Le compravendite nel mercato immobiliare bologna per quanto concerne l’uso residenziale sono portate a termine nel 49% dei casi dalla clientela italiana attraverso un ricorso al sistema creditizio e l’accesso ai mutui, nonostante si riscontri una decisa riduzione di richieste di erogazioni rispetto al 2010, a causa della stretta del sistema bancario. In particolare, le famiglie italiane che richiedono un mutuo, hanno sempre un occhio di riguardo nell’impegnare mediamente non più del 30% del proprio budget d’investimento previsto. Lo stesso ragionamento vale per i cittadini extra Ue, che ricorrono per il 70% al sistema creditizio, sebbene la rilevazioni di mercato sottolineano come tra il 2010 e il 2011 vi sia stata una stretta del credito da parte delle banche che ha fatto rallentare del 5% l’accesso ai finanziamenti a questa tipologia di clientela. Invece, il mercato delle locazioni è stato contrassegnato da una sostanziale stabilità e da un’offerta in leggera diminuzione rispetto al 2010, sebbene persiste una domanda di abitazioni da affittare in costante aumento. Il mercato degli affitti vede anche un rallentamento dei prezzi, esso subisce una flessione contenuta (- 3,65%) per il comparto abitativo, mentre per il commerciale la diminuzione è valutata attorno al – 7/-7,5% circa. Per ulteriori informazioni attico bologna
Categoria: Economia e Finanza
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Indagine di Prestiti.it: ecco l’identikit di chi richiede un finanziamento oggi

Se il potere d’acquisto degli italiani continua a contrarsi, il ricorso al credito al consumo diventa, giorno dopo giorno, sempre più un’abitudine. Prestiti.it (www.prestiti.it) ha ricostruito l’identikit di chi chiede un prestito ai tempi della crisi: è un uomo, ha poco più di 40 anni e vuole un finanziamento da 11.500 euro. «L’identificazione del profilo tipico di chi richiede un prestito personale – dichiara Marco Giorgi di Prestiti.it – aiuta a definire un fenomeno che non è più di nicchia. Se prima le richieste di un prestito riguardavano soprattutto l’acquisto di beni durevoli, come l’auto o i mobili per la casa, ora il credito al consumo è uno strumento utile per affrontare quella contrazione del potere d’acquisto che, secondo Federconsumatori, è pari al 2,8% rispetto allo scorso anno».
Prestiti.it ha analizzato oltre 30.000 richieste di prestito presentate negli ultimi sei mesi per capire come la crisi economica abbia modificato l’identikit di chi prova a ottenere un finanziamento. I risultati parlano chiaro: nonostante la richiesta media sia ancora elevata (11.500 euro da restituire in 67 mesi) questa è nettamente inferiore a quella di 12 mesi fa (17.500 euro). La maggior parte delle richieste proviene da uomini (il 72% del totale, contro il 28% delle donne), mentre l’età media è di 41 anni. Per quanto riguarda le motivazioni che spingono gli italiani a richiedere un prestito, uno su tre dichiara di aver bisogno di liquidità (33%): una scelta che si spiega con la volontà di una maggiore autonomia per l’utilizzo della somma richiesta. Segue, poi, l’acquisto di un’auto usata (17,2%) e la ristrutturazione di casa (12,2%). Solo un anno fa la situazione era nettamente diversa: i prestiti per liquidità attiravano un italiano su cinque (21,6%), mentre la richiesta di prestiti per l’acquisto di auto nuove era doppia rispetto a quella attuale (il 14,3%, contro il 7,8% registrato oggi). Segno che, in tempi di crisi, gli italiani preferiscono le auto usate rispetto a quelle appena uscite dal concessionario. Si investe meno anche sull’attività produttiva e la prova risiede nella riduzione di due terzi dei prestiti per l’acquisto di beni strumentali alla propria attività, che nel 2011 rappresentavano l’1,8% del totale e che oggi sono poco più dello 0,6%. Le donne concentrano il proprio interesse sul finanziamento degli studi (arrivando al 47% del totale delle richieste) e delle vacanze (31,8%).
