Categoria: Arte e Cultura

  • L’Infinita Bellezza

    E’ in vendita on-line presso il sito self-publishing Blurb il libro fotografico opera prima di Sergio Battista “L’Infinita Bellezza – ritratti femminili a Roma” con note critiche di Mino Freda. Il volume di 38 pagine si compone di una serie di ritratti femminili in bianco e nero, ripresi a Roma, in alcuni luoghi della pellicola premio Oscar “la Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino. Il lavoro inoltre cerca di indagare, in un modo apparentemente semplice, il significato della bellezza, interiore ed esteriore, nella nostra epoca. Bellezza femminile e Roma, binomio di bellezza eterna, per l’appunto, “L’Infinita Bellezza.”

  • La storia del Palazzo napoletano Doria d’Angri simbolo dell’Unità d’Italia e capolavoro del Vanvitelli

    Lo storico Palazzo Doria d’Angri è situato nel cuore di Napoli in Piazza Sette Settembre, tra via Toledo e via Sant’Anna dei Lombardi. Questo capolavoro architettonico fu disegnato da Luigi Vanvitelli e realizzato da suo figlio Carlo, su commissione di Marcantonio Doria. L’edificio, completato nel 1787, contiene al suo interno incantevoli e preziosi affreschi. Questi capolavori, creati da importanti artisti già decoratori della Reggia di Caserta, sono racchiusi nel Piano Nobile dell’edificio e raccontano le memorabili vicende della Famiglia Doria. Tra gli artisti che hanno operato nello storico Palazzo si ricordano Fedele e Alessandro Fischetti, Costantino Desiderio, Girolamo Starace e Giacinto Diano, importantissimi artisti che hanno arricchito l’edificio di sublimi affreschi. Altri importanti elementi decorativi sono opera degli artisti Gennaro di Fiore e Francesco Longhetti.

    Magnifica è “L’Allegoria con Mercurio, la Sapienza e la Poesia” di Fedele Fischetti, affresco luminoso che si trova nella volta del primo piano nobile del Palazzo. L’antica Sala degli specchi e il Boudoir si sono preservati negli anni conservando ancora l’originaria decorazione. Fischetti e Desiderio sono gli autori dell’affresco che si trova sulla volta del Boudoir raffigurante “L’Allegoria dell’Aurora”, inserito in ornati in stucco realizzati da Di Fiore. Degni di nota sono i tre dipinti di Francesco Solimena e l’ovato di tela nella cappella attribuito a Giovanni Maria Griffon.

    Palazzo Doria d’Angri divenne noto dopo l’episodio del 7 settembre 1860 nel quale Garibaldi, dal balcone principale, annunciò a tutti i cittadini l’annessione del Regno delle Due Sicilie al nascente Stato Italiano. Il Regno dei Borboni stava così cessando di esistere dopo 126 anni di storia. Garibaldi sbarcò con i suoi Mille a Marsala e fece il suo ingresso a Napoli, ex capitale del regno di Francesco II. Tra le mura vanvitelliane il grande condottiero vi sistemò il suo quartier generale. Il dipinto che riprende la scena del suo ingresso in città, “L’Ingresso di Garibaldi a Napoli” eseguito da Wenzel Franz, è esposto presso il Museo Civico di Castel Nuovo di Napoli. Garibaldi incontrò Vittorio Emanuele II il 26 ottobre 1860, lungo la strada che portava a Teano e gli consegnò la sovranità sul Regno delle Due Sicilie, annesso poi al Regno d’Italia.

    Non solo passato, ma anche presente e futuro. Palazzo Doria d’Angri, infatti, sarebbe sicuramente la sede perfetta per un museo, un’università, un’ambasciata, una biblioteca oppure una meravigliosa cornice per realizzare mostre d’arte, eventi culturali e molto altro. Le sue sale nobiliari sanno rievocare i fasti di un tempo rendendolo una storica dimora regale famosa in tutto il mondo.

