Categoria: Arte e Cultura

  • Ritrovato un ritratto di Isabella d’Este attribuito dal prof. Carlo Pedretti a Leonardo da Vinci. Veronica Artioli ne parla in un articolo su Sette

    In un articolo pubblicato su Sette, settimanale del Corriere della Sera, Veronica Artioli prova a far luce sul mistero che avvolge il presunto dipinto realizzato da Leonardo per Isabella d’Este.

    LEONARDO DA VINCI E ISABELLA D’ESTE: CENNI STORICI

    La vicenda sul dipinto di Isabella d’Este comincia nel 1499, quando Leonardo si rifugia a Mantova dopo essersi allontanato da Milano, invasa dai francesi. Presso la corte dei Gonzaga realizza un ritratto a carboncino della marchesa, che gli strappa anche la promessa di eseguirne in futuro uno a colori. È questa la genesi di un arcano che, come espresso da Veronica Artioli nel suo articolo, è diventato la chimera di molti studiosi, i quali si sono arresi a relegare l’opera nel limbo dei ritratti perduti. Una scoperta, avvenuta tre anni fa in una banca svizzera, avrebbe rinfocolato l’attenzione sul ritratto promesso. Leonardo realizzò veramente il dipinto “a colori” raffigurante Isabella d’Este?

    IL QUADRO DI ISABELLA D’ESTE: AUTENTICO LEONARDO DA VINCI?

    In una collezione privata ereditata da una famiglia italiana “tre generazioni fa” è stato ritrovato un dipinto che ritrae Isabella d’Este su cui si è acceso un dibattito sulla paternità dell’opera. Il professor Carlo Pedretti, direttore del Centro Studi Vinciani dell’Hammer Museum di Los Angeles e autore di diversi saggi e articoli su Leonardo, tradotti in ogni lingua, propenderebbe per l’autenticità della tela. Il ritratto sarebbe, a suo giudizio, la trasposizione fedele di un carbone preparatorio conservato al Louvre, inoltre l’esame al Carbonio 14 avrebbe confermato al 95,4% la sua collocazione storica tra il 1460 e il 1650 e pigmenti rilevati sull’opera ricondurrebbero alla tecnica descritta dal Maestro toscano nel suo Trattato sulla pittura. Il grande leonardista Martin Kemp tuttavia non è dello stesso parere. A suo dire il ritratto non sembra affatto da ascriversi a Leonardo: l’artista non realizzò mai opere su tela e se mai esistesse questo ritratto non potrebbe essere la trasposizione del Louvre bensì la copia custodita all’Ashmolean Museum di Oxford. Il mistero si infittisce.

    Visita il portale del Corriere della Sera per leggere l’articolo di Veronica Artioli, realizzato per il settimanale Sette.

  • Alessandro De Bei artista contemporaneo poliedrico

    ale de bei

    Alessandro De Bei è nato artista. La sua natura, infatti, viene presto riconosciuta e premiata da una personale nella galleria del Liceo Artistico di Treviso, mentre ancora lo frequentava.De Bei vive d’arte, la respira con grande ed istintiva duttilità, passando con disinvoltura dall’incisione all’acquerello, dall’illustrazione al tratto ai grandi dipinti ad olio…fino alla grafica editoriale.

    E’ un artista moderno, calato nella contemporaneità delle arti applicate, ma non è un modernista a tutti i costi o un “modaiolo”, ama Mario Schifano quanto Cèzanne, ricerca la purezza della forma come Arturo Martini.Alessandro De Bei è anche un raffinato scrittore, cultore della poesia e delle discipline filosofiche…

    Nella sua arte confluisce tutto, anche la cultura pop del cinema e del fumetto, passioni che De Bei coltiva quanto il teatro raffinato di Carmelo Bene e la musica classica contemporanea.Figlio del suo tempo, la sua arte non è mai soltanto meramente estetica, ma profonda, metaforica, ricca di significati e suggestioni…finemente meditata e responsabilmente etica.

    Non è un caso che da una sua recente personale, intitolata “Germinazioni” (curata dalla scrittrice Bruna Graziani), si sia sviluppato un movimento artistico autodefinitosi Germinista, formato da personalità del mondo dell’arte, della cultura, dell’editoria.L’arte di Alessandro De Bei, in ogni sua forma espressiva, è sempre affabulatoria, ispirata ed ispiratrice.

