Categoria: Arte e Cultura

  • Alla Milano Art Gallery “Visioni”: la mostra personale di Amanda Lear organizzata dal manager Salvo Nugnes

    C’è già trepidante attesa alla “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in via Alessi 11 a Milano per la mostra d’arte “Visioni” di Amanda Lear, che si terrà dal 31 luglio al 24 agosto 2013, organizzata dal manager Salvo Nugnes Direttore di Promoter Arte, con vernissage inaugurale in data mercoledì 31 luglio, che vedrà la partecipazione di esponenti di spicco del panorama contemporaneo e note personalità istituzionali, tutti radunati per celebrare il talento artistico di questa poliedrica donna, conosciuta e apprezzata nel mondo per l’innato fascino, la grande intraprendenza e la prorompente vitalità.

    La Lear, che ha sempre incuriosito l’opinione pubblica per le molteplici esperienze private e professionali, in cui si è messa in gioco caparbia e coraggiosa, rivela “vivo attualmente in Francia insieme a dieci gatti che adoro e non soffro la solitudine, anzi sono autonoma, indipendente e appagata da questo stile di vita. Sono favorevole al concetto di società poli sessuale, di amore universale, ma sono contraria a tutti i matrimoni in assoluto e non mi risposerò mai più per nessun motivo, tantomeno con un italiano“.

    E dichiara “gli italiani sono bei ragazzi, grandi casanova, esperti corteggiatori e seduttori, ma vanno bene per una serata di gradevole e piacevole compagnia“.

    La Lear è impegnata in Francia a teatro con lo spettacolo “Lady Oscar” che la vede protagonista indiscussa del palcoscenico e che sta portando in giro con una turné di trionfale successo. Sull’esperienza teatrale dice “per me il teatro è stata una vera scoperta, come un colpo di fulmine, un amore immenso. Ho creato un rapporto meraviglioso con il pubblico, un legame diretto e ravvicinato che mi trasmette intenso calore umano. È un’esperienza unica, davvero stimolante che mi regala tranquillità e serenità psicologica. Il teatro mi ha cambiato la prospettiva di vita e mi ha aiutato a superare un periodo negativo di forte depressione, che ho attraversato“.

    Sugli importanti legami sentimentali con il maestro Salvador Dalì e il cantante David Bowie spiega “Dalì è stato il mio mentore dell’arte e ha avuto anche un ruolo quasi paterno, avendo trent’anni più di me, però la sua energia vitale e il suo dinamismo erano contagiosi e insieme a lui non c’è mai stata noia e monotonia. Con Bowie ho vissuto una bella storia, mi ha mandato a prendere lezioni di canto e ha prodotto il mio primo disco singolo“.

  • La Milano Art Gallery apre le porte alla mostra di Amanda Laer – Agenzia Promoter

    La grande Amanda Lear ha scelto il prestigioso contesto della storica “Milano Art Gallery Spazio Culturale in via Alessi 11 a Milano per allestire la sua mostra personale dal titolo “Visioni” che si terrà dal 31 luglio al 24 agosto 2013, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes Direttore di Promoter Arte e agente di personalità di spicco.

    L’inaugurazione, in presenza di rinomati esponenti istituzionali, vip e noti personaggi è prevista per mercoledì 31 luglio con ingresso libero al pubblico.

    La Lear è considerata una donna carismatica, indomita e un artista a tutto tondo, con un vissuto intriso di esperienze intense e una carriera coronata da meritati successi e riconoscimenti a livello internazionale. Attrice, modella, popstar nonché pittrice e musa per antonomasia del mitico Salvador Dalì, con il quale ha avuto un radicato rapporto sentimentale e del quale conserva un indelebile ricordo. Su Dalì racconta “di recente ho visitato la mostra dedicata a Dalì presso il museo Pompadour di Parigi, la stessa allestita qualche anno fa a Palazzo Reale a Milano. Al mio arrivo mi sono sentita osservata dai presenti come se mi considerassero simbolicamente la vedova di Dalì. Nonostante avesse trent’anni più di me era un uomo talmente creativo, divertente ed estroso che non mi sono mai annoiata insieme a lui. Per certi versi ha rappresentato anche una figura paterna, ma il nostro rapporto è sempre stato stimolante e frizzante“.

