Categoria: Arte e Cultura

  • Oskar Zieta e la tecnologia Fidu

    Negli ultimi anni la presenza di designer polacchi è in continua crescita sulla scena del design internazionale, argomento di cui si parla molto sul web. Primo tra tutti, Oskar Zieta, classe 1975, architetto, nato a Szczecin, nel nord della Polonia, di cui hanno parlato anche moda blog, il quale ha avuto un percorso particolare e un boom sorprendente grazie a una collezione dalle forme inedite e accattivanti, arricchita da una palette vivace di colori e l’applicazione di un’innovativa tecnologia.

    Come si legge su un moda blog che ripercorre la sua storia, Zieta si trasferisce in Svizzera nel 2003 dove lavora come ricercatore e insegnante a Zurigo presso il Federal Institute of Technology con un master in Computer Aided Architectural Design (CAAD). Sempre sul moda blog di un fashion-blogger si legge che, durante il dottorato, mette a punto la tecnologia FIDU –Free Inner Pressure Deformation – che riesce a trasformare superfici piatte sagomate, costituite da due lastre in acciaio in precedenza saldate tra loro, in oggetti tridimensionali grazie all’iniezione di un getto d’aria compressa. Dopo anni di ricerca, nel 2007 Zieta ha ottimizzato questa tecnologia, iniziando così la sua produzione e fondando la sua azienda, la zieta prozessdesign, a Breslavia, in Polonia.

    Il successo dei suoi prodotti, come testimoniano i moda blog, non è associato solo all’utilizzo della tecnologia FiDU, ma nasce dalla combinazione di tre elementi: la ricerca tecnologica, il design inedito, un processo di produzione capace di fornire soluzioni innovative in grado di modellare stabilmente la forma per realizzare pezzi sempre diversi l’uno dall’altro. Il processo, come si legge su un moda blog, è un equilibrio perfetto tra produzione di massa e edizione limitata perché parte degli oggetti, per esempio la seduta Chippensteel 5.0, richiede una finitura manuale da parte del designer. La sua vasta e colorata collezione, che sembra gonfiata come un salvagente, è oggi presente negli store più importanti del design internazionale, da Moss di New York a diversi museum stores.

  • Enjoy Edizioni inaugura il concorso letterario “L’anima delle donne”.

    Treviso, 18/04/11 – Enjoy Edizioni, casa editrice trevigiana, bandisce un concorso letterario rivolto a tutti gli amanti della scrittura, esordienti e non, residenti nel territorio italiano.

    Il concorso si intitola “L’ANIMA DELLE DONNE” e mira ad invitare le donne, ma non solo (sono ammessi infatti anche gli appartenenti al sesso maschile) amanti della scrittura ad esprimersi in materia di: Amore, Sogni, Speranze, Gioia, Figli, Cuore, Ambizioni, Maternità negata, Abbandoni, Amicizia, Viaggi interiori, Rinascita, Vita… ed ogni argomento affine alla Suprema Sensibilità Femminile.

    Per partecipare al concorso è necessario essere residenti nel territorio italiano e presentare un lavoro editoriale (preferibilmente nella forma del racconto di fantasia ma anche sotto forma d’esposizione di esperienze personali). Ogni partecipante deve inviare il proprio racconto o la propria storia in busta chiusa.

    I testi non devono superare le 25.000 battute (spazi compresi), presentati in formato A4 e preferibilmente con carattere Times New Roman 12, inviati all’interno di un plico secondo le modalità suggerite all’interno del bando di concorso.

    Il concorso prevede dei premi in denaro per i primi tre classificati, oltre l’opportunità di pubblicazione dei racconti più meritevoli all’interno di un’antologia. Al primo classificato è prevista, in aggiunta, l’offerta di un contratto di edizione per la pubblicazione di un libro con Enjoy Edizioni. La cerimonia di premiazione e la pubblicazione del volume sono previste entro il mese di OTTOBRE 2011.

    E’ possibile scaricare il bando di concorso con la modulistica per l’adesione sul sito di Enjoy Edizioni e su www.evvivalagioia.it

    Informazioni di approfondimento

    http://www.evvivalagioia.it/concorso-letterario/

  • VIBRAZIONI…IN BIANCO E NERO – GUTAI tra passato e presente

    Yasuo Sumi, Yozo Ukita, LOCO

    3 -19 Giugno 2011
    Tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00

    Presso SPAZIO ARTE DEI MORI
    Venezia Cannaregio 3384/B

    In occasione della Biennale 2011, lo Spazio Arte dei Mori di Venezia presenta Gutai. Vibrazioni in bianco e nero un progetto espositivo originale sulla più importante avanguardia artistica del Giappone contemporaneo, il Gutai.

