Categoria: Arte e Cultura

  • “Neapolis in Fabula” in onda il programma di punta di Radio Amore i Migliori Anni

    Torna in onda su Radio Amore i Migliori Anni ” Neapolis in Fabula” con i testi di Cossentino

    Neapolis in Fabula” riparte su Radio Amore i Migliori anni il 13 Settembre ore 17, alla grande confermando l’autore Giuseppe Cossentino, la mente dalla quale nascono i prestigiosi testi del programma che racconta Napoli, attraverso la voce di Francesco Palmieri e Stefania De Francesco. Duo perfetto ed affiatato al timone di una nave ben collaudata. Tradizione, arte, cultura, teatro, folklore di una delle città più belle del mondo si mescolano ad un’accurata scelta musicale con tanti ospiti d’eccezione e di artisti di spessore e di stampo partenopeo-nazionale. Tante novità. Primo, il passaggio di durata del format da un’ora a due ore, diventando un brand storico, fiore all’occhiello della nota emittente radiofonica Radio Amore. E sempre la scelta curata degli ospiti intervistati. Se nella scorsa edizione si sono alternati la poetessa Tina Piccolo, il giornalista e conduttore Giuseppe Nappa, Rosaria Troisi, sorella dell’attore Massimo Troisi, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, gli attori Gennaro Silvestro e Vincenzo Messina, la cantante Monica Sarnelli, l’attrice e cantante Fiorenza Calogero, con gli straordinari Enzo Gragnaniello e Pietra Montecorvino a partire dalla prima prima puntata della nuova edizione si parlerà del Furum Universale delle Culture e di Napoli attraverso artisti come Maria Nazionale, Gianluca Capozzi, Ciccio Merolla, Nino Buonocore, Eugenio Bennato, Tony Cercola e Maurizio Capone.

    Lo scorso 5 Luglio 2014, sia Francesco Palmieri che l’autore Giuseppe Cossentino hanno avuto un riconoscimento speciale, per il format dal noto salotto artistico Tina Piccolo, per la scelta di raccontare Napoli attraverso la voce esaltando la sua forte tradizione culturale e la sua impronta artistica che è riuscita a portare nel mondo attraverso lavori di grandi personaggi dello spettacolo ed essere riconosciuta come capitale d’arte e museo a cielo aperto, allontanandosi radicalmente dalla forte realtà sociale che spesso sporca l’immagine di una città martoriata da una difficile gestione politica.

    Tanti motivi per continuare a seguire ” Neapolis in Fabula” con testi, artisti e conduttori di qualità, un programma che per la prima volta riesce a raccontare una signora Napoli, elegante e signorile nella sua anima tradizional- culturale.

  • Giovanni Alfano – Opposizioni reali

    Alla Galleria Marconi di Cupra Marittima riprendono gli appuntamenti espostivi, sabato 20 settembre 2014 alle ore 18.00 si inaugura infatti Opposizioni reali, mostra personale di Giovanni Alfano. La mostra organizzata dalla Galleria Marconi e da Marche Centro d’Arte, è a cura di Nikla Cingolani che si occupa anche del testo critico.
    Opposizioni reali è il primo appuntamento del ciclo di mostre Avere vent’anni che accompagnerà la Galleria Marconi per tutta la stagione espositiva 2014/2015.

    La Galleria Marconi si trova in c.so Vittorio Emanuele II n°70 a Cupra Marittima. La personale di Giovanni Alfano potrà essere visitata fino al 18 ottobre 2014 con i seguenti orari: lunedì – sabato 16.30 – 19.30.

    Parlando del lavoro di Giovanni Alfano, la curatrice Nikla Cingolani ha scritto: “I soggetti di Giovanni Alfano si presentano bloccati e inermi, con le mani sul viso per proteggere la loro identità e nascondere i loro turbamenti, rivelando due forze contrarie: l’esporsi allo sguardo e, contemporaneamente, nascondere il proprio. Il risultato è quiete e silenzio. Dolore, disperazione, timidezza, paura, vergogna, sono alcune delle emozioni che non appartengono più solo al corpo e alla mente di ciascuno, ma sono ormai parti integranti dell’ambiente sociale, dei suoi valori e delle sue regole. Per questo i personaggi cercano di difendersi dall’interazione con gli altri, sottoponendosi tuttavia al loro sguardo. Dipinti en grisaille, in un grigio vellutato, investiti da una luce ampia e diffusa, ci introducono in un percorso di percezione e contemplazione più psicologica e introspettiva, senza l’intralcio dei colori.”