    L’annuncio dell’imminente mostra è stato dato in anteprima dalla stessa Amanda Lear in occasione di un’intervista rilasciata a Silvia Toffanin durante una puntata di “Verissimo” incitando a intervenire numerosi all’importante evento in suo onore.

  • Intervista al curatore Ruggero Maggi in occasione dell’inaugurazione del Padiglione Tibet a Venezia – Agenzia Promoter

    In occasione dell’inaugurazione del Padiglione Tibet tenutasi a Venezia Sabato 1 Giugno 2013, evento parallelo alla 55° Esposizione Internazionale d’Arte, intervistato l’ideatore e curatore Ruggero Maggi sul significato di tale progetto.

    1) Come e quando è nato il progetto del Padiglione Tibet?

    Padiglione Tibet è nato alla fine del 2010 quando, dopo un viaggio a Venezia, ho cominciato a riflettere su come si sarebbe potuto restituire ad un popolo come quello tibetano, ferito nell’ essenza più specifica e cioè nella libertà di espressione religiosa e culturale, la propria dignità. Ho pensato che l’arte potesse offrire uno straordinario mezzo per tentare di agevolare questo processo di re-identificazione geo-politica. La Biennale veneziana da sempre con il termine Padiglione identifica uno Stato, una Nazione. I padiglioni nazionali rappresentano orgogliosamente i propri paesi di appartenenza. Bene, io ho tentato di applicare questo concetto al Tibet, anche se, ben consapevole del fattore utopistico che tale impresa comportava, ho anche adattato una felice frase di Corona Perer come sottotitolo del progetto: Padiglione Tibet / il padiglione per un paese che non c’é … ma, aggiungo io, ci dovrebbe essere!

    2) Perché è stata scelta la Chiesa di Santa Marta per l’esposizione?

    La scelta della Chiesa di Santa Marta (ormai non più adibita a culto) come sede dell’evento è da attribuire alla particolare atmosfera, fra il mistico ed il fantastico, che qui si respira e che l’ha resa senz’altro lo spazio più consono a questo progetto che, del misticismo e di un sentimento di religiosità ritrovata, fa il suo centro d’interesse primario.

    3) Quanto è stato difficile operare una scelta per decidere quali gli artisti da invitare al Padiglione, quali i criteri?

    La scelta per gli artisti è stata operata semplicemente seguendo le inclinazioni del curatore (cioè il sottoscritto) e del Comitato Padiglione Tibet ed in base agli interessi artistici specifici dei singoli partecipanti, vista anche l’oggettiva difficoltà a misurarsi con un tema come quello del Mandala o quello della Ruota della preghiera (temi tratti dall’iconografia tradizionale del Tibet) o della video arte e della performance: è stato premiato il coraggio di una scelta ed anche di una decisa presa di posizione di fronte alla tragedia che si sta consumando in questo paese.

    4) Quali sono stati gli artisti più rappresentativi?

    Non vorrei dare una risposta incolore; posso solo rispondere che in questo progetto non esistono, per me, artisti più rappresentativi di altri; gli unici che desidero citare sono Lama Thupten e Lama Tenzing che hanno pazientemente e soprattutto sapientemente, con un minuzioso sovrapporsi di granelli di finissima polvere di marmo, tradotto in Mandala le opere dei singoli autori contemporanei.

    5) Pensa che l’esposizione possa essere utile per la causa del Tibet?

    Quando si parla di Tibet e credetemi, se ne parla purtroppo troppo poco, è sempre utile.

