Autore: Redazione area-press.eu

  • Intervista di Alessia Mocci a Beatrice Benet ed alla sua nuova pubblicazione C’ero una volta… e altri racconti

    Comunque non era quello il momento per mettermi a filosofeggiare sul senso da dare alla mia vita, questi avevano chiaramente intenzione di lasciarmi arrostire dentro la palestra e immaginavo anche da chi erano stati pagati per questo lavoretto.”

    Un racconto thriller che lascia con il fiato sospeso ed un’autrice che ancora una volta sorprende con la sua poliedricità.

    Beatrice Benet, conosciuta per svariate pubblicazioni, nel 2007 con una raccolta di quattro racconti al femminile “Più lontano del mare e del cielo”, nel 2009 partecipa ad una raccolta di racconti edita da Einaudi con l’opera “Giulia” e pubblica una lunghissima lettera d’amore, “L’amante, colei che ama”, con la quale ha vinto la Prima edizione del Concorso Nazionale Letterario “Oubliette 01” per la sezione romanzo. Nel 2011 pubblica tre sue poesie con Editore Croce nel volume “Poesie d’amore – poeti italiani del terzo millennio”.

    C’ero una volta… e altri racconti” è una pubblicazione particolare che vede un racconto madre che da il titolo al libro ed altri cinque racconti brevi “Notte”, “Il mandolino”, “La lupa”, “Le sorelle R”, “Pazza”. Il libro è stato pubblicato dalla casa editrice Edizioni DrawUp nel mese di agosto 2013, nella collana editoriale “Oubliette”.

    A.M.: Ciao Beatrice, grazie per aver concesso questa intervista che servirà, non solo a noi ma anche ai lettori, a darti lo spazio necessario per esplicare qualche considerazione sulla tua nuova pubblicazione. Infatti, come prima domanda mi piacerebbe sapere qualcosa del tuo passato letterario prima di “C’ero una volta… e altri racconti”.

    Beatrice Benet: Il mio primo libro pubblicato è stato “Più lontano del mare e del cielo”, storie di donne di epoche, età e Paesi diversi. “L’Amante, colei che ama” ha come protagonista sempre una donna, “l’altra”, quella che da sempre è considerata la rovina famiglie e che invece viene descritta solamente come una persona che si è innamorata e che ha accettato il ruolo di “seconda” fino alla sua presa di coscienza dell’ambiguità di questo uomo che credeva perfetto. Con questo libro ho avuto la soddisfazione di vincere la prima edizione del Concorso letterario nazionale “Oubliette 01”. Poi ci sono stati racconti e poesie pubblicati con l’editore Croce di Roma e un racconto con Einaudi in un bel libro di AAVV “Io mi ricordo” che attraverso storie, tutte vere, ha tracciato uno spaccato del novecento italiano veramente interessante.

    A.M.: “C’ero una volta… e altri racconti” è una raccolta di racconti un po’ particolare. Come nasce l’esigenza intellettuale della costruzione del libro?

    Beatrice Benet: “C’ero una volta…ed altri racconti” nasce dalla richiesta precisa di raccontare il dramma che l’ha segnato per tutta la vita fattami da un giovane uomo conosciuto casualmente in palestra. Un’amicizia nata per caso che l’ha portato in un periodo di grande sconforto a cercarmi per potersi liberare del peso di una storia di abusi che era durata per parecchi anni durante la sua infanzia. Un argomento delicatissimo, difficile da trattare e soprattutto da descrivere perché i bambini dovrebbero essere sempre protetti e fa orrore sentirsi raccontare tragedie di questo genere soprattutto se a farlo è proprio chi le ha subite. Ho avuto un momento di crisi dopo aver descritto la violenza e anche di incertezza se fosse il caso di continuare. Alla fine sia per mantenere una promessa fatta, sia per contribuire a mantenere alta l’attenzione su un problema così serio, ho deciso di portare a termine il racconto. Anche negli altri racconti ho cercato di toccare temi simili, come la violenza sulle donne che ultimamente ha riempito le cronache italiane di femminicidi, nel 2012 circa uno ogni 2 giorni, o l’abuso di potere così comune una volta nei confronti delle figlie femmine. Mi sono poi permessa un ricordo personale di tre donne straordinarie che mi hanno accompagnato per un lungo tratto della mia vita.

