successivo regolamento del Ministerio de Justicia da pubblicarsi nel Boletin oficial del Estado. Bisogna dire che il termine quinquennale è quasi giunto al termine e durante questo arco di tempo sono state stilate ben 5 bozze che hanno permesso di definire i cardini principali e le linee guida della succitata legge. Quel che è certo è che a breve il Ministero di Giustizia renderà obbligatorio un esame di Stato che fungerà da filtro per accedere alle professioni di abogado e procurador. L’ammissione e la conseguente iscrizione ad un Collegio degli avvocati sarà dunque subordinata al superamento di un esame nazionale di abilitazione o alla frequenza obbligatoria con esito positivo di corsi di formazione professionale. Il requisito principale è possedere una laurea in Giurisprudenza od altro titolo universitario di grado equipollente, utile ai fini del superamento di corsi di formazione conformi ai termini del Regolamento, procedere con un periodo di pratica ed infine superare una valutazione finale. In merito alle vie contemplate dal Regolamento, forse la più consona e coerente con la carriera forense è quella di unire la preparazione universitaria idonea, cioè la facoltà di Giurisprudenza, alla Scuola di Specializzazione in Práctica Jurídica, pur che sia riconosciuta dal Consiglio Generale del’Avvocatura, secondo un piano di studi precedentemente concordato e ritenuto idoneo all’ottenimento di un titolo ufficiale di Master universitario. Fino ad ora l’assenza di una legge che subordinasse l’iscrizione ad un collegio forense spagnolo previo superamento di un esame di abilitazione professionale ha permesso situazioni anomale, talvolta paradossali per cui per accedere alla professione di Difensore d’Ufficio oltre ad essere laureati in legge ed iscritti ad un collegio, si esige la frequenza di una Escuela de Práctica Jurídica per 2 anni ed avere un’esperienza professionale ininterrotta di almeno 3 anni; mentre per diventare avvocato, le premesse uniche ed essenziali fino ad ora sono rimaste quelle burocratiche e teoriche, vale a dire l’iscrizione al collegio e ancor prima il titolo universitario. Gli insegnanti nei corsi di formazioni saranno avvocati con almeno 3 anni di professione alle spalle e professori universitari che abbiano una relazione stabile e continuativa con le Università; tale combinazione ha un fine ben preciso e cioè regolare la parte pratica con quella teorica, di modo che ci sia un equilibrio fruttuoso per la formazione del discente e futuro Abogado o Procurador, senza che l’aspetto teorico annulli il fine ultimo della nuova disciplina e senza che l’aspetto pratico prevalga sul primo, tanto da cancellare la base didattica e speculativa da sempre essenziale per ogni lavoro altamente professionalizzato. C’è da dire che da diversi anni, in alcune città della Spagna, ha luogo questa attuazione congiunta per cui vengono sottoscritte delle convenzioni che prevedono la cooperazione tra Università e Ordine degli Avvocati che patrocinano e finanziano una Scuola di specializzazione giuridica, così come avviene col Colegio de Abogados della provincia di Cáceres e l’ Università di Extremadura con la escuela de práctica jurídica, esistente sin dal 1983. Per quanto ovvio, torna utile tuttavia precisare che coloro che già esercitino le già citate attività professionali forensi al momento della entrata in vigore della legge saranno dispensati dalla prova. Tornando ad analizzare ciò che viene regolamentato nella Legge 34/2006, preme evidenziare la composizione della commissione esaminatrice che sarà presente all’esame di Stato, così come prevista salvo cambiamenti in corso d’opera, sarà formata da 6 persone: un giudice; un rappresentante dell’ organo di autogoverno della magistratura; un rappresentante del ministero di giustizia; un professore titolare; un rappresentante delle Autonomie locali e due avvocati. Inoltre i requisiti per essere ammessi a sostenere la prova saranno: la nazionalità spagnola o di altro stato membro; disporre del titolo di “licenciado en Derecho” o di un titolo di laurea in giurisprudenza con validità in Spagna; certificazione di “aptitud profesional”; l’essere iscritto presso un Ordine degli avvocati in Spagna. La quinta bozza di regolamento, ancora pendente presso la apposita commissione ministeriale, prevede i seguenti requisiti di accesso alla professione di avvocato: la frequenza di un Master Oficial de Abogacia della durata di 12 mesi; lo svolgimento di un periodo di pratica della durata di 6 mesi; il superamento di un esame di abilitazione consistente in un test a risposta multipla di 100 domande e lo svolgimento di un parere su un caso pratico. Lo scopo della nuova disciplina che dovrebbe entrare in vigore assieme alle relative disposizioni attuative salvo ulteriori e è individuabile nel tentativo di incanalare gli sforzi intellettuali ed economici di una classe di persone il cui intento sarà modernizzare una professione importante quale quella forense e renderla competitiva in Spagna quanto nel resto d’Europa, in virtù del rafforzamento del diritto alla tutela giurisdizionale. Sorge il dubbio che questo possa verificarsi effettivamente tramite quella che sembra essere una selezione ab origine dei soggetti interessati. Sebbene si riconosca l’esigenza di una preparazione conforme alla realtà della professione, è importante che non si privilegi la selezione alla formazione, o che si tralascino le implicazioni pratiche che comporta il garantire una prova selettiva equa. E una valutazione del genere non poteva non coinvolgere eminenti esponenti tra cui il Consejo de la Comisión Nacional de la Competencia (CNC) che ha criticato duramente il Regolamento della Legge d’Accesso, Ley de Acceso a las profesiones de Abogado y Procurador de los Tribunales, poiché reputa che questa porterebbe a ridurre il numero dei praticanti, già nel giro di pochi anni dall’entrata in vigore della legge, teme che gli ordini monopolizzino l’accesso alla professione e rifiuta decisamente il fatto che l’Avvocato non possa lavorare come Procuratore e viceversa. Di tutt’altra considerazione è invece, Carlos Carnicer, Presidente del Consiglio Generale degli avvocati spagnoli, che ha definito la riforma come “una pietra miliare per la professione”, ed anzi sostiene che sarebbe del caso introdurre una formazione continua per coloro che sono esperti giuristi, sorta di aggiornamenti professionali, sempre in visione di una maggior tutela per i cittadini e il loro inviolabile diritto alla difesa. Anche il Segretario di Stato per la Giustizia, Juan Carlos Moreno Campo ha detto che “si tratta di una regola del consenso, che mira a migliorare le competenze nelle professioni legali e la convergenza con l’Europa.” Salomonico a mio avviso ed alquanto obiettivo pare essere il giudizio del presidente del Consiglio superiore della magistratura, José Carlos Divar, il quale ritiene che certamente l’imminente riforma sarà in grado di formare dei validissimi avvocati, ciò non toglie che questo potrà assicurare una migliore fruizione della giustizia per i cittadini come anche un’impostazione più equa della stessa. Come sempre, saranno il tempo e i fatti a dimostrare l’efficacia della nuova Legge.