    Cosa vuol dire avere vent’anni? In qualche modo rappresenta l’incontro tra i sogni e le nuove prospettive, aspettative che si aprono, nuove direzioni che si prendono, eppure è il momento nella vita in cui ci si imbatte nelle vere responsabilità, nel dolore. È la crescita con uno sguardo al passato e l’occhio al futuro. Ancora una volta la Galleria Marconi prova a parlare di arte, cercando di rinnovarsi e di innovare ma con la responsabilità di sapere dove si trova e su quali basi deve continuare a crescere. Arrivare a vent’anni non è poco e non è facile, eppure è un punto fondamentale per continuare a crescere con i propri sogni e al di là delle illusioni. (http://youtu.be/Nvvu9fN9qeE)

    Marconi Gallery of Cupra Marittima starts again its exposition appointments, on Saturday 20th September at 6 p.m.there will be the opening of Giovanni Alfano sole exhibition. It is organized by Marconi Gallery and Marche Centro d’Arte, cured by Nikla Cingolani, author also of the critical text.
    Real Oppositions is the first appointment of the series of exhibitions called “Be twenty” which will accompany Marconi Gallery throughout the 2014/2015 expositions season.

    Marcony Gallery is in 70, c.so Vittorio Emanuele II in Cupra Marittima and the exposition by Giovanni Alfano can be visited until18th October 2014 Monday-Saturday 4,30 – 7,30 p.m.

    Explaining Giovanni Alfano work, Nikka Cingolani has written” Giovanni Alfano subjects are blocked and helpless, with their hands covering their faces in order to protect their identity and to keep their disturbances hidden, reveiling two opposing forces: exposing themselves to the eye and at the same time hiding their own. The result is stillness and silence..
    Pain, hopelessness, shyness, fear, shame, are some of the emotions which don’t belong only to one’s body and mind any more, but are by now an integral part of the social environment, of its values and of its rules. For this reason the carachters try to defend themselves from the interaction with others, undergoing their sight anyway. Painted en grisaille, in a velvety grey, hit by a widespread and diffuse light, they introduce us in a path of perception and contemplation more psycological and introspective, without hindrance of colours.”

    What means being twenty? It’s in a way the meeting between dreams and new perspectives, expectations that open, new directions you take, yet it’s the time of life in which we encounter the real responsibilities and sorrow. It is the growth with a look to the past and an eye to the future. Once again Marcony Gallery tries to talk about art, trying to renew and innovate but with the responsibility to know where it is and on what basis should it continue to grow. Arriving at twenty isn’t little and it isn’t easy, yet it is a key point to continue to grow with one’s dreams beyond the illusions. (http://youtu.be/Nvvu9fN9qeE)

    scheda tecnica/technical card
    curatore/curator by Nikla Cingolani
    testo critico/art critic by Nikla Cingolani

    ufficio stampa/press agent by Dario Ciferri
    traduzione di/translation by Patrizia Isidori

    fotografia/photography Stefano Capocasa
    riprese video/video shooting Stefano Abbadini
    allestimenti/preparation Andrea Fontana

    dal 20 settembre al 18 ottobre
    from 20th september to 18th october
    orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 19.30
    opening time: Mon-Sat 4 to 7.30 p.m.

    info
    Galleria Marconi di Franco Marconi
    C.so Vittorio Emanuele, 70
    63064 Cupra Marittima (AP)
    tel 0735778703

    e-mail [email protected]
    blog http://galleriamarconicupra.blogspot.com/
    Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi
    twitter https://twitter.com/GalleriaMarconi

  • “Spoleto incontra Venezia”: un’inedita retrospettiva fotografica in omaggio a Pier Paolo Pasolini in una mostra curata da Sgarbi

    La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” sta per aprire ufficialmente nell’incantevole contesto di Venezia, curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, dal 28 settembre al 24 ottobre 2014. Il pregiato Palazzo

    Rota Ivancich, secolare dimora nel centro cittadino, nelle vicinanze di San Marco, accoglierà nell’occasione un’inedita retrospettiva fotografica in omaggio a Pier Paolo Pasolini. Scatti d’autore di rara bellezza e autentica suggestione realizzati dal maestro fotografo Roberto Villa durante le riprese sul set del famoso film “Il fiore delle mille e una notte” di cui Pasolini fu regista all’epoca, nei tre mesi di durata della lavorazione cinematografica.

    Attraverso questa carrellata di immagini rievocative di forte intensità è possibile ripercorrere e addentrarsi nell’avvincente viaggio del film, osservando l’universo figurativo e antropologico scelto da Pasolini e la realtà di corpi e luoghi yemeniti e persiani, dove il poeta-regista ha strutturato e ambientato una parte del proprio scenario in chiave onirica. Il fascino coinvolgente delle visioni immortalate risiede nell’aver carpito e delineato i dettagli del mosaico antropologico e ambientale, alimentato dalle luci speciali, dai cromatismi e dalla fisicità stessa degli abitanti divenuti comparse recitanti. Si evince la componente di spontanea ed immediata espressività e la storia raccontata nei gesti abituali, nelle posture, negli sguardi accesi o spenti, nelle pieghe delle labbra incuriosite, abbandonate o stanche.

