Categoria: Attualità e Società

  • Beni di lusso : un vizio per pochi “personaggi” della società

    Il lusso e la ricchezza sono valori ha datano la propria nascita verso la fine dell’Ottocento in corrispondenza con la nascita della belle époque, epoca in cui il lusso e la ricchezza erano considerati il benessere riservato ai pochi privilegiati dell’alta società. Da allora fino ad oggi le cose non sono cambiate poi più di tanto perché essere detentore di beni di lusso è possibili solo per delle minoranze della popolazione, per coloro che detengono un reddito annuo elevato grazie ad un lavoro importante ed imponente a livello economico. Una cosa è cambiata dai tempi della belle èpoque è che mentre un tempo i beni di lusso erano prodotti unici, ideati e realizzati interamente a mano e con tiratura limitata e che solo pochi potevano permettersi, oggi il bene di lusso è prodotto in serie in quanto risponde a domande di milioni di ordini. È questo il fattore base che ha portato alla creazione di una vera e propria industria del lusso, che si differenzia ovviamente della produzione di beni a largo consumo.

    Un bene di lusso, ad esempio gli immobili di lusso, ha caratteristiche che lo rappresentano che sono esclusività, alta qualità e prezzo elevato. Questi tre valori sono racchiusi all’interno di un brand che, per avere la giusta visibilità e rappresentanza, deve comunicare il suo know how nella maniera più adeguata ed avere dei punti vendita qualificati. Oltre agli immobili di lusso altri beni di lusso sono le macchine, orologi, collane, anelli, moto, vestiti, scarpe e così via; tutti oggetti griffati e appartenenti ad un mondo in cui la vita è segnata da un alto tenore economico. Il ventunesimo secolo in collaborazione con l’evoluzione tecnologica ha dato a questo mondo un valore in più e cioè la possibilità di comprare beni di lusso online; la possibilità di arricchire la propria vita direttamente dal proprio computer e comodamente seduti sulla propria poltrona.

    Dall’800 al 2010, il lusso è sempre stato sulla cresta dell’onda dall’alta borghesia alla società d’elite moderna.

  • Mercedes a km 0 Roma con ACM Europa Motori

    Ciò è possibile grazie ad un semplice procedimento di investimento da parte dei concessionari, che le acquistano per poi rivenderle a tali prezzi vantaggiosi.

    ACM Europa Motori, a Roma, con una esperienza ventennale ed una comprovata professionalità nel settore della vendita delle auto a km 0, si è specializzata in questo tipo di offerta, confermandosi come uno dei rivenditori più affidabili della capitale, grazie anche alla completezza del suo parco auto.

    Per gli amanti delle Mercedes, ACM Europa Motori offre numerosi modelli della casa automobilistica tedesca a km 0 e a prezzi assolutamente vantaggiosi.

    Tutte le Mercedes a km 0 offerte dall’azienda di Roma non presentano alcun difetto di fabbricazione e sono praticamente auto nuove vendute a prezzo di un usato.

    ACM Europa Motori garantisce l’affidabilità di un’ automobile nuova, in quanto le Mercedes a km 0 presenti nel parco macchine hanno dai 6 mesi ad un anno e conservano tutte minimo un anno di garanzia della casa.

  • L’acqua del rubinetto al Festival della Creatività di Firenze

    Fra poco sarà forse possibile trovare nelle case a Firenze nuovi e moderni contenitori per l’acqua di rubinetto. Si è chiuso, infatti, da poco il concorso “Message is the bottle” per individuare i progetti più meritevoli per la realizzazione di nuove bottiglie e caraffe destinate a contenere l’acqua municipale. I lavori selezionati saranno esposti al Festival della Creatività che avrà luogo a Firenze dal 21 al 24 ottobre.

    E’ da tempo che vengono lanciate campagne per la sensibilizzazione dei cittadini sul valore, economico e di sicurezza per la salute, dell’acqua del rubinetto e sull’importanza che la sua gestione rimanga pubblica, sulla base del riconoscimento che l’acqua dev’essere una risorsa liberamente disponibile per tutti.

    I motivi per scegliere l’acqua del rubinetto sono fondamentalmente quattro.

