Categoria: Attualità e Società

  • INAUGURATO IL NUOVO IMPIANTO FOTOVOLTAICO REALIZZATO AD ALTOMONTE

    Ieri, 10 luglio 2012 è stato inaugurato l’impianto fotovoltaico realizzato da ESSE – Enel Green Power & Sharp Solar Energy – la joint venture paritetica italo-giapponese tra Enel Green Power e Sharp per lo sviluppo del fotovoltaico.

    La cerimonia di inaugurazione è stata preceduta da una conferenza stampa condotta da Donato Leone, Responsabile Relazioni Esterne Macro Area Sud, nella quale Riccardo Amoroso, Amministratore Delegato di ESSE, e Aldo Meneghelli, Presidente di ESSE, hanno illustrato i caratteri della joint venture tra EGP e Sharp e dell’impianto fotovoltaico di Altomonte esaltando i risultati di una collaborazione fattiva con gli enti locali.

    Gli stessi concetti sono stati ripresi successivamente da Gianpietro Coppola, Sindaco di Altomonte- perfetto padrone di casa insieme ai componenti la sua Giunta- che ha posto l’accento sulla necessità che i grandi gruppi industriali guardino al Sud come occasione di sviluppo dei loro affari e per contribuire alla ripresa economica del Paese, collaborando con il territorio in modo da realizzare interventi che, come nel caso dell’impianto fotovoltaico di Altomonte, sia compatibili con l’ambiente circostante.

    L’impianto fotovoltaico di Altomonte ha una capacità complessiva di 13,22 MW e si sviluppa su una superficie di circa 38 ettari in località Serragiumenta.

    La produzione annua prevista è di oltre 11 milioni di kWh, una quantità di energia elettrica sufficiente per soddisfare il fabbisogno annuo di oltre 4 mila famiglie.

    Una prima parte dell’impianto, di 5 MW di capacità, è entrata in esercizio lo scorso anno ed è stata realizzata utilizzando moduli fotovoltaici con tecnologia monocristallina Sharp.

    I restanti 8,22 MW sono, invece, entrati in esercizio nei primi mesi del 2012 e, insieme ad altri impianti, hanno consentito ad ESSE di chiudere il primo trimestre 2012 mettendo globalmente in esercizio in Italia ulteriori 14,4 MW di nuova capacità fotovoltaica, in linea con quanto previsto dal business plan della partnership.

    La seconda parte dell’impianto di Altomonte è stata realizzata utilizzando i pannelli a film sottile multigiunzione prodotti dalla fabbrica siciliana della 3Sun, la joint venture paritetica tra Enel Green Power, Sharp e STMicroelectronics, entrata in produzione commerciale alla fine dello scorso anno.

    La fabbrica di Catania, in grado di produrre pannelli fotovoltaici per 160 MW all’anno, è la più grande d’Italia e tra le maggiori in Europa, oltreché una delle più avanzate tecnologicamente.

    Attraverso ESSE i pannelli fotovoltaici prodotti dalla fabbrica verranno utilizzati per sviluppare, costruire e gestire impianti fotovoltaici per un totale di oltre 500 MW di capacità installata, entro il 2016, sempre nell’area del Vecchio Continente, del Medioriente e dell’Africa.

  • CHE COS’E’ IL PARTO IN SILENZIO?

    Il parto in silenzio è tutto ciò che riguarda il provvedere al miglior ambiente possibile per la gestante e il suo nuovo piccolo. Le sue origini possono essere tracciate nel libro di L. Ron Hubbard “Dianetics: la forza del pensiero sul corpo” e sono fermamente ancorate in un principio fondamentale e rispettoso del fatto che a una donna, particolarmente una gestante, deve essere dato il massimo in rispetto e cure.

    Un parto in silenzio è una sequenza di travaglio e parto fatto in un ambente calmo e affettuoso, senza che le persone presenti parlino.

    I dottori e le infermiere che chiacchierano, urlano di “SPINGERE, SPINGERE” e “incoraggiamenti” ad alta voce o ridendo, sono le cose che dovrebbero essere evitate.

    Come scrisse L. Ron Hubbard: “Ogni persona deve imparare a non dire nulla in presenza della madre gravida durante il travaglio e il parto. Specialmente durante la nascita, dovrebbe essere mantenuto il silenzio assoluto e più delicato è il parto, meglio è.”

    Il punto importante riguardo il parto in silenzio, è che NON vengano dette PAROLE. Non significa che una madre non possa fare nessun verso durante il parto.