    Padiglione Tibet quest’anno è dedicato appunto ai martiri tibetani, ormai più di 120, che si sono immolati per la libertà del loro paese, per quella verità che lentamente, illuminata dal loro fuoco purificatore, verrà alla luce evidenziando al mondo lo stato di estrema sofferenza di questo nobile ed antico popolo.

    6) Qual è la sua formazione?

    Ho studiato, mangiato e vissuto Arte da sempre. La mia formazione artistica, a parte qualche banale riconoscimento studentesco, si è compiuta in strada con i miei compagni di viaggio: Pierre Restany, Shozo Shimamoto, Sergio Emery, Joki, ….

    7) Quali i progetti futuri?

    In futuro: CAOS, libri d’artisti – di cui possiedo un archivio Non solo libri che dagli anni ’70 è in continua evoluzione – ed un particolare progetto sul ‘dialogo’ tra materia inorganica, inerme ed il ‘seme’ digitale del mondo tecnologico.

  • Ulisse, il ritorno – la nuova attesa produzione di Corrado d’Elia

    TEATRO LIBERO

    Dal 27 giugno al 13 luglio 2013

    Ulisse, il ritorno

    Viaggio poetico nell’uomo e nell’oggi

    progetto, drammaturgia e regia di Corrado d’Elia

    con Sara Bertelà, Giovanni Franzoni e Franco Ravera

    assistente alla regia Andrea Finizio

    scene Fabrizio Palla

    luci Alessandro Tinelli

    fonica Giulio Fassina

    produzione Teatro Libero

    Anche l’anima, se vuole conoscere se stessa,
    deve guardare dentro all’anima…”
    (Platone)


    In scena dal 27 giugno al 13 luglio a Teatro Libero il nuovo, attesissimo spettacolo di Corrado d’Elia. Una drammaturgia originale, che indaga la necessità di “tornare a casa”, a noi stessi, a quello che più ci appartiene…
    Alla ricerca del senso stesso del nostro viaggiare.

    Il racconto di Omero è solo il punto di partenza.

    Come nei viaggi che si rispettano, salpiamo, pieni di eccitazione, senza davvero sapere dove arriveremo e cosa troveremo all’arrivo. Questo in fondo è il nostro spettacolo, un viaggio poetico nell’uomo e nell’oggi, una riflessione necessaria sul contemporaneo, sui disastri del nostro tempo e su cosa vuol dire oggi essere artisti.
    In un’epoca in cui non si respirano più sogni, gli ideali muoiono, e l’etica e l’utopia vanno scomparendo, come non fermarsi per un po’ e chiedersi: “Chi siamo? E dove stiamo andando?”.

    Ecco che dunque la necessità di “tornare a casa” vuole dire innanzitutto tornare a noi stessi, a quello che più ci appartiene, a quello che davvero siamo e che forse col tempo ci siamo dimenticati di essere. Tornare all’inizio, dunque, al nostro primo sguardo, ai nostri primi ricordi, per comprendere come eravamo e come avremmo forse dovuto essere.

    Tre personaggi, tre naufraghi della vita, che insieme, in uno spazio che è insieme teatro, imbarcazione e sala da ballo, raccontano la propria storia, mentre presente e passato si confondono in un’atmosfera onirica e malinconica.

    Sullo sfondo il continuo rimando ai personaggi di Omero, ma soprattutto alle atmosfere profonde e poetiche dei film di Theo Angelopoulos, regista greco da poco scomparso, cui è dedicato lo spettacolo.

    Un grande omaggio al teatro e alla sua forza vitale, impulsiva e purificatrice.

