Categoria: Arte e Cultura

  • Palazzo Falier domenica 28 settembre: Il “Premio Margherita Hack” alla solo sua prima edizione ha visto tra i premiati la bella attrice Barbara De Ros

    Si è svolta Domenica 28 settembre 2014, a Venezia, la prima edizione del “Premio Margherita Hack“. Nella meravigliosa cornice di Palazzo Falier, storico edificio affacciato sul Canal Grande, a pochi passi da Ponte dell’Accademia, la nota direttrice e scrittrice Silvana Giacobini ha presentato la solenne cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento, istituito dal manager Salvo Nugnes, in ricordo dell’amica astrofisica e divulgatrice scientifica, scomparsa a 91 anni nel Giugno 2013, che ha lasciato un segno indelebile nella storia italiana. L’iniziativa è patrocinata dall’INAF Istituto Nazionale di Astrofisica.

    Il Premio è stato assegnato a personalità che si sono particolarmente distinte nel campo della scienza, della cultura, dell’arte, del sociale e dell’impegno animalista, selezionate da un comitato di esperti e intellettuali, presieduto dal sociologo Francesco Alberoni e composto dal fisico Antonino Zichichi, dallo storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi, dal Direttore del quotidiano “La Repubblica” Ezio Mauro e dal fondatore della Fondazione Exodus Don Antonio Mazzi.

    Per la categoria “Cultura” premiato da Alberoni, lo scrittore e critico letterario Alessandro Bertante “per il suo impegno nella comprensione di una società multietnica e multilingue”. Per la categoria “Arte” premiato da Sgarbi, lo scultore e speleologo Filippo Dobrilla “per l’innato estro e talento creativo”. Per la categoria “Scienze” premiato dalla Prof.ssa Silvia Dalla Torre, delegata di Zichichi, il professore di Fisica Teorica Augusto Sagnotti “per l’eccellenza della Sua attività scientifica e in particolare per lo studio delle divergenze matematiche che mettono in crisi la Teoria della Forza Gravitazionale di Einstein”. Per la categoria “Sociale” premiata dal giornalista Paolo Mauri, rappresentante di Mauro, l’attrice e conduttrice Barbara De Rossi “per la fervida battaglia contro la violenza sulle donne”. Infine, per la categoria “Impegno animalista” premiato da Don Mazzi, il Presidente della LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli Fulvio Mamone Capria “per il costante impegno nella tutela e difesa degli animali”.

    “Vogliamo mantenere sempre viva la memoria su quanto ha fatto per noi Margherita, nei tanti anni di studi e ricerche” afferma l’organizzatore e prosegue “Ha speso l’intera vita, dimostrando un’autentica propensione e ha sempre conservato una spontanea modestia, un’umiltà profonda, una semplicità radicata, che le hanno permesso di rimanere una persona schietta e verace, di non scendere mai a compromessi e di guadagnarsi la stima e il rispetto di tutti”.

    Per informazioni visitare il sito ufficiale di Margherita Hack www.margheritahack.it.

  • “Spoleto incontra Venezia”: Ha esposto anche l’artista versatile Rosario Tedesco

    L’artista Rosario Tedesco espone le sue opere alla grande mostra di “Spoleto incontra Venezia”, grande esposizione curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes. L’evento si terrà dal 28 settembre al 24 ottobre 2014 nel nobile Palazzo Rota Ivancich, nei pressi di Piazza San Marco. Tra gli artisti in mostra vi sono personaggi noti tra i quali Dario Fo, Eugenio Carmi e José Dalì.

    Rosario Tedesco ha cominciato a coltivare la sua passione per la fotografia nel 2007, passione che è andata di pari passo col sempre più rapido affermarsi del digitale, che l’ha affascinato fin da subito per la velocità e la versatilità che consentiva, e che ha unito all’apprendimento di programmi di manipolazione digitale delle immagini.

    Protagoniste delle sue fotografie sono le nuvole che sovrastano mura antiche, storici edifici e resti archeologici, come il sito archeologico di Velia e Palazzo de Vargas a Vatolla, in provincia di Salerno. Nuvole dense e brumose che ricordano i romantici paesaggi di William Turner e la ricerca sulle nuvole e la luce filtrata da esse del grande pittore inglese John Constable.

    L’artista, oltre ad essere un grande fotografo, si dedica da sempre alla filosofia ed alla scrittura, stilando svariati saggi riguardanti temi diversi. Tedesco è quindi un personaggio eclettico che si esprime attraverso la fotografia, la musica e la scrittura, in maniera spirituale e alla continua ricerca del “Sublime”.

  • Leucotea Project presenta “Diciassette attimi di eterno” in uscita a ottobre

    Diciassette brevi racconti, diciassette stralci di vita di persone con una storia alle spalle e progetti per il futuro, diciassette situazioni in cui il presente la fa da padrone con le sue incertezze e i suoi problemi.

    I protagonisti vivono in un oggi fumoso e irraggiungibile, la loro unica compagnia è quel “mal di vivere” derivante dalla consapevolezza del mondo e del loro esserne parte, senza riuscire ad esserne partecipi, creando quel disagio inspiegabile capaci di stordire l’anima.

    Ci si ritrova come ad osservare dal buco della serratura le altrui emozioni, ritrovandoci le proprie.

