Autore: Redazione area-press.eu

  • Russia: uso aberrante della psichiatria punitiva per mettere a tacere il dissenso

    Secondo la testimonianza di Amnesty International la decisione del tribunale di Mosca di inviare Mikhail Kosenko al trattamento forzato in un istituto psichiatrico è un odioso ritorno alle pratiche sovietiche di gestione del dissenso.

    “Incarcerare forzatamente Mikhail Kosenko in un’unità psichiatrica puzza come uno dei peggiori eccessi dell’ormai defunta era sovietica, quando i dissidenti languivano in istituzioni mentali, trattati come malati mentali, solo perché avevano osato pensare con la propria testa” afferma John Dalhuisen, dirigente per Europa e Asia centrale.

    “Mikhail Kosenko è un prigioniero di coscienza messo dietro le sbarre per aver esercitato il suo diritto di protestare pacificamente, e deve essere rilasciato immediatamente.”

    Mikhail Kosenko è stato arrestato dopo aver preso parte ad una protesta in Piazza Bolotnaya nel maggio 2012, poi sfociata in violenza, e accusato di sommossa e violenza contro la polizia.

    La decisione della Corte è stata annunciata quando decine di persone si sono riunite in una protesta pacifica al di fuori della Corte gridando il nome di Kosenko e “Libertà”.

    È’ stato riferito che almeno otto di queste sono state arbitrariamente arrestate.

    Il trattamento psichiatrico involontario deve essere utilizzato solo nei casi di grave malattia mentale, quando sia probabile un comportamento tale da causare danno imminente a se stesso o ad altri” continua Dalhuisen “e questo non è il caso: Mikhail Kosenko verrà forzatamente ricoverato in ospedale, e il giudice – in violazione della procedura di giusta prova – ha persino rifiutato di consentire un esame indipendente dello stato della sua salute.

    In seguito a questo verdetto, Mikhail Kosenko può essere privato della sua libertà a tempo indeterminato e, contrariamente agli altri co-imputati nel cosiddetto caso Bolotnaya, non potrebbe nemmeno ricevere l’amnistia.

    Il verdetto è stato richiesto da parte dell’accusa, sostenendo come Kosenko avrebbe rappresentato un pericolo per se stesso o la società.

    Questa affermazione è basata su un parere medico richiesto dall’accusa, e sull’attestazione dell’accusa sulla fondatezza dei capi d’imputazione.

    Amnesty International, presente alle udienze sul caso di Mikhail Kosenko, è giunta alla conclusione che l’accusa non è riuscita a dimostrare la colpevolezza.

    Le prove, semmai, tra cui alcuni filmati e testimonianze di testimoni oculari, sono schiaccianti nel discolparlo.

    L’organizzazione ha espresso preoccupazione sull’uso dei funzionari di polizia come principali testimoni e ha evidenziato controversie nelle testimonianze presentate alla corte.

    Mikhail Kosenko ha un passato di malattia mentale, ma non ha mai avuto necessità di un trattamento forzato, né è mai stato giudicato un pericolo per se stesso o la società.

    “Questa è una condanna terribilmente ingiusta e la punizione sinistramente crudele di un manifestante pacifico” continua John Dalhuisen “con la maggior parte degli altri co-imputati ancora sotto processo o sotto inchiesta, ci si domanda quanto questa parodia della giustizia terminerà”.

    Fonte articolo: http://www.amnesty.org/en/news/russia-abhorrent-use-punitive-psychiatry-silence-dissent-2013-10-08

    Oggigiorno le perizie psichiatriche e psicologiche, per loro natura soggettive (adatte, semmai, a suggerire indagini approfondite che possano risultare in prove oggettive) sempre più spesso vengono invece considerate come prove oggettive, atte a stabilire innocenza o colpevolezza e capacità o incapacità d’intendere e volere.

    In Italia il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) insieme alla Lega Internazionale per i Diritti dell’Uomo (LIDU), hanno organizzato un convegno dal titolo: “Psichiatria e distorsione della giustizia”.

    L’evento avrà luogo mercoledì 23 ottobre 2013, ore 14:30, presso il Grand Hotel Villa Torretta – Via Milanese, 3 – Sesto San Giovanni .

