Categoria: Attualità e Società

  • Fai da te mobili in legno

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    Il fai da te è uno degli hobby più praticati e senza dubbio anche uno dei più utili. Gli ambiti di applicazione di quest’hobby inoltre sono praticamente infiniti, si può spaziare infatti dal fai da te nel realizzare piccoli oggetti, gioielli, ecc, al fai da te decorativo al fai da te per la manutenzione della casa, per la cura del giardino, dell’auto ecc..Il portale Fai da te 360 tratta in modo completo tutti i diversi aspetti del fai da te dedicando specifiche sezioni a tutti i diversi settori di applicazione di quest’hobby cosi utile ed al tempo stesso creativo. Ampio spazio viene dedicato ad esempio alla realizzazione di mobili fai da te. Infatti per chi si diverte a cimentarsi con il legno fai da te realizzare oggetti e strutture funzionali alla casa è senza dubbio una delle soddisfazioni maggiori, il sito fai da te 360 mette perciò a disposizione degli utenti tutte le informazioni necessarie per scoprire come lavorare i diversi tipi di legno e spiegando passo dopo passo come realizzare mensole, cassettiere, tavoli, ed altri tipi di mobili interamente con la tecnica del fai da te.

  • La gelosia è peggio dello shopping

    Possono tollerare la passione per le compere e l’eccessiva attenzione alla linea, ma non sono disposti ad accettare una partner eccessivamente gelosa.

    E’ quanto emerge da un sondaggio effettuato su un campione di 3.000 uomini da PUA Training Italia, società internazionale che fornisce corsi di seduzione.

    Ben il 30% degli intervistati a cui è stato chiesto di stilare una classifica dei dieci più grandi difetti delle donne, ha indicato, come attributo peggiore, la gelosia. Il 22%, invece, mette al primo posto l’invadenza.

    Se da una parte gli uomini vogliono essere lasciati liberi di vivere la loro vita in autonomia, dall’altra però non sanno rinunciare alle attenzioni della partner. Il 17%, infatti, considera insopportabile una compagna altezzosa e troppo concentrata su se stessa.

    “Gli uomini desiderano al loro fianco una donna che sia in grado di sostenerli, ma con discrezione. Nel momento in cui l’uomo si sente limitato nella sua libertà tende a fuggire. Un errore comune nelle donne è quello di fare da “mamme” al proprio compagno, cercando di correggerne i difetti” ha dichiarato Louis Nicoletta, fondatore di Pua Training Italia.

    Per il 9% degli intervistati, invece, il peggiore difetto delle donne è l’introversione. Molti uomini, infatti, lamentano difficoltà nel comprendere quello che l’altro sesso desidera veramente.

    “C’è una grossa difficoltà di comunicazione tra uomini e donne. Da una parte le donne tendono a non esprimere in modo esplicito cosa pensano, dall’altra gli uomini peccano spesso di superficialità. Per instaurare un buon rapporto con una donna bisogna riuscire a leggere ed interpretare i suoi segnali” chiarisce Nicoletta.

    Il 6%, poi ritiene insopportabile una partner aggressiva, il 5% una petulante e il 5% dichiara che l’invidia sia il più grande difetto femminile. In particolare gli uomini si riferiscono all’eccessiva rivalità esistente tra le donne che, spesso, anziché fare gruppo, tendono ad entrare in conflitto tra loro.

    Solo una minoranza, invece, considera una grave mancanza l’interesse eccessivo della donna per lo shopping (3%), la fissazione per la linea perfetta (2%) e la mania dell’ordine (1%).

    “Questi dati dimostrano come l’uomo sia disposto ad accettare passioni ed interessi della partner, anche se non li condivide direttamente con lei. I problemi si presentano quando ci sono delle modalità sbagliate di gestione dei rapporti interpersonali. Per questo è molto importante la comunicazione e l’intesa tra i partner. Nei corsi di seduzione che organizziamo per coloro che vogliono imparare a relazionarsi al meglio con le donne, dedichiamo una buona parte all’interpretazione del linguaggio verbale e non verbale. A volte una donna può apparire aggressiva o distaccata solo perché il partner non si approccia con lei in maniera corretta” conclude Nicoletta.

  • Storia dell’accessorio più amato dalle donne: la borsetta

    Le origini di uno degli accessori più amati dalle donne, come tanti oggetti di uso quotidiano, si perdono nella notte dei tempi. C’è chi attribuisce la sua nascita in concomitanza dell’introduzione dell’uso della moneta, c’è chi invece afferma sia apparsa molto prima della nascita del baratto.