    A.M.: Paolo, uno dei tuoi protagonisti, è costretto su una poltrona a causa di un incidente e questo provoca l’inizio di una sorta di narrazione impreziosita da flashback spontanei. Quanto è pesante il passato per un essere umano?

    Beatrice Benet: Io credo che il passato ci formi e ci condizioni, soprattutto quando non si trova la forza di risolvere ma si rimuove il dolore per sopravvivere. Prima o poi tornerà fuori con violenza e ci obbligherà ad una resa dei conti dove non sempre si riesce ad essere vincitori.

    A.M.: Non solo scrittrice ma anche promotrice di aggregazione letteraria. Com’è stata l’esperienza della gara letteraria che hai promosso lo scorso agosto e che metteva in palio ben 6 copie di “C’ero una volta… e altri racconti”?

    Beatrice Benet: L’esperienza della gara letteraria legata all’uscita del mio libro è stata veramente entusiasmante soprattutto per la grande partecipazione che c’è stata. Ho avuto modo di leggere degli scritti molto belli, intensi e non è stato facile alla fine fare una scelta. Siccome non sono una critica letteraria mi sono lasciata guidare dalle sensazioni che avevo provato mentre leggevo e quindi diciamo che le mie valutazioni sono venute dal cuore.

    A.M.: Il 7 novembre presso la libreria Hemingway a Villalba di Guidonia ci sarà la presentazione ufficiale della tua raccolta. Ci può svelare qualcosa sulla serata?

    Beatrice Benet: Sarà un incontro fra amici a partire dalle 18.00. Uno stimatissimo collega, il dottor Enzo Martino, presenterà il libro e una bravissima attrice, regista, insegnante di teatro nonché educatore professionale, la dott.ssa Linda Cifaldi, si occuperà delle letture. Poi un aperitivo per finire il pomeriggio parlando di libri e di letteratura.

    A.M.: È la tua prima pubblicazione con la casa editrice laziale DrawUp. Siamo appena agli inizi, ma di sicuro avrai già un pensiero sull’operato sino ad oggi, dunque come ti stai trovando? La consiglieresti?

    Beatrice Benet: Sì, con la DrawUp è la prima volta che pubblico, ho cercato a lungo un editore che mi desse fiducia e garanzie soprattutto per quanto riguarda la distribuzione del libro. Mi è piaciuto dare fiducia a un giovane editore carico di entusiasmo e quando ho visto la cura che c’è stata per l’editing e la scelta della copertina, ho avuto la conferma di aver fatto la scelta giusta. Spero che questa nostra collaborazione possa durare e credo che invierò a questa casa editrice anche il lavoro a cui mi sto dedicando ora.

    A.M.: Una curiosità: ricordi il momento esatto nel quale hai sentito la letteratura come parte integrante del tuo essere?

    Beatrice Benet: Già da piccola sono stata una lettrice accanita in un’epoca in cui ai bambini si dava da leggere i condensati dei libri per adulti. Ero affamata di parole e di storie che mi facessero fantasticare. Riuscivo a leggere di tutto tanto che i classici della letteratura russa me li sono divorata intorno ai 14 anni, compreso “Guerra e pace”… Poi ho cominciato a scrivere le storie che mi si affollavano in mente. Solamente in età più matura mi sono sentita pronta a condividere con altri i miei scritti accettando quindi i complimenti, ma anche le critiche che aiutano a crescere.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Beatrice Benet: Vorrei che tutti i “Paolo” del mondo ricordassero quello che dice William Ernest Henley: “Non importa quanto angusta sia la porta,/ quanto impietosa la sentenza,/ sono il padrone del mio destino,/ il capitano della mia anima”

    Vi ringrazio e vi aspetto tutti il 7 novembre novembre presso la libreria Hemingway a Villalba di Guidonia per la prima presentazione de “C’ero una volta… e altri racconti”.

    A.M.: Grazie Beatrice, ti auguro una splendida presentazione, io purtroppo non potrò esserci per la lontananza ma sarò presente con la mente. Ti auguro un fine 2013 pieno di soddisfazioni letterarie, te lo meriti!

