Categoria: Attualità e Società

  • Se avete soldi da parte, è il caso di comprare casa

    Corriereconomia lunedì ha avvertito i suoi lettori: quello che stiamo vivendo è, probabilmente, il periodo migliore se si ha intenzione di fare un investimento immobiliare. O, meglio, di cambiar casa. Ma sempre se avete un buon reddito e adeguate garanzie su cui contare.

    Su cosa si basa questa affermazione? È presto detto: i tassi dei mutui sono diminuiti come i prezzi delle case nell’ultima decina di anni, a differenza degli stipendi, sia del pubblico che del privato, che risultano cresciuti. Una buona contingenza testimoniata anche dall’aumento delle erogazioni di mutui, cresciute attorno al 10% quest’anno secondo una stima diffusa dall’Abi. Ma attenzione: nel rapporto tra stipendi, mutui e prezzi le case di Roma, tra le principali città, costituiscono l’eccezione che conferma la regola. Quindi, se abitate nella capitale, la situazione è meno favorevole che altrove.

    In realtà, l’inchiesta evidenzia che, da solo, l’incremento degli stipendi non riuscirebbe a compensare quello dei prezzi delle case, che si attesta attorno al 65% nell’ultimo decennio, con un picco vertiginoso del 120% a Roma, appunto. Ma se si decide di vender casa per acquistarne un’altra, il ragionamento cambia perché le condizioni dei mutui, a tasso fisso e a tasso variabile, sono nettamente migliorate. Rispetto ai livelli del 2007, le città nelle quali le condizioni sono più favorevoli sono Palermo e Genova. Anche Milano e Roma riportano dei vantaggi, ma se il paragone viene fatto con le condizioni del 2000 la capitale, visto l’aumento vertiginoso dei prezzi delle case, vede il segno negativo.

  • Brevi sostiene i diritti dell’infanzia e aderisce alla campagna internazionale “io proteggo i bambini”

    Brevi, azienda leader nel settore degli articoli prima infanzia, è dalla parte dei bambini e in occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione della violenza che si svolgerà il 19 Novembre, aderisce alla campagna internazionale “Io proteggo i bambini”, promossa in Italia da Terre des Homme, una tra le più attive organizzazioni non governative impegnate nella difesa dei diritti dell’infanzia.

    Dall’8 al 19 novembre, il sito www.brevi.eu si tinge di giallo. Questo è il segno simbolico con cui Brevi ha deciso di dire SI alla prevenzione contro gli abusi sui bambini.

    Il sostegno alla campagna promossa da Terre des Hommes, non si limita solamente ad un gesto simbolico, seppur molto significativo. Brevi ha deciso di contribuire anche attraverso la comunicazione della campagna e la diffusione dell’SMS solidale ai propri stakeholders.

    Nello specifico realizzerà una Newsletter che veicolerà ai propri rivenditori, alla propria rete di vendita, ai fornitori e ai propri collaboratori, attraverso l’intranet aziendale. Inoltre, invierà una newsletter a tutte le mamme, chiedendo anche il loro contributo a sostegno dell’iniziativa.

    La Giornata Mondiale per la prevenzione degli Abusi sui Minori, è promossa dal 2001 dalla Fondazione Summit delle Donne di Ginevra, che unisce ben 800 organizzazioni non governative di 128 Stati.

    Brunella Ferrero, Direttore Marketing Brevi ha commentato “Quando Terre des Homme ha chiesto il nostro sostegno alla campagna, abbiamo aderito immediatamente coinvolgendo tutti i nostri partners e collabotatori. Oltre ad essere una scelta di valore, per Brevi è stata anche un’occasione per coinvolgere tutti i dipendenti in un’iniziativa davvero importante come la lotta contro gli abusi sull’infanzia”.

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  • Capelli che passione…e che pazienza!

    Per le donne dai capelli lisci conquistare un po’ di movimento a volte diventa un’ardua impresa mentre per le donne che madre natura ha dotato di ricci naturali acquisire ordine e gestire la chioma a volte diventa una cosa quasi impossibile. Nonostante il capello riccio abbia bisogno di più “manutenzione” è innegabile che le onde abbiano sempre il loro fascino cosa per cui, con poche ma continuative attenzioni sarà possibile ottenere degli ottimi risultati anche nei capelli apparentemente più difficili da gestire.

