Caserta: il terrore arriva all’alba

Ricevo ed inoltro questa e-mail ricevuta da
un esasperato cittadino della provincia di Caserta.

Sottolineo quanto affermato dall’autore della lettera in
quanto vivo personalmente, lo stesso disagio.

Grazie per quanto potrete fare.

Gigio Rosa

Radio Marte

[email protected]




LETTERA
APERTA



  • Presidente della Regione Campania:
    Dott. Antonio Bassolino


  • Presidente della Provincia di
    Caserta: Dott. Sandro De Franciscis


  • Assessore al Turismo, Sport
    e tempo libero della prov. di Caserta: Dott. Michele
    Farina


  • Assessore al Turismo della Regione
    Campania: Dott. Marco Di Lello


  • Prefetto di Caserta: Dott.ssa
    Maria Elena Stasi


  • Sindaci, assessorati al turismo e
    allo spettacolo e Presidenti di pro-loco dei comuni della Provincia di
    Caserta


  • Diocesi di Capua:
    Arcivescovo S.E. Mons. BRUNO
    SCHETTINO


  • Direttori dei
    quotidiani campani


  • Testate giornalistiche e
    radiofoniche della regione Campania


  • Portali di informazione web della
    regione Campania


Oggetto: la barbarie estiva dei
fuochi d’artificio all’alba nella provincia di
Caserta

Egregi Signori ed
eminenti lettori,

la scelta di trasferire la nostra
famiglia in provincia di Caserta, in particolare in uno dei comuni a ridosso
dell’autostrada A1, è stata dettata da vari motivi, tutti legati alla
maggiore vivibilità e alla più spiccata sensibilità civica dell’intera zona
rispetto alla provincia di Napoli da cui proveniamo. In barba alle
recenti statistiche e ai libri al vetriolo che parlano di diossina,
inquinamento, percentuale altissima di mortalità da tumori e malattie
cardiovascolari, discariche e malavita organizzata, etc.., alcuni anni or sono,
abbiamo scelto di vivere qui, sposando tempi, abitudini e usanze del
luogo. Le caratteristiche a cui faccio riferimento, che continuo
piacevolemente a riconoscere in moltissimi comuni del circondario, restano
degli ottimi motivi per restare e sperare in un buon futuro per i nostri
figli.

Ma non avremmo mai
potuto immaginare che la serenità delle nostre giornate, così faticosamente
conquistata, sarebbe stata un giorno minacciata da una tradizione a nostro
avviso obsoleta: i fuochi d’artificio che aprono i festeggiamenti
patronali. Dobbiamo premettere che questa nostra missiva non vuole essere
in alcun modo offensiva nel confronti dei soggetti interessati da feste e
festeggiamenti vari, ma solo un modo per sottolineare un problema che ci
affligge da diversi anni e per il quale intravediamo una semplice soluzione
facilmente adottabile. Pur essendo
all’apparenza un argomento di poco conto o di scarsa
rilevanza, riguardante dei giochi pirotecnici, si tratta per la
mia famiglia, così come per migliaia di altre, di un vero e proprio dramma
quotidiano.

Innanzitutto, va
spiegato precisamente quello che accade fuori dalle nostre finestre:
nel periodo dell’anno legato alle feste patronali, che va all’incirca da maggio
a settembre, è antica usanza dei comitati organizzatori di feste e/o sagre in
provincia di Caserta, di svegliare la cittadinanza con dei fuochi pirotecnici.
Intorno alle 6-7 del mattino, i botti, vere e proprie bombe degne di zone
di guerra e senza alcuna esagerazione della descrizione, vengono fatte brillare
nei cieli del comune interessato, per almeno 20-25 minuti continui. Non c’è
distinzione di giorno, per cui può capitare di lunedì quanto di domenica
mattina: dipende dalla data e dal santo previsto. Ogni comune ha la propria
festa ed il proprio santo protettore, com’è giusto che sia: ma il dramma è che
quasi tutti i comuni della provincia di Caserta, in particolare quelli
attraversati dalla via nazionale Appia e dall’autostrada, sono strettamente
confinanti, con il risultato che la festa patronale di uno diventa anche quella
di tutti gli altri, almeno sotto il profilo delle bombe mattutine. Accadesse di
rado, la cosa sarebbe non degna di nota, ma purtroppo siamo arrivati ad un punto
non più accettabile: almeno 3 giorni alla settimana siamo vittime di bombe
bianche, ordigni che non provocano danni a cose, ma alla stabilità
psicofisica di una rilevante parte di cittadini. Un’aggravante
è rappresentata dal fatto che tutto ciò accade nel periodo di chiusura
estiva delle scuole, per cui non si può nemmeno considerare la cosa come una
simpatica ed alternativa sveglia, seppur di portata bellica.

