Categoria: Arte e Cultura

  • Alla scoperta dei Nuovi Uffizi con la redazione di Firenzemadeintuscany

    Presentate le 6 nuove sale espositive frutto del rinnovamento della Galleria degli Uffizi

    cose da vedere a Firenze Gli Uffizi si ampliano e si rinnovano. La Redazione di Firenzemadeintuscany vi invita a visitarle e nel frattempo, vi offre un breve ma esauriente spaccato sulle novità più interessanti.

    Sono state presentate ai media sei nuove sale espositive dedicate al Seicento fiorentino e realizzate nell’ambito dei lavori dei Nuovi Uffizi, situate al primo piano dell’edificio di Vasari (ala di levante, opposta a quella della Maniera moderna). I nuovi ambienti, portano la firma di artisti come Jacopo Chimenti detto L’Empoli, Giovanni Bilivert, Filippo Napoletano, Justus Suttermans, Francesco Furini, Carlo Dolci e altri.

    Il processo di rinnovamento e di ampliamento della Galleria degli Uffizi, già in corso da tempo, si completa con i nuovi ambienti chiamati anche sale “gialle”. Infatti, dopo la realizzazione delle “sale blu” dei pittori stranieri e di quelle “rosse” della Maniera moderna, le sale “gialle”, dedicate alla pittura fiorentina del Seicento costituiscono una nuova tappa del progetto di ampliamento della Galleria Vasariana, intrapreso dieci anni fa.
    Prima che le sei nuove sale fossero adeguatamente restaurate e dotate delle necessarie apparecchiature impiantistiche di climatizzazione, sicurezza e antintrusione, questi spazi erano utilizzati come depositi dell’Archivio di Stato, quindi come spazi per mostre temporanee.

    Oggi le nuove sale degli Uffizi ospitano una selezione di 48 dipinti per 24 autori del Seicento fiorentino, ordinati in base ai soggetti: allegorie, nature morte, paesaggi, ritratti, pittura di storia con artisti come Jacopo Chimenti (detto L’Empoli), Giovanni Bilivert, Filippo Napoletano, Justus Suttermans, Francesco Furini, Carlo Dolci e altri.

    Ma c’è di più. Il rinnovamento della Galleria degli Uffizi continua con il completamento dell’ala di Ponente e delle sei nuove “Sale della Maniera moderna”. Il cantiere, che nei mesi più recenti ha interessato tutte le sale presenti nella cosiddetta “infilata”, restituisce alla superficie del museo una serie di ambienti che vengono così utilizzati sia per l’esposizione della collezione permanente sia per le mostre temporanee.

    Le nuove sale della Galleria sono perfettamente coerenti con il percorso ideale inaugurato un anno fa con le cosiddette “sale rosse” del Cinquecento, ed ospiteranno nell’ordine le opere di artisti attivi a Roma nella prima metà del Cinquecento (sala n. 68), di Correggio (n. 71), di Parmigianino (n. 74), di Giorgione e Sebastiano Del Piombo (n. 75), di Tiziano (n. 83), di pittori lombardi quali Moroni, Lotto, Savoldo (n. 88).

  • Il manager Salvo Nugnes di Agenzia Promoter risponde ad alcune domande sulla conquista del mondo dell’editoria del nuovo modello americano Netflix

    1) Che idea si è fatto su questo modello del gruppo americano Netflix, improntato per conquistare anche il mondo editoriale?

    Premetto, che l’avvento di internet ha già di per se’ rivoluzionato il modo di accedere ai contenuti culturali in generale, apportando un approccio diverso per tutti noi. Di rimando risulta plausibile, che il modello del gruppo americano Netflix, utilizzato da varie start up, che permettono ai propri utenti di accedere a una libreria on line sempre aggiornata con migliaia di titoli a scelta libera di lettura, possa ottenere un ampio riscontro di consenso da un target crescente di fruitori nel mondo. Teniamo conto, che Netflix in USA ha 31 milioni di abbonati e nelle ore di punta occupa fino al 32% di traffico nella rete del Nord America, il doppio di quello di You Tube.

    2) Quali vantaggi ritiene possano derivare da questo sistema rivoluzionario applicato all’editoria?

    Potrebbe offrire un modello di business commerciale, orientato a fare risparmiare il lettore a livello economico nell’acquisto dei libri cartacei, garantendo un costo d’abbonamento in rete modico, ma restando comunque vantaggioso per tutelare gli interessi degli editori e degli autori dei testi pubblicati on line. In tale prospettiva, sarebbe un equilibrio di reciproca convenienza tra -consumatore e fornitore- positivamente congeniato.