Importi, durata ed età medie al momento del prestito subiscono variazioni minime da regione a regione. Nell’ambito di un calo generale della somma che si vuole ottenere, la regione che chiede di più (con una conseguente durata maggiore) resta la Sardegna (12.500 euro), mentre quella con l’età media più bassa al momento del preventivo è l’Emilia Romagna (39 anni). «Una tale evoluzione della domanda di prestiti personali – continua Giorgi – è sintomatica di un rapido mutamento delle esigenze degli Italiani, che hanno trovato nel credito al consumo uno strumento per affrontare con più serenità la crisi in attesa di tempi migliori ». Di seguito la classifica delle Regioni italiane in base all’ammontare medio richiesto, con indicazione dell’età e della durata media del prestito:
Regione Importo medio Durata media (mesi) Età media Sardegna
12.500
70
43
Sicilia
12.000
69
43
Toscana
12.000
68
42
Valle d’Aosta
12.000
68
43
Calabria
12.000
68
44
Abruzzo
11.500
67
42
Lazio
11.500
68
42
Lombardia
11.500
66
40
Molise
11.500
69
43
Puglia
11.500
69
42
Basilicata
11.000
66
44
Campania
11.000
67
43
Friuli Venezia Giulia
11.000
67
41
Piemonte
11.000
66
40
Trentino Alto Adige
11.000
64
39
Umbria
11.000
68
43
Veneto
11.000
66
40
Emilia Romagna
10.500
65
39
Liguria
10.500
68
43
Marche
10.500
66
42
Questa, invece, la variazione delle motivazioni al momento della richiesta del prestito, rispetto a marzo 2011:
mar-12
mar-11
Liquidità
33,0%
21,6%
Auto e moto usate
17,2%
12,9%
Ristrutturazione casa
12,2%
13,2%
Consolidamento debiti
10,7%
11,7%
Auto e moto nuove/km0
7,8%
14,3%
Arredamento
6,1%
5,2%
Acquisto immobile
2,8%
4,1%
Matrimonio e cerimonie
1,8%
1,8%
Beni strumentali all’attività
0,6%
1,8%
Altro
7,7%
13,5%
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Il Corriere della Privacy di marzo: gratis la versione on-line
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Per svolgere la propria mission ancora meglio, il Corriere della privacy aderisce come sostenitore all’Istituto Italiano Privacy, a Federprivacy e all’Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy, che con i loro contributi tecnici e scientifici danno spessore e autorevolezza al mensile.
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Breve guida alle assicurazioni vita per la tutela del nucleo familiare
Un esempio classico che devono affrontare molte persone, soprattutto quelle con figli a carico, è la sottoscrizione di una polizza vita. Le società assicurazioni e le formule disponibili sono quasi infinite, con combinazioni di tempistiche, eventualità e ammontare dei premi che variano in funzione di altri tanti parametri, alcuni dei quali sono fuori dal controllo del contraente.
In genere si possono distinguere tre tipi di assicurazioni vita, all’interno delle quali esistono modalità di versamento e copertura diverse. Tutte hanno comunque lo stesso obiettivo, quello di tutelare uno o più persone di fronte ad avvenimenti che ne possono minare il benessere, quale la morte di un membro della famiglia o un incidente che invalidi la persona che apportava il maggior numero di ingressi al nucleo famigliare.
La polizza vita caso vita è uno dei tipi più comuni ad essere sottoscritti perché funziona anche come strumento di integrazione alla pensione pubblica. Questa copertura non prevede un premio alla morte della persona assicurata, ma sì che se questa persona dovesse decedere nel periodo di validità dell’assicurazione, i suoi beneficiari riceverebbero il capitale versato. In caso che la polizza scada e l’assicurato sia ancora in vita, si può scegliere di ricevere i premi versati più gli interessi in forma di unica tantum oppure come rendita vitalizia, una soluzione che scelgono molte persone al fine di supportare gli ingressi provenienti dalla pensione statale.
La polizza vita caso morte si differenzia principalmente dalla precedente per non versare nessun premio nel caso la persona assicurata sia ancora in vita alla scadenza del contratto assicurativo. Di conseguenza, lo strumento è quello che risponde al meglio alla copertura dell’eventualità di morte in modo sostanzioso di, in genere, la persona che sostiene una famiglia. Non essendo recuperabile il capitale versato in caso di vita, i premi da versare ai beneficiari degli assicurati per i quali effettivamente si verifica l’avvenimento è più alto.
Infine, le polizze vita miste proposte dalle compagnie e broker assicurativi prevedono le due eventualità sopracitate e quindi stabiliscono il versamento di premi sia nel caso la persona sia ancora in vita alla scadenza dell’assicurazione vita che se non lo è. In tutti e due i casi i premi saranno versati in forma di tantum unica o in modalità di rendita differita, ma saranno in genere più bassi che quelli ricevuti dalle assicurazioni caso vita e caso morte. Queste tendono ad abbinarsi a rischi come le malattie e gli infortuni, la compagnia assicuratrice pagando un ammontare maggiore nel caso si verificassi una di queste eventualità previste nella polizza.
