Autore: Redazione area-press.eu

  • Come organizzare gli spazi e l’arredamento del ristorante

    Oltre a proporre dei piatti di qualità e a selezionare uno staff cortese e preparato, un ristorante di successo dovrebbe anche avere un aspetto gradevole, affinché possa distinguersi tra i concorrenti. Per aspetto ci si riferisce all’organizzazione interna, all’igiene, all’atmosfera che si respira nel locale, ma soprattutto all’arredamento del ristorante. Riuscire a proporre ai clienti dei piatti ben preparati potrebbe richiedere alcuni giorni di tentativi, ma una scelta non accurata dell’arredamento e delle attrezzature del ristorante si ripercuoterebbe in maniera negativa per un periodo molto più prolungato.
    La prima regola da seguire è quella di organizzare l’arredamento del ristorante creando dei piccoli spazi “privati” per ogni cliente o gruppo di clienti. Le sedie e i tavoli del ristorante non devono essere posizionati ne’ troppo distanti ne’ troppo vicini gli uni agli altri. Per creare spazi differenti si potrebbe giocare con le illuminazioni, utilizzando dei faretti a led facili da orientare, con gli specchi o con le piante, disponendole in modo tale da non intralciare il passaggio dei clienti e del personale.
    L’arredamento del ristorante vero e proprio deve essere scelto in relazione ai colori e ai tipi di rivestimenti di pavimenti e pareti, per rendere l’ambiente il più caldo e accogliente possibile. Quindi, a meno che non si tratti di un particolare tipo di ristorante, come ad esempio di cucina macrobiotica o cucina etnica, l’unico obiettivo è quello di mettere il cliente a suo agio, cercando di trasmettergli una sensazione di calma e relax. Non si sta parlando di scegliere un arredamento per ristorante raffinato piuttosto che uno spartano (questo dipende molto dai gusti del proprietario), l’importante è che sia curato e soprattutto mantenuto pulito e in buono stato: avere davanti ai propri occhi delle sedie, dei mobili o dei divanetti per ristorante logori o usurati produrrebbe un effetto negativo, come è facilmente intuibile.
    I colori delle pareti a tinte pastello sono da preferire al posto di quelli più sgargianti, per non infastidire gli occhi dei clienti e per evitare il rischio che possano stancare nel lungo periodo.
    Il personale deve disporre di una divisa standardizzata (meglio ancora se suddivisa a seconda del ruolo che svolge ogni addetto), deve mantenere un atteggiamento cortese e disponibile e deve sempre prestare attenzione a mantenere il locale e il tavolo del cliente pulito ed in ordine.
    Infine un consiglio sul logo e sulla grafica in generale, soprattutto quella utilizzata all’interno dei menù o sulle lavagnette appese nel locale: la parola d’ordine anche in questo caso sono semplicità e chiarezza, al fine di trasmettere un messaggio diretto, senza creare confusione.

  • Crociere in barca a vela nella Grecia Ionica

    Isole baciate dal sole per oltre 300 giorni all’anno, spiagge luminose e un mare caldo dai colori vividi, paesaggi da cartolina che promettono di stupire gli occhi e di conquistare il cuore: è la Grecia Ionica, una destinazione magica per una crociera da sogno in barca a vela.

    Crociere Vela Favero organizza entusiasmanti crociere in barca a vela nella Grecia Ionica, con imbarchi settimanali che portano alla scoperta di vere e proprie perle come Corfù, Murtos, Paxoi, Antipaxoi, Lefkas, Skorpion, Itaca, Cefalonia.

    A bordo della Penelope I, barca a vela di 16 metri modello Sun Odissey, gli skipper Eugenio Favero e Paola Brocca accompagnano i propri ospiti in un’avventura emozionante lungo le rotte che furono di Ulisse e del suo mitico viaggio verso casa. Tra il mare azzurro e i paesaggi coloratissimi, veleggiando sospinti dal Maestrale che in queste zone è il padrone di casa, è possibile vivere giorno dopo giorno il fascino e il senso di libertà che solo la barca a vela sa offrire. Non mancheranno gli scali a terra, con l’occasione di conoscere la straordinaria cultura di queste isole e di lasciarsi avvolgere dalla calda ospitalità della gente del luogo. La crociera nella Grecia Ionica è anche sinonimo di un viaggio senza tempo, tra le rovine e i siti archeologici della Grecia Antica e della sua eredità di oltre 7000 anni di storia.

    Dai momenti di navigazione agli ancoraggi in baia, ogni istante viene vissuto tra divertimento e totale relax, un’esperienza unica per immergersi tra i colori, i sapori e le tradizioni di questo angolo di Mediterraneo.

    Per maggiori informazioni sugli itinerari di questa e delle altre crociere in barca a vela visita il sito all’indirizzo www.crocierevelafavero.it.

  • Al ROMEO HOTEL è ancora SUSHI E BOLLICINE!

    Sushi e Bollicine è l’iniziativa del ROMEO Sushi Bar & Restaurant che accosta gli originali sapori dell’Oriente al gusto frizzante del prosecco. Per soddisfare le richieste dei Sushi Lovers partenopei (e non!), l’iniziativa, partita lo scorso ottobre, è stata estesa fino al 21 dicembre.

    Sushi e bollicine è un menu di 4 portate, tra cui Edamame, Maki e Nigiri, per un viaggio nel gusto dell’Estremo Oriente, abbinato a un calice di prosecco, che esalta il gusto del sushi, perché l’anidride carbonica delle bollicine pulisce il palato e lo prepara per il boccone successivo.

    Sushi e bollicine è quindi un’esperienza da vivere da soli o in compagnia nell’esclusiva location del ROMEO Sushi Bar & Restaurant.