    Una delle caratteristiche peculiari più significativa, emerge nell’istante in cui chi è guardato guarda a sua volta, e si pone a una distanza che appartiene ad altri secoli, ad altra cultura, ad altra religione, a un universo di codici, elementi e segni, che non ci sono mai stati familiari, generando un intreccio spazio-temporale e una commistione simbologica di stupefacente armonia emozionale.

    Sgarbi ha dichiarato “si vede il racconto di un viaggio intorno a Pasolini nelle fotografie di Roberto Villa, che accompagnando il regista sul set del film nello Yemen, in Eritrea, in Etiopia ha fatto come un viaggio iniziatico”.

  • EntreNous Pier Paolo Calzolari e Marco Maria Giuseppe Scifo

    Z2O Galleria | Sara Zanin è lieta di presentare EntreNous, una mostra di PIER PAOLO CALZOLARI e MARCO MARIA GIUSEPPE SCIFO.

    La mostra inaugura un ciclo di esposizioni che vede coinvolti artisti di differenti generazioni all’interno di uno spazio condiviso. Il progetto espositivo sollecita un’attenta disamina delle consonanze e dissonanze di pratiche, poetiche e linguaggi, condizione favorevole al disvelamento non solo di possibili affinità ma, e soprattutto, della specificità e unicità di ogni singolo percorso artistico presentato. Le opere esposte vanno a costituire, nello spazio della galleria, un luogo tanto fisico quanto mentale, una versione di realtà filtrata dal pensiero e determinata dal connubio tra opera, dimensione temporale e ambiente fenomenico. Proprio a questi ultimi “materiali di lavoro” è assegnato il ruolo di protagonisti del dialogo entrenous.

    Senza Titolo (2010) di Pier Paolo Calzolari, fa parte di una serie di “sculture materiche” che recano con sé le storie del loro farsi. La scultura è concepita come un organismo vivente, un coro di elementi eterogenei fortemente evocativi in dialogo e trasformazione nello spazio. L’utilizzo di un’ampia gamma di materiali semplici (piombo, ferro, legno, rame, ghiaccio e maiolica), vivi o vissuti (legno combusto), la convivialità di elementi organici e inorganici, provenienti da ambiti semantici spesso lontani e stonanti, costituisce la specificità della poetica dell’artista che “articola lo spettro dei riferimenti poetici come il vocabolario di un linguaggio reale, capace di coprire il tempo della storia, il tempo dell’esperienza, il tempo dell’espressione” (Denys Zacharopoulos).

    La realtà si confonde con la rappresentazione, in un intervallo temporale congelato e sospeso, nel quale il tempo dell’opera è esteso a un infinito presente, sottratto allo scorrere della storia. Bloccando il quotidiano flusso degli eventi, Calzolari conduce lo spettatore a una dimensione altra, a una poetica sospensione, nella quale gli oggetti sono rivestiti di una delicata e silenziosa poesia.

    Marco Scifo parte dalla presenza umana evocata da numerosi precedenti studi sullo spazio fisico occupato dal corpo, quasi a prendere le misure del ruolo che riveste all’interno dell’ambiente naturale. In Pneuma questa ricerca incontra il suo punto nodale muovendosi dal macro al micro rapporto che intercorre tra il corpo ed il pensiero; è l’intervallo di respiro a creare il ritmo dell’opera. La scelta di voler rappresentare il concetto di pensiero attraverso un’azione legata al corpo, che per sua natura rappresenta l’antitesi all’universo della mente e trascende da ogni legame con la materia, risiede nell’assoluta necessità di contaminazione tra il corpo e la mente. Nello spazio espositivo l’opera è costituita da due elementi: il ritratto di Platone realizzato in gomma nera a grandezza reale e un compressore d’aria, che gonfia ripetutamente la testa del filosofo. In Pneuma il tempo e la sua ciclicità, si specchiano nella metafora del resto storico, come icona di un tempo vissuto che attraverso la storia, continua a vivere nei giorni recenti, creando una connessione tra vissuto e presente. È nel tempo del respiro il rapporto del pensiero con la vita.

  • That ’70s Show

    Boccanera è lieta di presentare la prima mostra personale italiana dell’artista rumeno Vlad Nancă.
    La mostra sarà incentrata sul processo di assorbimento a lungo termine di cianfrusaglie, arredi, interior design, testi e materiali di propaganda degli Anni ’70. Il titolo della mostra, That ‘70s Show, preso in prestito dall’omonima sitcom americana, mostrerà questo incontro senza precedenti tra l’Arte povera e i vistosi ornamenti e sfarzi degli Anni ’70 o, ancora meglio, tra ostalgia e nostalgia.

    Non è la prima volta che Vlad Nancă utilizza la voce retrospettiva nel suo lavoro. Mentre rivede il passato – raccogliendo resti, collezionando luoghi comuni e spingendo ulteriormente il tutto contro un nuovo contesto – l’artista nutre curiosamente il presente nel modo simile in cui questa estrapolazione può essere usata per progettare il futuro. La cultura popolare, le storie personali, il folklore, le icone nazionali diventano inestricabilmente intrecciate: il corpo di un lavoro che è allo stesso tempo appropriato e giocoso. Il collezionismo viene trasformato in uno strumento creativo, poiché Nancă semiologo urbano e contorsionista ideologico, forza in esso tutte le sue antologie.

