Categoria: Attualità e Società

  • INAUGURATO IL NUOVO IMPIANTO FOTOVOLTAICO REALIZZATO AD ALTOMONTE

    Ieri, 10 luglio 2012 è stato inaugurato l’impianto fotovoltaico realizzato da ESSE – Enel Green Power & Sharp Solar Energy – la joint venture paritetica italo-giapponese tra Enel Green Power e Sharp per lo sviluppo del fotovoltaico.

    La cerimonia di inaugurazione è stata preceduta da una conferenza stampa condotta da Donato Leone, Responsabile Relazioni Esterne Macro Area Sud, nella quale Riccardo Amoroso, Amministratore Delegato di ESSE, e Aldo Meneghelli, Presidente di ESSE, hanno illustrato i caratteri della joint venture tra EGP e Sharp e dell’impianto fotovoltaico di Altomonte esaltando i risultati di una collaborazione fattiva con gli enti locali.

    Gli stessi concetti sono stati ripresi successivamente da Gianpietro Coppola, Sindaco di Altomonte- perfetto padrone di casa insieme ai componenti la sua Giunta- che ha posto l’accento sulla necessità che i grandi gruppi industriali guardino al Sud come occasione di sviluppo dei loro affari e per contribuire alla ripresa economica del Paese, collaborando con il territorio in modo da realizzare interventi che, come nel caso dell’impianto fotovoltaico di Altomonte, sia compatibili con l’ambiente circostante.

    L’impianto fotovoltaico di Altomonte ha una capacità complessiva di 13,22 MW e si sviluppa su una superficie di circa 38 ettari in località Serragiumenta.

    La produzione annua prevista è di oltre 11 milioni di kWh, una quantità di energia elettrica sufficiente per soddisfare il fabbisogno annuo di oltre 4 mila famiglie.

    Una prima parte dell’impianto, di 5 MW di capacità, è entrata in esercizio lo scorso anno ed è stata realizzata utilizzando moduli fotovoltaici con tecnologia monocristallina Sharp.

    I restanti 8,22 MW sono, invece, entrati in esercizio nei primi mesi del 2012 e, insieme ad altri impianti, hanno consentito ad ESSE di chiudere il primo trimestre 2012 mettendo globalmente in esercizio in Italia ulteriori 14,4 MW di nuova capacità fotovoltaica, in linea con quanto previsto dal business plan della partnership.

    La seconda parte dell’impianto di Altomonte è stata realizzata utilizzando i pannelli a film sottile multigiunzione prodotti dalla fabbrica siciliana della 3Sun, la joint venture paritetica tra Enel Green Power, Sharp e STMicroelectronics, entrata in produzione commerciale alla fine dello scorso anno.

    La fabbrica di Catania, in grado di produrre pannelli fotovoltaici per 160 MW all’anno, è la più grande d’Italia e tra le maggiori in Europa, oltreché una delle più avanzate tecnologicamente.

    Attraverso ESSE i pannelli fotovoltaici prodotti dalla fabbrica verranno utilizzati per sviluppare, costruire e gestire impianti fotovoltaici per un totale di oltre 500 MW di capacità installata, entro il 2016, sempre nell’area del Vecchio Continente, del Medioriente e dell’Africa.

  • CHE COS’E’ IL PARTO IN SILENZIO?

    Il parto in silenzio è tutto ciò che riguarda il provvedere al miglior ambiente possibile per la gestante e il suo nuovo piccolo. Le sue origini possono essere tracciate nel libro di L. Ron Hubbard “Dianetics: la forza del pensiero sul corpo” e sono fermamente ancorate in un principio fondamentale e rispettoso del fatto che a una donna, particolarmente una gestante, deve essere dato il massimo in rispetto e cure.

    Un parto in silenzio è una sequenza di travaglio e parto fatto in un ambente calmo e affettuoso, senza che le persone presenti parlino.

    I dottori e le infermiere che chiacchierano, urlano di “SPINGERE, SPINGERE” e “incoraggiamenti” ad alta voce o ridendo, sono le cose che dovrebbero essere evitate.

    Come scrisse L. Ron Hubbard: “Ogni persona deve imparare a non dire nulla in presenza della madre gravida durante il travaglio e il parto. Specialmente durante la nascita, dovrebbe essere mantenuto il silenzio assoluto e più delicato è il parto, meglio è.”

