Categoria: Arte e Cultura

  • PIANTA LA CULTURA: Musa Gruppo Scuole promuove un progetto fresco e innovativo con il Musa Pad

    Cosa ci fanno dei tablet esposti nel reparto ortofrutta di un supermercato? E cosa c’entrano dei trolley e dei ragazzi in partenza nelle stazioni di tutta la Puglia?

    Semplice! È un’ iniziativa di marketing non convenzionale promossa da Musa Gruppo Scuole per il lancio di un’ idea fresca ed innovativa: affiancare la formazione con la tecnologia di ultimissima generazione attraverso il Tablet Musa Pad.

    Non un tablet qualunque, ma uno strumento realizzato in collaborazione con il Politecnico di Bari, presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione, con il patrocinio della Provincia BAT.

    Un progetto dall’ inconfondibile spessore culturale che unisce molteplici funzionalità: dallo studio alla ricerca, dalla didattica controllata alla libera informazione. Oltre i confini dell’ informatica, dei muri di una scuola e delle copertine di un libro: IL TABLET OLTRE IL TABLET.

    E-VOLUTION: un’ interfaccia intuitiva ed accessibile, un’ incredibile gamma di app per tutti gli interessi: studio, lavoro, creatività, ricerca, chat e tanto altro, anche per studenti con esigenze o bisogni particolari. FRESH AND REFRESH: a differenza dei canonici libri scolastici, Musa Pad accede a illimitati contenuti multimediali ed è sempre aggiornato grazie alla connessione con una piattaforma in e-learning del Musa Gruppo Scuole. TRASPORTABILITÀ: niente più zaini che spaccano la schiena ma un unico strumento leggero e polifunzionale. Il Musa Pad è VIVO, è connesso, è aperto e trasforma il rapporto studente/studio rendendolo interattivo e coinvolgente.

    Il progetto MUSA PAD, oltre ad essere patrocinato dalla Provincia BT, è stato già abbracciato e adottato da numerose strutture ed enti infra-regionali, tra cui, Sirio Onlus, A.N.S.I., l’Istituto Carlo Levi, Software & Consulting ed In-Formazione.

  • I SAPORI DELL’ARTE BREMBANA.

    Al via nei primi giorni di ottobre una nuova iniziativa promossa da Emozioni Orobie, che ha colto con piacere il desiderio espresso da molti artisti di poter esporre di nuovo a seguito della loro prima proposta “Arlecchin’aria” e desiderosi di intraprendere un’altra entusiasmante esperienza che coniughi arte e territorio.

    La “Baita dei Saperi e dei Sapori” sita in Zogno, realizzata dalla Comunità Montana Valle Brembana e gestita dalla Latteria Sociale di Branzi, ha come obiettivo la promozione e valorizzazione di tutte le bellezze e le bontà locali, dunque non solo enogastronomia, ma anche cultura, storia e arte del territorio, ha messo a disposizione uno spazio al suo interno per poter esporre opere artistiche, pittoriche, fotografiche o scultoree di artisti della Valle.

    Da questa sinergia nasce il progetto “I sapori dell’arte brembana”.

    L’idea è quella di esporre, a rotazione, opere di singoli artisti o di diversi artisti contemporaneamente, purché accumunati da un tema che a sua volta richiami il patrimonio brembano nella sua più ampia accezione. Sono ammesse opere di qualunque tecnica, formato e genere.

    Le tematiche che gli artisti possono interpretare sono, a titolo esemplificativo, pastori, contadini e in generale il mondo rurale, dunque anche vacche, capre, cani pastore ,oppure i nostri prodotti (formaggi, funghi, mele) e i nostri paesaggi, sia montani (le vette) che antropizzati (San Pellegrino Terme, Cornello dei Tasso, i borghi rurali) visti nelle quattro stagioni.

    Dopo la prima esposizione di opere, richiesta dagli stessi gestori della Baita a Stefano Torriani, ad aprire questa nuova rassegna è Caterina Belli, con tre opere “gemelle” ispirate all’autunno.

    Da non dimenticare l’entusiasmo di Nunzia Busi, artista che ha supportato con la sua passione il progetto fin dall’inizio.

    Già in programma per i mesi a seguire altri artisti brembani: la famiglia Golino, Carminati Giovan Battista e a seguire la figlia Norma, Isabella Baldassarre e molti altri.

    Per maggiori informazioni:

    [email protected]

  • Andreas Senoner – The day before my birth

    Alla Galleria Marconi di Cupra Marittima proseguono gli appuntamenti della rassegna Avere vent’anni. Sabato 8 novembre alle 18 sarà inaugurata The day before my birth, mostra personale di Andreas Senoner, uno dei vincitori del Premio ORA 2014. La mostra, organizzata dalla Galleria Marconi e da Marche Centro d’Arte, è a cura di Dario Ciferri, che è anche autore del testo critico.