    Il suo è lo sguardo di un artista che guarda oltre l’orizzonte, motivato dall’urgenza della ricerca di esprimere attraverso se stesso l’anima di un secolo.

    Contatti: https://www.facebook.com/alessandro.debei.9?fref=ts

    mail: [email protected]

    Biografia:

    Alessandro De Bei Incisore e Pittore, nasce a Treviso nel 1971, consegue il Diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1995, studiando Incisione con il prof. Mario Guadagnino.Nel 1997 , grazie a una borsa di studio, si è Specializzato in Tecniche dell’Incisione, presso la prestigiosa Scuola Internazionale di Grafica d’Arte Il Bisonte di Firenze, con il prof. Rodolfo Ceccotti .Nello stesso anno, entra nel gruppo artistico dell’Officina di Vicenza.Nel 1998 ha vinto il Premio Tiepolo, alla Prima Biennale dell’Incisione d’Arte Italiana di Mirano.

    Tra il 1998 e il 2008 ha partecipato a varie Biennali dell’Incisione e a mostre di carattere nazionale : Campobasso, Sesto Fiorentino, Santa Croce sull’Arno, Modica.Nel 2003 è inviato a partecipare, con sue incisioni calcografiche, alla prestigiosa mostra per i vent’anni della Scuola il Bisonte , presso la Galleria degli Uffizi di Firenze.Nel 2008, la sua mostra Personale” Alessandro De Bei incisioni e dipinti” presso la Galleria Acquafortis di Treviso.

    Nel 2009 ha partecipato alla Mostra” Maria Luigia Guaita e il Bisonte”, in occasione delle celebrazioni per i cinquant’anni della Scuola di Grafica, in ricordo della sua fondatrice.Del 2010, la sua personale di Pittura I Giorni di Ero , su testi della scrittrice e docente Bruna Graziani, alla Galleria dello Spazio Paraggi a Treviso .Cura le illustrazioni del libro ” Ometti neri in camera”, di Francesco Crosato uscito nel 2011 per i tipi dell’editore Kellerman di Vittorio Veneto. Sempre dello stesso anno, la sa Personale “Germinazioni”, nella sede di Palazzo Bomben a Treviso.

    Ha fatto parte dell’Associazione Incisori Veneti, fino al suo scioglimento. Nel 2013 entra a far parte dell’Associazione Nazionale Incisori Contemporanei.Nell’ottobre 2013,espone le sue calcografie, in una mostra collettiva dell’Associazione Incisori Contemporanei” La Permanenza del segno” nella prestigiosa sede della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.

    Collabora attivamente con la Stamperia d’Arte Busato, di Vicenza.Nel 2012, è Docente di Pittura e Tecniche del Disegno, in corsi istituiti nell’ambito di progetti formativi dell’Ulss n.9 di Treviso.

    Sue opere calcografiche sono presenti: nell’Archivio del Museo Le Due Matrici di Modica, presso la Fondazione il Bisonte di Firenze, presso il Gabinetto delle Stampe di Bagnacavallo e in varie collezioni private.