    Pubblicato Lun, 14/10/2013 – 09:41

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.ccdu.org/

  • La sezione campana del Movimento Turismo del Vino promuove le rotte turistiche regionali alla Travel Trade Italia Rimini – 17-19 ottobre


    Per tre giorni gli operatori internazionali del comparto turistico troveranno ad attenderli tante proposte dalla Campania per viaggi a tema enogastronomico: succede a Rimini, dal 17 al 19 ottobre durante la Travel Trade Italia, in cui la sezione campana del Movimento Turismo del vino è ospite presso lo stand dell’Assessorato Regionale al Turismo e ai Beni Culturali.

    L’obbiettivo: promuovere la Campania vitivinicola come meta turistica internazionale a decine di migliaia di operatori e addetti al settore provenienti da tutto il mondo.

    “Sono orgogliosa di poter offrire a tutte le aziende campane una vetrina internazionale diretta agli operatori del settore – ha dichiarato Emanuela Russo, presidente della sezione campana del Movimento Turismo del Vino. “Ognuna delle aziende vitivinicole associate al Movimento, ha avuto infatti l’opportunità di presentare nei dettagli la propria offerta turistica con la possibilità di avere riscontri immediati da parte dei buyers.”

    TTI è il fondamentale punto di riferimento per l’industria turistica italiana che vuole incontrare i buyer del mercato internazionale. Una piazza di incontro fra domanda ed offerta, organizzata da un vero e proprio sistema di business networking dedicato all’incoming.

    Durante la 2 giorni di contrattazioni i buyer nazionali e internazionali contattano le aziende ricettive italiane per costruire e pianificare la commercializzazione del Prodotto Italia sui mercati mondiali, per conoscere le novità dell’offerta e individuare prodotti inediti, per trovare nuovi partner e siglare accordi. Nel 2012 gli appuntamenti portati a termine tra domanda e offerta sono stati oltre 13.000.

    Associazione Movimento Turismo del Vino Campania

    [email protected]

    ell. 3487685070

    Informazioni e Ufficio stampa

    dipunto studio Tel.: 081 681505

    www.dipuntostudio.it

  • La disinfestazione: un servizio offerto dalle ditte di pulizie

    Batteri e parassiti si annidano ovunque, alcuni sono assolutamente innocui altri sono nocivi ed è opportuno sbarazzarsene soprattutto se si individuano in ambienti molto frequentati, aperti al pubblico e con un alto rischio di contaminazione. Una ditta di pulizie standard è in grado di offrire un servizio idoneo a garantire un trattamento scrupoloso.

    La disifenstazione

    Il processo di disinfestazione, infatti, richiede attenzione e professionalità. È necessario conoscere il tipo di insetto o parassita da eliminare, in modo tale da intervenire in modo efficace e con i prodotti giusti. Non tutti i parassiti rispondono agli interventi di debellamento nello stesso modo: alcuni si rivelano particolarmente resistenti o immuni al trattamento e per questa ragione richiedono interventi specifici. È consigliabile non sottovalutare mai la pericolosità dei parassiti che sono anche portatori di allergie e malattie infettive.

    In genere, per le tipologie di parassiti più resistenti si richiedono interventi in più fasi:

    • una prima fase di intervento mira a garantire l’eliminazione delle uova deposte, ma non è sempre un intervento definitivo;
    • la seconda fase si attua nel periodo di schiusa delle uova, al fine di sterminare i parassiti sfuggiti al primo intervento; se il parassita è particolarmente resistente si passa alla
    • terza fase di bonifica e sanificazione per garantire l’eliminazione totale dei parassiti.

    Professionalità e formazione

    Per effettuare un intervento mirato è necessario che la ditta garantisca l’impiego di personale esperto e l’utilizzo di materiali e prodotti a norma, nel rispetto delle normative vigenti di sicurezza per la tutela degli ambienti da sanificare e dei suoi abitanti.

    I costi del servizio variano a seconda delle superfici, degli ambienti e della tipologia di parassita da trattare, ma le agenzie offrono preventivi gratuiti.

  • Il killer dell’arsenale di Washington prendeva l’antidepressivo Trazodone

    Quante altre sparatorie indotte da farmaci occorrono prima che i legislatori si sveglino?