    Written by Alessia Mocci

    Info

    http://www.edizionidrawup.it/81-c-ero-una-volta-e-altri-racconti-9788898017720.html

    https://www.facebook.com/beatrice.benet

    https://www.facebook.com/groups/beatricebenet/

    [email protected]

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2013/10/12/intervista-di-alessia-mocci-a-beatrice-benet-ed-alla-sua-nuova-pubblicazione-cero-una-volta-e-altri-racconti/

  • Ti interesserebbe un ottimo corso di web designer?

    Non di rado si sente domandarsi come ci si diventa web designer… la risposta è semplice, basta iscriversi al nostro corso web design Roma che a breve partirà nella nostra scuola.

    Fare il web designer può essere un’attività molto interessante, che ti darà la possibilità di interagire con molto persone e soprattutto ti darà molte soddisfazioni sia dal punto di vista economico (che in questo periodo non guasta!) e sia dal punto di vista personale perché constatare il successo dei propri siti ti invoglierà a lavorare sempre meglio! Quindi, senza dubbio, tra le caratteristiche principali di un web designer ci sarà una forte capacità di comunicazione, di capire quali sono le potenzialità del prodotto che andrai a creare e sfruttarle al meglio; immedesimarti in ciò che un potenziale cliente sta cercando e soddisfare così le sue aspettative. E poi, dovrai imparare le principali tecniche e tutta la strumentazione più adatta a far si che il tuo lavoro sia buono. A questo, penseranno i nostri docenti, veri esperti nel settore, il cui impegno sarà proprio quello di plasmare le conoscenze tecniche con le tue caratteristiche personali, durante il periodo del corso web design, e creare un ottimo professionista.

    Vediamo cosa chi vuole avvicinarsi a questo lavoro. Tecnicamente, dovrai imparare tutti i meccanismi principali usati nel web, come i linguaggi di programmazione , ad esempio HTML o CSS, e i programmi di grafica che aiuteranno a rendere il tuo lavoro più ricco, uno su tutti, PHOTOSHOP.

    Per realizzare un sito web dinamico e accattivante, imparerai ad utilizzare anche DREAMWEAVER, che è fondamentale per chi vuole avvicinarsi a questo settore.

    Durante il corso, verranno fatti diversi stage formativi dove realizzerai i tuoi primi progetti e, col tempo, acquisire esperienza in questo settore. Per un’attività creativa come questa, la pratica è importantissima!!!

    Come vedi, noi ti offriamo tutto ciò che ti serve per realizzare questo progetto, tu devi metterci impegno e buona volontà!

    Allora, vieni subito presso una delle nostre sedi e chiedi tutte le informazione di cui necessiti!

    PUNTO NET

  • Il killer dell’arsenale di Washington prendeva l’antidepressivo Trazodone

    Quante altre sparatorie indotte da farmaci occorrono prima che i legislatori si sveglino?

    Ci sono volute meno di 48 ore per apprendere che Aaron Alexis, l’autore della strage all’arsenale della Marina di Washington, è l’ennesimo sparatore sotto antidepressivi .

    Il New York Times ha riferito come il 23 agosto, mentre si trovava a Providence (Rhode Island), e ancora, cinque giorni dopo, a Washington DC, Alexis abbia ricevuto prescrizioni di Trazodone. Si tratta di un antidepressivo noto per poter causare mania e comportamento violento, e sulla cui confezione è riportato un poco confortante ‘ black box ‘ dell’FDA: può causare suicidio. (Il black box è un avviso molto visibile, incorniciato in nero, e l’FDA – Food and Drug Administration – è l’autorità farmaceutica statunitense).

    Ora ci sono dodici morti innocenti (oltre allo sparatore) nell’arsenale di Washington. Ebbene sì, queste morti insensate sono tristi, tragiche e incomprensibili. Ma è ora di puntare il dito ai veri responsabili. Siccome i legislatori rifiutano di considerare l’enorme mole d’informazioni che rivelano il legame tra violenza e psicofarmaci, queste stragi sono destinate a ripetersi.

    Nonostante a livello internazionale ben ventidue avvisi da parte di autorità farmaceutiche riferiscano effetti come mania, ostilità, violenza e persino ideazioni omicide, e nonostante in dozzine di stragi sia stato dimostrato come l’autore fosse sotto cura psichiatrica (solo nel corso dell’ultimo anno tre sparatorie negli USA per un totale di 52 morti e 69 feriti), ad oggi non c’è ancora stata un’inchiesta giudiziaria.