    Innanzitutto bisogna considerare che i capelli ricci hanno la tendenza a diventare secchi e sfibrati più facilmente di quelli lisci o mossi, indi per cui l’idratazione attraverso balsami e maschere deve essere se non quotidiana, almeno bisettimanale. In poche settimane, con prodotti di qualità che si possono acquistare anche presso saloni di parrucchieri monza e in qualsiasi altra città, anche il più secco dei capelli riacquisterà lucentezza e robustezza permettendoci così di poter giocare con i capelli sperimentando nuovi stili e nuovi look.

    Importantissimo è anche il taglio che decidiamo di fare: sia esso lungo o corto, in base ai nostri gusti e ai preziosi consigli sui tagli donna del nostro parrucchiere di fiducia, l’importante è l’attenzione e la cura. Non bastano alcune sforbiciate nemmeno alle chiome lunghe: i ciuffi devono essere ben definititi e avere una conformazione regolare, quindi sono totalmente aboliti i tagli casalinghi al grido di “tanto sono ricci e non si vede” perché in realtà si vede eccome!

    Sicuramente per quanto riguarda i ricci particolarmente voluminosi i consigli di tutti i migliori hair stylist tendono verso un taglio lungo, che diminuisce l’eccessiva voluminosità grazie alla pesantezza, e scalato che da un movimento bello da vedere e ordinato all’intera chioma.

    Non bisogna però incorrere nell’errore che capello riccio sia equivalente a capello lungo: belli e innovativi sono infatti i tagli corti che donano un’aria sbarazzina e giovanile a chiunque purché gestiti adeguatamente e curati in ogni dettaglio.

    Molto di moda è poi tornato nell’ultimo periodo l’intramontabile caschetto, mosso e scalato a dovere basterà un po’ di spuma per capelli per personalizzarlo e adattarlo a qualsiasi occasione. Piccola accortezza però: il caschetto penalizza notevolmente nasi importanti o menti pronunciati, quindi meglio fare attenzione e ascoltare il nostro parrucchiere di fiducia anche in questo caso. Sarà poi nostra cura e piacere giocare con forcine, spuma e gel e creare acconciature adatte ad ogni occasione e stile.

    Anche nel caso degli uomini le opportunità sono numerose sia per valorizzare la struttura dei capelli, sia per rendere ordinata una chioma folta e riccia come risultati che si possono facilmente ottenere in un salone parrucchieri. I capelli ricci corti potranno essere domati con un taglio leggermente scalato che non penalizzi la chioma mentre per i capelli un po’ più lunghi potremo giocare su ciuffi e boccoli che si formano naturalmente. Per chi volesse osare un po’ di più inoltre sta tornando di moda il taglio dandy ribelle che prevede folte chiome indomate, dall’aria spettinata e incurata.Non lasciamoci però trarre in inganno i capelli devono essere curati e idratati abitualmente anche per questo particolare look!

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Scrittura testi

  • Fate un regalo all’ambiente con un’automobile elettrica

    Se provate a cercare nel vostro motore di ricerca preferito termini come “auto usate a Bergamo” oppure “auto usate a Modena” potete verificare quanto siano aumentate le offerte di macchine di seconda mano; questo ci fa pensare che molti italiani vogliano vendere la propria auto e acquistarne una altrettanto usata per risparmiare, oppure che non possano permettersi un mezzo nuovo. Ma in realtà non si tratta di una soluzione conveniente dal punto di vista ambientale. Infatti nella classifica delle 30 città più inquinate in Europa appaiono 17 comuni italiani (tra i quali proprio Bergamo e Modena, ma anche Milano, Torino, Brescia e Padova).

    Da un recente sondaggio risulta che in Italia ancora non siamo “educati” ad utilizzare le auto elettriche; a differenza degli altri paesi europei, gli italiani non appaiono molto sensibili all’ambiente quando si tratta di automobili, preferendo la cara macchina a benzina o diesel, mentre a fatica si sta affacciando sul mercato l’alimentazione ibrida. Senza contare che non si conosce a sufficienza il funzionamento di un’auto elettrica e solo alcuni hanno affermato di volerla acquistare, preferendo altre tipologie di alimentazione piuttosto che veicoli con le batterie ricaricabili. Ovviamente in queste scelte entrano anche in gioco alcune decisioni di tipo politico: lo Stato dovrebbe puntare soprattutto sulle campagne d’informazione per formare un atteggiamento socialmente responsabile nei cittadini che riguardi la scelta dell’auto e, in generale, che promuova la lotta all’inquinamento.