    Sushi e prosecco, il mix è perfetto!

    Prezzo 40 € per persona.

    Dalle ore 20.00. È consigliata la prenotazione.

    Il Romeo Sushi Bar & Restaurant è chiuso il lunedì.

    Info e prenotazioni – Romeo hotel

    Via Cristoforo Colombo, 45 – Napoli. Tel +39 081 0175001 – [email protected]

  • Due nuove Perle in Italia e Svizzera

    Altre due stazioni alpine all’avanguardia in fatto di mobilità dolce entrano a far parte della rete Alpine Pearls che promuove forme di trasporto alternative alle automobili in montagna. Si diffonde a macchia d’olio un diverso tipo di turismo che attira sempre più persone verso le località che propongono una vacanza silenziosa, priva di traffico, a stretto contatto con i paesaggi e la natura degli angoli più belli delle Alpi.

    Malles
    Capoluogo dell’Alta Val Venosta (Alto Adige), si trova a 1051 metri di quota e si presenta come un centro ricco di storia, tradizioni, cultura oltre che in grado di proporre un’ampia gamma di attività sportive da praticare all’aria aperta. Si raggiunge in treno grazie alla ferrovia della Val Venosta che la collega con Merano e Bolzano, è dotata di un efficiente servizio di bus e navette che collegano il centro storico con le principali mete turistiche, sciistiche ed escursionistiche ed è stato il primo comune altoatesino ad attivare il servizio di car sharing che da questo mese di novembre si arricchisce di mezzi elettrici. Grazie alla centrale idroelettrica di proprietà del Comune e alla centrale a biomassa di Sluderno, Malles produce il 100% dell’energia consumata, compresi gli impianti sciistici di Watles che vengono alimentati esclusivamente da fonti rinnovabili. Per quanto riguarda le attività da praticare, Malles offre turismo culturale con la visita all’abbazia benedettina più alta d’Europa, Monte Maria, e sport con le piste da sci del comprensorio Ortler Ski Arena, ciaspole e scialpinismo d’inverno, oltre che escursionismo adatto anche alle famiglie e mountain bike in estate. Di particolare pregio è l’ambiente naturale inserito all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio.
    Tutti gli ospiti che trascorrono almeno una notte a Malles ricevono la Mobil Card con cui spostarsi gratuitamente con i mezzi pubblici in tutta la provincia di Bolzano.

    Le proposte per l’inverno 2014-2015
    5 e 6 dicembre 2014 – In occasione della festa di San Nicolò, a Malles e in tutta la Val Venosta vengono organizzate processioni in cui il santo vestito di bianco attraversa le strade del centro anticipato dai diavoli che animano di rumore e confusione il corteo.
    22 febbraio 2015 – Un rito che risale alla notte dei tempi, è lo “Scheibenschlagen”. Con questa antica tradizione gli abitanti della Val Venosta, nella prima domenica di Quaresima, rendono omaggio all’amore e alla fertilità, ed esortano la primavera a mostrare il suo volto fiorente. Bambini e adulti, ma per tradizione solo giovani uomini, tengono dischi di legno rotondi o quadrangolari, dipinti o intagliati che vengono incendiati in un falò all’aperto e “lanciati” con una speciale tecnica cantando delle antiche formule di auguri. Quanto più lontano i dischi volano nell’oscurità, più fortuna porteranno.
    Segue poi l’evento principale di questo rito: il rogo della strega. Le cosiddette “streghe” vengono piantate sulle colline sopra al paese. Si tratta di croci in legno avvolte nella paglia alte parecchi metri, che alla fine del rito vengono incendiate e brillano da lontano.
    27 febbraio – 3 marzo 2015 – 20 anni dopo la fortunata edizione del 1995, presso la stazione sciistica di Watles si terranno i Campionati Mondiali di Ski Bob, una divertente specialità con cui solcare le nevi ed esibirsi in mirabolanti slalom.

    Le Diablerets
    Siamo nella Svizzera francese, a pochi kilometri dal lago di Ginevra, nel Comune di Ormont-Dessus. Anche Les Diablerets si raggiunge in treno grazie alla straordinaria ferrovia alpina inaugurata esattamente 100 anni fa, nel 1914.
    La stazione è una di quelle storiche della svizzera soprattutto grazie allo sci: il primo skilift è stato costruito addirittura nel 1942, mentre il collegamento con il ghiacciaio è stato inaugurato nel 1956. Sia in estate che in inverno i turisti hanno a disposizione un sistema di navette e autobus per raggiungere tutte le più importanti mete della località. In inverno è possibile sciare su 125 km di piste fino ai 3000 metri di quota su ghiacciaio, dove gli impianti hanno aperto lo scorso 25 ottobre (http://www.glacier3000.ch/en/index.cfm). Inoltre ci sono 30 km di piste di fondo, una pista di slittino lunga 7 km, oppure escursioni con le ciaspole e pattinaggio presso il Palazzo del ghiaccio. In estate Les Diablerets presenta 250 km di percorsi da trekking,
    100 km di percorsi MTB, Vie ferrate e parchi avventura oltre che una speciale pista per mountain bike elettriche che verrà inaugurata nell’estate 2015.

    Le proposte per l’inverno 2014-2015
    I bambini fino a 9 anni soggiornano e sciano gratis per tutta la stagione invernale.
    20 e 21 novembre 2014 – Sul ghiacciaio di Les Diablerets si terranno le Snowboard Series, spettacolari competizioni di snowboard acrobatico con tanto di salti, half pipe e snow board cross.
    28 e 29 marzo 2015 – Sempre sul ghiacciaio a 3000 metri di quota, una due giorni dedicata a tutti gli appassionati di freeride, lo sci libero e fuoripista che rappresenta una vera e propria filosofia di vita, più che uno stile di discesa.