    Da un punto di vista puramente simbolico la borsa rappresenta il potere femminile di contenere e di conservare gelosamente il nostro micromondo privato fatto di oggetti indispensabili e non, che ci accompagnano in tutte le fase del nostro quotidiano. E’ un oggetto che ci rassicura simile al guscio della lumaca un cardine per affrontare qualsiasi situazione che nel corso degli anni ha tramutato forme, colori e materiali mantenendo comunque intatta la sua funzionalità.

    Nel corso dei secoli l’esistenza della borsa non è stata molto semplice, sostituita per esempio da manicotti nel Cinquecento e Settecento e da tasche inserite nelle ampie vesti nel seicento si è affermata prepotentemente alla fine dell’Ottocento e nel Novecento ha sicuramente avuto la parte del leone nel campo degli accessori grazie anche all’introduzione di internet dove il numero di borse online è cresciuto in maniera esponenziale .

    La forte affermazione di questo oggetto cresce con lo spirito di rivalsa sociale femminile, il cambiamento del ruolo sociale della donna che lavora, si sposta in maniera dinamica, vota e veste in maniera più affusolata si riflette anche nella scelta della borsa donna pelle e nella nascita di stili e forme differenti: dalla borsa da viaggio, a quella con i manici fino alla pochette. Forme diverse che incarnano anche spiriti diversi: dalla spensieratezza della Belle Epoque, alla sobrietà e funzionalità e il rigore data dalla Prima Guerra Mondiale, la reinterpretazione di grandi stilisti della moda negli anni ‘30 e ‘40 che lanceranno dei modelli senza tempo come la busta di Chanel o il secchiello di Hermes fino all’impiego di materiali alternativi per la produzione dati dalle ristrettezze della Seconda Guerra Mondiale.

    Gli anni ’50 e ’60 vedranno il ritorno de una eleganza formale dove l’accessorio coordinato farà da padrone con borse a forma molto morbida. Saranno poi gli anni ’70 a dare una sferzata di cambiamento che avrà forti ripercussioni sul gusto e l’abbigliamento. Tanto spazio alla sperimentazione di tessuti, stampe e materiali e nelle forme. Insomma una evoluzione che non vede fine neanche ai giorni nostri dove la fantasia e l’introduzione di materiali si sono spinti fino all’oro e i diamanti e alla pelliccia per confezionare accessori moda borse riservate solo all’elite.

    Fatto sta che possiamo sicuramente affermare in tutta tranquillità che la borsa è stata, è e sarà sempre uno degli accessori simbolo che più ci aiuta a capire le evoluzioni di costume e sociali legate al mondo femminile. Per chi poi volesse approfondire ancora un po’ il tema non si lasci scappare l’opportunità di visitare ad Amsterdam il Museo della Borsa e delle Borsette (Tassenmuseum) che con più di 3500 borse della collezione permanente vi darà l’opportunità di ricostruire la storia avvincente dell’accessorio femminile per eccellenza. E che come afferma la fondatrice del museo Hendrikje Ivo: “questa collezione non si limita a raccontare la storia della borsa bensì mostra anche ciò che nel corso dei secoli la gente ha voluto trasportare con sé e soprattutto come sia cambiato il ruolo femminile nella società moderna”.

    A cura di Martina Meneghetti
    Prima Posizione Srl – Vendite Web

  • Calcio ed ecologia: Roma “giallorossa e verde”, Torino e Verona stadi ecosostenibili.

    Tecnologie avanzate e risparmio energetico caratterizzeranno il nuovo stadio della AS Roma, intitolato a Franco Sensi. Lo stadio, il cui progetto è stato presentato in questi giorni, sarà energeticamente autosufficiente grazie all’utilizzo di un impianto fotovoltaico e della microgenerazione.

    I progettisti stimano di produrre 5 milioni di kWh/anno, eliminando del tutto le emissioni di gas-serra, vale a dire circa 3.000 tonnellate l’anno. I sistemi di cogenerazione, collegati in rete – si legge su Rinnovabili.it – saranno alimentati con idrogeno ricavato da un impianto fotovoltaico ad accumulo di ghiaccio per la produzione del freddo in ore notturne (con il 50% di risparmio). Realizzato con materiali eco-sostenibili e innovativi garantirà anche la massima efficienza energetica.