    L’esposizione propone opere sia storiche sia inedite di due dei principali action-painters fondatori del Gutai, Yasuo Sumi (n. 1925) e Yozo Ukita (n. 1923), performer innovativi e grandi sperimentatori formali tuttora animati da una straordinaria vitalità pittorica, alle quali affianca alcuni lavori della più creativa fra i giovani eredi del movimento, LOCO (n. 1976), discepola prediletta e stretta collaboratrice artistica del massimo maestro Gutai, Shozo Shimamoto.

    Il percorso dell’esposizione intende mettere l’accento su un aspetto particolare del linguaggio Gutai, l’uso del bianco e nero. L’esplosione del colore-luce nello spazio è certamente l’elemento caratteristico che meglio identifica la tradizione Gutai agli occhi del grande pubblico. Tuttavia, le opere in bianco e nero appartengono ai codici espressivi dell’informale giapponese fin dalle origini e anzi, come mettono bene in evidenza le tele esposte in questa nuova mostra, l’uso di una bicromia essenziale, scandita sol dai diversi toni del grigio, la ricerca di figure a macchie e l’espandersi di vibranti matasse di materia scura sono tutti elementi espressivi che rispondono a
    un’esigenza profonda del Gutai. Così come nelle pitture colorate l’espressività della materia prendeva voce attraverso un lacerarsi quasi organicistico delle sostanze pittoriche, parallelamente nelle pitture in bianco e nero, con la loro candida vacuità quasi monocroma, è l’universo oscuro e freddo dei corpi e dei materiali inorganici che acquista realtà e voce. Tramite il bianco e nero l’energia visiva e spirituale del quadro si esprime in un accumularsi e disintegrarsi continuo di detriti, di proiezioni, di lesioni, di raggi e di fasci di particelle oscure, che nel loro statico incanto oscuro sono una testimonianza implicita e drammatica, al pari delle opere più intensamente cromatiche, delle catastrofi che sconvolsero – e ancora oggi tragicamente sconvolgono – il Giappone: gli intrecci e i noduli del bianco e nero esprimono il naufragio dell’umano sceso agli inferi della propria corporeità, nei territori più intangibili dove restano solo le vibrazioni del buio e del nero.

    Il Movimento Gutai, la più importante avanguardia giapponese del dopoguerra, ben presto celebrata in tutto il mondo, venne fondato nel 1954 ad Osaka da Yoshihara Jiro, che sosteneva di dover “ fare una pittura che non si sia mai vista”. “dobbiamo dare alla materia un’occasione per vivere”. e scriveva “in altre parole, tutto ciò che avviene nell’animo umano è concretamente esprimibile attraverso la materia”
    Un’arte che diventava dunque atto di scoperta dell’unità originale dell’Io, in cui lo spirito dell’uomo, le sue aspirazioni intime e la materia si fondevano insieme. Una modalità espressiva in cui la materia, che per gli artefici del gruppo non era solo pittura o calligrafia ma anche azioni eseguite con materiali vari, oggetti, acqua e fango, viene sublimata dallo spirito che le infonde vita. Nella loro opera difatti, spazio, materia e corpo giungevano ad affermare liberamente la propria identità e la propria esistenza. Lo stesso Michel Tapiè, critico d’arte francese propugnatore dell’Informale, fu così interessato alle loro modalità artistiche da voler tenere sott’occhio quel gruppo innovativo, che si muoveva tra movimento gestuale sperimentale concreto, action painting, performance, happening pionieristico ed espressionismo astratto, dove la pittura e l’azione stessa erano concepiti quasi come una creazione pubblica.

    Nelle opere di immediatezza performativa selvaggia di Yasuo Sumi, che vanno dagli anni ’50 fino ad oggi, si vedono gli elementi tipici del movimento Gutai, il flusso energetico del tempo, della presenza e della fisicità oltre ad una notevole forza espressiva e drammaticità. Le esplosioni di colore sulle tele, le carte o le stoffe, diventano gorghi improvvisi ma mai improvvisati, sunto di performance dell’Artista tra calligrafismo e violenza gestuale.

    Nelle opere recenti di Yozo Ukita si ritrovano gli elementi tipici tradizionali del suo periodo Gutai. I materiali e la tecnica utilizzata dall’artista per realizzarle sono tela, chiodi, legno, lastre metalliche ecc.
    Le opere esposte consistono in tele spesse e robuste fissate su pannello e telaio. Sulle tele (pitturate ad olio monocromatico) e` attaccata al centro una lamiera verniciata e curvata regolarmente come un semicilindro ed il risultato è rappresentato da sculture composite costruite in modo artigianale, perché l’artista fa tutto da solo, anche il telaio.

