Categoria: Arte e Cultura

  • Tra segno e colore, mostra di Vincenzo Castellana

    Modica (RG) – Domenica 16 settembre alle ore 17.00 a Palazzo Grimaldi (Corso Umberto I, 106) sarà inaugurata la mostra d’arte “Tra segno e colore” di Vincenzo Castellana.

    Vincenzo Castellana (Salemi, 1988) è un promettente designer, fumettista e illustratore, formatosi nella Scuola del fumetto di Palermo, dove ha conseguito la specializzazione in Grafica digitale. Ma è anche un artista, per la raffinata visione coloristica e pittorica con cui re-interpreta l’arte grafica e il mondo dei fumetti.


    «Vincenzo Castellana – scrive Enza Giurdanella nella didascalia pubblicata sulla brochure della mostra – anche con pochi tratti riesce a cogliere l’essenza di ciò che vuole rappresentare e questo può essere considerato un dono attraverso cui dar voce a una forma espressiva intenta a trasmettere emozioni. La sua abilità nell’imprigionare il colore tra segni grafici tende a volgerlo verso nuove prospettive, sviluppando così idee originali».
    L’artista esporrà trenta tavole realizzate con tecniche digitali tra il 2009 e il 2012. Le opere guardano con ironia al mondo del fumetto e dei cartoni animati, ma occhieggiano alla Pop art e all’arte di strada. Il rigore compositivo dell’immagine, le inquadrature, la scelta del colore e delle tonalità concorrono a esprimere equilibrio estetico tra il segno e il colore.
    La mostra, aperta fino al 30 settembre, potrà essere visitata tutti i giorni – escluso il lunedì – dalle ore 16.00 alle 20.00.

    Info e contatti:
    Fondazione Giovan Pietro Grimaldi
    Corso Umberto I, 106 – 97015 Modica (RG)
    tel. 0932.757459 fax 0932.752415

  • Risorgimento Maya e Occidente. Visione del cosmo, medicina indigena, tentazioni apocalittiche

    Il libro parte dall’esame della richiesta dei gruppi indigeni del Guatemala di integrare la medicina tradizionale maya con la medicina occidentale ed estende la sua riflessione all’attuale movimento indigeno di questo Paese e alla sua nuova visione del cosmo, visione che idealmente si riallaccia al Popol Vuh, il complesso mitologico più complesso dell’America precolombiana.

    Indagando inoltre l’origine del binomio caldo/freddo, fondamento della medicina indigena attuale sia del Guatemala, sia di varie aree del Messico come dell’America Latina, l’Autore pone a discussione l’atteggiamento di alcune sfere del mondo nei confronti di alcune rivendicazioni dei movimenti indigeni del continente e del loro rapporto salute/infermità.

    Un testo fondamentale per l’attualità di alcuni temi associati alla cultura maya, a ragione soprattutto delle sue presunte predizioni di una fine del mondo; per l’unicità e l’originalità delle riflessioni attinenti alla medicina tradizionale maya e al rapporto con questa intrattenuto da alcune sfere del mondo occidentale.

    Leda Peretti, antropologa ed esperta in Sviluppo Locale, ha realizzato ricerche sulle cerimonie di guarigione in diversi contesti etnologici e ha collaborato a vari progetti di cooperazione internazionale in diversi Paesi del mondo. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo O temazcal entre passado e presente (2009), Población Indigéna de Izalco y Nahuizalco (2001), Il Mahasona Samayama: una cerimonia di guarigione in Sri Lanka (1992), Identità sessuale dello sciamano Igloolik, intermediario tra mondo umano e oltremodo (1990).

    Vai alla scheda del libro»»»

  • Edizioni Altravista al Terracina Book Festival

    Edizioni Altravista partecipa alla terza edizione del Terracina Book Festival 2012 che si svolgerà dal 14 al 16 settembre nella piazza antica, cuore di Terracina (Latina), e vedrà sul palco nomi illustri del giornalismo e della letteratura italiana; tra questi Michele Cucuzza, Daniele Mastrogiacomo, Fausto Pellegrini, Sandro Petrone, Davide Rondoni, Carlo A. Martigli, Fabio Arduini, Giorgio Molinari, Damiano Celestini.

    La Casa Editrice Altravista presenterà alcuni titoli del suo catalogo. Tra le novità del 2012 Donne rurali di Mariagrazia De Castro; Etnografie di genere di Claudia Mattalucci; Malattie delle piante che segnarono la storia di Giuseppe Belli e Risorgimento Maya e Occidente di Leda Peretti.

    Il Festival è a cura di Irene Chinappi, Massimo Lerose, Andrea Giannasi e Simone di Biasio.

    Di seguito il programma completo:

    Venerdì 14 settembre

    18.00 – Cerimonia di apertura con il sindaco Nicola Procaccini.

    18.15 – Corso di giornalismo. Dall’ufficio stampa ai media, la confezione di una notizia.

    19.00 – Intrattenimento musicale con i Let’s Jazz.