    Non c’è solo lo stadio della Capitale a fare scelte ecocompatibili: al Nord Verona e Torino hanno già dato una svolta “verde”. Il tetto del Bentegodi di Verona diventerà un grande impianto fotovoltaico grazie al rifacimento della copertura che ospiterà 12.456 pannelli voltaici per una superficie di 9.645 metri quadrati, con un produzione annua di 935 mila kWh. Il nuovo Stadio delle Alpi di Torino, invece, ha trovato un modo ancora più originale di essere ecosostenibile: sarà realizzato in parte con i materiali riciclati della vecchia struttura.

    I gradoni, 50.000 tonnellate di cemento armato, saranno frantumati e usati per i nuovi basamenti. Anche i metalli della copertura saranno fusi e riutilizzati: parliamo di 300 tonnellate di alluminio, 6.000 tonnellate di acciaio e 100 tonnellate di rame. “Il principio è quello della raccolta differenziata”- dice Francesco Ossola uno dei progettisti. “Neanche un grammo del vecchio materiale viene gettato via”.

    La parte trasparente della copertura non sarà in vetro, ma in plastica, legno e ceramica, materiali più economici e con un ciclo produttivo a ridotto consumo di petrolio.

    La notizia è stata segnalata da Notizie tra le linee, il web magazine sull’energia di Terna

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  • IL VOSTRO UFFICIO STAMPA SENZA PROBLEMI



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  • Comoda e irrinunciabile: l’energia secondo Bruno Pizzul

    “Notizie tra le linee” continua il suo viaggio all’interno del mondo dell’energia attraverso una serie di interviste esclusive per la rubrica “Io e l’Energia”.

    Personaggi del mondo dello sport, televisione e figure di rilievo nel campo della scienza e dell’economia vengono interrogati sul loro rapporto con l’energia. L’obiettivo è quello di cercare di ritrarre un quadro generale sulla relazione che gli Italiani hanno con tecnologia e consumi.

    Il web magazine dell’energia curato da Terna ha rivolto alcune domande anche al noto giornalista Bruno Pizzul, telecronista storico delle partite della Nazionale di calcio italiana fino al 2002.

    – Cos’è per lei l’energia elettrica?
    – E’ un bene indispensabile, non riesco ad immaginare la vita senza.

    – Pensa che l’umanità potrebbe farne a meno?
    – In passato ne ha fatto a meno, ma una volta abituati alle comodità è difficile rinunciarci.

    -E’ una fonte inesauribile o bisogna usarla con parsimonia?
    -Va usata con parsimonia, di inesauribile non c’è nulla.

    – Lei si sente o potrebbe definirsi un risparmiatore energetico?
    – Tutto sommato direi di sì.

    – Per esempio, quando esce da una stanza spegne sempre la luce?
    – In genere sì, fin da quando ero ragazzino… sono stato educato così.

    – Lascia spesso apparecchi elettronici in stand-by?
    – No, di solito li spengo.

    – Quando si verificano emergenze energetiche e viene chiesto di limitare il consumo di energia, si adegua? O continua imperterrito con le sue abitudini?
    – Nei limiti del possibile mi adeguo.

    – Cosa illuminerebbe meglio nella sua città o in Italia?
    – Le zone periferiche e i monumenti delle città.

    – Cosa farebbe per rendere più simpatici i tralicci dell’alta tensione?
    – Si possono ingentilire, rendendo i sostegni più gradevoli.

    – Dia un consiglio a Terna, il gestore nazionale della rete elettrica.
    – Incentivare l’educazione a un consumo energetico corretto.

  • Pochi consigli per il vostro appartamento da sogno in Messico

    Se siete alla ricerca di un posto al sole dove trascorrere le ferie, oppure anche molti mesi all’anno, dovreste seriamente prendere in considerazione l’idea di comprare una casa in Messico.

    È vero che in questo periodo si è parlato del Messico soprattutto a causa dell’influenza, ma onor del vero l’allarmismo appare assolutamente ingiustificato, dato che l’influenza pare aver tassi di mortalità inferiori alle normali influenze stagionali ed è in massima parte sotto controllo. Oltretutto nel breve periodo, grazie anche al vaccino, l’emergenza cesserà del tutto, se mai c’è davvero stata e i pericoli praticamente inesistenti. Anzi, considerato il clamore e le paure suscitate da questo fenomeno, potrebbe essere proprio il momento per approfittare della vendita case Messico e fare buoni affari.

