Categoria: Attualità e Società

  • L’impegno dell’Arci contro il razzismo

    In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, la sede dell’Arci di Salerno in Via Portacatena accoglierà lunedì 20 giugno alle 18.30 un incontro-dibattito sulle problematiche dell’integrazione e l’impegno dell’amministrazione comunale in questa direzione, a cui parteciperà l’assessore alle politiche sociali del Comune di Salerno Giovanni Savastano insieme a esponenti dell’associazionismo e del Sistema di Protezione dei Rifugiati nazionale. Sarà presentata “Viaggi senza frontiere”, la mostra sostenuta dal Consiglio Italiano per i Rifugiati in cui disegnatori italiani e stranieri esaminano la condizione di straniero alla luce della propria sensibilità. È inoltre previsto alle 20.30 un concerto che vedrà protagonisti la cantante armena Rita Mikayelyan, accompagnata al pianoforte dal Maestro Sergio Avallone, e il musicista eritreo Mihretu Ghide, affiancato da percussionisti senegalesi. Le rifugiate politiche ospitate a Salerno offriranno un buffet tutto incentrato sui sapori e le fragranze della Somalia e della Costa d’Avorio. Sarà inoltre distribuito gratuitamente in edicole e librerie il nuovo numero di Alchimondo, il bimestrale frutto della collaborazione dell’associazione con “La Tenda” che dà voce agli immigrati. La pubblicazione, che è nata nel 2007 e prende le mosse dalle modalità d’accoglienza a Salerno, abbraccia tematiche di ampio respiro, contribuendo a colmare il divario tra individui che appartengono a contesti differenti attraverso un’attenzione mai retorica alle difficoltà di chi deve fare i conti con paesi del tutto diversi da quelli d’origine.

    Gemma Criscuoli

  • Costo della vita: sale anche in provincia

    Gli italiani si trovano sempre più spesso a fare i conti con l’aumento del costo della vita. Se però non stupisce il lievitare dei prezzi nelle città più grandi, è degno di interesse il fatto che anche le più piccole diano del filo da torcere alle finanze dei loro abitanti.

    Una recente indagine che considera il rapporto tra il reddito dei contribuenti e il costo della vita nella zona di riferimento testimonia come siano proprio le città piccole ad avere il maggior numero di residenti con reddito inferiore al limite della povertà locale. Le città che figurano al top negativo della classifica sono Rimini, Massa, Brescia. Scendendo nella classifica si incontrano anche centri come Verbania, Carrara o Biella. Proprio in quest’ultima città, la soglia di povertà locale è di 11.111 euro: coloro che si pongono al di sotto di questo limite, il 15,7% della popolazione, è dunque a rischio povertà. A incidere è sicuramente il costo della vita: per farsene un’idea, basta fare una semplice ricerca sul web, iniziando magari dal cercare delle case in vendita a Biella.

    Stesso discorso per un’altra città stavolta dell’Italia centrale: Teramo. Questo capoluogo risulta infatti ultimo quanto a qualità della vita in una ricerca che prende in considerazione variabili come ecosistema urbano, infrastrutture, cultura e ricchezza. Anche per questa città, si potrebbe cercare qualche esempio nel web, digitando ad esempio “case in vendita a Teramo”: un modo per avere più informazioni non solo sulla vita nelle altre città, ma, per confronto, anche sulla propria.

  • LETTA E GASPARRI DA BANCA MARCHE PER DISCUTERE DELL’EFFICIENZA DELLA GIUSTIZIA

    Jesi, 14 giugno 2011 – “L’efficienza della giustizia per la competitività del Sistema Italia” è il titolo del convegno organizzato da Banca Marche, che si è tenuto venerdì 10 giugno nella sede centrale di Jesi. L’argomento centrale del convegno era la riforma della giustizia tesa a favorire la velocità dei procedimenti.

