Categoria: Arte e Cultura

  • Studiare per un Anno Accademico in Italia: Lingua e Cultura italiana a portata di mano!

    Studiare una lingua straniera è un’esperienza totale, in particolar modo se l’obiettivo dello studente è quello di giungere a padroneggiarla e a conoscerne anche sfumature e varianti.

    Tutti sanno che, per arrivare a tanto, l’elemento puramente linguistico non è sufficiente, mentre è imprescindibile un parallelo approfondimento culturale, che arricchisca i contenuti di una simile esperienza. E ciò è tanto più vero per una lingua come l’italiano, tuttora sospesa tra passato e presente, e dove il divario tra linguaggio standard (quello del telegiornale, per capirsi) e dialetti locali non è scomparso quasi a nessun livello, neanche negli ambienti universitari e nell’alta politica.

    Il corso di italiano in Italia pensato dalla Scuola Leonardo da Vinci per accompagnare lo studente verso un obiettivo così ambizioso è l’Anno Accademico, dove l’approfondimento delle conoscenze linguistiche è parallelo allo sviluppo di una serie di tematiche culturali, relative ai temi nodali della nostra cultura, come Storia dell’Arte, Cinema, Teatro, Moda, Cucina, Letteratura, Politica e Società.

    Il corso è suddiviso in tre trimestri in modo da consentire un approccio graduale all’obiettivo. Il primo trimestre (12 settimane) è centrato in via esclusiva sulla lingua, proprio per dotare lo studente, qualunque sia il suo livello iniziale, degli strumenti linguistici necessari ad affrontare la parte culturale, che comincerà appunto dal secondo trimestre. La verifica del possesso di tali strumenti è affidata all’esame AIL (di livello intermedio B1 o B2), programmato alla fine del trimestre.

    Il secondo trimestre (12 settimane) è invece quello dove il nesso apprendimento linguistico e sviluppo delle conoscenze culturali è più forte. Temi culturali come Arte, Cinema, Moda e Cucina, afferrabili anche da uno studente che ancora non abbia maturato un livello linguistico avanzato, vengono sviluppati insieme al perfezionamento delle conoscenze linguistiche. A coronamento del percorso vi è il secondo esame AIL (di livello avanzato C1 e C2).

    Il terzo trimestre (8 settimane) è infine quello dedicato in via esclusiva agli aspetti culturali. È soltanto a questo punto, infatti, che vengono proposti i temi linguisticamente più ostici come Letteratura, Teatro, Politica e Società.

    Il nostro percorso linguistico-culturale ha come logica conclusione la redazione di un saggio in lingua italiana su un tema attinente una delle materie affrontate. Ciò consentirà allo studente di esprimere, sviluppare e fissare in italiano idee e concetti suggeriti da questa ricca esperienza culturale-educativa. In questo lavoro, impegnativo ma di grande soddisfazione, e che si concentra in particolare nelle ultime tre settimane, lo studente è coadiuvato da un docente tutor. Degna conclusione di tale percorso è la presentazione e discussione in aula del saggio in questione.

    È facile dedurre da quanto sopra delineato che un anno accademico in Italia sarà per gli studenti un’esperienza di altissimo profilo, che potrà arricchire il Curriculum Vitae anche dello studente più sofisticato e che si adatterà in particolar modo a chi voglia intraprendere una carriera o un percorso accademico nel nostro Paese.

    Date del corso:

    – dal 07.01.2014 al 15.08.2014;

    – dal 05.05.2014 al 12.12.2014;

    – dal 15.09.2014 al 08.05.2015 (incluse 2 settimane di vacanze natalizie).

    Durata: 32 settimane

    Totale lezioni lingua: 480

    Totale lezioni per preparazione esami: 80

    Totale lezioni corsi culturali: 80

    Livello iniziale suggerito: da principiante (A1) a intermedio (B1)

    Diplomi: Firenze AIL intermedio, Firenze AIL avanzato, Diploma Anno Accademico

    Prezzo: EUR 5925.00

    Per maggiori informazioni sul corso di un anno accademico in Italia, visitate il sito ufficiale della Scuola Leonardo da Vinci.