    Il punto importante riguardo il parto in silenzio, è che NON vengano dette PAROLE. Non significa che una madre non possa fare nessun verso durante il parto.

    E’ un po’ impossibile che una madre possa dare alla luce un figlio senza fare alcun rumore.

    Le madri naturalmente vogliono dare ai propri figli un buon inizio di vita e quindi mantenere il parto il più tranquillo e quieto possibile. Detto questo, la scelta di come gestire il proprio parto è a discrezione di ogni donna e del proprio medico. Non è richiesto di aderire a nessun tipo specifico di routine. Proprio come ci si prende cura di tutti gli altri aspetti di un parto e della nascita, una donna e il proprio dottore od ostetrica e qualsiasi altra persona presente dovrebbero vedere di trovare dei mezzi per comunicare senza l’uso delle parole.

    I dottori rispettano il diritto di una madre di scegliere le proprie esperienze di parto. Il parto in silenzio non è un modello medico ma un approccio religioso e filosofico basato sulle ricerche di L. Ron Hubbard sulla mente e lo spirito.

    Il principio che sta dietro al fatto di non parlare è delineato in modo dettagliato in Dianetics e per comprendere pienamente il perché, uno dovrebbe leggere il libro Dianetics: La Forza del Pensiero sul Corpo.

    Ma per darne una breve spiegazione, L. Ron Hubbard ha scoperto la fonte nascosta di incubi, paure irrazionali, turbamenti, insicurezza e malattie: la mente reattiva. Questa parte della mente registra tutte le percezioni durante momenti di incoscienza e il parto ne è fonte sia per il bambino che per la madre.

    Le parole, specialmente se dette durante questi momenti, possono avere un effetto avverso sulla vita futura della persona.

    Comunque la ricerca, scoperta e pratica del parto in silenzio furono annunciate per la prima volta dal signor Hubbard nel 1951 nel libro Dianetics per Bambini, e da allora questo metodo è stato convalidato e utilizzato da dottori, infermiere e ostetriche in tutto il mondo.

    La Chiesa non ha nessun regolamento contro l’uso di medicine al fine di aiutare una persona durante una situazione e questi principi non precludono una madre dal ricevere qualsiasi procedura medica necessaria a partorire in sicurezza, includendo il parto cesareo. Queste sono esclusivamente decisioni mediche e anche queste vengono prese tra la madre e il dottore.

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.dianetics.it

  • COME FUNZIONA DIANETICS?

    In Dianetics: La Forza del Pensiero sul Corpo, L. Ron Hubbard scrive: “Si è scoperto che la fonte dell’aberrazione è una sottomente finora insospettata che, con tutte le proprie registrazioni, giace al di sotto di ciò che l’Uomo considera la sua mente ‘conscia’. Il concetto della mente inconscia viene sostituito in Dianetics dalla scoperta che la mente ‘inconscia’ è la sola mente che è sempre conscia. In Dianetics questa sottomente viene chiamata mente reattiva”.

    La mente reattiva non immagazzina ricordi così come noi li conosciamo. Immagazzina immagini mentali di tipo particolare chiamate engram. Gli engram sono una completa registrazione, fin nei minimi dettagli, di ogni percezione presente in un momento di “incoscienza” totale o parziale.

    “L’incoscienza” potrebbe essere causata dallo shock di un incidente, dalla somministrazione di anestetici per un’operazione chirurgica, dal dolore provocato da una ferita o dal delirio generato da una malattia. Durante i momenti in cui la mente analitica è disinserita, completamente o in parte, la mente reattiva si inserisce, completamente o in parte. Un engram esiste al di sotto del livello di consapevolezza dell’individuo, ma può attivarsi imponendo il suo contenuto e può causando paure, emozioni, dolori e malattie psicosomatiche inaspettate, indesiderate e di cui non si è consapevoli.

    Nella procedura di Dianetics, l’individuo racconta un episodio di “incoscienza” dall’inizio alla fine fino a quando l’engram è ridotto, il che significa che tutta la carica o il dolore sono stati eliminati, o cancellati, quindi l’incidente svanisce per sempre. In entrambi i casi, l’individuo è libero dagli effetti aberrativi dell’episodio e può sperimentare enorme sollievo e un aumento del tono emozionale.

    Questo è il miracolo di Dianetics!

