Categoria: Attualità e Società

  • IL MANAGER SALVO NUGNES OSPITE DELL’AMBASCIATORE MORABITO CON L’IMPERATRICE DI PERSIA VISITA ART MONACO ’13

    Al Grimaldi Forum, dal 25 al 28 Aprile 2013, il Salone internazionale Art Monaco ’13 ha accolto un numero record di partecipanti e visitatori, vedendo la partecipazione di espositori provenienti da tutto il mondo: Stati Uniti, Messico, Russia, Francia, Italia, Inghilterra, Portogallo, Corea, Indonesia, Argentina e molti altri. Ospite di Antonio Morabito, Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco, il noto manager di celebri personaggi del mondo della cultura, Salvo Nugnes. Il Direttore di Promoter Arte, azienda leader nel settore mostre, eventi e comunicazione, in compagnia di Morabito e della sua nobile invitata, l’Imperatrice di Persia Farah Pahlavi, hanno visitato assieme la Fiera, passando tra gli stand delle gallerie più rinomate a livello internazionale, ammirando opere di particolare bellezza e rarità. Tra quest’ultime, “Bull Arena” di Picasso, “Veruschka” di Michael Thompson e “Ritratto di Barbara Molasky” di Andy Warhol.

  • DISTURBI PSICHIATRICI VOTATI

    Qui vengono presentate alcune prove specifiche che smontano molte delle principali affermazioni e metodi di questa pseudoscienza.

    I criteri diagnostici della psichiatria sono letteralmente basati sulla votazione per inserirli nel Diagnostic and Statistical Manual for Mental Disorders (DSM) [Manuale diagnostico e statistico dei disordini mentali] dell’Associazione Psichiatrica Americana. Quello che viene votato è un sistema di classificazione di sintomi, il che è drasticamente diverso da qualsiasi forma di medicina e le è del tutto estraneo. Nessuna delle diagnosi è sostenuta da prove oggettive di malattia o disturbo mentale, o da nessuna scienza.

    “Non esistono test oggettivi in psichiatria, non ci sono raggi X, prove di laboratorio o esami che dicano con decisione se una persona ha o non ha un disordine mentale.”

    – Allen Frances, ex presidente del DSM-IV Task Force

    “Il DSM-IV è la struttura in base alla quale la psichiatria cerca di essere accettata dalla medicina in generale. I membri sanno che è un documento politico più che scientifico… il DSM-IV è diventato una bibbia e un bestseller per fare soldi malgrado le sue grandi lacune”.

    – Dottor Loren Mosher, professore di clinica psichiatrica

    “Il modo in cui le cose entrano nel DSM non è basato su test del sangue o scansioni cerebrali o scoperte di natura fisica. È basato su descrizioni di comportamento. L’intero sistema psichiatrico è tutto qui”. – Dottor Colin Ross, psichiatra

    “Possiamo creare abbastanza etichette diagnostiche di normale variabilità di umore e pensiero da riuscire sempre a darvi medicine… Ma quando si tratta di creare malattie non c’è nessuno che superi la psichiatria.” – Dottor Stefan Kruszewski, psichiatra addestrato alla Harvard, Pennsylvania, 2004

    “In breve, l’intera faccenda di creare categorie di ‘malattie’ psichiatriche, formalizzandole attraverso il consenso e poi assegnando loro codici diagnostici, che a sua volta porta ad usarle per fatture assicurative, non è altro che un vasto racket che fornisce alla psichiatria un’aura pseudo-scientifica. Ovviamente chi perpetra una tal cosa si nutre del tesoro pubblico.” – Dottor Thomas Dorman, internista e membro del Royal College of Physicians del Regno Unito e membro del Royal College of Physicians del Canada

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.ccdu.it/quick-facts/introduction.html

  • Bambino di 7 anni in manicomio per salvare la suora accusata di pedofilia.

    La sit è allucinante. L’avvocato Francesco Miraglia ha depositato ieri il mandato per riaprire il caso sull’episodio di pedofilia riferito dal bambino nei confronti di una suora di un asilo di Brescia.

