Categoria: Economia e Finanza

  • L’adozione crescente di modalità lavorative più flessibili spinge la vendita di soluzioni di comunicazione unificata di Siemens E. C.

    I risultati: + 132% licenze OpenScape UC Suite, + 126% licenze OpenScape Voice
    e +107% HiPath 4000 nei paesi EMEA e APAC

    Milano, 15 Marzo 2012 – Siemens Enterprise Communications, uno dei principali fornitori di soluzioni di comunicazione aziendale, ha annunciato importanti risultati relativi all’adozione sul mercato delle sue soluzioni di comunicazione OpenScape e HiPath. Nell’area EMEA e APAC, l’azienda ha registrato una crescita annuale del 107% nelle vendite dei suoi sistemi di comunicazione IP convergente HiPath 4000, del 126 % per quanto riguarda le licenze OpenScape Voice e del 132% per le licenze OpenScape UC Suite. Questa crescita dimostra come le aziende comprendano la necessità di coniugare riduzione delle spese con maggiore produttività e processi operativi più semplici. I Managed Services rappresentano un punto di forza e un fattore di differenziazione, con oltre l’80% dei clienti che scelgono di adottare nelle loro soluzioni alcuni dei Servizi presenti nel portafoglio di offerta di Siemens Enterprise Communications.

    Le aziende stanno vivendo un cambiamento culturale caratterizzato da maggiore versatilità e forte supporto di una forza lavoro sempre più flessibile. Le grandi organizzazioni hanno bisogno di una maggiore e più efficace mobilità dei propri dipendenti per supportare l’innovazione in corso, senza dimenticare comunque la necessità di ottimizzare i costi. La costante evoluzione delle comunicazioni aziendali, includendo fenomeni quali i social-network, i modelli basati su cloud e il numero crescente di periferiche mobili, porta le aziende a riconoscere i vantaggi offerti da piattaforme integrate che consentono un lavoro collaborativo, quali in particolare le soluzioni UC.

    Grazie ad un approccio fortemente orientato al cliente e alle relazioni strategiche con i più importanti system integrator, nell’area EMEA e APAC Siemens Enterprise Communications sta estendendo in modo significativo il suo bacino di clienti. Tra le organizzazioni che hanno adottato recentemente le soluzioni OpenScape vi sono l’ Università di Vienna (Austria), l’Ospedale per malattie mentali di Birmingham (Regno Unito), il Metrò di Beijing (Cina), la Skoda (Repubblica Ceca) e l’Istituto Clinico Humanitas (Italia).

    Trevor Connell, Senior Vice President, Sales, EMEA e Asia Pacific per Siemens Enterprise Communications ha commentato che “in misura sempre crescente, le aziende devono supportare le esigenze di una forza lavoro caratterizzata da elevata mobilità, necessità di una maggiore collaborazione con colleghi e partner e disponibilità di servizi di comunicazione flessibili ed efficienti. Noi ci impegniamo fortemente ad aiutare le aziende che vogliono aumentare la produttività e adattarsi alle nuove esigenze dei loro dipendenti. Le soluzioni adottate dai nostri clienti consentono di garantire maggiore efficienza e al tempo stesso migliorare i livelli di servizio alle loro organizzazioni. I nostri clienti dispongono di un’infrastruttura voce che consente al loro personale di lavorare in modo più flessibile. Inoltre la OpenScape UC Suite offre utili strumenti di comunicazione e collaborazione, disponibili sia sullo smartphone che presso la tradizionale postazione di lavoro. In questo modo gli utenti possono effettivamente decidere quando, come, dove e con chi comunicare.”

    Informazioni su Siemens Enterprise Communications
    Siemens Enterprise Communications è uno dei principali fornitori di soluzioni di comunicazione aziendale end-to-end, tra cui sistemi voce, infrastrutture di rete e sicurezza, che utilizzano architetture aperte basate su standard per unificare le applicazioni di comunicazione e di business. La strategia “Open Communications” consente alle aziende di migliorare la produttività e ridurre i costi grazie a soluzioni di facile implementazione in grado di integrarsi negli ambienti IT esistenti, migliorando l’efficienza operativa. Questa strategia è la base per il programma OpenPath (R), che permette ai clienti di evolvere progressivamente, riducendo i rischi e adottando in modo conveniente le comunicazioni unificate. La proprietà è condivisa tra The Gores Group e Siemens AG. Siemens Enterprise Communications include le attività delle società Siemens Enterprise Communications, Cycos e Enterasys Networks. Per ulteriori informazioni su Siemens Enterprise Communications o Enterasys: www.siemens‐enterprise.com o www.enterasys.com.