    Sul serio: quante stragi dobbiamo ancora aspettare prima che i legislatori si diano una mossa per proteggere i cittadini?

    In due casi recenti la polizia è stata riluttante nel rivelare quali farmaci l’omicida stesse assumendo e, se mentre in uno dei due casi (la sparatoria nel Connecticut a opera di Adam Lanza) una causa legale ha obbligato le autorità a svelare i fatti, l’altro caso è ancora avvolto nel mistero: l’autore della strage in Aurora (Colorado) era sotto cura psichiatrica e nella sua casa sono state trovate confezioni di medicinali, ma il nome del farmaco resta un segreto.

    Decine di persone sono morte: non è il caso di farne un segreto di stato!

    Il legame tra psicofarmaci e violenza è noto da anni, e persino l’FDA dimostra di saperlo: attaccano black box inquietanti sulle confezioni di molti psicofarmaci noti per CAUSARE violenza. Questi farmaci non fanno bene: Med Watch – il sistema usato da FDA per monitorare gli effetti collaterali dei farmaci – comunica come tra il 2004 e il 2011 hanno ricevuto quasi 13 mila rapporti concernenti il legame tra psicofarmaci e violenza. Tra questi, milleduecento casi di pensieri omicidi/suicidi, quasi tremila casi di mania e oltre settemila di aggressione. E questi numeri – la stessa FDA lo ammette – probabilmente rappresentano solo l’uno percento dei casi: la maggioranza dei pazienti omette di comunicare gli effetti collaterali dei farmaci che assume.

    Non si tratta d’illazioni: sono casi ben documentati. Almeno 31 sparatorie o atti di violenza scolastici sono stati commessi da persone che erano in cura con psicofarmaci o soffrivano di crisi di astinenza da psicofarmaci. Risultato: 162 feriti e 72 morti.

    Quanti altri devono morire solo perché i legislatori non hanno il coraggio d’investigare il legame tra violenza e psicofarmaci?

    Dy Kelly Patricia O’Meara

    18 settembre 2013

    Ripreso da : http://www.cchrint.org/2013/09/18/navy-yard-shooter-was-on-antidepressant-trazodone/

    Kelly Patricia O’Meara è un premiato reporter investigativo per il Washington Times e il Insight magazine, e scrive decine di articoli esponendo la frode delle diagnosi psichiatriche e dei pericoli degli psicofarmaci – compresa la sua innovativa storia di copertina del 1999, “Pistole & dosi”, che espone il legame tra farmaci psichiatrici e atti di violenza insensata. È anche autrice dell’acclamato libro “Psyched-out: come la psichiatria vende la malattia mentale e smercia le pillole che uccidono”. Prima di lavorare come giornalista investigativo, la O’Meara ha trascorso sedici anni in Campidoglio come membro dello staff del Congresso per quattro dei suoi membri. Ha conseguito una laurea in scienze politiche presso l’Università del Maryland.

    Nota : Allo scopo di fornire uno strumento di valutazione su queste importanti tematiche che coinvolgono la salute dei cittadini anche minorenni, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Internazionale, ha realizzato diversi documentari in formato DVD, che illustrano gli intrecci e gli interessi economici collegati alla diffusione di sostanze psicotrope nel mondo ai danni dei cittadini bisognosi di aiuto. E’ possibile visionare stralci dei documentari sul sito: http://www.ccdu.it/videos.html

    Pubblicato Gio, 19/09/2013 – 14:18

    Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.ccdu.org/

  • Pavimenti in legno ErreEffe: qualità, affidabilità e prezzi convenienti

    Sei alla ricerca di un’azienda seria e affidabile, che effettui la vendita pavimenti in legno Torino? Vorresti che la ditta che si occuperà della vendita, possa garantirti materiali di prima scelta e operai specializzati nella posa dei pavimenti? ErreEffe è sicuramente l’azienda giusta cui affidarsi.

    Da diversi decenni quest’azienda si occupa della vendita palchetti Torino e della loro realizzazione e manutenzione, affermandosi nel settore grazie ai principi su cui si è fondata: disponibilità, professionalità e serietà del suo personale e i prezzi competitivi che offre.