  • L’arte a portata di click VoyagePittoresqueFactory lancia l’E-commerce e apre la gallery al mondo Web 2.0

    Da Napoli a Milano, passando per Londra fino ad arrivare in America e in Asia. Da oggi le opere d’arte di Gennaro Regina e della VoyagePittoresqueFactory di Napoli si possono acquistare con un semplice click da tutto il mondo. Sul sito www.voyagepittooresque.it è infatti attiva la sezione dedicata allo shopping on line: un catalogo in continuo aggiornamento propone gli oggetti d’arte di VoyagePittoresqueFactory, tutti acquistabili comodamente da casa, dal proprio Pc in assoluta sicurezza. In vendita ci sono le impressioni su tela di Gennaro Regina che raffigurano le vedute di Napoli e i Vesuvi urlanti declinati nelle tinte vivaci e con frammenti di parole, citazioni e poesie che fuoriescono dal cratere. Ci sono gli oggetti d’arte che hanno reso famosa la Factory nel mondo: i simboli di Napoli e della cultura partenopea declinati con verve artistica in cristallo, metallo, terracotta e porcellana; oggetti colti, espressione di un artigianato contemporaneo e di alta qualità, come l’Uovo di Pulcinella o il busto di San Gennaro, ma anche oggetti più moderni e di design come gli estrosi orologi da polso colorati che custodiscono l’immagine del Vesuvio all’interno del quadrante o i foulard in seta. Il tema è Napoli, sempre ricercato, sempre vincente e richiesto, specialmente all’estero.

    , spiega Gennaro Regina erede di una famiglia di editori d’arte e librai antiquari, alla fine degli anni Novanta apre con il fratello Vincenzo, “Le VoyagePittoresque”, un elegante spazio a Napoli, dove l’oggettistica di lusso incontra stampe antiche attentamente realizzate dagli artigiani della famiglia.

    Una nuova sfida dunque che punta ai mercati esteri, senza trascurare il mercato nazionale. Continuando a curiosare nel negozio virtuale di VoyagePittoresqueFactory i clienti troveranno anche le stampe antiche, le litografie, le gouaches, le incisioni sulle migliori carte italiane e una selezione di prestigiosi volumi dedicati all’arte, all’architettura alla storia partenopea, ma anche al folklore e alla cucina tradizionale.

    VoyagePittoresqueFactory

    Corso Vittorio Emanuele, 682 Napoli tel. 081 5621361

    Via V. Colonna, 15 a/b/c Napoli tel. 081 407309

    Aeroporto di Napoli Capodichino

    www.voyagepittoresque.it

    UFFICIO STAMPA

    Dipuntostudio

    Via Crispi 116/118

    Tel/Fax: 081 681505

    www.dipuntostudio.it


  • “Omaggio a Verdi”, quindici artisti celebrano il genio di Busseto

    Siracusa – “Omaggio a Giuseppe Verdi” è il titolo di una mostra-evento organizzata dalle Gallerie La Calandra di Andrea Strano (Ispica) e Quadrifoglio di Mario Cucé (Siracusa) per ricordare il grande compositore italiano nel bicentenario della nascita. La mostra, una collettiva che farà tappa in diverse città italiane, è realizzata in collaborazione con la Galleria Borsieri Arte di Roma e con il patrocinio dell’Assessorato all’Arte contemporanea e al Decoro urbano del Comune di Siracusa, dell’Accademia di Belle Arti Rosario Gagliardi di Siracusa e della Banca Agricola Popolare di Ragusa.I galleristi Andrea Strano e Mario Cucè, curatori dell’evento, hanno invitato quindici maestri della forma e del colore, tra i maggiori della Sicilia Orientale, a misurarsi sul piano artistico con la figura e l’opera di Giuseppe Verdi. Si tratta di Salvo Barone, Francesco Bertrand, Sandro Bracchitta, Carmelo Candiano, Mavie Cartia, Franco Coppa, Angelo Cortese, Giovanna Gennaro, Piero Guccione, Guglielmo Manenti, Vincenzo Nucci, Lela Pupillo, Lucia Ragusa, Filippo Sgarlata e Gaetano Tranchino.