    Nota: Siemens Enterprise Communications & Co K.G. è una licenziataria del marchio commerciale di Siemens AG. HiPath, OpenOffice, OpenScape e OpenStage sono marchi commerciali registrati di Siemens Enterprise Communications & Co K.G. o delle sue affiliate. Tutti gli altri nomi di aziende, marchi, prodotti e servizi sono marchi commerciali o marchi commerciali registrati dei rispettivi proprietari. Il presente comunicato stampa contiene dichiarazioni previsionali basate sulle convinzioni del management di Siemens. I termini “prevedere”, “ritenere”, “stimare”, “prevedere”, “aspettarsi”, “intendere”, “piano”, “dovrebbe” e “progetto” vengono utilizzati per indicare dichiarazioni previsionali. Tali dichiarazioni riflettono le attuali opinioni dell’azienda rispetto ad eventi futuri e sono soggette a rischi e incertezze. Numerosi fattori potrebbero contribuire al conseguimento di risultati effettivi materialmente diversi, tra cui, a titolo meramente esemplificativo, mutamenti delle condizioni economiche e commerciali generali, variazioni dei tassi di cambio e di interesse, introduzione di prodotti concorrenti, mancata accettazione dei nuovi prodotti o servizi e cambiamenti nella strategia aziendale. I risultati effettivi possono differire materialmente da quelli qui previsti. Siemens non intende – né si assume alcun obbligo di – aggiornare le presenti dichiarazioni previsionali.

  • Siemens Enterprise Communications registra una crescita significativa nella vendita di licenze OpenScape Office nell’area EMEA e APAC

    Milano, 15 Marzo 2012: +152% di licenze OpenScape Office MX/LX, +131% di licenze OpenScape Office HX su base annuale: sono i numeri che testimoniano la crescita fatta registrare da Siemens Enterprise Communications, fornitore leader di soluzioni di comunicazione aziendale, nella vendita dei prodotti “all-in-one” OpenScape Office nelle aree EMEA e APAC. Questa rapida crescita testimonia la costante innovazione e l’azione di sviluppo del mercato dell’UC, in Europa e Asia, realizzati garantendo un supporto tecnico e commerciale eccezionale ai partner locali e rispondendo tempestivamente alle nuove esigenze delle piccole e medie imprese.

    La gamma OpenScape Office è stata realizzata in modo da soddisfare pienamente i bisogni di comunicazione di piccole e medie imprese, che richiedono una maggiore integrazione tra le tecnologie presenti in azienda e una più efficace collaborazione, in modo da avere visibilità della disponibilità dei dipendenti e della loro possibilità di essere contattati.

    Questo prodotto è una soluzione flessibile di Comunicazione Unificata e Collaborazione (UCC) “all in one”, che, garantisce maggiore produttività, migliore servizio ai clienti e più efficienza, grazie ad innovative funzionalità di comunicazione.

    Per Siemens Enterprise Communications il business sviluppato dai Partner rappresenta una priorità strategica che ha portato a concentrare significativi investimenti nel programma di partnership Go Forward!, in iniziative dedicate di formazione e certificazione, nel supporto Pre-vendita e in una serie di attività di marketing e sviluppo del business. L’obiettivo è ampliare ulteriormente le relazioni all’interno della comunità dei partner e costruirne di nuove, anche tramite programmi di formazione mirati (dimostrazioni dei prodotti e assistenza da parte di personale esperto).

    • Go Forward! è un programma multi-livello disegnato per garantire il successo del partner grazie a benefit economici, accesso a risorse specifiche, formazione e contribuiti per i costi di certificazione.
    • Go Forward! Faster è un programma di partnership “accellerato” che consente ai nuovi partner di ottenere lo status di partner certificato in tre mesi, limitando sensibilmente gli investmenti iniziali
    • OpenScape Office awards program: è un programma innovativo per attribuire importanti riconoscimenti ai venditori dei partner che ottengono significativi risultati nella vendita di OpenScape Office

    “È stato un anno eccezionale per Siemens Enterprise Communications, che ha dimostrato con successo la capacità di promuovere innovazione e aiutare il mercato dell’UC a realizzare i suoi benefici, rispondendo così alle esigenze di collaborazione delle PMI. Siamo orgogliosi di supportare e premiare i nostri partner per l’eccellente lavoro fatto nella vendita della nostra gamma di prodotti a un vasta platea di clienti, garantendo alla nostra azienda la posizione di leader di settore.” Questo il commento di Marc Aghili, Senior Vice President of Indirect Channel Sales and Business Development in EMEA e Asia-Pacific di Siemens Enterprise Communications.

