Categoria: Arte e Cultura

  • Le novità editoriali per aprile 2012 della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni

    Fondata nel 2004, la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni ha avuto modo di espandersi nel settore tematico e geografico. Son ben diciassette le collane editoriali della casa editrice, diciassette sono dunque le braccia che accolgono la diversità per condurre oltre i confini territoriali e mentali. La denominazione delle collane è in linea con la politica della casa editrice, troviamo infatti: “Letteratura di Confine”, “Trasfigurazioni”, “Mappe di una nuova èra”, “Saggi”, “Rivelazioni”, “Poesia”, “Fairie”, “Atlantide”, “La quiete e l’inquietudine”, “Oltre il confine”, “Scritti in scena”, “Sopralerighe”, “Heroides”, “Poesia e vita”, “Echi dalla storia”, “Visioni”, “Margini liberi”, “Echi da internet”.

    Ecco le novità per il mese di aprile 2012:

    “Sinfonia delle tre stelle” di Patrizia Di Donato, Federica Ferretti, Azzurra Marcozzi

    quando il cielo d’Abruzzo si racconta,
    nascono gocce di rugiada
    che bagneranno indelebili i vostri cuori

    Collana “Radici”. L’Abruzzo è tornato a volare alto. La nostra cultura intende esprimersi nella sua peculiarità attraverso il codice poetico, fiore all’occhiello di un sentire che è riuscito a travalicare i confini della nostra stupenda regione, affermandosi a livello nazionale. Un incontro magico, avvenuto in una tiepida mattina di Marzo presso la loro Radio a Giulianova stazione, quello tra la poetessa Federica Ferretti, autrice de Il canto del cigno rosso, Rupe Mutevole Edizioni, presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino lo scorso maggio, e le conterranee Patrizia Di Donato e Azzurra Marcozzi, allo stesso modo ammagliate dalla bellezza delle parole. Era iniziato tutto per caso, complice la rete, complice un social network, che è riuscito a interconnettere e a colmare anche distanze di piccola entità, ma che a volte potrebbero sembrare enormi, dettate da campanilismi atavici, resistenti a qualsiasi giocoforza. E così, il cielo d’Abruzzo, che scivola tra le montagne innamorate del loro mare, è stato di nuovo solcato da un volo felice, quello del cigno rosso, sostenuto mentre sfiora le vette innevate d’Aprile, da una straordinaria solidarietà d’intenti, confluita appunto in un’Antologia a tre singolari voci femminili, orgogliosamente Abruzzesi. Dalla prefazione di Federica Ferretti

    “Pensieri di rugiada” di Francesco Arena

    Collana “Sopralerighe”. Il modo di esprimere poesia presente negli scritti dell’artista Francesco Arena, sottolinea come anche lui si possa annoverare fra i “Portatori di Luce”, cioè i veri artisti. Infatti, anch’egli si inserisce tra quei poeti capaci di far emergere e portare alla luce messaggi utili per l’umano operare. Va aggiunto e sottolineato che, l’artista attraverso i suoi messaggi non solo soddisfa se stesso, ma arricchisce di vibrazioni positive ogni ambiente in cui circolano i suoi scritti. Egli si potrebbe introdurre fra coloro che hanno agito con forza e tenacia passando dal sogno alla realtà quotidiana illuminando l’essere nel suo divenire eterno. Il Poeta, così operando, ci fa conoscere un tipo di realtà che spesso sfugge ai più essendo la poesia l’essenza della realtà visibile a tutti.Francesco Arena riesce, attraverso il suo poetare, a ravvivare e a vivificare quei “morti viventi” troppo spesso lontani dal messaggio poetico.

    “Il demonio di Sant’Andrea” di Gaetano Allegra

    Collana “Letteratura di confine”. Totore Iodice è un giovanissimo contadino che vive in un paesino sulle pendici del Vulture, in Basilicata. è un ragazzino sveglio e brillante, che a differenza dei coetanei ha ben delineato nella mente il proprio sogno: vuole emergere dal contesto di crassa ignoranza in cui è nato. Vuole imparare a leggere e a scrivere. Arriverà a ricattare un prete pur di riuscire nel proprio intento. Il destino, però, ha pronti per lui ben altri e incredibili progetti, tanto che la Lucania intera e poi tutto il Meridione impareranno presto a sussurrare il suo nome. Sullo sfondo di un’Italia che, ancora in fasce, vive d’ideali e speranze tanto quanto di contraddizioni e ipocrisie, le vicende di Totore s’intersecano con quelle di personaggi che nel bene e nel male hanno scritto la nascita della nostra nazione. Il brigante Crocco, il suo fido luogotenente Ninco-Nanco, l’avvocato Giuseppe Tardio, i generali Cialdini e De Sonnaz e perfino Rattazzi, Cavour, Vittorio Emanuele II. “Il Demonio di Sant’Andrea” è un romanzo dalle due facce, tanto ben distinte quanto necessariamente complementari, tanto in contrasto quanto intrecciate l’una con l’altra. La prima è l’immagine di una favola senza tempo. è la storia di una vendetta, di una ribellione, di un sogno. è una storia come potrebbero esserne esistite tante. La storia di un uomo così forte e ricco d’ideali da riuscire a ribellarsi al proprio destino. L’altra ha un tempo e un luogo ben definiti. è la cronaca della nascita di questa nazione, l’Italia, che centocinquant’anni fa emetteva i primi vagiti dopo un limbo che durava fin dalla disgregazione dell’Impero Romano. Ed è una cronaca che, ricavata dai diari apocrifi e dalle stampe giornalistiche dell’epoca, non ricalca perfettamente quella raccontata da molti libri di storia. è un po’ più rossa, forse, di sangue. è un po’ più dura da ingoiare. Senza pretese, sicuramente è un po’ più vera.