    La lentezza della giustizia civile di primo e secondo grado, infatti, pesa sulle aziende per oltre 2,6 miliardi di euro, tra i costi per i ritardi delle sentenze e le spese legate alle procedure fallimentari. In Italia occorrono 1.250 giorni per recuperare un credito, in Francia solo 330. Tutto questo viene pagato in termini di minori investimenti e immobilizzo di capitali.

    Ad animare il dibattito sono intervenuti tra gli altri il presidente dei senatori del PDL, Maurizio Gasparri e il vice segretario del PD, Enrico Letta. Pur condividendo nel merito la necessità di una riforma radicale del sistema giudiziario civile, al fine di mettere l’Italia al passo di altri paesi europei, i due politici si sono scontrati principalmente sull’efficacia delle riforme varate dall’attuale governo. Il senatore Gasparri ha difeso il provvedimento dell’esecutivo, evidenziando che l’anno scorso, per la prima volta c’è stata una diminuzione degli arretrati dei processi. Troppo poco secondo l’on. Letta, secondo cui la gravità della situazione richiede un intervento molto più deciso e che il governo si è concentrato in gran parte sulla giustizia penale per risolvere i problemi del premier.

    In accordo con l’idea di un “governo di salute pubblica” introdotta dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, il direttore generale di Banca Marche Massimo Bianconi ha posto l’accento sulla “necessità di superare le divergenze partitiche per attuare le riforme di cui l’Italia ha urgentemente bisogno”.

    Link al sito di Massimo Bianconi

    Su Massimo Bianconi

    Massimo Bianconi si é laureato in Scienze Politiche presso l’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un Corso di specializzazione in Discipline Bancarie presso la facoltà di Economia e Commercio dell’Università degli studi di Roma ed un Corso intensivo di gestione bancaria presso la SDA Bocconi.

    Ha avviato la sua carriera al Banco di Santo Spirito per il quale è stato responsabile di varie strutture aziendali, sia nella Rete commerciale che presso la Direzione Generale. Ha quindi ricoperto nel corso degli anni vari ruoli in diversi settori di attività, tra cui quelli di Direttore Generale della Cassa di Risparmio di Spoleto, Condirettore Generale della Banca Agricola Mantovana, Vice Direttore Generale della Banca di Roma, Direttore Generale di Cariverona Banca S.p.A., Direttore Generale Credito Italiano S.p.A., Responsabile Coordinamento Commerciale, Marketing Strategico e Corporate Identity del gruppo Sanpaolo Imi S.p.A. Attualmente è Direttore Generale di Banca delle Marche S.p.A. e Presidente della Commissione Regionale ABI Marche.

    Sito: www.massimobianconi.it

  • Diversi, ma non troppo

    Paese che vai, usanze che trovi. Anche quando si tratta di girare da una parte all’altra del nostro Paese. Spesso questa frase non è altro che un semplice, e forse poco gradevole stereotipo. A volte, invece, risulta veritiera, che si tratti di ricette di cucina o delle più prosaiche abitudini di acquisto delle diverse regioni.

    Spesso, poi, si fanno veri e propri dibattiti sulla differenza abissale che separerebbe il nord dal sud per quanto concerne i prezzi. Il carrello della spesa, insomma, sembrerebbe molto più leggero nei paesi del sud piuttosto che in quelli del nord.

    Ma anche qui il pregiudizio è dietro l’angolo: basta un esame un po’ meno superficiale per rendersi conto che anche le città che sembrano più distanti sono in realtà gemellate quando si parla di prezzi. Un esempio? Si può fare il caso di Belluno e Perugia, due città molto dissimili fra loro, ma che si rivelano vicine per quanto riguarda un settore specifico e molto significativo di spesa: il mercato immobiliare.

    Non ci credete? Cercate i prezzi delle case in vendita a Perugia e delle case in vendita a Belluno e comparate i prezzi degli immobili con caratteristiche simili. Tanto per fare un esempio, con circa 200mila euro potreste acquistare un dignitoso ed ampio appartamento nel centro della città. E poi in entrambi i casi, cercando nelle immediate vicinanze, potreste trovare anche la casetta ideale per trascorrere qualche giorno di vacanza ogni tanto. E, cosa più importante, senza spendere un capitale.