    Andrea Volonnino, CEO di SAT Telematica, afferma: “Abbiamo registrato una significativa crescita con Siemens Enterprise Communications nel 2011, grazie anche ad una forte domanda da parte delle piccole e medie imprese. Siamo rimasti impressionati dalla profonda comprensione da parte di Siemens Enterprise Communications delle nostre esigenze e di quelle dei nostri clienti. Abbiamo lavorato a stretto contatto con la loro organizzazione per assicurarci che i nostri venditori avessero le risorse e la formazione necessarie per affermare sul mercato questa tecnologia leader.”

    L’innovazione e i progressi fatti nel mercato dell’UC da Siemens Enterprise Communications hanno fatto guadagnare all’azienda numerosi premi e riconoscimenti da parte di importanti analisti di settore e media, tra cui:

    • Posizione di “Leader” nei Magic Quadrant 2011 di Gartner per la UC e la Telefonia aziendale;
    • Valutazione molto positiva nel MarketScope UC 2011 di Gartner per il mercato PMI in Europa
    • Premio di “Telephony System of the Year” riconosciuto dal Comms National Awards di Londra ad OpenScape Office

    In particolare, il rapporto “Gartner MarketScope” riconosce a Siemens Enterprise Communications un’ampia base di partner di canale per il mercato SMB, sia in Europa che in altre aree geografiche. Grazie ad una solida offerta di sistemi di comunicazione all-in-one i partner di Siemens Enterprise Communications hanno installato con successo queste soluzioni presso clienti significativi quali:

    • MG Owners Club (Regno Unito)
    • Wunderwear (Danimarca)
    • Brother (Italia)
    • DanBolig Niels Hald (Danimarca)

    Informazioni su Siemens Enterprise Communications
    Siemens Enterprise Communications è uno dei principali fornitori di soluzioni di comunicazione aziendale end-to-end, tra cui sistemi voce, infrastrutture di rete e sicurezza, che utilizzano architetture aperte basate su standard per unificare le applicazioni di comunicazione e di business. La strategia “Open Communications” consente alle aziende di migliorare la produttività e ridurre i costi grazie a soluzioni di facile implementazione in grado di integrarsi negli ambienti IT esistenti, migliorando l’efficienza operativa. Questa strategia è la base per il programma OpenPath (R), che permette ai clienti di evolvere progressivamente, riducendo i rischi e adottando in modo conveniente le comunicazioni unificate. La proprietà è condivisa tra The Gores Group e Siemens AG. Siemens Enterprise Communications include le attività delle società Siemens Enterprise Communications, Cycos e Enterasys Networks. Per ulteriori informazioni su Siemens Enterprise Communications o Enterasys: www.siemens‐enterprise.com o www.enterasys.com.

    Nota: Siemens Enterprise Communications & Co K.G. è una licenziataria del marchio commerciale di Siemens AG. HiPath, OpenOffice, OpenScape e OpenStage sono marchi commerciali registrati di Siemens Enterprise Communications & Co K.G. o delle sue affiliate. Tutti gli altri nomi di aziende, marchi, prodotti e servizi sono marchi commerciali o marchi commerciali registrati dei rispettivi proprietari. Il presente comunicato stampa contiene dichiarazioni previsionali basate sulle convinzioni del management di Siemens. I termini “prevedere”, “ritenere”, “stimare”, “prevedere”, “aspettarsi”, “intendere”, “piano”, “dovrebbe” e “progetto” vengono utilizzati per indicare dichiarazioni previsionali. Tali dichiarazioni riflettono le attuali opinioni dell’azienda rispetto ad eventi futuri e sono soggette a rischi e incertezze. Numerosi fattori potrebbero contribuire al conseguimento di risultati effettivi materialmente diversi, tra cui, a titolo meramente esemplificativo, mutamenti delle condizioni economiche e commerciali generali, variazioni dei tassi di cambio e di interesse, introduzione di prodotti concorrenti, mancata accettazione dei nuovi prodotti o servizi e cambiamenti nella strategia aziendale. I risultati effettivi possono differire materialmente da quelli qui previsti. Siemens non intende – né si assume alcun obbligo di – aggiornare le presenti dichiarazioni previsionali.

  • Qual è il futuro dell’economia globale?

    Questo articolo interesserà il mondo degli investitori e chi è interessato a etfs natural gas .

    Forse potrà sorprendere questo dato, ma, nonostante l’indebolimento dell’economia, il notevole clima d’incertezza per la crisi del debito europeo e le turbolenze sui mercati finanziari, non sembra che l’economia statunitense nè quella globable siano avviate verso una recessione.