    Il consiglio per chi vuole investire in Messico – con successo e serenità – è di affidarsi a un intermediario immobiliare di provata serietà e di notevole esperienza. Il «faccio da me», soprattutto in terra straniera, può risultare infatti molto svantaggioso in termini di perdite di tempo e di denaro. Fatta questa importante premessa, ecco in sintesi alcune informazioni-base da conoscere prima di acquistare immobili o informarsi sulle case vendita Messico.

    L’atto pubblico di compravendita rappresenta lo strumento giuridico idoneo al trasferimento della proprietà: tale atto deve essere iscritto nel Registro Pubblico della Proprietà del luogo dove si trova
    l’immobile. Per poter essere registrato, il contratto di compravendita deve essere stipulato davanti ad un notaio e da questi autenticato.

    Il notaio svolge un ruolo chiave nelle procedure relative alla compravendita di beni immobili in Messico. Innanzitutto deve verificare che l’immobile oggetto della compravendita sia libero da lacci ed ipoteche: e questo è un punto particolarmente importante e delicato. Prima di rogare l’atto, infatti, il notaio ottiene il certificato di assenza di gravami sull’immobile rilasciato dal Registro Pubblico della proprietà dove è situato il bene. Questo certificato consente di conoscere da chi e quando la proprietà sia stata acquisita, e soprattutto se l’immobile è libero da diritti reali di godimento (usufrutto, servitù di passaggio,
    superficie o enfiteusi) o di garanzia (ipoteca), che limiterebbero la libertà di disporne del futuro proprietario.

    La Legge sugli Investimenti Esteri proibisce alle persone fisiche straniere di acquistare i beni immobili destinati a uso abitativo situati nella cosiddetta «Zona Restringida», un’area collocata in un raggio di 100 km dalle frontiere e di 50 km dalle coste. Un’area però molto interessante, infatti in molti vorrebbero acquistare appartamenti Playa del Carmen e altre bellissime località lungo la costa e lungo la riviera Maya. Lo strumento giuridico necessario per superare il divieto menzionato è il fedecommesso (“Fideicomiso” in spagnolo), una formula molto flessibile che assomiglia all’istituto italiano del negozio fiduciario. Il rogito costa circa il 4 – 5% del costo dell’immobile (fra parcelle notarili, spese legali varie e iscrizione dei proprietario nel Registro Pubblico della Proprietà). A ciò si deve aggiunge il costo della costituzione del Fideicomiso bancario che è di circa 3 mila dollari.

    Un’alternativa al “Fideicomiso” è la costituzione di una società in Messico a cui intestare l’immobile.

    A cura di Martina Meneghetti
    Prima Posizione Srl – Agency Web Site

  • Convegno “Chiamo il 118”: Come fai se sei non udente?

    Si tiene il 10 ottobre 2009 a Roma, dalle 14.30 presso il Centro Congressi S. Lucia in via Ardeatina 354, il convegno “Chiamo il 118. Salvavita – educare a prevenire per non morire” promosso dal Comitato Regionale ANPAS Lazio, in collaborazione con ENS – Ente Nazionale Sordi – Sezione Provinciale di Roma, con il sostegno di SPES – Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio e con il contributo di SA.MO. – Sanità Moderna.

    Il servizio pubblico per le emergenze sanitarie è il cosiddetto 118, che con una semplice chiamata telefonica permette di attivare il soccorso lì dove è richiesto. Semplice, ma come potervi accedere se la persona in difficoltà è non udente?

    «Dall’indagine che abbiamo fatto pochissime regioni sembrano siano attrezzate a ciò, nonostante le tecnologie oggigiorno abbiano fatto dei passi enormi rispetto a queste situazioni», dichiara Angelo Ballacci, Presidente Anpas.

    Il convegno vuole mettere in luce questa situazione, che può rendere a volte inefficace il servizio per le emergenze sanitarie ad alcuni cittadini, proponendosi di agire su due fronti: da una parte la prevenzione attraverso la formazione personale e dall’altra la previsione di nuove modalità per accedere al servizio 118. Come infatti spiega Ballacci, «al di là di una formazione pratica, fatta per venire incontro ai primi minuti di “salvavita”, bisogna trovare il modo per far fare ai non udenti la chiamata al 118, grazie ai mezzi e alle tecnologie che ci sono oggi, come gli SMS. È un vantaggio per tutti, anche per la persona che si sente male mentre sta in compagnia di una audiolesa».