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.dianetics.it

  • SIUA 24 ORE. Recensioni, News e Articoli dal mondo degli animali

    Roberto Marchesini, educatore cinofilo esperto e fondatore della Scuola Interazione Uomo-Animale, studioso del comportamento animale ed ideatore della Zooantropologia Didattica, è curatore della rubrica SIUA 24 ORE.

    Tante notizie, approfondimenti e inchieste dal mondo degli animali, con specifico riferimento agli animali domestici come il cane e il gatto, da sempre compagni di vita dell’uomo.

    Una rubrica che si pone in primo luogo a tutela degli animali, denunciandone i maltrattamenti e i comportamenti umani che evadono le basilari regole del rispetto delle altre specie oltre che la legge in vigore. A farne le spese come sempre loro, i nostri amici a quattro zampe, troppo spesso lasciati soli, abbandonati, denutriti o addirittura maltrattati.

    Per questo SIUA 24 ORE vuole fornire strumenti di comunicazione a chi ha la sensibilità di comprendere che il cane, o il gatto, non solo vanno rispettati in quanto specie viventi ed intelligenti, ma anche in quanto controparte fondamentale di una relazione complessa che da sempre l’uomo detiene con l’eterospecifico e che ora, in contesti urbanizzati e artificiali, si concentra nell’animale domestico.

    Oltre a questo aspetto molto importante e di forte sensibilizzazione dell’opinione pubblica, SIUA 24 ORE tratta anche approfondimenti e buone notizie, come ad esempio la recente apertura a Lampedusa di un centro permanente per la salute, la sterilizzazione e la microchippatura di cani randagi e la promozione dell’iniziativa “adotta un cane lampedusiano” rivolta ai turisti che ogni anno visitano l’isola.

    Il 9 luglio è stato pubblicato un autorevole articolo di Marchesini intitolato “Cuccioli e centripetazione”, in cui spiega l’importanza del ruolo del padrone sull’ addestramento dei cani cuccioli e, in particolare, offre consigli e pareri di esperto su come addestrare il cane in base a caratteristiche specifiche circa il carattere dell’animale e il contesto sociale in cui è inserito: “Per costruire una buona base relazionale occorre fare in modo che il proprietario non sia solamente un punto di riferimento ma un maestro accreditato, un referente, a cui rivolgersi quando si ha un bisogno o si deve interpretare una situazione. L’obiettivo di questo processo educativo, chiamato centripetazione, è far sì che il cane sia portato a coinvolgere il suo partner nel rapporto con il mondo e nell’espressione delle istanze ovvero che tenda a pensarsi in coppia e non in maniera individuale”.

  • Tumori infantili: il motore della ricerca è nella torre della Città della Speranza

    L’8 giugno 2012 è una data destinata a rimanere nella storia della città di Padova e nel cuore di tutte quelle famiglie che vivono le difficoltà del tumore infantile: è la data dell’inaugurazione della Torre della Città della Speranza.

    Il polo, sito nella zona artigianale di Padova, è destinato a diventare il più grande centro europeo dedicato alla ricerca scientifica sulle malattie infantili, e in particolare sui tumori; all’inaugurazione erano presenti anche il vescovo Antonio Mattiazzo, che in rappresentanza della Chiesa ha provveduto a benedire la struttura, il presidente della Regione Zaia, la Presidente della Provincia Barbara Degani, il Sindaco Zanonato ed era prevista anche la presenza del capo dello Stato, assente per l’inaspettata emergenza sisma in Emilia.

    Bisogna ammettere che la città di Padova non è nuova alle importanti scoperte in campo scientifico: l’ultimissima novità che riguarda la scoperta del Bosone di Higgs è infatti stata fatta anche grazie al contributo dell’Ateneo padovano e all’Infn, che hanno progettato, realizzato ed installato le camere muoniche, che hanno permesso di rilevare le tracce lasciate dal bosone; alla base della ricerca ci sono poi molte aziende che si occupano della ricerca dal punto di vista delle apparecchiature e degli strumenti per i laboratori scientifici di tutta Italia, come ad esempio Vetrotecnica, azienda storica nel panorama padovano. Il progetto architettonico è stato portato a termine dopo quattro anni di lavoro, sotto la guida dell’architetto romano Paolo Portoghesi, che per questo edificio dedicato alla ricerca sulla cura dei tumori infantili ha pensato ad una struttura che ricorda sia la forma di un angelo con ali socchiuse che la doppia elica ascendente di una molecola di Dna, volendo esprimere quindi un duplice messaggio di fiducia nelle potenzialità della ricerca scientifica e della solidarietà umana verso chi soffre.

