Categoria: Arte e Cultura

  • IN USCITA IL LIBRO DI LINA DI RAIMO – NEL CUORE DI UNA FATA

    Nel magico modo di Eos vivono fate, elfi, pivouk, eteree creature che presiedono gli elementi, i sentimenti e le attitudini degli umani. Un luogo fantastico che sarà lo scenario delle avventure di Fatina.

    Fatina, la fata dei sogni e dei desideri, sarà la protagonista di un lungo viaggio alla ricerca del suo io, della sua essenza divina, tra creature fantastiche e luoghi incantati.

    “Nel cuore di una fata” è una discesa nel cuore delle donne, uno sguardo amorevole a ciò che sono in grado di compiere per amore, ma è anche un incitamento a reagire alle avversità traendo il meglio da ciò che sembra accadere solo per distruggere.

    Una favola da bambini scritta per i grandi affinché scoprano o riscoprano l’importanza del sé.

    Tratto da “Nel cuore di una fata”

    Indugiò qualche istante prima di riaprire gli occhi. Il respiro le si spezzò, il cuore le batté furiosamente in petto tanto da sentirlo nella gola, non una parola le usciva di bocca. Davanti a lei, un enorme unicorno alato fatto di pura luce scalpitava con le narici fumanti, imbrigliato alla biga di stelle, che per suo effetto risplendeva come un secondo sole.

    L’unicorno dallo sguardo di fuoco, scosse la lunga criniera scalpitando coi possenti zoccoli d’oro levando un pulviscolo di scintille, la coda ritta ed il capo fiero. Una voce si levò intorno a lei echeggiando: «Non temere, non indugiare. É tempo di salvare tuo figlio!» ed ubbidendo a quella voce imperiosa, Fatina salì sulla biga ed il suo cuore seppe che quella era la fine del dolore.

    Scheda libro

    Titolo: Nel cuore di una fata

    Autore: Lina Di Raimo

    Casa Editrice: Liux Edizioni

    Prezzo: € 11,00

    Edizione: 2009

    Lina Di Raimo è nata a Roma nel 1971, attrice teatrale di musical prima, collabora poi con alcuni periodici del litorale laziale. Nel 2002 pubblica il suo primo romanzo. Vive alle porte di Roma dove scrive e dipinge soggetti prevalentemente fantasy.

    Ufficio Stampa

    [email protected]

  • Carnevale tra Maschere Veneziane Dame e Cavalieri a Venezia

    In Italia esiste una città sospesa tra cielo e mare, il suo nome è Venezia, una città unica al mondo ricca di storia e di arte. Se venite a visitarla rimarrete affascinati dalla sua bellezza e ancor di più se verrete a percorrere le sue calli nel periodo del Carnevale magari vestiti in maschera per rivivere le emozioni della Venezia del 700. Eh sì perché Venezia è una città sospesa nel suo glorioso passato in cui raggiunse l’apice nel 1700.

    La realizzazione delle maschere a Venezia è una tradizione che risale a secoli fa, c’è chi dice già nel 1200. Ancora oggi esistono numerosi artigiani che realizzano splendide maschere veneziane dalle forme più classiche a quelle più fantasiose, tutte rigorosamente dipinte a mano ed impreziosite con tessuti preziosi o piume. Molte delle maschere veneziane in vendita che trovate nei negozi hanno origine antica, specialmente quelle che provengono dalla commedia dell’Arte di Goldoni.

    Noi tutti conosciamo le maschere tipiche di Venezia grazie alle commedie scritte da Goldoni, dove con arguzia ed ironia evidenziava pregi e difetti della nobiltà veneziana, dei commercianti e dei loro servi. La più famosa tra le maschere Goldoniane è sicuramente Arlecchino, un servo sempre perennemente affamato coinvolto a suo malgrado nelle vicende delle famiglia di Pantalone burbero ed avaro commerciante veneziano. Arlecchino è fidanzato con la serva Colombina, molto maliziosa e convince Arlecchino ad esaudire ogni suo desiderio, soprattutto a comprarle tutto ciò che desidera. Pantalone è un vecchio mercante avaro e lussurioso che insidia le giovani fanciulle.