    Il programma del convegno tocca non solo nozioni e pratiche di primo soccorso, di Basic Life Support e di Basic Life Support Defibrillation, ma anche l’aggiornamento sulle nuove tecnologie della comunicazione utili ai non udenti in questo settore e l’illustrazione di esperienze in altre regioni.

    Partecipano il Presidente dell’Anpas Angelo Ballacci, il Presidente di ENS Sezione Provinciale di Roma Luigi Luciano Severi, il volontario Anpas esperto in primo soccorso Antioco Leoni, gli infermieri professionali Mariano De Persio e Christian Manzi, con le testimonianze di Anna Manfredi, non udente, che è riuscita ad ottenere l’abilitazione BLSD e di altri operatori e volontari esperti del settore.

    Per ulteriori informazioni:

    Comitato Regionale ANPAS Lazio

    Via Cesare Battisti 29 – 00012 Villanova di Guidonia (RM)

    Tel./Fax 0774.346458

    E-mail [email protected]

    Web www.anpaslazio.org

  • Filantropia: fra beneficienza e imprenditoria, volontariato e professionismo, il barometro della ricchezza

    Londra, settembre 2009. Secondo il “Family Foundation Philanthropy 2009” report la spesa per beneficenza delle fondazioni famigliari del Regno Unito nel 2007 ha registrato un aumento del 10%. Lo studio, condotto dalla Professoressa Cathy Pharoah, co-direttrice del Centre for Charitable Giving and Philanthropy della Cass Business School di Londra, è il primo ad analizzare e comparare la nascita e lo sviluppo delle fondazioni famigliari in Inghilterra, Stati Uniti, Italia e Germania.

    Un mondo complesso, in cui filantropia, beneficienza e imprenditoria si mescolano creando un tessuto variegato di relazioni sociali e finanziarie che riflettono le differenze di costume fra vecchio e nuovo continente e che fungono da barometro della ricchezza.

    Il rapporto della Cass Business School, redatto in collaborazione con le ricercatrici italiane Giuliana Gemelli e Deborah Bolognesi, prova che lo slancio filantropico verificatosi nel 2007 ha beneficiato della ricchezza acquisita immediatamente prima della crisi economica internazionale. Il focus dello studio esalta le differenze fra la spesa nel Regno Unito e quella negli USA facendo un confronto, per la prima volta, con Italia e Germania. Ne emerge che le 100 principali fondazioni famigliari del Regno Unito hanno devoluto 1,3546 miliardi di Euro in beneficenza, equivalente a un aumento del 10% nel biennio 2006-07, contro un aumento dell’8,4% negli Stati Uniti.

    La realtà italiana, ampiamente analizzata, mostra la particolarità di un paese in cui la chiesa e lo stato detengono ancora il primato delle organizzazioni caritatevoli attraverso le tradizionali “opere pie” e gli “enti morali” e dove i termini “filantropia” e “beneficienza” sono spesso usati come sinonimi.

    Nonostante ciò, l’Italia conta a oggi 4,720 fondazioni: il 12% è di tipo famigliare e il 23% del totale si occupa di assistenza sociale, posizionandosi tra i paesi europei più attivi in ambito filantropico.

    I dati aggregati sulle fondazioni italiane (fra 2006 e 2009) indicano che la spesa per beneficenza si aggira attorno ai 90 milioni di euro. Una cifra importante, ma ben lontana dai 724.8 milioni di Euro investiti dalle più importanti fondazioni tedesche nello stesso periodo.

    Cathy Pharoah ha commentato: “Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un’escalation della ricchezza privata, costruita sul successo dei mercati internazionali e dei flussi di capitali e alla creazione di molte nuove fondazioni in paesi con regimi politici, fiscali e legali molto diversi. Come termini di paragone nel nostro studio abbiamo scelto Italia e Germania, due paesi con antiche tradizioni di attività filantropica (sebbene molto diverse). Le abbiamo incluse nello studio malgrado i dati finanziari di pubblico dominio fossero più scarsi rispetto al Regno Unito e agli USA e i rendiconti finanziari delle fondazioni tedesche ed italiane differiscano molto da quelli richiesti nei paesi anglosassoni” .