    La Galleria Marconi si trova in c.so Vittorio Emanuele II n°70 a Cupra Marittima. La personale di Andreas Senoner potrà essere visitata fino al 6 dicembre 2014 con i seguenti orari: lunedì – sabato 16.30 – 19.30.

    The day before my birth è il secondo appuntamento del ciclo di mostre Avere vent’anni che accompagnerà la Galleria Marconi per tutta la stagione espositiva 2014/2015.

    “Rappresentare l’uomo, il suo universo, la sua psiche è una delle tante declinazioni dell’arte contemporanea. Senoner nella sua ricerca artistica si concentra prima di tutto sulla figura umana, e da questa ricerca introspettiva muove per scegliere forme, espressioni, materiali. I suoi soggetti sono sempre adolescenti, persone che si trovano nell’età di passaggio verso l’età adulta, con tutta l’insicurezza e la fragilità che può avere l’abbandono della sicurezza di una dimensione domestica. In questo percorso un ruolo fondamentale è svolto dall’elemento principale della sua ricerca artistica: il legno. Un materiale che viene scelto ogni volta in funzione del soggetto dell’opera, esaltato dalle sue venature e su cui Andreas Senoner interviene anche con la pittura e con l’inserimento di altri materiali, che vanno a completarne la resa visiva e psicologica. Le opere ci appaiono umanissime e vicine e nello stesso tempo lontane e iconiche, capaci di coniugare un senso di sacralità e immutabilità a quella che è l’età della mutazione per eccellenza nella vita di un essere umano”. (Dario Ciferri)

    Cosa vuol dire avere vent’anni? In qualche modo rappresenta l’incontro tra i sogni e le nuove prospettive, aspettative che si aprono, nuove direzioni che si prendono, eppure è il momento nella vita in cui ci si imbatte nelle vere responsabilità, nel dolore. È la crescita con uno sguardo al passato e l’occhio al futuro. Ancora una volta la Galleria Marconi prova a parlare di arte, cercando di rinnovarsi e di innovare ma con la responsabilità di sapere dove si trova e su quali basi deve continuare a crescere. Arrivare a vent’anni non è poco e non è facile, eppure è un punto fondamentale per continuare a crescere con i propri sogni e al di là delle illusioni. (http://youtu.be/Nvvu9fN9qeE)

    Marconi Gallery of Cupra Marittima is going on with the appointments of the series Being twenty. On Saturday 8th November at 6 p.m.there will be the opening of The day before my birth, sole exposition of Andreas Senoner, one of the winner of Premio ORA 2014. The exhibition organized by Marconi Gallery and Marche Centro d’Arte, is cured by Dario Ciferri, also author of the critical text.

    Marconi Gallery is at 70, Corso Vittorio Emanuele of Cupra Marittima. Andreas Senorer sole exposition can be visited till 6th December 2014 from 4,30 to 7,30 p.m. Mon-Sat.

    The day before my birth is the second appointmentof the series of exhibitions Being twenty which will be at Marconi Gallery for all the 2014/2015 exposition season.

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  • Spoleto incontra Venezia: Grande attrazione per le opere geometriche di Nino Leanza

    In occasione della grande mostra veneziana di “Spoleto incontra Venezia” a cura del critico Vittorio Sgarbi è possibile ammirare una corposa carrellata di creazioni di altissimo livello nel contesto di due strutture espositive di aristocratica origine, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. L’evento, diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, si svolge dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 ed è visitabile ad ingresso libero. Tra i nomi salienti si annoverano Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. Il noto pittore Nino Leanza è stato selezionato nell’esclusivo gruppo dei partecipanti con i suoi dipinti dal coreografico cromatismo.

    Nel commentarne l’abilità creativa è stato dichiarato “Non l’idillio, ma l’enigma del paesaggio egli fissa con colori terrosi, che sanno di antichissime emozioni, di stravolgimenti tellurici, di detriti e di cenere. Pittura pregna dello sgomento della natura, di un frammento cosmico, che nel divenire del tempo e nel mutare delle stagioni è metafora dell’essere e dell’esistere. I colori materici, grumosi, si frantumano, si spezzano, si compongono a tratti e macchie. Sono eredi più che del tardo impressionismo, dell’energia espressionista, della drammaticità disperante con una semantica personale, che è insieme realismo sognante e accensione Fauve”.