    Ma perché il Carnevale di Venezia richiama l’attenzione del mondo? Già nel 700 tutti i nobili d’Europa venivano attratti dal Carnevale perché potevano dare sfogo alle più recondite fantasie e desideri lussuriosi protetti dall’anonimato che la maschera indossata durante il Carnevale dava loro. I veneziani già secoli prima avevano introdotto questa usanza di indossare le maschere nel periodo carnevalesco.

    Perchè ancora oggi il Carnevale di Venezia è il più famoso al mondo? Forse perchè ancora oggi le trasgressioni di un tempo rivivono ancora oggi nelle feste private tra le mura dei palazzi settecenteschi, forse anche perchè vestirsi da dama o da cavaliere ha un senso camminando in questa città fatata dove il tempo sembra portarci nel passato. E’ certo che le emozioni che si vivono sono decisamente uniche e di forte impatto emotivo. Voi non sarete più voi stessi, vi sentirete far parte di un mondo antico, magico. Camminando tra le calli di Venezia o nei campi vi sentirete come se faceste parte della città da sempre e se avrete la fortuna ad entrare in un palazzo ove si svolge una festa privata abbandonatevi all’allegria, ai balli, ai corteggiamenti.

    Le più belle ed originali maschere veneziane le trovate nel sito della Italian Styles, ove è possibile acquistare le maschere di Venezia originali ad un prezzo ragionevole.

  • LA SCONCERTANTE SIGNORA SAVAGE

    TEATRO SHALOM DI EMPOLI

    Stagione di Prosa 2009-2010

    di John Patrick, a cura del Gruppo Teatro Shalom, con Daniela Bartolini, Daniela Donati, Antonella Caparrini, Paolo Galli, Silvia Gargani, Edj Gherardini, Angiolo Giaccio, Paolo Grilli, Guido Magnani, Alessandro Pucci, Caterina Telesca, e la regia di Paolo Zondadelli.

    Domenica 27 dicembre – ore 17,15

    Giovedì 31 dicembre – ore 21.15

    Sabato 9 gennaio 2010 – ore 21.15

    Domenica 10 gennaio 2010 – ore 17.15

    EMPOLI – Per un Capodanno diverso dal solito, il Teatro Shalom di Empoli ripropone lo spettacolo di fine anno, una serata pensata appositamente per terminare in allegria l’anno appena trascorso. La serata si compone di un ingresso allo spettacolo “La sconcertante Signora Savage” alle 21.15, alle 23.30 ricco buffet dolce e salato, brindisi di mezzanotte e conclusione della serata con intrattenimento e varietà.

    LO SPETTACOLO: “La sconcertante Signora Savage”, portata in scena dalla Gruppo Teatro Shalom per la regia di Paolo Zondadelli, è una esilarante e scoppiettante commedia in due tempi, uno dei maggiori successi teatrali dell’americano John Patrick, sceneggiatore di film memorabili come “L’amore è una cosa meravigliosa” e “Il mondo di Suzie Wong”. Scritta negli anni ’50,”La sconcertante signora Savage” è stata portata al successo negli Stati Uniti dalla grande Lilian Gish e nel 1957 ha debuttato in Italia con la prestigiosa compagnia di Emma Grammatica. E’ una commedia arguta, deliziosa, con un significato profondamente etico nascosto dietro l’ilarità giocosa ma mai demenziale.

    TRAMA:

    La trama della commedia ruota intorno alla figura di una bizzarra e stravagante signora, non è più giovanissima che, rimasta vedova, decide di destinare il cospicuo patrimonio ereditato dal marito ad una fondazione benefica. Ad opporsi al suo intento saranno i tre figliastri, che si vedono sfuggire il patrimonio paterno. Cercheranno dunque di farla interdire internandola in una casa di cura psichiatrica ospitata da “strani ospiti”. Qui la signora Savage incontrerà in particolare cinque persone, che si riveleranno più umani dei figliastri.

    Una commedia che fa riflettere, affrontando il tema del lieve confine che c’è tra normalità e pazzia, con sentimento, ironia e, soprattutto, grande divertimento.

    INFO E PRENOTAZIONI: Il costo è di 50 euro per il 1° settore, 40 euro per il 2°.