    Dario Lessa è un personaggio prismatico e creativo, amante in modo totale della parola sia scritta che parlata. I racconti di quest’opera sono frutto di anni, pensati nei momenti più disparati e nelle situazioni più diverse. Già autore di “Confessioni” (Edizioni Leucotea, 2012) si conferma, anche con quest’opera, un osservatore e un amante dell’animo umano.

    http://edizionileucotea.it/it/

    http://edizionileucotea.it/it/home.php?s=0,1,2&dfa=do25&pg=&diditem=2042

  • “Spoleto incontra Venezia”: Il maestro vetraio Adriano Dalla Valentina propone le sue esclusive creazioni artigianali

    La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” è un appuntamento imperdibile, che sta mobilitando l’attenzione mediatica generale. L’evento, previsto dal 28 settembre al 24 ottobre 2014 nella stupenda cornice veneziana di Palazzo Falier, antica residenza nobile del XV secolo sul Canal Grande. Curatore dell’iniziativa prestigiosa è Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. Tra i nomi illustri annunciati in esposizione Dario Fo, Pier Paolo Pasolini, Eugenio Carmi, José Dalì. Nel pregevole contesto si annoverano le incantevoli creazioni in vetro di murano del rinomato maestro vetraio Adriano Dalla Valentina.

    Fin dall’età di 10 anni inizia a lavorare nelle fabbriche muranesi, apprendendo molteplici tecniche di lavorazione. A 24 anni apre una propria azienda diventando artigiano professionista autonomo. La sua gamma produttiva spazia in vari settori del vetro d’arte muranese e si distingue per una precisa e peculiare impostazione tecnico-stilistica. Infatti, privilegia le tecniche tradizionali, che agli occhi degli esperti e del vasto pubblico evocano suggestioni di “Venezianità”: la filigrana e la murrina, a cui associa le tecniche del soffiato e della scultura, sia soffiata sia massiccia. Collabora spesso con famosi designer e architetti per realizzare opere in vetro da essi disegnate.

    La passione viscerale per il vetro si respira nella “Fornasa” di Adriano, dove quotidianamente è impegnato nell’elaborazione di nuove opere, che spesso diventano vere e proprie sfide. Su di lui è stato scritto “Nella fluidità della massa vitrea si può dare contrasto con l’aiuto di madre natura e quindi Dalla Valentina ricorda il miracolo delle creature marine e i fondali. Il -Battuto- lo trova incontestabile protagonista di sculture di grande vigore artistico. Balza sul soffiato con leggiadria incomparabile e fornisce leggerezza degna di grande attenzione a livello qualitativo”.

  • “Il 28 settembre, per il settimo anno consecutivo, il Teatro del Torrino aprirà lo scenario al Palco delle Favole”

    A partire dal 28 settembre 2014, per tutte le domeniche, fino al 12 Aprile 2015, il Teatro del Torrino aprirà il sipario all’ormai famoso e sempre più richiesto Palco delle Favole, dove verranno messe in scena le favole più celebri della Walt Disney, con musiche inedite!

    Il 28 settembre sarà la volta de Il Libro della Giungla, un cult, dove ritroveremo l’attore più piccolo, ma che calca le scene del palcoscenico dall’età di tre anni: Gabriele Pizzurro, nonché figlio del regista Luca, che segue fin da piccolissimo le orme del padre. Gabriele interpreterà Mowgli il bambino indiano che si perde nella giungla, cacciato dalla tigre Shere Khan, accudito da una famiglia di lupi, dei quali apprende i comportamenti e le abitudini, che gli permettono di adattarsi alla vita nella foresta vergine. Affronterà tante vicissitudini che lo porteranno, alla fine, a ritrovare la sua “strada”, ma di questo ed altro ancora ve ne parleranno i protagonisti della storia!

    A partire dal 2 novembre 2014 ci sarà Peter Pan, che, con le sue memorabili avventure, condurrà i presenti in sala in un mondo magico e surreale, dritti all’Isola che non c’è, facendo rivivere le sue storie con la banda dei “Bimbi Sperduti”, in compagnia di sirene, indiani, fate e pirati!

    A dicembre, invece, sarà in scena Il canto di Natale, scritto e diretto da Luca Pizzurro, per poi dare spazio al “personaggio”, tra romanzi per ragazzi, che ha avuto più successo in tutto il mondo: Pinocchio, in scena dal 4 al 25 gennaio 2015, per cominciare, così, il nuovo anno, all’insegna della magia e delle avventure straordinarie del nostro amico di legno.

    Ma la novità arriva a febbraio, con I travestimenti di Arlecchino che ci proietteranno nella magia del carnevale, per poi arrivare alla messa in scena de La Bella e la Bestia, dove Alessia Fabiani, ormai punta di diamante della Compagnia del Teatro del Torrino, e per il secondo anno consecutivo, interpreterà Belle, in scena da fine febbraio fino al 15 marzo 2015!

    Il Palco delle Favole chiude in bellezza con Aladdin il giovane “ladruncolo” persiano che s’innamora della principessa Jasmine, figlia del Sultano vedovo, che, annoiata dalla monotona vita di palazzo, decide di andare in incognito al mercato di Agrabah, ed è lì che comincia tutto!

    Si tratta di commedie musicali di grande valore artistico e sociale, rappresentate da canzoni e coreografie, che faranno di questi spettacoli una stagione memorabile ed irripetibile, ma che emozioneranno allo stesso tempo, con musiche classiche ma anche inedite, un turbinio di emozioni che lasceranno di stucco!

    Inoltre, da settembre, al Teatro del Torrino sarà possibile partecipare a dei percorsi formativi, atti alla realizzazione di nuove figure professionali, che aiuteranno ad intraprendere la carriera teatrale nel miglior modo possibile, in quanto si tratta di corsi base, avanzati, di recitazione, danza e canto, tutto quello che dovrebbe avere un attore per essere considerato completo.