    A supporto di questo il Vicepresidente Silvio De Fanti sta organizzando una manifestazione davanti all’ospedale a Brescia prevista per sabato prossimo 25 Maggio nel primo pomeriggio.

    Abbiamo bisogno che interveniate numerosi per aiutare questo bambino, che adesso sta venendo pesantemente sedato con due potenti farmaci in dosi da cavallo, a ritornare a casa.

    …….

    L’agghiacciante storia sta succedendo a Brescia

    Brescia. Alcuni giorni fa i membri del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani e di Pronto Soccorso Famiglia sono stati contattati da una mamma disperata a causa del ricovero “coatto” del figlio disoli sette anni nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Brescia. L’avvocato Francesco Miraglia del foro di Modena ha depositato oggi il mandato per riaprire il caso sull’episodio di pedofilia riferito dal bambino nei confronti di una suora di un asilo di Brescia, per fare luce sul comportamento delle istituzioni sociali e sanitarie locali e soprattutto per restituire il bambino alla sua famiglia.

    Alcuni anni fa Gianni (nome di fantasia) ha riportato con dovizia di particolari gli episodi di abuso sessuale commessi da una suora nell’asilo che frequentava. La mamma si è rivolta alle istituzioni ma il bambino non è stato creduto, e soprattutto non sono state avviate le procedure standard volte ad avviare le indagini e a proteggere il minore. Anzi le istituzioni si sono accanite contro il bambino. Gianni è stato affidato ai servizi sociali e le istituzioni che non hanno saputo riconoscere i segni evidenti degli abusi ma hanno incolpato la mamma dei problemi di Gianni. Alla fine Gianni è stato allontanato dalla famiglia, nonostante non ci fosseroindizi di maltrattamenti famigliari, ed è stato ricoverato in una casa famiglia. La motivazione di un provvedimento tanto grave ed estremo si può riassumere così: “si volevano comprendere i problemi del bambino”. Potrebbe sembrare assurdo che un bambino venga tolto a una famiglia per delle motivazioni talmente superficiali, ma purtroppo in Italia questa è diventata una pratica abbastanza comune. Secondo i ritrovamenti di una ricerca della regione Piemonte e di altre ricerche, infatti, oltre il 70% dei minori sono allontanati senza motivi gravi o accertati.

    A questo punto le cose sono precipitate e il bambino ha dato in escandescenze contro questo provvedimento assurdo, chiedendo di tornare dalla mamma. Le istituzioni, invece di cogliere le ovvie motivazioni dello stato del bambino, lo hanno trasferito in un reparto di psichiatria con un “grave disturbo esplosivo del comportamento e dell’umore”, sedandolo pesantemente con il Risperdal: un potente antipsicotico. Da notare altresì che secondo il foglio informativo NON è “raccomandato per l’uso nei bambini al di sotto di 18 anni con schizofrenia, per la mancanza di dati sull’efficacia”. Inoltre il farmaco è stato somministrato in due pillole da un milligrammo al giorno (con posologia aumentabile fino a 3 milligrammi al giorno) sebbene il foglio illustrativo indichi che “nei pazienti con peso inferiore a 50 kg, si raccomanda di iniziare il trattamento somministrando 0,25 mg una volta al giorno. Tale dose può essere adattata individualmente, se necessario, con aumenti di 0,25 mg una volta al giorno, esclusivamente a giorni alterni. Per la maggior parte dei pazienti, la dose ottimale è 0,5 mg una volta al giorno.” A questo farmaco i medici hanno aggiunto anche una dose di 1 milligrammo di Depakin, che è un antiepilettico. Ma il bambino non soffre di epilessia e pertantolo scopo di questo farmaco è solamente sedativo. Infatti questo farmaco “può potenziare l’effetto di altri farmaci psicotropi come i neurolettici” e “poiché aumenta le concentrazioni plasmatiche di fenobarbital può verificarsi sedazione soprattutto nei bambini”.In pratica viene pesantemente sedato con due potenti farmaci in dosi da cavallo perché è un bambino di 7 anni che non può comprendere come maiviene sottoposto a questi provvedimenti coatti e che giustamente protesta. Anche un bambino lo capirebbe, ma a quanto pare i “competenti” medici degli Spedali Civili di Brescia non ci arrivano.