L’arrivo di figli, l’apertura di mutui e le purtroppo più che mai presenti minacce sul sistema delle pensioni pubbliche fanno che in molti casi sia necessario tutelare la propria vita e quella dei propri cari con strumenti aggiuntivi come le assicurazioni vita. Una analisi delle alternative presenti in mercato e degli effettivi rischi e conseguenze, così come del livello di sicurezza desiderato, sono la chiave per optare per la soluzione che lascerà tutta la famiglia più serena.
A cura di Alba L
Prima Posizione Srl – promozione brand -
La cessione del quinto dello stipendio e della pensione. Tratti distintivi.
L’importo massimo della rata del finanziamento dunque non può superare la quinta parte dei propri compensi in busta paga (ovvero il 20% dello stipendio) al netto.
Per questa tipologia di prestito, la cessione del quinto, la durata massima consentita dalla legge è di 10 anni, mentre la minima generalmente non è inferiore ai 2 anni.
La cessione stipendio, non può comunque superare come suo termine conclusivo il rapporto di lavoro, ad eccezione dei dipendenti ministeriali.
Questi ultimi hanno la facoltà di decidere se estinguere il proprio debito o trasferirlo sulla pensione.
La cessione del quinto è comunque possibile anche per i pensionati, in questo caso prende il nome di cessione del quinto della pensione comunemente detta anche prestito pensionati. Le modalità d’accesso e le condizioni del finanziamento sono le medesime della cessione del quinto dello stipendio.
Nel caso di cessione del quinto della pensione, il termine del finanziamento non può superare il 90esimo anno d’età del richiedente.
Sia per la cessione del quinto dello stipendio sia per la cessione del quinto della pensione è obbligatorio sottoscrivere un’assicurazione sulla vita e contro la perdita dell’impiego.
Nel caso di polizza vita, l’assicurazione rimborserà l’istituto di credito o la società finanziaria qualora il sottoscrittore della cessione del quinto passasse a miglior vita prima di terminare l’estinzione del prestito.
Nel caso di polizza contro la perdita dell’impiego, la polizza rimborsa l’istituto di credito o la società finanziaria con il quale si è sottoscritto il finanziamento di cessione del quinto (stipendio o pensione), tuttavia ha il diritto di rivalersi sul Tfr dell’assicurato. A chi è rivolto il prestito di cessione del quinto dello stipendio / cessione del quinto della pensione?
– Dipendenti pubblici e privati;
– Pensionati con regolare pensione inps e inpdap da lavoro;
– Pensionati con pensione sociale
Vantaggi della cessione del quinto dello stipendio e della pensione
– Rimborso automatizzato sulla busta paga o sulla pensione;
– Tassi d’interesse convenienti (il finanziamento è erogato da banche o società finanziarie convenzionate Inpdap)
La sottoscrizione del finanziamento di cessione del quinto vincola il datore di lavoro o l’ente pensionistico, (nel caso di cessione del quinto della pensione) a due obblighi precisi:
– Trattenere la rata mensile indicata nel contratto di finanziamento per versare alla banca o alla società finanziaria (l’obbligo persiste per l’intera durata del prestito Inpdap di cessione quinto);
– In caso di licenziamento o dimissioni del dipendente (cessione del quinto dello stipendio) dovrà necessariamente trattenere qualsiasi somma maturata dal dipendente presso l’ente (nel caso di dipendenti pubblici) o l’azienda (nel caso di dipendenti privati).
E’ questo il caso del Tfr (liquidazione), ma anche di qualunque altra somma maturata al momento del licenziamento o comunicazione delle dimissioni: ferie non godute, tredicesima, ultimo stipendio. -
Banca della Marca presenta il nuovo “Progetto PMI”
Banca della Marca, da sempre attenta allo sviluppo e al benessere del territorio, presenta il “Progetto PMI”. L’ultima iniziativa avanzata da Banca della Marca rappresenta un vero e proprio servizio di consulenza finanziaria esclusivo e gratuito rivolto alle piccole e medie imprese. Inoltre per le esigenze di credito delle aziende del territorio l’istituto conferma il suo impegno mettendo a disposizione un plafond importante e dedicato a condizioni agevolate.
Entro aprile, Banca della Marca presenterà alle aziende clienti, ai soci ed alla comunità il suo nuovo progetto dedicato alle piccole e medie imprese del territorio, che prende il nome di “Progetto PMI”.
Banca della Marca, nello specifico, vuole dare il suo contributo all’economia del territorio, la cui spina dorsale è rappresentata per tradizione, principalmente da artigiani, diventati negli anni piccole e medie aziende.