  • Premio Heritage Sicilia, il 26 ottobre la serata di gala al Teatro Tenda


    Ragusa – Tutto pronto per la serata di gala del Premio Heritage Sicilia, la manifestazione organizzata dal Centro Studi Helios e dall’Associazione Heritage Sicilia nell’ambito dell’Heritage Sicilia Festival per assegnare un riconoscimento a coloro che si sono distinti nella promozione del patrimonio e della cultura siciliana nel mondo.
    La kermesse, che si terrà sabato 26 ottobre alle ore 20.30 al Teatro Tenda (Via ingegnere Mario Spadola, 2), è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa nei locali del Centro studi “Feliciano Rossitto”.
    «Con l’Heritage Sicilia Festival – ha spiegato Ignazio Caloggero, direttore dell’Associazione Heritage Sicilia – ci siamo proposti di promuovere la Sicilia e il suo patrimonio culturale. Lo abbiamo fatto lo scorso settembre attraverso varie forme artistiche: la fotografia, la pittura, la letteratura. E continueremo a farlo, sabato 26, assegnando un premio a chi ha fatto conoscere la nostra terra nel mondo, nel corso di una serata ricca anche di musica e spettacolo».
    Presenterà la serata Salvo Falcone. «La cerimonia di consegna del Premio – ha dichiarato il giornalista – sarà innanzitutto uno spettacolo televisivo, con tempi televisivi. L’obiettivo è quello di coinvolgere un pubblico quanto più ampio possibile, fatto anche di potenziali turisti e, perché no, investitori. Diffondere la “celebrazione del territorio” significa promuoverne ulteriormente le potenzialità e le risorse affinché si possano creare efficaci ricadute in termini economici».
    Per Sebastiano D’Angelo direttore del Premio “Ragusani nel Mondo”, partner dell’evento, «il Premio che vede la luce per la prima volta si collega idealmente all’omonimo Ragusani nel Mondo, essendo i due eventi legati dal filo comune dell’amore per la propria terra, che passa anche attraverso il racconto e la promozione di storie umane ricche di fascino. L’auspicio più vivo è che entrambe le manifestazioni possano procedere parallele per un lungo periodo, all’insegna dei comuni valori di riferimento».
    L’edizione 2013 del Premio Heritage Sicilia sarà assegnata a Ray Bondin, commissario Unesco ed esperto in centri storici; al duo Calandra e Calandra che ha portato in tutto il mondo la musica folk-popolare siciliana; a Mimì Arezzo (alla memoria), editore di libri e di riviste di storia locale e divulgatore della “ragusanità”.
    Le premiazioni saranno inframmezzate da momenti di musica e di spettacolo, curati da Peppe Arezzo, direttore musicale del Festival. «Ho creato degli interventi dedicati interamente alle tradizioni, ai colori e suoni tipici della nostra Isola – ha affermato il musicista – Prendendo spunto dalle leggende popolari raccontate da mio padre, Mimì Arezzo, dedicherò dei quadri a personaggi come Giufà e Colapesce, ma anche ai canti dei contadini, alle nenie sulla Luna, alla tarantella, alla danza dell’uva per finire in un’esplosione di suoni con Tifeo e Giove, antica leggenda sull’Etna».
    Oltre all’Orchestra di Peppe Arezzo e ai Calandra e Calandra, si esibiranno anche Carlo Muratori, l’Onorata Società, Nuccio Boscarino, Emanuela Curcio e la Compagnia del MASD; Maurizio Diaria, Alberto Fidone, Vincenzo Fontes, Claudia Giglio, Fabio Iacono, Deborah Iurato, Stephanie Penna e Peppe Tringali.

    Info e contatti

    Associazione Heritage Sicilia
    Tel. 0932 066058 / 333 7781708
    fax 0932 4130886
    web:http://www.heritagesicilia.it
    mail:[email protected]

  • Il 29 novembre andrà in scena un adattamento di Ugo Chiti di Pinocchio, con Paolo Cioni

    Andrea Cigni laureato al Dams a Bologna, toscano e tra i registi del panorama lirico più apprezzati in Italia e in Europa, è il nuovo direttore artistico del Festival Orizzonti d’Arte della città di Chiusi. Il programma in cartellone è ricco di nomi importanti e di spettacoli imperdibili. Il 29 novembre 2013 alle ore 21:15 andrà in scena un adattamento di Ugo Chiti di Pinocchio di Carlo Collodi, con Paolo Cioni, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Alice Bachi e Paolo Ciotti. Venerdì 29 novembre alle ore 18:00 sempre presso il Teatro Mascagni ci sarà “A tu per tu” un aperitivo dove sarà introdotto lo spettacolo e spiegata la storia tra le più lette in intere generazioni. La fiorente attività del teatro può rappresentare un’opportunità per soggiornare a Montepulciano nel centro benessere toscana di charme Etruria Resort & Natural Spa. Il resort toscana è ricavato dalla ristrutturazione di una dimora dell’800, situato nella terra dove viene prodotto il Vino Nobile di Montepulciano. La Perla spa si avvale di un team di esperti in grado di personalizzare ogni trattamento sulle esigenze degli ospiti, grazie ai macchinari all’avanguardia e alla collaborazione del ristorante interno che prepara dei pasti light, ma la cucina del ristorante La Corte di Bacco prepara anche deliziosi ed invitanti piatti della tradizione toscana accompagnati da ottimi vini provenienti dalle cantine della zona, come il Vino Nobile di Montepulciano o il Brunello di Montalcino. L’Etruria hotel centro benessere toscana è un luogo ideale dove prendersi cura del proprio corpo e della propria mente.

  • Il pittore Giorgio Pastorelli espone con successo le sue opere alla Milano Art Gallery

    Pastorelli da sempre appassionato di arte e musica ha intrapreso un percorso formativo fin dalla giovane età per approfondire al meglio entrambe e sviluppare delle tecniche strumentali personalizzate e ad altissimo livello. Espone a Milano per la prima volta, ma vanta un ricco e corposo curriculum di mostre in Italia e all’estero.