    3) Quali invece potrebbero essere i rischi di mercato innescati da questo modello?

    Potrebbe intaccare negativamente il mercato cartaceo dei libri, già duramente colpito dalla crisi finanziaria globale e provocarne un tracollo ulteriore. Poi nell’evoluzione dell’industria libraria i grandi editori temono, che un abbonamento mensile troppo a basso costo possa fare precipitare il prezzo di copertina degli ebook, causando un grave danno all’intero comparto.

  • La storica “Milano Art Gallery” partecipa a Fiera Arte Genova

    Nel prestigioso contesto della mostra mercato d’arte moderna e contemporanea “Arte Genova” è prevista la partecipazione straordinaria della rinomata galleria milanese “Milano Art Gallery” sita in via Alessi 11, con importanti sedi affiliate a Bassano Del Grappa e a Siena. L’organizzazione è del noto manager Salvo Nugnes, agente dei vip e produttore di importanti eventi in campo artistico-culturale, che porterà come ospite speciale per l’occasione il sociologo di fama internazionale Francesco Alberoni, esperto studioso e conoscitore di educazione sentimentale e movimenti collettivi, per tenere una conferenza a tema sull’arte di amare e sul concetto di grande amore erotico, che dura nel tempo.

    Saranno presenti all’interno dello stand della galleria numerose opere di artisti di elevato calibro, tra cui gli originali dipinti della vulcanica e camaleontica Amanda Lear, star di acclarata popolarità, le raffinate creazioni scultoree di ispirazione mitologica di Luigi Galligani, le tele di Massimo Mariano, definito da Vittorio Sgarbi “Il Ligabue delle Marche”, i quadri di eclettico trasformismo materico di Alessandra Turolli e quelli di Anna Sticco, realizzati in omaggio celebrativo alla divina della lirica Maria Callas.

    Salvo Nugnes dichiara “Arte Fiera Genova è un’ottima vetrina, un’interessante opportunità per dare visibilità agli artisti e creare anche situazioni commerciali appetibili. E’ fondamentale mantenere sempre viva e costante l’attenzione sul mondo dell’arte non solo da parte degli addetti e operatori di settore, ma dell’intera opinione pubblica. Queste manifestazioni meritano certamente di essere sostenute e valorizzate al meglio, per le positive e vantaggiose finalità a cui sono orientate”.

  • Intervista a Salvo Nugnes manager e produttore di grandi eventi sul successo del Museo Nazionale Ferroviario inaugurato a Pietrarsa –Napoli-

    1) Come concepisce questa importante iniziativa museale prima in Italia, che sta ricevendo ottimi consensi dai numerosi visitatori?

    Questo museo è certamente una novità di pregevole rilevanza per l’Italia, che rientra in un altisonante progetto di valorizzazione globale del nostro eterogeneo patrimonio storico, in cui si può a buon conto includere tutto il materiale appartenente all’apparato tecnico, ingegneristico e industriale del gruppo Fondazione Ferrovie dello Stato italiane. L’esposizione vanta già un notevole successo, con più di mille persone in visita il giorno inaugurale e un’affluenza di pubblico, che si mantiene costante e continuativa e coinvolge anche gruppi di studenti, scolaresche e numerosi turisti provenienti dall’estero.

    2) Cosa l’ha maggiormente colpito durante la visita al museo?

    Innanzitutto, le dimensioni della struttura ospitante sono notevoli, con 36mila metri quadrati è una delle più vaste aree ferroviarie espositive esistenti al mondo. Tutti i pezzi sono di forte interesse e mi hanno particolarmente colpito la riproduzione fedele della locomotiva Bayard, che ha trainato il treno inaugurale della tratta Napoli-Portici nel 1939, lo splendido modello plastico Trecentotreni e la sontuosa carrozza n.10 dell’ex treno reale.

  • Il manager di Promoter Arte Salvo Nugnes sulla nostra dedicata a Leonardo Da Vinci: “La mostra è un’immersione virtuale nel mondo del sommo maestro ar

    Si è registrata un’affluenza record di pubblico di 90mila visitatori nei primi quattro mesi per la mostra “Leonardo3. Il mondo di Leonardo” allestita fino al 28 febbraio nel contesto delle ottocentesche sale del re, in galleria Vittorio Emanuele a Milano.

    Per spiegare il clamoroso successo di questa iniziativa, il rinomato manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes, afferma “La mostra è un percorso avvincente, un’immersione virtuale nel mondo del sommo maestro artista, ingegnere e scrittore. Sono visionabili speciali modelli ed esperienze interattive in 3d, con pezzi presentati in anteprima mondiale e geniali rarità leonardesche. Ci sono oltre 200 macchine interattive, modelli fisici spesso mai ricostruiti prima, come la clavi-viola, il leone meccanico, l’automobile-robot, il cavaliere- robot, la bombarda multipla e tante altre fantasiose meraviglie fantastiche“.