    Link utili

    http://www.teatrodeltorrino.it/Home.html

    Per prenotazioni e info tel. 338 8193001

  • PASSATO PROSSIMO

    Roma, 25 settembre 2014 – Si intitola “Passato prossimo” ed è il risultato della collaborazione di Francesca Pompei e Gianluca De Simone, due fotografi che hanno già registrato significativi successi in Italia e all’estero. L’esposizione, nata da un’idea dei due artisti, sarà inaugurata il 28 settembre prossimo alle ore 11.00, in occasione del Festival Internazionale della Fotografia di Roma, alla presenza – oltre che di diversi rappresentanti del mondo della cultura e delle istituzioni – del direttore artistico della manifestazione, Marco Delogu, e del Direttore Generale della ASL RME Angelo Tanese. Curata da quest’ultimo, la mostra, in programma fino al 31 ottobre presso il padiglione 28 del Santa Maria della Pietà (piazza Santa Maria della Pietà 5), presenterà gli scatti realizzati dai due fotografi in occasione del centenario dell’Ex Manicomio, uno tra i più grandi Ospedali Psichiatrici d’Europa fino al graduale svuotamento e alla chiusura definitiva nel 1999 decretata dalla legge Basaglia.

    Dopo molti anni di abbandono e mancate promesse, è oggi in corso un attivo dibattito tra le istituzioni locali e il territorio nel tentativo di permetterne, tra l’altro, un recupero sociale come spazio pubblico, vivo.

    Il lavoro fotografico di Francesca Pompei e Gianluca De Simone è dedicato proprio ai padiglioni di quest’ospedale, ritratti, allo stesso tempo, come metafore delle esistenze abbandonate dei suoi passati abitanti o taciti contenitori di tracce delle loro memorie ma anche come spazi architettonici e, infine, luoghi di un cambiamento possibile per quanti, cercando un equilibrio tra l’oggi e il domani e dividendosi tra l’interno e l’esterno dell’ospedale, abitano ancora oggi questi spazi, riconvertiti dalla ASL Roma-E in centri semiresidenziali per l’assistenza sanitaria e la riabilitazione.

    “Certe scelte stilistiche ed espressive, in parte intuitive e in parte più ragionate, che hanno caratterizzato il nostro lavoro – hanno spiegato Pompei e De Simone – sono state fatte nel tentativo di rappresentare non solo la realtà multiforme del complesso delle strutture, ma anche le sensazioni e le suggestioni che si respirano entrando in quei luoghi”.

    E’ così che i loro scatti sono diventati una significativa riflessione sui cambiamenti apportati dal tempo, un viaggio tra passato, presente e futuro. Il passato rappresentato dalle strutture architettoniche in disuso e tuttavia ancora così evocative e piene di suggestioni; il presente delle organizzazioni sociali e sanitarie odierne; e il futuro che è possibile scorgere nello sguardo dei pazienti che cercano nuove possibilità e prospettive.

    “E’ venuto dunque naturale procedere per contrasti, come soluzione più adeguata a rappresentare una realtà così complessa e articolata nel tempo e negli spazi. In questo senso, per esempio, abbiamo deciso l’uso del colore per le strutture legate al passato, per riportarle in qualche modo nell’attualità e per mostrarle come forse non sono mai state viste; del bianco e nero per rappresentare un presente fuori dal tempo; di uno stile geometrico e rigoroso per le architetture più cadenti eppure così affascinanti; di un approccio più immediato e istintivo per raccontare la vita quotidiana all’interno delle strutture sanitarie”, hanno precisato ancora i due fotografi. “In questo modo – hanno concluso poi – speriamo di poter offrire un mosaico di impressioni e suggestioni che restituisca l’impatto di un luogo drammaticamente carico di storia e in fase di trasformazione così significativa verso un futuro diverso”.

    Gli artisti

    Francesca Pompei:

    Romana, dopo una laurea in Filosofia studia fotografia presso diverse scuole, perfezionandosi poi presso l’Associated Press e l’agenzia Prospettive in servizi esclusivi per RaiCinema e RaiFiction. E’ del 2010 la personale Borromini e la scoperta della luce e del 2011 la rassegna di foto in stampe fine art a grande formato, scattate per il libro Le 100 Fontane (99+1) del Vaticano, Volume I – Fontane nei Viali e nel Bosco pubblicato dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. L’anno successivo prende parte ad Arte Fiera Bologna, alla mostra Praga Contemporanea e al Miami River International Art Fair nell’ambito di Art Basel Miami Beach 2012. la settimana dell’Armory Show di New York e la mostra They were, They are, They will all’Atlantic Gallery di New York. Finalista di contests come WHO ART YOU?2, Co.Co.Co., Como Contemporary Contest, London International Creative Competition 2013 ed esposto le sue opere all’Aqua Art Miami 2013 nell’ambito Nel 2014 è tra gli artisti menzionati al Blue Diamond Photo Award 2014ello stesso anno, ottiene la certificazione UNI 11476:2013 ed è eletta nel nuovo Direttivo dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti, TAU Visual. Ha partecipato all’Affordable Art Fair New York City 2014, Select Fair, durante Frieze Art Fair New York 2014 e le sue immagini sono state pubblicate su riviste e web magazine come Italian Ways, Artribune Magazine, e proiettate alla Saatchi Gallery di Londra. staff di PhotoVogue, curato da Alessia Glaviano e dell’Art+Commerce Agency- PhotoVogue Collection, di New York.

    www.francescapompei.it

    Gianluca De Simone:

    Romano, classe 1974, dopo una laurea in Sociologia e una specializzazione in Comunicazione Visiva lavora per alcuni anni in produzione televisiva. Dal 2006 vive in Australia, dove studia cinema alla International Film School di Sydney e lavora in vari ruoli in produzioni cinematografiche e televisive. Negli ultimi anni la sua attenzione si sposta prevalentemente sulla fotografia, in particolare sulla street-photography e sul documentario. A Marzo di quest’anno torna in Italia dove lavora al reportage fotografico sull’ex-manicomio di Santa Maria della Pietà. Un suo portfolio viene scelto per un’esposizione a Cracovia nell’ambito del concorso Urban 2014. Collabora con PhotoVogue e alcune sue foto sono in esibizione alla Saatchi Gallery di Londra.

    www.flickr.com/photos/lucads

  • SBARCA SUL WEB LA SERIE MADE IN BERGAMO “CARAMELLE, STORIA DI RAGAZZI COME NOI” IL RACCONTO APPASSIONATO DI UNA GENERAZIONE IN MOVIMENTO

    Amore, amicizia, rivalità: nella web series “Caramelle. Storia di Ragazzi come noi”, c’è tutto questo e molto altro ancora. Ci sono i giovani, colti nei giorni difficilissimi dell’adolescenza, c’è la scuola, con le sue regole non scritte, ci sono il campo di calcio e le partite più complesse, quelle da giocare con la famiglia e con la società.