    I) La comodità: arriva direttamente nelle case, non è necessario uscire per comprare pesanti confezioni.

    II) Il risparmio: mentre l’acqua di casa costa mediamente 2 euro per 1.000 litri, quella confezionata, costa circa 2,40 euro per 6 bottiglie (9 litri).

    III) Il rispetto per l’ambiente: a differenza dell’acqua di casa, l’acqua imbottigliata percorre migliaia di chilometri (quindi inquinando) e, una volta bevuta, implica lo smaltimento di bottiglie, tappi e imballaggi.

    IV) La qualità: l’acqua del rubinetto deve sottostare a rigidi parametri di sicurezza e viene costantemente controllata.

    E’ possibile conoscere la qualità dell’acqua che esce dai rubinetti di casa informandosi presso il Comune o trovando in Internet quei siti che mettono a disposizione delle tabelle che riportano dati quali la durezza dell’acqua e il contenuto in minerali.

  • Milano, ci vorrebbe l’affitto calmierato

    Il problema delle case a Milano è quello di canoni d’affitto inaccessibili per quel popolo di precari che si allarga sempre di più.

    I precari non riescono ad ottenere mutui dalle banche per acquistare una casa e, d’altra parte, neanche se la sentono di accenderli non avendo prospettive certe. Vengono definiti “bamboccioni”, ma, d’altro canto, non hanno molte alternative non avendo un impiego sul quale contare e devono, quindi, continuare a vivere con i genitori in un’età nella quale un tempo si poteva già costruirsi una famiglia e un nido.

    Anche affittare un appartamento è difficile per i giovani (ma spesso non così tanto giovani) precari: i proprietari non si fidano, chiedono garanzie, che significa coinvolgere i genitori, che magari sono pensionati.

    La soluzione più praticata è quella del subaffitto di una stanza, quindi una coabitazione con chi ha bisogno di un aiuto per pagare l’affitto e rinuncia ad una stanza ed all’intimità di una casa propria per far fronte alle spese.

    Roberto Caputo, vice capogruppo del Pd nel consiglio provinciale di Milano, sostiene: “Per affrontare la grande fame di alloggi a Milano è necessario aumentare la disponibilità di case in affitto a costo calmierato. L’ultima indagine della Caritas di Milano fa emergere una nuova realtà, quella di un ceto medio impoverito che è sempre più in gravi difficoltà economiche. (…) serve quindi un grande progetto sociale in cui si pensi anche all’abbattimento di case fatiscenti e alla costruzione di nuovi alloggi, ma soprattutto di case in affitto a un prezzo sostenibile”.

  • MondoMerlot 2010. Luigi Sforzellini in veste di commissario delle Commissioni di Assaggio dell’8°Concorso Nazionale Merlot d’Italia 2010 ad Aldeno.

    Lo chef internazionale Luigi Sforzellini, invitato dal direttivo dell’organizzazione di Mondo Merlot, ha rivestito il ruolo di commissario delle Commissioni di Assaggio dell’8°Concorso Nazionale Merlot d’Italia. Tale situazione è stata messa in atto nella giornata di venerdì 15 ottobre presso la sede della Sala Eventi della IGF ad Aldeno di Trento. Si è trattato delle selezioni per l’8° Concorso Nazionale Merlot d’Italia, ufficialmente riconosciuto dal Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali di Roma, che precede di una settimana la messa in atto dell’undicesima edizione della Mostra Merlot d’Italia, denominata dallo scorso anno MondoMerlot. La manifestazione più attesa dagli appassionati e operatori del settore che è divenuta nelle varie edizioni un importante e riconosciuto riferimento nel panorama internazionale. L’esclusiva situazione di avere uno tra i migliori executive chef internazionali all’interno delle commissioni di assaggio ha contribuito a rendere prestigioso il già selezionato gruppo di commissari, composto da importanti figure attinenti il mondo enologico e giornalistico internazionale. Luigi Sforzellini, una figura professionale di notevole caratura ed esperienza, recentemente premiato come il migliore executive chef e migliore testimonial di firma prodotto a livello internazionale è un grande appassionato collezionista di pregiate etichette di vino. Per il grande chef trentino la manifestazione di MondoMerlot è sicuramente la più importante rassegna enologica internazionale dedicata all’eccellenza di questo prestigioso vitigno. MondoMerlot. Mostra dei Merlot d’Italia; dal 22 al 24 ottobre 2010 ad Aldeno di Trento.