    That ‘70s Show diventa un ibrido tra un mercatino delle pulci e il Crystal Palace o, piuttosto, un giardino di sorprese decorate in stile modernista con orsi polari di porcellana (repliche del famoso “L’Ours Blanc” Art Deco di François Pompon), sculture brancusiane, lampadari di cristallo, una scultura mobile con mattonelle di ceramica (un omaggio al Padiglione Australiano di Hans Hollein alla Biennale di Venezia del 1972 e al lavoro di Jean-Pierre Raynaud) e un agrodolce slide show. Questa è la versione del presente dell’arte di Vlad Nancă.

    Vlad Nancă (1979) vive e lavora a Bucharest, Romania. I suoi numerosi progetti implicano l’utilizzo di diverse tecniche, oltre che simboli socio-culturali, includendo spesso giochi di parole, per evocare nostalgia, facendo riferimento al passato recente della Romania, e sfidare il clima culturale attuale. Tra le numerose mostre collettive, il lavoro di Nancă è stato incluso in A few grams of Red, Yellow, Blue, al Centro per l’Arte Contemporanea Ujazdowski Castle di Varsavia (2014); Image to be projected until it vanishes al Museion di Bolzano (2011); DEMOC(K)RACY 1 a La Criée, Centro per l’Arte Contemporanea Rennes (2011).

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    Boccanera is delighted to present Romanian artist Vlad Nancă’s first solo exhibition in Italy. This show will center upon Nancă’s long-term engrossment in 70’s knick knacks, decors, interior designs, texts, and propaganda materials. The exhibition’s title, That ‘70s Show, borrowed from the homonymous American sitcom, is setting the tone for this unprecedented meeting between Arte Povera and the 70’s bling and glitz or, even better, between ostalgie and nostalgia.

    It is not the first time when Vlad Nancă is using the retrospective voice within his work. While revising the past – gathering oddments, collecting clichés, and further pressing them all against a new matrix – he is actually feeding the now in a similar way extrapolation may be used to design the future. Popular culture, personal histories, folklore, national icons become inextricably intertwined, body of a work that is equally appropriate(d) and playful. Collecting is turned into a creative tool, as Nancă – the urban semiologist and ideological contortionist – forces all his anthologies in.

    That ‘70s Show becomes a hybrid Flea-Market- Crystal-Palace, or rather a garden of surprises decorated in a modernist vein – with porcelain polar bears (replicas of Francois Pompon’s famous Art Deco “L’Ours Blanc”), Brancusian sculptures, crystal light fixtures, a ceramic tiles mobile (an homage to Hans Hollein’s 1972 Austrian Pavillion at the Venice Biennial and to the work of Jean-Pierre Raynaud), and a bittersweet slideshow. It is Vlad Nancă’s version of the nowness of art.

    Vlad Nancă (1979) lives and works in Bucharest, Romania. His various projects employ different mediums, as well as diverse social and cultural symbols, often including word-play, to evoke nostalgia, reference Romania’s recent past, and challenge the current cultural climate. Among many other group shows, Nancă’s work has been included in A few grams of Red, Yellow, Blue, at the Center for Contemporary Art Ujazdowski Castle in Warsaw (2014); Image to be projected until it vanishes at Museion in Bolzano (2011); DEMOC(K)RACY 1 at La Criée, Centre d’Art Contemporain Rennes (2011).


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    Info


    That 70’s Show
    Galleria Boccanera via Milano 128/130, Trento
    14 novembre 2014 – 10 gennaio 2015 | November 14, 2014 – January 10, 2015
    Inaugurazione venerdì 14 novembre 2014 h 19.00 | Opening on Friday November 14, 2014 7:00 pm
    Orari: da lunedì a sabato 10-19 o su appuntamento | Opening hours: Monday – Saturday 10 am – 7 pm or on appointment
    www.arteboccanera.com in

  • “Spoleto incontra Venezia” in esposizione le sperimentazioni pittoriche surrealiste di Ugo Zen

    Comincia il simbolico conto alla rovescia per la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” vetrina internazionale e cosmopolita, che si terrà dal 28 settembre al 24 ottobre 2014 nel meraviglioso contesto secolare di Palazzo Falier, che si trova sul Canal Grande a Venezia. L’evento è a cura di Vittorio Sgarbi con il direttore del manager Salvo Nugnes e prevede una corposa carrellata di personalità di rilievo, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. Ad avvicendarsi in esposizione nel selezionatissimo gruppo ci sarà anche Ugo Zen, che propone le sue fantasiose prospettive pittoriche surreali.