    In realtà le ragioni del disagio del bambino sono scritte nella stessa lettera di dimissioni firmata dalla dottoressa Battaglia Silvia per il trasferimento alla struttura psichiatrica: “abuso subito da parte di una suora, separazione dalla madre per essere rinchiuso in comunità o in ospedale”. Ma queste affermazioni vengono considerate “pensieri privi di nessi logici con vissuti traumatici non sequenziali”. Mentre le affermazioni del bambino: “mi avete traumatizzato” e “mi volete fare del male”, che corrispondono alla realtà dei fatti, vengono considerate di “tipo persecutorio”. In effetti agli occhi del bambino l’essere strappato dalla mamma, sedato violentemente e rinchiuso in un ospedale è una vera e propria persecuzione e le sue affermazioni sono precise e puntuali. Ma per i professionisti dell’ospedale di Brescia il bambino presenta una “disorganizzazione del pensiero” e va quindi trasferito in una struttura psichiatrica ad alto contenimento per minoriche, a nostro avviso, è semplicemente un piccolo manicomio per minori: da una prima valutazione sommaria sembra infatti avere le caratteristiche classiche del manicomio. Inoltre la Comunità accoglie pre-adolescenti e adolescenti, maschi e femmine, di norma tra i 12 e i 18 anni, con eventuale possibilità di anticipo a 8 anni, sulla base di specifici bisogni clinici o sociali. Quindi non è neppure adatta per un bambino di soli 7 anni.

    Questa vicenda incredibile nella “civile” Italia ci ricorda la storia di Carmela Cirella, la ragazzina di tredici anni che nel 2007 è volata giù dal settimo piano, dopo aver subito diversi abusi e violenze sessuali, ma soprattutto dopo aver constatato sulla propriapelle l’assoluta incapacità delle istituzioni, nel rispondere alle sue richieste di aiuto.E purtroppo le conclusioni di una recente ricerca della regione Piemonte si stanno rivelando drammaticamente fondate: “L’attuale sistema di sostegno e tutela dei minori sta rischiando di andare in corto circuito a causa del potere sproporzionato degli operatori sociali e della leggerezza con cui le decisioni di allontanamento vengono prese. Decisioni che segnano le serenità di intere famiglie e soprattutto il benessere psicologico degli stessi bambini che oggi si vogliono proteggere e che domani, quando saranno adulti e genitori, presenteranno il conto alla società civile che verrà. Bisogna puntare il dito e riflettere sulla cultura errata che si sta diffondendo e che anziché difendere e tutelare i minori li mette in gravi difficoltà e li espone a drammi difficilmente superabili.”

    Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani continuerà la battaglia per questo piccolo con tutti i mezzi e in tutte le sedi possibili, finché non sarà fatta luce su tutta la vicenda e il bambino non sarà restituito alla sua vita normale.

    Silvio De Fanti

    Vicepresidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

  • NIENTE SCANSIONI CEREBRALI PER LA MALATTIA MENTALE

    Qui vengono presentate alcune prove specifiche che smontano molte delle principali affermazioni e metodi di questa pseudoscienza.

    Gli psichiatri sostengono che ora le scansioni cerebrali possono mostrare cambiamenti che “provano” che disturbi mentali come la schizofrenia o la depressione sono dovuti a problemi al cervello. Non esiste alcuna evidenza scientifica di questo: rimane solo ciò che i “commenti scritti in piccolo” vi dicono: “suggerisce”, “può” e “si spera”.