    Inoltre nel nostro territorio non sono molto diffuse le colonnine per ricaricare le batterie e nel sondaggio questo appare un altro motivo di rinuncia all’acquisto di un’auto elettrica. Tra tutte le cause di sfiducia nell’alimentazione di questo tipo, probabilmente la più importante è costituita dal prezzo troppo alto; queste auto costano troppo, anche perché non sono ancora prodotte in massa.

    Insomma, i numerosi lati positivi di questi veicoli ancora non riescono a convincere del tutto i cittadini italiani.

  • Napoli e Palermo bocciate da Legambiente

    Quali sono le cause dell’inquinamento in Italia? Legambiente ogni anno effettua un’analisi e una classifica che vede ai primi posti le peggiori città dal punto di vista della tutela ambientale; per il 2010 il triste primato va a Napoli e Palermo.

    Una delle cause dell’inquinamento riguarda ovviamente lo smog delle auto che sono in continuo aumento nelle nostre città; infatti il fattore crisi e gli alti costi favoriscono le ricerche di “auto usate a Napoli” e “auto usate a Palermo” rispetto alle auto elettriche, a gas, o a metano che ancora faticano a diffondersi in tutto il territorio.

    Infatti il mercato delle auto di seconda mano è in crescita, anche a causa della riduzione degli incentivi per gli impianti a gas e alle difficoltà economiche in cui si trovano le famiglie italiane che preferisono cambiare la propria auto per un usato o a Km zero. Inoltre un’altra causa dell’inquinamento riguarda lo scarso utilizzo di zone a traffico limitato o le poche isole pedonali, oppure il basso incremento dei mezzi pubblici, la raccolta differenziata che ancora fatica a prendere piede e la scarsa depurazione delle acque. L’Italia risulta ancora divisa tra alcune città del nord ai primi posti per l’impegno nella tutela ambientale e il sud in fondo alla classifica con Napoli e Palermo tra le ultime. In questo rapporto di Legambiente l’unico dato confortante riguarda la diffusione delle energie rinnovabili, ad esempio i pannelli solari, le pale eoliche oppure le biomasse. La raccolta differenziata, invece, si sta diffondendo solo nelle piccole città dove si assiste ad un migliore smaltimento dei rifiuti; infatti nella classifica di Legambiente sono risaliti proprio alcuni piccoli centri: Oristano, Avellino, Sondrio, Isernia e Pordenone, mentre Roma e Milano ancora risultano indietro nell’impegno contro l’inquinamento.

  • Il mercato degli immobili di lusso e la NON crisi economica

    Sembra che la crisi del settore immobiliare non abbia ancora toccato il fondo in Europa, almeno Stando alle più recenti ricerche sui prezzi delle proprietà immobiliari ad uso residenziale è ufficiale ed ufficializzabile il fatto che la crisi del settore immobiliare, soprattutto quello degli immobili lusso, non abbai ancora toccato il fondo né in Italia né in Europa. Le ultimissime ricerche sui prezzi di proprietà immobiliari, prettamente ad uso abitativo, in diverse aree dell’ Europea, evidenzia un pensiero che accomuna molti proprietari di case e cioè il fatto che nell’anno venturo il valore commerciale delle case subirà un nuovo calo. Se questo fosse vero allora sarebbero smentite tutte quelle notizie, quei comunicati stampa che sbandieravano ai quattro venti una lieve e minima ripresa. In questa crisi economica del mercato immobiliare c’è però che si è salvato, chi ha rischiato molto meno di affogare e cioè il mercato degli immobili di lusso. Da una serie di ricerche effettuate da un nuovo sito nato ai primi di settembre e che in poco più di un mese conta già centinaia di proposte relative agli immobili di lusso in Italia e all’estero, son Umbria e Toscana le due regioni italiane ad offrire il maggior numero di proposte ed offerte per immobili, categoria lusso. A loro seguito troviamo Liguria, Lombardia, Marche, Emilia Romagna e Veneto che anche esse offrono ville di lusso, casali di prestigio e appartamenti di lusso. Gli immobili sono tra i beni di lusso che più rappresentano la persona eccentrica che voglia sfoggiare, mette in bella evidenza la propria ricchezza. Come in internet è possibile riscontrare milioni di offerte di acquisto casa, adesso il web offre la possibilità di effettuare shopping beni di lusso online. Adesso esistono piattaforme interattive dedicate alla compra vendita di beni della categoria lusso che vanno ad affiancare le più veterane e famose piattaforme di compra/vendita di ogni genere di oggetto… che magari col mondo del lusso, delle paillettes, degli Swarovski e dell’oro non hanno molto da spartire!