    Le prenotazioni sono già aperte e possono essere fatte o telefonicamente allo 05777528 oppure via e-mail a [email protected].

    La biglietteria sarà funzionante nei giorni 10, 11, 12, 17, 18, 19, 26, 28, 29 e 30 dicembre dalle 16.30 alle 19 e nei giorni di domenica 13 e 27 dalle 10 alle 13.

    Il debutto della commedia avverrà domenica 27 dicembre e, oltre a far parte dello spettacolo di fine anno, verrà replicata sabato 9 gennaio alle 21,15 e domenica 10 gennaio alle 17,15.

    INFO: Teatro Shalom – Via F. Busoni, 24/26 Empoli – Tel-Fax: 0571.77528 – [email protected] – www.teatroshalom.it

    Ufficio Stampa Teatro Shalom:

    Sara Borchi 339.3461935

    Claudio Orlandani 338.8335830

    Fax 0571.0831164

    [email protected]

    www.essecinews.it

  • Andrea Latina, Paolo Valvo, Sandra Monaco e Luigi Caligiore in mostra

    Palazzolo Acreide ( Siracusa) – Un percorso all’interno dell’arte per capire come abilità e maestria possano riuscire a plasmare la materia. Quattro artisti saranno a disposizione con dimostrazioni pratiche, mentre effettuano i loro lavori in via Machiavelli nella stanza adiacente al presepe organizzato dalla consulta giovanile del comune di Palazzolo Acreide. E a “lavorare dal vivo” e ad esporre le loro realizzazioni saranno proprio talenti locali: il pittore Andrea Latina, lo scultore Paolo Valvo, la scultrice Sandra Monaco e lo scultore Luigi Caligiore ognuno con la propria caratteristica ed espressione d’arte.

    Andrea Latina effettua ed espone dipinti ad olio su terracotta e tela. Grazie alla sua formazione artistica e alla continua ricerca di nuove sperimentazioni, ogni sua opera è la risultante di esperienza, attento studio dei materiali e delle tecniche ma soprattutto di tanta passione che spazia dal restauro di oggetti d’arte alla realizzazione di pittura su tutti i supporti, ed in particolare per quella ad olio su terracotta, legno, vetro oltre che ritratti su commissione e trompe l’oeil. Questi servizi sono offerti tutto l’anno nella sua attività “Akraion” in via Garibaldi a Palazzolo Acreide. Paolo Valvo , lavorerà e metterà in mostra opere realizzate con legname locale, lavorato a mano in tutte la fasi della filiera. I suoi lavori intrecciano la scultura dell’artista con quella del tempo. La visione dei pezzi infatti nasce dalla ricerca di forme tra radici millenarie di ulivo e di tronchi di altri legni nobili del comprensorio ibleo. Sandra Monaco scultrice della pietra, realizza ed espone sculture interamente eseguite a mano esclusivamente con pietra bianca del luogo seguendo le antiche tradizioni di maestri artigiani. Le opere si distinguono per la loro creatività e fantasia, esprimendo le gioie dell’anima che rimarrà eterna nel tempo. L’artista crea una interazione tra luce e pietra realizzando lampade ottime per creare un’atmosfera suggestiva.

    Luigi Caligiore, scultore del legno grazie alla sua formazione ha come stella polare la civiltà contadina, con i suoi valori, i suoi tempi, la sua estetica. Proprio dentro i canoni estetici di quella cultura che ha informato la sua espressione artistica. Inevitabile, quindi, il legno. Ed inevitabile il presepe e anche il bisogno di raccontare quella società con i suoi valori e i cicli della produzione e della trasformazione dei prodotti della terra. Per Caligiore ciò è possibile perchè egli ha dentro questi valori. Ma anche perché in possesso di una grande tecnica. Tecnica da scultore ‘ tout court’ e non da “presepista”, come si autodefinisce realizzerà ed esporrà le sue preziose statue da presepe.

    L’appuntamento è per oggi ( domenica 27 dicembre ) dalle 14.30 – 20.00 .