    La collettiva, preceduta da una conferenza stampa (18 ottobre, ore 10,00 al Palazzo Vermexio), sarà inaugurata sabato 19 alle ore 18,00 nella Galleria Quadrifoglio (Via Santi Coronati, 13). La mostra potrà essere visitata fino a sabato 2 novembre. A seguire, sarà ospitata negli spazi espositivi della Galleria Borsieri Arte a Roma.

    “Colori come vapori musicali – scrive il critico e storico dell’arte Paolo Giansiracusa nel testo in catalogo – segni come note di un’aria verdiana, si snodano tra le tele e i supporti pittorici costruendo un messaggio di bellezza che l’umanità nuova saprà cogliere e comprendere”.

    La mostra osserverà i seguenti orari: dal lunedì al sabato, dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle ore 16,00 alle 20.

    Info e contatti

    Galleria La Calandra arte contemporanea

    Via Francesco Crispi 21, Ispica (RG)

    www.lacalandra.com – [email protected]

    Tel. 0932/950619

    Galleria Quadrifoglio arte contemporanea

    Via Santi Coronati, 13 – Siracusa

    www.galleriaquadrifoglio.it – [email protected]

    Tel. 0931 64443

  • Gabriele Contini viene intervistato sulla sua nuova performance in progetto

    1) Ha in programma qualche performance?

    Si, mi piacerebbe realizzare la performance dal titolo “Dio”. Ci sono cinque attrici che recitano giaculatorie in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo. Io starei dietro le attrici defilato, su di una piccola scala con piattaforma. Io avrei un crocifisso in mano. Al termine delle giaculatorie, a turno, le attrici reciterebbero “Che sarebbe di Dio se esistesse?”; l’ultima in italiano, ad un microfono. Io allora alzerei il crocifisso sopra la testa.

    2) Quale il significato della performance “Dio”?

    Voglio dare un’idea di distacco dalla parte finale a quella iniziale, per far percepire una contraddizione. La performance è fatta in varie lingue.

    3) Dove le piacerebbe realizzarla?

    Al PAC, perché lo considero un luogo privilegiato. Il PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea, è una tra le prime strutture italiane espressamente progettata per l’arte moderna e contemporanea.

    4) Che effetto si aspetta dagli spettatori?

    Io spero di suscitare stupore e meraviglia nei fruitori della mia performance.


    5) Come sceglie i protagonisti delle sue performance? Sono suoi conoscenti oppure sono attori?

    Al momento devo ancora vedere, vorrei chiamare degli attori ma mi devo ancora attivare a riguardo.

    6) Quando realizza le sue performance recita una parte oppure è se stesso?

    No, non direi che recito, piuttosto la mia è una condizione esistenziale, una sorta di immedesimazione.

    7) Solitamente, durante la performance, preferisce improvvisare o tenersi ad una traccia precedentemente scritta?

    Solitamente mi attengo a delle tracce precedentemente stabilite, ma non sempre, dipende dalla performance che voglio andare a realizzare.

  • Gabriele Contini noto performer Milanese, ci racconta il suo rapporto con la religione

    1) Nel 2003 mette in scena Salomè, al Teatro delle Erbe di Milano. Perché ha deciso di fare una performance con una tematica del Vangelo?

    Per realizzare la performance ho preso spunto dal dramma teatrale Salomè di Oscar Wilde. Il dramma è ispirato alla figura della principessa giudaica Salomè, figlia di Erodiade, ed alla sua storia, riportata, pur tacendone il nome, nei Vangeli di Marco e Matteo. Per compiacere la sua volontà, infatti, Erode ordinò la decapitazione di Iokanaan. L’opera venne scritta in lingua francese durante un soggiorno di Wilde a Parigi, appositamente per l’attrice Sarah Bernhardt la quale, nonostante le numerose prove, si rifiutò di interpretare il personaggio sulle scene. Il dramma appare solo in parte come una riproposizione della nota vicenda biblica (Matteo, 14,3-11; Marco, 6, 17-28), e, proprio nel suo essere altro dalla storia antica, ne svela la più recondita, metafisica essenza. Il tema principale è la remissione della propria sorte, il destino che si compie inesorabile e che riguarda l’umanità intera.