Il “Progetto PMI” vuole essere proprio d’aiuto a questo tipo di aziende, microimprese che non possiedono una pianificazione interna adatta ad affrontare le scelte finanziarie fondamentali per competere sul mercato. Il momento di crisi economica ci impone la massima reattività nell’anticipare le situazioni problematiche ed individuare velocemente la soluzione più efficace.
Il servizio messo a disposizione della Banca consente un’analisi sistematica dell’andamento dei dati di bilancio, elaborandoli al fine di fornire indicazioni prospettiche dei risultati futuri dell’azienda e di conseguenza dei suoi reali fabbisogni finanziari, ed è applicabile indipendentemente dal settore merceologico di appartenenza. Fino ad ora questi strumenti erano disponibili prevalentemente per le aziende medio grandi in quanto necessitano di investimenti e risorse specifiche; oggi Banca della Marca offre gratuitamente questo servizio ai propri clienti imprese, mettendo anche a disposizione proprio personale con competenze tecniche e professionali idonee a supportarli nell’interpretazione dei risultati delle analisi.
“E’ nostro dovere, come istituzione che opera sul territorio, agevolarne il funzionamento e lo sviluppo. Sono iniziative che nascono dal nostro impegno ad essere enti attivi e dalla nostra continua preoccupazione al futuro dei giovani” – dichiara il Direttore Generale Luigino Manfrin – “lavorare una vita, far nascere una propria azienda per crearsi un futuro e all’improvviso veder fallire il proprio progetto lavorativo equivale a veder fallire il proprio progetto di vita: questo è quello che vogliamo far evitare alle molteplici realtà del nostro territorio che necessitano, in un periodo di crisi come quello odierno, di una guida finanziaria e di una pianificazione per affrontare le sfide del mercato. – sottolinea il Direttore Manfrin.
Ai clienti che utilizzeranno il nuovo servizio messo a disposizione la banca è disponibile a riconoscere condizioni favorevoli, là dove il merito lo consenta, proprio per sostenere quegli imprenditori che vogliono investire nel proprio futuro e sono pronti ad approfittare delle nuove opportunità che lo stesso offre.
Banca della Marca
La storica Cassa Rurale di Orsago fonda le sue radici 110 anni fa, dando origine nel 2001, grazie alla fusione tra la BCC di Orsago e BCC Altamarca. a Banca della Marca. Oggi Banca della Marca conta 33 agenzie locali, di cui 26 nella sola provincia di Treviso, con la collaborazione totale di oltre 250 dipendenti e che persegue da anni una politica di sviluppo di marcata vocazione locale, grazie alle attività di tipo culturale, sociale ed economico sul territorio.
Per ulteriori info:
BLU WOM
www.bluwom.com | Udine – Milano Tel. 0432 886638
Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]
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Comparto del mattone: una situazione particolare
Il comparto del mattone è destinato ad un ulteriore periodo di difficoltà e problematiche. Come se non bastasse l’enorme ritardo nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, oltre alla chiusura dei rubinetti di finanziamento da parte delle banche, ecco che altri sei mesi molto critici attendono il settore dell’edilizia. Ciò che rende tutta la situazione estremamente particolare è la natura e l’evoluzione dei vari punti che vanno a dipingere questo scenario. Tra i principali troviamo certamente l’attività delle politiche di settore che si sono sempre dimostrate “lente” nel forgiare soluzioni alle problematiche presentate e solitamente, tali soluzioni, sono arrivate in ritardo e si sono dimostrate inadeguate alle necessità del momento, questo trend pare non essere cambiato nel corso degli ultimi anni e ciò è ancora più grave in periodo così difficile e dominato dalla crisi economica. Un altro aspetto molto particolare è dato dall’importanza del settore edile in Europa per quel che concerne le possibilità di evoluzione nell’abitativo e allo stesso tempo tutte le risorse che gli vengono tolte proprio in questi giorni e senza i quali verranno senz’altro meno le innovazioni tecnologiche e dei materiali. In effetti nell’ultimo paio d’anni, malgrado il costante incedere della crisi, l’intero comparto edile e delle costruzioni si è dimostrato capace di straordinarie evoluzioni nel campo dei materiali utilizzati nella realizzazione del nuovo e al contempo la tecnologia ha presentato una domotica sempre più funzionale ad argomenti quali eco-compatibilità e bio-sostenibilità. Si tratta di temi sempre più in primo piano durante la vendita appartamenti Bologna, e che si potrebbe quindi rivelare ottimi strumenti per fare uscire il settore dalla crisi. Ovviamente servono finanziamenti per sopperire a tali richieste di mercato ed ora che la politica ascolti queste voci evitando dannose attese. Per maggiori informazioni: case con giardino Bologna