Categoria: Arte e Cultura

  • Coupè: la sedia dai sensi autentici

    Coupè è la nuova seduta presentata, con grande successo, da Softline in occasione del Salone Internazionale del Mobile di Milano.

    L’azienda italiana Softline da anni si contraddistingue nel settore dell’arredamento d’interni come realtà giovane ed innovativa, per la progettazione di sedie, sgabelli, tavoli ed imbottiti dalle linee essenziali ed originali, che si adattano perfettamente allo stile di tutte le case, donando colore e personalità ad ogni tipo di arredo.

    Softline, specializzandosi nel corso del tempo nel settore delle sedute, è riuscita a conciliare perfettamente in tutte le proprie creazioni le due caratteristiche fondamentali della seduta: estetica ed ergonomia, realizzando così prodotti ad alto impatto estetico ma soprattutto sedie e sgabelli nelle quali la distribuzione del carico sulla colonna vertebrale è ottimale.

    L’ergonomia delle sedute targate Softline si basa sulla posizione della schiena che rimane dritta quanto più possibile, senza un affaticamento della colonna vertebrale.

    La sedia Coupè, disegnata da Stefano Sandonà e presentata in anteprima al Salone Internazionale del Mobile di Milano, è l’espressione di un’azienda che lavora per offrire prodotti ricercati ed innovativi dagli standard qualitativi elevati.

    Sedia Felix Softline

    Si presenta come un prodotto eclettico, funzionale e trasversale, ideale sia per i locali pubblici che vogliano regalare emozioni alla mente e sensazioni tattili al corpo, sia per i focolai domestici che, nel loro quotidiano, sappiano scrivere una storia tutta individuale.

    Le linee sono semplici ed essenziali, adattabili a qualsiasi abitazione, ma allo stesso modo il design futuristico dona carattere e stile all’ambiente nel quale è inserita.

    Scheda tecnica:

    Coupé.2: cm 53x41x79h

    Coupé.5: cm 53x42x79/86h

    Coupé.7G: ø cm 67×77/90h

    Coupé.3: cm 53x52x79h

    Coupé.5G: ø cm 57×79/92h

    Coupé.C: cm 53x48x79h

    Coupé.4: cm 53x48x79h

    Coupé.6: cm 53x48x79h

    Coupé.CA: cm 52x41x110/131h

    Prezzo: a partire da 139 €

    Scheda Tecnica

  • “gliSfacciati”

    Le Biciclette Art Bar & Rosaspinto

    presentano:

    gliSfacciati”


    Mostra fotografica a cura di Indira Fassioni

    Venerdì 17 Giugno dalle 20.30

    Ti sei mai chiesto se l’immagine riflessa allo specchio ti appartiene?

    Questo lo slogan de gliSfacciati, progetto provocatorio e non convenzionale ideato dalla mente creativa di tre persone, tre professioni diverse, tre modi di vedere il mondo: Andrea Milanesi, il creativo, la mente da cui è partita l’idea; Francesca Cortesi, il direttore creativo; Alessandro Taino, il fotografo.

    gliSfacciati affrontano la realtà con un bisturi virtuale, rompono lo schema, distruggono la simmetria, mescolano i pezzi svelando qualcosa di nuovo…

    la vera anima delle cose oppure solo pungente ironia?”

    Negli shooting ognuno attinge dal suo background per dare al progetto tutta la sua esperienza mentre nell’elaborazione delle sfacciature le intuizioni personali di ognuno danno vita a sorprendenti interpretazioni ogni volta diverse, sempre imprevedibili.

    Durante la serata verranno esposti i migliori ‘s-facciati’ fotografati durante il 13° B-Day delle Biciclette lo scorso 8 giugno.

    In consolle:

    Jacopo May

    Beat, progression, loop e percussioni su tappeti armonici, per non ingabbiare la musica elettronica e trovarle casa solo a Berlino.


    In mostra fino a martedì 28 giugno 2011.