  • I detersivi alla spina per rispettare l’ambiente

    Avete mai sentito parlare dei detersivi alla spina? Forse, passando in un centro commerciale o in un altro punto vendita dello stesso genere, avete visto delle particolari istallazioni con dei rubinetti sporgenti e colorati ma non avete mai prestato attenzione alla loro funzione. Poco male, c’è sempre tempo per scoprire qualcosa che potrebbe portare vantaggi a voi e soprattutto all’ambiente circostante. Da tempo ormai si è diffusa infatti l’usanza di mettere a disposizione dei clienti la possibilità di acquistare dei contenitori da riempire con i detersivi di cui si ha bisogno. La particolarità di questo metodo è che i contenitori una volta utilizzati fino all’esaurimento non devono essere buttati nella spazzatura. Andranno riportati al punto vendita dove ogni cliente potrà utilizzare i dispenser di ciascun tipo di detersivo per riempirlo e riutilizzarlo. È palese come questo tipo di mercato porta una serie di vantaggi tra i quali un costo del prodotto minore (a parità di qualità: la metà di quello che un cliente paga comprando un prodotto confezionato e di marca riguarda l’involucro e la pubblicità legata ad essa), una produzione ridotta di rifiuti e di inquinamento atmosferico (si trasportano più prodotti per ogni viaggio, riducendo le emissioni dei gas di scarico).

    Tanti piccoli accorgimenti come questo possono contribuire a rispettare l’ambiente e, visto che spesso il danno climatico è legato alla nostra abitudine di consumare e di utilizzare più di quello di cui abbiamo bisogno, anche di risparmiare. Utilizzare cosmetici biologici, utilizzare delle prese con gli interruttori in casa, portare le buste da casa per la spesa, evitare di tenere i condizionatori accesi tutto il giorno d’estate o i termosifoni d’inverno sono altre piccole cose che aiutano.

  • Comunicare, da sempre una necessità dell’uomo

    Con il continuo sviluppo di social network, di telefonini sempre più evoluti, del web in genere e di tutti i mezzi di comunicazione che caratterizza la nostra epoca, non si può fare a meno di affermare che la comunicazione, in tutte le sue espressioni, riveste un ruolo di sempre più primaria importanza in tutti gli ambiti della nostra vita, da quello lavorativo a quello privato. Non a caso si sono moltiplicate, negli ultimi anni, le figure esperte in ambiti diversi della comunicazione, dal mediatore civile all’addetto al custumer care, tutti ruoli diversi ma che hanno la comunicazione come base comune.

    Certamente la comunicazione è sempre stata un’esigenza dell’uomo, anche se magari nel tempo si è evoluta in diverse forme e grazie a diversi strumenti, e nel corso della sua storia l’uomo ha saputo affinare le proprie capacità comunicative in vari modi: in primo luogo dando vita alla comunicazione verbale, che ci distingue più di ogni altra cosa da ogni altra specie vivente, poi con la nascita della scrittura e di tutte le forme di comunicazione che sono nate nel tempo e che sono giunte sino a noi, dall’arte al cinema, dal giornalismo alla posta elettronica. Tracciare una storia della comunicazione umana, mettendo in evidenza anche solo le tappe fondamentali di questa evoluzione, sarebbe un’impresa quantomeno ardua, considerando soprattutto il fatto che si tratta di una materia in continuo sviluppo e cambiamento, soprattutto negli ultimi tempi. Perché se è vero che la comunicazione ha sempre fatto parte della vita dell’uomo, d’altra parte è anche vero che nell’epoca e nella società in cui viviamo l’accento sulla comunicazione, in tutte le sue varianti, sembra essere posto con sempre maggiore convinzione e veemenza. Il successo riscosso dalle facoltà, dai corsi e dai master comunicazione offerti dalle università e da altri enti è solo una dimostrazione di quanto la comunicazione stia diventando sempre di più non solo una necessità dell’essere umano, ma una materia da approfondire e studiare, un ambito che richiede l’intervento di figure specializzate e competenti, dei veri e propri esperti che sappiano trattare la materia e sviscerarla in tutte le sue componenti.