    Ci sono volute meno di 48 ore per apprendere che Aaron Alexis, l’autore della strage all’arsenale della Marina di Washington, è l’ennesimo sparatore sotto antidepressivi .

    Il New York Times ha riferito come il 23 agosto, mentre si trovava a Providence (Rhode Island), e ancora, cinque giorni dopo, a Washington DC, Alexis abbia ricevuto prescrizioni di Trazodone. Si tratta di un antidepressivo noto per poter causare mania e comportamento violento, e sulla cui confezione è riportato un poco confortante ‘ black box ‘ dell’FDA: può causare suicidio. (Il black box è un avviso molto visibile, incorniciato in nero, e l’FDA – Food and Drug Administration – è l’autorità farmaceutica statunitense).

    Ora ci sono dodici morti innocenti (oltre allo sparatore) nell’arsenale di Washington. Ebbene sì, queste morti insensate sono tristi, tragiche e incomprensibili. Ma è ora di puntare il dito ai veri responsabili. Siccome i legislatori rifiutano di considerare l’enorme mole d’informazioni che rivelano il legame tra violenza e psicofarmaci, queste stragi sono destinate a ripetersi.

    Nonostante a livello internazionale ben ventidue avvisi da parte di autorità farmaceutiche riferiscano effetti come mania, ostilità, violenza e persino ideazioni omicide, e nonostante in dozzine di stragi sia stato dimostrato come l’autore fosse sotto cura psichiatrica (solo nel corso dell’ultimo anno tre sparatorie negli USA per un totale di 52 morti e 69 feriti), ad oggi non c’è ancora stata un’inchiesta giudiziaria.

    Sul serio: quante stragi dobbiamo ancora aspettare prima che i legislatori si diano una mossa per proteggere i cittadini?

    In due casi recenti la polizia è stata riluttante nel rivelare quali farmaci l’omicida stesse assumendo e, se mentre in uno dei due casi (la sparatoria nel Connecticut a opera di Adam Lanza) una causa legale ha obbligato le autorità a svelare i fatti, l’altro caso è ancora avvolto nel mistero: l’autore della strage in Aurora (Colorado) era sotto cura psichiatrica e nella sua casa sono state trovate confezioni di medicinali, ma il nome del farmaco resta un segreto.

    Decine di persone sono morte: non è il caso di farne un segreto di stato!

    Il legame tra psicofarmaci e violenza è noto da anni, e persino l’FDA dimostra di saperlo: attaccano black box inquietanti sulle confezioni di molti psicofarmaci noti per CAUSARE violenza. Questi farmaci non fanno bene: Med Watch – il sistema usato da FDA per monitorare gli effetti collaterali dei farmaci – comunica come tra il 2004 e il 2011 hanno ricevuto quasi 13 mila rapporti concernenti il legame tra psicofarmaci e violenza. Tra questi, milleduecento casi di pensieri omicidi/suicidi, quasi tremila casi di mania e oltre settemila di aggressione. E questi numeri – la stessa FDA lo ammette – probabilmente rappresentano solo l’uno percento dei casi: la maggioranza dei pazienti omette di comunicare gli effetti collaterali dei farmaci che assume.

    Non si tratta d’illazioni: sono casi ben documentati. Almeno 31 sparatorie o atti di violenza scolastici sono stati commessi da persone che erano in cura con psicofarmaci o soffrivano di crisi di astinenza da psicofarmaci. Risultato: 162 feriti e 72 morti.

    Quanti altri devono morire solo perché i legislatori non hanno il coraggio d’investigare il legame tra violenza e psicofarmaci?

    Dy Kelly Patricia O’Meara

    18 settembre 2013

    Ripreso da : http://www.cchrint.org/2013/09/18/navy-yard-shooter-was-on-antidepressant-trazodone/

    Kelly Patricia O’Meara è un premiato reporter investigativo per il Washington Times e il Insight magazine, e scrive decine di articoli esponendo la frode delle diagnosi psichiatriche e dei pericoli degli psicofarmaci – compresa la sua innovativa storia di copertina del 1999, “Pistole & dosi”, che espone il legame tra farmaci psichiatrici e atti di violenza insensata. È anche autrice dell’acclamato libro “Psyched-out: come la psichiatria vende la malattia mentale e smercia le pillole che uccidono”. Prima di lavorare come giornalista investigativo, la O’Meara ha trascorso sedici anni in Campidoglio come membro dello staff del Congresso per quattro dei suoi membri. Ha conseguito una laurea in scienze politiche presso l’Università del Maryland.

