Autore: Redazione area-press.eu

  • LILT: DA DOMANI LE PRIME VISITE DELLA CAMPAGNA “NASTRO ROSA”

    Comunicato Stampa di lunedì 1° ottobre 2007
    Domani parte la campagna “Nastro Rosa” per prevenire i tumori femminili
    La LILT promuove per tutto ottobre una campagna di prevenzione in collaborazione con l’ASL.

    Tutto pronto presso il Centro di Senologia di Sanremo per accogliere le donne che da domani effettueranno le prime visite di controllo nell’ambito della campagna nazionale “Nastro Rosa” per la prevenzione del tumore al seno, organizzata dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori sezione di Imperia in collaborazione con l’ASL.
    “Nastro Rosa” è stata presentata venerdì scorso dal dott. Claudio Battaglia, presidente della LILT sezione di Imperia, alla presenza del Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Sanremo, Michele Orlando e della dottoressa Nicoletta Gandolfo, Direttrice del Reparto di Radiologia del nosocomio matuziano.
    “Il tumore al seno è oggi una delle malattie tumorali meglio curabili – ha dichiarato Battaglia – per questo invitiamo tutte le donne che abbiano superato i 40 anni di età e non abbiano mai eseguito in precedenza una mammografia e un’ecografia al seno, ad aderire alla campagna “Nastro Rosa”, per la prevenzione al femminile nei confronti del tumore alla mammella”.
    L’iniziativa rientra tra le attività del mese per la prevenzione del tumore al seno organizzata dall’ASL di Sanremo, con l’appoggio e il sostegno degli ambulatori di Diagnostica di Senologia.
    Visite senologiche gratuite sono già prenotabili presso la Segreteria del Centro di Senologia dell’Ospedale di Sanremo dal lunedì al venerdì, dalle ore 11.00 alle 13.00 al numero di telefono 0184/536.450 oppure allo 0184/536.028 (Ufficio LILT).
    La sezione provinciale della LILT promuoverà per tutto il mese di ottobre, numerose iniziative a favore della campagna di prevenzione al femminile. In particolare, ogni fine settimana sarà organizzato nelle città della provincia, un “punto di incontro rosa” gestito dai Volontari della LILT. A tutti coloro che interverranno sarà offerto un fiore rosa e maggiori informazioni e materiale sulla prevenzione del tumore al seno. Inoltre presso gli ambulatori di Via Roma 128 a Sanremo sarà possibile, previo appuntamento telefonico, eseguire gratuitamente uno studio ecografico della mammella e una visita senologica. Tra le iniziative di maggior visibilità della campagna “Nastro Rosa”, ideata nel 1989 negli Stati Uniti da Evelyn Lauder di Estée Lauder Companies ed esportata successivamente in tutto il mondo, spicca l’illuminazione in rosa di alcuni monumenti nei comuni della provincia che hanno fin’ora aderito. Sanremo, Arma di Taggia, Santo Stefano al Mare, San Lorenzo, Ospedaletti, Bordighera e Ventimiglia “illumineranno” di rosa a partire da questa sera, alcuni fra i monumenti cittadini più “legati” alla donna, contribuendo a sensibilizzare la popolazione femminile. Un “nastro rosa”, appunto, che unisce la penisola contro una malattia tumorale che si può vincere.

    Galleria Fotografica

    Per ulteriori informazioni stampa:
    FEDERICO CRESPI & ASSOCIATI
    Ufficio Stampa per la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Sez. Prov. di Imperia
    Dott.ssa Elisa Giaccardi
    [email protected]
    Tel. +39.0184.66.15.87 Fax +39. 0184.66.86.28
    Corso Matuzia 13 – 18038 Sanremo (IM) Italy
    www.fcea.it

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  • TIMELINE: BILANCIO DELLA SECONDA EDIZIONE

    TIMELINE:
    FESTIVAL DELLA STORIA

    Bilancio positivo della seconda edizione: a pubblico e
    studenti piace l’appuntamento con la storia

    Si conclude con grande
    soddisfazione per la numerosa partecipazione degli studenti e di pubblico in
    generale, la seconda edizione di Timeline:
    festival della storia
    di Arezzo, organizzato dall’Assessorato
    alla Cultura della Provincia in collaborazione con la Biblioteca Città
    di Arezzo, la Camera
    di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Arezzo, la Rete Teratrale Aretina
    e la Comunità
    montana del Casentino Cred-Mediateca, che quest’anno ha avuto come tema
    principale quello delle dis-uguaglianze
    intese nel senso economico, geografico, di genere e di generazione.

    Il successo dello scorso anno si
    conferma anche nell’edizione 2007. C’è bisogno di storia e di interrogarsi sugli avvenimenti del presente
    andando alle radici dei problemi, questa è stata fin dall’inizio l’idea
    su cui è nato il festival della storia di Arezzo con l’obiettivo di suggerire
    e stimolare riflessioni e dibattiti.

    La storia è come una
    bussola che ci permette di navigare nel mare aperto della contemporaneità.

    afferma l’Assessore Emaunuela Caroti
    organizzatrice del festival – Senza Storia
    la società non sa neanche immaginare il futuro ed è quindi importante la
    partecipazione al Festival delle scuole e di moltissimi giovani (circa un
    migliaio nei tre giorni), che hanno la possibilità di confrontarsi con i
    migliori studiosi provenienti dalle Università di tutta Italia

    L’Amministrazione Prov.le con
    questo Festival ha anche voluto stabilire una
    nuova relazione tra politica e cultura
    . “Una politica che cerca di valorizzare
    ha concluso l’Assessore Caroti – in
    modo intellettualmente onesto le migliori energie culturali (accademiche,
    letterarie e artistiche), ponendole al servizio della società
    “.