    Ma basta guardarsi in giro per capire come la comunicazione, o perlomeno il tentativo di comunicare, sia diventata una questione sempre più all’ordine del giorno per molti di noi. La richiesta sempre maggiore di figure esperte in comunicazione, dagli specialisti delle pubbliche relazioni ai consulenti di comunicazione, è certamente un forte indice del vento che sta tirando, ma quello che maggiormente ci dà il polso della situazione è probabilmente il proliferare di diversi e sempre più evoluti mezzi di comunicazione. I mezzi di comunicazione si sono moltiplicati e diffusi moltissimo rispetto ad un passato non troppo remoto, grazie soprattutto allo sviluppo del web, che permette di mettersi in contatto con il resto del mondo in tempi brevi e in un modo accessibile a quasi tutti. Accanto ai nuovi mezzi di comunicazione, email, facebook, twitter e altri tipi di blog e social network continuano a sopravvivere anche i “vecchi” mezzi di comunicazione, come i giornali, la televisione e la radio, in un bombardamento mediatico che non ha precedenti nella storia dell’uomo. Attenzione però: avere a disposizione tanti mezzi di comunicazione non significa automaticamente saper comunicare, o farlo in maniera reale. Perché se è vero che le possibilità di comunicare sono aumentate, è anche vero che sta a noi usare questi mezzi per cercare di stabilire un contatto reale con le altre persone, e non solo virtuale.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – aumentare le vendite

  • IL TEMPO : UN PREZIOSO ALLEATO

    “Il tempo è l’unico, vero capitale che un essere umano ha, e l’unico che non può permettersi di perdere. Thomas Edison

    Esiste nella natura una risorsa che rende tutti uguali, sia il ricco che il povero e di cui tutti dispongono, questa risorsa importantissima è il tempo.

    E’ sufficiente soffermarsi a fissare per un attimo l’orologio che portiamo al polso o che abbiamo appeso davanti a noi, per rendersi conto che le lancette corrono veloci e che ognuno di quei secondi sfugge irrimediabilmente al nostro controllo e niente e nessuno al mondo ci permetterà di recuperarlo.

    Quante volte abbiamo esclamato “mi piacerebbe tanto fare … ma non ho tempo” oppure “se avessi più tempo … potrei”. Perché è così difficile trovare il tempo per imparare una nuova lingua, frequentare un corso, andare in palestra, invitare a cena qualcuno, passare a prendere i figli in palestra … mentre magari si trova facilmente il tempo per … guardare una partita di calcio in tv o sonnecchiare un pomeriggio intero sul divano ?

    Secondo il parere di illustri esperti una cattiva gestione del tempo è la prima causa di insuccesso.

    Il Time Management per utilizzare il termine americano o Gestione del Tempo è un approccio nuovo e sotto molti aspetti rivoluzionario, per una dei fattori più importanti della nostra vita : il tempo.

    Infatti, fino ad ora, il tempo era considerato solo una variabile che influenzava la nostra vita in ogni suo aspetto. Secondo questa teoria e visione, il tempo era un fattore limitante con il quale fare semplicemente i conti, una variabile che addirittura impediva le attività umane ed il raggiungimento degli obiettivi. Prima del Time Management il tempo era una variabile che veniva subita in maniera assolutamente passiva.

    Con il Time Management invece si passa dal tempo come variabile limitante al tempo come risorsa preziosa da amministrare e coltivare. Il Time Management è prima di tutto un cambiamento di mentalità.

    Chiunque ha la necessità di pianificare la propria attività : il manager, l’impiegato, la casalinga, la golf, lo studente. La pianificazione del tempo offre vantaggi concreti :

    1. Sfera personale : incrementa la sensazione di successo personale accrescendo l’autostima.

    Una corretta gestione del tempo permette un bilanciamento tra impegni professionali e vita privata.