    Nativo di Genova, dove vive e lavora attualmente, di professione fotografo, ma coinvolto dalla ricerca sperimentale nella pittura con un approccio di formazione da autodidatta. Studia i classici, ma si lascia influenzare da De Chirico, Magritte, Dalì, Delvaux, Breton; Zen spiega: “Il surrealismo è il mio tema più caro e la sua figurazione corrisponde alle pieghe freudiane della mitologia e ai misteri spirituali e simbolici dell’alchimia filosofica“.

    Nelle sue opere i soggetti raffigurati sono uomini ritratti di spalle, affiancati da scacchiere mentre osservano il mare oppure scarpe, che al centro dello spazio compositivo si appoggiano su una superficie liquida, nella quale si riflette un cielo attraversato da nuvole disposte con bizzarra simmetria. Lavora con tratto sicuro, ponendo particolare attenzione alla luminosità del colore e alla forza evocativa ed espressiva del riflesso dell’acqua. Passa agevolmente da composizioni, dove le sfumature muovono leggere il paesaggio naturale riproducendo con realismo i cromatismi, ad altre in cui tutto viene esemplarmente idealizzato. Tali strutture narrative provengono da un immaginario onirico, che inducono l’osservatore a superare e oltrepassare i propri limiti interpretativi per tentare di coglierne il messaggio simbolico e metaforico.

    Il geniale surrealismo si proietta in chiave tridimensionale, in una “realtà sopra la realtà” che si traveste di fantastiche alchimie elaborate con la massima attenzione al particolare, dove nessun dettaglio è lasciato al caso. L’uomo impersonifica il doppio (il di fuori e il di dentro) e appartiene alla spazialità in cui diventa oggetto di una comunicazione, che sale i gradini di una concezione metafisica assoluta, raggiungendo esiti di notevole qualità. L’ottica realistica non è altro, che un pretesto per stravolgere l’idea, che deteniamo sugli elementi e sulle relazioni reciproche. Il reale e l’apparente oggettività riprodotte da Zen generano un’atmosfera intensamente inquieta, in cui il nostro vivere si protende alimentando la certezza, che al di là delle apparenze superficiali siamo coinvolti da una “realtà superiore”.

  • AMERIA FESTIVAL 2014

    Al via l’edizione 2014 dell’Ameria Festival (www.ameriafestival.it), in programma dal 12 settembre al 26 ottobre in una delle più antiche città dell’Umbria, la romana Ameria – oggi Amelia, in provincia di Terni – con un calendario che gode della consulenza artistica generale di Peter Stein che si preannuncia quest’anno ancora più ricco di appuntamenti e di ospiti prestigiosi.

    Il programma degli eventi è articolato per week-end, così da favorire, soprattutto per chi viene da fuori regione, la possibilità di trattenersi per il fine settimana in questo angolo dell’Umbria, così ricco di storia e di arte: ogni venerdì (per Uto Ughi, il giovedì) il festival offre un appuntamento musicale d’eccellenza; ogni sabato prosa, jazz o teatro leggero; ogni domenica appuntamenti eno-gastronomici o manifestazioni popolari.

    Centrale, come per le passate edizioni, il ruolo della grande musica, alla quale è dedicato uno o più appuntamenti settimanali. Il Festival aprirà con il Requiem di Mozart (produzione Europa Musica), capolavoro assoluto della letteratura musicale di tutti i tempi, che sarà eseguito in Cattedrale da un eccezionale complesso corale di oltre cento elementi, accompagnato dall’Orchestra Europa Musica diretta da Sergio La Stella (12 settembre).

    Fra gli appuntamenti musicali, grande attesa per il Concerto dei solisti Veneti (19 settembre, in collaborazione con Europa Musica) diretti dall’intramontabile Claudio Scimone e impegnati in un concerto di musiche di Albinoni, Vivaldi, Paganini, Ponchielli, Rossini. Mentre Bruno Canino, con una formazione cameristica diretta da Giovanni Pelliccia, si cimenterà (3 ottobre, in collaborazione con Europa Musica) in un concerto dedicato a Mozart.

    Fra gli eventi principali del Festival spicca l’atteso ritorno di due grandissimi musicisti: Salvatore Accardo e Uto Ughi (entrambi in collaborazione con Europa Musica). Accardo salirà sul palco del Teatro Sociale di Amelia (10 ottobre) con la sua Orchestra da Camera Italiana, per interpretare due fra i più celebri concerti per violino di Bach (Concerto in la minore BWV 1040 e Concerto in re minore BWV 1043) nonché la Serenata per orchestra d’archi di Dvorak; mentre Uto Ughi interpreterà (18 ottobre), con il supporto dell’Orchestra dei Filarmonici di Roma, un programma di musiche di Respighi, Vivaldi, Tartini, Mendelssohn, Sarasate.