    Nel corso dello scorso anno gli indici dei direttori agli acquisti (PMI), gli indicatori più veloci dell’andamento dell’attività economica, sono stati fortemente indeboliti.

    Nell’Unione europea il PMI complessivo si mantiene a stento in territorio di espansione, ma non si può dire altrettanto della componente dell’indice maggiormente prospettica, quella dei nuovi ordini. Pur presentandosi in modo meno negativo, anche lo scenario congiunturale dei mercati emergenti non è proprio positivo. Sopratutto a causa della possibilità di insolvenze statali in Europa e la debolezza delle banche, esacerbati dai rischi esposti, le prospettive economiche sono dominate da un crescente clima di incertezza.


    Improbabile recessione negli USA

    Secondo i dati relatvi al PIL negli Stati Uniti si registra un tasso di crescita dell’1 %, che per quanto lento è sicuramente indice di una leggera ma esistente ripresa. Alti sono tuttavia i tassi di disoccupazione e generalmente la situazione sul mercato del lavoro che non facilita certo la fiducia dei consumatori.

    Gli Stati Uniti non sembrano avviarsi verso una fase di recessione. In particolare, negli ultimi mesi si è assistito a un parziale calo dei prezzi del petrolio, che svolgono un ruolo di primo piano per i consumatori statunitensi. Più in generale, il settore non finanziario ha al momento una posizione in liquidità robusta, indicativa di una spesa per investimenti e di un’attività di assunzione costante ma selettiva. Premesso ciò, è probabile chel a crescita degli Stati Uniti continui a procedere a ritmo lentissimo per un lungo periodo, come tipicamente accade nei paesi reduci da una crisi immobiliare o finanziaria.


    Rischi europei

    E’ in Europa che purtroppo si annida un serio rischio di natura ciclica.
    La Grecia, il Portogallo e la Spagna sono in piena recessione e anche i dati relativi all’Italia e alla Francia danno evidenti segni di cedimento. A ciò si aggiunge la notevole fragilità finanziaria dell’Europa. La crisi del debito in Grecia è molto lontana da una soluzione, il governo per il momento ha mancato gli obiettivi del programma di consolidamento fiscale e non c’è ancora il pieno consenso sulla ristrutturazione del debito. Sarà difficile giungere a un accordo volontario con i creditori in grado di sgravare il paese dall’onere debitorio. Inoltre, l’esposizione degli istituti di credito della Grecia e di altri paesi al debito sovrano e l’interdipendenza in seno al sistema bancario stanno alimentando i timori in merito alla stabilità del settore bancario europeo, a cui è in larga misura ascrivibile la marcata underperformance delle borse valori della regione.

    Ci sono banche europee che hanno urgentemente bisogno di essere ricapitalizzate o, in taluni casi, liquidate, ma manca l’autorità centrale preposta all’adozione di tali misure. Benché la robusta posizione in liquidità di molte società non consenta di quantificare con precisione i danni concreti arrecati all’economia, non c’è dubbio che la debolezza delle banche aumenti i rischi di ribasso.

  • Massimo Bianconi e Banca Marche annunciano il successo dell’aumento di capitale dell’Istituto bancario marchigiano

    Jesi, 13 marzo 2012 – Massimo Bianconi e la Banca delle Marche S.p.A. informano che il 9 marzo 2012 si è concluso il periodo di adesione all’Offerta in Opzione delle massime n. 211.720.802 nuove Azioni, del valore nominale di Euro 0,52, offerte agli azionisti ai sensi dell’art. 2441 c.c. al prezzo unitario di Euro 0,85, nell’ambito dell’operazione di Aumento di Capitale deliberato dall’Assemblea straordinaria, lo scorso 24 ottobre 2011.

    Dai dati provvisori al momento disponibili sull’adesione all’Offerta in Opzione, risulta che, nel corso del periodo di Adesione dell’Offerta in Opzione, a seguito dell’esercizio del diritto di opzione e di prelazione, sono pervenute richieste di sottoscrizione superiori al numero di azioni ordinarie oggetto dell’Offerta.

    Alla luce di quanto precede, non si darà luogo all’Offerta a Terzi prevista nel Prospetto Informativo per il caso in cui, ad esito dell’Offerta in Opzione, fossero risultate Azioni non sottoscritte.

    I risultati definitivi dell’Offerta saranno comunicati dalla Banca appena disponibili e, comunque, pubblicati con avviso in data 15 marzo 2012.
    Il presente comunicato è disponibile in formato elettronico sul sito internet della Banca www.bancamarche.it.