  • Il lusso: eleganza che non si nota o ostentazione di ricchezza?

    Le località turistiche più gettonate hanno sempre grandi alberghi di lusso: pensiamo per esempio alla Sardegna, che mantiene uno status di lusso per pochi insieme alla sua natura selvaggia, o alla Riviera Romagnola, che si mischia più facilmente, anche per la posizione geografica, alle vacanze di molti. L’immagine di un ristorante pesce riccione, e magari di un buffet a bordo piscina, è senz’altro allettante per molti: è un’immagine che porta sensazioni di riposo, ed entra nei sogni ad occhi aperti di molte persone.

    Trascorrere una vacanza in un hotel di lusso, tra cene di gala, piscine e massaggi, è un lusso che non sempre ci si può permettere ma, in fondo, sono sfizi che prima o poi ci si possono togliere: il piacere di essere serviti e coccolati dal personale dell’albergo, in un ambiente bello ed efficiente.

    Naturalmente alberghi di questo genere sono molto spesso in grado di offrire gli spazi necessari a viaggi di lavoro, con sale meeting con diverse capacità e funzionalità. Ma la cosa più allettante rimane l’offerta benessere: che si tratti di cene aziendali, di un coffee break, di una colazione o di una cenetta a due, un ristorante di lusso dà il meglio della cucina.

    Ma ci sono altri assi nelle maniche degli hotel di lusso: le zone spa e wellness, che offrono saune, piscine, massaggi, fanghi e quant’altro. E poi ancora servizi aggiuntivi su richiesta, come fiori e champagne, tutto può essere facilmente organizzato. Ma soprattutto il comfort delle camere e delle suite: tutte le comodità a portata di mano, in camere di classe e fornite di tutto ciò di cui potete avere bisogno durante il vostro soggiorno.

    Ma cos’è il lusso? È esagerazione, eleganza, bellezza, ricchezza …? Alcuni dizionari ne danno definizioni negative, descrivendolo come un’abbondanza inutile, o tutto ciò che costa molto in proporzione all’utilità, uno sfoggio di ricchezza. In effetti, il lusso per definizione non è mai necessario: non serve al sostentamento, e non è fondamentale per la sopravvivenza.

    Si potrebbe dire che il lusso è l’insieme di quelle cose che non sono necessarie, ma la loro funzione è coccolare il loro proprietario dandogli piacere: piacere alla vista, perché sono belle esteticamente, piacere al palato, perché sono leccornie gastronomiche, piacere ai sensi, perché danno comodità.

    Da qui si potrebbe arrivare alla conclusione che il lusso è qualcosa di personale, perché ognuno di noi trova piacere in cose differenti; bisogna però aggiungere che il lusso è tipicamente legato alla ricchezza: “concedersi un lusso” significa comprare qualcosa che, normalmente, non ci si può permettere. “Vivere nel lusso”, invece, significa vivere normalmente concedendosi cose che, nella media, sono “in più” rispetto a ciò che si definisce necessario per vivere.

    Bisogna ricordare però che il lusso è sì legato alla ricchezza, ma dovrebbe essere altrettanto legato all’eleganza. E l’eleganza, al contrario dello sfoggio volgare e dell’ostentazione, non si fa notare e non si vanta.

    A cura di Lia Contesso

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  • Consigli per arredare la propria cucina

    La prima cosa cui bisogna pensare, quando si comincia a progettare una cucina, è la tipologia che si vuole scegliere. Le cucine si dividono infatti in diverse categorie: cucine in muratura, cucine componibili, cucine con mobili su misura e cucine freestandig. I prezzi cucine componibili e di qualsiasi altro tipo di cucina possono variare anche di molto, quindi indipendentemente dal budget che avete a disposizione potete scegliere il tipo di cucina che preferite.

