Categoria: Attualità e Società

  • Il “calore” di un caminetto: ambienti riscaldati e accoglienti

    Chi si occupa di vendita stufe pellet, termostufe a legna e caminetti di vario genere, lo sa: questo è il periodo in cui chi ha già stufe e camini pensa a metterli in ordine, con pulizie ed eventuali piccoli lavori di miglioramento, e chi invece ancora non ne ha, provvede ad acquistarli.

    Ormai le case sono tutte dotate di riscaldamento centrale, con termosifoni in ogni stanza; ma i caminetti a gas, bifacciali, o anche i classici caminetti a legna, moderni o rustici, esercitano sempre un fascino speciale, rendendo l’ambiente caldo e accogliente.

    Soprattutto le città del nord Italia, naturalmente, devono affrontare degli inverni più rigidi; il freddo unito alla tipica umidità tipica della pianura padana, dalla quale nascono le proverbiali nebbie, fanno sì che i negozi di stufe e caminetti padova, Milano, Torino e delle altre città del nord siano particolarmente forniti.

    Scegliere una stufa a pellet assicura un riscaldamento eccezionale e un risparmio economico sul combustibile utilizzato: il pellet, infatti, si ricava dalla segatura essiccata e compressa in piccoli cilindri che non arrivano a misurare un centimetro l’uno.

    Non si utilizzano additivi per legare la segatura, perché è sufficiente la proprietà legante della lignina; un materiale naturale, quindi, e ad alta resa: il suo potere calorifico, infatti, è circa doppio rispetto a quello del legno.

    Parlando di caminetti, anche loro mantengono un grande fascino in tutti gli stili: classico o moderno, rustico o elegante, sceglietelo a vostro gusto e inseritelo nello stile della vostra casa, ma qualunque scegliate, anche se da spento non seguirà forse il gusto di tutti, da acceso nessuno resisterà: un caminetto acceso dà sempre un tocco in più alla stanza e alla casa.

    Del resto, “una serata attorno al camino” evoca ricordi di serate romantiche a due, oppure con gli amici a fare lunghe chiacchierate, o anche da soli, leggendo un buon libro o ascoltando bella musica … insomma, tutte immagini positive che nascono vedendo o pensando ad un caminetto.

    Dire che un caminetto riscalda l’ambiente, in effetti, ha sicuramente un valore fisico, che si riferisce all’effettivo calore che emana; ma c’è anche un altro aspetto, che è quello del valore psicologico, che fa riferimento alla capacità del camino di rendere l’ambiente in cui si trova più accogliente … “caldo”.

    L’aggettivo “caldo” infatti può essere utilizzato sia per descrivere una sensazione di calore fisico, sia una sensazione psicologica di benessere che riporta all’idea di protezione che si ha in casa quando fuori fa freddo. Un luogo “caldo” è per definizione accogliente, offre riparo e protezione a chi vi entra, fa sentire “a casa”: concetti di ospitalità relativi non solo al luogo in sé, quindi, ma anche alle qualità di un buon padrone di casa, che è il principale responsabile del “calore” di un luogo e crea la sensazione di un ambiente accogliente per i suoi ospiti facendoli sentire a loro agio. Magari offrendo loro un buon tè caldo davanti al caminetto acceso.

    A cura di Lia Contesso

    Prima Posizione srl – web advertising

  • A Roma il primato degli sfratti

    Il diritto alla casa, tema della “Giornata mondiale dell’habitat” istituita dall’Onu per il 4 ottobre, è riconosciuto dalla costituzione di molte nazioni (Belgio, Spagna, Grecia, Portogallo, Finlandia, Olanda, Svezia), ma viene violato sempre più spesso: in Europa 70 milioni di persone sono in difficoltà in relazione all’abitazione.

    La situazione degli affitti a Roma è la più colpita dagli sfratti: nel 2009 sono stati 8.729, il 78% dei quali per morosità.