    Nei suoi lavori la giovane artista LOCO testimonia una fantasiosa poliedricità, utilizando tela, carta, e stoffa e passando da raffigurazioni pop, che ricalcano lo stile manga giapponesi, a opere tridimensionali. In altre opere in cui utilizza l’azione della pioggia LOCO si riallaccia direttamente ai maestri Gutai creando interessanti connessioni stilistiche che ritornano agli elementi naturali della loro tradizione.

    Jonathan Sisco, Andrea Mardegan

    L’evento è a cura di SPAZIO ARTE DEI MORI
    Per informazioni:
    www.spazioartedeimori.com
    Per visite su appuntamento:
    +39 3409502943

    Come arrivare allo Spazio Arte dei Mori:
    Linee ACTV 42 e 52 da P.le Roma o Stazione F.S. fermata Madonna dell’Orto.Lo Spazio Arte dei Mori è nel Campo dei Mori, vicino alla Casa del Tintoretto e della chiesa di Madonna dell’Orto. Nel Campo vi sono le antiche statue dei Mori scolpite sulle pareti degli edifici ed è centro folkloristico del Sestiere Cannaregio.

    Ufficio Stampa AD3.it comunicazione
    press[at]ad3.it
    www.ad3.it
    San Marco 3188 A
    30124 Venezia
    Tel. +39 0415209245

  • FLOW – A work in Motion. Un’installazione monumentale di Pia MYrvoLD a Venezia durante la vernice della Biennale d’Arte. 3 giugno – 18 settembre 2011

    Pia
    FLOW – A work in Motion
    Zattere 417, Dorsoduro, Venezia

    Vernissage 31 maggio – 5 Giugno
    Opening 3 giugno

    Performances di Pia MYrvoLD e Bugge Wesseltoft

    Exhibition 6 giugno – 18 settembre 2011

    La settimana dell’arte contemporanea a Venezia ospita il vernissage dell’installazione ad alta tecnologia dell’artista multimedialePia MYrvoLD, norvegese emissaria di poesia visuale che utilizza interfacce interattive, sensori, suoni, video, per creare ambienti immersivi in cui le immagini in 3D, gli oggetti e lo spazio aprono nuove dimensioni sensoriali.

    L’installazione monumentale FLOW – A work in Motion sara’ esposta a Venezia, alle Zattere, durante la vernice della Biennale d’Arte 2011 e fino al 18 settembre 2011.


    Per l’opening della sera del 3 giugno sono previste performances di Pia MYrvoLD e del compositore Bugge Wesseltoft.

    Pia MYrvoLD e’ conosciuta come artista a livello mondiale per la sua produzione ibrida, multimediale e indipendente, per le sue collaborazioni con diversi musei nel mondo e per le partnership con diverse personalita’ dell’arte, del design, della moda e dell’architettura.

    Nata come pittrice, apprezzata stilista con la linea Cybercouture, Pia MYrvoLD ora dipinge con i processi digitali, con strumenti 3D e con programmi di animazione, trasportando l’osservatore in un universo virtuale di mutamenti cromatici, textures, suono bianco, immagini in movimento, fotografia e video.

    Dai primi anni Ottanta, il lavoro interdisciplinare di Pia MYrvoLD ha attraversato pittura, suono, video, le nuove tecnologie e l’arte relazionale.
    Una dei primi artisti in Europa a lavorare con le interfacce di arte interattiva e a fare ricerca con i media 3D, Pia costruisce un universo visivo di macchine del futuro intrecciate a forme organiche, microchip, infrastrutture, che trovano origine nella biochimica, nella biologia e nelle scienze.

    Con FLOW Pia MYrvoLD esplora il controllo della tecnologia, costringendo il mondo digitale a dar vita a forme organiche. La fusione di mondi cosi’ distanti crea nuove mutazioni sinaptiche, nuove porte in un vortice acido e onnicomprensivo, in cui Spazio e Tempo si combinano in una genesi nella retina.

    Il futuro della pittura e’ un’immagine statica o cambia nel tempo in relazione ai suoi interlocutori, alla loro interattivita’ e all’ambiente?
    Il suo ultimo progetto, FLOW, e’ un work in progress – un work in motion, dice Pia:

    Video multicanale interattivi riprodotti su diversi moduli espositivi – tunnel da attraversare a piedi immersi nelle immagini in movimento, multischermi, spirali – che diventano essi stessi sculture o architetture, in cui gli oggetti e lo spazio creano nuove modalita’ di fruizione e sviluppo delle nostre capacita’ sensoriali.