    Una volta scelta la tipologia di cucina cui ci si vuole indirizzare, bisogna pensare a come disporre i mobili all’interno della stanza. Per fare ciò, bisogna ovviamente prendere in considerazione degli elementi fondamentali, ossia lo spazio che si ha a disposizione, la posizione dei serramenti e quella delle prese, degli attacchi alla corrente e degli scarichi. Da queste variabili a volte può dipendere anche la scelta della tipologia della cucina stessa: se lo spazio che abbiamo a diposizione è difficile da arredare, infatti, potremmo trovarci di fronte alla scelta obbligata di optare per delle cucine con mobili su misura, o magari per delle cucine in muratura moderne o classiche. Una volta analizzato lo spazio a disposizione e la posizione di prese e scarichi, possiamo scegliere la composizione dei mobili della cucina. A seconda di come vengono disposti i mobili e gli elettrodomestici, infatti, si può parlare di cucine lineari (con mobili lungo una sola parete), cucine a due linee (con mobili lungo due pareti parallele), cucine ad angolo (con mobili lungo due pareti contigue), a tre linee (con mobili lungo tre pareti contigue) e con isole e penisole.

    Esistono anche delle cucine cosiddette “speciali”, pensate per rispondere a delle particolari esigenze. Esigenze di spazio, per esempio: nelle nostre città abbondano ormai miniappartamenti e monolocali, nei quali lo spazio a disposizione è a dir poco limitato, e una cucina “normale” potrebbe non essere adatta a degli spazi così ridotti. Ecco che alcuni produttori di cucine hanno pensato di mettere in commercio delle mini-cucine, ossia dei miniblocchi nei quali si trovano tutti gli elementi indispensabili di una cucina, magari in scala ridotta rispetto alle cucine tradizionali: dal lavandino al forno, dal piano cottura alla dispensa, dal frigo alla minilavastoviglie, le minicucine contengono tutto il necessario. Un altro tipo di cucine speciali è costituito dalle cucine a scomparsa, la scelta ideale per gli spazi multifunzione, come i monolocali o gli open space, nei quali a volte c’è l’esigenza di nascondere gli elettrodomestici o altri elementi della cucina. Quando si realizza una cucina, oltre ad esigenze di spazio, ci possono essere anche delle esigenze estetiche. Per questo motivo esistono le cucine multimediali, che con i loro inserti tecnologici trasformano la cucina in qualcosa di più, un uno spazio per il relax o per accogliere gli ospiti.

    La scelta della cucina, infine, non può prescindere dalle preferenze che ognuno di noi ha in fatto di stile. Se abbiamo una casa in campagna che vogliamo arredare in modo che sia in armonia con l’ambiente circostante, per esempio, possiamo optare per delle cucine rustiche o country, mentre se per la nostra casa preferiamo un altro tipo di arredamento, delle cucine moderne, contemporanee o hi-tech possono fare al caso nostro. Per non sbagliare, e per dare alla nostra casa uno stile neutro, ma sempre apprezzabile, possiamo infine puntare su delle cucine dallo stile classico.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – advertising producer

  • Una casa per Franco

    La presenza in Italia di un considerevole numero di senzatetto, non solo “balordi” ma anche normalissime persone per bene ma sfortunate, ci viene di tanto in tanto ricordata dai servizi di qualche buon programma televisivo d’inchiesta o da qualche articolo di giornale, come quello de “Il Messaggero” del 10 ottobre che racconta di Franco Silvestri , 67 anni, pensionato a 400 euro al mese, che da 16 anni (sedici!) dorme cullato dal Tevere che gli scorre a pochi metri. Il problema non è il cibo, egli asserisce, ma le condizioni igieniche e climatiche che hanno gravemente minato il suo stato di salute.

    Il signor Silvestri si trova a condividere il suo giaciglio con frotte di topi, che rosicchiano le sue coperte,intrise di umidità. E questa maledetta umidità, dopo tutti questi anni, gli si è aggrappata alle ossa che ora gli dolgono al punto che non può più dare una mano a fare traslochi, attività che gli fruttava qualcosa. Ora riesce ad avere qualche soldo e un po’ di cibo da un bar dove la mattina presto si reca per fare qualche lavoretto all’apertura.