    Né poteva mancare, in un teatro come quello di Amelia, in cui sono risuonate nei due secoli scorsi le voci dei più celebri interpreti della lirica italiana, l’appuntamento con l’opera. Si parte il 26 settembre con un’edizione tradizionale de La cavalleria rusticana di Mascagni (produzione Europa Musica), nell’interpretazione di Gianluca Zampieri, Paola Di Gregorio e Stefano Meo, per la direzione del Maestro Stefano Seghedoni. Il 9 ottobre sarà la volta de Il campanello dello Speziale di Donizetti con Simone Alberti, Maurizio Leoni, Chiara Pieretti, Giada Frasconi, Paolo Pellegrini e con l’Orchestra Roma Sinfonietta, diretta da Fabio Maestri.

    Fra gli altri appuntamenti vanno ricordati il concerto della pianista Kikuko Kirose e della soprano Kotoko Saitoh (14 settembre) e il concerto per pianoforte solo di Cristina Pegoraro (17 ottobre), quest’ultimo dedicato a celebri arie d’opera e a due tra le più note Sonate beethoveniane, L’Appassionata e la Sonata al chiaro di Luna.

    Il 4 ottobre è dedicato ad una serata in onore di Lucio Battisti dall’emblematico titolo di Una donna per amico. Protagonista l’Egos Group, con la partecipazione straordinaria di Mogol.

    Due gli appuntamenti dal sapore jazz: il 24 ottobre con Stefano di Battista e Nicky Nicolai e il loro Jazz Quartet; e il 12 ottobre con Rik Pellegrino and his Band, che presentano, ospite veramente speciale, Gigi Proietti.

    La prosa è assai ben rappresentata da Maddalena Crippa (13 settembre) che presenta un suo grande successo: Italia, mia Italia, un testo che la vede sul palco nella duplice veste di autrice e d’interprete, con la regia del grande Peter Stein. L’11 ottobre Francesco Stella e Giuliano Calandra si esibiranno in un’esilarante pièce, dal titolo Senza Incrociazioni.

    Infine, il 25 ottobre Laura Lattuada e Paolo Fosso daranno vita a Quasi una canzone d’amore, un recital a due voci sul sentimento amoroso, espresso attraverso i secoli dalla poesia e dalla prosa della grande tradizione europea.

    Il teatro leggero è rappresentato da due appuntamenti: Nino Frassica & Los Plaggers Band (20 settembre) con uno show comico musicale fuori abbonamento; e da Luigi Tani e Adriana Palmisano (27 settembre) che saranno protagonisti di uno spettacolo di varietà intitolato Dal Café Chantant alla Rivista, accompagnati dalla voce del soprano Tania Di Giorgio e dal pianoforte di Patrizio Felici.

    Il festival si concluderà il 26 ottobre con un concerto della Banda musicale dell’Aeronautica Militare diretta da Patrizio Esposito, in occasione della consegna del tradizionale “Premio Barbarossa”, che annualmente, dal 1995, viene conferito a “chi, nei campi dell’arte, della scienza, dello spettacolo e del giornalismo, abbia dato lustro ai valori della nostra tradizione culturale in Italia e nel mondo.

    In programma anche due emozionanti e simpaticissimi tuffi nella storia con il Raduno amatoriale delle Ferrari e delle moto d’epoca previsto per il 5 ottobre; e con la Rassegna dei mezzi d’epoca e di soccorso delle forze dell’ordine il 12 ottobre.

    E ancora: conferenze e convegni dedicati ai grandi temi della cultura, del sociale, ma anche alle eccellenze amerine, gastronomiche e ambientali. E mostre d’arte: fra passato e presente. Fra le principali conferenze vogliamo ricordare: l’incontro con Peter Stein dedicato alla Messa in scena dell’opera lirica, la presentazione del volume di Paolo Ciampi e Tania Maffei dedicata alla Grande Guerra Nel libro, figlio, tu vivrai.

    Due i convegni in programma: il 16 ottobre è previsto il Convegno nazionale di architettura, che vedrà protagonisti insigni specialisti, impegnati su tre temi storico architettonici: “La Roma urbana ai tempi di Sisto V”, “Il sollevamento di opere” e “LIngegno del Borromini”; il 23 ottobre successivo si svolgerà il convegno urbanistico-ambientale dal titolo “La città e il paesaggio: immagini del territorio” con relazioni di docenti dell’Ateneo perugino.

    Molto ricca anche l’offerta delle mostre d’arte, organizzate dal Professor Luca Filipponi, presidente di Spoleto Festival Art, con la direzione artistica del Prof. Claudio Strinati. A partire dal 12 settembre fino al 25 ottobre, la città di Amelia mostrerà ai propri ospiti opere antiche e moderne. Dai lavori di Sandro Bini e dei suoi allievi di Terni, alla Mostra dei grandi maestri della grafica del Novecento (Pablo Picasso, Renato Guttuso, Aligi Sassu, Salvatore Fiume, Domenico Purificato, Sandro Trotti, Orfeo Tamburi, Giuseppe de Gregorio, Osvaldo Licini, Sante Monachesi, Luca Alinari); a quella sui Maestri scultori italiani contemporanei. Un capitolo a parte sarà dedicato all’arte al femminile. In programma anche un’esposizione dei Maestri del Surrealismo contemporaneo.