    (Ufficio Stampa Alpine Pearls Italia: officinekairos.it)

  • Potocco Spa arreda il Natale 2014 con idee regalo colorate, funzionali e di tendenza

    Il Natale 2014 si avvicina e Potocco Spa suggerisce 6 modelli della sua produzione, sia a marchio Potocco che accademia, come originali idee regalo per tutti i gusti ed esigenze. Pensando a chi non si accontenta di avere una sola funzione da un singolo pezzo d’arredo, l’azienda del Distretto della Sedia con sede a Manzano propone Mezzaluna, un funzionale tavolino che al suo interno contiene un comodo e pratico pouf in caldo tessuto o pelle. Per chi desidera dare luce e calore anche alle buie giornate invernali l’ideale è Nest, la lampada ad intreccio realizzata con cordino nautico e proposta nella versione small a sospensione o come lampada da tavolo. Se invece si è alla ricerca di un regalo che comunichi estrema comodità allora è il caso dei pouf Pillow, dal design fresco e minimal e Herm, sofisticato ed elegante. Infine Paco, il tavolino da caffè con manico in cuoietto facilmente utilizzabile come comodo appoggio in ogni stanza della propria abitazione.

    MEZZALUNA (Design Gianluigi Landoni per Potocco)
    Un insieme armonioso di forme e materiali che si uniscono fra loro: è Mezzaluna, l’originale complemento d’arredo realizzato da Potocco per vivacizzare la zona living. Versatile e funzionale, è un tavolino che, con un semplice gesto, si apre per lasciare spazio ad un comodo e moderno pouf disponibile sia in tessuto che in pelle o ecopelle. Design essenziale per una soluzione che permette di sfruttare assieme un solido piano d’appoggio senza rinunciare alla comodità di un elemento d’arredo da utilizzare come seduta o poggiapiedi. Firmato da Gianluigi Landoni il tavolino è dotato di un piano specchiato che si inserisce all’interno della struttura in legno a tutto tondo.
    STRUTTURA: frassino. FINITURE: naturale, moka, grigio plumbeo, wengè, carbone, tabacco, biscotto, anilina grigio scuro, anilina grigio perla, anilina prugna, anilina beige. PIANO: alluminio, MDF. RIVESTIMENTI POUF: tessuto, ecopelle e pelle disponibili in numerose varianti colore. DIMENSIONI: struttura tavolo H 40cm – Ø 100cm; pouf H 35cm – Ø 92cm. PREZZO: a partire da 882€

    NEST (Design Davide Gallo – Ouch Studio per accademia)
    Esclusive, moderne ed eleganti, queste le caratteristiche delle lampade intrecciate Nest disegnate da Davide Gallo – Ouch studio per accademia. Sia nella versione a sospensione (H 16cm L 16cm, cavo 200cm) che in quella da tavolo con struttura in faggio naturale (H 46,5cm – L 33cm – Ø 16cm, cavo 200cm), la lampada Nest dona agli interni un tocco di classe insolito e accogliente. La particolare trama ad intreccio e la mano artigianale tipica del brand accademia ne delineano l’unicità rendendole inimitabili. Le svariate varianti colore disponibili accontentano tutti i gusti e le esigenze abitative: dai colori più neutri come il canapa il bianco e l’antracite, che ben si sposano con gli elementi d’arredo più sobri ed eleganti, alle tinte accese come il blu navy, arancio, viola, verde fluo e azzurro, ideali per vivacizzare gli interni con stile. CORDINO NAUTICO: bianco, antracite, canapa, blu navy, bordeaux, ciano, verde inglese, verde fluo, arancio fluo, viola. STRUTTURA LAMPADA DA TAVOLO: faggio naturale. PREZZO: Nest small a sospensione 226€; Nest lampada da tavolo 495€.

    PILLOW (Design Paolo Martinig per accademia)
    I cuscini prendono forma e si trasformano in una seduta mordida, confortevole e di tendenza: questa l’origine del pouf Pillow e dell’intera famiglia di sedute e sgabelli di cui fa parte. Il cuscino soffice e comodo è perfetto sia per la seduta che come poggiapiedi e sembra quasi una leggera nuvola fluttuante sopra la candida struttura in faggio. L’equilibrato contrasto tra il chiaro legno di faggio del telaio e le tinte vivaci in cui è disponibile il rivestimento, completamente sfoderabile, rende il pouf Pillow facilmente accostabile agli arredi del nostro salotto a cui riesce a donare un tocco di briosità. STRUTTURA: faggio. FINITURE: naturale, mogano, moka, grigio plumbeo, tabacco, wenge, noce nazionale, noce scuro, biscotto, anilina grigio scuro, anilina grigio chiaro, anilina prugna, anilina beige, anilina nera e laccato.RIVESTIMENTI POUF: tessuto in diverse tonalità e fantasie, pelle e ecopelle. DIMENSIONI: H 45cm – P 45cm – L 45cm, Seduta 45cm. PREZZO: a partire da 340€

    HERM (Design Gianluigi Landoni per Potocco)
    Raffinato e più che mai attuale il pouf Herm, disegnato da Gianluigi Landoni per Potocco, unisce l’eleganza alla straordinaria comodità. Il rivestimento, che si distingue per la differente trama di lavorazione, e la cinghia in cuoio che immaginariamente sembra unire la parte superiore a quella inferiore del pouf, sono le peculiarità del prodotto. La singola seduta diventa protagonista in qualsiasi ambiente d’utilizzo ed è capace di offrire la giusta soluzione per arredare gli interni con gusto contemporaneo e moderno. Un elemento indispensabile, quindi, per praticità e valenza estetica. RIVESTIMENTI: tessuto, pelle e ecopelle in diverse tonalità. DIMENSIONI: H 40cm – Ø 60cm. PREZZO: a partire da 627€