  • Novità sull’esecutività degli avvisi di accertamento

    A decorrere dal 1° ottobre 2011 (termine così rinviato dal DL 98/2011) gli avvisi di accertamento notificati dall’Agenzia delle Entrate in materia di imposte sui redditi ed Iva saranno immediatamente esecutivi e decorsi novanta giorni dalla notifica, nel caso di mancato pagamento dei tributi accertati e delle relative sanzioni, l’Agente della riscossione potrà addirittura procedere ad esecuzione forzata.

    Parliamo delle novità relative all’esecutività degli avvisi di accertamento, presto in vigore. Più ampia trattazione sarà data durante la prima giornata di Guida al Fisco.

    Ambito di applicazione. Le nuove disposizioni riguarderanno gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle entrate ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta sul valore aggiunto e relative sanzioni e interessi, notificati a partire dal 1° ottobre 2011 e relativi ai periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007 e successivi, quindi riguardanti periodi di imposta successivi al 2006.
    Il nuovo contenuto dell’avviso di accertamento. Per i predetti avvisi di accertamento, dunque, non ci sarà più, una volta scaduti i 60 giorni, né l’iscrizione a ruolo né la successiva emissione della cartella di pagamento in quanto sarà lo stesso accertamento che diventerà esecutivo decorsi 60 giorni dalla notifica e conterrà l’intimazione ad adempiere all’obbligo di pagamento degli importi indicati entro il termine di presentazione del ricorso. In caso di mancato pagamento, decorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento (quindi 90 giorni dopo la notifica dell’avviso di accertamento), il credito sarà affidato all’Agente della Riscossione anche ai fini dell’esecuzione forzata, con modalità che dovranno essere determinate con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, di concerto con il Ragioniere generale dello Stato.