    Ameria Festival è un evento organizzato dalla Società Teatrale in collaborazione con il Comune di Amelia, con il patrocinio della Regione dell’Umbria e della Provincia di Terni.

  • Le sculture in legno di Francesco Siclari a “Spoleto incontra Venezia”

    In occasione dell’attesissima grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” sarà possibile visionare gli interessanti lavori scultorei realizzati da Francesco Siclari. L’evento, curato da Vittorio Sgarbi con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes, è fissato dal 28 settembre al 24 ottobre 2014, nella splendida cornice veneziana dell’aristocratico Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande, con l’esposizione straordinaria di esponenti di pregio come Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì.

    Siclari è conosciuto e apprezzato anche come talentuoso pittore. Fin da bambino si cimenta con il disegno, poi passa alla china, alla tempera, all’acquerello e infine ai colori ad olio. Nell’approccio con la scultura conserva e mantiene intatta quella feconda vena di lirismo aulico, che ha da sempre pervaso la sua poliedrica produzione, dimostrando di mantenersi saldamente ancorato ad un’ispirazione sostenuta dalla spiccata sensibilità interiore, che ne guida la mano e l’azione esecutoria, collocando le sue opere in una formula di realismo attraversato dal magico incanto emozionale.

    È un artista molto prolifico, che negli anni si è dedicato alacremente a un’attività densa di approfondimenti, stimolazioni visive e contenutistiche, restando sempre fedele alla propria linea di condotta, che consiste nell’individuazione di un filone di verismo attento alla dimensione della realtà, ma tradotto e riconducibile a un’autentica narrazione poetica, che lo influenza. È sostenuto da una tecnica formale ad alto livello, possiede strumenti espressivi ineccepibili, che nascono da un’istintiva e innata capacità elaborativa e da una padronanza acquisita e consolidata dall’esperienza teorica e pratica, oltre che dagli insegnamenti appresi dai maestri, che l’hanno preceduto. Si rende fautore di rappresentazioni realistiche, dalla massa materica corposa e densa, dai volumi pieni e ben marcati, che nel contempo offrono il plus valore di prestarsi ad un’eterogenea interpretazione personale e soggettiva.

    Applica con fermezza il proposito di infondere verità e veridicità alle sue visioni, nella scrupolosa e doviziosa esecuzione dai risultati eccellenti, pur contornandole di emozioni e percezioni sprigionate dall’ego più intimo e profondo, che gli consente di condividere con l’osservatore quei sentimenti reconditi, quel senso di fantasia onirica, quel gusto per la dimensione di afflato romantico, che riempiono le sue creazioni di energia vitale, di calore umano, di vivace positività.

  • Scienza e invenzioni: ecco i partecipanti dal Trentino a Maker Faire Rome 2014

    L’Italia è una fucina di idee brillanti, e lo abbiamo capito anche grazie a una selezione in anteprima di progetti selezionati per Maker Faire Rome, la grande fiera dell’innovazione che si terrà a Roma dal 3 al 5 ottobre. In questo caso, diamo uno sguardo ad alcune delle eccellenze creative del Trentino-Alto Adige.

    DIY Film Dryer è un’icona del movimento “slow photo”: abituati come siamo a scattare centinaia di foto digitali con i nostri smartphone, questo asciugatore di negativi è un salto indietro nel tempo. Gli amanti delle macchine fotografiche analogiche potranno finalmente sviluppare e asciugare i preziosi rullini in modo veloce e sicuro. Sempre con un occhio al portafoglio, visto che questa soluzione fai-da-te ha un prezzo molto inferiore a quello delle attrezzature da professionisti. La mente dietro questa invenzione è Andrea Signoretto, laurea in industrial design allo IUAV di Venezia.

    Cinetic Flywheel è un generatore di illusioni ottiche come non lo avete mai visto. Per ingannare l’occhio, basta mettere insieme due dischi colorati e farli ruotare a grandi velocità grazie a un controller Arduino. Il progetto è realizzato in collaborazione tra una scuola d’arte e il FabLab del MUSE, dove tutte le componenti sono state tagliate con una fresa laser. L’ideatore è Matteo Perini, ingegnere meccatronico della provincia di Trento.

    Interactive Placemat è una tovaglietta interattiva per aiutare le persone che soffrono di autismo a comunicare meglio durante i pasti. A lato del piatto sono disposti vari pulsanti stampati con un circuito di grafite in grado di reagire alla presenza di un sensore. In questo modo, la persona che mangia può riuscire a inviare un messaggio vocale a chi la assiste ed esprimersi semplicemente muovendo il sensore sopra la tovaglietta. L’ideatrice si chiama Maddalena Sommadossi, ha 23 anni e studia Human Computer Interaction a Trento.