    Ingresso libero, è gradita la prenotazione.
    02.8394177

    gliSfacciati
    http://www.glisfacciati.it/

    Le Biciclette Art Bar + Ristorante
    Via Gian Battista Torti, 1
    Milano

    Ufficio Stampa e Direzione Artistica Rosaspinto
    Indira Fassioni
    [email protected]
    +39/3338864490
    www.rosaspinto.it
    pagina facebook
    http://www.facebook.com/pages/ROSASPINTO/107767055930798

  • Creattiva

    L’arte e la creatività che combattono lo stress da lavoro correlato.

    La società RBS Retail Banking Services, con sede a Roma, Milano e Sassari, ha intrapreso da oltre un anno il Progetto Creattiva, portato avanti da Pamela Cento in collaborazione con una equipe interna all’azienda stessa.

    Uno degli obiettivi di Creattiva è quello di ridurre, tramite l’arte e la creatività, i rischi di stress correlato al lavoro, di cui oggi tanto si parla in seguito all’entrata in vigore del D.lgs. 81 che obbliga tutte le aziende italiane, sia pubbliche che private, a monitorare ed eventualmente intervenire con azioni di miglioramento per contenere e ridurre i rischi di questa malattia psicosociale che dilaga negli ambienti di lavoro.

    Dopo esposizioni di fotografia, presso location prestigiose come la Bloomsbury Auction, dove gli scatti fotografici esposti erano stati creati dai dipendenti stessi del call center, è stata la volta del lancio della marca di abbigliamento Bag’N’Dress le borse che si trasformano in vestiti presentate alla Fiera delle eccellenze artigiane ARTO con il patrocinio della Regione Lazio, adesso per Creattiva è la volta della creazione di due abiti del Settecento rivisitati in chiave postmoderna, dipinti a mano da due artisti che hanno contribuito a fare la storia dell’arte italiana e internazionale: Xante Battaglia ed Ezio Gribaudo, artisti di cui hanno scritto i critici d’arte più importanti a livello mondiale;

    Battaglia, che Gregory Battcock definì “gesto unico nella storia dell’arte”, ha esposto tra l’altro alla Bonino Gallery di New York, alla Biennale di Venezia, al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, Al Palazzo della Permanente di Milano, al Grand Palais di Parigi ed in altre innumerevoli gallerie pubbliche e private; Gribaudo, che Pierre Restany definì “fonte inesauribile di immagini poetiche e nuove…” ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui: il Premio alla XXXIII Biennale di Venezia, alla Biennale di San Paolo del Brasile e quello alla IX Quadriennale di Roma. Nel 2011 Ezio Gribaudo è stato invitato a partecipare al Padiglione Italiano della 54° Biennale di Venezia, dove esporrà un’opera inedita.

    La linea abiti di Creattiva è realizzata dalle capo sarte Francesca Del Zio e Loredana Antonilli, operatrici telefoniche inbound del call center RBS, così come la modella Letizia Lucchini che, insieme alla modella Luna Balsamo, sfilerà e dunque avrà l’onore di indossare le due opere d’arte esclusive.
    L’ideazione e la supervisione artistica è di Pamela Cento, Creative Project Manager di Creattiva, e artista di cui citiamo l’ultima esposizione di videopittura “Inside” realizzata presso la Fondazione Zerilli Marimò di New York, in collaborazione con la New York University.
    I due abiti costituiscono la chiusura della sfilata dell’evento “Le Stagioni della Vita”, organizzato e ideato dalla EP Eventi di eliana Petruzzelli in collaborazione con il Teatro Regio di Torino e la Nopain, Associazione Italiana per la cura della malattia dolore, a cui verrà devoluto parte del ricavato della vendita dei due abiti di Creattiva.

    L’evento si svolgerà l’11 giugno, presso il Teatro Regio di Torino, prima tra i teatri più belli e prestigiosi d’Italia. Una cornice unica per un progetto qual è Creattiva, che persegue la sostenibilità dello sviluppo umano.