    Nella struttura a grattacielo sono stati investiti 32 milioni di Euro da parte della Fondazione Città della Speranza, ovvero da donazioni spontanee di decine di migliaia di cittadini italiani, ma soprattutto padovani, e dall’eccezionale donazione della pediatra Anna Maria De Claricini, che ha devoluto alla città della speranza ben 4.5 milioni di Euro, cioè ben il 90% dei suoi beni, senza poi contare gli enti pubblici e privati che hanno partecipato- a vario titolo- al progetto (La Regione, il Comune, la Provincia, la Camera di Commercio, il Consorzio Zona Industriale e la Fondazione Cariparo). La fondazione Città della Speranza si è impegnata a coprire tutti i costi di gestione dell’istituto e ad investire almeno 1 milione di Euro in progetti di ricerca scientifica pediatrica, grazie anche al contributo di partner pubblici e privati come la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha stanziato 10 milioni di Euro.

    La struttura, già rinominata “la torre della speranza” conta 10 piani, per un totale di 17.500 metri quadri a disposizione di almeno 350 ricercatori e ospiterà laboratori didattici e di ricerca del dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova, del Dipartimento di Scienze oncologiche chirurgiche dell’Università di Padova, della Fondazione Penta e di La Nostra Famiglia IRCCS Medea. Fra gli scienziati che entreranno a far parte del team della torre, anche il Dr. Paolo De Coppi, primario del Great Ormond Street Hospital di Londra, che sarà coordinatore dell’équipe di Medicina Rigenerativa con la Dott.ssa Michela Pozzobon. Inoltre due piani dell’istituto saranno dedicati alla nuova sede dell’Istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie, che porta nella torre anche il contributo della dottoressa Ilaria Capua, una delle migliori virologhe nel campo della trasmissibilità delle malattie dall’animale all’uomo a livello mondiale.

    Serena R.

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  • SERVIZIO PUBBLICO: PAURE INFONDATE SULLA MULTIPIATTAFORMA

    ROMA – Servizio Pubblico e la sua multipiattaforma web proseguiranno il cammino intrapreso anche per il prossimo anno. A confermarlo è Matteo Forte, CEO di Mosaico Produzioni, la società che per Zero Studio’s gestisce la strategia web. “Il progetto va avanti ed è solido. La multipiattaforma continuerà ad avere vita come l anno scorso e non solo: Mosaico, proprio grazie a quanto fatto fino ad ora, continuerà il percorso di innovazione strategica e tecnologica per rendere la fruizione dei contenuti e l’esperienza utente sempre più unica nel panorama internazionale”. Le parole del CEO smentiscono quanto apparso oggi sulle colonne di Libero concludendo che “il prossimo anno ne vedremo delle belle”.

  • Questione di traduzione

    La notizia è di questi giorni e riguarda la disoccupazione giovanile che in Italia ha raggiunto il record storico: il 36%. Il che significa che più di un giovane su tre, dai 18 ai 24 anni, non studia e non lavora. Il dato è davvero inaccettabile e sembra sempre di più che siano le nuove generazione a pagare lo scotto più alto della crisi, in termini di opportunità lavorative e alternative per il futuro.

    Come se non bastasse una frase del Ministro Fornero ha scatenato molte perplessità, non solo di fronte ai numerosi precari e lavoratori a tempo determinato ma soprattutto da parte di chi il lavoro proprio non ce l’ha ed ha smesso di cercarlo. Dopo il voto di fiducia verso le riforme sul lavoro il Ministro Fornero ha rilasciato un’intervista al Wall Street Journal in cui diceva che “il lavoro non è un diritto”.

    Ovviamente le critiche non si sono fatte attendere visto che, dato l’articolo 1 della nostra costituzione, l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. In realtà, Elsa Fornero, si è difesa dicendo che la traduzione dall’inglese all’italiano non è corretta e che il concetto da lei espresso non era quello.