    Pastorelli precisa “Alla Milano Art Gallery espongo opere ispirate dalla tematica di Cremona, la mia città d’origine a cui sono molto legato. I quadri delineano tre filoni principali di cui in primis la Piazza Duomo, che è una sorta di racconto tra quello che noi viviamo nel presente e lo splendido e suggestivo sfondo storico, che ci appartiene da lungo tempo ed è un tesoro prezioso del patrimonio del nostro passato tramandato ai giorni attuali; poi la campagna e il contesto bucolico intorno a Cremona con le stradine, i particolari del paesaggio che circonda la città vista in profilo sullo sfondo; infine il fiume, elemento fondamentale e rappresentativo di Cremona, che da sempre accompagna la vita della città e dei suoi abitanti“.

    E aggiunge “Solitamente io sono un paesaggista, amo dipingere i paesaggi perché mi consentono di trasmettere numerose tematiche. Ad esempio, una delle tematiche che prediligo è quella di bilanciare all’interno ciò che l’uomo costruisce in rispetto alla natura e al mondo circostante. Mi piace cogliere un caseggiato particolare, una strada curata in un certo modo, delle costruzioni umane, che però hanno un equilibrio di bilanciamento con la natura. Quindi dipingo il racconto di un uomo, che non è aggressivo e che costruisce la città rispettando l’ambiente naturale circostante. Mi piace molto pensare a questa armoniosa fusione simbolica tra uomo e natura. All’interno dei quadri voglio esprimere l’elemento aria e ciò che rappresenta, nell’essenza volatile delle cose che viviamo. Io cerco di non definire e delimitare nulla di quello che creo, cerco di lasciare un’interpretazione di infinito e non circoscritto per evidenziare un messaggio di divenire, di dinamica trasformazione. Infatti, la mia è una pittura in continuo divenire, mai statica e fissa, mai fotografica e meramente copiativa, ma sempre rivisitata e rielaborata in stile personale“.

  • Agenzia Promoter: Cultura Milano accoglie calorosamente Mario Luzzatto Fegiz in conferenza alla Milano Art Gallery

    L’iniziativa si colloca nel corposo calendario del Festival Artistico Letterario Cultura Milano” ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes direttore di Agenzia Promoter e Promoter Arte.Cultura Milano” vuole divulgare un messaggio di cultura accessibile a tutti con un eterogeneo programma di incontri, che coinvolgono personalità importanti come l’indimenticabile Margherita Hack, Corrado Augias, Francesco Alberoni, Paolo Limiti, Vittorio Sgarbi, Bruno Vespa, Mogol, Patty Pravo.

    Parlando di se stesso racconta “Io continuo a scrivere, a scrivere, a scrivere. Ascolto un nuovo artista. Analizzo il testo. Cerco di capire il suo messaggio. Le sue scelte. Chi è. Da dove arriva. Il suo spessore. La sua capacità di comunicare. Cosa c’è oltre le note. Il sound. L’orchestrazione.

    Le armonie. Il colore della voce. Il timbro. Cosa si nasconde nei labirinti del suo cuore“.

    Fegiz, che vanta una lunga e prestigiosa carriera è approdato anche all’ambito teatrale, cimentandosi nello spettacolo di successo “Io odio i talent show” dal quale si è ispirato per la stesura del libro dal titolo omonimo. Fegiz dice “Il critico non esiste più, è stato derubato del suo mestiere da giurie popolari, sms, mail e televoti. La trama si snoda in stile psicodramma, che racconta di un critico musicale, che si trova a doversi confrontare con questa nuova realtà in un crescendo di situazioni ed episodi tragicomici in cui vengono narrate avvincenti leggende tra fatti e misfatti vissuti in prima persona, insieme ai grandi nomi della musica mondiale“. Nell’epilogo conclusivo della sua performance a teatro dichiara “Sarebbe bello se alla fine di questo spettacolo ognuno di voi andasse a ripescare la musica, che ha scandito i momenti fondamentali della propria vita. Stasera tornando a casa date una carezza al vostro pianoforte o alla vostra chitarra. Oppure al vostro jukebox, giradischi, stereo, lettore cd, Ipad. E ascoltate la loro risposta“.