    PACO (Design Studio Potocco per Potocco)
    Il tavolino da caffè Paco è leggero, pratico e funzionale, una novità che sembra già essere un must have per chi da un complemento d’arredo cerca non soltanto la bellezza estetica. L’intelligente struttura in frassino si compone di tre sottili gambe dalle linee essenziali una delle quali si estende oltre il piano d’appoggio per diventare una facile presa che, grazie ad un elegante rivestimento in cuoietto, rende comodo ogni spostamento del tavolino da un ambiente all’altro. Le venature del legno e le cuciture a vista del cuoio sono dei dettagli di stile che donano a Paco forza e dinamismo.
    STRUTTURA: frassino. FINITURE: naturale, moka, grigio plumbeo, wengè, carbone, tabacco, biscotto, anilina grigio scuro, anilina grigio perla, anilina prugna, anilina beige DIMENSIONI: H 40 cm – P 40 cm – L 40 cm. PREZZO: 391€

    Potocco Spa
    Nata nel 1919 come piccola bottega artigianale, Potocco Spa è oggi una delle principali aziende friulane del Triangolo della Sedia, specializzata nella produzione di sedie, tavoli e complementi d’arredo per uso indoor e outdoor dedicati sia al mercato residenziale sia a quello contract. Per rispondere alle nuove esigenze di mercato nel 1989 l’azienda da vita al marchio accademia, caratterizzato da linee di prodotto che anticipano stili e tendenze grazie al design innovativo e all’utilizzo di materiali all’avanguardia. L’azienda concentra tutta la sua produzione negli oltre 40 mila mq della sede di Manzano (UD) dove può contare sulla collaborazione di circa 90 dipendenti. Lunga tradizione artigianale, mano d’opera altamente specializzata, capacità di realizzare progetti custom made e agilità nel rispondere alle richieste del mercato e a specifiche nicchie del settore lusso, sono i punti di forza che hanno permesso all’azienda di ottenere un successo internazionale, confermato nel 2014 dalla presenza del marchio in 550 rivenditori nel mondo e da un fatturato che si attesta a 17 milioni di Euro, registrando un +11% rispetto all’anno precedente.

    Per ulteriori informazioni:

    BLU WOM
    www.bluwom.com | Udine – Milano
    Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]
    Tel. 0432 886638 Fax 0432 886644

  • Esplorare l’India come detective per i diritti umani

    Esce il terzo libro in tre anni di una autrice che propone un nuovo genere: racconti di viaggio , dei suoi viaggi, come detective dei diritti umani. Dopo i Pigmei e i Nativi Americani

    (Io e i Pigmei, Polaris, 2011, e La mia Tribù, Polaris 2013) esce: In India. Cronache per veri viaggiatori di Raffaella Milandri (Ponte Sisto, 2014).

    La Milandri -scrittrice, fotografa e attivista per i diritti umani-viaggia in solitaria in remoti angoli di mondo per raccogliere prove e testimonianze di violazioni dei diritti umani dei popoli indigeni, quei popoli che, lontani dalla frenesia del mondo occidentale, ne sono spesso vittime allorquando, nelle loro terre, vengono scoperte risorse preziose all’ “uomo moderno”.

    E’ questo il caso degli indigeni di Niyamgiri, in Orissa: un ricco giacimento di bauxite ha sconvolto le loro vite pacifiche nei villaggi. Una multinazionale ha aperto una miniera per estrarre il minerale e e un impianto di lavorazione per trasformarlo in alluminio. Una montagna sacra alla gente dei villaggi viene violata dagli scavi e l’inquinamento distrugge piante, e uccide animali e uomini. Portare a galla la verità sarà lo sforzo della Milandri, detective instancabile: e saranno proprio gli indigeni a raccontarla e a svelare una realtà molto peggiore del previsto; a testimoniare, anche la tribù primitiva dei Dongria Khond. La situazione di Niyamgiri è tuttora in bilico e la miniera ancora minaccia i villaggi: il libro della Milandri è estremamente attuale e racconta una verità diversa da quella che dipingono i media. Ad arricchire il libro, preziosi consigli di viaggio per l’India, per come viverla fuori dagli schemi,

    e una serie di preziose immagini in bianco e nero. Dice l’autrice: “Un viaggio estremamente pericoloso, dove il fatto di essere donna mi è stato di estremo aiuto: sono stata sottovalutata e grazie a questo ho avuto accesso a luoghi inaccessibili e informazioni riservate”.

    Chi è Raffaella Milandri

    Dice Raffaella Milandri : “Viaggiare non vuol dire visitare luoghi, ma percepire l’animo dei popoli”. Scrittrice, fotografa e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, è viaggiatrice

    solitaria ed è stata accolta da tribù nei più remoti angoli di mondo.

    La Milandri si dedica alla scrittura, alla fotografia e ai reportage, intesi come strumento di sensibilizzazione e divulgazione sul tema dei diritti umani e delle problematiche sociali.

    Dice di sè: “Amo le persone semplici, e sono fiera di essere una di loro”. Raffaella Milandri si impegna in campagne informative e lancia appelli e petizioni attraverso conferenze, filmati, libri e interviste diffusi su media e social network. Varie le partecipazioni televisive e radiofoniche in Italia , numerosi gli articoli sui suoi viaggi, su quotidiani e riviste. I suoi viaggi in diretta su Facebook sono un evento mediatico molto seguito. Dal 2010 è membro adottivo della tribù dei Nativi Americani Crow, in Montana.