    Pia MYrvoLD
    FLOW – A work in Motion

    Vernissage 31 maggio – 5 Giugno
    Opening 3 giugno
    Exhibition 6 giugno – 18 settembre 2011

    Per l’opening della sera del 3 giugno sono previste performances di Pia MYrvoLD e del compositore Bugge Wesseltoft.

    ll calendario dettagliato dei diversi eventi di Flow – A work in motion durante i giorni del vernissage sara’ annunciato sul sito www.pia-myrvoLD.com/FLOW.

    Location
    Zattere 417, Dorsoduro, Venice

    Lo spazio espositivo e’ il deposito di libri antichi dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, in Fondamenta degli Incurabili, Zattere, accanto all’Accademia di Belle Arti e alla Fondazione Vedova, e a 4 minuti a piedi dalla Collezione Peggy Guggenheim e da Punta della Dogana.

    Come arrivare
    A pochi metri dall’esposizione si trova la fermata Actv “Spirito Santo” da dove parte la linea 61 che collega direttamente con la fermata Giardini della Biennale d’Arte, tutti i giorni dalle 9 alle 20 ai minuti 14, 34, 54 (da Giardini linea 62 ai minuti 0, 20, 40).
    Dalla fermata Zattere (3 minuti) la linea 51 collega con due fermate la Biennale Giardini tutti i giorni dalle 5 alle 24 ai minuti 1, 21, 41 (da Giardini linea 52 ai minuti 1, 21, 41).

    THE FLOW prossimi eventi
    L’installazione FLOW – A work in Motion sara’ presentata a Venezia durante la Vernice della Biennale d’Arte 2011.
    Una esposizione di FLOW e’ prevista per Gennaio/Febbraio 2012 presso LACDA, The Los Angeles Digital Art Center.
    Lo Stenersen Museum di Oslo presentera’ un’installazione FLOW dall’ 8 novembre 2012 al 20 gennaio 2013.

    FLOW Partner & Sponsor
    Conventor AS
    Haaland IKM
    Council Norway
    LACDA Los Angeles Center of Digital Art

    Esposizioni online:
    www.pia-myrvoLD.com/FLOW

    Press office e coordinamento a Venezia
    Fnv
    Giudecca, 212
    30133 Venezia
    Phone: +39 041 2446939
    Fax: +39 041 2446921
    e-mail: [email protected]

  • Premio di Gallura per Cortometraggi

    Il Presidente dell’Associazone Gallura nel Mondo Angela Ruju è lieta di comunicare i vincitori del Concorso Internazionale “Premio di Gallura per Cortometraggi”. Ha vinto il 1° Premio come Miglior Cortometraggio, l’opera “TEMPESTA” del regista Gianni Minelli. Il premio per la migliore Regia è andata a “ELOISA” della regista francese Anne Muraille. Premio per la migliore Sceneggiatura ad Alessandra Bosio La Greca per il corto “TEMPESTA”. Il premio per la migliore Fotografia stato vinto da Claudio De Martino per il corto “CULTURA TERRA”. Il premio della giuria per il miglior Documentario a “Porta Portese” di Pasquale Rossini. Nella serata della premiazione sono stati proiettati alcuni dei cortometraggi finalisti. Visto il gran successo delle opere presentate e di pubblico, invitiamo tutti alla prossima edizione.

  • Il dott. Paolo Trotta

    Ministro alla Cultura Boris Fucsa e dott. Paolo Trotta

    Nella capitale della Repubblica Moldova Chisinau, è stato conferito, dal Ministro della Cultura Boris Focsa, al nostro dirigente dott. Paolo Trotta originario di Montalto Uffugo in provincia di Cosenza, il prestigioso incarico di “Consigliere Economico per l’Italia del Ministero della Cultura Moldava”. La nomina e stata conferita a Chisinau dal Ministro in persona Boris Focsa.
    Il dott. Paolo Trotta è un giovane calabrese che ha maturato importanti esperienze in campo nazionale ed internazionale sui temi migratori, ha approfondito le problematiche inerenti l’integrazione sociale tra popolazioni multietniche, riservando particolare attenzione alle popolazioni del bacino del Mediterraneo. E’ stato più volte relatore sui temi migratori, al Parlamento europeo e in convegni nazionali e internazionali.

    Nota del Ministero della Cultura Moldava; “il Mandato riguarderà lo sviluppo di scambi culturali e commerciali, di attività di attrazione di investimenti, di sviluppo di progetti e quant’altro possa facilitare lo sviluppo delle relazioni culturali, sociali ed economiche tra la Repubblica Moldova e l’Italia”.