    20.00 – “Il Vescovo Oldi” (Prospettiva editrice) di Fabio Arduini. Partecipa all’incontro Don Gianni Checchinato.

    20.45 – Il cantautore Andrea Alfiero presenta il singolo “L’aria nuova”tratto dall’album “C’è ancora spazio per amare”.

    21.15 – Giornalisti a confronto. Il racconto dei fatti. Con Michele Cucuzza (Rai), autore de “Il male curabile” (Rizzoli) e Damiano Celestini (Il Messaggero), autore di “Paese che vai, giornalismo che trovi” (Prospettiva).

    Sabato 15 settembre

    18.00 – Apertura stand

    18.15 – Il giornalista, cane da guardia della società. Incontro con Fausto Pellegrini (RaiNews24) autore di “La bisaccia del giornalista” (Dissensi edizioni) e Giorgio Molinari autore di “Fratelli e cani” (Robin)

    19.15 – Fare giornalismo oggi. L’inviato televisivo. Sandro Petrone (Rai) presenta “Il linguaggio delle News” (Etas – Rizzoli). Incontro in collaborazione con il Dipartimento di Comunicazione de l’Università La Sapienza di Roma.

    20.00 – Last Call – note di un inviato. Esibizione della band di Sandro Petrone.

    21.00 – La storia, cronaca del passato nei romanzi di Carlo A. Martigli “L’Eretico” (Longanesi) e Massimo Lerose, “Il Solitario” (Prospettiva)

    Domenica 16 settembre

    18.00 – Apertura stand

    18.00 – Corso di scrittura e editoria: Dalla penna alla casa editrice.

    http://www.edizionialtravista.com/

    18.30 – Il reporter nelle aree di crisi. Daniele Mastrogiacomo (Repubblica) presenta “I giorni della paura” (edizioni E/O)

    19.30 – Poeti a duello. Una sfida a colpi di versi.

    21.00 – La poesia comunicativa. Incontro con Davide Rondoni (poeta)

    22.00 – Premiazione del concorso “Si scrive Terracina” e di “Poeti a duello”.

  • Sposarsi a Verona

    Verona, nel cuore della regione Veneto, è una dei centri culturali per eccellenza del triveneto e non solo, tant’è vero che nel 2000 il suo centro storico stato dichiarato patrimonio dell’umanità per il suo valore artistico, storico, culturale. La sua ricchezza e varietà artistica la rendono una delle location più romantiche e apprezzate, anche da coppie straniere, da scegliere per organizzare un matrimonio a Verona.

    Forse è il celebre balcone della Giulietta shakespeariana a stregare all’unisono il cuore degli innamorati in procinto di sposarsi. La “Casa di Giulietta” risale al 1200 e per diverso tempo è appartenuta alla famiglia Cappello di Verona. Tuttavia l’errata identificazione dei Cappello con i Capuleti del Bardo è bastata ad accendere la scintilla della leggenda. Simbolicamente questa affascinante dimora medievale, sede di mostre temporanee, di arredi del XVI-XVII secolo, di affreschi dedicati alla tragedia di Shakespeare “Romeo e Giulietta”, di ceramiche del Rinascimento, di una balaustra e, naturalmente, del celebre balcone è, simbolicamente, la Casa di Giulietta.

    Una location speciale, che fa sognare gli innamorati e credere nell’amore con la A maiuscola. Da qualche anno è possibile organizzare proprio qui, al suo interno, matrimoni con rito civile e magari, con la collaborazione di un fotografo di matrimoni professionista ed esperto del luogo, realizzare un reportage fotografico dallo stile romantico e cinematografico, un album dei ricordi dal sapore shakespeariano ma con un gioioso happy ending.

  • Ruvido inchiostro di Monfregola, Pittau, Guerrieri e Di Caprio, Rupe Mutevole

    Nacqui/ nella fragilità/ di tenere emozioni, quando/ congiunzioni di vita/ vestivano/umani incanti/ nella dolcezza della sera.// Un angelo/ poi mi prese per mano/ e mi ha portato/ nel tempio delle Muse,/ laddove/ i rami dello spirito/ non sono altro/ che baci dell’eternità.” – “Testimonianze”

    Una dichiarazione di Vincenzo Monfregola che mostra sin da subito i suoi intenti poetici: sono le Muse che accompagnano il poeta nello scrivere versi immortali. Come per gli aedi greci che si rivolgevano alle Muse, così anche nell’epoca contemporanea lo scrittore ha bisogno di un aiuto esterno proveniente dal mito e dalla classicità.

    Ruvido inchiostro”, edito nel luglio del 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “Trasfigurazioni”, è una raccolta poetica formata da quattro silloge di quattro autori diversi. Troviamo, infatti, “Alma” di Vincenzo Monfregola, “Mosaici” di Emanuela Di Caprio, “La vita & l’amore” di Antonio Pittau e “Buone le prime” di Andrea Guerrieri.