    E’ un po’ impossibile che una madre possa dare alla luce un figlio senza fare alcun rumore.

    Le madri naturalmente vogliono dare ai propri figli un buon inizio di vita e quindi mantenere il parto il più tranquillo e quieto possibile. Detto questo, la scelta di come gestire il proprio parto è a discrezione di ogni donna e del proprio medico. Non è richiesto di aderire a nessun tipo specifico di routine. Proprio come ci si prende cura di tutti gli altri aspetti di un parto e della nascita, una donna e il proprio dottore od ostetrica e qualsiasi altra persona presente dovrebbero vedere di trovare dei mezzi per comunicare senza l’uso delle parole.

    I dottori rispettano il diritto di una madre di scegliere le proprie esperienze di parto. Il parto in silenzio non è un modello medico ma un approccio religioso e filosofico basato sulle ricerche di L. Ron Hubbard sulla mente e lo spirito.

    Il principio che sta dietro al fatto di non parlare è delineato in modo dettagliato in Dianetics e per comprendere pienamente il perché, uno dovrebbe leggere il libro Dianetics: La Forza del Pensiero sul Corpo.

    Ma per darne una breve spiegazione, L. Ron Hubbard ha scoperto la fonte nascosta di incubi, paure irrazionali, turbamenti, insicurezza e malattie: la mente reattiva. Questa parte della mente registra tutte le percezioni durante momenti di incoscienza e il parto ne è fonte sia per il bambino che per la madre.

    Le parole, specialmente se dette durante questi momenti, possono avere un effetto avverso sulla vita futura della persona.

    Comunque la ricerca, scoperta e pratica del parto in silenzio furono annunciate per la prima volta dal signor Hubbard nel 1951 nel libro Dianetics per Bambini, e da allora questo metodo è stato convalidato e utilizzato da dottori, infermiere e ostetriche in tutto il mondo.

    La Chiesa non ha nessun regolamento contro l’uso di medicine al fine di aiutare una persona durante una situazione e questi principi non precludono una madre dal ricevere qualsiasi procedura medica necessaria a partorire in sicurezza, includendo il parto cesareo. Queste sono esclusivamente decisioni mediche e anche queste vengono prese tra la madre e il dottore.

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.dianetics.it

  • COME FUNZIONA DIANETICS?

    In Dianetics: La Forza del Pensiero sul Corpo, L. Ron Hubbard scrive: “Si è scoperto che la fonte dell’aberrazione è una sottomente finora insospettata che, con tutte le proprie registrazioni, giace al di sotto di ciò che l’Uomo considera la sua mente ‘conscia’. Il concetto della mente inconscia viene sostituito in Dianetics dalla scoperta che la mente ‘inconscia’ è la sola mente che è sempre conscia. In Dianetics questa sottomente viene chiamata mente reattiva”.

    La mente reattiva non immagazzina ricordi così come noi li conosciamo. Immagazzina immagini mentali di tipo particolare chiamate engram. Gli engram sono una completa registrazione, fin nei minimi dettagli, di ogni percezione presente in un momento di “incoscienza” totale o parziale.

    “L’incoscienza” potrebbe essere causata dallo shock di un incidente, dalla somministrazione di anestetici per un’operazione chirurgica, dal dolore provocato da una ferita o dal delirio generato da una malattia. Durante i momenti in cui la mente analitica è disinserita, completamente o in parte, la mente reattiva si inserisce, completamente o in parte. Un engram esiste al di sotto del livello di consapevolezza dell’individuo, ma può attivarsi imponendo il suo contenuto e può causando paure, emozioni, dolori e malattie psicosomatiche inaspettate, indesiderate e di cui non si è consapevoli.

    Nella procedura di Dianetics, l’individuo racconta un episodio di “incoscienza” dall’inizio alla fine fino a quando l’engram è ridotto, il che significa che tutta la carica o il dolore sono stati eliminati, o cancellati, quindi l’incidente svanisce per sempre. In entrambi i casi, l’individuo è libero dagli effetti aberrativi dell’episodio e può sperimentare enorme sollievo e un aumento del tono emozionale.

    Questo è il miracolo di Dianetics!

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.dianetics.it

  • Tumori infantili: il motore della ricerca è nella torre della Città della Speranza

    L’8 giugno 2012 è una data destinata a rimanere nella storia della città di Padova e nel cuore di tutte quelle famiglie che vivono le difficoltà del tumore infantile: è la data dell’inaugurazione della Torre della Città della Speranza.