Per educazione ricevuta,
siamo una famiglia cattolica e tradizionalista, per cui crediamo che
il mantenimento di certe usanze sia a tutti i costi un bene da conservare e
tramandare alle future generazioni. Siamo i primi a frequentare sagre, feste e
rappresentazioni folkloristiche, ma oggi i tempi sono cambiati abbastanza per
cercare la prosecuzione delle buone abitudini nel massimo e civile rispetto
altrui.

Il mio è un lavoro
pressocchè notturno, che mi porta a rincasare anche alle 4 o alle 5
del mattino: essere svegliato così di soprassalto, da vere e proprie bombe degne
di zone di guerra, dopo solo 2-3 ore di sonno, è un enorme problema, sia per il
mio stomaco e le mie coronarie già duramente provate da una ipertensione da
stress, sia per le condizioni di mia moglie, finalmente in attesa di un bimbo
dopo anni di tentativi e di fallimenti alle spalle. Vi assicuro che i tappi
auricolari di cui ormai facciamo largo uso da anni, non sono più sufficenti ad
arginare lo spostamento d’aria prodotto da questi ordigni sempre più potenti e
competitivi. Si, perchè c’è anche questo aspetto non secondario da mettere
nel conto: le esplosioni sono diventate un mezzo di sfida, un modo per
misurarsi e comunicare tra comitati di festa e pro-loco confinanti. Una volta
partita la prima, solitamente intorno alle 6 o poco prima delle 7, è seguita a
ruota dalle altre che, per rispetto ai comitati vicini e per evitare di essere
coperti e perdere la portata dei propri botti, attendono la fine dei 20 minuti
del primo comune per iniziare a loro volta. Il risultato, come per oggi lunedì 2
luglio 2007 è un bombardamento ininterrotto, vicino e lontano, dalle 6.45 alle
9.20, ora in cui abbiamo rilevato l’ultima sessione di botti. Nessuna
speranza dunque di riaddormentarsi o coprirsi le orecchie con il cuscino per
qualche minuto: per un’ora o due, le bombe saranno inesorabili.

Il problema è tutto
nelle modalità: ma è davvero necessario svegliarci tutti all’alba? Essendo
questa un’abitudine antica, legata perlopiù a quando la popolazione di “terra di
lavoro” era fatta di braccianti agricoli e proprietari terrieri, certamente già
svegli a quell’ora e già in attività nei campi, sparare botti all’alba stride
maledettamente con ciò che i ritmi moderni hanno imposto: tempi meno rigidi e
grande flessibilità nelle ore di lavoro.

Eviterò in questa mia
missiva di riportare le affermazioni delle forze dell’ordine interpellate
telefonicamente sull’argomento, degne di un nuovo libro di Bellavista o Marcello
D’Orta, ma mi chiedo civilmente, nel più assoluto rispetto di ogni festa e di
ogni santo: possibile che non si possa posticipare questo bombardamento di
almeno un paio di ore? Possibile che dobbiamo essere materialmente buttati giù
dal letto, pallidi e con la tachicardia, alle 6-7 del mattino? Ma questi
“signori artificieri”, si rendono conto che ormai siamo nel
2007? Sanno che esistono i turni di notte, a maggior ragione in provincia
di Caserta dove risiedono migliaia di aziende, e che qualcuno fa le ore
piccole pur di portare sostentamento alla propria famiglia? Eppure basterebbe
solo questo piccolo accorgimento per far godere davvero tutti della festa e dei
conseguenti festeggiamenti; un pò di buon senso in più per coinvolgere ed
evitare seri problemi di carattere fisico, psichico, morale e certamente
sociale. Basterebbe passare a quell’ora presso i presidi medici degli
ospedali in zona, dove purtroppo anche noi siamo già stati, per capire che
svegliare in questo modo le persone, di soprassalto, fa male ed è un gesto
oggi totalmente incivile; vi si troveranno anziani spaventati, persone con
dolori al torace e gli occhi sbarrati, bambini feriti dalla foga per la
paura.