  • MoMArt Giovani: PERSONALE DEI GIOVANI ARTISTI SELENE CITRON E LUCA LUNARDI Presenta Maria Palladino

    MoMArt Giovani: DOPPIA PERSONALE DEI GIOVANI ARTISTI SELENE CITRON E LUCA LUNARDI

    Presentazione di Maria Palladino

    COMUNICATO STAMPA

    “MOMART GIOVANI”- Il progetto delle Associazioni Mosaico e MoMArt, sostenuto con 25.000 euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando “Culturalmente 2013“.

    Avvicinare i giovani al mondo delle arti visive è la finalità del progetto “MoMArt Giovani” realizzato dalle associazioni “Mosaico” e “MoMArt” operanti nell’ambito delle arti visive e sostenuto con 25.000 euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando “Culturalmente 2013“.

    Il progetto si avvale del sostegno del Comune di Padova con l’Assessorato al Commercio, l’Assessorato alla Cultura e Progetto Giovani e prevede la creazione di opportunità professionali per dodici artisti e quattro curatori under 35. I giovani artisti avranno la possibilità di partecipare per un anno al “MoMArt”, la galleria en plein air che si svolge la prima domenica del mese in piazzetta Capitaniato, di vedere realizzata una mostra personale alla “Galleria MoMArt”, in Riviera Mussato 4, accompagnata da un catalogo e dalla presentazione critica fatta dai giovani curatori. Avranno inoltre l’opportunità di partecipare ad “Arte Padova”, il più importante appuntamento del mercato dell’arte in città, dove i giovani curatori organizzeranno un convegno dedicato al futuro e alle opportunità lavorative dei giovani artisti e curatori, che vogliono impegnarsi nel campo dell’arte. Sabato 5 luglio è stato realizzato anche un grande happening, “La Notte dell’Arte” in cui erano presenti tutte le arti, musica, danza, conversazioni sull’arte, e in cui gli artisti non solo hanno potuto esporre le loro opere sulla passeggiata più bella di Padova, il “Liston”, ma le hanno viste proiettate sulla facciata di Palazzo Moroni. Tutto il materiale prodotto verrà inserito nei siti del MoMArt e del MoMArt Giovani nonché condiviso sui social network.

    Sabato 27 settembre 2014 alle ore 17,00 presso la galleria del MoMArt, in Riviera Mussato 4, Padova, sarà presentata la doppia personale dei giovani artisti Selene Citron e Luca Lunardi.

    La mostra resterà visitabile fino al 5 ottobre 2014 in orario: lunedì – domenica 16,00 – 19,30. Martedì chiuso.

    La mostra rappresenta la quinta doppia personale di giovani artisti, inclusa fra gli eventi che fanno parte del progetto “MoMArt Giovani”, nuova sezione dell’associazione artistico-culturale “MoMArt”.

    Nel lavoro dei due artisti in mostra, Selene Citron e Luca Lunardi, è possibile riscontrare delle analogie di ricerca, sebbene perseguite con strumenti, tecniche e modalità espressive massimamente differenti, che procedono verso una finalità affine nella rivelazione e nello smascheramento di tutti i meccanismi di vita e di pensiero in cui l’essere umano ha ingabbiato la propria quotidianità e la propria più intima natura. Alla ricerca delle radici dell’esistenza, di uno stile di vita più consono alle nostre reali necessità, o comunque un atteggiamento più spontaneo, meno costruito ed “artefatto” nei confronti di tutto ciò che ci circonda.

    Il lavoro di Selene Citron può essere definito “multimediale” poiché ella indaga e mette in pratica molteplici discipline nella sua ricerca: scultura, pittura, installazione, performance, video, al fine di esplicitare nella maniera più chiara e coerente possibile quelle che sono le basi, filosofiche e teoretiche in primis, che sostengono e da cui necessariamente prende le mosse il suo operare artistico. La filosofia Zen, e all’interno di quest’ultima l’antichissimo sistema estetico denominato “Wabi-Sabi”, il concetto della transitorietà, imperfezione, caducità di tutte le cose del mondo e della natura, che comporta l’utilizzo di materiali poveri e deperibili quali legno carbone, cenere, argilla, cera, piume, e da cui deriva la loro stessa fragilità e tutta l’affascinante, labile bellezza.