    2) Quanto è importante l’arte cristiana nelle sue opere?

    Non ci ho mai pensato! Non la definirei arte cristiana, ma “arte cristica” diretta all’essenza del messaggio recondito di Cristo.

    3) E’ credente? Praticante?

    Credo in Dio perché, come diceva il drammaturgo Carmelo Bene: “Non esiste un Dio, ma una presenza sovrasensibile”.

    4) Cosa ne pensa dell’elezione del nuovo Papa Francesco I?

    E’ una brava persona, ma la cosa non mi interessa.

    5) Secondo Lei, l’attuale Papa contribuirà ad un riavvicinamento dei cristiani alla Chiesa Cattolica?

    Non penso. I cristiani sono tanti e di diverse confessioni.

    6) Regalerebbe una Sua opera al Papa?

    Si, certo ne sarei onorato.

    7) Quale il significato del Crocifisso nelle sue opere?

    Il crocefisso ha un significato simbolico esistenziale formidabile è il segno della resa a qualcosa di più grande. Ne faccio uso per decretare la mia volontà di assumere un destino (quello del dolore, della remissione) sopra le mie spalle.

  • Miriana Bonazza “PREGHIERE NEL VENTO”

    Il giorno 15 ottobre 2013, alle ore 18.00, presso la sala espositiva del Circolo Generali (Piazza Duca degli Abruzzi, 1 – Trieste), inaugura la mostra della fotografa Miriana Bonazza Preghiere nel vento. Presentazione di Enea Chersicola.

    L’esposizione raccoglie una selezione di scatti che la viaggiatrice-fotografa triestina ha eseguito nel suo recente viaggio in Tibet, dove ha avuto modo di conoscere la pesantissima situazione che il popolo tibetano è costretto a vivere in conseguenza all’occupazione cinese.

    Tante volte siamo rimasti affascinati dal suono prodotto da una bandiera accarezzata o sbattuta dal vento; più questa vibrazione si ripete e più la bandiera si consuma, si lacera, si consegna fisicamente al vento che a colpi di piccoli fili la porta via, lontano. Proviamo ad immaginare che su quella bandiera ci sia intriso il più sacro e profondo dei pensieri, un’altissima espressione sacra, rivolta al mondo. Immaginiamo che questa venga posta sulle cime più alte, sul “Tetto del mondo”. Ogni colpo prodotto dal vento sarà un’eco protratta all’infinito, una preghiera consegnata alle bufere che la porteranno in luoghi lontanissimi. Queste sono le preghiere nel vento.

    Il grande lavoro fotografico di Miriana Bonazza è un punto di vista su un mondo pieno di misteri che attraverso gli scatti può essere intuito. Il cardine, in tutte le sue spedizioni fotografiche, è lo sguardo. Attraverso i volti ci viene palesata una familiarità umana che si offre come maniglia per spalancare la porta sugli enormi contenuti proposti in queste fotografie.

    Il lungo legame dell’autrice con questi luoghi si concretizza nel 2012 quando organizza il suo primo viaggio in Nepal e Bhutan. Qui inizia un’intensa analisi di una fede tanto più forte in quanto professata da esuli tibetani; l’esilio dei pellegrini tibetani, infatti, dilata la profondità della preghiera, evidenziando subito quali siano le difficoltà da affrontare per entrare in empatia con luoghi simili.

    Il viaggio in Tibet avviene a maggio 2013 proprio in occasione del Saga Dawa, festa centrale nella fede buddista dal momento che celebra proprio il momento di illuminazione di Buddha. L’incontro con il Tibet non può che essere profondo e radicale: incontrare i tibetani da moltissimi anni prigionieri dell’occupazione cinese, vedere come la loro fede sia in grado di superare questa pesantissima minaccia quotidiana, costringe i visitatori a riformulare il concetto della trascendenza. L’incontro con una fede così profonda e così pericolosamente pacifica, è un’esperienza che bisogna necessariamente metabolizzare.