    «Riesco sempre a racimolare un po’ di roba da mangiare – dice – Ma qui non ce la faccio più a stare. Non posso più fare questa vita in una baracca, l’inverno che sta arrivando è davvero brutto, chiedo un aiuto al municipio, il XVII. Qualcuno faccia qualcosa».

    Fra tutte le case a Roma ci sarà un posto per Franco Silvestri?

    Fabrizio Santori, membro della commissione Politiche Sociali di Roma, s’indigna che un cittadino romano in evidente e protratto stato di necessità non trovi aiuto mentre “Risulta essere assegnatario di un alloggio da parte del Comune chi ufficialmente è senza casa ma è titolare di negozi, ristoranti, proprietari anche di otto auto o residente in altri comuni”.

  • La Federazione Regionale degli Ingegneri incontra FVG Strade: eccesso di ribassi, servono linee guida sui bandi delle opere pubbliche

    Presso la sede udinese di FVG Strade si è tenuto un incontro tra la Federazione Regionale degli Ingegneri, rappresentata dal Presidente Ing. Natalucci e dal vice Presidente Ing. Guaran e l’onorevole Santuz, Presidente di FVG Strade, accompagnato dal Direttore generale, Dott. Turello. Oggetto dell’incontro: lo stato dell’arte nella gestione degli affidamenti di incarichi, per il quale gli ingegneri chiedono la costituzione di linee guida ufficiali sui bandi delle opere pubbliche in Regione.


    L’incontro voluto dalla Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Regione Friuli Venezia Giulia con il Presidente FVG Strade, on. Giorgio Santuz, è servito per far luce sulla situazione attuale della gestione degli affidamenti di incarichi professionali nel settore stradale della Regione.

    Ultimamente la pratica comunemente utilizzata da FVG Strade del “massimo ribasso” di fatto sta forzando i progettisti, obbligati a proporre prestazioni economicamente non sostenibili, con una qualità dei progetti che potrebbe creare successivamente imprecisioni o guasti dal punto di vista realizzativo. L’obiettivo comune dovrebbe invece essere quello di calmierare e regolare questi comportamenti in maniera tale da poter gestire delle commesse che possano essere qualitativamente adeguate alle necessità dell’Opera ed economicamente in equilibrio per il professionista.


    E’ curiosa la situazione attuale – ha dichiarato l’Ing. Natalucci, Presidente Federazione Regionale Ingegneriperché da una parte i professionisti in qualità di Direttori dei Lavori sono preoccupati quando le Imprese fanno ribassi eccessivi, ma adesso anche le Imprese cominciano a preoccuparsi quando il progettista ha fatto ribassi astronomici, perché dubitano della qualità del progetto che dovranno eseguire.”

    Durante l’incontro sono state quindi ufficialmente formulate delle proposte dirette al Presidente di FVG Strade, per evitare queste spiacevoli situazioni. Ovvero è stato richiesto di non utilizzare il criterio del massimo ribasso bensì quello delle offerta economicamente più vantaggiosa con l’inserimento di criteri di valutazioni qualitativi, o in alternativa il criterio della media con lo scarto delle anomalie, ovvero delle offerte più alte e più basse. Infine, per dare la possibilità ai progettisti di presentare un’offerta più precisa e capire a fondo l’opera da realizzare, è stato richiesto che i bandi vengano redatti in modo più descrittivo ed approfondito possibile e che inoltre, venga anche allegata la parcella su cui l’amministrazione ha stimato la base d’asta.

    L’ultimo appalto per le rotonde della strada Napoleonica, con l’aggiudicazione del progetto con il 71% di ribasso – ha precisato l’Ing. Guaranè un esempio di quali siano le difficoltà che stiamo affrontando in questo settore. Una tale proposta non permette assolutamente una progettazione che sia in equilibrio economico, a meno che il livello qualitativo della stessa non sia particolarmente carente, con evidente disservizio sia per i realizzatori dell’opera sia per l’Amministrazione Pubblica.”

    Dalla discussione dell’incontro è emerso infine un suggerimento per la Regione a produrre un documento che contenga le linee guida sugli affidamenti di incarico professionali a cui si uniformino le Amministrazioni locali.