    Il titolo della raccolta poetica “Ruvido inchiostro” è stato scelto per celebrare, per l’appunto, le possibilità creative che si manifestano il contatto di una mente in fermento che, al pari di un ruscello, si insinua vorticosa all’interno di un’immagine viva e pulsante. Un’immagine che abbisogna delle parole per fuoriuscire dalla prigione del pensiero. Questa ruvidità dell’atto poetico, questa ruvidità a contatto con l’inchiostro di una penna solleva l’Io dal tarlo insistente e riproduce in parole sensazioni e visioni.

    Da lontano tra cirri,/ tra i pini incantati,/ tra umide torri antiche/ e sentieri coperti di foglie,/ arriva piano e puntuale/ portando grigi aliti,/ e noi accecati da luci/ ormai lontane, inerti aspettiamo…/ Arriva da lontano/ e già nell’aria si sente/ fresco e pungente/ il vento nuovo che invade/ e scorre per le contrade./ […]” – “Da lontano”

    Emanuela Di Caprio con la lirica “Da lontano” ripercorre la scia della poetica bucolica che mira la natura per cercare le risposte alle domande quotidiane dell’essere umano. È un contatto che necessita di una notevole elasticità del pensiero in modo da estrapolare il sentirsi parte del tutto.

    In fondo ad ogni cuore,/ si trova una magica scintilla/ che accende il fuoco/ della nostra immaginazione/ e sin dall’alba dell’umanità/ la semplice forza dell’ io posso/ ha unito le persone di ogni nazione.// Non c’è niente di ordinato/ nella vita di tutti i giorni/ c’è un ruolo speciale/ per ognuno di noi.// […]” – “La forza del sogno”

    Ed Antonio Pittau trascina il lettore nella speranza di pace e comunione di interessi nella civiltà umana. Sono parole che riportano al sognare qualcosa in più per se stessi e per gli altri. Una sorta di contaminazione armoniosa tra tutti i popoli.

    E si arriva alla pena d’amore con Andrea Guerrieri che nella lirica “Stanco di te I” pone l’Io poetico in attesa di conoscere la verità sui suoi sentimenti, ci si trova infatti in una situazione di stasi nella quale l’amante non è presente, si sente la mancanza ma allo stesso tempo si teme il suo arrivo.

    È tardi,/ non rincasi./ lascio l’acqua a bollire./ È strano/ temo più il tuo arrivo/ del tuo non arrivare./ Trancio di pollo/ mangio noia e stanchezza./ Risolvo/ da solo/ equazioni/ insaziabili./ Ti penso/ non mi illumino./ È tardi/ per tutto.” – “Stanco di te I”

    Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

  • L’Afghanistan a Como

    L’ Afghanistan come non lo ha mai raccontato nessuno

    a COMO, il 3 settembre 2012

    La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità sull’Afghanistan raccontata da chi si è introdotto nel Paese dei talebani privo di credenziali, senza mansioni e scorta armata. È la sostanza di cui è fatto il nuovo libro dello scrittore comasco Giuseppe Bresciani: L’inferno chiamato Afghanistan. Vi si narrano tre mesi vissuti intensamente, come un viaggiatore d’altri tempi, con la sensazione di essere invisibile, per quanto sia impossibile rendersi tali in un Paese in guerra, e per essere creduto un agente segreto o un pazzo. Per cogliere il genius loci e raccontarlo senza reticenze, schierandosi dalla parte della verità e denunciando gli intrighi del potere. Per dipingere l’affresco di una realtà che conosciamo superficialmente, attraverso i reportage dei giornalisti embedded e per fondere nel crogiolo della scrittura molteplici pietre preziose. L’inferno chiamato Afghanistan è un libro difficile da inquadrare ma che si legge tutto d’un fiato. È un mosaico narrativo che prende forma in virtù di tessere vivacissime su cui sono fissati come sullo smalto le condizioni disperate e i rari attimi sereni che scandiscono la vita del popolo afghano. Ogni tessera è un’illustrazione incisiva, documentata, piena di passione, ma è il loro insieme a configurare la storia. Il racconto è attuale, coinvolgente. Ci mostra la vita e la morte e di entrambe è testimone oculare. Mette a nudo la condizione femminile e quella non meno drammatica dei bambini, la quotidianità nelle carceri e nei campi per sfollati, i retroscena delle operazioni di guerra e di pace a un tempo del nostro contingente militare e degli aiuti umanitari, il fenomeno dilagante della droga, il vuoto sanitario, la corruzione politica. Ma coglie anche gli aspetti poetici e spirituali di un popolo condannato all’inferno pur amando la vita. Le parole squarciano l’omertà e scuotono le coscienze. Come un plettro, la lettura solletica le corde del cuore e le fa vibrare, ora con vigore ora dolcemente, suscitando sentimenti di segno opposto: sdegno, rabbia e disgusto accanto alla commozione, all’empatia e al sentire più intimo, permeabile al fascino dell’Oriente misterioso e del sogno infranto. Il lettore si trova obbligato a una scelta: odiare o amare.