    La mostra riaprirà da venerdì (1 gennaio )a domenica (3 gennaio) dalle 14,30 alle 20.00

  • Flavio Cattaneo e i nuovi tralicci d’autore Terna

    Flavio Cattaneo dichiara: “…diamo un segnale chiaro: la modernizzazione del paese può essere un vantaggio economico, estetico e ambientale” “Proviamo a cambiare l’immagine di ‘soldati industriali’ che i tralicci oggi hanno per andare verso piloni eleganti, ispirati alle foglie e agli alberi. Proviamo a trovare un dialogo con la natura perché i tralicci possano danzare con lei”. E’ l’obiettivo – scrive Antonio Cianciullo su Repubblica – che si era posto l’architetto Hugh Dutton, dello studio Rosental di Torino. E lo ha centrato: si è piazzato al primo posto nel concorso per i tralicci d’autore bandito da Terna, la società che gestisce 60mila chilometri di rete ad alta e altissima tensione e vuole ammodernare l’immagine delle infrastrutture elettriche.

    La forma non è tutto, ma conta. “Abbiamo deciso di spendere questi nomi perché il paese ha bisogno di grandi investimenti nel settore ed è il caso di farli puntando sulla qualità”, spiega Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna. “Decongestionando la rete eviteremo di sprecare 1,2 miliardi di chilowattora l’anno: ci sono i margini per ottenere un buon risparmio sulle bollette e nello stesso tempo migliorare l’impatto paesaggistico delle linee. Inoltre diamo un segnale chiaro: la modernizzazione del paese può essere un vantaggio economico, estetico, ambientale”.
    Terna ha investito nell’ultimo anno 850 milioni. Altri 6 miliardi verranno messi sul tappeto nel prossimo decennio. L’obiettivo è allargare i colli di bottiglia che rendono inutilizzabile una parte della produzione elettrica costringendo a costruire nuove centrali. Un’esigenza che nei prossimi anni verrà rilanciata dallo sviluppo delle fonti rinnovabili che richiedono una maggiore ramificazione della rete.
    “La congestione delle linee ha un costo quantificabile: 1,5 miliardi di euro l’anno che paghiamo in bolletta”, aggiunge Cattaneo. “Per risanare la situazione spenderemo 480 milioni di euro l’anno. Resta un beneficio economico da 1 miliardo l’anno: un vantaggio netto che si traduce anche nella possibilità di evitare la costruzione di nuove centrali. La fluidificazione della rete dà al sistema l’equivalente della realizzazione di 8 impianti da 1000 megawatt. I conti dell’operazione tornano”.
    Fin qui la cronaca e i commenti dei protagonisti raccolti da Repubblica.
    La filosofia ispiratrice del concorso internazionale di idee “Tralicci del futuro” è di coniugare innovazione, tecnologia, design e cultura dell’ambiente per lo sviluppo sostenibile della rete di trasmissione nazionale. Elemento cruciale di questa sfida, sia nel caso delle linee già esistenti sia per le nuove realizzazioni, è il traliccio: minimizzarne l’impatto, investire nello sviluppo tecnologico, condividerne la localizzazione, studiarne gli effetti sulla biodiversità fino ad arrivare a sperimentare la sua declinazione da “avanguardia artistica”.
    Tappa fondamentale della “svolta” di Terna per l’ambiente: il lancio dei “10 progetti per lo sviluppo sostenibile”.
    Si tratta della più imponente opera di bonifica ambientale della rete elettrica mai programmata in Italia: l’abbattimento di oltre 1200 km di linee a fronte di 450 km di nuovi elettrodotti ad alta tecnologia. Un impegno sfidante con numeri da record, a partire da 1 miliardo di euro di investimenti, concordato con 11 Regioni, 20 Province, 100 Comuni, 13 Comunità Montane ed Enti Parco. E ancora, oltre 4.000 ettari di terreno svincolati (un’area estesa come il parco dell’Aspromonte) e più di 60 mila tonnellate di materiale recuperato, pari al peso di circa 10 Tour Eiffel. L’evento di lancio dei “10 progetti” ha rappresentato il punto d’arrivo di un percorso iniziato a fine 2005, ma anche il punto di partenza di un nuovo approccio che l’azienda ha voluto intraprendere.