    “Viaggio nel cuore” di Roberto Colonna

    Collana “Echi da internet”. Un uomo che ha saputo osare, nelle parole così come nella vita, quando ha deciso di svoltare, cercare il proprio futuro laddove non c’era altro che un’incognita. Ha trasformato infatti la sua decisione di emigrare per riappropriasi del futuro, in un nuovo canto in senso lato “politico”, di cui appunto si fa coraggioso portavoce in qualità di poeta-musicista romano, ora residente in Australia: è tutto questo e molto altro ancora l’autore Roberto Colonna. Spinto ad espatriare per avere una possibilità in qualche modo negata dalla propria nazione di nascita, di certo ritroviamo nelle sue poesie, dei topos letterari che lo accomunano in maniera inevitabile a tanti altri emigranti: l’influenza della lontananza, così come il venire a mancare dei propri cari e la città nativa.Ma è in due componimenti soprattutto, ROMA D’AMORE e ROMA D’AMARE, che si delineano i problemi della propria Patria, incapace di tenere testa alle tue aspettative, anzi, sembra indurti ad andartene, abbandonarla, a lasciarti tutto alle spalle pur nella struggente nostalgia della tua città, che pure è la capitale, tra le sue contraddizioni e le sue bellezze.
    Paradossalmente, però, Roberto insegue un destino: realizzerà persino un sogno, quello di abitare l’Australia, dove, come ricordavamo, gli si rivela la sua “magica” propensione alla scrittura.

    “I dolci occhi dell’amore” di Vito Cimmarusti

    Collana “Echi da internet”. Autore eclettico come solo i veri poeti sanno dimostrarsi, Vito Cimmarusti mi ha conquistata per uno stile elegante eppure vicino alla vita quotidiana, quella che tocchi con mano ed ha, trova il coraggio di stupirti anche quando non te l’aspetti più. E invece, puoi riscoprire, ad esempio, la tenerezza, come in questi versi: “Amore di Nonno (a Carol). Di trepida attesa sfibrante,/miracolo d’amore vivete/ per l’incontenibile gioia raggiante/ del vate Nonno al Cielo obbediente/ il prematuro sboccio/ di un fiore inebriante…”, perché egli plasma da sempre le parole, rappresentandone le più intime inflessioni: al pari di un virtuoso musicista, suona ciascuna delle corde della nostra anima, calata nella contingenza.
    E le parole, si sa, fluiscono, come se fossero onde che ci raggiungono per ritrarsi appena dopo, di nuovo timide. Ma in quel mentre, ci hanno cambiato, ci hanno aiutato ad evolvere e, poi, non potremo più essere gli stessi, anche per la profondità degli argomenti trattati sempre con oculatezza.
    Non sta a me nè me ne assumerei la responsabilità, di esprimere un giudizio su un mondo poetico che è già multiforme, poliedrico, ricco di influssi e contaminazioni, che custodisce la lingua materna (il Pugliese), come una risorsa preziosissima, il cui risultato è un “singolare codice espressivo lirico che mi contraddistingue nel panorama poetico. Un linguaggio espresso in simboli e immagini, derivante dall’amore per la mia terra”.