    Luca Lunardi si serve del mezzo video al fine d’indagare e svelare, con acume, arguzia e un velo di sottile cinismo (ma anche una lieve sfumatura di malinconia diffusa) tutti gli inganni, in massima parte autoprodotti, le sovrastrutture e gli schemi di cui gli individui abitualmente, e più o meno consapevolmente, si circondano. L’artista adopera a tale scopo quelli che egli stesso definisce “microdrammi” ovvero brevi filmati in cui da una situazione iniziale si giunge ad un climax molto rapido: una rivelazione improvvisa, la soluzione di un enigma, lo scioglimento di un paradosso, la caduta, appunto, di una “maschera”. Il gioco – poiché in ogni caso di gioco si tratta – si avvale di tutte le figure retoriche e i luoghi comuni con i quali solitamente imprigioniamo, o forse proteggiamo, le nostre umane, condivise debolezze.

    Ingresso libero.

    Per informazioni: Associazione MoMArt – MoMArt Giovani, Riviera Mussato 4, 35137 Padova.

    www.momart.padova.it

    [email protected]

    www.momartgiovani.it

    [email protected]

    www.facebook.com/MomartPadova

    www.facebook.com/momart.giovani

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  • “Spoleto incontra Venezia”: Palazzo Rota Ivancich accoglie le opere fantasiose di Federico Tamburri

    Le grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes accoglieranno le emozionanti opere del Maestro Federico Tamburri. L’evento si terrà nel meraviglioso contesto della città lagunare, dal 28 settembre e al 24 ottobre, allestito dentro l’antico edificio di Palazzo Rota – Ivancich, a pochi passi da Piazza San Marco.

    Tamburri è pittore, scultore, grafico e maestro vetraio di fama internazionale. Dopo il liceo artistico, ha studiato presso la facoltà di architettura di Pescara. Le sue vetrate policrome sono collocate in importanti edifici pubblici e in strutture religiose. I suoi quadri sono presenti in prestigiosi musei, pinacoteche, fondazioni ed enti pubblici. Durante l’arco della lunga attività ha realizzato anche creazioni in mosaico e sculture su pietra e marmo. È inoltre un fervido appassionato di libri, ne ha collezione oltre ventimila, successivamente poi donati al comune di atri.

    Le rievocazioni raffigurano immagini oniriche, costituite da simbologie particolari riconducibili a una matrice surrealista, dai volumi talvolta compatti talvolta scomposti. Il linguaggio comunicativo risulta eterogeneo e multiforme. Attinge l’ispirazione da molteplici spunti tematici: il mito, la favola, la filosofia, la storia, la matematica del transfinito, la fisica teoretica, approdando ad una formula interpretabile come una sorta di “Grande sogno verso un’arte totale” in nome di una conoscenza innovatrice e di una coscienza libera dai pregiudizi dell’ignoranza.

    Tamburri con elegante discrezione, riservatezza e spontanea umiltà si distingue dimostrando innate doti espressive, che gli hanno permesso in quasi 50 anni di onorata carriera di raggiungere tanti meritati traguardi positivi. Nel commentare il suo percorso afferma: “La conoscenza allarga i nostri orizzonti, permette di partire dalla magia e di collocare l’arte in un contesto reale, senza però mai dimenticare, che ogni tela è in realtà lo specchio della propria anima”.

  • SPOLETO INCONTRA VENEZIA E L’ELEGANTE ARTE DI FLAVIA ARBORI

    Lo storico Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande a Venezia è pronto per accogliere tra le sontuose mura secolari la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” fissata dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014. La curatela dell’evento di richiamo internazionale è affidata all’esperta guida di Vittorio Sgarbi, con la direzione del noto manager e produttore Salvo Nugnes. Sono annunciati personaggi rinomati in esposizione del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì.