    La frase doveva essere tradotta cos’: “il posto di lavoro non si ottiene per diritto”. La differenza è davvero sostanziale, e soprattutto in una materia così delicata, una traduzione sommaria e superficiale rischia davvero di far emergere contraddizioni spiacevoli. Ecco perché è importante avere un servizio di traduzione qualificato ed affidabile come quello di www.traduzione.it.

  • Raccolta e riciclo dei moduli fotovoltaici a fine vita: Schüco Italia, aderendo al Cobat, è conforme ai requisiti del GSE per l’accesso agli incentivi

    Dal primo luglio 2012, per accedere alle tariffe incentivanti previste dal IV Conto Energia, dovrà essere garantita la corretta gestione dei moduli fotovoltaici giunti a fine vita. L’azienda padovana si allinea alla nuova normativa aderendo al consorzio Cobat, il sistema nazionale di raccolta e riciclo in possesso di tutti i requisiti previsti dal Decreto.

    Schüco Italia, protagonista nella produzione di sistemi hi-tech per l’involucro edilizio ad alta efficienza energetica e per lo sfruttamento dell’energia solare, diventa membro di Cobat, il consorzio che in ambito nazionale e nel pieno rispetto delle disposizioni legislative vigenti garantisce la raccolta, il trattamento e la dismissione dei moduli fotovoltaici esausti.

    La recente emanazione delle Regole applicative per il riconoscimento delle tariffe incentivanti – D.M. 5 maggio 2011 (Quarto Conto Energia) – stabilisce infatti che, per poter accedere alle tariffe agevolate per gli impianti fotovoltaici che entreranno in esercizio dopo il 30 giugno 2012, dovrà essere garantita la corretta gestione dei moduli a fine vita. Le aziende che producono o importano pannelli fotovoltaici dovranno quindi presentare al GSE – Gestore dei Servizi Energetici – il certificato di appartenenza ad un sistema nazionale in grado di garantire correttamente la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei moduli fotovoltaici al termine della loro vita utile.

    L’adeguamento normativo è reso necessario dall’esigenza di recepire la direttiva europea sui RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) che include tra le categorie interessate anche i pannelli fotovoltaici.

    Schüco Italia si adegua rapidamente alla nuova regolamentazione diventando membro del Cobat, l’organismo nazionale che ha recentemente siglato un importante accordo di programma con il Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane), cui fa capo circa l’80% delle industrie italiane del settore, finalizzato a costituire la prima filiera italiana per la corretta gestione dei moduli fotovoltaici a fine vita.

    “La gestione sostenibile e responsabile della fase di «end of life» dei moduli fotovoltaici non è certamente un aspetto trascurabile per un’azienda come la nostra, particolarmente attenta e sensibile al tema della salvaguardia ambientale.

    Aderire ad un consorzio accreditato come Cobat costituisce un’ulteriore conferma dell’impegno di Schüco Italia lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla sua realizzazione allo smaltimento”, ha commentato Roberto Brovazzo, direttore generale di Schüco Italia.

  • Scooter elettrico, i vantaggi del nuovo modo di concepire le due ruote

    Il mondo delle due ruote si sta lentamente adattando all’ottica di consumi eco-compatibili che riguarda già da qualche anno il mondo delle quattro ruote.

    Nonostante infatti i veri appassionati delle moto sembrino non apprezzare i prototipi elettrici a ridotte emissioni, per via della sostanziale carenza di questi ultimi in termini di prestazioni e di “voce” rispetto alle sorella maggiori con alimentazione a benzina, gli scooter alimentati a elettricità sono una realtà sulla quale l’industria meccanica sta spendendo grandi energie e saranno certamente presto presenti in massa nelle nostre strade (si parla infatti di soli 0.20€ per un pieno).

    Ma quali sono davvero i vantaggi di uno scooter ecologico e quali gli svantaggi? Ci sono un bel po’ di miti da sfatare in questo senso, dato che –ad esempio- molte persone sono convinte che uno scooter elettrico non abbia la capacità di arrivare a velocità medie, quando invece riescono tranquillamente a raggiungere i 60/70km/h con punte anche di 100 km/h. Un po’ di chiarezza va fatta sulla batteria poiché si calcola in Ah (unità di misura della carica elettrica rapportata al tempo di esaurimento dell’energia); essenziale da questo punto di vista è scegliere la giusta batteria dato che a parità di capacità, a seconda del tipo di batteria, varia il tempo di esaurimento (le batterie al litio garantiscono delle prestazioni più lunghe, ma costano circa il doppio).