    Cosa accade in caso di proposizione del ricorso. Qualora si proponesse ricorso avverso l’avviso di accertamento esecutivo, é previsto comunque, entro 60 giorni, il pagamento degli importi pari ad un terzo delle maggiori imposte accertate (misura così determinata dal DL 98/2011).
    Tuttavia, in mancanza del versamento delle predette somme, decorsi 90 giorni dalla notifica dell’atto, l’Agente della Riscossione potrà – nel rispetto dei limiti imposti dalla legge – comunque azionare l’esecuzione (il fermo amministrativo e l’ipoteca), a meno che non sia stato, nel frattempo, emesso un provvedimento di sospensione giudiziale.
    In ogni caso, a prescindere dalla presentazione del ricorso o dalla richiesta di sospensione, il solo pignoramento viene sospeso per un periodo di 180 giorni a partire dalla data di affidamento del credito all’Agente della Riscossione e, dunque, per 270 giorni dalla notifica dell’avviso.

    La richiesta di sospensione. Certamente resta ferma la possibilità prevista dall’articolo 47 del D. Lgs. 546/1992 di richiedere al giudice la sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato. Tuttavia, al fine di una maggiore tutela del contribuente, nelle more che il giudice decida nel merito il contenzioso, è possibile presentare una richiesta di sospensione urgente dell’esecutività dell’atto a norma dell’articolo 47 comma 3, del D. Lgs. 546/1992. In base a tale disposizione il Presidente della Commissione tributaria, in caso di eccezionale urgenza può motivatamente disporre, con lo stesso decreto in cui fissa la trattazione dell’istanza di sospensione, la provvisoria sospensione dell’esecuzione fino alla pronuncia del collegio. A tal proposito, si segnala che il Consiglio di Presidenza di Giustizia tributaria con una delibera del 19/2/2008, ribadita nella successiva delibera 122/2010, prendendo atto proprio della difficoltà pratica di fissare le udienze di sospensiva entro i successivi sessanta giorni dalla notifica delle cartelle, ha esortato le Commissioni tributarie ad applicare il citato disposto dell’articolo 47, comma 3 del D. Lgs. 546/1992.

  • Prestiti personali e finanziamenti personalizzati per pensionati: opportunità e vantaggi

    Troppo spesso ed erroneamente si crede che, una volta diventati pensionati, non si possano più avviare progetti, idee e non si possano più fare investimenti. Nulla di più sbagliato, anche quando l’ostacolo insormontabile sembra l’assenza di un capitale con cui avviare l’attività (start up dell’impresa, piccola o grande che sia). Rispetto al passato è oggi molto più semplice reperire il capitale necessario per iniziare una nuova attività o finanziare progetti come l’acquisto di una seconda casa grazie alle nuove forme di prestito personale per dipendenti pubblici, statali privati e soprattutto per pensionati. Un esempio: la cessione del quinto della pensione, un finanziamento personalizzato che il risparmiatore rimborsa con comode rate mensili. Le rate non possono mai superare il quinto della pensione e il tasso è costante. E’ questo il primo grande vantaggio della cessione del quinto della pensione: il controllo della spesa che non potrà mai superare una determinata cifra.
    Nel caso della cessione del quinto, quinto dello stipendio o quinto della pensione, garante del rimborso della rata presso il distributore di prodotti finanziari o la società finanziaria a cui un pensionato o un dipendente pubblico richiede un prestito personale è l’Amministrazione presso cui lavora o, nel caso di un pensionato, l’ente previdenziale, INPS, INPDAP o altro. Quando si chiede un prestito personale tramite cessione del quinto della pensione, quindi, è necessario accertarsi che l’istituto o la società abbia attivate le convenzioni con l’ente previdenziale che gestisce la propria pensione.
    Altro indiscutibile vantaggio è l’assenza di finalità della spesa: per chiedere la cessione del quinto della pensione non è necessario comunicare alla società finanziaria o all’istituto di credito la finalità della spesa, nè sottoporsi a controlli bancari o possedere un conto corrente. Occorre solo comunicare poche e semplici informazioni per avere sin da subito soluzioni personalizzate. Certo, velocità e tempi di erogazione dipendono dal distributore di prodotti finanziari a cui si intende rivolgersi. Veloce, efficiente e soprattutto conveniente è il marchio Finanzio Facile che distribuisce diversi prodotti finanziari, tra i quali la cessione del quinto della pensione. I consulenti della rete a marchio Finanzio Facile sono presenti in tutta Italia e contattano i clienti interessati entro due ore dal momento in cui è stato compilato il form online. Una volta fissato l’appuntamento o fornite le informazioni necessarie, i consulenti della rete a marchio Finanzio Facile studiano una soluzione di finanziamento personalizzato per il cliente. Provare per credere!