    Nell’esclusivo elenco degli artisti partecipanti si inserisce la talentuosa pittrice Flavia Rebori. Nativa di Santiago del Cile dove avviene la sua formazione agli studi d’arte, presso la pontificia università cattolica. Dapprima, lavora con successo nel campo della progettazione artistica in importanti contesti, poi sente l’esigenza di focalizzarsi sulla forte propensione pittorica e di realizzare la sua innata vocazione. All’interno del proprio laboratorio atelier si dedica a un’approfondita e accurata ricerca sulla pittura e sul disegno, perfezionandosi a livello strumentale e privilegiando le tematiche del paesaggio, della figura umana, della natura morta, utilizzando colorazioni ad l’acquerello.

    La Rebori spiega “Molti illustri e autorevoli maestri d’arte hanno prediletto la pittura ad acquerello, usata frequentemente anche dai miniaturisti del Medioevo e nel disegno tecnico per dare maggior risalto ad alcuni elementi compositivi. Questa forma d’arte permette di realizzare opere dalle grandi trasparenze e dai sorprendenti effetti luminosi. La sua freschezza e immediatezza espressiva ha affascinato artisti di ogni tempo. Rappresenta una sorta di sfida nella quale occorre abilità e capacità di prontezza nell’adottare decisioni rapide ed efficaci. Per dipingere ad acquerello serve un’esperienza consolidata, perché gli errori difficilmente si possono correggere con la sovrapposizione di un altro colore, in quanto il colore trasparente non consente di nascondere la stesura sottostante”.

    E aggiunge nel descrivere le connotazioni peculiari delle tinte e sfumature cromatiche “I colori ad acquerello sono assai liquidi e lasciano trasparire il colore o la superficie sottostante. Le caratteristiche peculiari di essi sono: la trasparenza degli strati colorati molto sottile, le zone luminose ottenute con il fondo bianco della carta, che è parte integrante di questo genere di pittura. I colori sono decisamente brillanti e lucenti. Difficilmente in un’opera ad acquerello compaiono coloro opachi e tendenti al grigio. Non possiedono la pastosità materica dei colori ad olio e a tempera e tendono ad espandersi sulla superficie dipinta e ad essere assorbiti da essa. È necessario prima individuare le parti di luce e poi aggiungere e integrare il colore nelle zone scure della composizione”.

  • “Spoleto incontra Venezia”: L’arte cosmopolita e orientaleggiante di Stella Maris Garro Pecchioli in esposizione

    Si annuncia un evento di acclarato successo la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si svolge dal 28 settembre al 24 ottobre 2014 a cura di Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. La location allestita per la pregevole iniziativa è lo sfarzoso Palazzo Falier, che risale al XV secolo e si trova affacciato sul Canal Grande a Venezia. In esposizione personalità illustri del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì. La nota pittrice Stella Maris Garro Pecchioli rientrante nell’esclusivo gruppo di artisti, porterà le sue pregevoli creazioni pittoriche ispirate dalla matrice cosmopolita, etnica e orientaleggiante.

    Le peculiari trasparenze irregolari e patinate dei fogli di carta di riso utilizzati come superficie di base, mostrano le pennellate variopinte inchiostrate e impresse dalla pittrice: tratti dati in senso circolare o anche ascendente, rossi e neri, neri e gialli, scale di grigio e nero graffiate, colori accoppiati talvolta miscelati a punteggiati di cromia d’orata molto discreti e sobri. Le forme circolari rievocano gioiose girandole fantastiche o anche occhi interiori, che scrutano nascosti in un io vorticosamente turbato una qualche interessante realtà da apprendere, attirare oppure fuggire, allontanare.