    La potenza dello scooter non si indica quindi in cv, ma in watt, e la potenza media dei motorini elettrici si aggira intorno ai 1000 watt, anche se è consigliabile l’acquisto di uno scooter a 2000 o 3000w se si sa di dover percorrere abitualmente tratti di strada in salita.

    Tasto ancora dolente è quello del prezzo che rimane più alto rispetto ai tradizionali scooter a benzina, anche se il trend è in discesa; ovviamente a fronte di un maggiore investimento iniziale, c’è il beneficio dei costi di gestione considerevolmente più bassi, dato che per un pieno si calcolano 0.20€, ed inoltre per i primi 5 anni è possibile usufruire dell’agevolazione governativa che prevede che il bollo si inizi a pagare dal sesto anno, in misura pari ad un quarto di quello che pagano i normali mezzi a benzina; atro risparmio anche sul fronte tagliandi, che costano all’incirca metà rispetto a quelli effettuati sui normali motorini. Unico costo di gestione che rimane invariato è quello che si riferisce all’assicurazione che – con qualche rara eccezione- rimane invariata.

    Il dubbio che tiene in scacco ancora molti italiani però non riguarda i componenti elettrici o i costi di gestione di mezzi, ma l’ancora latente- se non assente- disponibilità di punti di rifornimento per veicoli elettrici in Italia; unica eccezione è costituita dal comune di Firenze che conta attualmente già 109 colonnine di ricarica sparse per la provincia. Quindi allo stato attuale delle cose tutti gli italiani che possiedono o scelgono di acquistare uno scooter elettrico, devono valutare bene la lunghezza del percorso in relazione alla durata della carica, in modo da riuscire a circolare e poi a rientrare a casa per ricaricare lo scooter.

    Serena R.

    Prima Posizione Srl- Web Marketing Agency

  • Il lusso resiste alla crisi: +18% di acquisti per borse usate di alta moda


    Milano capitale degli acquisti di fascia alta

    Il lusso non conosce crisi. È ciò che viene affermato dalle principali associazioni europee attive nel lusso, che consolidano il ruolo dell’industria luxury come key driver per l’economia europea. A confermarlo, anche i risultati delle vendite nell’e-commerce di VendomeItalia, portale dedicato alla vendita e all’acquisto di borse di lusso usate, che ha registrato un incremento delle vendite del +18%.

    In un contesto in cui la crisi c’è, e si sente, il settore dei beni di pregio prosegue a crescere e, come afferma la ECCIA, l’alleanza delle cinque maggiori associazioni europee attive nel settore lusso, il made in Europe continua ad essere un modello di business unico che, grazie alla creatività, alla cultura e all’artigianato che lo contraddistinguono, ne fanno un punto di forza per l’intera economia del vecchio continente.

    E se il fascino del lusso non si arresta, aumentano anche gli interessi delle donne nei confronti degli accessori luxury d’occasione. “Nonostante il lusso non stia risentendo della crisi, è normale che le donne siano attratte dalla possibilità di acquistare, magari allo stesso prezzo, due accessori o capi di abbigliamento al posto di uno, mantenendo però la qualità e il marchio” afferma lo staff del portale dedicato alle borse luxury di seconda mano.

    È così che Vendome, sito web con due negozi off-line a Torino e a Milano, registra un notevole aumento di interesse da parte degli utenti che navigano il web, con una media di oltre 30.000 visite mensili. Ed è proprio a Milano, inoltre, che sono concentrate le maggiori ricerche della parola “lusso” per quanto riguarda gli acquisti online, confermando anche in questo caso la supremazia della città in campo moda. Seguono Verona, Bergamo e Torino.

    “Per stare bene con se stesse, le donne hanno la necessità di sentirsi importanti anche attraverso ciò che indossano, e una borsa di lusso può soddisfare questo bisogno” è ciò che afferma Eva Nekarancova, fondatrice del portale dedicato alle borse di lusso d’occasione, che continua: “il successo del nostro business è proprio quello di venire incontro alle donne, e alle loro esigenze, permettendo da un lato di acquistare borse di alto livello a prezzi convenienti, e dall’altro di ricevere sì accessori usati, ma in condizioni perfette e d’alta qualità.”