    “È stabilito in modo certo che i farmaci utilizzati per trattare un disordine mentale, per esempio, possono indurre perduranti cambiamenti biochimici e perfino strutturali [inclusi quelli cerebrali], che nel passato sono stati considerati come causa del disturbo, ma che in effetti possono essere un effetto della cura.” – Dott. Elliot Valenstein, biopsicologo, autore di Blaming the Brain [Incolpare il cervello]

    “L’affermazione della psichiatria secondo cui le malattie mentali sono malattie del cervello, è un’affermazione apparentemente basata sulle recenti scoperte delle neuroscienze, rese possibili dalle tecniche d’immagine [del cervello] per la diagnosi e dagli agenti farmacologici per il trattamento. Non è vero”. – Dott. Thomas Szasz, Professore Emerito di Psichiatria, Facoltà di Medicina dell’Università di New York, Syracuse

    “Ci sono crescenti preoccupazioni nella comunità clinica secondo cui… gli sviluppi neuroscientifici non rivelano nulla della natura dei disturbi psichiatrici…” – Dott. David Healy, Direttore del Dipartimento di Medicina Psicologica del Galles settentrionale

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.ccdu.it/quick-facts/introduction.html

  • MEDICINE PSICHIATRICHE: EFFETTI COLLATERALI

    Qui vengono presentate alcune prove specifiche che smontano molte delle principali affermazioni e metodi di questa pseudoscienza.

    Gli psichiatri non sono in grado di prevedere gli effetti collaterali che potreste sperimentare dato che nessuno di loro sa come funzionano i loro medicinali.

    Gli psicofarmaci vengono smascherati sempre di più come sostanze tossiche chimiche che hanno il potere di uccidere. Gli psichiatri affermano che i loro farmaci salvano la vita, ma, in base alle loro stesse ricerche, essi possono raddoppiare il rischio di suicidio. Si è rivelato che l’uso duraturo crea una vita di danno fisico e mentale, fatto che gli psichiatri ignorano.

    Effetti collaterali comuni e ben documentati degli psicofarmaci includono mania, psicosi, allucinazioni, de-personalizzazione, idee suicide, attacchi cardiaci, paralisi e morte improvvisa.

    La US Food and Drug Administrations (FDA) riferisce che probabilmente solo dall’uno al dieci percento di tutti gli effetti avversi dei farmaci sta venendo riferito da pazienti e dottori.

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.ccdu.it/quick-facts/introduction.html

  • Energie rinnovabili: una scelta intelligente

    Le energie rinnovabili sono quelle forme di energia generate da fonti di energia che si rigenerano o non sono “esauribili” nella scala dei tempi “umani” e il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Sono alternative alle tradizionali fonti fossili, e in buona percentuale pulite, poiché non rilasciano nell’atmosfera sostanze nocive o clima-alteranti, come per esempio l’anidride carbonica. Della “famiglia” fanno parte l’energia idroelettrica, quella solare, eolica, marina e geotermica.

    Le energie rinnovabili o risorse rinnovabili, sia di materia sia di energia, sono risorse naturali che, per caratteristiche naturali o per effetto della coltivazione dell’uomo, si rinnovano nel tempo e risultano quindi disponibili per la sopravvivenza umana pressoché indefinitamente cioè non esauribili.

    Una risorsa rinnovabile si dice anche sostenibile“, se il tasso di riproduzione della medesima è uguale o superiore a quello di utilizzo. Tale concetto implica la necessità di un uso razionale delle energie rinnovabili ed è particolarmente importante per quelle risorse – quali, ad esempio, le forestali – per le quali la disponibilità non è indefinita, rispetto ai tempi d’evoluzione della civiltà umana sulla Terra, quali invece, ad esempio, le fonti solari o eoliche.

    Le risorse rinnovabili presentano numerosi vantaggi, di cui i maggiori sono senza dubbio l’assenza di emissioni inquinanti durante il loro utilizzo (per questo sono dette “fonti pulite”) e la loro inesauribilità. L’utilizzo di queste fonti non ne pregiudica la disponibilità nel futuro e sono preziosissime risorse per creare energia riducendo al minimo l’ impatto ambientale. In questo modo si tutela la natura nel rispetto delle prossime generazioni e, oltretutto, si limitano i costi di produzione e distribuzione di energia.

    I vari tipi di energie rinnovabili:

    ENERGIA SOLARE: E’ la fonte primaria di energie rinnovabili sulla Terra,e rende possibile la vita. Viene normalmente utilizzata dagli organismi che eseguono la fotosintesi, detti anche “vegetali” . Dal sole derivano più o meno direttamente quasi tutte le altre fonti energetiche disponibili all’uomo quali i combustibili fossili, l’energia eolica, l’energia del moto ondoso, l’energia idroelettrica, l’energia da biomassa con le sole eccezioni dell’energia nucleare, dell’energia geotermica e dell’energia delle maree.