    Il polo, sito nella zona artigianale di Padova, è destinato a diventare il più grande centro europeo dedicato alla ricerca scientifica sulle malattie infantili, e in particolare sui tumori; all’inaugurazione erano presenti anche il vescovo Antonio Mattiazzo, che in rappresentanza della Chiesa ha provveduto a benedire la struttura, il presidente della Regione Zaia, la Presidente della Provincia Barbara Degani, il Sindaco Zanonato ed era prevista anche la presenza del capo dello Stato, assente per l’inaspettata emergenza sisma in Emilia.

    Bisogna ammettere che la città di Padova non è nuova alle importanti scoperte in campo scientifico: l’ultimissima novità che riguarda la scoperta del Bosone di Higgs è infatti stata fatta anche grazie al contributo dell’Ateneo padovano e all’Infn, che hanno progettato, realizzato ed installato le camere muoniche, che hanno permesso di rilevare le tracce lasciate dal bosone; alla base della ricerca ci sono poi molte aziende che si occupano della ricerca dal punto di vista delle apparecchiature e degli strumenti per i laboratori scientifici di tutta Italia, come ad esempio Vetrotecnica, azienda storica nel panorama padovano. Il progetto architettonico è stato portato a termine dopo quattro anni di lavoro, sotto la guida dell’architetto romano Paolo Portoghesi, che per questo edificio dedicato alla ricerca sulla cura dei tumori infantili ha pensato ad una struttura che ricorda sia la forma di un angelo con ali socchiuse che la doppia elica ascendente di una molecola di Dna, volendo esprimere quindi un duplice messaggio di fiducia nelle potenzialità della ricerca scientifica e della solidarietà umana verso chi soffre.

    Nella struttura a grattacielo sono stati investiti 32 milioni di Euro da parte della Fondazione Città della Speranza, ovvero da donazioni spontanee di decine di migliaia di cittadini italiani, ma soprattutto padovani, e dall’eccezionale donazione della pediatra Anna Maria De Claricini, che ha devoluto alla città della speranza ben 4.5 milioni di Euro, cioè ben il 90% dei suoi beni, senza poi contare gli enti pubblici e privati che hanno partecipato- a vario titolo- al progetto (La Regione, il Comune, la Provincia, la Camera di Commercio, il Consorzio Zona Industriale e la Fondazione Cariparo). La fondazione Città della Speranza si è impegnata a coprire tutti i costi di gestione dell’istituto e ad investire almeno 1 milione di Euro in progetti di ricerca scientifica pediatrica, grazie anche al contributo di partner pubblici e privati come la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha stanziato 10 milioni di Euro.

    La struttura, già rinominata “la torre della speranza” conta 10 piani, per un totale di 17.500 metri quadri a disposizione di almeno 350 ricercatori e ospiterà laboratori didattici e di ricerca del dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova, del Dipartimento di Scienze oncologiche chirurgiche dell’Università di Padova, della Fondazione Penta e di La Nostra Famiglia IRCCS Medea. Fra gli scienziati che entreranno a far parte del team della torre, anche il Dr. Paolo De Coppi, primario del Great Ormond Street Hospital di Londra, che sarà coordinatore dell’équipe di Medicina Rigenerativa con la Dott.ssa Michela Pozzobon. Inoltre due piani dell’istituto saranno dedicati alla nuova sede dell’Istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie, che porta nella torre anche il contributo della dottoressa Ilaria Capua, una delle migliori virologhe nel campo della trasmissibilità delle malattie dall’animale all’uomo a livello mondiale.

    Serena R.

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  • SIUA 24 ORE. Recensioni, News e Articoli dal mondo degli animali

    Roberto Marchesini, educatore cinofilo esperto e fondatore della Scuola Interazione Uomo-Animale, studioso del comportamento animale ed ideatore della Zooantropologia Didattica, è curatore della rubrica SIUA 24 ORE.

    Tante notizie, approfondimenti e inchieste dal mondo degli animali, con specifico riferimento agli animali domestici come il cane e il gatto, da sempre compagni di vita dell’uomo.

    Una rubrica che si pone in primo luogo a tutela degli animali, denunciandone i maltrattamenti e i comportamenti umani che evadono le basilari regole del rispetto delle altre specie oltre che la legge in vigore. A farne le spese come sempre loro, i nostri amici a quattro zampe, troppo spesso lasciati soli, abbandonati, denutriti o addirittura maltrattati.