    Giuseppe Bresciani, ex imprenditore umanista e libero pensatore che ama osservare in maniera disincantata ma partecipe la commedia umana, di cui sa fissare gli aspetti più intimi e particolari, ha raccontato l’Afghanistan come nessuno prima di lui aveva fatto. E ci indica che l’indifferenza non è plausibile.

    L’inferno chiamato Afghanistan sarà presentato a COMO, Villa Olmo, lunedì 3 settembre alle ore 17,00, all’interno della rassegna PAROLARIO.

    Dialogherà con l’autore: Bruno Profazio, Vicedirettore de La Provincia.

  • Intervista di Alessia Mocci ai quattro autori della raccolta Transiti Diversi

    Transiti diversi”, edito nel giugno 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Trasfigurazioni”, è una raccolta a quattro autori. Precisamente vede le sillogi: “Canzoni d’inverno” di Antonio Pelliccia, “Potando l’Euforbia” di Claudia Piccinno, “Il canto della sera” di Alessio Salvini e “Tre brividi soltanto” di Maria Luisa Lamanna.

    Un titolo che simboleggia il movimento che avviene nella creazione letteraria con l’assembramento dei sintagmi nominali e verbali; dei movimenti dissimili utilizzati dai quattro autori in modo totalmente fluido e naturale.

    I quattro autori sono stati molto disponibili nel rispondere ad alcune domande sulla loro vita e sulla loro produzione. Buona lettura!

    A.M.: Ricordi quando è nata la tua passione per la scrittura?

    Antonio Pelliccia: Al liceo verso i 15 anni.

    Claudia Piccinno: Scrivo dall’età di quindici anni, la scrittura è per me intima necessità.

    Alessio Salvini: Sì, mi ricordo in modo abbastanza chiaro: uno dei miei primi contatti con la scrittura lo ebbi all’età di circa nove anni durante un ”gara di poesia” alla scuola elementare, in cui vinsi il premio per la poesia più bella; ma il primo passo verso ”l’arte di scrivere” l’ho avuto all’inizio delle superiori, in cui comincia ad interessarmi ai libri da cui prendeva spunto Kubrick per la realizzazione dei suoi magnifici film quali “Arancia meccanica”, “Eyes wide shut” e “Shining”. Poi mi sono addentrato nei racconti di Schintzler per primo, poi Dostoevskij, Baudelaire, Trakl, Campana.

    Maria Luisa Lamanna: Ho sempre avuto la passione per la lettura, e mi sono ritrovata con la penna in mano. Dall’altro lato, senza nemmeno rendermi conto. La scrittura non è pianificazione, ma espressione ed è così che mi sono ritrovata a scrivere le mie emozioni, dopo averle per tanti anni riconosciute a volte nelle mie letture. Non è successo molto tempo fa, ma il tempo è un concetto molto delicato. In fondo, ci insegnano a scrivere, ma impariamo da soli le emozioni. È sempre solo questione di tempo.

    A.M.: Penna oppure tastiera?

    Antonio Pelliccia: Tutti e due secondo il momento.

    Claudia Piccinno: Penna. Colleziono quaderni di ogni tipo. Certamente preferisco la carta e l’inchiostro alla tastiera.

    Alessio Salvini: Ovviamente per la penna. Non sono un nostalgico, credo di essere realista, e, visto come vanno i tempi, credo sia da ipocriti dire che scrivo solo a penna, però la preferisco, soprattutto per quell’odore che lascia sulla carta il quale, con il passare degli anni, acquista un profumo secondo me magico.

    Maria Luisa Lamanna: Assolutamente penna. È lo strumento fondamentale, che segna i miei fogli sparsi. La tastiera è invece un utensile necessario per le fasi successive, il controllo e la rielaborazione. Dalla penna alla tastiera si attiva una trasposizione che nel suo piccolo è una traduzione ed offre una seconda lettura, una lettura più oggettiva e asettica che mi permette di sospendere il giudizio del mio io-autrice per affidarlo al gusto del mio io-lettrice.

    A.M.: Perché iniziare un’avventura particolare quale esser all’interno di una raccolta a 4 autori?

    Antonio Pelliccia: Il confronto in poesia è necessario soprattutto con i più giovani.

    Claudia Piccinno: Perché il confronto con gli altri è sempre un arricchimento, stili e punti di vista differenti possono apportare un contributo al nostro personale bagaglio culturale.

    Alessio Salvini: Secondo me la ”variatio di stili” è una cosa molo interessante da approfondire e conoscere, quale miglior modo se non far parte di una raccolta a quattro mani?

    Maria Luisa Lamanna: La presenza di stili diversi e differenti visioni della realtà valorizza ognuno di essi. Nel confronto, inevitabile, non c’è competizione ma ricchezza: ogni scrittura guadagna in freschezza perché nuova e distinta. Sono quattro voci che si prendono per mano.

    A.M.: Nella totalità delle quattro sillogi poetiche, come descriveresti “Transiti diversi”?

    Antonio Pelliccia: Purtroppo la trovo una raccolta molto ibrida perché gli stili sono molto diversi, ma la grande diversità può essere vista anche come un vero pregio.