  • KOGOI EDIZIONI presenta “Il peccato” di Giovanni Boine a cura di Roberto Mosena

    In occasione del centenario dalla sua prima pubblicazione, la KOGOI EDIZIONI presenta “Il peccato” di Giovanni Boine a cura di Roberto Mosena, in libreria dal 28 ottobre 2013 e in tutti i digital store.

    “Il peccato”, è un dialogo tra anime: Giovanni Boine accompagna il lettore nella scoperta della vita interiore del personaggio senza alcun intervento del narratore; il lettore è partecipe del pensiero del protagonista!

    Un testo che, grazie ad una serie di studiate soluzioni narratologiche, si avvicina e spesso anticipa la narrativa di Schnitzler, Svevo, Mann, Joyce, e dove la narrazione è specchio delle riflessioni del protagonista.È qui l’innovazione della scrittura che Giovanni Boine ha apportato per la grande stagione del romanzo del Novecento, andando contro il romanzo verista di Giovanni Verga e contro il romanzo decadente di Antonio Fogazzaro.

    Il libro

    “L’avventura cominciò qualche anno dopo che egli se n’era, finiti gli studi, tornato a casa…”“Il peccato”, ambientato nelle atmosfere della costa ligure, dove il paesaggio sembra essere tutt’altro che passivo e innocuo sfondo dell’azione, uscito a puntate tra il 1913 e il 1914 sulla rivista «La Riviera ligure», è un breve romanzo dove un giovane, perdigiorno e provinciale, intraprende una relazione proibita con una novizia, Maria, che abbandonerà il convento per vivere con lui.Il monologo interiore è la chiave del successo di questo autore che con “Il peccato” indica la strada da seguire alla nuova narrativa del Novecento. … “Che m’avvisi, sì, gliel’ho detto io. Ma la cosa…” si fece calmo, freddo d’un tratto come gli succedeva nei mali casi sovente; pensò: “Ma la cosa diventa romantica qui. Perché non ha detto lei stessa decisa ai suoi superiori, al confessore, che so io, a chi deve che vuol uscire senz’altro? L’inquisizione non esiste più. Ha ventun’anni, è maggiorenne”…È un romanzo breve che va letto tutto d’un fiato per assaporare con maggior vigore le speranze di una Europa e le tensioni psicologiche dei vari personaggi.

    L’autore

    Giovanni Boine (1887 – 1917) scrittore e critico letterario italiano. Ligure per nascita, studiò a Milano dove s’iscrisse alla Regia Accademia scientifico-letteraria ed ebbe, come compagni di corso, Clemente Rebora e Antonio Banfi. Soggiornò anche a Parigi dove approfondì gli studi filosofici.Si espresse soprattutto come saggista, scrivendo riflessioni religiose e filosofiche: in quegli anni passò da una posizione di simpatia verso i cattolici modernisti ad una di decisa polemica.Si avvicinò al gruppo dei modernisti lombardi fin dal gennaio 1907 collaborando alla rivista “Il Rinnovamento”. Nel 1908 iniziò la sua collaborazione a “La Voce” dove portò il contributo di una personale riflessione religiosa vissuta intensamente anche se in modo contraddittorio.Nel 1912 collaborò a “La Riviera Ligure”, e su questa rivista tenne, dal marzo 1914 all’ottobre 1916, una rubrica di critica militante “Plausi e botte”, e sulla stessa pubblicò i suoi scritti più importanti.Nel 1909 si manifestarono i primi sintomi della tisi ed egli si stabilì ad Imperia dove trascorse il resto della sua breve vita tra esperienze intense, amori turbolenti e attività culturali significative. Alla vigilia della guerra egli pagò il suo contributo agli entusiasmi interventisti con i Discorsi militari (1914).

    KOGOI EDIZIONI ha pubblicato “Il peccato” nella collana “La stanza della lettura” diretta da Roberto Mosena.

    ISBN: 9788898455010

    Pagine: 109

    prezzo: € 11,00

    Kogoi Edizioni

    Ufficio Stampa

    [email protected]