    “Proviamo a cambiare l’immagine di ‘soldati industriali’ che i tralicci oggi hanno per andare verso piloni eleganti, ispirati alle foglie e agli alberi. Proviamo a trovare un dialogo con la natura perché i tralicci possano danzare con lei”. E’ l’obiettivo – scrive Antonio Cianciullo su Repubblica – che si era posto l’architetto Hugh Dutton, dello studio Rosental di Torino. E lo ha centrato: si è piazzato al primo posto nel concorso per i tralicci d’autore bandito da Terna, la società che gestisce 60mila chilometri di rete ad alta e altissima tensione e vuole ammodernare l’immagine delle infrastrutture elettriche. La forma non è tutto, ma conta. “Abbiamo deciso di spendere questi nomi perché il paese ha bisogno di grandi investimenti nel settore ed è il caso di farli puntando sulla qualità”, spiega Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna.

    “Decongestionando la rete eviteremo di sprecare 1,2 miliardi di chilowattora l’anno: ci sono i margini per ottenere un buon risparmio sulle bollette e nello stesso tempo migliorare l’impatto paesaggistico delle linee. Inoltre diamo un segnale chiaro: la modernizzazione del paese può essere un vantaggio economico, estetico, ambientale”. Terna ha investito nell’ultimo anno 850 milioni. Altri 6 miliardi verranno messi sul tappeto nel prossimo decennio. L’obiettivo è allargare i colli di bottiglia che rendono inutilizzabile una parte della produzione elettrica costringendo a costruire nuove centrali. Un’esigenza che nei prossimi anni verrà rilanciata dallo sviluppo delle fonti rinnovabili che richiedono una maggiore ramificazione della rete. “La congestione delle linee ha un costo quantificabile: 1,5 miliardi di euro l’anno che paghiamo in bolletta”, aggiunge Cattaneo. “Per risanare la situazione spenderemo 480 milioni di euro l’anno. Resta un beneficio economico da 1 miliardo l’anno: un vantaggio netto che si traduce anche nella possibilità di evitare la costruzione di nuove centrali.

    La fluidificazione della rete dà al sistema l’equivalente della realizzazione di 8 impianti da 1000 megawatt. I conti dell’operazione tornano”. Fin qui la cronaca e i commenti dei protagonisti raccolti da Repubblica. La filosofia ispiratrice del concorso internazionale di idee “Tralicci del futuro” è di coniugare innovazione, tecnologia, design e cultura dell’ambiente per lo sviluppo sostenibile della rete di trasmissione nazionale. Elemento cruciale di questa sfida, sia nel caso delle linee già esistenti sia per le nuove realizzazioni, è il traliccio: minimizzarne l’impatto, investire nello sviluppo tecnologico, condividerne la localizzazione, studiarne gli effetti sulla biodiversità fino ad arrivare a sperimentare la sua declinazione da “avanguardia artistica”. Tappa fondamentale della “svolta” di Terna per l’ambiente: il lancio dei “10 progetti per lo sviluppo sostenibile”. Si tratta della più imponente opera di bonifica ambientale della rete elettrica mai programmata in Italia: l’abbattimento di oltre 1200 km di linee a fronte di 450 km di nuovi elettrodotti ad alta tecnologia. Un impegno sfidante con numeri da record, a partire da 1 miliardo di euro di investimenti, concordato con 11 Regioni, 20 Province, 100 Comuni, 13 Comunità Montane ed Enti Parco. E ancora, oltre 4.000 ettari di terreno svincolati (un’area estesa come il parco dell’Aspromonte) e più di 60 mila tonnellate di materiale recuperato, pari al peso di circa 10 Tour Eiffel. L’evento di lancio dei “10 progetti” ha rappresentato il punto d’arrivo di un percorso iniziato a fine 2005, ma anche il punto di partenza di un nuovo approccio che l’azienda ha voluto intraprendere.