    Breve storia della Repubblica della Moldova: – la Repubblica della Moldavia o Moldova, è una appendice dello stato della Romania si affaccia sul Mar Nero e confina con l’Ucraina. Nella sua storia è stata segnata da molte dominazioni, dall’impero ottomano a quello zarista, per poi essere annessa alla Grande Romania, e infine alla grande madre sovietica. Durante la dominazione sovietica la lingua moldava fu soppressa, la città di Chisinau oggi Capitale dello Stato prese il nome sovietico di Kishinev. Con l’indipendenza, la Moldova ripristinò la lingua originaria moldava e l’antico nome Chisinau.

    La Moldova senza disconoscere il suo passato, è in una fase di crescita economica e culturale, e proprio per la sua storia ne ha fatto un valore aggiunto per la promozione turistico-culturale.

    Lo stato ha spostato il suo asse forzamente industriale, impostole dall’ex unione sovietica, ad un interesse prettamente storico, culturale eno-gastonomico.

    Sono stati rivalutati i Monumenti, luoghi di Culto, i mercatini caratteristici, che rappresentano le varie culture e etnie che conformano lo Stato della Moldovia.

    La sua popolazione oltre al popolo moldavo ha una forte rappresentanza di armeni, bulgari, turchi, ucraini e rom.

    La capitale Chisinau, è il cuore dei fermenti culturali rappresentati dall’Università e dall’accademia delle Scienze .

    Ci onoriamo di poter annoverare nel nostro movimento validi giovani.

    Al dott. Paolo Trotta auguriamo buon lavoro per il prestigioso incarico ricoperto

    La Segreteria dei Popolari

  • Vogue Italia cerca modelle sul web

    E’ il giornale di riferimento per la moda di alto livello, italiana ma anche internazionale; Vogue Italia, prodotto facente parte del network di Vogue cerca di aprirsi a internet e, dopo aver iniziato alcuni mesi fa un profondo restyling del sito Vogue.it ora cerca di attuare la tattica del casting via web. E’ stata proprio la direttrice Franca Sozzani a parlarne sul blog ufficiale dicendo che Vogue è disposto a cercare modelle con voi nel senso che lettrici e lettori potranno candidarsi a dei casting mettendo proprie foto su PhotoVogue, il nuovo canale di Vogue.it. France Sozzani continua spiegando che Vogue è costantemente criticato perché le modelle scelte da loro sono criticate per essere troppo magre e, quindi, è aperta la sfida verso le utenti che dovranno dimostrare che esistono ragazze belle ma non filiforme. Ecco il claim stesso proposto dalla direttrice Sozzani: “Non importa l’età. Guardatevi attorno. Amici, amiche, compagni e compagne. Sono sicura che esistono ma che nessuno si prende l’onere della ricerca. Fatela voi, e noi le fotograferemo gratuitamente per fornirle di composit, o addirittura per indirizzarle ad agenzie serie e rispettose o per fotografarle per Vogue e Vogue.it”. Ecco una buona occasione per farsi vedere e chissà magari per diventare la prossima Kate Moss. Per ulteriori news consultare www.gossipmoda.com

  • Nuova iniziativa culturale ad Eboli

    Per far rinascere la musica ad Eboli, un giovane ebolitano da anni impegnato nel campo musicale e nel sociale, ha espresso tutta la sua passione per questa forma culturale dando vita ad un associazione di tipo culturale – giovanile – musicale, nata dall’idea e dalla volontà di unire le forze per ridare vita e dignità ai giovani talenti che si affacciano mondo della musica. Si è tenuta questa mattina nell’aula consiliare “Isaia Bonavoglia” ad Eboli, la conferenza stampa di presentazione della nascente associazione, nella quale dopo un breve saluto e l’augurio da parte dell’Ammistrazione Comunale, rappresentata dal Presidente della Commissione Consiliare per le Politiche Giovanili, Dr. Antonio Petrone, il neo-eletto Presidente Vincenzo Merola, ha illustrato motivazioni e obiettivi che l’associazione vuole perseguire nel corso di quest’anno e per i futuri, l’obiettivo primario è quello di dare un volto nuovo alla musica ebolitana e non solo, ma l’associazione con il suo direttivo si è prefissa anche un’altra sfida, quella di tutelare, invogliare ed incentivare i giovani musicisti del territorio, della regione e di ogni parte d’Italia. La conferenza si è conclusa dopo gli interventi dei rappresentanti del Vice Presidente Annapia Giarletta, del Direttore Artistico Giovanni Germano e del Consigliere Adriano Giarletta. Alla presentazione era presente anche il vice presidente dell’Associazione nazionale Interforze Dott. Salvatore ABBRUZZESE , ebolitano doc, il quale dirige questo ente associativo che ragruppa tutte le forze di polizia e difesa oltre che le associazioni del terzo settore.
    Le più vive congratulazioni da parte dell’Assointerforze al Presidente Vincenzo Merola ed al suo giovane team, con i migliori auspici di un proficuo lavoro ricco di meritati successi.