    Per questo SIUA 24 ORE vuole fornire strumenti di comunicazione a chi ha la sensibilità di comprendere che il cane, o il gatto, non solo vanno rispettati in quanto specie viventi ed intelligenti, ma anche in quanto controparte fondamentale di una relazione complessa che da sempre l’uomo detiene con l’eterospecifico e che ora, in contesti urbanizzati e artificiali, si concentra nell’animale domestico.

    Oltre a questo aspetto molto importante e di forte sensibilizzazione dell’opinione pubblica, SIUA 24 ORE tratta anche approfondimenti e buone notizie, come ad esempio la recente apertura a Lampedusa di un centro permanente per la salute, la sterilizzazione e la microchippatura di cani randagi e la promozione dell’iniziativa “adotta un cane lampedusiano” rivolta ai turisti che ogni anno visitano l’isola.

    Il 9 luglio è stato pubblicato un autorevole articolo di Marchesini intitolato “Cuccioli e centripetazione”, in cui spiega l’importanza del ruolo del padrone sull’ addestramento dei cani cuccioli e, in particolare, offre consigli e pareri di esperto su come addestrare il cane in base a caratteristiche specifiche circa il carattere dell’animale e il contesto sociale in cui è inserito: “Per costruire una buona base relazionale occorre fare in modo che il proprietario non sia solamente un punto di riferimento ma un maestro accreditato, un referente, a cui rivolgersi quando si ha un bisogno o si deve interpretare una situazione. L’obiettivo di questo processo educativo, chiamato centripetazione, è far sì che il cane sia portato a coinvolgere il suo partner nel rapporto con il mondo e nell’espressione delle istanze ovvero che tenda a pensarsi in coppia e non in maniera individuale”.

  • SERVIZIO PUBBLICO: PAURE INFONDATE SULLA MULTIPIATTAFORMA

    ROMA – Servizio Pubblico e la sua multipiattaforma web proseguiranno il cammino intrapreso anche per il prossimo anno. A confermarlo è Matteo Forte, CEO di Mosaico Produzioni, la società che per Zero Studio’s gestisce la strategia web. “Il progetto va avanti ed è solido. La multipiattaforma continuerà ad avere vita come l anno scorso e non solo: Mosaico, proprio grazie a quanto fatto fino ad ora, continuerà il percorso di innovazione strategica e tecnologica per rendere la fruizione dei contenuti e l’esperienza utente sempre più unica nel panorama internazionale”. Le parole del CEO smentiscono quanto apparso oggi sulle colonne di Libero concludendo che “il prossimo anno ne vedremo delle belle”.

  • Questione di traduzione

    La notizia è di questi giorni e riguarda la disoccupazione giovanile che in Italia ha raggiunto il record storico: il 36%. Il che significa che più di un giovane su tre, dai 18 ai 24 anni, non studia e non lavora. Il dato è davvero inaccettabile e sembra sempre di più che siano le nuove generazione a pagare lo scotto più alto della crisi, in termini di opportunità lavorative e alternative per il futuro.

    Come se non bastasse una frase del Ministro Fornero ha scatenato molte perplessità, non solo di fronte ai numerosi precari e lavoratori a tempo determinato ma soprattutto da parte di chi il lavoro proprio non ce l’ha ed ha smesso di cercarlo. Dopo il voto di fiducia verso le riforme sul lavoro il Ministro Fornero ha rilasciato un’intervista al Wall Street Journal in cui diceva che “il lavoro non è un diritto”.

    Ovviamente le critiche non si sono fatte attendere visto che, dato l’articolo 1 della nostra costituzione, l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. In realtà, Elsa Fornero, si è difesa dicendo che la traduzione dall’inglese all’italiano non è corretta e che il concetto da lei espresso non era quello.

    La frase doveva essere tradotta cos’: “il posto di lavoro non si ottiene per diritto”. La differenza è davvero sostanziale, e soprattutto in una materia così delicata, una traduzione sommaria e superficiale rischia davvero di far emergere contraddizioni spiacevoli. Ecco perché è importante avere un servizio di traduzione qualificato ed affidabile come quello di www.traduzione.it.

  • Elettrodomestici in casa, la classe (energetica) non è acqua

    Solitamente quando ci si mette alla ricerca di elettrodomestici, si parte sempre con le idee un po’ confuse e si corre quindi il rischio di fare un acquisto sbagliato e comprare un prodotto in classe energetica elevata.