    La notizia, apparsa su Repubblica, è stata segnalata dal web magazine di Terna “Notizie tra le Linee”

  • Novit? in libreria: Pensa con la tua Testa – di Mario Caramel

    ISBN: 9788896096468
    Autore: Mario Caramel
    Collana: Narrativa
    Pagine: 125
    Prezzo: 12,00 €

    Descrizione: Luca e Capitan Marco. Legati a filo doppio. Destinati a incrociarsi più volte. Un libro che parte dal mare e nel mare finisce, attraverso tormenti esistenziali e difficoltà contingenti, guidato da una schiarita che se non s’intende come definitiva, perlomeno si considera punto di partenza per una vita felice. Una scrittura semplice, seppure ricca di spunti di riflessione pregnanti, induce il lettore ad analizzare con occhi diversi la realtà circostante, e a trovare nessi e motivi d’elevazione spirituale ovunque. Il narratore racconta una storia da cui in verità si diramano cento storie e cento avvenimenti gravitanti attorno alla figura emblematica di Capitan Marco, vessillo di un relativismo necessario, che si fa sprone per il raggiungimento di obiettivi di vita non effimeri. Un romanzo attuale, che si pone in maniera critica verso il mondo sordido e sterile della politica, delle discriminazioni razziali e della pochezza umana in generale, in favore di ciò che è la ricerca di una felicità possibile, scevra di distrazioni e mali evitabili.

  • A Christmas Carol, una nuova traduzione integrale – Caravaggio Editore

    ISBN 97888954373378

    Autore: Charles Dickens

    Collana: I Classici Ritrovati

    Genere: Narrativa straniera

    Pagine: 144

    Prima Edizione: Dicembre 2009

    Descrizione: A Scrooge, vecchio e insensibile usuraio, poco importa del Natale e del bene che potrebbe fare agli altri, da Fred, suo unico nipote, a Bob Cratchit, suo misero e sfruttato impiegato. Ma proprio la notte di Natale gli appare lo spettro del defunto socio in affari, Jacob Marley, il quale, dopo averlo aspramente rimproverato per la sua riprovevole condotta, gli preannuncia la visita di tre fantasmi. Essi gli permetteranno di viaggiare nel Natale passato, presente e futuro e di osservare il suo se stesso com’era un tempo non molto lontano, come fosse profondamente cambiato e a cosa sarebbe andato incontro. Scrooge, provato e colpito da questo viaggio psichico, riesce a comprendere una verità insospettata: solo l’amore può dare un significato alla vita di ogni essere umano. A Christmas Carol, inaugurale racconto natalizio, conserva intatto ancora oggi il suo potere di commuovere e di additare all’umanità un esempio di fratellanza e un cammino di speranza.

    Da questo racconto è tratto l’omonimo film di R. Zemeckis con Jim Carrey

  • Numero di Natale per Antrocom, Giornale Online di Antropologia!

    La rivista (ISSN 1973-2880), diretta da Marco Menicocci ed edita da Antrocom Onlus, riceve consensi e contributi da diverse parti del mondo, confermando la sua indole aperta al dibattito e la sua vocazione a punto di incontro per gli antropologi nel web. Ecco il sommario:

    Lévi-Strauss, ovvero l’antropologo nudo. Crudo, cotto o al sangue?

    di Sandra Busatta

    Gender of Birth Control Method Practice in Sexual Behavior Patterns in Bangladesh
    di Emaj Uddin, Zannatul Ferdous

    La visione e il cosmo – Processi di costruzione della realtà tra i Crow del Nord America
    di Marco Menicocci

    Non-places and Tourism:Towards an understanding of travel
    di Maximiliano Korstanje

    Transforming Refugees: Biopolitics and medical construction of Southeast Asian Immigrant Subjects
    di Neil Turner

    Ascesa e caduta dell’uomo da Gilgamesh a Death Note – Appunti per uno studio comparato della cultura del limite
    di Fabio Bartoli

    Somalie: suicide collectif ou appel desespere a l’aide? Essai de reponse
    di Thierry Onga

    Contorsioni dal campo
    di Davide Stocchero

    Vampires and vampirism: pathological roots of a myth
    di Moreno Tiziani

    Il prossimo numero di Antrocom, Giornale Online di Antropologia, è previsto per il mese di giugno 2010. La rivista pubblica articoli in italiano, inglese e francese, che:
    – abbiano per argomento temi di antropologia fisica o antropologia culturale;
    – siano originali e non ancora pubblicati su altra rivista;
    – contribuiscano allo sviluppo delle discipline antropologiche;
    – rispettino le norme editoriali della rivista.
    La prossima scadenza per presentare articoli per il prossimo numero di Antrocom è il 15 aprile 2010. Gli articoli vanno inviati a redazione [at] antrocom.net.