    La ricerca di Miriana Bonazza è profondamente antropologica. L’autrice di queste fotografie riesce attraverso un dettaglio a raccontare tutto quel mondo che rimane fuori dall’obbiettivo al momento dello scatto. Il fotografo che mette l’occhio nell’obbiettivo non può diventare cieco rispetto al mondo che lo circonda: tutto ciò che vede nella macchina fotografica ha un contesto che in queste foto ritorna in maniera limpida ed evidente. Se l’autore quindi non si contestualizza nei luoghi dei suoi soggetti, la fotografia, in particolare se da reportage, è legata ad uno stato di abbandono; stato che non riguarda affatto il modo di Miriana Bonazza.

    Questa mostra ci consegna uno spaccato commovente di un luogo lontanissimo da molti di noi ma raccontato da una prospettiva di occhi a noi più familiari, quelli di Miriana. Penetrare negli sguardi che l’autrice generosamente ci offre è un’occasione per dialogare con temi profondi spesso dimenticati dalla nostra umanità.

    Dopo un intenso incontro avvenuto a Polava (UD) con il Ven. Sogan Rimpoche, Miriana ha concretizzato il suo desiderio di dedicare il proprio lavoro alla divulgazione della questione tibetana e ad una raccolta fondi in favore della Sogan Foundation (http://www.sogan.org/); la fondazione investe le proprie risorse in favore del popolo tibetano con progetti come quello che ha portato all’apertura del Kunsel Kyetsal (Istituto Superiore Tibetano della Scienza e della Tecnica). La mostra, che sarà ripetuta in diverse sedi espositive, si pone pertanto lo scopo di raccogliere fondi attraverso la vendita delle fotografie, per collaborare all’operato di questa fondazione in Tibet.

    La mostra sarà aperta al pubblico fino al giorno 25 ottobre con il seguente orario di apertura:

    – da lunedì a giovedì 9.30 -12.30 / 15.30 – 18.00

    – il venerdì 9.30 – 12.30

    Per maggiori informazioni sulla mostra: http://www.preghierenelvento.weebly.com

    Sito personale: http://www.mirimago.it

  • Intervista – “Marcolongo Pubblicità” collabora alla realizzazione della mostra di Amanda Lear alla Galleria Cavour di Padova

    1) Come e quando inizia la storia di Marcolongo pubblicità?

    L’azienda nasce nel 1935 ed è stata fondata da Guido Marcolongo. Nasce come azienda di piccole dimensioni e poi negli anni si è ingrandita.

    2) Nel 1960 avete ampliato la vostra attività e vi siete trasferiti a Sarmeola di Rubano. Quali i motivi?

    L’azienda si è trasferita negli anni 60 a Sarmeola di Rubano essenzialmente per motivi di spazio. Avevamo bisogno di un magazzino molto più grande.

    3) Siete stati la prima azienda di manufatti pubblicitari in grado di segnalare e comunicare la posizione geografica su Padova. Cosa significa per voi?

    Rappresenta un motivo di orgoglio, anche perché abbiamo cercato di farci conoscere negli anni come azienda seria ed affidabile per cui siamo riusciti ad ottenere un buon inserimento nella realtà economica della zona.

    4) Quale la vostra mission?

    La mission? Rendere efficace la comunicazione cercando, con la creatività, di venire incontro alle esigenze del cliente.

    5) Quali i vostri valori?

    La puntualità, la cura del lavoro, che è un lavoro “su misura” tenendo sempre presenti le esigenze dei clienti. Siamo una realtà artigianale, ma con un occhio al futuro. Lavorando anche con gli enti locali ci occupiamo anche della manutenzione dei servizi che forniamo.

    6) Mi può descrivere i servizi che offrite ai vostri clienti?

    Affittiamo spazi pubblicitari su supporti di nostra proprietà (dislocati sulle strade). Trattasi quindi di uno spazio affittato per un certo periodo. Inoltre produciamo, realizziamo, installiamo e vendiamo cartellonistica, totem ed insegne aziendali a led.