    Dal 27 giugno al 13 luglio 2013

    Ulisse, il ritorno

    Viaggio poetico nell’uomo e nell’oggi

    progetto, drammaturgia e regia di Corrado d’Elia

    con Sara Bertelà, Giovanni Calcagno e Franco Ravera

    assistente alla regia Andrea Finizio

    scene Fabrizio Palla

    luci Alessandro Tinelli

    fonica Giulio Fassina

    produzione Teatro Libero

    SPETTACOLO INSERITO IN INVITO A TEATRO

    Via Savona 10

    Milano

    BIGLIETTERIA

    PREZZI BIGLIETTI

    Intero: € 21,00

    Under 26: € 17,00

    Over 60: € 13,00

    allievi con carta TP CARD: € 10,00

    ORARIO SPETTACOLI

    dal lunedì al sabato ore 21.00

    domenica riposo

    ORARI BIGLIETTERIA
    da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00

    Nei giorni di spettacolo:
    da lunedì a venerdì fino alle 21.30
    sabato dalle 19.00 alle 21.30

    INFO E PRENOTAZIONI
    02 8323126
    [email protected]

    ACQUISTI ONLINE

    www.teatrolibero.it

  • Cina e Mediterraneo – Arte Globale

    Roma, 19 giugno 2013 – Prende il via giovedì 21 giugno, alle ore 18.30, presso i prestigiosi spazi espositivi del Centro Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto la prima edizione della rassegna di arte internazionale dal titolo “Cina e Mediterraneo –Arte Globale”.

    Nata da un’idea e da un progetto del team direzionale di Segni d’Arte, che ha anche curato l’esposizione, e dell’Addetto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto, il Professor Abdelrazek Fawky, la mostra, che nasce con l’intento di costruire e definire uno scambio di culture espressive, presenta a un folto pubblico di critici d’arte, giornalisti ed estimatori le nuove generazioni della contemporaneità internazionale.

    In programma fino al 15 luglio prossimo (orari 10.30 – 13.00 e 14.30 – 17.30, ingresso libero), l’esposizione rappresenta, infatti, un importante momento di incontro e condivisione di culture e di valori intellettuali e artistici di civiltà diverse e punta ad attivare un confronto tra matrici culturali, artistiche e generazionali differenti che permetta di avviarsi verso un discorso molto più ampio di globalizzazione, senza per questo togliere agli artisti stessi quelli che sono i valori fondanti di ogni individuo e il loro concreto rapporto sentimentale e d’ispirazione con il territorio d’origine.

    In mostra gli artisti cinesi Fang Jinghua, Xia Zyii, Cheng Wei, Zhao Bing, Chen Yucun Huang Hairong, Wang Qingli, Yang Hong, Wang Wei, Li Bihong, Zhu Hong, Wei Ming, Kuai Lianuhui; Ma Lin, Kong Yansheng, che con le loro figurazioni tradizionali o con le più evolute espressioni di arte visuale, si confrontano con le accreditate espressioni della pittura e scultura italiana ed egiziana nell’intento di ampliare il confine della loro ricerca.

    Accanto a loro anche il Maestro Sandro Trotti, ambasciatore dell’arte italiana in Cina, il Maestro Hassan Abouelnaga e le sculture di Agostino Cartuccia e Mohamed Naguib.

    Quest’esposizione, scrive il Maestro Trotti nella sua presentazione a catalogo,”è un incontro che dà risalto alla attività artistica del gruppo di pittori della provincia di Hubei, che è riuscito a filtrare e coniugare la cultura orientale con quella occidentale mediterranea”. Si tratta, continua Trotti, di “un modo di elaborare un importante confronto che ha in qualche modo affinato una mirabile capacità di analisi e di sintesi del gruppo, caratterizzando la loro pittura e consacrandola nella nostra epoca fino a farle raggiungere risultati notevoli”.

    Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto – Centro Culturale

    Via delle Terme di Traiano, 13 – Roma

    Dal 21 giugno al 15 luglio 2013

    Orari: 10.30 – 13.00 e 14.30 – 17.30

  • Cinque milioni e mezzo di euro in palio in una caccia al tesoro.