    “Nata in carrozza” di Elena Leica

    Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. E’ nata in una carrozza Elena Leica, lo racconta in una anticipazione di un suo prossimo romanzo, lo scrive nelle note biografiche, come fosse un evento tatuato sulla sua pelle e probabilmente lo è, come ogni cosa insolita e miracolosa. Non per il fatto d’essere nata su una carrozza, quanto per essere venuta al mondo prematura, dal ventre di una madre giovanissima, e di avere subito una specie di magica previsione poi, raggiunto l’ospedale. Un medico speciale l’ha battezzata bambina fortunata nel futuro, sempre. E così è stato. I cinque giorni di prognosi l’hanno fortificata e resa unica, una bambina che avrebbe sì sofferto, ma avrebbe sempre vinto. Quel dottore, diciotto anni dopo, lei lo ha rivisto e conosciuto da persona adulta, sul quel viso segnato dal tempo il sorriso della saggezza e la soddisfazione di una previsione azzeccata. Così la Leica ha voluto fare di questo episodio una parte importante di sé. Come nel breve stralcio in narrativa riportato all’inizio di questa raccolta, anche nella stesura delle poesie, lo stile di questa penna ha un carattere spontaneo ed immediato, con quel tantino di espressione logorroica tipica della scrittura giovanile, che necessita di riproporre più volte il concetto, come a sottolinearlo, ad evidenzialo. La ripetizione però non è pedante, non fa da ritornello costante alla canzoncina, no. è anzi una sorta di seconda possibilità, come un “ti voglio tanto, tanto bene” anziché un semplice “ti voglio bene”. Concetto uguale, rafforzativo diverso.

    Per le novità editoriali del mese di marzo 2012:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/02/le-novita-editoriali-per-marzo-2012-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Link utili per ordinare i libri e per visitare i siti di riferimento:

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/02/le-novita-editoriali-per-aprile-2012-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

  • Pino Reggiani. La caduta dell’angelo

    VISTA


    Centro d’Arte e Comunicazione

    presenta la mostra personale di


    PINO REGGIANI


    Inaugurazione Sabato 5 Maggio ore 19.00

    Dal 5 al 25 Maggio

    In mostra anche un omaggio al Maestro con opere

    di Danilo Maestosi e Alexander Jakhnagiev

    Sabato 5 Maggio 2012 alle ore 19.00 Il Centro d’Arte VISTA ha il piacere di presentare la mostra personale del grande Maestro Pino Reggiani.

    In mostra 15 opere inedite – pastelli, disegni su carta – che rappresentano il ciclo della “caduta dell’angelo” già esposte nelle mostre antologiche del Maestro in Israele, Vienna e ad Alessandria di Egitto e ora per la prima volta a Roma.

    Ad accompagnare i disegni 5 oli su tela di grandi dimensioni sempre sullo stesso tema esposti soltanto una volta a Roma nel 1972. E per la prima volta in una galleria d’arte due sculture in basso rilievo raffiguranti la “Caduta dell’Angelo.”

    Nel percorso di ricerca su questo tema il maestro Reggiani associa un’ immagine rimastagli impressa della morte di Bob Kennedy con un ‘altra immagine – un bassorilievo della caduta dell’angelo – uno stucco del ‘700 che Reggiani ha ritrovato in una chiesa distrutta in Sicilia.

    Due immagini apparentemente lontane e distanti ma che Reggiani attualizza e ci restituisce nella sua rielaborazione artistica e immaginaria.

    In mostra anche un omaggio al Maestro Reggiani con 10 opere dedicate all’artista di Danilo Maestosi e Alexander jakhnagiev.

    Scrive Mirella Chiesa a proposito di queste opere di Reggiani:

    “… In Reggiani i colori sono puri, la forma semplificata, la prospettiva ed i chiaroscuri aboliti. Il rapporto con la realtà visibile non piu’ naturalistico, ma come repertorio di segni ai quali attingere per una loro trascrizione. Libertà dell’artista da convenzioni vecchie e formalismi obsoleti. Nel lavoro di reggiani c’è come nel gruppo Cobra, il rifiuto di ogni intellettualismo e dogmatismo teorico a favore della libera sperimentazione, di modi espressivi diretti ed intuitivi. Arte provocatoria e problematica, di non subitanea lettura, nella quale il gesto creativo è risolto in neoespressionismo materico esasperato …”

    VISTA Centro d’Arte e Comunicazione

    DURATA: dal 5 al 25 maggio

    INAUGURAZIONE: sabato 5 aprile ore 19.00

    ORARI: dal mercoledì al venerdì 16.00-19.30 sabato 17.00-19.30, e su appuntamento

    LUOGO: VISTA Arte e Comunicazione, via Ostilia, 41 – Roma (zona Colosseo)

    INFO: tel. 0645449756, cell. 3496309004, [email protected]

  • Comunicazione Culturale e Nuovi Media

    Giornalismo dello spettacolo e della promozione culturale

    Rolls Service si pone l’obiettivo di formare giovani Comunicatori dello Spettacolo e Promotori Culturali.

    Nuovo MASTER con STAGE in GIORNALISMO dello SPETTACOLO e della FORMAZIONE CULTURALE.

    Prima Edizione.

    I responsabili della formazione in occasione del Ventesimo Compleanno di Rolls Service hanno pensato di realizzare un percorso didattica valido che converge sapere teorico con attive esperienze pratiche. Comunicazione e Attività Culturali sono protagoniste.

    Chiedi informazioni sui moduli didattici e sui pagamenti agevolati.