  • Farmaco brevetto scaduto: la responsabilità del medico prescrittore

    L’Avvocato Andrea Castelnuovo affronta alcuni aspetti di criticità sulla prescrizione del farmaco brevetto scaduto tracciando i profili di responsabilità del medico prescrittore.

    Occorre verificare se la normativa sul farmaco generico presenti aspetti di criticità a carico del medico prescrittore: è vero che la prescrizione di un farmaco di carattere amministrativo che impegna seriamente il servizio sanitario nazionale e che legittima la consegna della somministrazione di un determinato farmaco che senza prescrizione non può essere assunto, ma non si può dimenticare che il fruitore di questa autorizzazione amministrativa è un paziente che ha il diritto di essere curato nel migliore dei modi possibili.

    Se il codice comunitario dei medicinali del 2006 stabilisce le modalità con cui entra in commercio il farmaco generico, altre normative succedutesi nel tempo hanno stabilito il percorso che deve rispettare il medico quando si tratti di prescrivere un farmaco brevetto scaduto.

    La prima norma che ha disciplinato il fenomeno è contenuta nell’articolo uno del decreto-legge 27 maggio 2005 n. 87 (convertito dalla legge 149 del 2005): “Il farmacista … è obbligato sulla base della sua specifica competenza professionale ad informare il paziente dell’eventuale presenza in commercio di medicinali aventi uguale composizione in principi attivi, nonchè forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio e dosaggio unitario uguali. Qualora sulla ricetta non risulti apposta dal medico l’indicazione della non sostituibilità del farmaco prescritto, il farmacista, su richiesta del cliente, è tenuto a fornire un medicinale avente prezzo più basso di quello del medicinale prescritto”.

    La norma era piuttosto semplice nella sua efficienza operativa: quando un medico prescrive un farmaco a brevetto scaduto e non apponga sulla ricetta la clausola della non sostituibilità (“sic volo”), il farmacista informa il paziente/cliente del fatto che esistono diversi preparati a base del medesimo principio attivo e, su richiesta dello stesso, gli fornisce quello che costa di meno.

    Dunque abbiamo un professionista in camice bianco (il medico) al quale la norma attribuisce una facoltà, ossia la facoltà di scegliere se apporre o meno sulla ricetta la clausola di non sostituibilità.

    Abbiamo poi un altro professionista in camice bianco (il farmacista) il quale, dopo aver informato il cliente, ha l’obbligo di legge di consegnargli il farmaco che al prezzo più basso. E’ evidente che se la legge attribuisce ad un soggetto la possibilità di scegliere tra varie condotte, gli attribuisce inevitabilmente anche la responsabilità di quelle scene: il medico si è rappresentato che esistono in commercio diversi farmaci aventi lo stesso principio attivo, uno dei quali è l’originator a brevetto scaduto e tutti gli altri bioequivalenti? Ha valutato le ragioni scientifiche che, eventualmente e nel singolo caso, potessero far propendere per la scelta di un farmaco piuttosto che di un altro?

    Ora, se il medico non sceglie per il paziente apponendo la clausola di non sostituibilità ad uno dei vari farmaci basati su uno stesso principio attivo, significa che dal suo punto di vista non esiste alcuna differenza tra l’una e l’altra scatola: sono fondamentalmente uguali, per quanto attiene al percorso terapeutico del paziente. Il che, nella stragrande maggioranza dei casi è vero.

    Vedremo tra poco, ma è arcinoto ed esula dalle mie competenze meramente giuridiche per entrare in quelle più propriamente scientifiche, che esistono alcuni elementi che possono avere una influenza di carattere medico legale laddove si tratta di scegliere, a parità di principio attivo, un farmaco piuttosto che l’altro: se il farmaco di per sé o in relazione alla tipologia del paziente è un farmaco a indice terapeutico ristretto, probabilmente uno scarto importante nella biodisponibilità tra il farmaco A e il farmaco B potrebbe avere incidenza sull’efficacia della terapia.

    Se il paziente ha una intolleranza o un’allergia, probabilmente per lui la questione degli eccipienti assume rilievo: se il mio paziente è celiaco o diabetico, forse è meglio che io mi rappresenti e che gli rappresenti, gestendola per lui e con lui, che esistono in commercio farmaci a base del principio attivo che gli utile che contengono glutine o zucchero tra gli eccipienti.

    Se il medico si è rappresentato problema e l’ha gestito, ovviamente non incorrerà in alcuna responsabilità: ovviamente, stiamo dando per scontato che la scelta del farmaco (del principio attivo) sia corretta per il paziente, trattandosi qua di una responsabilità non per aver sbagliato completamente la terapia dando al paziente il principio attivo sbagliato, ma di indagare l’eventuale responsabilità per non aver gestito quale tra i vari preparati a base del medesimo principio attivo il paziente andasse ad acquistare in farmacia.

    Se il medico non si è rappresentato il problema e quindi ovviamente non l’ha gestito lasciando che il paziente acquistasse in farmacia il farmaco con il prezzo più basso o, comunque, quello che il farmacista gli ha venduto o che egli stesso ha preferito acquistare in assenza della clausola di non sostituibilità apposta dal medico, è evidente che quella mancata scelta non possa che essere addossata al medico qualora comporti effetti pregiudizievoli per il paziente: caro dottore, non hai tenuto conto del fatto che sono allergico alle proteine della soia, non hai gestito il fatto che quel particolare farmaco avesse tra gli eccipienti proprio la soia, ho avuto una reazione anafilattica per l’esposizione all’allergene e quindi ritengo che questo danno sia ascrivibile alla tua responsabilità.