    “Creattiva nasce da un desiderio che a volte appare sogno e a volte miraggio, di vivere meglio in azienda, riuscire a stare meglio in quelle millecinquecento ore di vita media che in un anno si passa all’interno dei muri aziendali. La creatività”, afferma ancora Pamela Cento, “ è energia positiva e propositiva, bisogna riconoscerla e imparare a usufruirne. E’ essenza dell’ essere umano. I risultati della “Formazione Creativa” sono tanti, da una migliore comunicazione interna, al miglioramento del clima in azienda, a uno stare meglio con se stessi. Un altro beneficio, di certo da non sottovalutare, è che tutto questo può aumentare la produttività in azienda. Non è un caso che lo studio IBM dell’agosto 2010, dove sono stati intervistati 1500 amministratori delegati di aziende nel mondo, ha identificato la creatività come la competenza numero uno”.

    Infocreattiva: +39 3331210272 _ www.creattivarbs.it

  • Design Italiano Contemporaneo: Al&Jo su Style.it

    Le creazioni di Al&Jo, recentemente ospitate al Fuori Salone di Milano di quest’anno, stanno incontrando l’interesse crescente del mondo del design contemporaneo, italiano e non, e delle più importanti riviste che da sempre si occupano di arte e di tutto ciò che fa tendenza.

    L’ultimo articolo riguardante il design d’arredo di Al&Jo è uscito su Style.it, che del duo creativo ha colto la linearità bizzarra delle boiseries, la geometria rigorosa combinata alla stravaganza delle forme.

    Per leggere l’articolo: Al&Jo su Style.it

    Al&Jo Sito Ufficiale

    Al&Jo Blog

  • La Fondazione Arena di Verona ospite a Spazio Italia di Air Dolomiti

    Fino al 15 giugno Air Dolomiti ospita a Spazio Italia l’Arena di Verona: continua così la collaborazione tra la Compagnia e la Fondazione lirica nata nel 2006 con il progetto ‘Sulle Ali della Musica’ e che procede anche quest’anno con la promozione del Festival Lirico all’aeroporto di Monaco.

    La presenza dell’Arena a Spazio Italia dimostra la condivisione della stessa filosofia: l’interesse per la diffusione della cultura italiana nel mondo.

    Grazie alla presenza a Spazio Italia, la Fondazione Arena di Verona può raggiungere un target di altissimo livello come quello che transita all’aeroporto di Monaco di Baviera e far conoscere la propria realtà insieme alla programmazione dell’estate areniana. Nel promotional corner al Terminal 2 è infatti possibile avere informazioni sul programma della stagione lirica.

    L’aeroporto bavarese è inoltre un luogo ideale di promozione della propria attività visto anche l’affetto e l’interesse del pubblico tedesco (e non solo) per l’Opera, l’Arena e la città scaligera.

    L’Arena di Verona è sede del celebre Festival Lirico che giunge quest’anno alla sua 89° edizione, proponendo cinque titoli: La Traviata, Aida, Il Barbiere di Siviglia, Nabucco e La Bohéme. La magia del Festival areniano coinvolge ogni anno numerosi spettatori (oltre 400 mila nel 2010) provenienti da tutto il mondo. Grazie alla qualità delle sue produzioni e alla capacità di entrare in contatto con varie tipologie di pubblico, l’Arena di Verona è diventata una delle più importanti istituzioni per la promozione della cultura musicale e per la diffusione della cultura italiana nel mondo.

    Spazio Italia è uno strumento di promozione al quale importanti marchi del made in Italy hanno abbinato la propria immagine: sono numerosi gli ospiti che dal 2005, anno della sua nascita, hanno presentato i propri prodotti e servizi nel corner italiano dell’aeroporto di Monaco, vetrina dello stile e gusto italiano.

    Per ulteriori informazioni www.spazioitalia.com– www.arena.it

  • Io prigioniero in Russia di Vincenzo Di Michele, La Stampa Editore

    In quei giorni di combattimento gli aerei russi ci lanciarono sulle nostre linee dei volantini, invitandoci alla diserzione. In tali messaggi ci ricordavano le festività di Natale, le nostre mogli, i nostri figli e i familiari. Ci dicevano: ‘Perché siete venuti qui in Russia a combattere contro un popolo che non ha mai minacciato di invadere l’Italia?’ Quindi concludevano dicendo di tornare a casa o di darci prigionieri.”