    “Le attuali offerte del mercato privato – affermano i sindacati degli inquilini di Roma e Lazio – sono incompatibili con le condizioni di reddito delle famiglie, soprattutto nei grandi centri dove più del 75% di queste percepisce un reddito inferiore a 20mila euro. Esiste un’area di disagio rappresentata da famiglie che hanno i requisiti per un alloggio pubblico, ma alle quali l’esiguità del comparto non riesce a dare risposta, né il fondo sociale le può sostenere; altre famiglie non hanno tali requisiti, ma per loro non c’è compatibilità con gli attuali canoni del mercato privato”.

    Angelo Fascetti, che sostiene i Comitati degli inquilini, in un intervento a Radio Città Aperta ha detto che: “(…) una moratoria è sempre più necessaria a garantire il diritto alla casa per chi lo sta perdendo, in quanto non in grado di sopportare il caro affitti e impossibilitato ad opzionare l’appartamento dove risiede od onorare le rate di mutui divenute insostenibili”.

    Diverse manifestazioni sono state organizzate a Roma per ribadire il diritto alla casa e per protestare contro il cosiddetto “social housing”, voluto dal governo, che utilizza finanziamenti privati ed aree pubbliche per – sostengono i manifestanti – continuare a cementificare avvalendosi strumentalmente dell’emergenza abitativa, invece di incrementare l’edilizia popolare.

  • Regali di Natale: prima li fate, meglio è!

    Natale, il periodo dell’anno in cui tutti sono più buoni, in cui si torna in famiglia, in cui si cominciano a fare i buoni propositi per il nuovo anno … possiamo continuare a raccontarci questa favoletta natalizia, o più cinicamente (ma anche con meno ipocrisie) possiamo affermare che il Natale è soprattutto il periodo dei regali, delle luci, delle vacanze, insomma del consumismo imperante. Non che ci sia niente di male, anzi: a volte ricevere e fare dei regali di Natale può essere quasi terapeutico.

    Ricevere un regalo, anche se piccolo, anche se economico, dovrebbe essere sempre un piacere. Anche farlo può essere piacevole, ma in certi casi può essere anche uno stress, soprattutto se le idee scarseggiano e i soldi pure. Di questi tempi non sono molte le famiglie che riescono a mettere da parte un bel gruzzoletto da poter spendere in regali di Natale, e spesso pur di comprare un pensierino per tutti senza spendere troppo si rischia di acquistare degli oggettini che spesso non sono proprio azzeccati, e che finiscono per essere soldi buttati via per chi li fa, e oggetti inutili per chi li riceve. Anche il fattore tempo spesso contribuisce all’acquisto di regali sbagliati: scagli la prima pietra chi, almeno una volta, non si è trovato a fare tutti i regali il weekend precedente il 25 dicembre, ricorrendo alla famigerata corsa agli acquisti dell’ultimo momento, con centri commerciali strapieni, scaffali in disordine, strade intasate e gente in febbrile movimento e perennemente stressata. Non la condizione ideale per pensare ai destinatari dei nostri regali, ai loro gusti, desideri ed esigenze … pur di sbrigare la pratica in fretta, si finisce per fare regali un po’ a caso.

    Per fare dei regali economici, pensati e possibilmente belli è dunque meglio muoversi per tempo, e nei ritagli di tempo cominciare a dare già un’occhiata alle vetrine, drizzare le orecchie prestando attenzione ai possibili messaggi subliminari che ci potrebbero mandare i nostri amici e parenti, comparare i prezzi, calcolare il budget di cui vogliamo e possiamo disporre per gli acquisti natalizi, e scegliere con calma i regali per i nostri cari, uno per uno, evitando frettolosi quanto inadatti acquisti di massa. Un altro vantaggio degli acquisti di Natale “anticipati” è che ci danno il tempo di pensare anche a dei regali personalizzati, in sostituzione dei soliti articoli preconfezionati e tutti uguali. Se non ci fa paura sporcarci le mani, e soprattutto se siamo ben consapevoli di avere una manualità tale da permetterci di evitare di fare troppi danni, possiamo costruire qualcosa con le nostre manine (in questo modo si può anche risparmiare un po’ e al contempo dimostrare al destinatario del nostro dono che siamo disposti a “sprecare” un po’ del nostro tempo per lui o lei), altrimenti possiamo rivolgerci a chi le cose le sa fare davvero. Un’idea? Dato che siamo alla fine dell’anno, un calendario personalizzato con foto o immagini che sappiamo essere gradite al destinatario può essere un regalo azzeccato, o ancora possiamo far stampare delle magliette con delle scritte particolari e così via.