  • “Comu riçieunu ‘antichi”, le voci della Contea raccolte da Marco Blanco rivivono alla libreria Mondadori di Modica (Rg)

    Martedì 22 dicembre alle ore 18.30, nei locali dell’associazione “Attinkitè” presso la libreria Mondadori di Corso Umberto I n. 8, sarà presentato il libro “Comu riçieunu ‘antichi” di Marco Blanco. Interverranno l’autore e il giornalista Giovanni Criscione. Modererà Concetta Bonini giornalista del Giornale di Sicilia.

    Il libro, giunto alla sua seconda edizione, torna nelle librerie con una veste grafica rinnovata, riveduto e ampliato nei contenuti con l’aggiunta di oltre quattrocento tra proverbi, modi di dire, indovinelli. “Comu riçieunu ‘antichi” raccoglie, in quasi cinquecento pagine, detti, modi di dire, proverbi e voci di paragone ma anche indovinelli, giaculatorie e preghiere del territorio di Modica. Si tratta, spiega l’autore nella prefazione, di «minuscoli frammenti di un piccolo mondo antico trascritti con passione e affetto». Il libro intende colmare una lacuna e allo stesso tempo far sì che questo immenso patrimonio di cultura popolare non vada perduto. Sotto questo aspetto il libro è anche un’«indagine imperfetta» della psicologia contadina svelata in ogni suo aspetto.

    Marco Blanco, già collaboratore de “L’erroneo” e conduttore della trasmissione radiofonica “Ora d’aria” su RTM, si definisce «un tassonomo della domenica» il quale ha avuto «la bizzarra idea di dedicare tempo e fatica, nonché animo d’archeologia linguistica, a pennellare una storia comune fatta di lacerti di parole».

    Al termine della presentazione sarà offerto un rinfresco con i profumi e i sapori della Contea.

    info e contatti:

    Cell. 347.1062660

    [email protected]

  • ANGELI E DEMONI NEI COLORI DI LUCA SIGNORELLI. VISITA ARTISTICA ALLA CAPPELLA DI SAN BRIZIO

    Continuano con successo di pubblico e di critica, gli appuntamenti con la studiosa orvietana Margherita Zosi, che dall’8 dicembre al 6 gennaio fornisce una inedita interpretazione della scena dei dannati della Cappella di Luca Signorelli, uno fra i più importanti gioielli dell’arte italiana.

    L’idea è nata dallo studio di numerosi testi sacri, storico-artistici e filosofici, fra i quali il De Alchimia di Tommaso d’Aquino, e dalla entusiasmante volontà di far conoscere ulteriori e fondamentali elementi al pubblico orvietano e a tutti i turisti che in questo periodo visitano la Rupe.

    Una lettura, come afferma la studiosa, di quello che è un vero e proprio trattato di anatomia artistica, in cui la linea serpentina e la vitalità cromatica con cui il Signorelli affronta il colore, annunciano una teatralità di gesti e di espressioni che influenzerà il periodo del manierismo. Viene evidenziato il procedimento di sperimentazione alchemica che ha permesso di ottenere l’essenza della pietra che l’artista rende sottoforma di dissolvenze coloristiche e di passaggi tonali.

    Ne consegue una rinnovata lettura storico-artistica della Cappella, luogo simbolo della sintesi tra arte e fede, effettuata con la collaborazione dell’Impresa Via Artis – Servizi per il Turismo e la Cultura; una visita guidata suggestiva che passa dalla meraviglia dei colori alla bellezza dello spirito, che esalta e trasfigura l’iconografia tradizionale.

    L’iniziativa è stata voluta, sostenuta e promossa dall’Opera del Duomo di Orvieto, Ente cittadino che ha l’importante compito di tutelare e valorizzare la Cattedrale, confermandosi ancora una volta interlocutore attento e sensibile alle politiche di sviluppo di Orvieto e del territorio.

    Per informazioni rivolgersi alla biglietteria dell’Opera del Duomo chiamando il numero 0763-343592.