    E proseguendo sottolinea “Inoltre, ci sono molte vere ricostruzioni, in modelli fisici, di progetti leonardeschi inediti o noti, realizzati in anteprima mondiale in base ai disegni originali di Leonardo, che mostrano la sua modernità visionaria. Tra queste il “sottomarino meccanico” la “macchina volante di milano” il “cubo magico” la “libellula meccanica” e persino la “macchina del tempo”. A queste spettacolari creazioni sono affiancate delle esperienze multimediali interattive per conoscere tutti gli aspetti progettuali“.

    Nugnes ricorda, che è presente anche l’Ultima Cena in “restauro digitale” un eccelso capolavoro, del quale è possibile per la prima volta scoprire le cromie e i colori ormai andati perduti, attraverso l’innovativa versione digitalizzata e sono stati predisposti degli appositi laboratori per bambini e famiglie, in cui i piccoli visitatori possono divertirsi nello sperimentare l’assemblaggio delle ingegnose macchine leonardesche digitali e stampare il proprio simbolico certificato di inventore.

  • Intervistato il manager produttore di Promoter Arte Salvo Nugnes sull’eccezionale quadro “La ragazza con l’orecchino di perla”

    In occasione dell’eccezionale esposizione del famoso quadro del maestro Johannes Vermeer dall’8 febbraio al 25 maggio nello storico contesto di Palazzo Fava a Bologna, abbiamo interpellato il manager Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi in campo artistico-culturale, per rilasciare un suo esperto parere sull’incantevole dipinto.

    1) Come concepisce questa straordinaria opera?

    “La ragazza con l’orecchino di perla” nota anche come “La ragazza con il turbante” si colloca tra le più significative icone pittoriche della storia dell’arte.

    E’ unanimemente considerata tra le creazioni più conosciute e rinomate insieme alla Gioconda di Leonardo e all’Urlo di Munch. Questa è un’opportunità assai rara per ammirarla da vicino in tutto il suo intrigante splendore, poiché il suo arrivo in Italia è frutto di una lunga trattativa durata due anni, con il celebre museo Mauritshuis dell’Aia, che custodisce i tesori di sommi artisti come Vermeer e Rembrandt. Infatti, il pubblico ha dimostrato di aver compreso da subito l’occasione unica e speciale e le prenotazioni sono state numerosissime già da inizio prevendita biglietti a novembre scorso.

    2) Quali sono le caratteristiche distintive, che emergono in questo dipinto?

    E’ senza dubbio uno dei capolavori più rappresentativi della Golden Age della pittura olandese, di eccelsa elaborazione. Il volto spicca in tutta la sua candida bellezza di magnifico stupore da uno sfondo nero, che però non è quello originale, in quanto nel 1994 è stato compiuto un radicale restauro e si è scoperto, che nel dipinto lo scenario era di colore verde smeraldo. Poi, è emerso, che il turbante bianco e turchese, che cinge il capo della giovane donna raffigurata non è un copricapo di abituale utilizzo nell’olanda dell’epoca, ma Vermeer si è ispirato prendendo spunto da un’opera del suo contemporaneo Michael Sweerts. Colpisce l’incredibile capacità di Vermeer di conferire all’insieme un effetto di tipo tridimensionale, che raggiunge l’apice nei dettagli più minuziosi e particolareggiati, come ad esempio nei piccoli punti luce all’angolo della bocca e nelle luminescenze ammalianti dell’orecchino con la forma di perla a goccia.

    3) Ma che notizie si hanno sull’identità della ragazza immortalata nel quadro?

    Ci sono vari segreti ancora rimasti celati dietro questa esotica e misteriosa “tronie” che consiste nella tipizzazione di un volto, realizzata comunemente su commissione nell’olanda del ‘600. Il primo interrogativo riguarda proprio l’identità dell’affascinante ragazza ritratta. Del suo autore Vermeer, soprannominato la “Sfinge di Delft” si conosce ancora oggi molto poco e risulta quindi difficile identificare con esatta precisione i personaggi protagonisti delle sue opere. La tesi più accreditata ipotizza, che il pittore si sia ispirato alla giovane figlia Maria, lasciando spazio all’estro creativo per evocare il suo ideale di innocenza. Ma si pensa possa essere anche una fanciulla del popolo, la sua serva personale presa a modella per l’occasione.