    Presentato nella sede dell’istituto iSchool, impegnato nella crescita di nuovi talenti, la web series sarà presto visibile su YouTube con cinque puntate in cui lo spettatore potrà emozionarsi, ritrovando sé stesso nelle vite di Nicolò, il ragazzo straniero, catapultato dalla Svizzera a Bergamo, e di Filippo, il più popolare e sereno, almeno all’apparenza. Un viaggio alla ricerca di se stessi, per indagare carattere, aspirazioni e dilemmi di una generazione che da sempre ha affascinato artisti, scrittori, registi.

    Interamente girato a Bergamo, il progetto ha visto la collaborazione di più realtà scolastiche che hanno lavorato fianco a fianco per realizzare un prodotto comune capace di unire tecnologia, creatività e attenzione alle diversità. Tutte le puntate, infatti, sono state sottotitolate per consentire anche ai non udenti di emozionarsi seguendo sul web le avventure dei ragazzi bergamaschi. I sottotitoli, inoltre, sono disponibili anche in inglese, grazie al lavoro di traduzione svolto da Alberto Gualdi, nel cast di Caramelle, attualmente impegnato in America per un programma di studio.

    «Caramelle ha un obiettivo ambizioso: scardinare gli stereotipi. Mostrare ad ogni persona come appare agli occhi degli altri – ha dichiarato il regista, Nicolò De Nunzio, nel corso della presentazione dedicata alla stampa – Ci chiediamo sempre: è un ragazzo per bene o è un tipo poco raccomandabile? Frequenta le persone giuste? E’ sincero con me? “Caramelle” mostra che ognuno di noi è molto, molto di più di ciò che appare. Vogliamo che lo spettatore lo capisca, che si faccia portatore di questa unicità e scopra da solo il messaggio di ogni puntata».

    Tramutare la diversità in incontro, dunque, la diffidenza in conoscenza. È questo il messaggio che i giovanissimi attori, neofiti della recitazione, intendono mandare agli spettatori. “Caramelle. Storia di Ragazzi come noi” è una riflessione onesta, sincera e sorprendentemente matura, in cui è possibile ritrovare i tratti di alcuni successi come “Bianca come il latte e rossa come il sangue” di Giacomo Campiotti, della web-series “DAMS” o ancora di “Una mamma imperfetta” con Lucia Mascino e di “Io Arlecchino” di Giorgio Pasotti.

    La regia, affidata a Nicolò De Nunzio, allievo dello IED di Milano, è stata supportata dalla scrittura di Federico Baldi (che ha vestito i panni dello scanzonato Filippo) e di Alessandro Scrignoli, (volto del tormentato Nicolò). Hanno inoltre collaborato al progetto: Eleonora Plebani, Alberto Gualdi, Beatrice Rigolone, Federico Ferrari, Arianna Sorci e Marco Previtali.

    Il cast ha goduto anche della partecipazione amichevole di: Massimo Molea, attore milanese presente ne “I Cesaroni” e “Benvenuti a tavola”; Stefania Palmisano, sul piccolo schermo con le soap “CentoVetrine” e “Vivere” e Morgan Ics, cantante bolognese, secondo classificato a X Factor 6.

    Gli artisti, già noti al grande pubblico, hanno abbracciato con soddisfazione il progetto, dichiarando: «Siamo rimasti positivamente colpiti da “Caramelle”. Non è comune incontrare giovani così appassionati e proattivi. La nostra è una realtà complessa, ma investire sui nuovi talenti è un impegno a cui tutti dovrebbero contribuire, affinché l’arte possa esprimersi attraverso le forme più nuove e coinvolgenti».

    “Il perno di iSchool sono i ragazzi, attorno ai quali ruotano tutte le risorse della scuola – conclude la preside Anna Zevolli – Perciò rientra nella nostra pratica condivisa accogliere, valorizzare e sostenere tutte quelle iniziative che possano promuovere l’affermazione delle capacità e dei talenti individuali, siano essi sportivi, artistici, creativi, pratici, progettuali.

    Siamo ricettivi rispetto al tema del fare concreto dei ragazzi, soprattutto quando parte da una loro spinta, convinti che la motivazione e lo spirito di iniziativa siano il motore per una sana formazione e per lo sviluppo delle potenzialità e delle competenze che rendono lo studente anche un futuro buon cittadino, artefice consapevole del proprio essere e saper fare. Per tutti questi motivi la scuola deve essere il luogo in cui si promuovono progetti e si mettono a disposizione strumenti e risorse per la condivisione di interessi e passioni, e penso che la promozione della web serie all’interno di iSchool stia proprio a testimoniare questo

    UFFICIO STAMPA

    Claudia Rota
    Cell. 348 5100463
    [email protected]

  • Il Progetto CLAVET sviluppato da IDP European Consultants approvato per il finanziamento dal Programma Erasmus+

    IDP European Consultants vanta un ulteriore successo nella progettazione europea: approvato con successo il Progetto CLAVET (Cooperation Local Authorities for Vocational and Educational Training), un progetto sviluppato da IDP European Consultants e che prevede la partecipazione di 10 partners da 8 paesi (Belgio, Cipro, Croazia, Grecia, Italia, Romania, Spagna e Turchia).