    Di lei hanno scritto “I movimenti ascendenti di piante fiorite e girasoli raggianti, dominati decisamente dagli inchiostri gialli, verdi e neri, ma al contempo tenui, sono veramente affascinanti. Figure, che si allontanano con tenacia verso l’alto, ma in un movimento delicatamente circolare di spirale appena accennata. Dipinti, che sanno coniugare i contrasti cromatici con la loro contemporanea delicatezza in un gioco sapiente di tinte decise, ma delicate. Così anche il movimento delle figure predilige in taluni casi una circolarità ascendente o profonda in altri. La sensazione, che se ne riceve è quella di una felice e armoniosa -commistione- di contrari. Lavori dal sapore orientale estremo, con il tocco e il carattere di un’artista fine, che ha saputo sapientemente reinterpretare quel gusto secondo un umore e un carattere tipicamente occidentale. Non è escluso, senza false congetture, che ci si possa trovare di fronte a una considerevole autentica novità“.

  • Piacenza – I Musei Civici di Palazzo Farnese adottano IMApp, per offrire un’esperienza di visita personalizzata, multimediale e duratura nel t

    Milano, 16 settembre 2014 – Oggi, Ultraviolet srl, start-up piacentina fondata da Marco Boeri e specializzata nel settore delle App per Apple e Android, annuncia che I Musei Civici di Palazzo Farnese di Piacenza hanno ufficialmente adottato IMApp come tecnologia di base della propria App ufficiale.

    La tecnologia IMApp è in grado di integrarsi con ogni App per Apple iOS e Android e assicura un’esperienza di visita guidata interattiva, personalizzata e con durata non circoscritta al periodo di permanenza nell’edificio.

    IMApp mette il visitatore al centro del museo (fiera, centro commerciale, etc.) e lo accompagna nei suoi spostamenti fornendogli informazioni dettagliate (descrizioni testuali, contenuti audio, video e multimediali in generale) e personalizzate; essendo il sistema in grado di riconoscere l’utente registrato e profilato, può inoltre comunicargli contenuti o anche promozioni declinate in base alle sue preferenze.

    “L’idea per IMApp mi è venuta in viaggio di nozze mentre, a Parigi, visitavo il Louvre e mi sono perso all’interno della struttura”, spiega Marco Boeri, Amministratore di Ultraviolet. “Un posto talmente ricco di opere e bellezze dove mi avrebbe sicuramente fatto comodo una “guida interattiva” facile da usare e capace, da una parte di condurmi e orientarmi, e dall’altra di darmi informazioni sull’opera che stavo guardando”.

    Nello specifico, I Musei Civici di Palazzo Farnese a Piacenza sono il primo museo italiano, e uno dei primi 5 in Europa, a utilizzare la tecnologia iBeacon (i beacon sono piccoli emettitori Bluetooth con un raggio d’azione che va da pochi centimetri a 70 metri. Ogni volta che uno smartphone o un tablet entra all’interno di questo raggio, vengono inviate delle notifiche e scatenate delle azioni, personalizzabili per ogni utente, sul dispositivo) per le App della piattaforma iOS Apple distribuite al pubblico. Per la piattaforma Android è uno dei primi a livello mondiale.

    Grazie alle funzionalità offerte da IMApp, l’esperienza culturale non si limita alla permanenza nel museo: il visitatore può infatti pianificare in anticipo la visita inserendo le opere che più lo interessano nei Preferiti e continuare la consultazione delle informazioni multimediali di quanto ha visto anche una volta tornato a casa.

    Mentre le normali audioguide – per quanto sofisticate nei contenuti – vanno comunque restituite al termine della visita, i contenuti messi a disposizione grazie a IMApp sono fruibili sui dispositivi personali dei visitatori per sempre e ovunque.

    “Il progetto IMApp, vincitore della StartCup 2013 patrocinata dal Comune di Piacenza, ci è sembrato molto adatto per le esigenze dei Musei Civici e così è nata la collaborazione con Ultraviolet per l’installazione sperimentale presso i Musei di Palazzo Farnese. Siamo certi che la particolare innovazione del progetto porterà benefici ai visitatori e conseguentemente buona visibilità al nostro museo”, commenta l’Assessore alla cultura Tiziana Albasi.