    [email protected]

    063215024

    www.rollshr.com

  • Intervista di Alessia Mocci ad Ester Donatelli ed al suo Girare intorno al vento, Rupe Mutevole

    Girare intorno al vento”, edito nel marzo del 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Ester Donatelli. Una poetica colma di sensazioni dell’Io di un’autrice che vive la poesia a 360°, tutto è poesia, dall’alba al tramonto. Ester Donatelli sostiene di pensare in poesia sin dalla nascita, la sua è una passione profonda che incide su ogni argomentazione della vita di ogni giorno; un’autrice che ancora preferisce la tattilità della penna sulle dita e dell’inchiostro sul foglio, un’autrice che ama la sua terra dai suoi caratteristici colori ed odori.

    L’autrice è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua raccolta e sulla sua vita. Buona lettura!

    A.M.: Quando nasce la tua passione per la scrittura?

    Ester Donatelli: Io penso nel momento in cui ho aperto gli occhi al mondo, diciamo giusto il tempo di rendermene conto.

    A.M.: Preferisci la tastiera o la classica penna?

    Ester Donatelli: Ho amato ed amo ancora molto scrivere con la penna perché è un gesto pieno di emozioni che vanno dritte al cuore e poi la penna, stretta tra le dita, è anche un piacere fisico, una presenza a non farti sentire sola. Oggi penso che lo scrittore debba inevitabilmente far uso della tastiera e del computer per consentire al suo pensiero narrante, alle sue emozioni ed alla sua filosofia esistenziale di arrivare presto al cuore della gente.



    A.M.: Come nasce l’idea di scrivere “Girare intorno al vento”?

    Ester Donatelli: Io scrivo poesie quotidianamente ispirandomi ai contenuti della vita, che amo elevare spiritualmente. La mia poesia e la mia vita sono la stessa cosa, poiché non potrei vivere se non in termini poetici. Il titolo del libro è dedicato al vento, in cui io vedo l’elemento più forte della natura, con il suo potere di creare e di distruggere, di associare e dissociare, una forza insomma molto vitale in cui il bene e il male convivono in un’eterna lotta. La vita, dunque, per me è intesa come un “Girare intorno al vento”.



    A.M.: Quali sono le tematiche principali del libro?

    Ester Donatelli: La tematica principale del libro è l’amore, inteso in tutte le sue molteplici sfaccettature: quell’ amore che è alla base di ogni nostro gesto, sguardo, parola, sentimento e che giustifica ed esalta la nostra sopravvivenza che altrimenti sarebbe soltanto un pascolare o ruminare, anche se, a mio parere, gli animali hanno delle emozioni che hanno il sapore dei sentimenti. La vita, a parer mio, non può essere ridotta solo al soddisfacimento parossistico delle nostre esigenze materiali, perché finiremmo per rinchiuderci in una trappola di buio e di silenzio, da cui non riusciremmo più ad uscire.

    A.M.: A chi dedichi questa vittoria letteraria?

    Ester Donatelli: Anzitutto a me stessa, perché è il punto di arrivo di un’anima, la mia, che ha avuto sempre pochi riconoscimenti per il suo coraggio di esporsi con le sue idee e le sue verità, senza mezze misure. Un’anima spesso vissuta in solitudine, nella ricerca minuziosa dei propri spasmi e delle proprie luci nascoste col solo scopo di offrire agli uomini “il lampo puro della poesia” che, spesso, è “verità flash” che ci viene dal Cielo. La dedico anche a mio marito che da anni deve sopportare di vivere con un poeta, cosa non sempre facile, ve lo garantisco; inoltre ai miei figli ed ai miei nipoti a cui lascio i miei versi come testimonianza e come eredità.



    A.M.: Se potessi scegliere una città in cui vivere, in quale troveresti massima ispirazione?

    Ester Donatelli: Sono napoletana ed amo follemente la Campania. Negli ultimi tempi, ho preferito alle città la campagna perché sento profondamente che le mie radici sono nella terra e mi piace vivere secondo i suoi ritmi naturali e, per me, profondamente poetici. Non c’è nessun’altra città in cui vorrei svolgere la mia attività letteraria perché è nella mia, ora Salerno, che mi sento amata, che mi ritrovo, mi riconosco, poiché molti luoghi di essa trasudano la mia vita e così è per la città di Napoli, in cui ho trascorso la mia infanzia e la mia fanciullezza.

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

    Ester Donatelli: L’ultimo libro letto è “La Grande Festa” di Dacia Maraini e ora sto leggendo “Roma Califfa” di Alberto Bevilacqua.
    Ho trascurato un po’ gli ultimi film da quando seguo molto i programmi culturali, scientifici, giudiziari, economici e sociali. Al cinema non vado quasi più.