  • Aumentano i tempi per la vendita delle case

    Gli italiani hanno una fortissima propensione al risparmio. D’altra parte, è grazie a questa virtù da formichine se l’Italia non ha subito lo stesso trattamento che la finanza ha riservato alle famiglie statunitensi. Eppure anche nel nostro Paese non sono tutte rose e fiori, soprattutto per quanto riguarda il principale bene nel quale gli italiani (il 54%, secondo gli ultimi dati) preferiscono investire: il mattone. Ed è qui che si annidano i principali problemi.

    La leggera contrazione dei prezzi che è stata registrata dalle analisi del settore è infatti alla base di una sorta di corto circuito: da una parte chi vende immobili non vuole ritoccare i prezzi al ribasso e dall’altra, chi acquista, procrastina l’investimento nella fiducia di un abbassamento ulteriore dei prezzi del mattone. Un processo che gli economisti conoscono abbastanza bene, ma che si traduce, di fatto, in un eventuale rischio immobilismo e, concretamente, nell’allungamento dei tempi di compravendita degli immobili. Con un aumento delle tempistiche medie di vendita rispetto agli ultimi tre mesi.

    Si tratta di dati che differiscono sensibilmente a seconda delle aree prese in considerazione: se le grandi città si attestano attorno ai 171 giorni (grazie a un maggiore dinamismo del mercato), le altre province accusano il colpo: per vendere le case Bologna, provincia compresa, richiede ad esempio 226 giorni, Bari 221, addirittura Verona 243 giorni. Nonostante le evidenti difficoltà, comunque, le vendite sono in ripresa: +4,2% è il dato delle compravendite del primo trimestre 2010 su base annua.

  • Autodifesa femminile e tecniche antistupro nei corsi della IKMO

    La cronaca ci mette sempre più spesso di fronte alla terribile piaga delle aggressioni a sfondo sessuale e proprio per questo la International Krav Maga Organization mette a disposizione la sua grande esperienza organizzando corsi di difesa personale femminile a Genova incentrati sulle tecniche antistupro.

    Il Krav Maga (metodo di difesa personale israeliano di derivazione militare) può risultare una preziosissima arma di autodifesa per le donne vittime di aggressione proprio per l’efficacia e l’intuitività di questo stile di combattimento. In particolare per quello che riguarda la difesa personale femminile la IKMO propone una serie di consigli finalizzati alla gestione immediata della situazione di pericolo: sull’uso della voce (per scoraggiare l’aggressore, chiedere aiuto, intimidire), sul controllo della paura oltre ovviamente su come reagire ad un tentativo di violenza sessuale e sulla conduzione del vero e proprio contrattacco.

    Il Maestro Marco Morabito organizza corsi di difesa personale a Genova basati su ginnastica a corpo libero rivolta ad ottenere il massimo dal proprio fisico e vivere in maniera più sicura e tranquilla. Per avvicinare tutti al mondo del Krav Maga viene offerta la possibilità di una prima lezione gratuita e una promozione straordinaria per le donne che si iscriveranno prima del 31 dicembre 2010: un mese di corso gratis per un primo approccio alle tecniche di autodifesa femminile antistupro. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito della federazione www.ikmo.it.

  • Il futuro del volontariato: il caso del Lazio

    “Il futuro del volontariato: il caso del Lazio”. È questo il titolo della ricerca promossa dai Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio Cesv e Spes e dal Comitato di Gestione dei Fondi Speciali per il Volontariato del Lazio.

    La ricerca, curata dal Censis, sarà presentata martedì 9 novembre 2010 alle 11.00 presso la Sala Convegni della Banca Monte dei Paschi di Siena, in via Marco Minghetti 30/A, a Roma.