    Un po’ di fantasia, un po’ di tempo, e il regalo, senza spendere troppo, è fatto.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – aumentare i contatti

  • Aumentano i “nuovi poveri” a Bologna

    La Caritas dell’Emilia Romagna denuncia un allargamento della povertà nella regione: siamo arrivati ad 80.000 famiglie al di sotto della soglia di povertà, 200.000 famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese, 240.000 che non possono comprare i vestiti necessari e 460.000 che tengono duro fintantoché non si presentano spese impreviste.

    In questo contesto la situazione case a Bologna è ora sinonimo di rischio di pignoramento. Purtroppo molte famiglie si trovano a saltare una rata del mutuo, e poi un’altra e poi un’altra, finché non si trovano con la casa pignorata e messa all’asta. Fra luglio 2009 e giugno 2010 sono state avviate più di 6.000 pratiche di pignoramento.

    Anche stipendi e pensioni vengono decurtati dalla scure del tribunale per ripianare i debiti contratti.

    I pignoramenti non coinvolgono solo le abitazioni, ma anche gli immobili delle imprese, che si vedono portar via il capannone per rifondere i creditori Secondo un’indagine de Il Sole 24 Ore, a Bologna da gennaio a dicembre 2009, sono fallite tre società (o aziende) ogni due giorni, e una cinquantina al mese. Venendo a oggi, si parla di 890 pignoramenti avviati nel giro di un anno nella città delle Due Torri, che avvengono in una progressione proporzionale all’avanzare della crisi.

    L’ associazione Federconsumatori di Bologna segnala che nel giro di due anni il numero di persone che si rivolgono ai suoi uffici per problemi di indebitamento è raddoppiato.

    La grave situazione naturalmente non tocca solo Bologna o l’Emilia-Romagna, ma è comune a tutto il Paese, è, quindi, urgente identificare queste nuove povertà, capirne le ragioni e trovare delle soluzioni.

  • I furti costano alle famiglie italiane in media 163 euro, secondo quanto è emerso dal Barometro Mondiale dei Furti nel Retail 2010

    § II valore delle perdite in Italia è di 3,205 miliardi di euro, pari all’1,28% delle vendite: questa percentuale è ancora al di sopra della media dell’Europa Occidentale

    § Più di un terzo dei retailer italiani continua a registrare un incremento nei tentativi di furto o nei furti effettivi

    § Giunto alla decima edizione, lo studio evidenzia come la spesa per la prevenzione delle perdite abbia contribuito negli anni alla diminuzione dei tassi di differenze inventariali

    Milano, 19 Ottobre 2010 – Checkpoint Systems, leader globale per il controllo delle differenze inventariali, presenta oggi i dati 2010 della più dettagliata indagine indipendente sul numero e la tipologia di furti commessi all’interno dei punti vendita e della Grande Distribuzione, condotta dal Centre for Retail Research e patrocinata da Checkpoint Systems.

    Lo studio evidenzia che il livello dei furti nel Retail nel 2010 ha raggiunto globalmente una cifra pari a 87,506 miliardi di Euro, il che rappresenta una diminuzione del 5,6% rispetto allo scorso anno. La riduzione delle differenze inventariali – ossia delle perdite causate da furti di clienti e dipendenti ma anche da errori amministrativi – è stata registrata in tutte le aree geografiche oggetto d’indagine ed ha trovato maggior riscontro in Nord America (-6,9% rispetto al 2009).

    In Italia, la percentuale di differenze inventariali è stata pari all’1,28% rispetto al fatturato del Retail, con una diminuzione del 5,9% rispetto allo stesso dato del 2009. Tuttavia le perdite che i responsabili dei punti vendita subiscono sono ancora molto alte, pari a 3,205 miliardi di euro.