    Nella scelta degli elettrodomestici prima di tutto bisogna individuare un budget a disposizione, poiché anche nel caso di strumenti casalinghi molto semplici come scope elettriche, frullatori e spremiagrumi, il divario di prezzo fra un modello e l’altro può essere considerevole; un prezzo maggiore non è sempre sinonimo di migliore qualità poiché il prezzo del costo finale dipende quasi sempre –oltre che dalle caratteristiche tecniche dell’oggetto- anche dal livello di affidabilità e dai materiali utilizzati dalle aziende costruttrici. Ci sono delle aziende, come la RCE-Group, che si occupano di realizzazione di elettrodomestici per conto delle grandi aziende di elettrodomestici e di elettronica, garantendo quindi l’ottima qualità dei prodotti finiti.

    Altra voce che incide non poco sul costo finale del prodotto al consumatore, è la classe energetica di consumo, dato che più bassa è la classe, minore sarà il costo del prodotto, ma superiori saranno certamente anche i costi per l’alimentazione energetica.

    E’ stimato che una famiglia media in Italia spende una cifra di 600 euro solo in energia per alimentare gli elettrodomestici di casa. Com’è possibile quindi trovare il giusto compromesso fra il nostro portafogli e il consumo di energia familiare? Prima di tutto il passo da fare è quello di recuperare la gioia e la bellezza della spremuta d’arancia fatta a mano, del parmigiano grattugiato senza l’aiuto di un apparecchio elettrico o dei piatti lavati a mano, di tutti qui gesti quotidiani che fino a qualche anno fa si potevano fare solo a meno. Una volta individuati gli elettrodomestici che consideriamo indispensabili nelle nostre attività quotidiane (si tratterà probabilmente di aspirapolvere, lavatrice, phon e simili) occorre poi scegliere sempre apparecchi che siano in classe energetica A o superiore (nelle etichette degli elettrodomestici è obbligatoriamente esposta un’etichetta energetica con la classe di appartenenza ed il consumo annuo). Nel caso in cui ne troviate, è possibile anche acquistare apparecchi con il marchio Ecolabel, realizzati secondo criteri di rispetto verso l’ambiente.

    Altro comandamento della famiglia che non vuole sprecare elettricità, è quello di non lasciare mai gli elettrodomestici in standby, dato che questa fase di “preaccensione” ha un costo in media 50 euro all’anno per famiglia; per evitare questo spreco è sufficiente spegnere gli apparecchi oppure lasciarli in standby ma collegarli ad una ciabatta, che li può scollegare in simultanea quando non ci servono.

    In alcuni casi, gli apparecchi vengono lasciati accesi praticamente costantemente, come nel caso del frigorifero, cha va scelto quindi in classe A o superiori, e va acquistato in rapporto alle reali necessità della famiglia (per una di 2-4 persone la capacità consigliata è di 220-280 litri); meglio poi se il freezer è separato dal frigo, in modo da poter essere scollegato quando non necessario.

    I maggiori costi per la lavatrice sono invece determinati dalle temperature e dalla durata dei lavaggi, che con i detersivi ora in commercio, possono anche essere effettuati a basse temperature, contenendo i costi.

    Serena R.

    Prima Posizione Srl- Web Marketing Agency

  • Scegliere le bomboniere in base alla stagione in cui ci si sposa

    Si possono scegliere le bomboniere in base a diversi fattori: al significato di cui le si vuole investire, al budget che si ha a disposizione, ai gusti personali degli sposi, al numero di invitati e così via. C’è però anche un’altra variabile che potrebbe essere utile prendere in considerazione quando ci si accinge a scegliere le bomboniere per il proprio matrimonio: la stagione in cui ci si sposa. Non tutte le coppie di sposi pensano a questo fattore, che invece può risultare molto utile nella scelta degli oggetti da regalare agli ospiti. Sposarsi in primavera anziché in inverno, o in estate anziché in autunno, potrebbe influenzare la scelta delle bomboniere, soprattutto se si sceglie di regalare dei prodotti naturali o eno-gastronomici, una tendenza tra l’altro in forte ascesa e una scelta che sembra molto apprezzata sia dalle coppie di sposi che dagli ospiti. Le coppie che si sposano in primavera, per esempio, potrebbero optare per dei vasetti di confetture che richiamino i sapori tipici di questa stagione, come nel caso delle marmellate alle fragole. Se ci si sposa invece in autunno o in inverno, perché non optare per delle marmellate, ma da spalmare sui formaggi?