    Saranno presenti il Presidente del Co.Ge. Lazio, Cristina De Luca, il Presidente del CESV, Francesca Danese, il Presidente dello SPES, Renzo Razzano.

    Interverranno il Presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, il Presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Gabriello Mancini, il Direttore Generale del Censis, Giuseppe Roma.

    A partire da una panoramica nazionale, lo studio focalizza l’attenzione sulla dimensione regionale, con l’obiettivo di fornire un quadro completo del mondo del volontariato che opera nei territori del Lazio.

    In particolare, i punti oggetto di studio riguardano le caratteristiche del volontariato, l’impatto ed il ruolo del volontariato nella comunità, le prospettive e le potenzialità future.

    Che idea hanno i cittadini del volontariato? Cosa si aspettano? Le attese, le percezioni cambiano in un momento di crisi economica e sociale come l’attuale? Sono queste alcune delle domande a cui intende dare risposta la ricerca, condotta su un campione di 500 cittadini residenti nel Lazio e su un campione di 800 cittadini residenti nelle altre regioni del Paese.

    Secondo alcuni dei dati strutturali che emergono dalla ricerca, la quota di cittadini del Lazio che dichiara di svolgere attività di volontariato è di 4 punti percentuali inferiore al dato medio nazionale (il 22,1% rispetto al 26,2%). È più alta la quota di volontari che dichiara di svolgere la propria azione in organizzazioni rispetto alle altre regioni, ma è meno intensa la presenza di volontari che si attivano in modo informale, fuori dalle aggregazioni organizzate, con una tendenza a vivere il proprio impegno in modo discontinuo, flessibile.

    I giovani fanno volontariato, più nettamente che altrove, in realtà organizzate, senza che questo, tuttavia, diventi un impegno regolare.

    La ricerca offre, poi, un approfondimento sulle motivazioni soggettive dei volontari e, d’altro canto, di coloro che al volontariato non si dedicano, oltre alla percezione che del volontariato hanno i cittadini. In questo senso il volontariato è percepito come molto presente in alcuni ambiti di vita, dall’assistenza sociale alla sanità, alla protezione civile, anche se esiste un 31% di cittadini intervistati nel Lazio che non è in grado di individuare il ruolo del volontariato nella realtà in cui vive (la percentuale nel campione nazionale è del 34.4%).

    Il punto di vista della ricerca, quindi, è quello del cittadino nel suo rapporto con il volontariato, risorsa che gioca un ruolo essenziale nelle comunità e la cui azione contribuisce ad innalzare la qualità della vita sociale.

  • Poveri, ma belli

    Nonostante la crisi nera abbia fatto tirare la cinghia a chiunque, gli italiani continuano a non farsi problemi nell’aprire il portafogli quando si tratta di spese per la bellezza. Una tendenza all’acquisto che resta costante per gli italiani e non subisce significativi scossoni; eppure sono tanti i settori commerciali che negli ultimi tempi hanno subito una sonora battuta d’arresto, come, tra tutte, la contrazione nelle vendite subita dal settore automobilistico.

    Ma le spese per la bellezza non accennano a diminuire. Insomma, si rinuncia ad investire in acquisti importanti, agli spettacoli, alle vacanze, ma alla cura del proprio aspetto non si può dire di no. Sono infatti sette su dieci gli italiani che non rinunciano ai prodotti di bellezza come trucchi, creme, profumi. Un buon 75% di popolazione che quindi è pronta a rinunciare a quasi tutto, purché non riguardi la cura di sé e del proprio aspetto estetico.

    Il 62% degli intervistati ha dichiarato di non aver modificato le proprie abitudini di acquisto proprio in ragione dell’importanza che riveste l’esteriorità nella vita di ognuno. Si può essere d’accordo o dissentire con questo orientamento; sta di fatto che il mercato della cosmetica e delle bellezza è aumentato dello 0,3% nell’ultimo anno, mentre il suo fatturato complessivo continua a crescere. E a questo bisogna aggiungere una gallina dalle uova d’oro, difficilmente quantificabile in termini monetari, quale la realizzazione di video fai da te, che proprio sull’estetica, e quindi principalmente sul video make up, basano la propria fetta principale di utenti.