    I racconti di guerra non sono tutti uguali. Ogni ricordo ha la caratteristica di essere l’esperienza di una vita, di una vita che ha potuto raccontare ciò che realmente è successo. Non quindi il racconto dei vincitori, non quello dei vinti ma le parole di un uomo che durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale si è trovato in terra straniera, lontano dai familiari, in un luogo del quale non si conosceva nulla con una sola convinzione: sarà breve. L’unica convinzione che Alfonso Di Michele aveva si è dimostrata errata.

    Io, prigioniero in Russia”, edito nel 2008 dalla casa editrice L’Autore Firenze Libri e dopo numerose ristampe edito dalla casa editrice La Stampa Editore, ha venduto 50.000 copie ed è la seconda pubblicazione dell’autore Di Michele Vincenzo, scrittore e giornalista pubblicista. La prima pubblicazione è avvenuta nel 2006 “La famiglia di fatto” e l’ultima risale al 2010 “Guidare oggi”. Tre libri che sottolineano la poliedricità di contenuti e la salda attenzione verso la società.

    “Io, prigioniero in Russia” è il diario di un uomo che a distanza di 50 anni dagli episodi narrati ha sentito il bisogno di lasciare la sua personale testimonianza. Un’esperienza, quella della campagna in Russia, che ha solcato profondamente lo spirito ed il corpo e che doveva esser raccontata per sottolineare che protagonista della guerra è stato il popolo; per questo “Io, prigioniero in Russia” è sinonimo di “guerra vista con gli occhi dell’uomo comune”. Alfonso Di Michele (1922, Intermesoli fraz. Pietracamela – 1993, Roma) è stato uno dei 10.000 reduci che hanno avuto la fortuna di tornare in Italia, 10.000 su 200.000 soldati inviati per la campagna in Russia. Un diario che amorevolmente il figlio Enzo Di Michele ha curato e pubblicato per condividere questa preziosa documentazione storica su un argomento scottante sul quale si vuole tacere.

    C’era la fame; una fame di quelle vere che ti istradava il cervello verso un unico pensiero. Mangiare, mangiare; sempre mangiare. Solo chi ha vissuto una simile esperienza può comprendere quali variegate sensazioni si provano, quando lo stomaco incessantemente ti reclama il cibo. È veramente un’ossessione trascorrere la giornata nel pensare a qualcosa da mettere sotto i denti, e ancora più ossessionante è il pensiero mirato all’escogitare delle possibili soluzioni per procurarsi il cibo.”

    Tredici capitoli nei quali passo passo Alfonso Di Michele ci racconta della sua vita, di chi era, di quando è partito da Intermesoli piccolo paese alle pendici del Gran Sasso, delle sue speranze, delle sue convinzioni, del gelido freddo russo, della gentilezza delle donne russe, della battaglia, delle differenze con i soldati tedeschi, dei temuti lager dei quali si evita in genere di parlare, della marcia del ‘davai’, della prigionia, del cannibalismo, del tifo petecchiale, della fame ossessiva, degli amici morti per denutrizione, delle mancate informazioni, del ritorno a casa.

    Il primo abbraccio fu quello ai miei fratelli e al mio compare allorché mi vennero a prendere per riportarmi a casa. In quel 7 dicembre del 1945, in una notte decisamente invernale con i fiocchi di neve che si aggrappavano delicatamente sui tetti delle case, peraltro già carichi di un consistente strato di manto nevoso, si consumava l’insperato ritorno al mio paese.