    Dopo aver conosciuto Monet, Degas, Matisse e Vlaminck Leanza elabora una poetica visionarietà del paesaggio. C’è anche un’esperienza d’ispirazione astratta di chiara matrice costruttiva. La sintassi geometrica e razionale segue campiture di colori serigrafici che rimandano all’influenza dei maestri russi così come dei futuristi per il dinamismo delle forme, che si ritagliano e si strutturano come una sorta di puzzle su tela, che rievoca soli, cieli, montagne, mari in un mondo surreale e giocoso, che si sviluppa nella scansione di cunei, piani, sfere intersecanti, che planano e roteano simultaneamente, creando un vivace effetto d’insieme molto originale e d’immediato impatto visivo.

  • “Spoleto incontra Venezia”: Il futurismo di Matteo D’Errico ottiene particolari consensi elogiativi

    Si è conclusa di recente con forte risonanza mediatica la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura del Professor Vittorio Sgarbi, allestita dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, nel contesto veneziano di due affascinanti edifici secolari, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. Nel selezionato parterre di artisti partecipanti lo scultore di matrice futurista Matteo D’Errico ha ricevuto significativi riconoscimenti di apprezzamento.

    Sulla sua peculiare espressione stilistica di originale sperimentazione è stato commentato “Nel rispetto dell’essenza dei componenti utilizzati, squisitamente tecnica, quali l’alluminio, il rame, la bachelite, i materiali plastici e altre misteriose leghe isolanti, le opere non mostrano integrazioni cromatiche, esibite invece negli sgargianti cavi elettrici. Si tratta di arte generata dal riciclo di materiali, che rimanda ad una concezione sociale per nulla ludica, anzi contraddittoria di una società dei consumi, che produce scorie inutilizzabili e inquinanti. Arte, che si attesta come momento di denuncia, ma che ritrova in se stessa una funzione comunicativa, rinascendo a nuova vita. Archeologia e modernità, geometria e visione idealistica dell’architettura urbana convivono con esercizi di pura fantasia. È artefice di una ricerca artistica con connotati sociali, in cui lo spettatore viene chiamato in causa con la possibilità di inventare ed interpretare a sua volta la realtà immaginata”.

    D’Errico considera tra i principi ispiratori del suo eclettico modo di fare e concepire l’arte, il Minimalismo, lo Spazialismo, il Realismo e il Serialismo, dai cui trae spunti per rivisitare, riassemblare e trasformare con innata arguzia ideativa e progettuale oggetti, elementi e componenti di svariata tipologia creando delle vere e proprie “molecole d’arte” avveniristiche e innovative.

  • Luciano Berruti: colore, luce e interiorità a “Spoleto incontra Venezia”

    La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” si è conclusa da poco, mettendo in evidenza una nutrita serie di rinomati artisti partecipanti, tra i quali il pittore Luciano Berruti, che ha riscosso ottimali riscontri. L’evento, svoltosi dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 con l’autorevole curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, è stato allestito tra le mura secolari di due strutture veneziane di acclarato prestigio, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich.

    Su Berruti è stato dichiarato “È un artista, che crede profondamente nella componente spirituale dell’arte e nella possibilità, che questa possa e debba indurre il fruitore verso lidi di luce: ecco perché il colore elemento determinante per ogni pittore, in lui si identifica con la luce, che vuol dire trasparenza, purezza, godimento di parole appena sussurrate, di inflessioni umanistiche, di interiore e comunque sempre rasserenanti velature, catturate alla natura da una misteriosa forza creatrice empatica con essa. Il suo è un dilagare poi stratificatosi e sempre vibrante di impaginazioni spaziali dall’ampio respiro cosmico, che poi altro non sono che proiezioni della soglia percettiva del proprio mondo interiore”.

    Evidenziando la ricerca dell’assoluto insita in tutto il suo itinerario artistico, Berruti ci offre emozioni mirate ad uno struggimento esistenziale in virtù del quale sia possibile partorire sogni, che abbiano un aggancio solo marginale con il reale. Di raffinata cultura visiva, da sempre ha dato alla sua ricerca pittorica, assestata su un tonalismo che trova ispirazione dal cielo e dal mare, alcune direttrici basilari, che sono l’antimaterismo e la musicalità della composizione, sia essa vista come inondazione del proprio perimetro interiore o anche iconismo naturalistico.

  • “Spoleto incontra Venezia”: Si consolida il successo del pittore spoletino Alessandro Testa

    La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi si è tenuta dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 con forte risalto mediatico. Allestita nell’emozionante atmosfera di Venezia presso due strutture di antichissima tradizione nobiliare, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes ha coinvolto numerose personalità di prestigio del panorama odierno. Tra i rinomati artisti presenti il pittore Alessandro Testa ha ottenuto ottimi riscontri a favore con le sue opere di matrice astratta, dove l’elemento cromatico assume una rilevanza di primo piano.