    “Nonostante il calo delle differenze inventariali, il costo della criminalità nel retail continua a rappresentare una maggiorazione di 152 euro sul conto della spesa di ogni famiglia media appartenente ai 42 paesi esaminati” ha affermato il professor Joshua Bamfield, direttore del Centre for Retail Research e autore della ricerca. “In Europa, la cifra è pari a 140,65 euro, mentre per l’Italia la ‘tassa invisibile’ che le famiglie italiane sono costrette a sostenere raggiunge una valore di 163 euro all’anno

    Confrontando i dati Europei, è opportuno evidenziare due aspetti. Il primo riguarda un record positivo: dopo Turchia (-9%) e Grecia (- 6,5%), l’Italia risulta essere la nazione che ha maggiormente ridotto il livello di differenze inventariali.

    A questo risultato hanno contribuito anche gli investimenti che i responsabili dei punti vendita hanno realizzato in una serie di interventi finalizzati alla protezione dei prodotti a maggior rischio di furto, e ad una migliore formazione del personale. Secondo l’indagine infatti, le spese in sicurezza sono aumentate in Italia del 10,7%, un valore più alto anche rispetto all’incremento registrato a livello globale e pari a 9,7 punti percentuali.

    Il secondo aspetto da sottolineare è che, nonostante le riduzioni registrate, il nostro Paese riporta ancora una percentuale di differenze inventariali più alta rispetto a quello della media dell’Europa Occidentale che è pari all’ 1,26%. Dall’indagine risulta infatti che oltre un terzo dei retailer italiani (il 35,1% degli intervistati) continua a registrare un incremento dei tentativi di furto o dei furti effettivi.

    Andando ad analizzare quali sono le fonti delle perdite, si scopre che in Italia sono aumentati ulteriormente i furti commessi da parte dei clienti: sono infatti il 52,5% i taccheggi ad opera di bande organizzate o da ladri non professionisti (erano 50,8% nel 2009), un valore anche più alto rispetto al resto della media europea, che si attesta sui 47,8%.

    La percentuale di dipendenti disonesti – che rappresenta la seconda maggiore causa dei furti nel retail – scende dal 30,9% dello scorso anno al 25% del 2010. Tra le altre fonti alla base delle differenze inventariali ci sono le frodi da parte di fornitori/ produttori (7,2 % delle perdite) e gli errori interni (15,3%).

    Per ciò che concerne le linee di prodotti maggiormente rubate livello globale, gli aumenti maggiori sono stati rilevati nel settore abbigliamento per bambini e quello da esterno, nei prodotti per la rasatura, in affettati /insaccati e nel latte in polvere.

    In Italia, la classifica dei 10 prodotti più rubati vede al primo posto abbigliamento di lusso e accessori firmati, seguiti da articoli per la cura e l’igiene del corpo e da prodotti Hi-Tech.

    CLASSIFICA DEI 10 PRODOTTI MAGGIORMENTE RUBATI IN ITALIA

    1

    Abbigliamento di lusso e accessori firmati

    2

    Articoli per la cura e l’igiene del corpo (Creme per viso , Profumi, Lamette)

    3

    Prodotti Hi-Tech (MP3, consolle, giochi)

    4

    Whisky e Alcolici

    5

    Food Fresco (Carne fresca, Cibo di alta gamma, Pesce)

    6

    Prodotti Multimedia (CD, DVD cofanetti)

    7

    Articoli “Fai da te” (Attrezzature elettriche, cavi)

    8

    Cartucce per stampanti/Toner

    9

    Parafarmacia (latte in polvere, farmaci da banco)

    10

    Pile/Batterie Ricaricabili

    Nel 2010 si registra inoltre un aumento a livello europeo nel valore medio dei beni sottratti dai taccheggiatori, che sale a 113,97 € (circa 20€ in più rispetto al 2009).

    Salvador Cañones, Country Manager di Checkpoint Systems per l’Italia, commenta così la situazione del nostro Paese: “In quest’anno i Retailer hanno fatto notevoli progressi con l’introduzione di nuove politiche per combattere le differenze inventariali, ma devono continuare a puntare sull’innovazione e su una strategia di prevenzione a più livelli per contrastare il fenomeno. Ad oggi infatti in Europa più del 28% delle linee di prodotti “Top 50” più rubati nel Retail non gode di protezione specifica. Il nostro settore – continua Cañones – ha quindi bisogno di accelerare l’innovazione per garantire una migliore protezione ai retailer e ai consumatori

    Interessante notare anche l’evoluzione che il fenomeno del furto ha assunto nel corso degli anni: lo studio condotto dal professor Joshua Bamfield è giunto alla decima edizione a livello europeo e ha potuto dunque delineare quello che è stato il trend relativo al periodo di studio 2000-2010.