  • 16 Aprile 2011: VIII Giornata Nazionale del Giardino, l’iniziativa del Garden Club di Perugia

    In Occasione della VIII Giornata Nazionale del Giardino, il Garden Club di Perugia organizza una tavola rotonda sul tema ”Parco Santa Margherita: una risorsa verde per la città”, che si terrà sabato 16 aprile ore 9,30 alla palazzina Valitutti – Via XIV Settembre; il “Parco Santa Margherita” rappresenta uno dei più importanti bacini naturalistici della città, per la particolarità delle essenze, per le dimensioni e per l’antichità della sua storia. Anche in questa occasione, Il Garden Club di Perugia, così come accaduto nelle passate edizioni, si prefigge l’obiettivo di sollecitare la città a riappropriarsi di questo sito, così strategico ed importante. La Giornata Nazionale del Giardino, inoltre, quest’anno verrà dedicata alla memoria della Segretaria del Garden Club di Perugia Maria Luisa Cavicchi, la quale era particolarmente partecipe all’attività dell’associazione.

  • UnderGround alla galleria GARD

    Sabato 16 aprile 2011 si inaugura alle ore 18.30 presso la galleria Gard, in Via dei Conciatori 3/i (Piramide) a Roma, la mostra UNDERground degli artisti Andrea Bancone, Francesco Carta, Duilio Cau, Michele Coccioli, Micael Dellecaccie, Silvio Gatto, Cinzia Grisorio, Matthaeus Kostner, Alberto Lardizzone, Alessia Magliaro, Luigi Meregalli, Valeria Micara, , Margherita Premuroso, Wally Romeo, Alessandra Zarlottin. La mostra è dedicata alla metropoli, alla città vista non solo come antagonista della natura, ma anche come espressione del vivere umano moderno, una visione poetica della città e non solo denigratoria.

    Soqquadro
    Presenta

    UNDERground
    Mostra collettiva

    DURATA: dal 16 al 29 aprile 2011
    INAUGURAZIONE: sabato 16 aprile18.30
    ORARI: dal martedì al sabato 16.00-19.30
    LUOGO: Galleria Gard, Via dei Conciatori 3/i, Roma (zona Piramide)
    CURATRICI: Mara Valente e Marina Zatta
    INFO: tel. 06.5759475, cell. 333.7330045
    @mail: [email protected] www.soqquadro.eu

    “Gard” GARD, Galleria Arte Roma Design, nasce nel 1995, con la funzione di editore, promotore, produttore e diffusore di opere di arte e design di artisti e designer emergenti. Nel tempo le sono stati riconosciuti contenuti di particolare creatività e fantasia sia dalle Istituzioni Pubbliche sia dai media che hanno seguito sempre con grande interesse l’evoluzione della Galleria che oggi è diventata un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti, diventando un punto di raccordo e sperimentazione. Negli anni, numerosi personaggi già consacrati del mondo della pittura, della poesia, del teatro e del cinema, si sono avvicinati alla Galleria collaborando con il suo staff in numerose iniziative.

    Soqquadro dedica questa mostra alla metropoli, alla città vista non solo come antagonista della natura, ma anche come espressione del vivere umano moderno, una visione poetica della città e non solo denigratoria. Strade, metropolitane, grattacieli, autobus, traffico, smog, visti non unicamente come manifestazioni dell’uomo ‘contro’ la natura ma anche dell’individuo moderno che crea il suo habitat. La globalizzazione economico-culturale e gli stravolgimenti geopolitici hanno causato trasformazioni a livello mondiale, incidendo anche sugli assetti locali, delle piccole realtà, in cui la espansione omologante, paradossalmente, ha condotto a far emergere nuove specificità: nel theatrum urbano in fibrillante evoluzione i segnali del cambiamento stanno modellando nuove forme e percezioni, sovrapposte a quelle preesistenti. Le metropoli contemporanee raccontate attraverso gli occhi di coloro che le abitano, artisti ma anche cittadini di mondi underground tutti ancora da scoprire, nelle quali luoghi, rumori, persone, colori sono in eterna evoluzione…
    L’intento della mostra è quello di aprire uno squarcio su queste recenti realtà quotidiane, per esplorarne i nuovi confini ed espressioni; una proposta di analisi positiva e non il consueto atto d’accusa nei confronti della metropoli aberrante, ma soprattutto un gesto poetico rivolto all’affascinante concretezza della ‘città’ contemporanea.