    Nel commentarne lo stile espressivo è stato scritto “Per lui la pittura è essenzialmente simbolo di colore, che s’intreccia, si espande e si dipana all’interno del quadro come un arcobaleno variopinto, trasformandosi in un prezioso strumento per suscitare emozioni e sensazioni, così come in efficace e potente mezzo per generare un legame armonioso ed inscindibile, tra se stesso e le immagini realizzate. Dipinge di getto, senza schemi dogmatici predefiniti, senza filtri, senza barriere emotive. Le opere sono il frutto di una miscela di ribellione e caparbietà, tenacia e disperazione con una vena di speranza e positività, che affiora nel tripudio colorato“.

    Testa spiega: “Nell’atto di dipingere il mio intento primario è quello di lanciare un messaggio da poter condividere con lo spettatore“. Sgarbi, che l’ha paragonato a Tancredi ha sottolineato: “Testa lavora con gestualità marcata e incisiva, istintiva quasi nervosa e irrazionale, graffiando le superfici limacciose e materiche delle tele, con macchie distribuite a sprazzi di colori volutamente contrastanti“.

  • Si conclude grandiosamente la mostra “Spoleto incontra Venezia” per Anna Sticco, la pittrice di Maria Callas

    E’ terminata con indiscusso successo la vetrina internazionale della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” con l’autorevole curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, svoltasi dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014. Le location veneziane ospitanti scelte per la pregevole iniziativa sono state due secolari dimore nobili, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. Nel corposo gruppo dei talentuosi artisti in esposizione Anna Sticco, conosciuta come la pittrice di Maria Callas si è distinta ricevendo notevoli encomi.

    Parlando della sua concezione sull’arte spiega: “L’arte per me è un mezzo indispensabile, uno strumento prezioso e fondamentale per esprimere me stessa, per comunicare il mio moto dell’anima nella sua essenza più intima e introspettiva. Il mio stile è assolutamente personale e personalizzato. L’arte influisce in modo radicale in ogni mia scelta“. Sulla tecnica da lei prediletta dice: “Uso in prevalenza la tecnica mista, tenendo l’acrilico come base principale integrata con la china, i gessetti, le matite, il collage, la foglia oro 24 carati, cercando di compiere una ricerca sperimentale eterogenea e in continua evoluzione“.

    Raccontando la sua fervida passione per l’icona del bel canto per antonomasia rivela: “Nel 2006 mentre ero a Parigi ho avuto una vera folgorazione, un’illuminazione imprevista e inaspettata, sentendomi catturare e conquistare da un magnifico manifesto della Callas esposto all’Opera e da lì ho iniziato un percorso di ricerca approfondita, che mi ha portato a contatto con persone e ambienti a lei vicini e sono diventata anche una collezionista appassionata dei suoi cimeli e oggetti a lei più cari appartenuti“.

  • “Spoleto incontra Venezia”: Positivi riconoscimenti per l’arte materico informale di Daniela Grifoni

    Nella vetrina internazionale della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” curata dal critico Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes tanti gli artisti affermati in esposizione dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, presso due sedi veneziane altisonanti, il Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich. Nel novero selezionato degli illustri partecipanti la pittrice Daniela Grifoni ha ricevuto notevoli consensi, con le sue creazioni d’impronta materica e informale.

    Raccontando i suoi esordi in campo artistico dice: “Avendo una madre pittrice e una sorella drammaturga teatrale mi sono aperta completamente al mondo della pittura da circa 20 anni. Mi cimento anche nell’elaborazione di particolari scenografie da destinare all’ambito dello spettacolo e del teatro. Ho coniato un termine speciale il -magmatismo- per indicare quell’energia intrinseca, che qualifica la mia espressione stilistica, concepita come una struttura formale in dinamica inversione, dalla forma plastico cromatica al senso percettivo. Considero metaforicamente il processo creativo analogo a quello di uno scrittore, che compone un testo”.

    Sulla Grifoni è stato scritto “Rivendica una presa di distanza dai dettami dell’espressionismo astratto e dalla degenerazione del concetto di -creazione spontanea e subcosciente-. La vulcanica e camaleontica memoria visiva le permette di cogliere immagini classiche, rapportandosi a esse seppur inconsciamente e rielaborandole in chiave di armonie compositive, che catturano la libera fuoriuscita della pasta cromatica e donano all’opera una visione contestuale di frizzante esuberanza e ordinata e lineare compostezza, con inedite fusioni di plasmi tonali, magmi in discesa e plastiche combinazioni ad effetto tridimensionale di fuoco-terra-colore”.