    7) Recentemente avete realizzato la comunicazione pubblicitaria della Mostra di Amanda Lear che si è tenuta presso la Galleria Cavour a Padova (stendardi e totem). È compiaciuto della collaborazione?
    Fondamentalmente si, è stata una bella esperienza di collaborazione.

  • Intervista all’artista Luigi Galligani in occasione del pienone alla Milano Art Gallery per la sua mostra personale al cui vernissage ha presenziato V

    1) È soddisfatto degli ottimi consensi, che sta ricevendo la sua mostra personale “mitologia contemporanea” presso la rinomata “milano art gallery”?

    Certo, sono molto contento degli ottimi consensi che ha ottenuto la mia mostra alla Milano Art Gallery. Un pubblico importante ed attento ha visitato la mostra in occasione dell’inaugurazione. Devo ringraziare il Dott. Nugnes che ha lavorato molto bene e le proposte che mi ha fatto di prossime mostre fungono da ulteriore stimolo.

    2) Il titolo “mitologia contemporanea” a cosa si ispira?

    Il titolo mitologia contemporanea si ispira alle mie opere. Il tema centrale è il mito rivissuto in chiave contemporanea, attuale. È dal 2000 che mi dedico al Mito (prima la tematica era il paesaggio marino, poi è stato quasi logico e naturale l’accostamento a tale) con la mia opera “Le tre Grazie” che tra l’altro è esposta alla Milano Art Gallery. Il mito, sia pur rivissuto e rivisto in un contesto attuale, mi aiuta a nobilitare la figura umana.

    3) Quali opere sono esposte in mostra?

    In mostra sono esposte Le tre grazie, Minerva con scudo e lancia e La testa di Medusa, Partenope, Afrodite, Diana, Cerere, e Busto di Circe in due varianti in terracotta e marmo nero del Belgio.

    4) È stato compiaciuto della presenza del professor vittorio sgarbi, durante il vernissage inaugurale della mostra, che ha espresso significativi commenti?

    È stata molto importante per me la presenza del Prof. Sgarbi al vernissage della mia mostra. Ho molta stima di lui, è molto colto e condivido la sua passione per la cultura classica. È stato molto importante per me poterlo avvicinare e poter avere uno scambio con lui.. Ha fatto puntualizzazioni importanti riguardo al mio lavoro dicendo anche che il Mito classico è perennemente attuale e che va rivissuto, rivisitato in chiave contemporanea. E questa è l’essenza , l’ispirazione del mio lavoro.

    5) Quali riflessioni di sgarbi sulla sua arte l’hanno maggiormente colpita?

    Il fatto che una parte del pubblico abbia riconosciuto che le mie opere sono ricche di spessore e che quindi ci sono dietro notevoli riflessioni. Lavoro sulla dimensione della figura umana, per farle ritrovare spessore, lavoro sui valori, diversamente ed in controtendenza con quello che spesso viene proposto anche dai mass media. Siamo circondati da immagini senza spessore, in una società troppo materialista che ha smarrito tutto. Le mie sono opere che fanno pensare, servono per rimetterci in discussione e questo una parte del pubblico l’ha capito.

    6) A quali nuove opere sta attualmente lavorando e quali sono i progetti futuri?

    Sto lavorando a Dafne in cera, statua grande di oltre due metri che diventerà in bronzo. I progetti nel prossimo futuro prevedono la partecipazione ad Arte Padova dove esporrò con altri artisti che hanno esposto alla Milano Art Gallery, tra cui anche Amanda Lear.

  • Intervista all’artista Milanese Gabriele Contini

    1) Ha in programma qualche performance?

    Si, mi piacerebbe realizzare la performance dal titolo “Dio”. Ci sono cinque attrici che recitano giaculatorie in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo. Io starei dietro le attrici defilato, su di una piccola scala con piattaforma. Io avrei un crocifisso in mano. Al termine delle giaculatorie, a turno, le attrici reciterebbero “Che sarebbe di Dio se esistesse?”; l’ultima in italiano, ad un microfono. Io allora alzerei il crocifisso sopra la testa.

    2) Quale il significato della performance “Dio”?

    Voglio dare un’idea di distacco dalla parte finale a quella iniziale, per far percepire una contraddizione. La performance è fatta in varie lingue.