    La regola è semplice e cristallina: se al medico è attribuita una facoltà di scegliere per il paziente (meglio, con il paziente) il farmaco adatto alle sue esigenze terapeutiche, il professionista è tenuto a utilizzare questo strumento con scienza e coscienza sulla base dei dati scientifici che la legge presume egli conosca pienamente.

    Tutta questa problematica non è mutata, ma si è acuita, per effetto delle modifiche legislative intervenute nel 2012, quando il legislatore è intervenuto per ben tre volte sulla tematica della prescrizione del farmaco generico.

    La prima norma che intervenute nel mese di gennaio 2012 ha apportato una modifica non sconvolgente ma mere specificazioni:

    così dispone il decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1, con l’articolo 11, comma 12: Il medico, nel prescrivere un farmaco, è tenuto, sulla base della sua specifica competenza professionale, ad informare il paziente dell’eventuale presenza in commercio di medicinali aventi uguale composizione in principi attivi, nonché forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio e dosaggio unitario uguali. Il farmacista, qualora sulla ricetta non risulti apposta dal medico l’indicazione della non sostituibilità del farmaco prescritto, dopo aver informato il cliente e salvo diversa richiesta di quest’ultimo, è tenuto a fornire il medicinale prescritto quando nessun medicinale fra quelli indicati nel primo periodo del presente comma abbia prezzo piu’ basso ovvero, in caso di esistenza in commercio di medicinali a minor prezzo rispetto a quello del medicinale prescritto, a fornire il medicinale avente prezzo più basso.

    Ciò che cambia, in effetti, è un dovere ancora più stringente per il farmacista che è obbligato a fornire il medicinale avente il prezzo più basso, salva diversa richiesta del cliente: nella norma del 2001, invece, il farmacista consegnava al cliente il farmaco meno costoso soltanto se questi gliene facesse richiesta: è una differenza che appare a prima vista di poco conto, ma in realtà rende il percorso ancora più netto rispetto prima.

    Abbiamo un medico che ha una facoltà di scelta e un farmacista che non è alcuna, essendo tenuto per legge a dare il farmaco che costa meno.

    Il cambiamento epocale è avvenuto invece pochi mesi dopo, quando l’articolo 15, comma 11-bis del DL n.95/2012 (convertito in legge 135 del 7/8/2012) ha introdotto un tema completamente nuovo nel nostro ordinamento che la prescrizione per principio attivo:

    la norma di agosto 2012 stabilisce che il medico che curi un paziente,

    1) per la prima volta, per una patologia cronica,

    2) per un nuovo episodio di patologia non cronica

    per il cui trattamento sono disponibili piu’ medicinali equivalenti, e’ tenuto ad indicare nella ricetta la sola denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco.

    Il medico ha facolta’ di indicare altresi’ la denominazione di uno specifico medicinale a base dello stesso principio attivo; tale indicazione e’ vincolante per il farmacista ove in essa sia inserita, corredata obbligatoriamente di una sintetica motivazione, la clausola di non sostituibilità.

    Con Nota del Ministero della Salute del 24/9/2012 si è chiarito che la ricetta risponde a legge se indica il solo principio attivo, ovvero il principio attivo + il nome di un medicinale a base di tale principio attivo. E che non è conforme a legge la ricetta che indichi soltanto il nome di uno specifico medicinale.

    Inoltre, il Ministero afferma che la clausola di non-sostituibilità:

    • deve essere obbligatoriamente accompagnata da una sintetica motivazione.
    • non può fare riferimento alla presunta o dichiarata volontà del paziente
    • non può riferirsi, tautologicamente, a generiche valutazioni di ordine clinico o sanitario
    • deve succintamente indicare le specifiche e documentate ragioni che rendono necessaria la somministrazione al paziente di quel determinato medicinale, anziché un equivalente (ad esempio, accertata intolleranza del paziente a determinate sostanze comprese fra gli eccipienti di altri medicinali a base dello stesso principio attivo).

    Il legislatore del 2012 è intervenuto una terza volta nello stesso anno, ulteriormente modificando (senza alcuno stravolgimento) la norma di agosto.

    L’articolo 13 bis del decreto-legge 18/10/ 2012 n. 179 (convertito in legge 17/12/202 n. 221) sostituisce l’art 11 bis del DL 95 come segue:

    Il medico che curi un paziente, per la prima volta, per una patologia cronica, ovvero per un nuovo episodio di patologia non cronica, per il cui trattamento sono disponibili piu’ medicinali equivalenti, indica nella ricetta del Servizio sanitario nazionale la denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco oppure la denominazione di uno specifico medicinale a base dello stesso principio attivo accompagnato dalla denominazione di quest’ultimo.

    L’indicazione dello specifico medicinale e’ vincolante per il farmacista ove nella ricetta sia inserita, corredata obbligatoriamente da una sintetica motivazione, la clausola di non sostituibilita‘

    L’indicazione e’ vincolante per il farmacista anche quando il farmaco indicato abbia un prezzo pari a quello di rimborso, fatta comunque salva la diversa richiesta del cliente” non vi sono, come si vede, modifiche di eccezionale rilievo.

    Effettivamente, con la norma di agosto 2012 il mondo sembra essere davvero cambiato, quanto meno per quanto riguarda i “nuovi” pazienti cronici, posto che per i “vecchi” pazienti cronici continua ad applicarsi la normativa del 2001 così come lievemente modificata a gennaio 2012 (per i vecchi pazienti cronici, quelli già in cura ad agosto 2012, non c’è l’obbligo di succinta motivazione a compendio della clausola di non punibilità, e non c’è l’obbligo della prescrizione per mero principio attivo).