    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Ester Donatelli: Mi sono trovata bene anzi molto bene e, non solo la consiglierei, ma la sto già consigliando. Tale casa editrice la trovo molto bene organizzata sia per quanto riguarda i contatti on-line sia per la serietà e la professionalità che ho potuto constatare nella realizzazione del mio libro di poesie: ben curato in tutte le sue parti, realizzato con materiale ottimo nonché seguito con amore e con cura da parte di Cristina Del Torchio, che ammiro come donna e come manager.

    A.M.: Hai qualche novità per il 2012? Puoi anticiparci qualcosa?

    Ester Donatelli: Per il prossimo autunno-inverno vorrei pubblicare od un altro libro di poesie od una raccolta di racconti brevi: tutto è ancora in fase di progettazione poiché devo ancora provvedere alla presentazione del libro appena pubblicato e che penso si terrà presso la sede della Provincia di Salerno con la partecipazione, se sarà disponibile, di Silvia Denti, che lo ha curato con grande competenza e passione e recensito con intensa partecipazione emotiva, cogliendo appieno l’essenza della mia anima.


    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Ester Donatelli: Riporto un mio pensiero: “A volte mi sento un po’ fuori dal tempo con tutti questi sogni che mi girano dentro, ma senza, non riuscirei a vivere un solo istante e preferisco così, da sempre…

    Ho amato le stelle troppo profondamente per aver paura della notte.”(Galileo Galilei)

    La saluto con amorevolezza per avermi dato la possibilità di esprimere il mio pensiero in maniera semplice e spontanea. Grazie!

    A.M.: Grazie a te Ester per la professionalità e sincerità dimostrata!

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/30/intervista-di-alessia-mocci-ad-ester-donatelli-ed-al-suo-girare-intorno-al-vento-rupe-mutevole/

  • Il matrimonio all’americana

    Il tema di matrimonio, il mercato è sempre ricco di novità che ogni anno si rinnovano e che riguardano non soltanto gli abiti, gli accessori, il menù il servizio fotografo matrimonio bologna ma sopratutto la location, ovvero il luogo dove coronare il sogno di una vita. La nostra tradizione vuole che il matrimonio si celebri in chiesa, ma da qualche tempo sta prendendo sempre piede il matrimonio all’americana, ovvero il matrimonio all’aperto. La burocrazia italiana non facilita la realizzazione di questo modo alternativo di celebrare il matrimonio ma con un po’ di pazienza e tanta organizzazione è possibile celebrare le nozze all’aperto, magari in una dimora storica. Il matrimonio all’americana per chi ama la natura, è senza dubbio l’ideale, sia per la bellezza delle location che solitamente ospitano eventi di questo tipo sia per l’inimitabile romanticismo che una cerimonia all’aperto, tra bellezze paesaggistiche e storiche, è sempre in grado di suscitare. Per organizzare un matrimonio all’americana, la prima cosa da accertare è che la location scelta per la funzione sia riconosciuta dal proprio comune di appartenenza come luogo autorizzato a celebrare matrimoni civili che abbiano un effettivo valore e quindi autorizzato ad accogliere i registri dell’anagrafe per le firme degli sposi, dei testimoni e del sindaco. La maggior parte delle strutture autorizzate ad accogliere riti civili è in grado di offrire agli sposi anche dei trattamenti assolutamente personalizzabili. La vera forza di un matrimonio all’americana è certamente quella di avere a disposizione uno spazio interamente dedicato per tutte le fasi delle nozze. Inoltre, questo tipo di matrimonio permette agli sposi di essere liberi dopo la cerimonia di fare foto e girare il video matrimonio con gli ospiti, oppure di concedersi qualche scatto da soli per poi immergersi nella festa nuziale.

  • Intervista di Alessia Mocci a Valentina Cavera ed al suo La goccia e la civetta, Rupe Mutevole

    Sedevo al settimo piano di un edificio che dava sul Monte Rosa, sull’acqua e di rimpetto al cielo stellato. Le prime ispirazioni nascono proprio osservando la bellezza.”

    Una sensazione di estrema veridicità in queste parole di Valentina Cavera che racconta le sue prime esperienze nel mondo della scrittura: osservando la bellezza. “La goccia e la civetta”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica che indaga sull’amore verso l’essere umano. La prefazione di Franco Loi. La Cavera in questa racconta, con molto tatto e gusto, imprime nei suoi versi il suo sunto personale su ciò che ha compreso del mondo circostante.

    Valentina Cavera è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande per voi. Buona lettura!

    A.M.: Chi è Valentina Cavera?

    Valentina Cavera: Da quando sono piccola scrivo poesie, pensieri, pagine di diario, racconti.
    Amante di viaggi e di letture, mi sono sempre spinta verso una ricerca interiore ed esteriore, frequentando in parallelo agli studi vari corsi che rendessero possibile questo approfondimento personale. Da sei anni riservo il mio tempo alla stesura di articoli di giornali e testi di critica.



    A.M.: Secondo te, che cosa significa oggi scrivere poesia?