    L’energia solare può essere utilizzata per generare elettricità (fotovoltaico) o per generare calore (solare termico).

    ENERGIA GEOTERMICA: Viene generata per mezzo di fonti geologiche di calore e può essere considerata una forma di energia alternativa e rinnovabile, se valutata in tempi brevi. Si basa sullo sfruttamento del calore naturale della Terra (Gradiente geotermico) dovuto all’energia termica rilasciata in processi di decadimento nucleare naturale di elementi radioattivi quali l’uranio, il torio e il potassio, contenuti naturalmente all’interno della terra. Studi specifici hanno dimostrato che con il solo geotermico si potrebbe soddisfare il fabbisogno energico planetario per i prossimi 4000 anni.

    ENERGIA EOLICA: l’energia eolica è il prodotto della conversione dell’energia cinetica del vento in altre forme di energia, elettrica o meccanica. Abbondante, rinnovabile, ampiamente distribuita, pulita, non produce gas a effetto serra. E nonostante sia intermittente, in quanto dipende dalla presenza di un’adeguata quantità di vento, la sua diffusione in termini di kilowattora prodotti al mondo sta comunque crescendo continuamente nel tempo.

    Tanti pro dell’energie rinnovabili eoliche, ma ci sono anche delle controindicazioni, come l’impatto estetico deturpante e l’estrema pericolosità di queste costruzioni per gli stormi di uccelli.

    Mettendo insieme tutto questo potenziale possiamo renderci conto di come davvero, oggigiorno, l’uomo può davvero far fronte ai propri fabbisogni utilizzando in maniera maggiormente attiva e rispettosa le risorse che la natura e i suoi elementi mettono a disposizione.

  • Il primo orologio sulla Luna

    Missione Apollo 11, ovvero il primo uomo sulla luna poco più di vent’anni
    dopo. “Un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo per l’umanità”.
    Una dichiarazione particolarmente significativa che fece di certo sentire
    Armstrong, rappresentante in quel momento di tutto il genere umano passato e
    presente, meno piccolo di fronte al realizzarsi di uno degli eventi più
    importanti per la storia dell’umanità.
    Erano stati necessari molto lavoro, grandi sacrifici, notevole e sempre nuovo
    impiego di mezzi, alcune volte si erano avute anche delle perdite umane, ma, a
    soli 66 anni dal primo volo dei fratelli Wright, l’uomo era riuscito per la
    prima volta a conquistare veramente lo spazio.
    Si sa però come vanno le cose, ed essendo la propensione dell’uomo alla
    realizzazione dell’impossibile, o quanto meno del suo immaginario, infinita,
    una volta raggiunto anche il più incredibile traguardo ce n’è subito uno nuovo
    da conquistare.
    Da quel momento in poi, tranne qualche incidente di percorso, essendo
    diventato l’andare sulla luna poco più di una formalità, l’ente spaziale
    americano, e quello dell’ ex Unione Sovietica hanno spostato immediatamente
    altrove il campo delle loro ricerche.
    Si è sviluppato così, ad esempio, sempre più l’interesse per le stazioni
    spaziali orbitanti e, una volta realizzate, la possibilità di usarle come veri
    e propri scali per ipotetici viaggi interplanetari.
    La NASA, da quel luglio 1969, ha completato ancora poche altre missioni
    Apollo, per poi dedicarsi completamente, in relazione a quanto detto sopra, al
    progetto Space Shuttle.
    E come per ogni nuova impresa, era accaduto per il progetto Mercury, per
    quello Gemini e poi per quello Apollo, tutto è stato ridisegnato nei minimi
    particolari.
    Sono state perciò accantonate tutte le strutture e gli apparati tecnologici
    fin lì usati, è stata reclutata una nuova generazione di astronauti ed è stato
    corretto via via anche l’approccio ideologico con lo spazio, non più
    considerato una frontiera da conquistare, bensì da colonizzare.
    Insomma, una vera e propria rivoluzione tecnologica alla quale ben poche
    strutture e persone delle antiche missioni sono sopravvissute come operative.
    Forse solo qualche astronauta ormai passato a coordinare alcuni servizi di
    controllo a terra, o qualche diabolico simulatore di volo spaziale che serve
    per l’addestramento dei piloti. E insieme a queste poche cose, anche un mitico
    cronografo a carica manuale: l’Omega Speedmaster, cioè proprio l’orologio che
    era al polso di Buzz Aldrin (Neil Armstrong lasciò il suo a bordo della
    navicella a causa di un guasto del cronografo di bordo) quel fatidico giorno
    di luglio del 1969. Altri modelli della linea Omega:

    Omega Speedmaster Professional Mark 2 – Ref. ST 145.014
    Cassa in acciaio 42mm con vetro minerale
    Quadrante nero
    Bracciale in acciaio chiusura deployant Omega
    Movimento cronografo a carica manuale cal. 861
    Anno di produzione: Anni ’70

    Omega Speedmaster Moonwatch – Ref. 145.0022
    Cassa in acciaio 42 mm con vetro plexiglass
    Quadrante nero
    Bracciale in acciaio con chiusura deployante Omega
    Movimento cronografo a carica manuale, Cal. 861
    Anno di produzione: 1996/1997

  • Agenzia Promoter – ALESSANDRO MELUZZI OSPITE ATTESO A “LA MEDICINA PSICOSOMATICA OGGI” PRESSO IL CENTRO CONGRESSI SANTO VOLTO DI TORINO

    C’è grande attesa per il convegno “La medicina psicosomatica oggi”, che si terrà Sabato 18 Maggio 2013, alle ore 8.00, presso il Centro Congressi Santo Volto di Torino, situato in Via Nole all’angolo di Via Borgato. Il convegno avrà come fine quello di discutere circa l’entrata della medicina psicosomatica nel campo clinico della bioetica, propria degli inizi del terzo millennio. Per l’evento tra gli attesi ospiti ci sarà il noto volto televisivo Alessandro Meluzzi, psichiatra e psicoterapeuta di rilievo.

    Nella Sala Grande del Centro Congressi si discuterà circa il contributo che un approccio psicologico-somatico può portare alla cura se, in una relazione medico-paziente, la persona sofferente, viene considerata nella sua unità psicofisica, spirituale e sociale. Il noto psicologo Alessandro Meluzzi, per l’occasione, interverrà con “Il rapporto corpo-mente-cervello: lo stato dell’arte”, descrivendone lo stato dell’arte.

    Alessandro Meluzzi di recente è stato ospite al Festival Artistico Letterario “Cultura Milano.it”, ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, che vede la presenza di ospiti illustri del calibro di Margherita Hack, Bruno Vespa, Paolo Limiti, Francesco Alberoni, Silvana Giacobini.

  • Il biogas per un futuro sostenibile

    Il biogas è una miscela di vari tipi di gas (per la maggior parte il 50% – 80% è metano) prodotti dalla fermentazione batterica in anaerobiosi (mancanza di ossigeno) di residui organici che provengono da rifiuti, vegetali in decomposizione, carcasse in putrescenza, liquami zootecnici o fanghi di depurazione, scarti dell’agro-industria.

    L’intero processo di produzione di biogas si basa sulla decomposizione del materiale organico da parte di alcuni tipi di batteri che producono anidride carbonica, idrogeno molecolare e metano (metanizzazione dei composti organici). Il biogas si distingue dal cosiddetto “compostaggio” che avviene in ambiente aerobico.