    Acquistare un pavimento in legno porta diversi vantaggi tra i quali rendere l’ambiente in cui viene posato, elegante, caldo ed accogliente, quindi avere a tua disposizione un’azienda che possa offrirti le migliori soluzioni disponibili sul mercato, assicurandoti un lavoro di prima qualità in tempi relativamente brevi è un’occasione che non va assolutamente trascurata.

    Se desideri ricevere altre informazioni e un preventivo dettagliato, rivolgiti al personale di ErreEffe, lo troverai sempre disponibile nel fornirti tutte le delucidazioni di cui necessiti.

  • Fotografia digitale step by step

    La fotografia digitale negli ultimi anni è stata protagonista di un successo senza precedenti, consentendo a chiunque di fotografare a livelli fino a poco tempo fa inimmaginabili. Questo diffusissimo mezzo richiède tuttavia competenze specifiche: la capacità di padroneggiare é di impostare correttamente la fotocamera prima di uno scatto sono elementi necessari per potere esprimere al meglio la propria creatività.


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    “Fotografia digitale step by step”, frutto dell’esperienza più che trentennale di Tom Ang, si pone come un utile strumento per ogni aspirante fotografo, desideroso di acquisire, o di perfezionare, i fondamenti necessari per fotografare in libertà. I capitoli iniziali affrontano nel dettaglio le nozioni di base – impostazioni, luce, colore, inquadratura, scelta del soggetto – per ottenere uno scatto soddisfacente, prendendo poi in esame le tecniche per valorizzare e correggere digitalmente l’immagine ottenuta, predisponendola per la condivisione. Il volume illustra inoltre l’acquisizione, la gestione e l’elaborazione dei video girati con la fotocamera; la sezione finale descrive infine l’equipaggiamento minimo e le opzioni software che consentono alla fotografia digitale infinite possibilità espressive.

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  • La Domenica Italiana@Exquisite Shu Club

    La Domenica Italiana è una serata all’insegna del puro divertimento tutto made in Italy.

    Una serie di eventi speciali che vi accompagneranno tutte le domeniche della stagione facendovi ballare al ritmo di una colonna sonora tutta italiana tra brani evergreen e pezzi più recenti, mixati alla consolle da Italian Style Radio.

    L’appuntamento è allo Shu Club di Milano con lo stile tutto italiano! Una serata speciale per un aperitivo o una cena in compagnia e per una lunga notte di festa tra musica e gadgets.

    Un evento imperdibile per ballare, cantare e vivere l’Italia.

    Aperitivo: 10 euro

    Cena: 20 euro (solo su prenotazione)

    Exquisite Shu Cafè

    Via Molino delle Armi, ang. via della Chiusa (Milano)

    Per info e prenotazioni: 393-0134920 e 373-8173711

  • Casale Todi, fra arte storia cultura e relax


    Casale Todi

    La leggenda narra che molto tempo fa, il popolo dei Veii Umbri, una popolazione che abitava la valle del fiume Tevere, stava costruendo una città. Un giorno, mentre i lavori di edificazione proseguivano, un aquila scese tra questa gente, afferrò con i suoi artigli un drappo e lo portò in cima ad una collina. La gente che assistette alla scena la interpretò come il segnale divino che la città non doveva essere edificata dove la stavano costruendo in quel momento, ma su quella collina. E così fecero. Da lì, da queste origini mitiche, leggendarie, nacque la città di Todi, una città che ancora oggi possiamo ammirare in tutta la sua bellezza artistica e storica e che fu tra le più importanti in Centro Italia, raggiungendo il suo apice nel Medioevo divenendo “Libero Comune” e controllando vasti territori tanto da diventare successivamente “Signoria”, prima di essere poi sottomessa allo Stato della Chiesa. Una città che è piena anche di arte e meravigliose architetture di tutte le epoche, dalle mura sia etrusche, romane e medievali alla “Piazza del Popolo” e al Duomo medievali fino alla Rinascimentale e magnifica “Chiesa di S.Maria della Consolazione”, vero orgoglio artistico della città.