    Andrea Bancone nasce a Roma il 21 Gennaio 1989 da sempre con la passione per le più svariate forme d’arte e di creazione incomincia col disegno per poi passare alla fotografia cercando sempre di catturare il momento in una maniera che più riesca ad esprimere quello che il momento stesso gli trasmette per poi renderlo a chiunque sia in grado di recepirlo.

    Francesco Carta, giovane artista affascinato da ogni tipo di supporto cartaceo utilizza strappi di giornali, riviste di moda, vecchi quotidiani che poi tratta ed elabora invecchiandoli, stropicciandoli colorandoli, ritagliandoli fino a farli rinascere, ricchi di nuova intensità. Colpiscono la scelta dei soggetti, primi piani maschili e femminili, e l’accostamento dei colori nonché le scritte enigmatiche, in una costante ricerca grafica tra gusto e libertà espressiva.Vari formati e vari supporti, legno, tela, carta, cartone altamente decorativi rivelano una passione innata, un gusto ricercato abbinato ad un gesto semplice sublimato in composizioni originali.

    Duilio Cau Un passato e un presente da comunicatore, dalla pubblicità alla corporate identity, come strategic planner e come creativo. Un recente presente e un futuro artistico, la fotografia digitale come punto di partenza. Il resto è … vita, nato nel 1960 in Brianza, un figlio e ascendenze bergamasche, sarde e svizzere tedesche. Ha cominciato a lavorare sul tema “ombre di luce” (cercando atmosfere hopperiane in fotografia). Poi è stato attratto dal “fotografare la fotografia” ricontestualizzandola continuamente. Oggi introduce verbalità fotografando l’istante del luogo. Del suo lavoro di comunicatore apprezza il poter essere libero, dell’arte l’esserlo veramente.

    Michele Coccioli Il viaggio è di per sé un sogno, richiede l’immaginazione di un “prima” fatto di aspettative ed entusiasmi e di un “dopo” del ricordo. Ecco allora che la memoria seleziona le immagini; le città sognate diventano, a furia di crederci, una realtà concreta. Impressioni, suoni e colori si fondono in atmosfere surreali. I luoghi si colorano di palazzi, di mercati, di piazze, di gallerie, di strade, di ritmi e desideri. Il paesaggio urbano diventa architettura di sentimenti e memorie, figure e forze, fantasie e pensieri.

    Per Micael Dellecaccie il decollage rappresenta un modo di protestare contro una società che ha perduto il gusto delle trasformazioni favolose. La maggior parte della nostra vita è basata sul consumismo, l’azione lacerante e gli strappi vogliono rappresentare una forma di protesta contro esso. Nell’opera Ludus ho voluto rappresentare attraverso immagini di videogame il sottile confine che separa i fatti dalla realtà. Un mondo virtuale e fittizio con cui ci troviamo ad avere a che fare tutti i giorni, come se quotidianamente avessimo a che fare con un videogame. Nell’opera D.J.H.J. attraverso varie e differenti immagini ho cercato di creare un decollage di forte impatto visivo. Ho unito e strappato un mix di immagini, di volti e oggetti come fa un dj con le sue canzoni.

    Silvio Gatto è appassionato di architettura, fotografia e pittura, ama l’arte in tutte le sue espressioni. Da dieci anni circa si dedica alla realizzazione di opere pittoriche principalmente su supporti di tela, realizzate con colori acrilici, mettendo in risalto la matericità dell’opera e puntando ad una continua ricerca di nuovi materiali e tecniche di realizzazione per la sua arte. Amante della fotografia, intesa come arte, preferisce immagini in bianco e nero con l’esaltazione a colori degli elementi caratterizzanti l’opera. Predilige gli scatti realizzati durante i suoi viaggi, con lo scopo di immortalare attimi di vita quotidiana.