    Da cosa si produce bio-gas

    Le materie prime utili alla produzione di biogas sono numerose e molto diversificate tra loro: scarti dell’industria agricola, resti animali o vegetali, liquami zootecnici ed escrementi animali, ma anche rifiuti organici urbani. Sono state sviluppate tecnologie ed impianti specifici che tramite l’utilizzo di batteri in appositi “fermentatori” chiusi (da non confondere con gassificatori) sono in grado di estrarre biogas in grandi quantità. Si parla di:

    • biogas dai rifiuti organici urbani (preferibilmente da raccolte differenziate)
    • biogas dal letame degli allevamenti intensivi
    • biogas da fanghi di depurazione
    • biogas dai residui dell’agro-industria

    Le discariche di rifiuti urbani sono delle grandi fonti di produzione di biogas: normalmente raccolgono circa il 30-40% di rifiuti organici. Nelle discariche si sviluppa spontaneamente biogas che può essere utilizzato per la produzione di energia elettrica: molti vantaggi possono derivare dallo sfruttamento a fini energetici del processo di fermentazione dei rifiuti urbani.

    Il biogas che si sprigiona nelle discariche deve essere captato per evitarne la diffusione nell’ambiente: a titolo di esempio, da una discarica di circa 1.000.000 metri cubi che cresce di 60.000 m³ l’anno, si possono estrarre quasi 5,5 milioni di metri cubi di biogas l’anno (oltre 600 m³ ogni ora).

    Come si utilizza il bio-gas

    Il biogas è formato prevalentemente da metano, pertanto con un necessario processo di depurazione e separazione di altri componenti (per esempio, anidride carbonica e zolfo), può essere usato come biometano per autotrazione (auto e veicoli a metano).

    Quest’ultima applicazione ha trovato buon successo in Paesi dell’Europa centrale e settentrionale quali Svizzera, Germania, Svezia ecc., e in via sperimentale anche in Italia: costituisce una delle più concrete promesse nel campo della mobilità eco-sostenibile.

    Il bio-gas prodotto dal trattamento di matrici solide (definito a secco) può essere utilizzato per la combustione in caldaie da riscaldamento o per produrre energia elettrica e/o calore.

    Biogas

    Vantaggi del biogas

    Dal punto di vista della salvaguardia dell’ambiente la produzione di biogas presenta alcuni vantaggi. Uno dei vantaggi ecologici legati al biogas consiste nel fatto che durante il processo di fermentazione non si produce “nuova” anidride carbonica, ma si accelera semplicemente il ritorno nell’atmosfera di CO2 che può essere poi riassorbita dalle piante (contrariamente a quanto accade per quella generata dalla combustione dei carburanti fossili).

    Un ulteriore risvolto ecologico nell’utilizzo del biogas sta nel fatto che la combustione impedisce la diffusione nell’atmosfera del metano emesso naturalmente dalla decomposizione di carcasse e vegetali: il metano è uno dei gas-serra più pericolosi ed è quindi auspicabile la sua degradazione in CO2 e acqua per combustione. L’emissione di 1 kg di CH4, in un orizzonte temporale di 100 anni, equivale ad emettere 25 kg di CO2(IPCC 2007).

    Sono i paesi freddi del Nord Europa a fare un uso più rilevante delle tecnologie per la produzione di biogas, mentre in Italia gli impianti attivi sono in numero ancora molto ridotto e concentrati prevalentemente al Nord. Il Ministero per le Politiche Agricole e Forestali ha tentato di incentivare l’utilizzo del biogas come fonte alternativa, unitamente alla biomassa, stanziando fondi anche per 20milioni di euro destinati alla costruzione di impianti produttivi.

    Centrale biogas

    Impianti di produzione biogas

    Esistono varie tipologie di impianti di produzione di biogas indirizzati a trattare matrici organiche differenti, liquide o solide. Gli impianti di biogas a secco sono idonei al trattamento di matrici prevalentemente solide e non hanno bisogno di liquami per il loro funzionamento: l’acqua necessaria al processo è legata all’umidità del materiale utilizzato per alimentare l’impianto.

    Le componenti principali di un impianto a biogas sono il sistema di miscelazione matrici all’interno del fermentatore/ digestore, il caricatore di matrici solide e il sistema di filtrazione del biogas prodotto. Nel dettaglio un impianto di produzione per biogas è composto da:

    • Serbatoio in cui viene depositata la biomassa e periodicamente aggiunta quella fresca (per aumentare la percentuale di umidità della sostanza organica di partenza si aggiunge solitamente un minimo d’acqua);
    • Dispositivo di regolazione della portata, che consente al refluo di entrare per gravità nell’impianto;
    • Miscelatore, necessario per garantire una certa omogeneità del liquame ed evitare il formarsi di eventuali sedimenti;
    • Digestore anaerobico, ermeticamente chiuso e coibentato, in cui il liquame precipita nella parte inferiore, mentre il biogas gorgoglia verso la parte superiore del digestore;
    • Recipiente esterno dove viene convogliato il liquame digerito;
    • Serbatoio finale di stoccaggio.