    Due fratelli, ladri su commissione, rubano un’auto ma trovano un cadavere all’interno del bagagliaio. La macabra scoperta manda all’aria i loro piani e li proietta in una tetra caccia al tesoro in cui dovranno confrontarsi con un avvocato senza scrupoli, un dottore alcolizzato radiato dall’albo, un’incallita sognatrice alla continua ricerca della propria identità e una poliziotta ligia al dovere che sogna in gran segreto di trovare il vero amore. In palio ci saranno oltre cinque milioni e mezzo di euro, ma soprattutto l’idea di avere una seconda possibilità per ricostruire la propria vita.

    “A un passo dalla morte” è un romanzo noir/thriller di ambientazione italiana e segna l’esordio letterario di Ermanno Pisati. Pubblicato da Youcanprint, il libro è disponibile in tutti i maggiori store online sia nella versione cartacea, al prezzo di 12,90€ (ma nei siti troverete un ulteriore sconto), che in quella digitale, al prezzo di 0.99€. Si può anche richiedere nella vostra libreria di fiducia.

    Ermanno Pisati è un perito elettronico con l’hobby della scrittura. Lettore vorace di tutto ciò che è noir, thriller, mistery, horror, attualmente vive e lavora in provincia di Perugia.

    Visita il mio blog letterario http://www.ermannopisati.com

  • Debutto di Torino Paratour con l’Itinerario sul Grottesco, riservato ai disabili

    Torino Paratour: un’iniziativa turistica diversa dal solito, tesa a facilitare il rapporto fra i disabili non vedenti e motori e l’arte diffusa sul territorio. La proposta del CAUS, su idea di Raffaele Palma per colmare un vuoto in questo segmento turistico e culturale, ha ottenuto il Patrocinio della Provincia di Torino e della Città di Torino.

    In questi giorni l’anteprima assoluta del Tour “Il Grottesco nell’Architettura Torinese”, ha richiamato un nutrito gruppo di persone con handicap e le loro guide; presenti anche Enzo Tomatis, presidente provinciale UICI e Gino Bevilacqua Segretario di Consequor.

    “Protagonisti” dell’itinerario, elementi artistici, architettonici, figure mitologiche ed allegoriche, che spesso sfuggono all’occhio distratto, ma divengono oggetto d’interesse per il tatto allenato delle persone cieche. Importante rilevare che gli elementi esaminati, per la maggior parte l’uno in prossimità dell’altro e ad altezza “di ragazzo”, si trovano in luoghi accessibili anche per le persone in carrozzina o con le stampelle.

    Gli itinerari compresi in “Torino Paratour” sono tre (due sul Grottesco e uno sul Liberty). Il gruppo ha scelto il Grottesco Allegorico, che si sviluppa esternamente alle arcate del centro storico, su marciapiedi privi di barriere architettoniche. La visita inizia da via Carlo Alberto angolo Corso Vittorio Emanuele, direzione centro città. All’incrocio con via Dei Mille si devia per via Pomba, proseguendo per via Maria Vittoria e via Accademia delle Scienze, sino in Piazza Castello.

    “Non è la prima volta – ricorda Enzo Tomatis, presidente provinciale UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) – che qualcuno propone percorsi tattili per non vedenti. Finora, però, questi itinerari sono stati quasi sempre realizzati in luoghi difficili da raggiungere, quindi sostanzialmente impraticabili, soprattutto per i ciechi non accompagnati. Invece la proposta di Torino Paratour è senz’altro più accessibile, perché si snoda in pieno centro città. Inoltre ha il vantaggio di portare all’attenzione dei non vedenti elementi interessanti della nostra cultura e della nostra storia”.

    A proposito di Torino Paratour, Gino Bevilacqua Segretario di Consequor (Associazione Onlus per la Vita Indipendente), ha espresso un parere lusinghiero: “La difficoltà per noi disabili motori, anche per chi utilizza esclusivamente le stampelle, è sempre quella di poterci avvalere di percorsi senza barriere architettoniche.”