    Il progetto CLAVET sviluppera’ una piattaforma per la cooperazione transnazionale e lo scambio di buone prassi nell’ambito dello sviluppo e implementazione delle politiche a favore dell’istruzione e formazione degli adulti. Il progetto e’ stato approvato all’interno della linea di finanziamento europeo del Programma Erasmus +, Key Action 2, partenariati strategici per la formazione professionale.

    CLAVET e’ stato sviluppato dagli esperti di IDP European Consultants ed e’ stato approvato in un ambito molto competitivo: solo 31 progetti sono stati selezionati per il finanziamento a fronte delle 190 proposte ricevute.

    IDP European Consultants è una società italiana con presenza a Bruxelles dal 1991, esperta in progettazione europea e fondi europei. I partners di IDP hanno una consolidata e comprovata esperienza nella progettazione europea e nella gestione di progetti finanziati dai vari programmi europei di finanziamento.


    IDP European Consultants offre servizi di formazione in materia di europrogettazione. In particolare, il corso intensivo in Europrogettazione e Finanziamenti Europei, il Master Class in Europrogettazione che è arrivato alla sua 40° edizione, che si svolgerà a Bruxelles dal 18 al 21 novembre 2014.


    Il Master Class è organizzato in collaborazione con l’Ufficio di Bruxelles dell’Agenzia per la Promozione all’Estero e lnternazionalizzazione delle Imprese Italiane (ICE). Il Master Class coniuga teoria e pratica sulle metodologie di progettazione europea, offrendo un percorso formativo intensivo che fornisce ai partecipanti conoscenze e tecniche vincenti relative alle opportunità di finanziamento erogate dalle istituzioni europee e alla redazione di progetti di successo.


    IDP partecipa come partner a diversi progetti europei, consolidando le proprie competenze nella progettazione e nella gestione di progetti. IDP mette a disposizione dei propri clienti la propria esperienza in progettazione europea, servizi per lo sviluppo di idee progettuali, ricerca di partner e project management in ambito europeo.

    Maggiori dettagli su IDP sono disponibili sul sito: www.idpeuropa.com

    [email protected]

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  • Al Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale, dal 4 al 12 ottobre, un’esposizione celebra gli ultimi venti anni di carriera artistica di Cinzia

    Roma, 25 settembre 2014 – Dal 4 ottobre prossimo il Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale ospita l’antologica dedicata a Cinzia Cotellessa dal titolo “MUTAZIONI. Percorsi di vita con l’Arte”, in programma nella splendida cornice di Via Piacenza 1 fino al 12 ottobre prossimo (dal lunedì al sabato con orario 10.00-13.00 e 14.30-19.00 e ingresso libero). L’esposizione – che è stata promossa dall’Associazione Brutium ed è patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dal Consiglio Regionale del Lazio – rende omaggio a un’artista che ha raggiunto un ruolo di primo piano nell’arte contemporanea italiana e internazionale, ottenendo premi e riconoscimenti significativi da critica e pubblico, e offre, per l’ultima volta, la possibilità di ammirarne da vicino i lavori.

    Pittrice dalla spiccata sensibilità, ma anche scenografa, costumista e disegnatrice di gioielli, Cinzia Cotellessa è dotata di una prorompente forza creativa e di un talento multiforme non comune, allo stesso tempo prodigioso e assolutamente originale. Artista poliedrica e caparbia, è capace di raccontare un universo costellato di sentimenti, emozioni, ricordi e passioni, e – con la stessa abilità e sapienza – di utilizzare tecniche differenti: dalla matita alla tempera, dall’acquerello alla china, passando per la sanguigna, la pittura con il caffè e quella a olio.

    La prima vera personale è del 1994: oltre 70 pezzi eseguiti a tempera, acquerello, china e matita che rappresentano un primo meraviglioso tuffo all’interno del suo mondo. A venti anni di distanza da quell’esposizione, l’artista affida a “MUTAZIONI” il compito di segnare una profonda linea di demarcazione tra passato e futuro e raccontare – attraverso un’ampia raccolta di oltre 150 lavori realizzate in sanguigna, caffè, olio, tempera, acquerello e tecniche miste – il cammino da lei compiuto dal 1994 ad oggi. Dai Ribbons a Pet passion, passando per Che palle, ovverosia le palle rotte!, Donne che hanno tempo e voglia di amare, Angeli e non…AAA Cercasi angelo custode, la Sedia Antropomorfa e I Guerrieri della Luce, tutte le principali tematiche affrontate dalla pittrice sono illustrate in un prezioso percorso a ritroso, suddiviso in sei diverse aree, “che – come spiega lei stessa – si chiude in un cerchio perfetto come il nastro di Mohebius e inizia proprio a partire dai pezzi realizzati più di recente”.