    Valentina Cavera: Forse dedicarsi alla poesia oggi come oggi è demodé, ma in realtà stando
    fuori dalle mode l’inclinazione a scrivere in versi si veste di molteplici significati: entrare nelle profondità di se stessi, della società, di un cielo che protesta, di un paesaggio incantato… avvicinarsi all’animo che si muove dentro senza il timore di venirne inghiottiti…

    A.M.: Com’è nato “La goccia e la civetta?

    Valentina Cavera: Essendo un diario non pensato raccoglie una selezione di testi che scrivo
    da quando sono bambina; “La goccia e la civetta” è la promessa che mi feci allora, quando decisi di dare ascolto a quella voce che mi parlava da dentro come fosse il riflesso d’una realtà esterna, o vento che si posa. All’inizio erano solo parole che fuggivano via tra le ali di rondine poi sono diventati frasi su carta. La mia infanzia l’ho trascorsa in un luogo incantevole, sul
    Lago Maggiore. Sedevo al settimo piano di un edificio che dava sul Monte Rosa, sull’acqua e di rimpetto al cielo stellato. Le prime ispirazioni nascono proprio osservando la bellezza.

    A.M.: Quali sono le tematiche della tua raccolta poetica?

    Valentina Cavera: Si manifesta un gioco d’opposti. In quella goccia che ne segna il titolo ed
    è inoltre disegnata in copertina brilla l’essenza, un micro movimento, l’accenno, la leggerezza d’una lacrima, di una gocciola d’acqua, la fiamma di una candela, il bisbiglio come il bagliore, l’eternità di momento. La civetta invece rappresenta il cambiamento, la libertà, la fine.

    A.M.: C’è una poesia de “La goccia e la civetta” alla quale sei maggiormente legata?

    Valentina Cavera: La poesia che mi lega maggiormente a questa raccolta è “Zingarella”, perché in essa vive l’emozione di avventura che significa per me empatia, sofferenza,
    amore per l’esistenza in tutti i suoi elementi.

    A.M.: A chi dedichi questa vittoria editoriale?

    Valentina Cavera: Sicuramente a chi ha trascorso con me il tempo impiegato a realizzare questa raccolta ed a Franco Loi che mi è stato vicino nell’elaborazione finale del testo, regalandomi un suo pensiero sulla poesia che ricalca la prefazione. Lo dedico in particolare a mio padre che è scomparso pochi mesi fa.

    A.M.: Quali sono i generi letterari che preferisci?

    Valentina Cavera: Le raccolte poetiche, le biografie, i saggi, i romanzi. Mi diverto con Oscar
    Wilde e mi emoziono con Isabel Allende… leggo poeti contemporanei come la
    Merini, il Loi e poeti storici come Lorca o Prévert…

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Valentina Cavera: È stato sempre un rapporto armonico che abbiamo costruito a distanza. Ed
    anche se a distanza siamo riusciti a creare un testo ben fatto. Se mi chiedessero cosa penso della casa editrice risponderei in questi termini.

    A.M.: Hai novità per il 2012? Puoi anticiparci qualcosa?

    Valentina Cavera: Il 2012 lo dedico all’elaborazione di una raccolta di racconti.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Valentina Cavera: Come ha scritto Franco Loi per descrivere il titolo della sua raccolta di
    testi poetici Acquabella, forse quella goccia sulla mia copertina “potrebbe anche essere l’acqua della poesia che in fondo come attestano molti poeti, è acqua purificante”.

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/26/intervista-di-alessia-mocci-a-valentina-cavera-ed-al-suo-la-goccia-e-la-civetta-rupe-mutevole/

  • L’UNIVERSO DELLA DETENZIONE INCONTRA L’ARTE

    Davide Dutto all’interno della prima rassegna di Prison Photography

    Torino, Aprile 2012 – A partire dal 4 maggio 2012 si apre al pubblico ART. 17, la prima rassegna italiana dedicata ai servizi fotografici realizzati all’interno delle carceri. Promossa dall’associazione culturale Interno4, questa manifestazione raccoglie l’adesione di numerosi e differenziati spazi culturali sparsi sul territorio cittadino.
    È un mondo sconosciuto ai più, quello del carcere. Un mondo difficile da penetrare e comprendere. Davide Dutto, uno dei fotografi partecipanti alla rassegna, ci accompagna dentro, portando fuori, nel mondo di tutti i giorni, la sua esperienza fatta “tra le sbarre”, raccontando con parole e immagini il suo laboratorio gastronomico all’interno della Casa di Reclusione S.Michele di Alessandria. Davide è il fondatore di Sapori Reclusi, associazione fossanese che, partendo dal comune bisogno dell’uomo di nutrirsi, vuole riunire con il resto della società uomini e donne che vivono nascosti agli occhi dei più, basandosi sulla comune umanità, sui comuni bisogni, desideri, problemi. Nata con lo scopo di rendere accessibile (e quindi raccontare al largo pubblico) le realtà più nascoste e di valorizzare e diffondere le qualità delle storie di umanità che ci circondano, Sapori Reclusi usa il cibo e la cucina come pretesto per entrare laddove solitamente si trovano barriere fisiche o mentali, porte chiuse, ovvero nell’intimità delle persone, per ascoltarle e capirle al di là di stereotipi e preconcetti.
    “Dal Gambero Nero a Sapori Reclusi”” è la mostra che sarà ospitata presso lo spazio La via Lattea di via Peyron 17f