    Per lo stoccaggio la temperatura del bio-gas deve essere mantenuta costantemente al di sopra dei 15 gradi.

  • L’automazione industriale riduce l’intervento umano nelle aziende

    L’automazione industriale è l’insieme delle tecnologie e dei metodi che gestiscono le macchine attraverso l’utilizzo di dispositivi. L’automazione industriale, riduce in genere l’intervento umano nelle operazioni ripetitive ma soprattutto è impiegata nelle situazioni in cui sia richiesta un alto grado di prestazioni e sicurezza. L’automazione industriale sta diventando sempre più indispensabile per le aziende in quanto consente di ottimizzare i tempi di produzione.

    CHE COS’E’ L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE?

    Il settore dell’automazione industriale utilizza in modo predominante l’elettrotecnica che mira a rendere automatico un qualunque processo tecnologico. Scopo dell’automazione industriale è aumentare la capacità produttiva degli impianti e di rendere gli stessi indipendenti dall’essere umano. L’automazione industriale si basa sull’installazione di macchine robotizzate che sono in grado di effettuare in modo rapido ed efficiente una serie di mansioni. Consente la diminuzione del numero di dipendenti, la velocizzazione dei processi produttivi in azienda e un aumento della qualità, poiché le macchine sono dotate di un elevatissimo margine di precisione.

    L’automazione industriale si divide in:

    • Automazione rigida: alti volumi di produzione di manufatti con caratteristiche costanti. Richiede elevatissimi ritmi di produzione. Scarsa o nulla possibilità di riprogrammazione.
    • Automazione flessibile: volumi di produzione variabili per manufatti diversi (FMS). Macchinari in grado di essere utilizzati in diverse lavorazioni con modesti cambiamenti.

    L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

    Con il termine automazione industriale si vuole indicare “ quell’insieme di teorie e di tecniche utilizzate per progettare e realizzare nel campo industriale una progressiva sostituzione dell’attività umana con sistemi complessi di produzione composti da macchine, dispositivi e apparecchi automatici. L’automazione industriale ha portato a delle conseguenze rivoluzionarie che hanno mutato il volto della società e che hanno avuto un forte impatto sulla produttività e sullo stile di vita delle persone. L’automazione comporta un aumento del tasso di produzione e una riduzione della quantità di lavoro impiegato, con un’evidente ripercussione sull’aumento della produttività e sulla riduzione dei prezzi dei prodotti realizzati su scala industriale. Lo sviluppo e la diffusione dei componenti elettronici uniti all’automazione hanno inoltre cambiato il lavoro dell’uomo: se gli operai non sono più chiamati a svolgere il lavoro che adesso compiono le macchine, si rendono però necessarie delle figure specializzate in grado di usare e controllare le tecnologie impiegate nelle industrie automatizzate.

    STORIA DELL’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

    Il termine automazione fu coniato nell’industria dell’automobilistica, dove cominciavano a venire introdotti dispositivi automatici e di controllo nelle linee di produzione molto avanzati, nell’immediato dopoguerra. In particolare, si pensa che a coniare il termine “automazione” sia stato D.S. Harder, vicepresidente della Ford Motor Company, anche se la parola automazione è stata utilizzata per la prima volta solo verso la metà del Novecento, si può parlare di automazione industriale, ossia dell’applicazione di macchine automatiche per la produzione industriale, già nel XVIII secolo, con l’avvento della rivoluzione industriale. Il termine automazione industriale è utilizzato ogni qualvolta ci sia una significativa sostituzione del lavoro e dell’intelligenza umana con azioni di tipo informatico, elettronico e meccanico: oggi definito come meccatronica.