    www.kogoiedizioni.com

  • Theatre&Wine: omaggio a Spartaco Compagnucci


    Quando la vita diventa narrazione, quando la storia e la società confluiscono in una narrazione, può non bastare l’inchiostro di un libro per raccontarli. Serve il teatro, la voce e i gesti di attori che facciano rivivere momenti, emozioni e vicende: su questo pensiero nasce Theatre&Wine, che ripropone la formula della fortunata kermesse enoletteraria dell’Università Agraria di Tarquinia in una veste che ha per protagonisti non gli autori dei libri, ma le compagnie teatrali e la storia tarquiniese.
    Venerdì 25 ottobre – a partire dalle ore 18, presso la Sala Sacchetti della Società Tarquiniense d’Arte e Storia, a Tarquinia – la scena sarà tutta della Banda del Racconto di Viterbo (con in scena Pietro Benedetti, Alfonso Prota ed Antonello Ricci, con introduzione di Marco D’Aureli), con uno spettacolo dal titolo “Da buio a buio: il lavoro contadino dai tempi del feudalesimo e latifondo” che rende in veste teatrale i risultati delle ricerche storiche sulla vita contadina della Maremma e sulla riforma agraria. Il tutto, ruotando attorno ad una figura straordinaria della comunità tarquiniese: Spartaco Compagnucci, uomo che da quella Maremma è stato forgiato, che vi è cresciuto e che l’ha raccontata. Una serata che è, quindi, anche un omaggio a Checchibronzi, che ne sarà protagonista attivo, con la sua voce – incisa in un’intervista-testimonianza rilasciata alla Banda prima della sua scomparsa – che tornerà ad echeggiare nella sala di Arte e Storia.
    “Un momento sentito e fortemente voluto – spiega Alberto Blasi, assessore dell’Università Agraria di Tarquinia – per omaggiare non solo Spartaco, ma anche la storia di una comunità, quella tarquiniese, e le sue radici contadine”.
    Ad accompagnare in questo viaggio gli spettatori, anche il vino: quello della Tenuta Sant’Isidoro, che sarà servito in una improvvisata osteria che farà rivivere ai presenti l’ambientazione dello scorso secolo. Come di consueto, l’appuntamento con Theatre&Wine nasce dalla collaborazione dell’Università Agraria con la FISAR – Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori e l’Associazione Artistico Culturale La Lestra. L’ingresso è libero.

  • Convegno unesco-lidu contro la criminalità’

    Convegno “contro la violenza e la criminalità’ per la solidarieta’per l’impegno umanitario”.

    Giovedì 24 ottobre 2013,ore 16.30 presso Sala del pianoforte,palazzo Caiselli bis,via vicolo Florio,4 33100 Udine,Universita’degli studi di Udine,partecipano:

    Renata Capria D’Aronco,Presidente Club Unesco di Udine,

    Anna Maria Zilli,Dirigente Scolastico ISIS Bonaldo Stringher: La scuola e la tematica della Pace;

    Antonello Adriano Quattrocchi,Comitato Centrale Nazionale LIDU:Le organizzazioni criminali e l’ONU;

    Daniele Damele Direttivo Unesco di Udine,giornalista e scrittore:Cosa puo’fare l’ONU per sconfiggere il male?

    Giornate delle nazioni unite e giornata internazionale della Pace.

  • Comunicato Stampa Presentazione del Libro Storia della Figa

    Comunicato Stampa
    Presentazione del Libro Storia della Figa
    Di Kurt Kristensen
    Storia della Figa – Pag. 330, Dimensioni 11 x 17 Euro 20
    Edizioni Lulu Editori / IlmioLibro Gruppo L’Espresso Presentano Storia della Figa, un Originale
    libro Visivo sulla Storia dell’Organo Sessuale Femminile. L’autore ripercorre dalla Preistoria ad
    oggi come l’Uomo abbia rappresentato il Sesso Femminile e quali Fossero i significati ad esso
    legati.
    Le Tematiche trattate dall’Autore Percorrono un vasto quadro culturale storico e sociale che
    abbraccia Secoli di storia Femminile allo scopo di far luce sulle motivazioni culturali che sono
    state alla base di teorie e credenze sull’organo femminile, ritenendo che la prima lotta contro la
    violenza femminile sia l’educazione.
    Così l’autore usa la parola Figa, un termine Provocatorio arricchito di vari elementi. Il Lettore si
    ritrova dentro la simbologia, i ruoli sociali, il mistero e la contemporaneità di un organo che è da
    sempre fonte di vita e di Desiderio. Attraverso un percorso fatto di Immagini e Curiosità si cerca
    di dare rispetto e conoscenza al organo più femminile, poiché il rispetto verso la donna parte
    dalla conoscenza della sua storia, il tutto attraverso un punto di vista particolare.
    A Partire da Ottobre 2013
    disponibile Presso Le librerie Feltrinelli, presso www.Ilmiolibro.it e www.lulu.com
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