    Dal punto di vista del gestore del museo, e di qualsiasi luogo – fiera, centro commerciale, manifestazione indoor – che sceglie di adottare tale tecnologia, il vantaggio principale risiede nel non dovere sostenere spese di gestione e manutenzione dell’hardware delle audioguide tradizionali. Grazie alla particolare architettura di IMApp, infatti, i contenuti abbinati a ogni beacon possono essere aggiornati e modificati molto semplicemente e in tempo reale, rendendo tale scelta estremamente agile e versatile.

    Non da ultimo IMApp, che ha permesso a Ultraviolet di aggiudicarsi il primo posto nella StartCup Emilia Romagna – Sezione Piacenza 2013, può essere efficacemente sfruttato per avviare campagne di gamification volte a fidelizzare la clientela tramite raccolte punti e concorsi.

    Per maggiori informazioni visitate: https://www.youtube.com/watch?v=YU7MZnFlil8

  • IL NEGOZIO DI STRUMENTI MUSICALI MEZZANOTA PARTNER DELL’ESPOSIZIONE “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”

    In occasione della prestigiosa mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager Salvo Nugnes, si è creata una positiva collaborazione con il negozio di strumenti Mezzanota di Vicenza. Alla mostra saranno presenti nomi di spicco tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi e Josè Dalí.

    Mezzanota sarà partner importante dell’esposizione che avrà luogo nella magica atmosfera veneziana dello storico Palazzo Falier, sul Canal Grande. L’attività è specializzata nell’allestimento di service audio e tutti quegli eventi che richiedano una fornitura di impianti Audio e di Illuminazione. Per tutto ciò occorre esperienza, professionalità, dinamismo, precisione, e soprattutto ottimi macchinari. Mezzanota lavora con dedizione da anni a tutti questi aspetti e il suo obiettivo è quello di restituire all’evento commerciale, culturale, celebrativo o relazionale, il massimo del coinvolgimento nel rispetto del tipo di comunicazione audiovisiva scelto.

    Mezzanota opera nel settore dello spettacolo e fornisce strutture, attrezzature, personale qualificato e tutto quanto necessario per ogni tipo di manifestazione ed evento spettacolare: rappresentazioni teatrali, concerti, convention, stand fieristici, esposizioni e mostre, sfilate di moda, discoteche, illuminazioni museali ed architettoniche.

    L’assistenza di Fonici e Tecnici specializzati unita ad attrezzature di altissima qualità ed in continuo aggiornamento garantiscono sempre la migliore riuscita in qualsiasi situazione. Mezzanota collabora con partner professionali e affidabili nel campo Backline, organizzazione di eventi e video.

  • Le tombe etrusche di Tarquinia protagoniste delle Giornate Europee del Patrimonio

    Le tombe etrusche protagoniste delle Giornate Europee del Patrimonio con Artetruria. Il 20 e il 21 settembre, le guide turistiche abilitate dell’associazione proporranno un percorso agli ipogei dipinti delle Pantere, del Barone, dei Tori, degli Auguri e degli Aninas. «Le Giornate Europee del Patrimonio sono un’occasione straordinaria per promuovere le necropoli etrusche di Tarquinia. – dichiarano le guide di Artetruria – E lo sono ancora di più dato che quest’anno è il decimo anniversario del riconoscimento Unesco. L’iniziativa è inserita nell’ambito del programma “I Colori degli Etruschi”, con cui è possibile visitare queste tombe durante tutto l’anno, su prenotazione». Dalla tomba delle Pantere, una tra le più antiche scoperte finora, passando alle tombe arcaiche del Barone, dei Tori e degli Auguri, fino alla tomba Aninas, un esempio di sepoltura tarda, sarà possibile apprezzare non soltanto la raffinata tecnica pittorica usata, ma anche conoscere l’evoluzione dell’elaborata cultura etrusca. La partenza è prevista alle ore 10.30 dalla necropoli del Calvario. Per gli spostamenti sarà necessaria l’automobile, data la distanza tra le varie tombe. Per informazioni e prenotazioni gli interessati possono telefonare al numero 331/8785257 o andare sul sito www.artetruria.it.