    Nota : Allo scopo di fornire uno strumento di valutazione su queste importanti tematiche che coinvolgono la salute dei cittadini anche minorenni, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Internazionale, ha realizzato diversi documentari in formato DVD, che illustrano gli intrecci e gli interessi economici collegati alla diffusione di sostanze psicotrope nel mondo ai danni dei cittadini bisognosi di aiuto. E’ possibile visionare stralci dei documentari sul sito: http://www.ccdu.it/videos.html

    Pubblicato Gio, 19/09/2013 – 14:18

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.ccdu.org/

  • La prima volta di DESIGUAL…alla Fashion Week i New York!

    Desigual è il marchio europeo che ha inaugurato la Fashion Week NewYorkese, presentando in anteprima mondiale la collezione P/E2014 “FOR EVERYBODY SEX FUN & LOVE”.

    La sfilata si è tenuta giovedì 5 settembre alle 15:00 al Lincoln Center Theatre. Fulcro del catwalk è la sofisticata proposta della L. Line disegnata da Monsieur C. Lacroix. Sulla passerella, ad indossare in esclusiva le grintose e coloratissime creazioni del marchio, due fanciulle titolate, giovani e altrettanto carismatiche, capaci di trasformare ogni capo indossato in un icona di moda: Tali Lennox e Amber Le Bon.

    La sfilata Colore, colore e ancora colore in un caleidoscopio variopinto di stampe di ispirazione Pop Art, colori primari, il tutto con un pizzico garbato di cashmere e merletto. Stampe animalier, effett i grafici e i tantissimi fiori mixano la semplicità con un effetto barocco. Una collezione che è un vortice di emozioni, battezzata FOR EVERYBODY, ed effettivamente davvero for everyone!

    A proposito di Desigual:
    “La vida es Chula”, sin dagli albori, è il grido di battaglia del marchio, un motto entusiasta, stimolante, positivo ed ottimista, una vera e propria dichiarazione d’intenti. È la frase che spiega la ragion d’essere di Desigual, un modo di pensare che è inevitabilmente permeato dallo spirito mediterraneo, dal sole, dalla luce, dalla passione e dalla voglia di vivere. Una filosofia di vita che si riflette anche nel suo modo di vestire e interpretare la moda: creativo, frizzante e sempre originale.

    Desigual da sempre si distingue per la vivacità dei suoi modelli, colorati e frizzanti. Il Brand, iniziò la sua attività nel 1984 e negli ultimi anni ha registrato una crescita costante arrivando, nel 2012, a più di 22 milioni di capi venduti in tutto il mondo attraverso i suo molteplici canali di vendita. Ad oggi, il suo team è formato da più di 3.800 persone di 83 nazionalità diverse. Desigual ha chiuso l’anno 2012 con una presenza nel mondo che conta 330 negozi propri, 9.000 negozi multibrand e 2.200 corners nei grandi magazzini di più di 100 paesi.

  • Piante In Vaso:Protezione Invernale


    Piante In Vaso:Protezione Invernale

    Le temperature tendono a calare e gradualmente l’autunno lascerà il posto all’inverno: occorre quindi procedere con gli ultimi preparativi per proteggere le piante in vaso, in vista dei rigori invernali.

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    >>Come proteggere le fioriere da terrazzoNuove idee

  • La Domenica Italiana@Exquisite Shu Club

    La Domenica Italiana è una serata all’insegna del puro divertimento tutto made in Italy.

    Una serie di eventi speciali che vi accompagneranno tutte le domeniche della stagione facendovi ballare al ritmo di una colonna sonora tutta italiana tra brani evergreen e pezzi più recenti, mixati alla consolle da Italian Style Radio.

    L’appuntamento è allo Shu Club di Milano con lo stile tutto italiano! Una serata speciale per un aperitivo o una cena in compagnia e per una lunga notte di festa tra musica e gadgets.