    casale todiTutto questo è la città di Todi e tutto questo potrebbe essere a vostra disposizione ogni giorno solo aprendo la finestra di un magnifico Casale Todi con piscina e tutti i comfort moderni intorno alle colline di Todi, che offrono una vista sui monumenti,palazzi e chiese della città veramente incredibile e mozzafiato. Vivere in un Casale Todi è un’esperienza unica, chi ne ha uno ha sicuramente una gioiello che pochi nel mondo possono vantare, grazie anche alla natura incontaminata di questi posti, i colori umbri, magnifici in ogni stagione dell’anno e i panorami di una bellezza eccezionale e veramente molto rari da trovare al di fuori di queste terre. Un Casale Todi se siete amanti della Natura, dell’arte,della storia, dell’architettura e molto altro, non può non essere vostro.

    casale todi

    http://www.umbriadomus.it/country-umbria/casale-todi/

  • PHIL GRANDINI: ecco il suo esordio da solista con FINTE VERITA’

    Da anni acclamato leader e frontman di storiche band di cover, il cantautore estense mette a nudo la sua anima con un disco di inediti

    Finte Verità è il titolo del primo singolo di un album omonimo. L’idea di questa canzone è nata nel buio di un locale, dalle lacrime di un’amica che cercava di non farsi notare nella sofferenza perché intorno a lei c’era il classico clima di gioia forzato di una discoteca, ignaro chiaramente che il suo cuore appartenesse ad una persona che non sapeva cosa farsene.

    L’album “Finte verità” è un disco che parla molto sia di Phil che di ciò che lo circonda. Affronta temi che vanno dall’amore ai problemi sociali, gioie e dissapori quotidiani. Non è però incasellato in un genere, perché Phil scrive per esprimere se stesso e questo album ne è la prova: abbraccia vari generi e sfaccettature, e va ascoltato e vissuto con grande passione, esattamente nello stesso modo in cui è stato composto.

    Phil grandini nasce a Ferrara nel gennaio del 1981, per l’esattezza cresce a Monestirolo un microscopico paesino a pochi km dalla citta’, ed è qui che tra il bar, la chiesa, e il campo sportivo, nasce l’amore per la musica.

    Un amore viscerale, un vero onnivoro musicale, pensa che l’unica musica bella e giusta sia quella che da emozione, non importa il genere, soprattutto se si parla di musica dal vivo.

    E’ proprio per questa grande passione per i concerti e la gente, che fin dall’adolescenza comincia a mettere in piedi band per suonare live, fino ad arrivare a farne la propria vita, suonando con la sua coverband (Riflesso) in giro per l’Italia. Ma il cuore cantautorale di Phil pulsa ininterrottamente dall’età di 15 anni, quando scrisse la sua prima canzone, da allora non ha più smesso di mettere in parole e musica la sua vita e cio che gli accade intorno, facendo tante belle e edificanti collaborazioni, fino ad arrivare all’incontro con Andrea Baino e Marco di Giuseppe, grandi amici e musicisti, con i quali Phil comincia a incidere quelle emozioni e a farle risuonare davvero! Ora non resta che condividerle col resto del mondo!

    www.philgrandini.com

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  • GETTY IMAGES PRESENTA UNA NUOVA EDIZIONE DI CURVE CON LE TENDENZE VISIVE LEGATE AL TEMA DELLA DIVERSITÀ

    Getty Images ha presentato Curve Diversità, una nuova edizione di Curve, la pubblicazione che riprende le tendenze del momento – con uno studio focalizzato sul tema della diversità. Curve Diversità mette in evidenza l’importanza crescente di approcciare il pubblico di un brand nella sua collettività, con la consapevolezza della molteplicità degli aspetti che costituiscono il gruppo quali background, generazione, cultura e contesto sociale.

    Nell’advertising è sempre più diffusa la tendenza a creare campagne basate su una comunicazione inclusiva, e la sezione ‘La diversità attraverso le immagini’ riconosce come questo obiettivo sia difficile da raggiungere in maniera ideale senza tralasciare le modalità con cui i brand riescono a esprimere la diversità di un mondo in continuo divenire. L’ultima campagna di Apple intitolata ‘Our Signature’ ne è un esempio che mostra tanti consumatori diversi, con percorsi di vita differenti, evidenziando la crescente tendenza verso la rappresentazione della diversità sia come realtà che come aspirazione.