    2. Sfera lavorativa : offre un modello che agevola la costruzione di una visione d’insieme più lucida.

    Si accettano le sfide con nuove energie.

    Chi non organizza il proprio tempo rischia che il proprio tempo venga “organizzato”da altri ed otterrà meno risultati di quello che è il suo potenziale e si troverà sempre ad inseguire gli eventi.

    ü Porti a termine i tuoi impegni nel tempo che ti sei prefissato?

    ü Sei in grado di portare a termine ciò che vuoi fare prima delle scadenze?

    ü Sei soddisfatto di quanto tempo dedichi alla tua famiglia, ai tuoi amici e al tuo benessere personale, o ti senti schiacciato dagli impegni di lavoro?

    ü Sei un buon manager del tuo tempo?

    Se la tua risposta ad almeno una di queste domande è “no”, significa che, probabilmente non sei molto soddisfatto di come gestisci il tuo tempo e le tue giornate!

    La AB Manager ha creato un corso sulla gestione del tempo dal titolo“Time Management : Ama il tuo tempo” che ti aiuterà a dominare il tuo tempo.

    Per info e costi del corso contattaci.

  • Airbus presenta una panoramica dell’anno 2050

    Le classi di servizio sostituite da interni intelligenti per garantire un’esperienza di volo personalizzata.

    Airbus, il principale produttore di aeromobili nel mondo, in anticipo sul Salone Internazionale dell’Aeronautica e dello Spazio di Le Bourget, ha invitato i passeggeri del futuro – dell’anno 2050 – a scoprire la nuova Concept Cabin, un’esperienza di volo totalmente nuova e ispirata alla natura.

    Le tradizionali classi di servizio sono sostituite da aree personalizzate per offrire esperienze create su misura. Fra una destinazione e l’altra, secondo la visione di Airbus, i passeggeri del 2050 potranno partecipare a una conferenza interattiva, giocare una partita di golf virtuale, leggere la favola della buona notte ai bambini che sono rimasti a casa, e ricaricarsi in una “poltrona vitalizzante” mentre osservano sotto di loro la superficie terrestre.

    L’ultima tappa in ordine di tempo di The Future by Airbus – una visione dell’aviazione nel 2050 – fa seguito alla presentazione dello scorso anno del rivoluzionario Airbus Concept Plane, ricco di tecnologie finalizzate a ridurre il consumo di carburante, le emissioni, gli sprechi e il rumore. La Concept Cabin di Airbus ci fornisce una panoramica di alcune delle innovazioni e delle tecnologie che daranno in futuro forma alle esperienze di bordo dei passeggeri.

    La struttura bionica dell’aeromobile prende a modello l’efficienza delle ossa degli uccelli, ed è ottimizzata per fornire forza quando necessario e consentire la presenza di una membrana intelligente che ricopre le pareti della cabina, in grado di controllare la temperatura e diventare trasparente consentendo ai passeggeri la più ampia vista panoramica.

    La Concept Cabin è dotata di una “rete neuronale” che crea un interfaccia intelligente fra passeggero e aereo. È in grado di identificare e rispondere ai bisogni dei passeggeri e consente la presenza di elementi su misura, quali le poltrone che si modellano a seconda del corpo del passeggero.

    All’interno della Concept Cabin di Airbus le tradizionali classi sono sostituite da aree personalizzate in grado di offrire nuovi livelli di esperienza studiati su misura. L’ “area di vitalizzazione”, progettatta per il benessere e il relax del passeggero, consente di ricaricare proattivamente le proprie batterie attraverso aria arricchita di vitamine e antiossidanti, luci soffuse, aromaterapia e trattamenti di digitopressione, il tutto mentre si osserva comodamente il mondo intorno a sé.