    Claudia Piccinno: “Transiti diversi” è un incrocio, quattro sentieri con una sola meta : raccontarsi!

    Alessio Salvini: La descriverei un’audace impresa di eterogenizzare stili diversi in un’unica opera poetica,e credo che sia venuto fuori qualcosa di molto bello ed interessante, assolutamente degno di lettura.

    Maria Luisa Lamanna: Come già anticipato “Transiti diversi” offre uno sguardo polimorfico sulla realtà. Una realtà che risulta affascinante e seducente proprio perché non è una, ma è molteplice. È sempre la stessa ma diversa. “Transiti diversi” offre un inventario di emozioni ed espressioni che soddisfa la voglia del lettore, anzi di molti lettori, del pubblico più variegato e credo che proprio in questo possiamo riconoscere la sua caratteristica.

    A.M.: Delle tre raccolte dei tuoi colleghi, qual è quella che ti ha colpito maggiormente?

    Antonio Pelliccia: “Tre brividi soltanto” di Maria Luisa Lamanna.

    Claudia Piccinno: Ho apprezzato particolarmente le liriche di Maria Luisa Lamanna forse per la vicinanza al mio sentire ed alla mia visione del mondo.

    Alessio Salvini: Sono molto belle tutte e tre, ma quella che preferisco maggiormente è ”Canzoni d’Inverno” di Antonio Pelliccia.

    Maria Luisa Lamanna: Ho particolarmente apprezzato la scrittura di Claudia Piccinno. Mi colpì il titolo. Le sue parole creano immagini concrete, che si dissolvono in un pensiero leggero, per quanto l’emozione espressa sia densa. Tutti e quattro abbiamo uno stile diverso, peculiare, fortemente personale e credo sia proprio questo il valore aggiunto della raccolta.

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

    Antonio Pelliccia: Ho letto tutte le poesie di Giovanni Raboni che è forse l’ultimo grande poeta del nostro secondo Novecento. Non vado al cinema e vedo la tv solo per i notiziari.

    Claudia Piccinno: L’ultimo libro è “Il gusto proibito dello zenzero” di Jamie Ford. L’ultimo film è “Benvenuti al Nord”.

    Alessio Salvini: L’ultimo libro che ho letto è ”Novelle” di Arthur Schnitzler e l’ultimo film è Spun, anche se, di tanto in tanto, mi rimetto a leggere raccolte poetiche già lette, soprattutto i Canti orfici di Campana, Il Sentimento del tempo di Ungaretti e varie opere di Trakl.

    Maria Luisa Lamanna: L’ultimo libro che ho letto, ed ho adorato, è una raccolta poetica intitolata Primavera e polvere, di Jüri Talvet, un autore estone che apre gli occhi su un mondo poco conosciuto ed insegna emozioni nuove che sono nostre, umane più che mai, e le riconosciamo nella scrittura come in uno specchio. L’ultimo film l’ho visto al cinema: John Edgar di Martin Scorsese. Intenso, come ogni Scorsese.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Antonio Pelliccia: Io mi sono trovato bene ma credo che sarebbe necessario un lavoro di consulenza maggiormente approfondito con i nuovi autori.

    Claudia Piccinno: Mi son trovata bene, nella mia breve esperienza sento di poterla consigliare ai colleghi esordienti e non, poiché contrariamente alla maggior parte della piccola editoria, Rupe Mutevole sa essere selettiva senza soccombere a logiche di mercato che nulla hanno a che fare con la promozione culturale.

    Alessio Salvini: Sinceramente mi sono trovato veramente bene con la casa editrice: disponibili, carini, rispettatori meticolosi dei tempi; ovviamente la consiglierei a chiunque voglia cominciare il proprio percorso letterario.

    Maria Luisa Lamanna: Ho apprezzato molto la professionalità e la dedizione che la casa editrice Rupe Mutevole ha dimostrato sin dall’inizio. L’editoria è un ambiente in cui la quantità spesso fagocita la qualità, ma non nel caso di Rupe Mutevole. In ognuna delle sue pubblicazioni pone la stessa cura ed attenzione, rispetta la scrittura, ma si fa rispettare. Sono doti non comuni nel mercato, dove non è facile fidarsi. Mi sono fidata e mi fido.

    A.M.: Novità per il 2012?

    Antonio Pelliccia: Ho in serbo tre nuove raccolte di poesia che sono tutte complete. Mi sto applicando adesso a una rivisitazione delle forma dei miei versi e dello stile. Vado verso componimenti più distesi e da un tono più prosastico.

    Claudia Piccinno: Il mio primo libro “La sfinge e il pierrot” edito da Aletti nel Dicembre 2011, è finalista al premio letterario Il giovane Holden nella sezione poesia edita.
    Per me è un gran successo di critica.

    Alessio Salvini: In realtà è uscito il mese scorso la mia prima raccolta poetica intitolata ”Un grido nel vuoto”, edito sempre con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni. In questo momento sto lavorando a molte cose tra cui una trilogia di racconti brevi intitolata ”I Bianchi Silenzi” ed altre raccolte poetiche che vanno comunque nei progetti a lungo termine.