    La sezione ‘La rivincita delle donne’ si sofferma sulla emancipazione della donna in presenza di ideali di bellezza che vanno sempre più allargandosi. Oggi le immagini di donne e ragazze autentiche, forti e in sintonia con il proprio corpo sono le più ricercate perché ormai accettate dalla società. ‘La rivincita delle donne’ mette inoltre in evidenza come nelle immagini ricercate oggi vi sia un incremento nella rappresentazione di ‘donne reali’ con una maggiore volontà di autenticità visiva rispetto agli scatti posati.

    Curve Diversità analizza anche un altro elemento: la generazione dei baby boomer sta modificando la definizione di età, imponendo al marketing nuove modalità di approccio affinché vengano soddisfatte le esigenze dei clienti che hanno ‘una nuova concezione della vecchiaia’. Il marchio di abbigliamento americano American Apparel ha recentemente lanciato una campagna il cui protagonista è un modello di 61 anni; nella campagna ‘Parallel Lives’ McDonald’s cambia l’approccio mettendo a confronto lo stile di vita di due diverse generazioni, una giovane e una anziana.

    Nella sezione ‘L’immagine d un corpo 2.0‘ si analizza come è cambiato l’atteggiamento nei confronti del nostro corpo, dalle taglie forti ai diversamente abili; nel capitolo ‘I marchi fanno outing’ si esamina l’utilizzo dell’omosessualità nell’advertising, tendenza che riguarda in particolar modo i brand finanziari. Presente anche un’intervista a Jarek Carethers, Group Creative Director di UniWorldGroup, che approfondisce il significato che i trend visivi nella diversità hanno per i brand.

    Andrew Saunders, Senior Vice President of Creative Content di Getty Images, ha spiegato: “La diversità è un tema alquanto articolato che abbraccia diverse problematiche, dal femminismo alla discriminazione nei confronti degli anziani, fino all’immagine mentale del proprio corpo e al multiculturalismo. Una tale complessità unita alla sensibilità delle diverse tematiche può intimorire i brand nell’approccio verso la diversità. La nuova edizione di Curve raccoglie le tendenze e i dati delle ricerche più aggiornate relative ai cambiamenti nelle tendenze visuali impegnate a ritrarre la varietà sociale; la pubblicazione rappresenta pertanto un’utile risorsa per tutti quei brand che intendono dare vita a una comunicazione esclusiva e progressista”.

    La pubblicazione Curve ha come obiettivo quello di fornire ai lettori motivi di ispirazione e consigli sull’utilizzo del linguaggio visivo applicato alle strategie di brand communication. I diversi articoli contenuti nel report sono tutti scaricabili e consultabili in formato PDF permettendo agli utenti di condividere i contenuti e salvare gli articoli per una lettura successiva.

  • Interventi di mastoplastica: a Parma la specialista è la Dott.ssa Paolucci

    Sempre più persone oggi acquistano prodotti e servizi tramite il web, ed in particolare approfittando delle offerte di siti specializzati in coupon. Oltre a gadget tecnologici, cene, pernottamenti e proposte commerciali delle più diverse tipologie, lo scorso mese di settembre sono comparsi online alcuni annunci riguardanti interventi superscontati di mastoplastica additiva.

    Quanto bisognava spendere per una ricostruzione del seno? Apparentemente 99 euro, secondo il coupon, cosa che ha subito insospettito il Codacons che ha richiesto l’intervento dell’Antitrust.

    In realtà la proposta si riferiva all’acquisto di uno sconto del valore di 2000€, da spendere per un intervento del valore complessivo di diverse migliaia di euro: quindi l’allarme è rientrato, poiché l’offerta solo in apparenza proponeva la ricostruzione del seno per meno di un centinaio di euro.

    Coupon o no, tuttavia, questi interventi sono sempre piuttosto delicati e non è sicuramente la ricerca del massimo risparmio a dover guidare nella scelta dello specialista di chirurgia estetica al quale affidarsi.

    Ciò che conta veramente sono la competenza, la serietà e la professionalità, e per questo motivo chi desidera sottoporsi a un intervento di mastoplastica a Parma potrà affidarsi senza pensieri alla dottoressa Lorena Paolucci (tel. 0521.2981). Grazie alla sua lunga esperienza nel settore, e a un curriculum invidiabile, la dott.ssa Paolucci saprà pianificare interventi chirurgici al seno effettuati con il massimo della sicurezza.