    Non c’è limite alla varietà di scenari sociali che si possono trovare nella zona centrale della Concept Cabin, la cosiddetta “area interattiva”. All’interno di quest’area le proiezioni pop up virtuali possono collocarci negli scenari sociali che preferiamo: dai giochi olografici ai camerini di prova degli abiti, per chi preferisce fare shopping.

    L’ “area smart tech” è studiata per i passeggeri più funzionali e, attraverso uno stile camaleontico, permette di soddisfare i bisogni individuali di ognuno, spaziando dai più semplici ai più complessi servizi di lusso, consentendo allo stesso tempo al passeggero di continuare a vivere come se fosse sulla terraferma. I diversi livelli di esperienza offerti all’interno di ogni area consentiranno alle compagnie aeree di differenziare le tariffe e di dare la possibilità a un maggior numero di persone di accedere ai benefici del viaggio aereo con il minimo impatto ambientale.

    “Le nostre ricerche mostrano che i passeggeri del 2050 si aspetteranno un’esperienza di viaggio fluida e rispettosa dell’ambiente. La Concept Cabin di Airbus è progettata con questo obiettivo, e dimostra che il volo in se stesso può essere un viaggio di scoperta tanto quanto la destinazione. A prescindere dall’esperienza di volo scelta, il passeggero del 2050 uscirà dalla Airbus Concept Cabin sentendosi arricchito e rivitalizzato” ha dichiarato Charles Champion, Executive Vice President Engineering di Airbus, mostrando l’innovativo design interno.

    Oltre il 90% degli investimenti annuali di Airbus in ricerca e sviluppo, che ammontano a oltre 2 miliardi di euro, portano a benefici ambientali per gli aeromobili di oggi e di domani. Per esempio, grazie ai progressi della tecnologia, la Concept Cabin sarà al 100% riciclabile. Sarà dotata di materiali autopulenti ricavati da fibre vegetali sostenibili che ridurranno sprechi e manutenzione e utilizzeranno la temperatura corporea del passeggero per fornire energia ad alcuni elementi della cabina.

    Queste tecnologie sono già in via di sviluppo e, anche se non le vedremo all’opera esattamente come previsto dal Concept Plane e dalla Concept Cabin di Airbus, alcune di loro potrebbero far parte dei futuri programmi di Airbus per gli aeromobili.

    I visitatori del Salone Internazionale di Aeronautica Le Bourget di Parigi potranno inoltre assistere alla proiezione di un film a 360° sul futuro del volo secondo Airbus. Si tratta di una visione delle trasformazioni del trasporto aereo da oggi al 2050 che non si limita al design e alle innovazioni relative agli aeromobili ma che tiene anche conto delle aspettative dei passeggeri. Il film sarà parte del programma del Planetario al Musée de l’Air et de L’Espace dal 20 al 26 giugno.

    Per ulteriori informazioni sulla Concept Cabin di Airbus e The Future by Airbus:

    www.thefuturebyairbus.com oppure segui @airbus su twitter.

  • Breve storia delle assicurazioni

    Al giorno d’oggi siamo abituati a sentir parlare di molti tipi di assicurazioni, dalle assicurazioni legali a quelle sul lavoro, e sembra che non ci sia ambito per il quale non sia possibile stipulare una polizza assicurativa. Le star del cinema, della televisione e della musica assicurano persino parti del proprio corpo, come nei celeberrimi casi – veri o presunti tali – delle terga di Jennifer Lopez o delle gambe di Heidi Klum.

    Siamo così abituati a dare per scontato che ogni cosa, dall’auto alla casa, possa essere assicurata, che ci riesce difficile immaginare che in passato non esistevano coperture assicurative, non nella stessa misura con cui le conosciamo oggi, perlomeno. E in effetti è da parecchi secoli che l’uomo cerca di assicurare se stesso e le proprie proprietà con degli strumenti appositi, e per andare alla ricerca dei primi esempi di assicurazione, o perlomeno degli antenati delle odierne assicurazioni, bisogna andare molto a ritroso nel tempo. Risale addirittura all’Antico Egitto, e più precisamente al 2700 a.C., periodo in cui venne istituita una cassa mutua per le spese funebri dei tagliapietre, il primo strumento assicurativo. Esempi di mutualità e di solidarietà simili si trovano anche nelle antiche civiltà greca, romana e del Medio Oriente, e possono essere considerati come i germi delle assicurazioni imprese e di altro tipo in uso al giorno d’oggi.