    Maria Luisa Lamanna: Mi auguro di continuare a scrivere, di cavalcare l’ispirazione. Non che fosse una priorità, ma il riscontro positivo del pubblico mi spinge ad una ricerca più approfondita nella mia esperienza, nei temi e nell’aspetto. Mi piacerebbe dare un risvolto sperimentale alla mia scrittura, per entrare ancora più in contatto con la poesia e con ciò che essa offre alla mente. Spero di poter pubblicare una raccolta mia, idea in progetto, ma ancora da definirsi.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Antonio Pelliccia: “Guai a una casa editrice che si riduce ad essere per motivi economici una mera tipografia.

    Claudia Piccinno: Vi saluto con la chiusa della mia poesia “La scrittura mi ha tenuto in vita”:
    “[…]/ finché l’inchiostro fluirà/ sulla pagina bianca,/ la mente sarà salva,/ l’animo pacificato,/ il sogno soltanto rinviato!”

    Alessio Salvini: Dato che oramai è sera vi saluto con una citazione da una mia poesia, per tutti gli scrittori, che, come me, trovano l’ispirazione nel fiore magico della notte: ”ed il Viver m’è più quieto e sereno quando/ la Notte Sfila e/ sfila(….) e/ mi s’assopisce dentro colle Lanterne/delle Luci notturne” .

    Maria Luisa Lamanna: Leggo perché la via non mi basta” Fernando Pessoa

    Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/08/23/intervista-di-alessia-mocci-ai-quattro-autori-della-raccolta-poetica-transiti-diversi/

  • LA MENTE CHE COS’È?

    La mente è essenzialmente un sistema di comunicazione e di controllo tra il

    thetan (l’essere spirituale, la persona stessa) e il suo ambiente. La mente è

    composta di immagini mentali che sono registrazioni di esperienze del passato.

    L’individuo usa la mente per porre e risolvere problemi relativi alla

    sopravvivenza e per dirigere i propri sforzi in base a queste soluzioni.

    La mente è composta da due parti: la mente analitica e la mente reattiva.

    La mente analitica è la mente conscia e consapevole, che pensa, osserva i

    dati, li ricorda e risolve i problemi.

    La mente reattiva è la parte della mente di una persona che lavora su una base

    completamente stimolo-risposta. Non è sotto il controllo volontario della

    persona ed esercita il potere di comando sulla consapevolezza, gli scopi, il

    pensiero, il corpo e le azioni.

    www.dianetics.it

  • La musica classica incontra il jazz

    Appuntamento venerdì 24 agosto alle piscine Terme Preistoriche di Montegrotto con un nuovo ed imperdibile appuntamento di Jazz by the Pool per una serata senza confini in cui le sonorità della lirica classica si uniranno alle sperimentazioni jazz con il progetto Carmen & Jazz. L’appuntamento inizierà come ogni venerdì d’estate alle ore 20.00 con uno stuzzicante aperitivo per proseguire dopo cena dalle ore 21.30 con l’esibizione del giovane clarinettista Emilio Merola in gara per Jazz by the Pool Competition.

    «Fra classica e jazz non esiste più confine». Questa la frase di Uri Caine che ha ispirato la nascita di Carmen e Jazz: una proposta musicale che mira ad avvicinare musica classica e jazz, per creare un’espressione artistica libera da schemi e barriere, basata sull’incontro di differenti provenienze musicali, geografiche e culturali. L’idea nasce dalla pianista russa Arina Tarasova, laureata in pianoforte classico nel 1994 al Conservatorio Rimski Korsakov, che vanta un’intensa attività concertistica, sia come solista che con formazioni jazz e cantanti.
    Al suo fianco, alcuni musicisti di grande esperienza: Svetlana Novikova, mezzosoprano di origine moscovita, premiata in numerosi concorsi internazionali di canto, tra cui il Concorso Internazionale di Interpretazione Musicale “Arenzano 2000” di Genova; Antonio Gallucci sassofonista vicentino attivo in numerose collaborazioni l’ultima delle quali lo vede protagonista nel disco “Il Partenzista” di Lorenzo Capello (OrangeHome Records, 2011), che sta ottenendo crescenti consensi di pubblico e critica specializzata. La sezione ritmica sarà affidata al contrabbasso di Daniele Vianello, veneziano, concertista e compositore coinvolto, in numerosi progetti artistici, che spaziano dalla musica popolare alla colta, dall’etnica all’improvvisazione jazzistica, e dalla batteria di Evgeny Arnautov diplomato a Mosca come insegnante e artista d’orchestra sinfonica, ha una lunga e vasta esperienza concertistica che da vent’anni lo ha portato a vivere in Italia.

    Per Jazz by the Pool Competition si esibirà ad inizio serata Emilio Merola, clarinettista e sassofonista, già vincitore di importanti concorsi nazionali ed internazionali, con una la particolare inclinazione verso l’interpretazione della musica classica moderna, contemporanea e jazzistica.