    L’analisi evidenzia come i tassi medi di differenze inventariali siano diminuiti tra il 2000 e il 2010 in Europa Occidentale, passando da un valore di 1,4% registrato nel 2000, ad una riduzione nella media europea fino all’ 1,27%. In particolare nell’ultimo quinquennio si sono registrati dei valori più bassi rispetto al periodo 2000-2005, anche in anni particolarmente delicati come il 2009, caratterizzati dalla forte recessione economica.

    Come fa notare Bamfield:“Questi dati sono confortanti e ci dimostrano che negli anni c’è stata una maggiore sensibilizzazione da parte del settore Retail alla problematica delle differenze inventariali. I responsabili dei punti vendita hanno compreso che la riduzione dei furti è un elemento essenziale per il successo e la crescita delle propria attività e si stanno sempre più dirigendo verso un costante sviluppo e miglioramento dei programmi di prevenzione delle perdite”

    ***************************************************************************************************************************************

    La ricerca

    Il Barometro Mondiale dei Furti nel Retail (GRTB) è una ricerca annuale condotta dal Centro di Ricerca per il Retail di Nottingham, UK, e sponsorizzata da Checkpoint Systems; avviata nel 2001 in Europa, è stata estesa a livello globale nel 2007.

    Questo studio rappresenta la ricerca più grande e completa al mondo sui furti e la criminalità nel retail e descrive i principali trend relativi alle differenze inventariali e ai furti nel settore retail di 42 paesi e regioni del mondo, inclusi Stati Uniti, Cina, India, Europa, Giappone e Australia. Per la prima volta quest’anno entra a far parte dell’indagine anche la Russia.

    Lo studio è stato effettuato sulla base dei dati forniti in forma anonima da 1.103 dei maggiori retailer mondiali, per un totale di vendite combinate che ammonta a 712,714 milioni di euro e che rappresenta un campione di paesi e mercati verticali del settore retail.

    A proposito del Centre for Retail Research

    La quarta edizione del Barometro Mondiale dei Furti nel Retail (decima edizione per l’Europa) è stata prodotta dal professor Joshua Bamfield, direttore del Centro di Ricerca per il Retail (www.retailresearch.org) con la collaborazione di Checkpoint Systems, Inc. Il CRR è un’organizzazione indipendente che conduce ricerche e fornisce consulenza per il retail, occupandosi dei cambiamenti che avvengono nel settore e concentrandosi sulle frodi e sul crimine. Il centro ha condotto numerosi studi sul costo della criminalità e sull’applicazione di sistemi elettronici e computerizzati per combattere i furti e le frodi nei punti vendita di diverse parti del mondo.

    A proposito di Checkpoint Systems Spa

    Checkpoint Systems è il leader mondiale per la gestione delle differenze inventariali, la visibilità della merce e le soluzioni di etichettatura dei capi d’abbigliamento. Checkpoint collabora con i punti vendita e con i loro fornitori per ridurre le differenze inventariali, migliorare la disponibilità della merce sugli scaffali e sfruttare i dati in tempo reale per raggiungere l’eccellenza operativa.

    Le soluzioni Checkpoint si basano su quarant’anni di esperienza nel settore delle tecnologie RF, su differenti offerte per la gestione delle differenze inventariali, su una vasta gamma di soluzioni per l’etichettatura dei capi d’abbigliamento, sulle applicazioni RFID leader di mercato, sulle soluzioni innovative per la merce ad alto rischio di furto e sulla sua piattaforma di gestione dati Check-Net online. Grazie a queste soluzioni, i clienti Checkpoint possono godere di un aumento nelle vendite e nei profitti grazie all’ottimizzazione della supply-chain, alla stampa di etichette su richiesta e ad un ambiente di vendita aperto in grado di offrire sicurezza migliorando l’esperienza d’acquisto dei consumatori.