    Per trovare qualcosa di più simile alle assicurazioni odierne bisogna però andare un po’ più avanti nel tempo, arrivando più precisamente al XIV secolo. È nel corso del 1300 che si sviluppa infatti quella che può essere considerata come la prima forma assicurativa, il cui scopo era quello di tutelare le merci che viaggiavano per mare. L’assicurazione nasce infatti come uno strumento di protezione contro gli imprevisti, e i viaggi in mare, soprattutto a quell’epoca, potevano davvero essere una fonte inesauribile di contrattempi. Non è quindi un caso che i primi istituti assicurativi siano nati in città di mare o di fiume, come nel caso di Firenze, città in cui nacque nel corso del XIV secolo la figura dell’intermediario, o di Genova, città natale della prima società di assicurazioni, denominata Tam mari quam terra. Genova è anche la città in cui venne stipulata una delle prime polizze di cui abbiamo notizia per mano di Raffaele Luxardo, membro di una delle famiglie che sono entrate a far parte della storia delle assicurazioni. Nella fattispecie l’assicurazione, un documento redatto dal notaio Teramo Maggiolo il 21 febbraio 1368, riguardava la nave di Niccolò Becchignone, che veniva assicurata per 425 perperi d’oro.

    Insieme a Genova, un’altra città che deve essere citata quando si parla della storia delle assicurazioni è sicuramente Londra. È nella città inglese che nascono i Lloyd’s, il cui nome deriva dal nome della taverna nella quale si incontravano gli intermediari attivi in città. La taverna Lloyd’s era il luogo prescelto in quanto il proprietario teneva un bollettino nel quale veniva riportata la situazione delle navi in mare che erano state assicurate. Sempre a Londra, in seguito al grave incendio del 1666, si cominciò a pensare alle assicurazioni come a strumenti con cui proteggere la collettività, e sempre a Londra, nel secolo successivo, cominciò a svilupparsi il concetto di assicurazione sulla vita.

    Nei secoli successivi il settore delle assicurazioni ha subito molte evoluzioni, e i tipi di polizze, dall’assicurazione artigiani a quella per l’auto, si sono moltiplicati, “invadendo” molti ambiti della nostra vita.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – statistica accessi sito

  • Emergenza Mammagialla, LiSIAPP scrive al Prefetto di Viterbo

    Da una nota inviata il 6 giugno us dalla Segreteria Generale del LiSiAPP il Libero Sindacato Appartenenti alla Polizia Penitenziaria indirizzata al prefetto di Viterbo emergono preoccupanti situazioni di emergenza penitenziaria in ordine di sovraffollamento e carenza di organico di polizia. A Tal proposito afferma il Dott. Mirko Manna Segretario Generale del LISIAPP , si sottolinea che nell’ ultimo periodo la struttura penitenziaria di Viterbo è stata al centro di numerosi episodi non tanto gratificanti per chi come il personale della polizia penitenziaria è chiamato a svolgere il proprio compito istituzionale. Non ultimo nelle settimane scorse un nostro collega ispettore si è tolto la vita all’interno della struttura sparandosi un colpo d’arma da fuoco dalla pistola d’ordinanza, un gesto estremo ma non troppo isolato. La totale assenza di risposte da parte delle autorità competenti e delle istituzioni politiche continua Manna , è prova della superficialità di come la realtà carceraria e dei suoi operatori di polizia non rientri nei piani prioritari.Per questo motivo conclude il Segretario Generale del LiSiAPP, abbiamo investito dell’informativa sindacale anche la massima autorità di governo del territorio viterbese proprio per cercare una soluzione alle tante problematiche esistenti.