    “Desidero ringraziare tutti i nostri azionisti e dipendenti – commenta Massimo Bianconi, direttore generale di Banca Marche – per avere contributo al successo dell’aumento di capitale e per avere creduto nella solidità del nostro istituto”.

    **************
    Su Massimo Bianconi
    Massimo Bianconi si é laureato in Scienze Politiche presso l’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un Corso di specializzazione in Discipline Bancarie presso la facoltà di Economia e Commercio dell’Università degli studi di Roma ed un Corso intensivo di gestione bancaria presso la SDA Bocconi.
    Ha avviato la sua carriera al Banco di Santo Spirito per il quale è stato responsabile di varie strutture aziendali, sia nella Rete commerciale che presso la Direzione Generale. Ha quindi ricoperto nel corso degli anni vari ruoli in diversi settori di attività, tra cui quelli di Direttore Generale della Cassa di Risparmio di Spoleto, Condirettore Generale della Banca Agricola Mantovana, Vice Direttore Generale della Banca di Roma, Direttore Generale di Cariverona Banca S.p.A., Direttore Generale Credito Italiano S.p.A., Responsabile Coordinamento Commerciale, Marketing Strategico e Corporate Identity del gruppo Sanpaolo Imi S.p.A. Attualmente è Direttore Generale di Banca delle Marche S.p.A. e Presidente della Commissione Regionale ABI Marche.

  • Il Made in Italy un scommessa vincente per i giovani

    Dalla moda al design, dalla cucina alla musica il marchio italiano conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo ha fatto si, che i prodotti del Bel Paese abbiano nel tempo guadagnato valore e fama.

    Ma come si può trasformare questo patrimonio culturale anche in un patrimonio individuale accessibile a tutti?


    Arrivano, rigorosamente dall’Italia, due vie esclusive per apprendere il meglio del Made in Italy trasformandolo in una competenza esclusiva per eccellere sui mercati.

    Il primo è un MBA intitolato al Made in Italy della Foil (www.foil.it), che si prefigge di insegnare la forma mentis del made in Italy e che si rivolge a un pubblico internazionale. Lo scopo è quello di fornire la giusta conoscenza per creare prodotti di eccellenza: un percorso di formazione in cui stile di vita e business intuition si fondono con l’aggiornamento costante, l’evoluzione qualitativa, l’affinamento di tecniche di marketing vincenti, la gestione efficiente delle risorse umane e la fedeltà al proprio core business. Per creare prodotti di vero “made in Italy”.

    Per un’offerta più integrata, invece, quando si parla di cultura e stile, una scelta obbligata è l’Istituto Europeo di Design (www.ied.it/) con sedi in Italia, Spagna e Brasile. E’ la scuola di design per eccellenza, rigorosamente internazionale, che attira studenti provenienti da 90 paesi del mondo, proponendo corsi di diploma di 1° livello, triennali e quadriennali, master e summer.

    Fondata nel 1966 grazie all’intuizione del suo presidente Francesco Morelli, nel tempo, è diventata un simbolo tra le scuole del Made in Italy. Un network internazionale operante nei settori della formazione e della ricerca, nelle discipline del Design, della Moda, del Visual Communication e Management.

  • C’è la crisi? Vado a vivere in garage!

    Fare di necessità virtù, in tempi di crisi, è trendy. Lo sanno bene gli italiani che, secondo quanto rilevato da Immobiliare.it, sempre di più provano a riconvertire gli immobili in loro possesso pur di trovare nuovi acquirenti.

    E così il garage o il negozio diventano casa: vetrine e saracinesche spariscono e gli alti soffitti vengono sfruttati con soppalchi e eleganti scale a chiocciola. Concentrandoci sui soli locali commerciali, ben il 12% degli annunci relativi a spazi di questo tipo riporta la possibilità di riconversione in abitazione.

    «La grande distribuzione sta soffocando il commercio al dettaglio – spiega Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.ite i negozi lungo le vie cittadine perdono di interesse, con un conseguente crollo della domanda per questi locali (-12% nell’ultimo anno). Da ciò deriva la loro trasformazione in veri e propri loft cittadini, simili agli spazi industriali dismessi da cui da anni si ricavano abitazioni di pregio, ma molto più piccoli e centrali

    È il taglio medio di questi immobili (tra i 50 e i 100 mq) a renderli così appetibili: per chi compra o affitta rappresentano la possibilità di avere un bilocale con un risparmio medio di oltre il 10% sia sul prezzo a metro quadro, sia sul canone d’affitto. Non solo negozi e uffici, però: anche un garage si può trasformare in un loft.