    Quotata sul NYSE (NYSE: CKP), Checkpoint opera su tutti i principali mercati e conta 5.600 dipendenti in tutto il mondo. Per ulteriori informazioni, visitare www.checkpointsystems.com

  • Una tavola da brivido per Halloween!

    La festa delle streghe è alle porte: Vetri delle Venezie ti suggerisce come apparecchiare la tua tavola.

    In occasione del 31 ottobre Vetri delle Venezie propone una maniera unica e originale di apparecchiare la tavola, con una selezione di prodotti ideali per l’uso quotidiano e al tempo stesso perfetti per una serata speciale come quella di Halloween.

    Il primo suggerimento è quello di giocare sull’accostamento cromatico di nero e arancione, tradizionalmente tipico della festa delle streghe.

    Vivacizzate quindi la vostra tavola utilizzando dei piatti colorati arancione e dei sottopiatti neri; versate l’acqua dentro bicchieri colorati, anche questi neri, e preferite, per il vino, dei calici scuri.

    Aggiungete un tocco lugubre alla tavola decorandola con portacandele e vasi in vetro nero, all’interno dei quali metterete rigorosamente gigli e crisantemi.
    Non dimenticate di preparare anche delle coppe colorate contenenti dei dolcetti da offrire a mostri e zombie che potrebbero farvi visita.

    Per finire utilizzate come centrotavola una zucca illuminata e poggiate il tutto su una tovaglia nera o arancione.
    Decorate gli accessori con ragnatele finte (per esempio l’impugnatura delle posate o la base dei calici) che potrete facilmente rimuovere una volta conclusa la serata.

    A questo punto la vostra tavola sarà davvero perfetta … e i vostri ospiti resteranno “stregati”!

  • “Presepi a Grado”: venerdì 22 ottobre l’incontro organizzativo.

    Il Comune di Grado prepara gli eventi che animeranno le festività natalizie nell’isola, a partire dalla caratteristica rassegna “Presepi a Grado”, in programma dal 18 dicembre 2010 al 16 gennaio 2011. L’incontro organizzativo per presentare l’edizione 2010/2011 della rassegna e le modalità di partecipazione si terrà venerdì 22 ottobre 2010 alle ore 17.00 presso la Sala Consiglio del Palazzo Municipale in Piazza Biagio Marin, 4.

    È già avviata a Grado l’organizzazione delle iniziative che animeranno le festività natalizie. Immancabile, la rassegna “Presepi a Grado”, elemento caratterizzante dell’offerta turistica invernale dell’Isola del Sole, che ogni anno attira migliaia di turisti e appassionati, la cui edizione 2010/2011 si terrà da sabato 18 dicembre 2010 fino a domenica 16 gennaio 2011.

    Per presentare caratteristiche e novità della rassegna ed illustrare le modalità di partecipazione, il Comune di Grado ha fissato un incontro organizzativo con tutti gli interessati venerdì 22 ottobre 2010 alle ore 17.00 presso la Sala Consiglio del Palazzo Municipale in Piazza Biagio Marin, 4. Chi fosse intenzionato a partecipare è invitato a comunicare la propria presenza all’Ufficio del Turismo del Comune di ai seguenti recapiti: telefono 0431/898239, fax. 0431-898205 o e–mail [email protected].

    Per ogni presepe che si volesse allestire è richiesta la compilazione di un modulo, già disponibile online sul sito www.grado.info e presso l’ufficio URP e Turismo del comune di Grado, cui dovrà essere consegnato a mezzo posta, fax o e-mail entro il 15 novembre 2010. Le schede pervenute oltre tale data o incomplete non saranno prese in considerazione.

    Informazioni per il PUBBLICO Comune di Grado Ufficio Turismo e Relazioni esterne Tel +39_0431_898239-898224 Fax +39_0431_898205 [email protected] [email protected] www.grado.info
    Informazioni per la STAMPA BLU WOM – www.bluwom.com 33100 Udine_Via Marco Volpe, 43 Tel. 0432 886638 Fax. 0432 886644 Responsabile Ufficio Stampa: Laura Elia [email protected]

  • Una casa di prestigio è lusso a 360 gradi

    Se è vero che il lusso è l’abitudine al consumo di prodotti di elevata qualità e costo e se è vero che esso rappresenta uno stile di vita e di comportamento allora anche le abitazioni di coloro che rivestono questo stile devono essere alla stessa altezza. Colui che gira vestito tutto griffato con una Maserati ultimo modello sicuramente non abiterà in un semplice appartamento del centro della città. La sua dimora rientrerà nella categoria case di prestigio e quindi avrà la forma architettonica di un attico o superattico, di una villa o di un casale. Queste case di lusso sono quelle che la gente comune definisce “belle case” o “case dei propri sogni”.