    Dall’analisi emerge che l’azione filantropica delle fondazioni famigliari in Germania costituisce un caso veramente straordinario, se consideriamo che nella Germania Est del periodo post-bellico il ruolo della beneficenza privata si sia praticamente azzerato. Negli Stati Uniti, le fondazioni vengono scelte per l’impatto che esercitano sul pubblico e per la capacità di indurre cambiamenti sociali, grazie alla loro indipendenza e alle risorse sociali e finanziarie su cui possono contare.

    In Italia invece, il fenomeno delle fondazioni famigliari si fonde spesso con l’attività imprenditoriale delle grandi famiglie protagoniste del mondo industriale, (si veda come esempio la fondazione Adriano Olivetti o la Giovanni Agnelli), dando luogo a dei fenomeni di promiscuità.

    I principali obiettivi della ricerca sono stati quindi:

    • Rilevare la crescita e l’evoluzione dell’azione filantropica delle fondazioni famigliari, mediante l’aggiornamento dei trend nei paesi presi in esame (soffermandosi soprattutto su UK e USA);
    • Fornire uno strumento migliore di confronto internazionale, mediante l’inserimento di nuovi dati relativi a due paesi dell’Europa continentale (Italia e Germania);
    • Incoraggiare una maggiore trasparenza ed accessibilità alle informazioni sulla spesa per scopi caritativi delle fondazioni famigliari, aumentando la consapevolezza sui dati ed evidenziando i divari esistenti;
    • Incoraggiare la spesa per beneficenza, fornendo degli esempi reali e migliorando l’accesso alle informazioni

    Contatto stampa: Luisa Maschio presso l’Agenzia Noir sur Blanc

    [email protected] , Tel: +33 1 41 43 73 20

    ibottini@ noirsurblanc.com

    A proposito di… Cass Business School, City University, offre programmi di formazione, consulenza e ricerca innovativi, qualificati e sempre all’avanguardia. Situata nel cuore di uno dei maggiori distretti finanziari al mondo, Cass si trova in una posizione privilegiata per divenire il fulcro intellettuale della City di Londra. I programmi MBA, i Master specialistici e i corsi universitari godono di ottima reputazione grazie all’eccellenza accademica. Il Programma Executive MBA è classificato al 15° posto nel ranking del Financial Times. Nell’attività di ricerca, di rilevanza internazionale, sono impegnati più di 100 dottorandi. Cass può contare sul più nutrito corpo docente per finanza, assicurazioni e scienze attuariali in Europa. Al secondo posto per la ricerca finanziaria in Europa, al quarto nel mondo secondo il Financial Management Magazine (Stati Uniti esclusi), la ricerca nei settori rischi e assicurazioni è stata classificata al secondo posto al mondo dal Journal of Risk and Insurance. Cass è il luogo dove confluiscono le idee di studenti, docenti, professionisti, business leaders e protagonisti della politica per genere nuove prospettive. www.cass.city.ac.uk

  • DIAMANTI DAI CAPELLI

    Sono sufficienti pochi grammi di capelli per ottenere un vero diamante: un diamante ottenuto in laboratorio avente le stesse caratteristiche chimiche, fisiche ed ottiche dei diamanti naturali.
    E’ da poco possibile acquistare questo servizio anche in Italia. Il marchio si chiama Stailas e proviene dalla Svizzera.

    Stailas – parola che nella lingua locale, il romancio, significa “stelle” – ha come obiettivo la trasformazione dei capelli in diamanti.
    Stailas ricrea in laboratorio le condizioni per la sintesi e la trasformazione del carbonio presente nei capelli in un diamante. I diamanti infatti sono costituiti da carbonio. Il carbonio è l’elemento chimico fondamentale della vita e tutti gli esseri viventi lo contengono. La quantità media di carbonio presente nei capelli si aggira tra il 35% ed il 45%. Tramite procedimenti chimico-fisici, il carbonio può essere trasformarlo in un vero e proprio diamante, senza inclusione di alcun additivo.

    Come avviene in natura è inoltre possibile, modificando le condizioni ambientali a cui è sottoposto il carbonio (pressione, temperatura, assenza o meno di aria), orientare la sfumatura di colore predominante verso tonalità di giallo, rosso o il pregiato blu.

    I diamanti Stailas sono dunque gioielli intimamente legati al corpo delle persone, preziosi nel simbolo e nella materia.

    Per approfondire: http://www.stailas.it/