    Ormai i box vengono realizzati nei sotterranei dei palazzi, ma quelli costruiti fino a 20 anni fa sono a livello strada e dietro alle loro saracinesche si nascondono ampi spazi, semplici da personalizzare e di facile trasformazione in ambienti di design. I numeri provano l’aumento delle conversioni di negozi e garage: tra i 700.000 annunci presenti su Immobiliare.it la presenza di loft è cresciuta nell’ultimo anno, mediamente, del 5%, con picchi del 9% a Bologna e del 7% a Torino. Le due metropoli italiane, Milano e Roma, non registrano in questo periodo grandi cambiamenti perché il processo è, per la carenza di spazi, in corso da tempo.

    Stesso trend in ascesa è registrato dalle riconversioni delle vecchie soffitte in mansarde. Questi locali, usati in passato come depositi, vengono trasformati – vista la penuria di spazi nelle zone più centrali e l’esigenza di aumentare i ricavi da parte dei proprietari – in unità abitative vere e proprie, in cui la mancanza di alcuni servizi, come l’ascensore, permette a chi compra o affitta di risparmiare tra il 10 e il 20% rispetto ad un appartamento nella stessa zona. In confronto ad un anno fa, l’offerta delle mansarde è cresciuta di quasi il 7%, con picchi nelle città di medie dimensioni come Firenze (+10%) e Parma (+9%).

    «Attenzione ai vincoli – continua Giordano che riguardano la categoria catastale dell’immobile che si intende acquistare: se si tratta di un loft, accatastato come C3, non vi si potrà prendere la residenza ed ottenere un mutuo prima casa; se parliamo di una mansarda è da verificare che ci sia l’abitabilità e tenere a mente che, per via dei tetti spioventi, i metri quadri commerciali si riducono di molto rispetto alla superficie

    La normativa per il cambio d’uso dell’immobile fa riferimento al Testo Unico dell’edilizia, ma occorre considerare i piani regolatori dei singoli comuni, che di volta in volta determinano procedure diverse per ottenere il cambio catastale. Ecco di seguito la riduzione dei prezzi di vendita e di affitto per mansarde e loft, rispetto ad un appartamento tradizionale, in un campione delle città analizzate:

    Vendita euro / mq

    Comune
    Appartamento

    Mansarda

    Loft

    Bologna
    € 3.300
    € 3.050

    -8%

    € 3.100

    -6%

    Brescia
    € 2.850
    € 2.450

    -14%

    € 2.500

    -12%

    Cagliari
    € 2.700
    € 2.200

    -19%

    € 2.400

    -11%

    Firenze
    € 4.100
    € 3.650

    -11%

    € 3.400

    -17%

    Genova
    € 2.900
    € 2.700

    -7%

    € 2.550

    -12%

    Milano
    € 4.200
    € 3.950

    -6%

    € 3.800

    -10%

    Napoli
    € 3.300
    € 2.950

    -11%

    € 2.800

    -15%

    Padova
    € 2.850
    € 2.450

    -14%

    € 2.400

    -16%

    Pisa
    € 3.400
    € 3.100

    -9%

    € 3.100

    -9%

    Roma
    € 4.800
    € 4.300

    -10%

    € 4.450

    -7%

    Torino
    € 2.650
    € 2.400

    -9%

    € 2.450

    -8%

    Verona
    € 2.500
    € 2.350

    -6%

    € 2.300

    -8%

    Affitto bilocale euro / mese

    Comune
    Appartamento

    Mansarda

    Loft

    Bologna
    € 730
    € 685

    -6%

    € 675

    -8%

    Brescia
    € 540
    € 475

    -12%

    € 465

    -14%

    Cagliari
    € 550
    € 485

    -12%

    € 450

    -18%

    Firenze
    € 840
    € 695

    -17%

    € 750

    -11%

    Genova
    € 580
    € 510

    -12%

    € 540

    -7%

    Milano
    € 840
    € 760

    -10%

    € 790

    -6%

    Napoli
    € 540
    € 460

    -15%

    € 480

    -11%

    Padova
    € 570
    € 480

    -16%

    € 490

    -14%

    Pisa
    € 630
    € 575

    -9%

    € 575

    -9%

    Roma
    € 820
    € 760

    -7%

    € 735

    -10%

    Torino
    € 590
    € 545

    -8%

    € 535

    -9%

    Verona
    € 520
    € 480

    -8%

    € 490

    -6%

  • Affitto Francavilla al Mare: sul nuovo sito di Italia Affitti bellissime soluzioni, già arredate.