    Home Automation è un termostato intelligente fai-da-te che può essere costruito e programmato da chiunque. Il sistema è dotato di un modulo WiFi in grado di comunicare con una app dello smartphone e addirittura con piccole stazioni meteorologiche da installare vicino a casa. La peculiarità di questo sistema è che non si limita ad accendere e spegnere i termosifoni a una data ora, bensì è in grado di calcolare il tempo necessario per scaldare la casa a seconda di serie storiche di dati, condizioni atmosferiche e previsioni meteo. L’idea è nata dalla mente di Enrico Marchesin ed Emanuele Olivetti, ai quali si è aggiunto Orazio, l’esperto di hardware. Il loro obiettivo è quello di testare un prototipo e poi tentare la via del crowdfunding.

    Lucilla è una sedia disegnata dall’architetto Valerio Panella e ispirata alla ‘Superleggera’ del celebre Gio Ponti. Tuttavia, il modello di Panella è costruito a partire da singoli pezzi tagliati al laser e assemblati con tecniche tradizionali dell’artigianato. Inoltre, il progetto della sedia può essere riutilizzato da chiunque e stampato in ogni angolo del mondo scaricando i dati da una semplice email.

    Ovviamente questi sono solo alcuni esempi delle innovazioni e delle proposte presenti a Maker Faire Rome 2014 durante l’Innovation Week (28 settembre – 5 ottobre): parliamo infatti di circa 500 invenzioni e proposte che makers di tutto il mondo sottoporranno all’attenzione del pubblico.

  • “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”: IL PITTORE BACCO ARTOLINI PROPONE LA SUA ESPRESSIONE FIGURATIVA D’ISPIRAZIONE ESOTICA E SURREALE

    Novero delle presenze importanti selezionate per esporre alla grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” prevista dal 28 Settembre al 24 Ottobre nell’incantevole cornice veneziana del nobile Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande, si inserisce il pittore Filippo Artolini, conosciuto con lo pseudonimo di Bacco Artolini, con la sua arte figurativa d’ispirazione esotica e surreale. L’autorevole curatela dell’evento è affidata a Vittorio Sgarbi, con la direzione del manager Salvo Nugnes. All’attesissima iniziativa sono coinvolti nomi rinomati del calibro di Dario Fo, Pier Paolo Pasolini, Eugenio Carmi, José Dalì.

    Artolini, fin dall’infanzia manifesta una spiccata attitudine per le arti visive e in particolare per la pittura, che gli consente di esprimere in modo efficace e spontaneo gli stati d’animo e la personale concezione delle cose e del mondo, attraverso l’uso di colori forti e densi. Tra i principali soggetti protagonisti dei suoi quadri ci sono elementi recuperati dalla dimensione della natura e del paesaggio, come animali, motivi floreali, piante e abitazioni di campagna, che spesso hanno tonalità compositive accese e sgargianti.

    Negli anni si rafforza il marcato interesse verso l’ambiente naturale, che lo spinge ad intraprendere un corso di studi presso la facoltà di scienze naturali. Questa conoscenza più approfondita dell’anatomia animale gli consente di migliorare la qualità dei disegni, mentre la curiosità lo porta a sperimentare varie tecniche, come l’acquerello e l’acrilico.

    Collabora con alcune associazioni ambientalistiche di portata internazionale, che promuovono la propria denominazione e le rispettive attività svolte avvalendosi anche dei suoi lavori artistici, tra cui spiccano cartoline dalle immagini variopinte e suggestive, che vengono vendute al pubblico. Il suo impegno è finalizzato di convogliare talento e sensibilità creativa a contatto con realtà e culture differenti da quella di provenienza, per arricchire e arricchirsi, ispirare e ispirarsi, proiettato sul continuo rinnovamento, dato dal confronto di matrice cosmopolita e alimentato dalla viscerale passione pittorica.

    Artolini spiega “Concepisco il viaggio come la mia primaria fonte stimolante per espandere la mia arte oltre i confini. Il viaggio mi coinvolge, mi sprona e mi trascina in una giostra di nuove atmosfere, nuovi odori, nuove forme, nuove emozioni”. Nei dipinti predilige inserire animali esotici o dall’aspetto antropomorfo, volutamente immessi in scenari surreali, dissonanti, dal sapore onirico. Gli spazi e le figure risultano dilatati e deformati in base a insolite prospettive dimensionali, tra l’immaginario del sogno e la fantasia ludica, offrendo allo spettatore un contesto, che appare come sospeso dentro una “bolla” di cromie vitali ed esuberanti, in cui, paradossalmente la “follia interpretativa” è ammessa e la logica viene oscurata dall’estro fantastico, che prevale. Nelle tele emerge uno spirito propulsore, che ha mantenuto e conservato intatte la genuinità e l’istintività tipiche dell’età fanciullesca, che indifferente alle regole e alle convenzioni riesce a esternare idee e sensazioni in maniera più autentica e diretta.