    Per coloro che volessero saperne di più dell’autore lascio il link diretto che riporta direttamente al suo curatissimo sito nel quale potrete seguire le novità sulle sue pubblicazioni ed eventi:

    http://www.vincenzodimichele.it/

    Vincenzo Di Michele è anche su Facebook:

    http://www.facebook.com/pages/Vincenzo-di-Michele/148568031840673?ref=ts&sk=wall

    Link sulla biografia di Vincenzo Di Michele:

    http://oubliettemagazine.com/2011/02/18/vincenzo-di-michele-vita-ed-opere/

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di Vincenzo Di Michele

  • L’Attimo e l’Essenza di Guido Mazzolini – Arduino Sacco Editore

    L’Attimo e l’Essenza raccoglie una parte di poesie scritte in un arco temporale di circa dieci anni. Sono componimenti eterogenei nati in momenti e situazioni differenti, parole e versi gettati in fretta su un pezzo di carta o sugli appunti di un telefono cellulare, riscritti e meticolosamente ordinati in seguito; frammenti di vita, esperienze ed emozioni diverse che hanno come denominatore comune alcuni temi ed argomenti. Resta sempre presente a permeare la parola la splendente speranza di chi sprofonda ingenuo nel baratro enorme del sé, per cercare di catturarne le risposte più segrete e carpire così il senso oscuro della propria esistenza. E’ la missione esasperata e assolutamente vana di chi, appena rientrato da un viaggio lunghissimo, porta in dono solamente briciole di emozioni e quesiti irrisolti; solo attraverso il buio si può raggiungere la luce, è solo amando la notte che si può abbracciare con consapevolezza il giorno che nasce perché l’oscurità non sorge cieca e totalmente buia, ma sempre pregna di bagliori infuocati, nascondendo lampi di stelle smarrite e luminose. Sono versi di forti immagini e contrastanti sensazioni; l’uso ricorrente di una metrica libera alternata a versi in molte parti quasi “obbligati” si lega ad immagini e metafore opposte che passano alternativamente dalla gioia al dolore, dall’imprecare al benedire, in un contrasto variegato di colori e suoni. L’ansia, l’amore universale come dono regalato da un dio geloso all’uomo imperfetto ed infinito, lo scorrere del tempo come costante equazione di un dramma immobile ed eterno sono aspetti essenziali di questa raccolta. L’uomo è prigioniero di un destino cronologicamente definito e avverso, ma che sempre anela all’eternità ed al riscatto di sé lungo tutto il percorso della vita; si dipinge così un’umanità perduta, sedotta e disperata che contiene però il seme divino della totale redenzione in un dialogo che alterna il sussurro al grido, tra chi scrive e chi ancora non c’è, un ipotetico confidente, lettore ed amico. Il tempo nella poesia si dipana adagio, manifestandosi all’interno di una dimensione onirica e passata, pregna di ricordi e rimpianti e di una futura fatta di aspettative e sogni inenarrabili, facce opposte di una stessa luna che svelano la loro fragilità di dimensioni e spazi inesistenti, fallaci e menzogneri. Il tentativo di collocarsi nel presente, considerato l’unico tempo davvero reale, è perciò un altro motivo ricorrente di tutta la raccolta; qui ed ora, ma con ampi salti nel “prima” e nel “dopo” vissuti come pretesti per raccontarsi tracciando metafore e parabole, alla ricerca di una felicità incompleta perché fisicamente legata al divenire e all’infinito. Per questo solo assaporando l’Attimo che nasce ogni istante e si consuma collocandosi nel presente l’uomo può riuscire a cogliere l’Essenza e il senso più profondo del proprio essere Vita sublime. Edito da Arduino Sacco, la prefazione è di don Antonio Mazzi. Disponibile in libreria o sul net.

  • Un percorso oltre il percettibile con LE CITTA’ INVISIBILI

    Coinciderà con il culmine dei festeggiamenti in onore di San Zopito Martire, patrono di Loreto Aprutino, il prossimo 11 giugno alle ore 18,00, la preview della rassegna di mostre fotografiche LE CITTA’ (IN)VISIBILI che avrà luogo presso l’incantevole cornice del Castello Chiola. Curata da Alessandra Cecconi ed organizzata dal Castello Chiola la manifestazione sarà supportata da Tenuta I Fauri e dell’Azienda Agricola San Lorenzo.