    Un evento imperdibile per ballare, cantare e vivere l’Italia.

    Aperitivo: 10 euro

    Cena: 20 euro (solo su prenotazione)

    Exquisite Shu Cafè

    Via Molino delle Armi, ang. via della Chiusa (Milano)

    Per info e prenotazioni: 393-0134920 e 373-8173711

  • Fotografia digitale step by step

    La fotografia digitale negli ultimi anni è stata protagonista di un successo senza precedenti, consentendo a chiunque di fotografare a livelli fino a poco tempo fa inimmaginabili. Questo diffusissimo mezzo richiède tuttavia competenze specifiche: la capacità di padroneggiare é di impostare correttamente la fotocamera prima di uno scatto sono elementi necessari per potere esprimere al meglio la propria creatività.


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    “Fotografia digitale step by step”, frutto dell’esperienza più che trentennale di Tom Ang, si pone come un utile strumento per ogni aspirante fotografo, desideroso di acquisire, o di perfezionare, i fondamenti necessari per fotografare in libertà. I capitoli iniziali affrontano nel dettaglio le nozioni di base – impostazioni, luce, colore, inquadratura, scelta del soggetto – per ottenere uno scatto soddisfacente, prendendo poi in esame le tecniche per valorizzare e correggere digitalmente l’immagine ottenuta, predisponendola per la condivisione. Il volume illustra inoltre l’acquisizione, la gestione e l’elaborazione dei video girati con la fotocamera; la sezione finale descrive infine l’equipaggiamento minimo e le opzioni software che consentono alla fotografia digitale infinite possibilità espressive.

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  • GETTY IMAGES PRESENTA UNA NUOVA EDIZIONE DI CURVE CON LE TENDENZE VISIVE LEGATE AL TEMA DELLA DIVERSITÀ

    Getty Images ha presentato Curve Diversità, una nuova edizione di Curve, la pubblicazione che riprende le tendenze del momento – con uno studio focalizzato sul tema della diversità. Curve Diversità mette in evidenza l’importanza crescente di approcciare il pubblico di un brand nella sua collettività, con la consapevolezza della molteplicità degli aspetti che costituiscono il gruppo quali background, generazione, cultura e contesto sociale.

    Nell’advertising è sempre più diffusa la tendenza a creare campagne basate su una comunicazione inclusiva, e la sezione ‘La diversità attraverso le immagini’ riconosce come questo obiettivo sia difficile da raggiungere in maniera ideale senza tralasciare le modalità con cui i brand riescono a esprimere la diversità di un mondo in continuo divenire. L’ultima campagna di Apple intitolata ‘Our Signature’ ne è un esempio che mostra tanti consumatori diversi, con percorsi di vita differenti, evidenziando la crescente tendenza verso la rappresentazione della diversità sia come realtà che come aspirazione.

    La sezione ‘La rivincita delle donne’ si sofferma sulla emancipazione della donna in presenza di ideali di bellezza che vanno sempre più allargandosi. Oggi le immagini di donne e ragazze autentiche, forti e in sintonia con il proprio corpo sono le più ricercate perché ormai accettate dalla società. ‘La rivincita delle donne’ mette inoltre in evidenza come nelle immagini ricercate oggi vi sia un incremento nella rappresentazione di ‘donne reali’ con una maggiore volontà di autenticità visiva rispetto agli scatti posati.

    Curve Diversità analizza anche un altro elemento: la generazione dei baby boomer sta modificando la definizione di età, imponendo al marketing nuove modalità di approccio affinché vengano soddisfatte le esigenze dei clienti che hanno ‘una nuova concezione della vecchiaia’. Il marchio di abbigliamento americano American Apparel ha recentemente lanciato una campagna il cui protagonista è un modello di 61 anni; nella campagna ‘Parallel Lives’ McDonald’s cambia l’approccio mettendo a confronto lo stile di vita di due diverse generazioni, una giovane e una anziana.