    Realizzato con il contributo del Centro Porsche Padova e del Consorzio Terme Euganee, in collaborazione con WhyNet Multimedia, Conservatorium van Amsterdam e Associazione Dolce Vita e con il patrocinio della Città di Montegrotto Terme e dell’ente Turismo Padova Terme Euganee, Jazz by the Pool offre tutti i venerdì dal 22 giugno al 7 settembre due appuntamenti da non perdere: ad aprire le serate dalle ore 21.30 saranno gli undici giovani talenti selezionati grazie al concorso internazionale Jazz by the Pool Competition e a seguire, dalle ore 22.00, il concerto dei big in cartellone.


    Il costume da bagno è quasi di rigore. Si potrà infatti godere della musica non solo a bordo piscina, ma anche dall’acqua coccolati dal tepore delle terme e dagli idromassaggi. Sauna e bagno turco saranno a disposizione di chi lo desidera fino a mezzanotte.

    Forti di una consolidata tradizione, che si rinnova da quattro generazioni, l’Hotel Terme Preistoriche affianca ad una struttura liberty del primo Novecento nuove proposte come Jazz by the pool. Le piscine, circondate da un immenso prato verde e da alberi secolari, e affiancate da un moderno reparto fitness, sono mantenute a temperature diverse per soddisfare sia lo sportivo sia chi desidera un piacevole relax, abbandonandosi al caldo, salutare abbraccio dell’acqua termale.

    Gli eventi si terranno anche in caso di maltempo.

    Costo ingresso:
    Ingresso piscina e concerto: € 17
    Ingresso piscina, concerto e cena (bevande escluse): € 33

    Info e prenotazioni:
    tel. 049 793477
    [email protected]
    www.jazzbythepool.it

    Per ulteriori informazioni e immagini in alta definizione: www.studiopierrepi.it

    Ufficio Stampa
    Studio Pierrepi
    www.studiopierrepi.it

    Contatto per Jazz by the Pool
    Angela Forin
    [email protected]

  • Prende il via Veneto Concertante 2012

    Prosegue la ventennale esperienza dei Concerti d’Altamarca in un nuovo formato su scala regionale che coinvolge cinque province del Veneto e porta la grande musica in castelli, ville e abbazie di una delle più belle regioni d’Italia

    Venti concerti in cinque province, 50 musicisti provenienti da diverse nazioni d’Europa portano i loro suoni in castelli, ville, abbazie di una delle più belle regioni d’Italia, da venerdì 24 agosto a venerdì 5 ottobre 2012: questi i numeri della prima edizione di VENETO CONCERTANTE 2012, festival internazionale di musica.

    Il Festival, sotto la direzione artistica di Francesco De Zan, prosegue l’esperienza di “Concerti d’Altamarca”, manifestazione musicale realizzata presso le colline dell’Altamarca trevigiana, famose per il Prosecco DOCG. Per più di vent’anni “Concerti d’Altamarca” ha coinvolto migliaia di spettatori, noti strumentisti come Gustav Leonhardt, Bruno Canino, Mario Brunello, solo per citarne alcuni, compagini di prestigio e star della lirica; sostenuto dall’Assessorato Regionale alla Cultura dal 2012 il circuito dei concerti del Festival diventa inter-provinciale, sia per favorire lo sviluppo su scala regionale del network RetEventi Cultura, sia per offrire al pubblico l’occasione di scoprire i luoghi meravigliosi delle altre Province del Veneto.

    Veneto Concertante 2012 è infatti un’iniziativa promossa dall’Associazione Quadrivium e dalla Regione del Veneto, in collaborazione con le Province di Venezia, Padova, Treviso, Rovigo e Belluno, e realizzata in sintonia con le Amministrazioni Comunali sul cui territorio sorgono le meravigliose sedi che ospitano i concerti.

    Gli eventi in programma vedranno la partecipazione di grandi interpreti della musica classica, barocca e non solo. Saranno realizzati in luoghi di grande bellezza artistica e architettonica: non teatri, sale o auditorium, ma chiostri, palazzi, ville e castelli. Il Festival prenderà il via venerdì 24 agosto, a Roncade (TV), presso il Castello Ciani Bassetti, con un appuntamento dedicato agli strumenti popolari nel repertorio musicale del classicismo: il più grande virtuoso al mondo di scacciapensieri ALBIN PAULUS (che si esibirà anche alla cornamusa) e PIETRO PROSSER (mandora) saranno accompagnati dal QUADRIVIUM ENSEMBLE. Il concerto sarà replicato sabato 25 agosto, a Modolo di Belluno (BL), presso la Villa Miari Fulcis, e domenica 26 agosto, presso la Chiesa del Carmine di Susegana (TV).