    “Il Castello Chiola è una dimora dall’anima viva e sensibile: la cornice ideale per ospitare eventi che ne assecondino la vocazione artistica. Uno spazio in cui il tempo assume una dimensione a se stante e l’individuo può riappropriarsi di momenti da dedicare a se stesso e alle sue passioni, non importa quale sia l’espressione: musica, canto, fotografia, pittura… – dichiara Leonardo Chiavaroli, General Manager del Castello Chiola, che continua- Da circa due anni stiamo lavorando per creare un nuovo approccio: abbracciare l’arte in tutte le sue dimensioni, risvegliare scuotere l’immobilismo e creare una piccola rivoluzione individuale che si fonda sulla creatività. Lo scopo è cambiare il punto di vista ed imparare a vedere l’essenza delle cose attraverso occhi ed animo differente”.

    Liberamente ispirata al testo di Italo Calvino Le “Città Invisibili”, la rassegna vedrà protagonisti quattro giovani talenti della fotografia abruzzese volti a ritrarre ciò che è impalpabile ad occhio nudo ma reso possibile attraverso l’obiettivo, all’interno delle mura medioevali del Castello Chiola, per un dialogo tra antico e contemporaneo che vuole simboleggiare continuità. Quattro stanze dell’albergo saranno allestite con installazioni che vogliono dare un assaggio di tutte le esposizioni, saranno aperte al pubblico e sanciranno l’apertura delle mostre che si avvicenderanno nell’arco di quattro mesi.

    Quattro fotografi, quattro città invisibili, quattro approcci differenti, quattro tappe e quattro mesi per un percorso che si snoderà attraverso il mondo partendo da Loreto Aprutino e dintorni con il reportage di Giorgio Liddo legato al territorio e al futuro dell’agricoltura; si proseguirà con Parigi e le polaroid di Paolo Angelucci , poi Beirut con il Gaza Hospital per il lavoro sociale di Iacopo Pasqui, per terminare con lo straniamento estremo di Tokyo immortalata da Massimiliano Costantini .

    Analogamente al testo di Italo Calvino che oscilla fra il racconto filosofico e quello fantastico-allegorico ed in cui Marco Polo descrive le città sempre guardando dove tutti gli altri non guardano, verso dettagli che ad altri paiono invisibili, così i fotografi elargiranno delle intere storie, ognuno la propria, attraverso una narrativa visiva. Così come nel romanzo non si trovano città riconoscibili ma “immagini di città felici che continuamente prendono forma e svaniscono, nascoste nelle città infelici” per offrire al visitatore spunti di riflessione. Le loro storie, vere o immaginifiche che siano, sono legate le une alle altre attraverso il viaggio che il visitatore è invitato a fare.

    Alessandra Cecconi, curatrice della mostra ha spiegato: “Il progetto, nato per volontà di persone al di sotto dei 35 anni, ha inoltre l’intento più generico di portare a conoscenza della maggior parte delle persone possibili lo scenario abruzzese, già noto per l’ottima enogastronomia ma non ancora abbastanza per la creatività. Ultimo ma non certo per importanza è il desiderio di dare il nostro contributo al mondo della cultura e con la convinzione che l’arte è di chi la percepisce: vi auguriamo una buona fruizione e soprattutto emozione”.

    LE CITTA’ (IN)VISIBILI

    4 fotografi:

    13.06.11 GIORGIO LIDDO “Se tutti gli uccelli conoscessero il grano…”

    11.07.11 PAOLO ANGELUCCI “À bout de souffle ”

    08.08.11 IACOPO PASQUI “Gaza Hospital”

    05.09.11 MASSIMILIANO COSTANTINI “Seppuku”

    4 città invisibili aspetti di luoghi non visibili ad occhi umani ma resi tali attraverso l’obiettivo

    4 approcci diversi panoramica sulla fotografia e sulla situazione abruzzese in ambiti creativi