    Questa nuova modalità operativa nella prescrizione del farmaco brevetto scaduto è stata salutata, in linea molto generale, dalla classe medica con un certo sfavore, perché sembrava (sembra) che in qualche maniera vincoli il medico a rispettare percorsi burocratizzanti che conculcano la sua libertà di scienza e coscienza quando si tratta di prescrivere il farmaco al paziente.

    Tuttavia, la regola è questa e deve essere rispettata e, per poterla rispettare, è necessario conoscerla.

    Il fatto che la clausola di non sostituibilità oggi debba essere corredata di una sintetica motivazione non significa che non possa essere apposta, anzi significa che deve essere apposta in ragione delle numerose motivazioni che lo stesso ministero ha evidenziato all’attenzione della classe medica (e che oggi sono addirittura acquisite dai vari supporti e dalle varie piattaforme informatiche in base alle quali si emettono e compilano le ricette).

    Ed allora, ecco alcune delle motivazioni che possono essere apposte a sostegno della clausola di non sostituibilità: A: allergia; C: celiachia; L: paziente intollerante al lattosio; F: paziente affetto da fenilchetonuria (no aspartame); D: diabetico; R: motivi religiosi; C: motivi culturali

    Più nel dettaglio: ipersensibilità, intolleranza, interazione o controindicazione ad eccipienti: a titolo esemplificativo:

    • parabeni
    • coloranti (ad esempio E102, E216, E218)
    • olio di arachidi non raffinato
    • intolleranza al lattosio, al glutine, all’aspartame nella fenilchetonuria
    • glucosio e saccarosio ai diabetici
    • interazione dell’alcool etilico con disulfiram e con metronidazolo
    • interazione del polipropilenglicole, controindicato nell’insufficienza renale, con disulfiram e metronidazolo

    Obiettive difficoltà di assunzione

    Ricomprende situazioni di difficile palatabilità o analoghe difficoltà, con particolare riguardo all’ambito pediatrico.

    Terapia complessa /Problematiche assistenziali

    Difficile gestione del paziente in relazione al deficit cognitivo o sensoriale o di particolare complessità della terapia che possano esporre i pazienti ad errori di assunzione per confusione tra confezioni Se questo strumentario a disposizione del medico a tutela del proprio paziente e anche della propria responsabilità sia un sufficiente non sta a chi scrive giudicare.

    Certo è che si potrebbero immaginare situazioni e contesti diversi: è da vent’anni che utilizzo quel particolare farmaco per i miei pazienti, ho una storia basata sull’evidenza che mi consente di ritenere che non vi siano particolari problemi o che comunque possano essere gestiti in un determinato modo, per quale ragione debbo di punto in bianco cambiare il farmaco ai pazienti che hanno avuto la sventura di ammalarsi dopo il 2012?

    Sono, come debbo essere, un accanito lettore della letteratura scientifica, so riconoscere l’importanza degli studi clinici e della farmacovigilanza, so che studi e letteratura difficilmente contemplano differenze nella biodisponibilità (fatti salvi, ovviamente, quegli studi che indagano specificamente il tema della bioequivalenza): posso decidere, in scienza e coscienza, che il farmaco tradizionale che è stato usato negli studi e analizzato in letteratura sia quello che voglio dare al paziente e non anche uno che sia “solo” bioequivalente?

    Posso valutare e decidere se un determinato produttore sia più affidabile di quello che ieri mattina ha immesso in commercio il farmaco che costa di meno? Posso, ancora, tenere in considerazione che il mio paziente è una persona in difficoltà e che anche la sua percezione ha un rilievo nel percorso terapeutico, e che se gli cambio la pillola o la scatola probabilmente potrebbe avere la percezione che la vecchia terapia (che peraltro funzionava benissimo) in realtà non andava bene e che gli sto facendo sperimentare un qualche cosa di nuovo?

  • COMUNICATO STAMPA 7 NOVEMBRE: UNA CENA DI RACCOLTA FONDI PER SOSTENERE L’ATTIVITA’ DI CROCE ROSSA COMITATO LOCALE DI MONZA

    Una cena di raccolta fondi per sostenere le attività di Croce Rossa Comitato Locale di Monza. Si svolgerà il 7 novembre al Ristorante Il Noble, all’interno della splendida corte di San Gerardo, e sarà un momento per condividere con numerosi amici l’impegno che ogni giorno contraddistingue Croce Rossa.

    Per l’occasione saranno presenti numerosi ospiti istituzionali nonché le associazioni del territorio. L’evento è reso possibile anche grazie alla generosità dimostrata dai partner della serata: il Ristorante Il Noble, che donerà a Croce Rossa Comitato Locale di Monza una parte dell’incasso, e Acsm – Agam, sponsor dell’iniziativa.

    Il programma prevede alcuni momenti d’intrattenimento come l’asta benefica con numerosi premi fra i quali le tele della pittrice LeoNilde Carabba (artista monzese i cui quadri sono oggi esposti in tutto il mondo) e l’esibizione dei vice campioni nazionali di ballo da sala.

    “Per Croce Rossa – spiega il commissario Orazio Nelson De Lutio – si tratta di un momento importante. La cena è un’occasione per fare il punto sulla nostra attività e condividerla con tutti coloro che in questi anni ci hanno sostenuto e ci sostengono con generosità ed anche per ringraziare i nuovi amici che hanno abbracciato con entusiasmo la nostra causa”.