    Grys (Cinzia Grisorio) Nonostante il buio intorno, nonostante tutto intorno, vedo ancora un pezzo di cielo, ancora un pezzo di mare… L’opera presentata in questa mostra racconta una città violata dalla brutalità degli uomini

    Mattheus Kostner inventa un nuovo procedimento tecnico e rivoluziona l’idea del “ricordo” per il quale si affida il compito alle fotografie. Così, tra il 2006 e il 2010, l’artista richiede a diversi turisti la sequenza di scatti realizzati in occasione di una vacanza nella cittadina di Salzburg e constata inoltre, come nessuno di questi dimentichi di immortalare se stesso davanti alla casa natale di W.A. Mozart. L’idea che ne consegue è stratificare tutte le foto sullo stesso piano cartaceo, ma ponendo sempre per ultima proprio quella con l’artefice degli scatti e l’abitazione del grande musicista settecentesco. Il confronto che ne deriva non è sull’identificazione degli autori e sulle loro connotazioni personali, ma sulle cromie e sui gradi dissimili di luminosità che ogni riquadro riassume in sé. Testo di Danila Serafini.

    Alberto Lardizzone La serie “No Sky In My Mind” rielabora il paesaggio urbano per analizzare il legame tra l’Uomo ed i luoghi che egli abita. Le surreali scene di architettura, iterative e fantastiche, sono metafora del tempo dell’Uomo d’oggi che, vivendo in maniera vorticosa e frenetica, sempre più spesso perde di vista la via che dovrebbe essere indicata dai propri valori.
    La metafora tra Uomo e città si concretizza proprio in questa “impossibilità del cielo”, simbolo, quest’ultimo, degli ideali dell’Uomo.

    Nei lavori di Alessia Magliaro, ci si ritrova in un mondo parallelo, dove i colori, che sono i veri protagonisti, vivono di accostamenti arditi e del continuo mutare di linee e forme cha appaiono come sospese nel tempo, ma mai abbandonate al caso.

    Luigi Meregalli in Un giorno di pioggia in città, la giornata di pioggia fa aumentare il grigiore, si perdono i profili dei grattaceli, le persone non sono ben distinte, camminando sui marciapiedi sono quasi irriconoscibili. L’autore ha voluto abbassare lo sguardo, focalizzando le sole sagome mobili riflesse sul marciapiede bagnato. La tecnica è fluida, l’acquerello permette queste trasparenze mettendo in risalto le sagome scure del riflesso. In Percorsi riflessi ci mostra uno spazio urbano, un marciapiede, dove la gente tutti i giorni cammina frenetica, osservando il ritmo dei passi delle persone ci si accorge che non sono uguali. In quest’opera il passo saltellante del ragazzo rappresentato con le scarpe da tennis, è in contrasto con il passo pesante, un passo sofferto del vecchio che aiutandosi col bastone quasi si trascina le grosse scarpe. È evidente in poco spazio la divergenza tra le due generazioni.

    Per Valeria Micara l’opera esposta è un ‘immagine “fantastica” della città e della sua espansione che viene a formare dei paesaggi architettonici in cui si perde la distinzione tra naturale e artificiale, in cui una cattedrale assume le forme di un corpo celeste e il tessuto urbano si estende a dismisura senza soluzione di continuità.

    Margherita Premuroso è nata a Carate Brianza il 20 Novembre 1983, dopo aver concluso gli studi artistici a Monza, si diploma all’Istituto Europei di Design di Milano in Illustrazione e Animazione.
    Inizia nel 2005 a lavorare come concept designer e successivamente come direttore artistico presso Playstos Entertainment. Dal 2008 collabora con le maggiori case di animazione e comunicazione in Europa come freelance. Nel 2010 si trasferisce a Londra per seguire progetti Video e Motion Graphic per case di Videogiochi e pubblicità. Nel 2011 apre InkyMind uno studio di produzione di animazione con sede a Milano svolgendo il ruolo di direttore artistico. Attualmente lavora su Cortometraggi e video di animazione

    Wally Romeo narra sé stesso e il suo lavoro in questo modo: “mi affascinano i colori brillanti e vibranti, le vedute di scorcio, soggetti che fuoriescono dalla tela, e lasciare il resto all’immaginazione di chi lo sta osservando”.

    Alessandra Zarlottin ha lavorato durante il suo percorso di studi presso la Fondazione Italiana per la Fotografia di Torino, dove ha intrapreso il suo itinerario di conoscenza e sperimentazione della tecnica fotografica. Tale esperienza le ha trasmesso una visione del medium interpretato come linguaggio e come mezzo di comunicazione diretta con il mondo. La fotografia rappresenta il modo in cui riesce a guardare la realtà e a confrontarsi con essa, esprimendo una personale visione delle cose. Ogni singolo scatto è il risultato di ciò che percepisce, e di ciò che cattura il suo sguardo con estrema intensità; un particolare, un taglio che coglie il trascorrere del tempo e che, spesso, corre oltre l’apparenza del concreto.