    3) Dove le piacerebbe realizzarla?

    Al PAC, perché lo considero un luogo privilegiato. Il PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea, è una tra le prime strutture italiane espressamente progettata per l’arte moderna e contemporanea.

    4) Che effetto si aspetta dagli spettatori?

    Io spero di suscitare stupore e meraviglia nei fruitori della mia performance.

    5) Come sceglie i protagonisti delle sue performance? Sono suoi conoscenti oppure sono attori?

    Al momento devo ancora vedere, vorrei chiamare degli attori ma mi devo ancora attivare a riguardo.

    6) Quando realizza le sue performance recita una parte oppure è se stesso?

    No, non direi che recito, piuttosto la mia è una condizione esistenziale, una sorta di immedesimazione.

    7) 7) Solitamente, durante la performance, preferisce improvvisare o tenersi ad una traccia precedentemente scritta?

    Solitamente mi attengo a delle tracce precedentemente stabilite, ma non sempre, dipende dalla performance che voglio andare a realizzare.

  • Alla Fondazione Fioroni di Legnago in mostra Eugenio Tomiolo dal 13 ottobre 2013 al 30 marzo 2014

    Eugenio Tomiolo - maga dello stagno 1984La Fondazione Fioroni, in via Matteotti 39 a Legnago, ospita e presenta una mostra antologica dedicata all’artista veneto Eugenio Tomiolo, che prevede un’ampia selezione delle sue opere pittoriche e grafiche -incisioni e disegni-, proponendo anche oggetti relativi alla sua dimensione personale, sempre strettamente correlata e compenetrata dalla pratica artistica e poetica.
    L’intento dell’esposizione è quello di trasmettere un’impressione articolata della multiforme personalità pittorica di Tomiolo, sottolineando la varietà di tecniche padroneggiate con la mano, nonché l’altrettanto notevole molteplicità di soggetti e idee presenti nella testa e nell’animo.
    Questa ampiezza di ambiti e proposte risulta tuttavia sempre riconoscibile, unificata dalla forte intuizione poetica ed esistenziale dell’artista: siano nature morte, ritratti, vedute e paesaggi o composizioni ritmiche -che sotto l’apparenza astratta di forme e pittogrammi brulicanti serbano lo stesso solido legame con la realtà “sensoriale” della produzione figurativa-, le tele di Tomiolo si presentano e si qualificano in modo inconfondibile.
    Il frequente legame con la natura della pianura veneta e con l’acqua (marina ma anche fluviale) restituisce allo spettatore la centralità dell’elemento poetico ed evocativo del nostro paesaggio nella sensibilità dell’autore. La mostra è stata curata da Oliviero Farneti.

    L’inugurazione avverrà domenica 13 ottobre dalle ore 17.00. Speciale ospite il poeta Franco Loi (it.wikipedia.org/wiki/Franco_Loi) presente per il forte legame che lo legava a Eugenio Tomiolo, il suo maestro e padre spirituale, e per ricordarlo a tutto tondo oltre che come amico come pittore, incisore, poeta, …

    E. Tomiolo – Poesia di colori, Poesia di ritmi
    Fondazione Fioroni
    via Matteotti 39, Legnago, Verona
    dal 13 ottobre 2013 al 30 marzo 2014
    orari : sabato e domenica dalle 15.00 alle 19.00
    Tel. 0442 20052
    www.fondazione-fioroni.it

    Sito ufficiale dell’artista www.eugeniotomiolo.it

    Un estratto della Biografia di Eugenio Tomiolo in Wikipedia it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Tomiolo:
    Nel 1945 si stabilì a Milano dove partecipò alle vicende artistiche di Corrente e insegnò presso la Scuola di Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano, il Liceo e l’Accademia di Brera . Nel 1952 dipinse la pala d’altare della colonia marina dell’A.G.I.P. a Cesenatico, in provincia di Forlì. Nel 1956 eseguì ad Arcumeggia l’affresco avente titolo:“La Speranza”. Nel 1962 scolpì in legno un grande Presepio, che attualmente si trova nella Chiesa di Metanopoli, a Milano.

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