  • Maturità 2012

    Maturità 2012

    Mantenendo invariata la sua politica, il sito web di riferimento alla maturità 2012, maturita.scuolazoo.it, desidera aiutare gli studenti nella maturità 2012 con utili informazioni.

    La novità dell’anno in corso è quella di servire l’opportunità di inserire i personali contenuti, tesine di maturità 2012, video, appunti, dentro uno spazio completamente commentabile.

    Si potranno aggiungere in più gli album e foto che vuoi nello spazio chiamato Album, incluse quelle relative alle vacanze di maturità 2012 da noi offerte.

    Il Wall rappresenta il vero “plus”: tecnica implementata per offrire la possibilità di conversare con gli studenti di maturità 2012. Ma il focus centrale della Community è l’area denominata “Scuole”. Tutti i maturandi 2012, compresi gli ex-studenti di qualsiasi scuola d’Italia, avranno l’opportunità di conoscersi e confrontarsi in un apposito spazio, dove possono aggiungere foto, discussioni, video, appunti di maturità 2012, commenti, tesine ed altro.

    Ricordiamo che è presente una zona dedicata esclusivamente alla maturità 2012 ed un’area Tesine e Appunti.

    Nel frattempo che lo Zoo scolastico (maturita.scuolazoo.it) più amato dagli ex studenti e maturandi 2012 viene completato, vi consigliamo, per distrarvi dalla scuola, di dare una sbirciatina al viaggio di maturità 2012.

    Maturita.scuolazoo.it è lieto di augurare un’ottima maturità 2012

  • Il mobile veneto che ha fatto la storia

    Nel settore dell’arredamento, il territorio veneto è riconosciuto a livello nazionale come la culla del mobile in legno, apprezzato in tutta Europa fin dal Settecento; a dimostrazione dell’interesse internazionale per il mobile d’autore veneto, è il fatto che in corrispondenza della decadenza della repubblica veneta, quasi tutta la produzione di mobili del periodo venne rivenduta ad acquirenti europei.

    Una caratteristica dell’ arredo completo veneziano è quella di non essersi mai vincolato ad uno “stile di corte” poiché a Venezia mancava una corte vera e propria ed infatti il Doge e gli altri nobili facevano portare i loro mobili nel Palazzo Ducale e negli altri edifici pubblici nel momento in cui venivano eletti, anche se rimane pur vero che i grandi monasteri del veneto (vedi Santa Giustina a Padova, i Frari e San Giorgio a Venezia), le grandi cattedrali (Treviso, Verona) e più tardi i seminari, svilupparono ciascuno uno stile personalizzato.

    La città con la tradizione di mobili più antica è certamente Padova: nella residenza del Petrarca ad Arquà si trovano alcuni fra i più antichi mobili veneti mai realizzati, contemporanei ad un armadio da sacrestia, tuttora conservato nella Cappella degli Scrovegni, e risalente alla seconda metà del 1300; la seconda metà del Quattrocento ha visto poi una ripresa nella produzione del mobile, causata da un incremento dei commerci con l’Oriente e dal soggiorno di alcuni artisti fiorentini in territorio veneto, come Paolo Uccello e Donatello, che diffusero il gusto rinascimentale nella provincia padovana e da li, nelle zone circostanti.

    Iniziò quindi a diffondersi, dapprima prettamente nei mobili per gli edifici religiosi, il gusto per l’intarsio, l’intaglio e gli stili estetici di gran prestigio, che si trasferiscono poi anche ai mobili prettamente domestici per gli arredamenti Vicenza, Padova, Venezia e Treviso; le cronache dell’epoca dicono che a Venezia “Non è persona così miserevole che non abbia casse e lettiere di noce”.

    Il Seicento infatti fu il secolo del grande successo e del riconoscimento delle creazioni di arredo venete anche al di fuori dei confini regionali e delle ordinazioni da parte della ricca borghesia e dei nobili italiani ma anche europei: i duchi di Mantova ad esempio richiesero al loro ambasciatore di reperire mobili tassativamente made in Venezia per il loro palazzo. Anche la crescente importanza della figura femminile, spinse l’industria del mobile veneto a progettare e realizzare dei mobili espressamente dedicati al mondo femminile, nonché accessori bagno, mobili da toilette, piccoli scrittoi ecc..; la caduta della Repubblica Veneta ha delle ripercussioni poi anche sull’industria del mobile e sulle corporazioni.