  • La spoletina Stefania Cappelletti parteciperà con le sue opere alle mostre “Spoleto incontra Venezia”

    Stefania Cappelletti farà parte del gruppo di artisti che esporranno a “Spoleto incontra Venezia”, attesissima esposizione curata dal Professor Vittorio Sgarbi. Cornice magnifica della mostra lo storico Palazzo Falier, sul Canal Grande a Venezia, aperto al pubblico dal 28 settembre al 24 ottobre 2014. Riportiamo qui un’intervista alla pittrice.

    D: Come nasce l’occasione di partecipare a questo importante evento espositivo?

    R: Ho fatto esposizioni importanti a Roma, Parigi, Berlino, New York, poi la selezione per “Spoleto Arte”, a cura di Vittorio Sgarbi, a Spoleto, nella mia città, e lì nasce tutto.

    D: È la prima volta che espone a Venezia?

    R: Venezia è un sogno. Sì, è la prima volta che espongo lì, e spero sia la prima di una lunga serie.

    D: Quali opere esporrà e quale orientamento tematico seguono?

    R: L’opera che espongo è parte di una serie, ispirata all’atmosfera veneziana, così magica, e unica… S’intitola S. Maria della Salute, è un olio su tela. È una delle opere, da me dipinte, dedicate a Venezia.

    D: Quando e com’è avvenuto il suo approccio al mondo dell’arte?

    R: Dipingo fin da piccola, ed ho studiato i grandi classici della pittura. Ora, semplicemente, lascio andare il pennello liberamente, e così nascono i miei quadri. La prima mostra importante è stata a Roma, subito dopo sono stata contattata per esporre in Via Margutta. Poi l’ammissione all’Accademia di San Lazzaro, presieduta da Radini Tedeschi, con cui ho partecipato a numerose mostre prestigiose come la Triennale di Roma 2014 a cura di D. Radini Tedeschi e A. Bonito Oliva. L’ammissione all’Accademia è stata una svolta, non solo per quanto riguarda il livello delle esposizioni, ma anche per il mio modo di dipingere, di affrontare la tela bianca. Tutto andava per il verso giusto, poi sono arrivata alla mostra a Parigi, poi a Berlino, infine a New York. Nella mia città, Spoleto, ho vinto il premio Spoleto Festival Art a cura del Dr. Luca Filipponi, negli anni 2012, 2013, 2014. Quando sono stata selezionata per Spoleto Arte 2014, a cura di V. Sgarbi, ho provato un’emozione fortissima…wow!

    D: Un commento di riflessione in parallelo tra Spoleto e Venezia, come poli di eccellente portata, nella divulgazione dell’arte e della cultura, con fama internazionale?

    R: Spoleto è un punto di riferimento importante, è necessario esserci; non a caso molti esperti d’arte di fama internazionale vi organizzano grandi mostre. Come lo è pure Venezia, con la sua Biennale. Sono tappe fondamentali per un artista che vuole crescere ed affacciarsi al mondo dell’arte a livello internazionale.

    D: È compiaciuta di esporre accanto a illustri nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi di spicco del panorama contemporaneo?

    R: Sono molto onorata di esporre insieme a dei BIG come Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e gli altri grandi. Mi sono piaciuti molto i lavori di Dario Fo, li trovo forti, intensi…parlano di lui, del suo modo di essere.

    D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale?

    R: Cos’è l’arte? Bella domanda… Comunicazione?? Forse? Ma ci sono i critici per spiegarlo, io dipingo soltanto.

    D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti, che apprezza in modo particolare?

    R: Ricordo di essere rimasta incantata, per lungo tempo, davanti ad un Arlecchino di Picasso, anni fa a Firenze. Ed ho visto la Gioconda al Louvre. Ma qualche tempo fa ho visitato la mostra all’Ara Pacis, sugli Impressionisti, e l’ho trovata fantastica. Avevo già visto alcune loro opere a Orsay, ma quest’ultima esposizione a Roma è stata molto suggestiva, veramente bella.