    Lo spazio esterno e ogni elemento d’arredo interno e rappresentano esclusività, raffinatezza e lussuosità : arredi interni d’antiquariato ( spesso europeo o orientale ), case con rifiniture di lusso, tessuti antichi e progettazione e realizzazione di veri e propri parchi o giardini. Oltre alla struttura architettonica ad incidere sul costo e sulla lussuosità di queste case di prestigio è anche la posizione dell’ubicazione e cioè la zona in cui si trova tale immobile.

    Le ville di lusso sono solitamente poste in una zona centrale o collinare in grandi metropoli oppure in zona mare nelle città marittime; più o meno con una metratura quadra che va dai 300 ai 600; costruita su un minimo di due piani; giardino immenso molto floreale e spesso caratterizzato da fontane o statue modello giardini di Versailles; come detto antecedentemente l’arredamento interno è curato nei minimi dettagli e segue uno stile antico d’epoca oppure uno stile moderno all’avanguardia.

    Il lusso è un benessere a trecentosessanta gradi, un benessere che tocca ogni lato di colui che gode di tale “vizio”.


  • IL MONDO DELLA DISLESSIA FESTEGGIA L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE SUI DSA

    A pochi giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Legge 170/2010 sulla dislessia e i disturbi specifici di apprendimento (DSA), approvata a fine settembre dal Senato, il mondo della dislessia già si riunisce per festeggiare ufficialmente la buona notizia.
    A Firenze domenica 24 ottobre dalle ore 14,00 è infatti in programmazione il “DysLEX – Dislessia e creatività…sotto tutela”, iniziativa organizzata da alcuni tra i promotori e sostenitori dell’Appello al Senato che tra agosto e settembre aveva raccolto sul web più di 5000 firme in favore di una rapida risoluzione legislativa. All’evento aderiscono tutte le principali Associazioni nazionali che si occupano di dislessia: dall’AGIAD all’AID, dall’AIRIPA all’OSD sino a L’Acuilone e a vari Gruppi, Blog e Forum che popolano il web sul tema specifico. In abbinamento al Festival della Creatività, che si svolge in centro storico dal 21 al 24 ottobre, nel pomeriggio di domenica presso la sede sportiva in Via Giusti 23 si ritroveranno con musica, letture, commenti, giochi ed animazione non solo bambini/ragazzi dislessici e genitori da tutt’Italia ma anche insegnanti e tecnici che vogliono condividere questo momento di gioia tanto intensa quanto prolungata è stata l’attesa di una legge che è circolata in Parlamento per quasi 10 anni prima di approdare alla recente approvazione. Saranno presenti anche punti informativi e sportelli a cura delle Associazioni ed un’esposizione di libri e software specifici. Vi sarà anche l’opportunità di partecipare a brevi lezioni tenute dall’Anastasis sull’utilizzo degli strumenti informatici compensativi ma il momento centrale sarà certamente quello dedicato alla lettura dei diversi articoli di legge che si concluderà con un caloroso brindisi e con l’augurio che la scuola possa effettivamente porre in atto tutte le strategie atte a consentire ai 350.000 studenti dislessici ed intelligenti un percorso di apprendimento flessibile alle loro specifiche esigenze.
    DysLex vuole essere innanzitutto un momento di incontro e di felice condivisione, dedicato in particolar modo a tutti i bambini e ragazzi dislessici che vedono oggi finalmente tutelato il loro diritto allo studio e con esso il loro modo di imparare e di essere. Di essere anche…speciali e creativi, appunto.
    L’evento ospita al proprio interno la mostra “Come vedono i daltonici”.
    L’ingresso è libero, previa iscrizione su:
    https://spreadsheets.google.com/viewform?formkey=dF9fTlVlemJ5MXp2Y090QjdpM0kwRkE6MQ