    Si stagliano così per primi davanti agli occhi dello spettatore i Ribbons, nastri fluttuanti o aggrovigliati che – nonostante percorsi diversi e spesso complicati – escono liberi dall’immagine rarefatta di un cielo o di uno sfondo nero e si annodano o si sciolgono ricercando, anch’essi, l’immortalità di un cerchio perfetto. E’ poi la volta delle Palle rotte, prodotti minimalisti in tecnica mista e a olio poggiate su di una tela a base quadrata, che, inneggiando alla cracking art, dimostrano come pure nelle opere figurative di denuncia ambientalista possa esserci un tocco di umorismo. Seguono, quindi, Donne che hanno tempo e voglia di amare, ritratti – in sanguigna o dai colori pastosi e caldi – che raffigurano donne sensuali e carnali, di epoche ed etnie diverse, vestite o svestite, e nudi in cui corpi abbondanti si propongono sfacciatamente o si celano al nostro sguardo per attirare la curiosità dello spettatore. Accanto all’evanescenza e alla sacralità di Angeli e Cherubini, di dimensioni e fattezze diverse, emerge ulteriormente l’intensità degli sguardi dei Guerrieri della Luce, trentatré protagonisti dell’arte (da Michelangelo ad Haring passando per Guttuso, De Chirico, Botero, Ricasso, Klimt, Kalho, Lempicka, Cezanne e tanti altri) omaggiati con un ritratto, in sanguigna o olio su legno, un tributo speciale perché – come scrive la Cotellessa – “hanno accarezzato il cuore di molti con le loro opere e meritano di essere ricordati con la stessa intensità con cui hanno donato all’umanità intera un patrimonio di sentimenti e emozioni”. Chiudono l’esposizione i pezzi realizzati per i nostri amici a quattro zampe, che, celebrati dalla canzone dedicatagli dall’ex batterista di Patty Pravo, Gordon Faggetter, sono ulteriore testimonianza dell’abilità creativa della pittrice. A emblema dell’esposizione, infine, la Sedia Antropomorfa, una sanguigna di dimensioni eccezionali realizzata nel 2013 e destinata, secondo un progetto della pittrice, a diventare l’opera di questo genere più grande al mondo (cm 210×400). Costituita da sei elementi consequenziali, teoricamente unibili ma installati dentro cubi di plexiglass di differenti volumi e, quindi, capaci di regalare all’osservatore la sensazione di un’immaginaria tastiera, quest’opera dal significato criptico vuol essere la rappresentazione di un desiderio o di semplice proiezione ricostruita attraverso una serie di “scatti” raffiguranti, forse, un uomo e una donna abbracciati e celati da un drappo.

    Impegnata a mettere a nudo e trasmettere l’anima della realtà e la magia delle cose, Cinzia Cotellessa è dotata di una forte personalità stilistica e di una tecnica capace. La sua è una pittura estremamente raffinata, impreziosita da innumerevoli elementi culturali, da insiti messaggi poetici e da molteplici simbologie che prendono spunto da discipline diverse: le scienze filosofiche, quando la perfezione della forma sferica delle palline da golf fa riferimento a quella degli ermafroditi di platoniana memoria, la storia delle religioni, quando a essere ritratti sono gli Angeli, la numerologia, quando la teoria del quadrato magico fa capolino nei ritratti dedicati ai Guerrieri della Luce.

    Di tutto questo “MUTAZIONI” riesce ad essere sapiente testimonianza.

    L’artista

    Nata a Pescara nel 1962, Cinzia Cotellessa studia e vive a Roma dove consegue il diploma al Liceo artistico S. Orsola. Ancora giovanissima, a soli 13 anni, inizia il percorso artistico esponendo a scuola opere di ispirazione naif che ricordano Rousseau “il Doganiere”. Nel 1981, dopo il diploma all’Accademia di Moda e Costume come stilista e costumista, inizia a lavorare con le più note firme della moda: per Balestra, Mila Schon, Alberta Ferretti, Rocco Barocco, Lancetti, Valentino e ancora Guido Pasquali, Fendi e Karl Lagerfeld non disegna solo abiti, ma anche scarpe, accessori, costumi da bagno. Intanto le viene offerta la possibilità di esporre al Festival dei Due Mondi di Spoleto: da questo momento la passione per la pittura prende il sopravvento. A testimoniarlo numerose esposizioni in spazi pubblici e privati, sia nazionali che internazionali, prestigiose manifestazioni artistiche e svariati riconoscimenti, tra cui il 1^ Premio Saga per la Pellicceria, il 1^ Premio al Festival dei Due Mondi per il disegno nazionale (1996), il 1^ Premio per la pittura dal Corriere di Roma, il Premio Speciale Pittura “Schegge d’Autore” (2005 e 2011) e il Premio Club Canova per la pittura (2006). Tra una collezione di moda e l’altra, la Cotellessa continua a studiare e approfondire tematiche differenti, e sperimenta tecniche diverse, dedicandosi al disegno, alla china, alla tempera, all’olio, alla sanguigna. Il 1995 è per lei un anno estremamente significativo: inizia a prendere parte a rassegne di arte contemporanea e a eventi espositivi di portata internazionale e approda alla Galleria Il tetto di Via Margutta dove, stimolata da Daniela Romano, sua mentore, e da Franz Borghese, inaugura Rossi in chiaroscuro, una personale al di fuori degli schemi che la presenta al pubblico come artista controcorrente. In esposizione quegli stessi, sensuali nudi eseguiti in sanguigna che verranno nel tempo arricchiti dal colore o ridotti nel formato e realizzati in sanguigna e caffé e diventeranno le Cocotte, in una mostra alla Galleria Spazio Visivo (1996), le Donne che raccontano le donne, in un’esposizione nello stesso anno alla Galleria Athena, e ancora le Donne che hanno tempo e voglia di amare a Palazzo Barberini (1999) e Le Clin d’oeil della Galleria romana il Colibrì (2000). E’ del 2001, alla Galleria dei Soldati, Il sesso degli Angeli, risultato di un lungo studio sulle religioni del mondo da cui scaturisce la consapevolezza che la presenza universale di queste creature celesti va ben oltre i confini della cultura occidentale. I nudi in mostra sono, questa volta, putti dolci e ammiccanti, ritratti in sanguigna e tempera, accompagnati dai versi di poeti indimenticabili, da Shakespeare a Hugo. Nel 2004 la pittrice affianca, senza però mai abbandonare i precedenti, temi e soggetti completamente differenti: è la volta delle palle da golf, opere minimaliste in tecnica mista e a olio, che, inneggiando alla Cracking Art, rappresentano metaforicamente la sua denuncia ambientalista, seppur in chiave umoristica. Intanto, tra il 2003 e il 2005, dopo aver riletto Il Manuale del Guerriero della Luce di Paulo Coelho, realizza “I Guerrieri della Luce”, un tributo ad alcuni protagonisti del mondo dell’arte. Nel 2006, nell’esposizione Un angelo per un angelo, celebra nuovamente gli spiriti celesti in tutte le loro forme e colori. Sempre a loro, messaggeri del Divino e Suo tramite con l’uomo, è intitolata, nel novembre di due anni dopo, la mostra a Castel Sant’Angelo Angeli e non…. Nel 2010 creature celesti e nudi lasciano nuovamente spazio alla cracking art, ma già l’anno dopo la Cotellessa torna alla pittura figurativa e presenta prima una serie di esposizioni dedicate ai nostri amici a quattro zampe, realizzate con l’obiettivo di raccogliere fondi da donare ai meno fortunati tra loro, e poi ancora cocotte e donnine della Belle Epoque. Nel 2013 a Parma, accanto ai cani e alle palle da golf, fa il suo debutto la Sedia Antropomorfa, destinata a diventare, secondo un progetto dell’artista, la più grande sanguigna mai realizzata. Con il 2014 si chiude il cerchio: sono passati venti anni dalla prima personale a Roma e la Cotellessa sente forte il bisogno di chiudere un ciclo della propria esistenza artistica per essere libera di poter riprendere un cammino che la condurrà verso nuove sperimentazioni.