    Prodotti eno-gastronomici a parte, la stagionalità delle bomboniere si manifesta anche nella scelta di altri tipi di oggetti. Le bomboniere possono avere delle forme che richiamino la stagione in cui la coppia è convolata a giuste nozze: Artigiano Creativo, per esempio, propone bomboniere a forma di conchiglie, che fanno molto mare e che risultano quindi perfette per un matrimonio estivo. Allo stesso modo, gli sposi d’inverno potrebbero optare per degli oggetti a forma di fiocco di neve e le coppie che scelgono un mese autunnale acquistare dei segnalibri a forma di foglia, mentre se la cerimonia è fissata per la primavera la scelta potrebbe cadere su delle eleganti rose in argento. In questo modo la bomboniera non ricorderà al destinatario del dono solo le persone che gliel’hanno regalato, ma anche il periodo in cui si sono sposati, mantenendo così il ricordo di quel giorno ancora più vivo nella memoria degli invitati. Molto interessanti anche le bomboniere stagionali e utili allo stesso tempo, come i cucchiai da gelato da regalare in caso di matrimoni estivi, dei portacandela (perfetti per chi si sposa in periodo natalizio), o dei coltellini per spalmare il formaggio in autunno.

    La scelta, quando si parla di bomboniere stagionali, è davvero ampia, e a volta basta solo un po’ di fantasia per trovare l’oggetto giusto a seconda non solo dei propri gusti, del budget a disposizione e così via, ma anche del periodo dell’anno in cui ci si sposa. Le bomboniere scelte in base alla stagione in cui si svolge il matrimonio, inoltre, hanno dalla loro il vantaggio dell’originalità, proprio perché non sono ancora molte le coppie che scelgono le bomboniere per il loro giorno più bello in base a questa variabile. Se volete donare ai vostri ospiti delle bomboniere originali, che si identifichino facilmente anche con la stagione in cui pronunciate il fatidico sì, la vostra scelta non potrà che cadere su questo tipo di bomboniere!

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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  • Fassa Bortolo rimette a nuovo la Chiesa Parrocchiale San Benedetto Abate a Padova

    L’Italia è riconosciuta nel Mondo come patria di grandi valori artistici e culturali, capaci di resistere nel tempo anche a momenti difficili come le guerre. Alcune volte questi patrimoni vanno aiutati a tornare al loro antico splendore attraverso delle opere di risanamento e ristrutturazione.

    Questo è il caso della Chiesa Parrocchiale San Benedetto Abate di Padova, risalente al 1195 che al suo interno ospita il corpo del fondatore Beato Giordano Forzatè, la quale dopo un attento esame effettuato da Fassa Bortolo ha rivelato diverse tipologie di degrado sull’intera facciata, sulle statue, sulla croce di ferro, sul timpano e sul portale in pietra d’Istria.

    Ristrutturata in stile barocco nel 1612, la Chiesa rischiò di essere demolita duecento anni più tardi, fino ad essere bombardata nel 1944 dagli attacchi angloamericani, che causarono la perdita di opere di grande valore artistico. La ristrutturazione effettuata per regalare l’antico splendore a questa chiesa è partita dalla facciata, in cui l’intonaco era particolarmente degradato a causa delle risalite d’umidità, demolendo l’intonaco danneggiato esistente, applicando il rinzaffo e un intonaco a mano risanante.

    Per la ricostruzione di dentelli e cornicioni, particolarmente rovinati dall’infiltrazione dell’acqua al suo interno, si è proceduto ad una pulizia e poi al rinnovamento con appositi perni. La linea di prodotti Fassa Bortolo utilizzata è stata quella Restauro EX-NOVO, che si compone di Bio-malte, Bio-intonaci e prodotti specifici per la costruzione e il risanamento di murature umide, tutti materiali a base di calce idraulica naturale NHL 3,5.

    Infine, per quanto riguarda le statue, la materia degradata è stata rimossa e rifatta successivamente, mentre nella parte retrostante, l’intonaco già mancante è stato steso ex novo.

    Una chiesa rimessa a nuovo e riportata al suo antico splendore è sempre un vanto per il nostro paese, che in un momento come questo deve prestare ancora maggiore attenzione alle sue tradizioni.

    Progetto Architettonico e Direzione Lavori: Arch. Paolo Rossettini

    Impresa esecutrice: Garalin S.r.l.

    Esecutore posa degli intonaci: Garalin S.r.l.

    Rivendita: Fratelli Bison – Tencarola di Selvazzano (PD), Giolo Center – Albignasego (PD)

    Fassa S.p.A.
    via Lazzaris, 3 – 31027 Spresiano (TV) ITALY
    Tel.
    +39.0422.7222 – Fax +39.0422.887509
    www.fassabortolo.com