    Il tour proposto da Palma è interessante poiché studiato in base alle nostre specifiche necessità. Il suo maggior pregio è quello di esser compreso in un’area urbana ristretta, culturalmente interessante e priva di rischi.” Il Segretario di Consequor lancia poi una proposta innovativa per la nostra città: “Sarebbe interessante a livello turistico che il Comune di Torino ideasse un nuovo servizio di mobilità riservato ai disabili, residenti o turisti, disponendo aree dedicate, dove trovare microveicoli elettrici individuali, da utilizzare con una card personale, evitando in tal modo le lungaggini burocratiche relative ai permessi d’accesso nel centro storico.

    Chiudiamo con una novità assoluta: “Torino Itinera”, è il nuovo sito dedicato agli innumerevoli Tour del CAUS, dove trovare informazioni, immagini, appuntamenti e date, per vivere nuove e divertenti esperienze legate ai decori architettonici del capoluogo subalpino: http://www.caus.it/torino-itinera/


    Per scaricare i comunicati stampa relativi ai tre percorsi di Torino Paratour:

    http://caus-ufficiostampa.it.gg/Torino-Paratour-Grottesco.htm

    http://caus-ufficiostampa.it.gg/Torino-Paratour-Liberty.htm

    Info: cell. – 3396057369 – mail – [email protected] – sito: www.caus.it

    Ufficio Stampa – Laboratori del Vuoto – Piero Ferraris

  • 84 giorni – Il primo romanzo di Daniele Pollero

    È ufficialmente in commercio 84 giorni, il primo romanzo di Daniele Pollero.

    Ragione e sentimento, razionalità e istinto, sogno e cruda realtà, Alìa e Greta sono gli attori che sembrano contendersi il ruolo principale nella vita di D., protagonista di questi 84 giorni. Una lettera puntata ad indicare il suo nome può bastare al lettore, chiamato a perdersi nelle atmosfere oniriche evocate in questo romanzo, senza chiedersi chi, dove e perché, solo abbandonandosi alla narrazione che fluente alterna momenti di lucida argomentazione a sprazzi di pura ilarità, per poi ripiegarsi nella cupa disperazione. Al centro della vicenda, più spettatore che reale attore, c’è D., trascinato dalla fragile ingenuità di Alìa, che sfugge e vuole essere catturata, e dalla crudeltà di Greta, che invece appare dal nulla per calare la sua spietata scure sul protagonista. Alìa e Greta, il sogno e l’incubo, così diverse in apparenza, contrapposte e compresenti, segneranno inesorabilmente il destino di D.”

    È stato definito in molti modi (da “fiaba gotica e surreale” a “pastiche postmoderno”), ma la sua novità fondamentale è piuttosto il suo carattere anomalo, inclassificabile e inusuale. Quasi una narrazione per immagini.

    Non appartiene ad alcun genere riconosciuto. Il genere è l’autore stesso, in accordo alla sua visione dell’arte: la manifestazione compiuta dell’immaginario di un autore.

    Se proprio dovesse essere accostato ad uno o più generi, non sarebbero letterari, quanto cinematografici o musicali, quegli stessi a cui attinge: dal dark pop al post-punk, dal decadentismo all’espressionismo.

    Un libro per tutti e per nessuno, senza luogo, senza tempo e senza pace.

    Un nuovo modo di raccontare.

    Sito dell’autore: http://www.ilfilo.eu/danielepollero/

    Pagina Facebook dell’autore: https://www.facebook.com/84giorni?fref=ts

    Dove acquistarlo: http://www.ilfiloonline.it/index.php?page=shop.product_details&flypage=flypage.tpl&product_id=274457282&category_id=32&option=com_virtuemart&Itemid=176

  • “Persone che continuavano a venire alle 23,00, ininterrottamente dalle 19,00”; é successo stasera al Laboratorio Artistico Maclis, a Napoli

    Napoli 15 Giugno 2013 – A Napoli la pittura non è morta, è viva piu’ che mai e sopravvive, vincente, alle mode di stagione. Grande successo di pubblico al vernissage della mostra collettiva “That’s amore”, curata dall’ instancabile Valeria Ferronetti e presentata al laboratorio Artistico Maclis di Monica Palumbo, emergente gallerista napoletana.