    Il programma è scaricabile online su http://www.box.net/shared/r3m82hpufo ed è visibile anche su http://2010.festivaldellacreativita.it/content/dyslex-dislessia-e-creativit%C3%A0sotto-tutela


    Per informazioni è a disposizione la Segreteria Organizzativa:
    Quid – [email protected]
    – 0444/512733

  • Consigli per arredare la sala da pranzo

    Le dimensioni delle case sono molto cambiate rispetto al passato, e se fino a qualche tempo fa molte erano le famiglie che progettavano la propria villetta o casetta con varie stanze, al giorno d’oggi la tendenza è quella di andare ad abitare in appartamenti o addirittura miniappartamenti. Una delle conseguenze è che alcune stanze, che prima facevano parte del “corredo” di molte abitazioni, stanno scomparendo. È il caso, per esempio, della cantina, dello studio, della terza stanza da letto, e soprattutto della sala da pranzo. Eppure la sala da pranzo può essere uno spazio molto importante all’interno di ogni casa, e se arredata con mobili moderni particolari o complementi d’arredo originali può diventare il centro della vostra abitazione.

    La sala da pranzo era uno spazio importante in passato anche perché quello del pranzo era un rito cui nessuna famiglia si sottraeva: attorno al tavolo della sala da pranzo si riunivano la mamma, che magari nel corso della mattinata aveva cucinato il pranzetto, il papà che tornava dal lavoro per la pausa pranzo e i figli di ritorno da scuola. Al giorno d’oggi molte sono le persone che non tornano a casa per la pausa pranzo, preferendo mangiare qualcosa in velocità nei pressi del posto di lavoro o direttamente nella mensa aziendale. Anche per questo motivo la sala da pranzo ha perso la propria importanza all’interno della casa, e di fronte alla necessità che molte famiglie hanno di ridurre gli spazi nei quali abitano, viene sempre più spesso eliminata, o agglomerata al salotto o alla cucina. In case o appartamenti abbastanza spaziosi, però, la sala da pranzo è più che mai utile, e anche se si è persa l’abitudine di pranzare tutti insieme a mezzogiorno, disporre di una sala da pranzo può essere molto utile per organizzare cene o festicciole, o ancora per accogliere gli ospiti. In ogni caso, durante la progettazione arredamento di una sala da pranzo bisogna tenere in considerazione alcuni fattori fondamentali.

    Innanzitutto, la sala da pranzo dovrebbe essere vicina alla cucina o collegata ad essa tramite un passavivande. Altro fattore da tenere presente, se si pensa di progettare una casa con una sala da pranzo, sono le dimensioni della stanza: bisognerebbe avere a disposizione almeno 12-16 mq, per permettere ad almeno sei commensali di muoversi liberamente. Archiviato il fattore spazio, si può pensare all’arredo della stanza vero e proprio: quando si parla di arredamento, tavoli e sedie sono evidentemente gli elementi fondamentali. Per quanto riguarda le sedie, c’è chi preferisce sceglierle dello stesso stile del tavolo, ma non si tratta di una scelta necessaria: l’importante è che siano comode, magari dotate di braccioli o sedute imbottiti, per favorire la funzione anche aggregante, e non solo mangereccia, della sala da pranzo. Per dare un tocco di originalità alla stanza potete indirizzarvi, per esempio, verso sedie colorate, che di questi tempi vanno molto, anche in contrasto con lo stile minimal e tendenzialmente bianco di molte case moderne. Per la scelta del tavolo, a seconda che preferiate mobili antichi o moderni, potete scegliere tra diversi stili e materiali. Tenete presente, in linea di massima, che il tavolo viene posto al centro della stanza, e che un tavolo rotondo è particolarmente adatto per spazi di dimensioni ridotte, come pure i tavoli estensibili, che all’occorrenza si possono accorciare o allungare.

    Per completare la vostra sala da pranzo, potete infine sbizzarrirvi con tovaglie, posate e stoviglie originali o con altri complementi d’arredo, per rendere la stanza il più accogliente possibile.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – analisi concorrenza