    Sue opere sono presenti in prestigiose collezioni private in ben quindici nazioni di cinque continenti (dal Canada agli USA, dal Cile al Brasile, dal Perù alla Russia e ancora in Sud Africa, Iraq, Israele, Turchia, Inghilterra, Francia, Svezia, Spagna, Austria, Grazia, Svizzera, Germania e a Città del Vaticano).

    La critica:

    “(…) la tematica della pittrice non è tanto quella della figura angelica in sé quanto quella di una sorta di quintessenza promanante della figura dell’Angelo per diventare simbolo di qualcosa che va oltre l’apparenza immediata per assumere le sembianze di una metafora di pace, bellezza e benessere sospesa in una dimensione onirica e rarefatta in cui l’artista trova una sua profonda specificità espressiva. Il volto dell’Angelo prende così un significato universale che è quello di un collegamento che lega gli uni gli altri e svela una matrice etica dell’atto estetico che nel caso della nostra artista appare rilevante”. (Claudio Strinati)

    “Cinzia Cotellessa che, con la sua forte personalità stilistica, fonde sempre ragione e sentimento, ha al suo ativo mostre di grande spessore, mai fini a se stesse, su temi più diversi come quella sugli Angeli o sui nudi sensuali e raffinati o ancora sulle “donne che hanno tempo e voglia di amare”, tanto per citarne alcune. Così l’incontro artistico tra il famoso autore brasiliano Paulo Coehlo e la valida ed originale pittrice è molto efficace e può essere un piccolo granello per un balzo in nome dell’arte verso l’unità dei popoli perché la luce che ha avvolto i “Guerrieri Artisti” è la stessa che non solo ha illuminato i Maestri del passato, ma è un contributo ad alimentare la storia di domani. Pittrice, stilista e costumista di grande raffinatezza, la Cotellessa ha una tecnica personale che una matita sempre rossa, dal caldo tonalismo ottico in cui la luce svolge un ruolo essenziale, più suggestivo, nella realizzazione di tematiche che insieme agli insiti messaggi poetici, aggiungono e rivelano interessanti innovazioni”. (Mara Ferloni)

    “…Storie, storie, storie…Non facciamo altro che raccontare delle storie! Cinzia Cotellessa ci racconta la sua: il suo ipsismo, la sua necessità di sopravvivere, più che giusto. S’impegna in realtà come una pantera per raggiungere questa soggettività, con un discorso formale mediato, nei confronti dell’interlocutore, dal garbo e dalla pazienza, pieno di sfumature (cromatiche) e di aspettative.

    Storie di donna che calibra la sua interattività con un messaggio trasmesso e contenuto da una punta di sanguigna su di un foglio bianco…sulla carta, l’informazione è sottile e persuasiva nell’attrarre il malcapitato in questo mondo femminilistico mascherato da una natura da cronista del proprio tempo, sebbene pieno di coscienza storica e pilotato da ricondurci dentro di noi…” (Daniela Romano)

    “(…) Ciò spiega perché molti divengono padroni di tecniche avanzate pochi guadagnano il titolo di Maestri, essi sono pionieri di strade mai battute, “portatori di luce” nella storia e nella cultura. L’arte dunque è tale ed è bella quando appare del tutto naturale perché si attua non secondo regole predeterminate ma in modo spontaneo.

    “Davanti ad un prodotto delle belle arti bisogna avere la coscienza che esso è arte e non natura – è cioè prodotto

    dell’uomo – ma la finalità della forma deve apparire libera da ogni costrizione di schemi volontari come se fosse semplicemente un prodotto della natura” (Critica del giudizio). Nell’opera d’arte dunque – dice Kant – la perizia degli strumenti tecnici utilizzati, che pure sono necessari e indispensabili a darle identità e definizione, non può rappresentare uno sforzo, un giogo vincolante, ma viceversa deve poter palesare le facoltà libere e non inceppate dell’anima dell’autore. Si potrebbe continuare, ma l’intento delle mie righe è quella di ringraziare Cinzia Cotellessa di aver richiamato alla mente attraverso la sua mostra di ritratti di molti maestri del linguaggio pittorico, non solo i loro volti ma il messaggio che ci hanno lasciato”. (Nicoletta Pellegrino)

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 4 ottobre 2014 alle ore 19.00.

    A presentare l’esposizione saranno Gemma Gesualdi, Presidente del Brutium, e Rosario Sprovieri, Direttore Responsabile del Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale. Interverranno Marina Piranomonte, Direttore Archeologo Coordinatore della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologi di Roma, il critico e direttore di Ages, Mara Ferloni, e il giornalista Antonello Dose.