    Il Presidente Santuz ha ascoltato con estremo interesse i professionisti e preso buona nota di quanto sottolineato dai rappresentanti della Federazione degli Ordini degli Ingegneri e si è dichiarato disponibile a supportare tutte le azioni che possano migliorare la qualità delle opere gestite dalla società da lui presieduta. Santuz ha dimostrato la massima apertura a recepire tutte le segnalazioni provenienti dagli Ordini ed ha invitato i suoi rappresentanti a mantenere un rapporto continuo con la società e la sua persona per tutte le esigenze e le segnalazioni necessarie.

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  • Le caratteristiche dei linguaggi specialistici

    I linguaggi specialistici, ossia quei linguaggi utilizzati in determinati ambiti, possono spesso lasciare basiti coloro che non fanno parte di quel dato settore, e che si trovano ad ascoltare discorsi pressoché incomprensibili. Prendiamo ad esempio il linguaggio economico, che con termini quali risk assessments, real otpion valuation e così via può sembrare oscuro anche ad un madrelingua inglese che non mastica economia proprio tutti i giorni.

    I linguaggi specialistici hanno delle particolari caratteristiche, da ricercare per lo più a livello di lessico, ma non solo, e che li distinguono dal modo di parlare quotidiano che tutti conosciamo. Come detto, le differenze maggiori tra linguaggi specialistici e lingua comune riguardano la sfera lessicale: come spiegato da Gotti, i linguaggi specialistici sono caratterizzati da un lessico specifico che non coincide con quello utilizzato per discorsi di carattere generale. Ciò si deve alla specificità dei contenuti e delle conoscenze condivise da chi fa parte di un determinato settore, e anche se ai non addetti ai lavori i linguaggi specialistici possono sembrare ostici e oscuri, in realtà la loro funzione è di tutt’altra natura: i linguaggi specialistici nascono dall’esigenza di comunicare in maniera più precisa e puntuale, cercando di essere il più possibile trasparenti e chiari. Naturalmente tale chiarezza e trasparenza viene percepita solo da chi si occupa di una determinata materia, e non c’è quindi da stupirsi quando, in ambito economico, per citare uno dei campi in cui il linguaggio è più tecnico e specialistico, si parla di straddle options pricing o asian options pricing chi non è avvezzo al linguaggio economico può capire ben poco di ciò di cui si sta parlando, mentre gli addetti ai lavori comprendono subito ciò cui si riferisce, dato che un’altra caratteristica dei linguaggi specialistici, oltre alla trasparenza e alla precisione, è la monoreferenzialità, caratteristica per la quale in un determinato contesto c’è un unico significato attribuibile ad un dato termine. Caratteristica questa che differenzia in modo evidente i linguaggi specialistici dal linguaggio comune, nel quale una parola può avere più significati e connotazioni diverse a seconda del contesto e dell’uso che se ne fa.

    Abbiamo parlato delle caratteristiche a livello lessicale dei linguaggi specialistici, ma il lessico non è l’unica sfera in cui ricercare le peculiarità di questi tipi di linguaggi. Ci sono delle differenze tra linguaggio quotidiano e linguaggi specialistici anche a livello sintattico, per esempio: nei linguaggi specialistici c’è una maggiore tendenza alla sinteticità, che si traduce sul piano sintattico nell’omissione di elementi frasali, in un maggiore utilizzo di forme verbali non finite, in un maggiore ricorso alla nominalizzazione, nelll’uso del passivo e della premodificazione nella lingua inglese e così via. Tutte queste particolarità dei linguaggi specialistici contribuiscono a creare delle altre caratteristiche di questi tipo di linguaggio: il frequente uso del passivo, per esempio, rende il tono del discorso neutro, non personale, e la non emotività è appunto una delle caratteristiche principali dei linguaggi specialistici.

    Gli ambiti in cui si utilizzano dei linguaggi specialistici sono davvero molti, da quello economico-finanziario, che comprende anche molti termini prestati dall’inglese come basket options pricing o binary options pricing, a quello medico, da quello sportivo a quello informatico… d’altro canto il linguaggio è ciò che siamo, ciò che ci identifica in quanto esseri umani e che ci distingue dalle altre specie, ed è nomale che esistano tanti linguaggi quanti sono gli ambiti del sapere umano.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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