    Nella sezione ‘L’immagine d un corpo 2.0‘ si analizza come è cambiato l’atteggiamento nei confronti del nostro corpo, dalle taglie forti ai diversamente abili; nel capitolo ‘I marchi fanno outing’ si esamina l’utilizzo dell’omosessualità nell’advertising, tendenza che riguarda in particolar modo i brand finanziari. Presente anche un’intervista a Jarek Carethers, Group Creative Director di UniWorldGroup, che approfondisce il significato che i trend visivi nella diversità hanno per i brand.

    Andrew Saunders, Senior Vice President of Creative Content di Getty Images, ha spiegato: “La diversità è un tema alquanto articolato che abbraccia diverse problematiche, dal femminismo alla discriminazione nei confronti degli anziani, fino all’immagine mentale del proprio corpo e al multiculturalismo. Una tale complessità unita alla sensibilità delle diverse tematiche può intimorire i brand nell’approccio verso la diversità. La nuova edizione di Curve raccoglie le tendenze e i dati delle ricerche più aggiornate relative ai cambiamenti nelle tendenze visuali impegnate a ritrarre la varietà sociale; la pubblicazione rappresenta pertanto un’utile risorsa per tutti quei brand che intendono dare vita a una comunicazione esclusiva e progressista”.

    La pubblicazione Curve ha come obiettivo quello di fornire ai lettori motivi di ispirazione e consigli sull’utilizzo del linguaggio visivo applicato alle strategie di brand communication. I diversi articoli contenuti nel report sono tutti scaricabili e consultabili in formato PDF permettendo agli utenti di condividere i contenuti e salvare gli articoli per una lettura successiva.

  • Psichiatri e medici ammettono: i disturbi non sono vere malattie

    L’ADHD è un ottimo esempio di malattia fittizia. Leon Eisenberg, padre scientifico dell’ADHD

    Mi sono reso conto, non senza ironia, che gli psichiatri sono letteralmente usciti di testa e, contemporaneamente, hanno fatto uscire di testa gli stessi pazienti che si presume debbano curare. David Kaiser, Psichiatra

    C’è una caratteristica comune a tutti gli psichiatri. Davanti a un microfono o una telecamera si fanno piccoli e ammettono che non esiste nessuno squilibrio biochimico o test di laboratorio. Nella loro pratica professionale invece mentono ogni volta ai loro pazienti, negando loro il diritto a un consenso informato e avvelenandoli in nome della ‘cura’, comportamento di fatto criminale. Dr. Fred Baughman, Neurologo Infantile

    Non esistono test oggettivi in psichiatria, nessun esame radiologico o di laboratorio che possa stabilire con certezza che una persona abbia o non abbia un certo disturbo mentale. Allen Frances, psichiatra e Presidente del Comitato di Redazione del DSM IV

    Nonostante oltre duecento anni di ricerca molto intensa, l’origine genetica o biologica dei disturbi psichiatrici che vengono comunemente diagnosticati, compreso schizofrenia, depressione, disturbo bipolare, disturbi da ansia o disturbi infantili come quello di deficit d’attenzione e iperattività, non è mai stata dimostrata. Peter Breggin, Psichiatra

    C’è abbondanza di presunte spiegazioni biochimiche per i disturbi psichiatrici, ma nessuna di esse è mai stata dimostrata. Al contrario, ogni volta che si credeva di aver trovato uno squilibrio, si è poi scoperto che non era vero … Nessuna pretesa di origine genetica è mai sopravvissuta, nonostante la disinformazione popolare. Dr. Joseph Glenmuller, Psichiatra, Università di Harvard

    Le teorie (di squilibrio chimico) vengono mantenute in vita non solo perché non ce ne sono di migliori, ma perché si dimostrano molto utili per vendere psicofarmaci. Dr. Elliot Valenstein – autore di “Blaming the brain” (“Incolpare il cervello”)

    Non abbiamo un test indipendente e valido per ADHD, e non ci sono dati che indichino che esso sia dovuto a un malfunzionamento del cervello. Conclusioni del comitato di studio su ADHD dell’Istituto Nazionale USA per la Salute Mentale

    La psichiatria non è guidata dalla scienza. Non esiste alcuna base genetica o biologica per queste malattie, ma l’Istituto Nazionale per la Salute Mentale è completamente appiattito sulla terapia farmacologica. C’è una gran quantità di evidenza sperimentale sui danni cerebrali a lungo termine causati dagli stimolanti, mentre non c’è lo straccio di una prova dell’esistenza di tali malattie, come l’ADHD. Peter Breggin, Psichiatra