    Italia Affitti è un franchising immobiliare in forte espansione su tutto il territorio nazionale; la professionalità e la competenza offerta da Italia Affitti ha fatto si che si affermasse negli anni nel settore dell’immobiliare divenendo leader e punto di riferimento per tutti coloro che cercano un casa in affitto Francavilla al Mare.

    Per chi vuole porre le basi del proprio futuro nel capoluogo adriatico e prendere in considerazione la soluzione affitto Francavilla al Mare, l’ Agenzia Immobiliare Italia Affitti di Francavilla al Mare, offre diverse soluzioni di immobili da affittare. La forza del franchising sta nell’attenzione rivolta al cliente e nella passione per il proprio lavoro: qualità che nel tempo hanno reso l’agenzia immobiliare Francavilla al Mare il punto di riferimento per tutti coloro che intendono acquisire Affitto Francavilla al Mare o in tutto l’Abruzzo.

    Italia Affitti nasce con l’obiettivo di fornire la massima soddisfazione al cliente, con l’intento ulteriore di creare un rapporto di lealtà e fiducia con i propri affiliati, consapevoli del fatto che solo dietro la cura e la soddisfazione del cliente si nasconde la chiave del successo di ogni agenzia immobiliare e che la miglior pubblicità è quella fornita dai clienti che usufruiscono del servizio. Inoltre Italia Affitti fornisce servizi di consulenza tecnico-legale potendo disporre della collaborazione di importanti professionisti esperti nell’ambito immobiliare.

    Sul nuovissimo mini-sito del franchising immobiliare, francavillaalmare.italiaAffitto.it è possibile visualizzare tutti gli annunci immobiliari di Affitto Francavilla al Mare e il resto degli annunci che l’agenzia immobiliare Italia Affitti di Francavilla al Mare mette a disposizione; ogni annuncio presenta una descrizione dettagliata dell’immobile corredato di foto illustrative per dare un’idea più ampia dell’immobile a cui il cliente è interessato.

    Italia Affitto ha tutte le risposte per chi stesse cercando Affitto Francavilla al Mare, con la disponibilità d’immobili che abbiamo sul nostro sito.

  • ILVA: Nessuna conseguenza operatori dopo Incendio Tubificio ERW

    20 Febbraio 2012: intorno alle ore 15:00 circa, è avvenuto nell’Area Tubificio ERW dello Stabilimento Ilva di Taranto, in una sottostazione di traformazione elettrica, un incidente che ha generato un incendio prontamente gestito dall’intervento dei Vigili del Fuoco di Stabilimento. Da una prima ricostruzione dei fatti la messa in funzione di un nuovo trasformatore elettrico determinava un’anomalia impiantistica innescando un’incendio che si limitava al solo trasformatore. Si precisa che il trasformatore era di nuova concezione ad olio minerale senza presenza di PCB. L’intervento tempestivo degli operatori addetti all’emergenza presenti, con la successiva collaborazione dei Vigili del Fuoco di Stabilimento, riportava la situazione alla normalità. Non si registrano conseguenze al personale presente e agli operatori, ne si segnalano particolari situazioni di pericolo. La produzione dello stabilimento non è stata interessata dall’accaduto. Nei prossimi giorni l’Ilva insieme ai sindacati e alle autorità preposte valuterà le effettive dinamiche dell’incidente e le relative cause. Secondo il Centro Studi dell’Ilva è stata determinante la prontezza del servizio di Vigilanza (simile in tutto e per tutto ai Vigili del Fuoco) per riportare la situazione alla normalità in tempistiche brevi.

  • MIPIM 2012 A Cannes : gli stranieri possono tornare ad investire in Italia

    A Cannes si sta concludendo il MIPIM , il piu’ grande evento mondiale del Real Estate. Ecco la sintesi degli interventi di Massimo Caputi al convegno organizzato da Quotidiano Immobiliare, il portale dedicato alla finanza immobiliare.

    L’importanza dell’Evento e’ testimoniata dal costo del biglietto di ingresso : 1.500 euro per persona ! E ben 20.000 addetti ai lavori hanno accettato di sborsare tale incredibile somma, oltre costi aerei ed alberghi, per confrontarsi sul mercato internazionale dell’immobiliare e della finanza immobiliare .

    Anche gli italiani sono presenti al MIPIM, ma con grande scarsita’ di progetti e prodotti.

    Tra i progetti di Baku, capitale della Arzeibaigian, la citta’ piu’ illuminata al mondo dopo Las Vegas, e quelli di Roma Capitale…..c’e’ un abisso.