    Evento nell’evento: una degustazione di vini pregiati, presentati dal Conte Gelasio Gaetani D’Aragona e superbamente abbinati ai lavori in esposizione, e l’esibizione di Giorgia Minnella, già etoile presso il Royal Danish Ballet, che a passo di danza svelerà al pubblico i molteplici significati della Sedia Antropomorfa.

    Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale

    Via Piacenza, 1– Roma

    Mostra antologica di Cinzia Cotellessa: MUTAZIONI. Percorsi di vita con l’Arte.

    Patrocini: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e Consiglio Regionale del Lazio

    La mostra, a ingresso libero, si protrarrà fino al 12 ottobre 2014: orario: 10.00 – 13.00 / 14.30 – 18.00.

  • AMBASCIATORI DEL DUOMO, I DISTRETTI 2041-2042 DEL ROTARY ADOTTANO UNA GUGLIA DEL DUOMO DI MILANO

    Centinaia di soci Rotary hanno scelto di intraprendere un cammino di conoscenza e consapevolezza per incontrare la Veneranda Fabbrica, l’ente che dal 1387 custodisce con impegno e responsabilità il simbolo di Milano nel mondo: il Duomo.

    Grazie, infatti, alla sensibilità dei Distretti 2041 e 2042, il Rotary ha scelto di aderire alla campagna di raccolta fondi Adotta una Guglia, entrando nel novero dei Grandi Donatori.

    Un progetto nato sotto il nome di «ambasciatori del Duomo», che riassume i valori alla base di questa scelta: portare lontano l’appello della Veneranda Fabbrica, attraverso la scoperta del suo straordinario patrimonio artistico e il coinvolgimento diretto delle persone.

    Adotta una Guglia, la campagna di raccolta fondi lanciata dalla Veneranda Fabbrica nell’ottobre 2012 a sostegno degli interventi sul Monumento, per assicurarne la protezione e la trasmissione alle nuove generazioni, è stata accolta dai soci Rotary con la consapevolezza che ogni cantiere della Cattedrale restituisce bellezza e energia al Duomo. La guglia adottata dai Distretti 2041-2042 è la G86 (nella numerazione di cantiere g112), visibile sulla Terrazza centrale, che corrisponde alla copertura della navata centrale, intitolata a San Primo.

    «La scelta dei rotariani affonda le radici nella volontà dei soci di sostenere la Veneranda Fabbrica nel suo irrinunciabile impegno, attraverso la partecipazione attiva e la riscoperta in prima persona del Monumento, affinché Adotta una guglia possa continuare a contribuire al completamento delle opere intraprese, anche in vista di Expo2015. Un’importante adesione di cui siamo grati e che testimonia l’importanza che i valori del dialogo e della socialità rivestono nelle strategie della campagna. Il nostro auspicio è che a questa prima donazione del Rotary, possano seguirne altre di molti altri distretti» – dichiara Angelo Caloia, Presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.

    Oggi sempre più impegnati nell’ascolto e nella risoluzione delle esigenze della nostra comunità, dai giovani ai diversamente abili, dai nuovi poveri agli anziani soli, i rotariani dei Distretti 2041 e 2042 hanno trovato anche nella promozione delle bellezze artistiche e culturali del nostro territorio una delle concrete forme di impegno diretto. E quest’anno il Duomo, simbolo della diocesi e della civiltà ambrosiana, è stato il protagonista, grazie anche all’azione propulsiva e concreta del Rotary club Milano Giardini.

    «Essere rotariani implica mettere la propria conoscenza a disposizione della comunità: il progetto rotariano Ambasciatori del Duomo ha solcato questa strada permettendo a oltre 2.500 visitatori, tra rotariani e amici di rotariani, di scoprire e riscoprire le meraviglie del Museo del Duomo, della Cattedrale e delle Terrazze, per poi condividere questa meravigliosa esperienza con i tanti amici i cui ricordi risalivano per lo più alle scuole elementari» ha commentato Paolo Zampaglione, già Governatore Distretto 2041 RI per l’anno 2013-2014.
    Grazie al percorso di sensibilizzazione effettuato dai rotariani relativamente al valore storico e simbolico del Duomo, unito all’investimento che ne è scaturito, il Rotary si è reso motore della rinascita di un monumento che sia capace di “narrare, stupire e commuovere”, così come dichiarato lunedì scorso da Philippe Daverio, direttore artistico del Museo del Duomo di Milano.
    «Le bellezze artistiche di cui siamo eredi, testimoniano un passato comune che i rotariani apprezzano ed esaltano, nella certezza che progetti di recupero come questo possano essere un dono alle generazioni presenti e a quelle future – ha aggiunto Sergio Orsolini, già Governatore del Distretto 2042 RI per l’anno 2013-2014 -. Intervenire per produrre cultura, emozione e condivisione è una delle nostre aspirazioni più grandi. Ciò che ci permette di rendere la nostra associazione una vera e propria comunità».
    All’incontro di presentazione del progetto in Sala delle Colonne, il 19 settembre 2014, ha preso parte, inoltre, anche Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete della Cattedrale, che ha portato il suo saluto ai partecipanti.

    Adotta una Guglia ha registrato risultati significativi: sono stati fino ad ora raccolti circa 4 milioni di euro, di cui circa 380.000 dalle piccole donazioni. Un segnale positivo da parte della cittadinanza che sta riscoprendo il Duomo, centro della città.
    La Veneranda Fabbrica, inoltre, si sta attivando al di fuori del nostro Paese per sensibilizzare le realtà internazionali nei confronti della campagna di raccolta fondi. Infatti, per completare gli interventi di restauro previsti in vista di Expo, la Fabbrica deve sostenere un impegno di spesa pari a 13 milioni di euro, di cui circa 4 sono già stati raccolti.

    Il cammino della Veneranda Fabbrica prosegue quindi anche grazie all’adesione dei soci Rotary che, uniti come Grandi Donatori, hanno scolpito insieme alla Veneranda Fabbrica un pezzo della sua storia.

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