    4 tappe LORETO ______PARIGI______BEIRUT______TOKYO

    Per ulteriori informazioni:

    Castello Chiola

    Via Degli Aquino 12

    65014 Loreto Aprutino (Pe)

    Tel. 085.8290690

    www.castellochiolahotel.com

    facebook: Castello Chiola

    Ufficio Stampa:

    EDDA MIGLIORI COMMUNICATION

    Tel. 349.5582985

    mail:[email protected]

  • Puma: il nuovo tavolo Softline

    Reduce del successo del Salone Internazionale del Mobile di Milano, Softline si appresta a lanciare sul mercato Puma, un tavolo minimal ed elegante.

    L’azienda italiana, leader nel settore dell’arredamento d’interni, da anni si contraddistingue per l’originalità delle sue creazioni e per la ricercatezza nei materiali che vanno dal legno al metallo passando per tessuti e materie plastiche, in un mix perfetto di forme e colori.

    La famiglia dei tavoli targati Softline si arricchisce così di un nuovo componente, dopo il riscontro ottenuto con i prodotti Ciao, Flut e Tola.

    L’eleganza contemporanea del tavolo Puma nasce dall’accostamento tra due materiali: la base è in alluminio e costituisce l’elemento portante capace di comunicare la sua solidità strutturale, mentre il piano rettangolare, leggero e sottile, è realizzato in vetro extrachiaro serigrafato.

    Sedia Felix Softline

    L’apparenza così “leggera” del tavolo è frutto di una progettazione dal design essenziale: l’impiego dell’alluminio ha permesso di proporzionare al meglio l’ossatura, le gambe sono infatti sagomate secondo linee nette e slanciate che si fondono al piano in un disegno armonico e continuo.

    Semplicissimo da montare, il tavolo offre molteplici opportunità di impiego: disponibile in diverse misure e colori si presta a differenti combinazioni cromatiche, completamente bianco per ambienti minimal o nero per chi preferisce uno stile più grintoso.

    La particolare linea del prodotto ed i materiali utilizzati, particolarmente resistenti alle intemperie, rendono Puma un tavolo perfetto sia per gli ambienti interni che per gli esterni; si potranno così personalizzare con stile e gusto anche giardini, verande o terrazzi.

    Scheda tecnica:

    Puma: cm 180x90x75h

    Puma: cm 200x100x75h

    Prezzo: a partire da 1.475 €

    Scheda Tecnica

  • Come conservare i dipinti ad acquerello

    L’acquarello è una tecnica pittorica che ha origini molto antiche in quanto per utilizzarla si sfruttano i pigmenti naturali. La natura infatti, ed in particolar modo i minerali e le piante, offrono una grande varietà di colorazioni che una volta lavorate, sminuzzate e compresse sono atte ad essere utilizzate per dipingere. Il colore viene steso tramite sottili pennelli che vengono intinti nell’acqua per diluire i pigmenti ed amalgamarli tra loro. Il supporto utilizzato per dipingere è costituito da fogli di carta di media dimensione e consistenza, caratterizzati da un’elevata percentuale di cotone e quindi ruvidi. L’utilizzo di questi materiali è indispensabile in quanto i fogli di carta comune non sarebbero in grado di assorbire la percentuale d’acqua contenuta nel colore e quindi ci sarebbe il rischio che i colori colassero. Il cotone invece, grazie alla sua grande capacità di assorbimento, permette di ottenere risultati eccezionali e tempi di asciugatura rapidi per i disegni fatti con gli acquerelli. Tuttavia non sempre è possibile aspettare la completa asciugatura del dipinto, oppure si ha la semplice necessità di trasportarlo da qualche parte, magari per mostrarlo a qualcuno o per farlo incorniciare. Per evitare che il lavoro si sciupi è necessario avvolgere il foglio di carta in film estensibili, come quelli commercializzati online da Ufficiodiscount, per evitare che gli agenti atmosferici, la pioggia in particolare, possano rovinare il dipinto; in seguito vanno riposti in contenitori rigidi.