    Venerdì 31 agosto, la straordinaria cornice di Villa dei Vescovi di Torreglia (PD), ospiterà “Il violino di Oistrakh per le Quattro Stagioni di Vivaldi”, evento realizzato in collaborazione con il FAI. VALERY OISTRAKH, ultimo esponente della dinastia di grandi violinisti, essendo figlio di Igor e nipote di David, si esibirà accompagnato da IL PEGASO, Orchestra d’Archi della Toscana, diretta da AUGUSTO VISMARA. In programma musiche di Vivaldi, Bach e Boccherini. Lo stesso programma sarà eseguito anche sabato 1 settembre, presso il Duomo Vecchio di Monselice (PD), in occasione della Serata inaugurale della Giostra della Rocca, famosa rievocazione storica in costumi d’epoca, e domenica 2 settembre, presso il Teatro della Villa dei Leoni di Mira (VE).

    Giovedì 6 settembre, presso il Duomo di S. Stefano a Caorle (VE), e venerdì 7 settembre, presso la Chiesa “La Rotonda” di Rovigo, sarà la volta del QUINTETTO MALIBRAN. L’ensemble d’archi interpreterà “La grande tradizione strumentale dell’Ottocento italiano”: musiche di Tartini, Boccherini, Bellini e Bottesini, quest’ultimo con il contrabbasso solista virtuoso.

    Veneto Concertante proseguirà, sabato 8 settembre, a Feltre (BL), presso il Santuario dei SS. Vittore e Corona (loc. Anzù), e domenica 9 settembre a Treviso, presso la Chiesa di S. Caterina, sede dei Musei Civici, con “Le Suites di Bach per violoncello solo” affidate ad un interprete di grande prestigio: il violoncellista barocco CHRISTOPHE COIN.

    La musica per archi e oboe dei tre grandi Classici per antonomasia, Mozart, Haydn e Beethoven, costituirà l’interessante programma proposto dall’ENSEMBLE ELLIPSIS, ospitato venerdì 14 settembre nella suggestiva cornice del Castello del Catajo di Battaglia Terme (PD).

    Seguirà, sabato 15 settembre, presso la Sala dei Giganti, Palazzo del Liviano di Padova, un appuntamento con “Le grandi Sonate del periodo classico-romantico” affidate a due interpreti d’eccezione: FRANCESCO MANARA, primo violino del Teatro alla Scala di Milano, e FRANCESCO DE ZAN, direttore artistico del Festival. I due musicisti replicheranno il concerto venerdì 28 settembre presso la Villa dei Vescovi di Torreglia (PD), in collaborazione con il FAI, sabato 29 settembre presso Villa Guarnieri Relais Monaco di Ponzano Veneto (TV) e domenica 30 settembre a Venezia, presso la Scuola Grande di S. Giovanni Evangelista.

    L’appuntamento in programma domenica 16 settembre, presso il Chiostro dell’Abbazia di S. Maria del Pero, a Monastier (TV), sarà un’occasione per ascoltare i London Trios di Haydn, e altri capolavori di Bach e Vivaldi, affidati ai noti flautisti italiani Enzo Caroli e Giovanni Roselli, sostenuti dal violoncellista di Lubiana Milan Vrsajkov.

    Dedicati alla danza tre degli appuntamenti del Festival. Venerdì 21 settembre il Castello Estense di Arquà Polesine (RO) ospiterà l’ensemble CONTRAMILONGA, che proporrà un concerto dedicato al tango (NB: non ci sono i ballerini tagliati per ragioni di budget) Sabato 22 settembre, al Castello di Zumelle, Mel (BL) e domenica 23 settembre, a Villa Galvagna Giol di Fontanelle (TV), sarà la volta delle danze rinascimentali e barocche. Protagonista l’Ensemble Festa Rustica, con strumenti originali, guidato dal maestro di concerto GIORGIO MATTEOLI.

    La prima edizione di Veneto Concertante si chiuderà venerdì 5 ottobre con un evento straordinario presso la Chiesa del Carmine di Susegana (TV), in occasione della Serata inaugurale della Mostra nazionale della piccola e media editoria che ogni anno si tiene al Castello di S. Salvatore, a pochi metri dalla bellissima Chiesa che sorge lungo la strada alberata che conduce alle mura millenarie. Gli archi del WIENER KAMMER SYMPHONIE ENSEMBLE, il flautista GIUSEPPE NOVA e il pianista Francesco De Zan interpreteranno musiche dedicate a Vienna e allo spirito che nei secoli l’ha animata, dall’Ouverture del Flauto Magico di Mozart alla Sinfonia “London” di Haydn fino ai Valzer di Schubert e alle famosissime Polke degli Strauss, massima espressione della “viennesità” spensierata.

    Tutti i concerti avranno inizio alle ore 20.45.

    Per la grande maggioranza dei concerti l’ingresso è stato contenuto in € 7,00 ridotto per giovani fino ai 25 anni e € 10,00 per tutti gli altri. Tutti i dettagli scaricabili dal sito www.venetoconcertante.it o dalla pagina Facebook Veneto Concertante Festival.

    Info su prenotazioni e dettagli ulteriori al n. 393 1301006

    Ufficio Stampa
    Studio Pierrepi di Alessandra Canella

    www.studiopierrepi.it