    4) Quali altri dipinti è possibile ammirare a Palazzo Fava?

    Sono esposti altri 40 quadri di illustri artisti, che offrono una carrellata completa dell’epoca della Golden Age in Olanda, come i 4 maestosi Rembrandt visibili in tutta la loro meravigliosa suggestione.

  • Firenzemadeintuscany racconta una visita speciale alla Galleria dell’Accademia

    Una visita esclusiva per Firenzamadeintuscany alla scoperta dei suoi tesori, sotto la guida del suo direttore, Angelo Tartuferi.

    cose da vedere a Firenze Sempre alla ricerca di itinerari particolari ed originali, la redazione di Firenzemadeintuscany racconta una visita speciale alla Galleria dell’Accademia, alla scoperta dei suoi tesori, sotto la guida del suo direttore, Angelo Tartuferi.
    Questa visita speciale, comincia una calda mattina di settembre con una fila immensa all’entrata e 4500 prenotati per la giornata, quando gli inviati della redazione arrivano alla Galleria dell’Accademia con la decisione di non considerare la statua del David di Michelangelo, fantastica star di questo luogo meraviglioso, come unica protagonista del tour. Infatti, la Galleria è meta privilegiata a Firenze da ogni parte del mondo, proprio per la statua del David, oggi come nel 1873, anno in cui fu trasportata dopo 350 anni in Piazza della Signoria e, proprio per questo, si corre il rischio di non guardare con la dovuta attenzione gli altri capolavori presenti in Galleria, dalle straordinarie opere di Botticelli, Ghirlandaio, Lippi, Paolo Uccello al Pontormo, gli Allori, le sculture di Bartolini, gli splendidi fondi oro di Lorenzo Monaco, quelli dei grandi autori del ‘300 e del ‘400 e molto altro.
    A guidare la redazione di Firenzemadeintuscany in questa visita speciale c’è Angelo Tartuferi, direttore della Galleria dallo scorso maggio, medievalista e studioso. La redazione lo incontra nel suo studio di questo edificio incastonato tra l’Accademia di Belle Arti e il conservatorio Luigi Cherubini, dove un tempo sorgevano gli antichi edifici dell’Ospedale di San Matteo e del Convento di San Niccolò di Cafaggio.

    La visita comincia parlando proprio di Michelangelo: il prossimo febbraio sarà dedicato alle celebrazioni per i 450 anni dalla morte dell’artista. L’Accademia dedicherà una mostra all’immagine del David nell’arte attraverso i secoli con capolavori del ‘600, vedutisti del ‘700 e dell’800, ma anche grandi nomi del panorama contemporaneo che nel tempo si sono confrontati con questa meravigliosa scultura, da Passignano, Delacroix, Mapplethorpe , Viola: la redazione prova ad immaginare qualche nome senza avere una conferma certa dal direttore, che preferisce mantenere il riserbo sull’evento, almeno per adesso.
    Andando verso le sale dedicate al tardo Trecento e a Lorenzo Monaco, si ha la possibilità di riflettere con il direttore su quanto l’ombra di Michelangelo domina questo luogo, comunque la si voglia vedere. Salendo al primo piano si è rapiti dai fondi oro che nel loro insieme costituiscono una delle raccolte più importanti del mondo e da uno spettacolare esempio di opus florentinum in ricamo, un paramento anticamente collocato sull’altare maggiore di Santa Maria Novella. E’ talmente bello che non è possibile descriverlo ed è impossibile anche riuscire a rendere lo stupore che crea in chi lo guarda per la perfezione tecnica, stilistica e lo stato di conservazione.

    Si arriva nella sala attigua dove si possono ammirare le opere di Lorenzo Monaco. Sono tutte meravigliose ma per comprenderne il valore basta soffermarsi sull’Annunciazione e i santi Caterina d’Alessandria, Antonio abate, Procolo e Francesco d’Assisi. L’angelo di fronte alla vergine è un capolavoro contemporaneo per leggerezza, accostamento dei colori e tratto. La visita continua scendendo al piano inferiore, mentre Tartuferi spiega con entusiasmo il nuovo corso del museo sotto la sua guida : “Voglio puntare molto sull’accoglienza : servizi rapidi e efficienti, personale gentile e disponibile , zone di sosta per i turisti che hanno terminato la visita”.
    Altro passo imminente, il riallestimento della Sala del Colosso, dove al centro cattura l’attenzione il modello in “terra cruda” del Ratto delle Sabine di Giambologna: realizzato tra il 1579 e il 1580 è tra i più antichi originali in scala 1:1 che si siano conservati in tutto il mondo. Intorno ci sono i dipinti di Botticelli, Ghirlandaio, Lippi, padre e figlio, Paolo Uccello in un tripudio che solo Firenze può donare. Alcuni oggi sono posizionati un po’ alti, da qui la necessità di rivederne la disposizione.