    In realtà, le diagnosi psichiatriche costituiscono una specie di etichettatura spirituale che può distruggere vite, e spesso lo fa. Peter Breggin, Psichiatra

    La psichiatria non ha ancora prodotto le prove delle causa genetico/biologica di alcuna malattia mentale. Ai pazienti viene diagnosticato uno squilibrio biochimico nonostante non esista alcun test che lo possa dimostrare … e non esiste nemmeno un’idea di quale dovrebbe essere l’equilibrio corretto. Dr David Kaiser, Psichiatra

    Non esiste nessuno squilibrio biochimico. Quando un paziente viene da me dicendo di avere uno squilibrio chimico gli chiedo “Mostrami il referto del laboratorio”. Non ce ne sono. Cos’è, allora, lo squilibrio chimico? Dr. Ron Leifer, Psichiatra

    Chiunque, virtualmente, può, in un dato momento, soddisfare i requisiti per una diagnosi di disturbo bipolare o ADHD – chiunque. E il problema è che ciascuna di queste diagnosi avvia il distributore di pillole. Dr. Stefan Kruszewski, Psichiatra

    Nessun comportamento (buono o cattivo) è una malattia né potrà mai esserlo. Le malattie non consistono di comportamenti. Le malattie sono malfunzionamenti del corpo: cuore, reni, fegato, cervello. La febbre da tifo è una malattia. La febbre del sabato sera non è una malattia, è una metafora. Tutte le malattie mentali sono malattie metaforiche, spacciate per malattie vere. Dr. Thomas Szasz, Professore Emerito di Psichiatria

    Il DSM è l’artefatto attraverso cui la psichiatria cerca di farsi accettare dalla medicina. Chi ci lavora dentro sa che si tratta di un documento più politico che scientifico. Nonostante questo grande fallimento, il DSM è diventato una bibbia (psichiatrica) e una gallina dalle uova d’oro. Loren Mosher, Professore di Psichiatria

    La psichiatria asserisce senza dimostrarlo che depressione, disturbo bipolare, ansia, alcolismo e tanti altri disturbi sono essenzialmente di origine biologica e genetica. Questa fiducia cieca è non solo stupefacente, ma anche ingenua e forse illusoria. Dr. David Kaiser, psichiatra

    In breve, l’intero business di creare categorie di malattie psichiatriche, formalizzarle con il consenso e attribuire loro dei codici, che poi rendono possibile la prescrizione di farmaci, non è altro che un racket volto a fornire alla psichiatria un’aura scientifica. Dr. Thomas Dorman, internista e membro del Collegio Reale di Medicina del Regno Unito

    Le etichette del DSM sono non solo inutili in quanto ‘diagnosi’ mediche, ma sono potenzialmente pericolose, specialmente se usate per negare la libertà personale, o come armi nella mani di psichiatri che forniscono perizie nei tribunali. Dr. Sydney Walker III, psichiatra

    Il modo in cui i disturbi entrano nel DSM non è attraverso radiografie o analisi del sangue. E’ basato sulla descrizione del comportamento. Il sistema psichiatrico consiste in questo. Dr. Colin Ross, psichiatra

    Nessun marcatore biologico o neurologico e genetico è mai stato trovato per Deficit di Attenzione, Disturbo Oppositivo Provocatorio, Depressione, Schizofrenia, ansia, abuso compulsivo di alcool o droga, mangiare troppo, dedizione al gioco d’azzardo o qualunque altro cosiddetto disturbo mentale. Bruce Levine, psicologo e autori di “Commonsense rebellion” (la rivolta del buon senso)

    A differenza delle diagnosi mediche, che portano a una possibile causa, una cura appropriata e una probabile prognosi, i disturbi elencati nel DSM sono accordi cui si arriva attraverso il consenso. Tana Dineen, psicologa

    Non e scienza. E’ politica e economia. La psichiatria consiste in questo; politica ed economia. I controllo del comportamento non è scienza, e non è medicina. Thomas Szasz, Professore Emerito di Psichiatria

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.ccdu.org/