  • Professione notaio, tra ignoranza e incapacità comunicativa

    Il mondo professionale del notariato è stato vittima, negli ultimi anni, di un continuo attacco alla popolarità della categoria. Questo abbattimento, opera non di forse consapevoli o ipotetici avversari, ha la sua origine nell’inconsapevole ignoranza dell’opinione pubblica e nelle inefficaci risposte degli organi ufficiali del notariato italiano. Ad oggi, infatti, chi cerca un notaio o vuole eseguire un calcolo delle spese notarili per atti e pratiche, parte da una posizione di sfiducia generale nella categoria, convinto di trovarsi di fronte a degli azzeccagarbugli che si fanno pagare somme esorbitanti per una “semplice” firmetta su un foglio.


    Questa convinzione, radicata da anni nella mente degli italiani, viene oggi esasperata dalla presunta potenza informativa di internet che, come viene presentato su molti siti, millantano soluzioni rapide e facili per ogni quesito di ambito notarile, arrivando a follie amministrative come preventivi immediati e pagine automatiche per il calcolo delle spese notarili. A dimostrazione della necessità del ruolo del notaio nell’affrontare pratiche di varia complessità (donazioni, atti di proprietà, cessazioni, revoche e tantissime altre) bastano i numerosi problemi che servizi online poco affidabili creano ogni giorno a centinaia di persone che, di fronte alla chimera dei servizi a poco prezzo, si ritrovano poi a dover affrontare problemi e danni economici notevoli derivati da una valutazione non corretta delle proprie vicende notarili.


    Facciamo l’esempio di una richiesta a uno studio notarile serio per un atto immobiliare: affidarsi a un calcolo automatico delle visure ipotecarie e non rivolgersi a un professionista per risparmiare qualche euro può portare addirittura, in certi casi, alla perdita della casa. La necessità del notaio, in questo senso, deriva dalla sua preparazione e dal suo ruolo di protettore delle parti coinvolte nell’atto in oggetto. Alla fine, chi cerca un notaio disposto a soprassedere su alcuni dettagli solo per risparmiare e chi utilizza servizi online per sostituirsi al professionista, otterrà solo risultati imprecisi e dagli esiti dubbi, se non addirittura dannosi.

    Il notaio che segue la deontologia, invece, è pronto fornire solo prestazioni complete ed esaurienti, previo studio minuzioso del caso da trattare e presentazione delle spese totali da affrontare. Per quanto riguarda internet, gli unici alleati degli utenti sono i servizi di ricerca notai online che offrono contatto diretto con studi notarili e informazioni generali per meglio dialogare con gli stessi, con funzione di tramite tra il cliente e il professionista notarile, senza pretendere di essere nulla di più.

  • MY BABY è il nuovo singolo di MAX LISA

    Una dolcissima canzone d’amore, un brano che fa sognare

    My Baby ovvero “bambina mia”, ma anche “amore mio”, racconta delle promesse che un innamorato fa alla sua nuova fidanzata: “non ti deluderò, non ti racconterò bugie, non ti spezzerò il cuore, non sono più l’uomo di un tempo…”. Inaspettatamente poi, la ragazza, che avevamo sentito esprimersi solo nei cori, trasforma il brano in un duetto rispondendo con versi di grande dolcezza: “non c’è nessuno come te, faremo tante cose assieme, significhi tanto per me”…

    MY BABY è #2 nella Rock Airplay Chart di DRT del 20 settembre negli USA
    On-line qui http://www.digitalradiotracker.com/
    Ma è anche #23 nella Adult Contemporary.

    Al suo primo EP sono seguiti quattro singoli e ne sono in lavorazione altri, che poi daranno vita a un album previsto entro il 2015. Tutti i pezzi sono scritti e interpretati da Max Lisa, che si avvale di importanti collaborazioni internazionali. Infatti i suoi brani sono registrati tra Milano, Londra, Miami, New York e Los Angeles. Durante la lavorazione dei suoi due ultimi singoli (Walking Dead e My Baby) è nato il sodalizio artistico con la cantante californiana Keeley, che ha duettato con Max in entrambi, e che è già al lavoro anche su nuovi brani, il che non esclude che “Max Lisa” diventi stabilmente un duo. Sempre a partire da questi due nuovi brani la produzione e il missaggio sono affidati al pluripremiato Sefi Carmel di Londra, che ha collaborato con Ridley Scott, Phil Collins, Michael Buble, David Bowie, Bruno Mars e BB King. Il tocco finale del mastering è opera di Tom Coyne della Sterling di New York, che ha lavorato con artisti come Taylor Swift, Beyoncé, Pink, Adele, Britney Spears, Maroon 5 e One Direction.

    Max Lisa è un autore, cantante e chitarrista. Combina una moltitudine di elementi che spaziano tra rock, pop e country, rendendolo un artista in ascesa sulla scena internazionale. Nell’agosto del 2013 ha pubblicato il suo primo EP (Fly Away), seguito nell’aprile di quest’anno dai due singoli I Will Be There For You e Time Machine. Il brano Demons From Hell tratto dal suo EP è arrivato al nono posto nella USA National Airplay Top 50 Rock Chart. Ad agosto è uscito il suo singolo Walking Dead (dedicato all’omonima serie), seguito a settembre da My Baby. In parallelo alla sua carriera solista continua a essere il front man degli Italian Dire Straits, tributo internazionale alla band di Mark Knopfler.

    Etichetta: ABA Records

    Sito Web: www.maxlisa.net

    Facebook: www.facebook.com/maxlisamusic

    SoundCloud: http://soundcloud.com/max-lisa

    Reverbnation: http://www.reverbnation.com/maxlisa

    YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCdB0sDDrGYYt8ihcC9dUzWA

    iTUNES: https://itunes.apple.com/it/artist/max-lisa/id681230043

    Twitter: twitter.com/MaxLisaMusic

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