    Il Novecento in veneto è caratterizzato dal nuovo modo di produrre mobili, ossia quello industriale: i laboratori industriali sono spesso medio – piccoli, e ciò permette agli artigiani della vecchia scuola di riprendere la produzioni dell’eccellenze del mobile veneto.

    Articolo a cura di Serena Rigato

    Prima Posizione Srl- marketing and sales

  • L’Universo di maicol e mirco da Design? Studio Associato

    Domenica 29 aprile la Galleria Marconi, Design? Studio Associato e Marche Centro d’Arte presentano Universo mostra personale di maicol e mirco.
    La mostra sarà inaugurata alle ore 18.00 presso gli spazi di Design? Studio Associato in via D’Annunzio n°36 a San Benedetto del Tronto. L’evento è a cura di Dario Ciferri.

    La personale di maicol e mirco è il quarto appuntamento di Traditeci pure… ma non lasciateci soli, la rassegna di mostre che la Galleria Marconi organizza per la stagione 2011/2012, e fa parte degli eventi che si affiancano all’Expò di arte contemporanea Marche Centro d’Arte.
    Grazie alla collaborazione con lo studio Design? la Galleria Marconi sbarca a San Benedetto del Tronto allestendo un nuovo spazio dedicato all’arte Contemporanea che si affianca a quello storico a Cupra Marittima. “Traditeci pure… ma non lasciateci soli!” è il nome del progetto nato dal fortunato incontro.
    L’idea è quella di diffondere sul territorio regionale la passione per l’arte e il design, due mondi che spesso si toccano e giocano a dialogare tra loro. La Galleria Marconi continua così la sua operazione di promozione artistica all’esterno del proprio ambiente, sperimentando altri luoghi rispetto a quelli canonici. Design? Studio Associato si propone di superare i limiti di uno studio di architettura per diventare promotore di cultura e offrire nuove prospettive a chi frequenta i suoi spazi.
    Accomunati dallo stesso spirito critico di ricerca, applicato alle arti visive, all’architettura e alla progettazione, la collaborazione vuole dare il via ad un nuovo percorso di studio e sperimentazione attraverso l’analisi e la rielaborazione della realtà che ci circonda.

    “È un percorso, un’installazione che con disinvoltura passa da un linguaggio all’altro, mantenendo un’organicità generale nel lavoro.
    È un percorso, parte dalla fantasia ed esplora mondi, spazi, ere, sogni, incubi.
    È un percorso, un nuovo tassello in un viaggio artistico, che non si ripete mai ma resta sempre fedele a se stesso.
    È difficile descrivere il percorso artistico di maicol e mirco e riuscire a suonare tutte le corde che riescono a toccare, evocare. Le loro opere a volte sembrano deliri, eppure siamo in presenza di una analisi lucida della contemporaneità, raccontata con tanta follia da permettere a chiunque di ritrovarcisi dentro. L’opera di maicol e mirco è capace di raccontare la diversità in un modo talmente estremo da farci rendere conto che è quella che ogni giorno ci vergogniamo di mostrare”. (Dario Ciferri)

    Traditeci pure ci sono tante cose da vedere, l’arte è un fiume che accoglie, raccoglie sedimenta e spande. Guardate le mostre, cercate l’arte, visitate gallerie, musei, luoghi contaminati, senza preconcetti ma anche senza superficialità. L’importante è non farsi ingannare, lealtà e infedeltà camminano spesso insieme. Andate… ma non lasciateci soli.

    scheda tecnica/technical card

    curatore/curator by Dario Ciferri
    testo critico/art critic by Dario Ciferri

    traduzione di/translation by Patrizia Isidori
    relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities
    www.rivieraoggi.it

    fotografia/photography Marco Biancucci©
    riprese video/video shooting Stefano Abbadini
    allestimenti/preparation Marco Croci
    progetto grafico/graphic project Roberto Montani – maicol e mirco

    webmaster
    www,siscom.it

    Partner
    Cocalo’s Club

    dal 29 aprile al 24 giugno
    from 29th april to 24th june
    orario: lunedì-venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18
    opening time: mon-fri 9 am to 1 pm – 2 pm to 6 pm
    sabato e domenica su appuntamento
    saturday and sunday on date

    info
    Galleria Marconi di Franco Marconi
    C.so Vittorio Emanuele, 70
    63064 Cupra Marittima (AP)
    tel 0735778703
    e-mail [email protected]
    web http://www.siscom.it/marconi
    blog http://galleriamarconicupra.blogspot.com/
    Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi

    Design? Studio Associato
    via Gabriele D’Annunzio, 36
    63039 San Benedetto del Tronto (AP)
    tel 0735584088
    email [email protected],
    web http://www.forsedesign.it
    Facebook https://www.facebook.com/pages/Design-Studio-Associato/185922531460555