    Dalla Sala del Colosso si accede al Museo degli Strumenti Musicali, tutti provenienti dalle collezioni private dei granduchi di Toscana, Medici e Lorena, raccolti tra la seconda metà del secolo XVII e la prima metà del XIX. Tra questi spiccano: la viola tenore di Antonio Stradivari, un violino di Stradivari del 1716 e un violoncello di Niccolò Amati del 1650 e un primo esempio di forte-piano introvabile. Il direttore racconta in anteprima un bellissimo progetto: “ Stiamo raggiungendo un accordo con la scuola di musica qui accanto per far suonare ai ragazzi in alcuni momenti speciali gli strumenti in mostra all’Accademia”.
    Se le stanze dedicate alla Gipsoteca di Bartolini sono un quinta scenica di eccezionale bellezza al di là del valore delle singole opere, la Galleria dei Prigioni è da capogiro: le 4 statue di Michelangelo, il capolavoro di Pontormo con Venere e Cupido, la cortigiana del Ghirlandaio che ti guarda ammiccante. La visita giunge quasi alla fine, ripassando più volte di fronte al David che, pur guardando da lontano, senza essere considerato dall’inizio unico protagonista , s’impone in tutta la sua superba Bellezza.

  • Milano, la curiosa mostra sull’arte e la scienza del gusto commentata dal manager di Promoter Arte Salvo Nugnes

    “E’ certamente un appuntamento, che incuriosisce e interessa non soltanto gli addetti di settore, ma anche l’opinione pubblica in generale, questo progetto espositivo realizzato dalla triennale di Milano, in cui l’evoluzione dei tempi moderni lancia la sfida alla tradizione”.

    Così il noto manager produttore di grandi eventi, nonché agente di nomi di spicco della cultura, esordisce per esprimere le sue riflessioni sulla mostra “Gola. Arte e Scienza del Gusto” allestita fino al 12 marzo all’interno di cinque ambienti predisposti per offrire ai visitatori un percorso completo e coinvolgente.

    Nugnes afferma come “E’ un’ottima occasione per analizzare ed esplorare le modalità in virtu’ delle quali le intuizioni dell’arte contemporanea si intrecciano ai complessi e articolati meccanismi evolutivi celati dietro il piacere connesso al cibo, dove il gusto assume la connotazione simbolica di ingrediente chiave della vita”.

    E sottolinea “Quando l’arte incontra la scienza nel piacere della tavola, è positivo anche individuare un filo conduttore per fare emergere le attuali tematiche sui gravi problemi di salute diffusi nella società dell’opulenza alimentare sfrenata e sui disturbi legati al rapporto con il cibo, stimolando un costruttivo approfondimento sulla delicata questione del connubio tra piacere e corretta nutrizione”.

  • Agenzia Promoter: Roma, l’imperdibile mostra fotografica di Herbert Ritts raccontata dal manager agente dei vip Salvo Nugnes

    Un imperdibile appuntamento quello della mostra “Piena di luce”” dedicata al leggendario maestro Herbert Ritts

  • Alla mostra dei cappelli d’arte a Firenze il manager produttore Salvo Nugnes

    Una mostra di elegante e raffinata originalità è allestita fino al 18 maggio nelle stanze della galleria del costume di Palazzo Pitti a Firenze, per rendere omaggio a un simbolo d’arte e stravaganza, il cappello.

    Il manager Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi in ambito culturale, nel commentare la prestigiosa iniziativa dice “E’ un’esposizione davvero curiosa, di piacevole e istruttivo intrattenimento, che delinea i diktat e le tendenze moda connesse al cappello, concepito come creazione artistica e vera e propria opera d’arte. La storia del cappello rappresenta un percorso di mutevole trasformismo e camaleontica evoluzione, che si intreccia con i cambiamenti dei gusti e delle preferenze a livello sociale e influisce sullo stile collettivo. E’ un accessorio di scelta soggettiva e personalizzata, che acquista una valenza di esclusività per chi lo indossa e assume una connotazione distintiva di oggetto di alto design del ‘900 e del terzo millennio“.

    Sul significato attribuibile alla mostra sottolinea come “Osservando i cappelli esposti si può ricavare un’interessante interpretazione storico-artistica ed estetica, valutando sotto un profilo eterogeneo ed omnicomprensivo, che racchiude insieme i concetti di bello, fantasioso, fantastico e divertente“.