Carrasegare antigu samughesu “A Maimone” 14.ma edizione

Anche quest’anno, come negli ultimi 14 anni, le vie del centro di Samugheo, saranno animate dalla presenza di uomini vestiti con pelli d’animali, dal rumore di campanacci, di tamburi e tanta musica etnica.
L’appuntamento è per Domenica 8 Febbraio, alle ore 16.00, dove con una manifestazione suggestiva, il paese del Mandrolisai apre i festeggiamenti per il carnevale.
Sfileranno per le vie del paese, non solo i più importanti gruppi in maschera della Sardegna tra cui: URTHOS E BUTTUDOS DI FONNI, TURPOS DI OROTELLI, SOS TUMBARINOS DI GAVOI, SU BUNDU DI ORANI, S’URZU E IS MAMUTZONES di SAMUGHEO, ma parteciperà alla sfilata anche un gruppo ungherese chiamato “MOHACSI BUSO”.
Quest’ultimo è il protagonista del più antico Carnevale d’Ungheria. Il suo nome deriva dalla città in cui ha luogo, Mohàcs, che si trova nel sud del paese, dove si festeggia il più importante e spettacolare evento carnevalesco d’Ungheria. Notevole è lo sfondo storico di questa manifestazione, chiamata “Busòjàràs” (o poklada), che in origine era un’antica festa popolare serba, ricca di maschere terrificanti dal significato propiziatorio. I gruppi del Busò sono divisi secondo la rispettiva arma posseduta: il cannone, la ruota del diavolo, il carro, il corno, il trogolo, la barca e tanti altri. Tutte assieme, queste maschere festeggiano il carnevale con gran frastuono.
Esistono tante affinità tra questo gruppo di maschere e le maschere nostrane, tanto da aver spinto gli organizzatori del centro del Mandrolisai a portarli in nome dell’unione tra i popoli europei e le radici comuni.
Durante tutta la giornata sarà inoltre possibile visitare presso i locali del Museo Unico Regionale dell’arte Tessile un’esposizione di Maschere della Cooperativa Teatrale “FUEDDU E GESTU” di Villasor ci saranno Maschere rituali, per proteggere il corpo ed il volto; funebri; apotropaiche; teatrali. L’utilizzo della maschera e del mascheramento come atavico bisogno dell’uomo di trasformarsi e trasferire energie in un oggetto cui venivano attribuite valenze magiche, spirituali. Sempre negli stessi locali verrà proiettato il video realizzato da Heleanna Grussu “Sos Ossudos”, nome con il quale Bonaventura Licheri nelle sue poesie definì i Mamuthones di Samugheo.
Per tutti i turisti e gli spettatori, è possibile degustare delle zeppole fatte con un’antica ricetta, accompagnate da dell’ottimo vino, prodotto dalle famose vigne del posto.

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