    Tutti sono speranzosi, ma la situazione generale e i fattori specifici non consentono di essere speranzosi nel settore, se non per augurarsi che almeno non accada nulla di negativo . A meno che non ci sia la reale volonta’ di dare impulso all’attrazione investimenti in Italia, modificando alcuni percorsi.

    Considerando la dinamica che genera di continuo nuovi mercati per gli investitori, come per il turismo nuove mete, e’ evidente che i capitali si muovono rispettando alcune regole basilari :

    • Leggi certe e non soggette a continue variazioni
    • Esistenza di prodotti la cui acquisizione puo’ essere effettuata in tempi certi
    • Situazione del credito fluida
    • Esistenza di un mercato degli affitti stabile e in linea con i costi del denaro
    • Dimensione dei progetti interessante per gli Investitori Internazionale, almeno 2 miliardi ciascuno.

    Rispetto ad un anno fa in Italia sicuramente sono mutati, in meglio, alcuni fattori, ma anche il resto del mondo gira e, in particolare in quell’area del mondo che spesso non consideriamo nelle nostre valutazioni.

    • Oggi abbiamo un Governo piu’ rappresentativo verso l’estero di un anno fa
    • La credibilita’ del Paese ha recuperato
    • Esiste una volonta’ politica di avere maggiore sensibilita’ verso gli investitori esteri.
    • Lo spread migliora.

    Ma gli investimenti esteri non decollano e il 2012 non fa presagire per ora nulla di buono :

    1. Mancano i prodotti: e’ il problema piu’ serio; non ci sono portafogli privati significativi e per il patrimonio pubblico finora non e’ stata individuata una vera strategia di commercializzazione internazionale; il 29 settembre 2011, durante il Meeting al Ministero dell’Economia, Domenico Siniscalco auspico’ fortemente l’apertura di cantieri di “finanza immobiliare” per il patrimonio pubblico, aderenti alle esigenze di mercato reale.
    2. Le banche sono appesantite dai rifinanziamenti da sostenere nei prossimi 18 mesi su progetti che spesso ormai sono da considerare “incagli” e percio’ mal sopportano l’idea di aprire nuovi canali di finanziamento.
    3. Le SGR hanno fondi a scadenza con immobili spesso sopravalutati e scivolano come anguille davanti alle richieste degli Investitori di recupero del loro investimento.
    4. Si diffonde sempre piu’ la tendenza da parte di investitori istituzionali ad acquistare debito senior, mezzanino, distressed rispetto al tradizionale investimento diretti in immobili; i rendimenti sono garantiti e superano il numero 15.

    In questo scenario, l’Italia che dovrebbe rappresentare per gli Investitori Istituzionali (in teoria) il 2% del mercato mondiale del real estate e il 15% del mercato europeo e’ ben lontana da questa meta.

    Quali possono essere i rimedi concreti per cercare recuperare capitali, considerato che la concorrenza e’ ormai davvero globale; alcuni principi sono fondamentali :

    Il Pubblico deve varare molto rapidamente dei Progetti Pilota (target 2 mld ciascuno) su cui veicolare investitori esteri istituzionali non speculativi; per fare cio’ e’ necessario dare assoluta certezza di tempi, regole, rendimenti; la natura di “progetto pilota” e’ finalizzata al poter dimostrare che si possono FARE; e non e’ necessario che si tratti di trophy asset; gli Investitori esteri, lo ha dimostrato l’operazione cessione immobili Metro fatta da BNP Paribas Sgr, premiano anche immobili marginali con redditivita’ certa;

    1. Le SGR e le SIIQ devono tornare a privilegiare gli interessi assoluti degli Investitori e non affezionarsi a grasse fee , incuranti delle attese dei Quotisti; spesso le SGR si sentono sicure perche’ rispettano in modo manicale la “forma” e nessuno le sanziona; ma dietro il rispetto della forma, c’e’ talvolta un baratro per gli Investitori.
    2. Le Banche devono avere la forza di effettuare uno “stop loss” e non continuare a mantenere in vita, trasformandoli in perpetual, societa’ decotte, operatori falliti, progetti senza uscita. Cio’ blocca risorse per nuovi investimenti.
    3. Sviluppare una maggior cultura del prodotto e della sua gestione; ad esempio Roma e’ una citta’ che , tranne poche eccezioni, genera prodotti scadenti e gestiti peggio; oggi la qualita’ del prodotto e’ un parametro irrinunciabile e il suo mantenimento in efficienza pure. Ci sono per fortuna alcuni esempi postitivi come Hines Italia o il Gruppo Parnasi che stanno tracciando una strada di qualita’ e va perseguita da tutti gli operatori.
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