Chiediamo dunque a gran
voce: perchè non si aprono i festeggiamenti dopo le 8.30-9.00? Perchè i
primi botti non si sparano solo dopo le prime ore del mattino? O magari nel
pomeriggio? Sarebbe una giusta via di mezzo per conciliare tradizione e
modernità, rispettare chi ha seri problemi di salute e migliorare la
vivibilità della zona ed il relativo turismo: cosa penseranno gli ospiti degli
alberghi in zona? Sussulteranno come facciamo noi, temendo di trovarsi a pochi
passi da un attentato terroristico? Oltretutto, lo spettacolo dei fuochi
pirotecnici di mezzanotte offerto dai comuni della provincia di Caserta (e
anche di Napoli) è davvero stupendo: guardare all’orizzonte i colori che
illuminano il cielo, a volte anche 2 o 3 contemporaneamente, è sicuramente molto
emozionante: ma non basterebbero solo quelli? Che senso hanno i botti di giorno
senza alcun effetto visibile a occhio nudo?

Nella speranza che domani
sia un giorno utile per vivere sereni e non un giorno in cui bisogna aver paura
del sole che sorge, vi invitiamo a riflettere su questo che per molti cittadini
come noi è un serio problema, che ci fa vivere male e ci segna nel profondo
della nostra psiche, minando la nostra salute e quella dei nostri figli. Ma
più di tutto, abbiamo bisogno di una presa di coscienza culturale; confidiamo
nella sensibilità civica e sociale di ognuno di voi, convinti che solo giuste
parole seguite da altre, possano sollevare un vento culturale in
grado di cambiare le cose.

Buon lavoro a tutti e
grazie per l’attenzione.

Lettera
firmata

Caserta, Aversa, Marcianise, Maddaloni, Santa Maria Capua
Vetere, Mondragone, Sessa Aurunca, Casal di Principe, Capua, San Nicola la
Strada, Castel Volturno, San Felice a Cancello, Casagiove, Trentola-Ducenta,
Santa Maria a Vico, Sant’Arpino, Lusciano, Orta di Atella, Teano, San Cipriano
d’Aversa, San Marcellino, Piedimonte Matese, Villa Literno, Parete, Macerata
Campania, San Prisco, Teverola, Casaluce, Gricignano di Aversa, Frignano,
Carinola, Casapulla, Capodrise, Cesa, Sparanise, Alife, Cellole, Recale, Curti,
Succivo, Grazzanise, Portico di Caserta, Casapesenna, Pignataro Maggiore,
Carinaro, Vairano Patenora, Caiazzo, Calvi Risorta, San Marco Evangelista, Villa
di Briano, Vitulazio, Arienzo, Cancello ed Arnone, Bellona, Cervino, Alvignano,
Francolise, Pietramelara, San Tammaro, Castel Morrone, Falciano del Massico,
Roccamonfina, Rocca D’Evandro, Gioia Sannitica, Mignano Monte Lungo, Marzano
Appio, Pietravairano, Santa Maria La Fossa, Valle di Maddaloni, Piana di Monte
Verna, Riardo, Pastorano, Sant’Angelo d’Alife, Galluccio, Baia e Latina,
Dragoni, Ruviano, San Potito Sannitico, Pontelatone, Caianello, Presenzano,
Camigliano, Prata Sannita, Pratella, Capriati a Volturno, Castel Campagnano,
Castello del Matese, Formicola, Ailano, Conca della Campania, Raviscanina,
Liberi, Castel di Sasso, Valle Agricola, Tora e Piccilli, San Gregorio Matese,
Roccaromana, San Pietro Infine, Fontegreca, Letino, Gallo Matese, Giano Vetusto,
Rocchetta e Croce, Ciorlano

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