    Ad accogliere i visitatori, Ciro D’ Alessio, Antonio Conte e Giovanni Manzo, i tre artisti che hanno condiviso la loro personale visione della citta’ di Napoli; in una serata dove, finalmente, si e’ parlato d’arte, di pittura, di nuove iniziative, tese a coinvolgere l’ attento pubblico napoletano.

    “Credevamo in una buona affluenza di visitatori, ma la realta’ ha superato le aspettative; succede raramente che un vernissage si protragga fino alle 23,00” dice la curatrice Valeria Ferronetti

    “Abbiamo ospitato, poco tempo fa, la prestigiosa collezione di Salvatore Emblema; con tali iniziative il Laboratorio Artistico Maclis vuole essere un centro importante di sviluppo artistico ed un punto di incontro per gli appassionati d’ arte a Napoli”. Abbiamo accolto, con convinzione, i tre artisti, protagonisti del progetto “That’s amore”, e siamo stati piacevolmente colpiti dall’ entusiasmo mostrato, dai visitatori, al vernissage” aggiunge la direttrice Monica Palumbo.

    Giovanni Manzo e’ presente nel progetto, a cura di Valeria ferronetti, con cinque lavori, dei quali e’ da segnalare uno splendido olio su tela ( 140 x 160 cm.), in bianco e nero, del 2008, raffigurante Piazza Municipio e la collina di San Martino, vista dalla Stazione Marittima di Napoli.

    La mostra e’ visitabile, su prenotazione, fino al 24 Giugno

    Laboratorio Artistico Maclis – Via S. Pasquale a Chiaia 10, Napoli – 081 7648116
    [email protected]
    www.maclis.it


    Si ricorda che dal 4 Luglio al 17 Luglio, tale mostra sara’ visibile al Castel’ dell’ Ovo a Napoli

    ETRA – Valeria Ferronetti – [email protected] – 331 6029838
    Facebook : E T R A – Valeria Polly Ferronetti –
    http://etra-valeriapollyferronetti.tumblr.com/
    Giovanni Manzo e’ rappresentato a Napoli da Ester Chianelli 3395965176 [email protected]

  • Sfilata Istituto di Moda Burgo 2013

    Appuntamento ormai consolidato negli anni che ha visto protagonisti gli studenti che hanno realizzato i capi seguendo ogni anno i temi riguardanti le tendenze in termini di Stile, Colori, Materiali e Accessori. Quest’anno, sempre tenendo in considerazione le tendenze del Fashion, è stata affrontata la tematica dell’Architettura tradotta in Fashion: Moda e Architettura! Entrambe esprimono idee d’identità personale, sociale e culturale e lo studente è chiamato a svolgere un ruolo chiave: deve tradurre “capi da indossare” ispirandosi alle opere dei più famosi architetti degli ultimi tempi! La sfilata presenterà due temi: Il BRUTALISMO e il DECOSTRUTTIVISMO, sempre sotto il segno dell’eleganza e della ricerca tecnologica, un fortunato mix che contraddistingue ormai lo stile dell’Istituto. I materiali “preziosi” e tecnologici e la cura dei dettagli sono gli elementi sostanziali anche per la sfilata di quest’anno: la Moda è Architettura quando dà forma e cattura gusti e tendenze. Lo studente, come abile architetto, dà loro visibilità.

    Moda da un lato e Architettura dall’altro, dunque, captano il mutamento delle città: l’una lo fa “abitando” corpi, l’altra “abbigliando” i luoghi.

    Istituto di Moda Burgo

    Ufficio Stampa: 02/783753 – [email protected]

    www.imb.it

    Piazza San Babila, 5 – 20122, Milano