    Il Festival è iniziato giovedì 27
    settembre sotto un sole splendente presso il palco allestito dalla Provincia di
    Arezzo in Piazza Risorgimento alla presenza di circa 300 studenti delle scuole
    superiori della provincia aretina e dei tanti passanti che si sono fermati ad
    assistere alla discussione sul tema della storia e della globalizzazione. Sul palco
    erano presenti i Prof. Enrico Stumpo,
    Franco Cazzola e Giovanni Gozzini. Il pomeriggio, causa
    pioggia, il Festival si è trasferito nella sala della Borsa Merci insieme ai
    famosi scrittori Paolo Nori e Domenico Stranone, che hanno dato vita ad un
    dialogo esilarante sulla storia e la letteratura. Il venerdì la palestra
    dell’Itis “G. Galilei” è stata il teatro della discussione
    con Stefano Cavazza e Chiara Ottaviano sul tema, coordinato dal
    Presidente della Ong Ucodep, Francesco
    Petrelli
    , dei consumi di genere e di generazione. Il pomeriggio,
    invece, il giornalista di Radio Rai 3 Michele
    De Mieri
    , Stefano
    Rodotà
    , Linda Giuva e Michele Ainis hanno parlato e discusso sui
    nuovi diritti delle cittadinanze toccando temi difficili e di grande attualità
    quali il diritto di scegliere della vita e della morte propria e degli altri,
    dei diritti dei disabili e dei doveri di tutti noi verso il prossimo.

    Sabato 29, in Piazza Risorgimento, l’incontro tra i 250 studenti presenti e tre storici e fotografi della guerra
    come Luigi Tomassini, Giovanni Fiorentino e Adolfo Mignemi. Gran finale il sabato
    pomeriggio sempre in piazza con un partecipato dibattito sulle dis-uguaglianze
    tra palestinesi e israeliani alla presenza dello storico Nicola Labanca e il caporedattore cultura
    dell’espresso Wlodlek Goldkorn.

    Il Festival della Storia però non
    prevedeva impegni solo durante la giornata, ma anche la sera con degli
    spettacoli di alto livello come quello di giovedì sera una serata di musica,
    intensa e a tratti commovente, con Gianmaria
    Testa
    e la partecipazione speciale dello scrittore Erri De Luca che ha letto e cantato insieme
    al cantautore alcune sue poesie. Venerdì sera la proiezione del film “Il vento fa il suo giro” alla
    presenza del giovane produttore, Simone
    Bachini
    , e dell’attore principale Thierry Toscan. Gran finale, poi, sabato con la bravissima Lella Costa nel suo
    spettacolo Alice, una meraviglia di paese:
    un monologo denso, brillante e struggente che racconta delle tante
    dis-ugaglianze presenti nel mondo.

    Il bilancio positivo con cui si va
    ad archiviare anche questa seconda edizione di Timeline, alimenta senza dubbio
    la voglia di mettersi al lavoro al più presto per l’edizione 2008, perché
    siamo certi che il festival della storia di Arezzo
    può ambire a ritagliarsi il suo spazio e aggiungersi a quei festival che in
    Italia, in questi ultimi anni, portando la cultura nelle piazze, tra la gente, stanno
    diventando gli appuntamenti estivi più affollati.

    Ufficio stampa:
    Gloria Peruzzi Tel. + 39 349 3588645
    Francesca Bassani Tel. + 39 340 9519438
    [email protected]

  • Il Mito New Trolls – 3


    Finalmente, dopo lunga attesa, è in uscita il nuovo album del Mito New Trolls.
    ?La presentazione avverrà venerdì 5 ottobre alle ore 12 presso la splendida Villa Bortolazzi di Acquiviva di Trento. Nell’ambito della presentazione la Band proporrà dal vivo alcuni dei nuovi brani in anteprima. Per rendere omaggio al grande pubblico che negli anni ha seguito con passione il percorso della band, è stato realizzato uno speciale cofanetto CD + DVD che, oltre ai brani inediti, contiene le riprese del Concerto Grosso eseguito presso il Teatro Civico di La Spezia il 3 aprile 2004, con la straordinaria Orchestra YASO, diretta dal Maestro Aurelio Canonici.

    Track List CD

    Dove Sei (Belloni – Belleno)
    Hei fratello (Belloni – Belleno – Minellono)
    Due parole (Belloni – Belleno)
    Un vento forte dal mare (Belloni – Belleno – Bisceglie)
    Prendi le mie mani (Belloni – Belleno)
    Solo un bel ricordo di te (Urban – Belloni – Bisceglie)
    Concerto Grosso per i New Trolls
    Concerto Grosso N. 2

    Special CONCERTO GROSSO DVD

    Concerto Grosso per i New Trolls (L. E. Bacalov)
    ? 1. Allegro
    ? 2. Adagio (shadows)
    ? 3. Cadenza – andante con moto
    Concerto Grosso N. 2 (L. E. Bacalov)
    ? 4. Vivace
    ? 5. Solo Drums
    ? 6. Solo Organ
    ? 7. Vivace Reprise
    ? 8. Andante (most dear lady) (Bacalov – D’Adamo – Bardotti)
    ? 9. Moderato (fare you well dove) (Bacalov – D’Adamo – Bardotti)
    ?10. Finale vivace
    ?11. Una notte sul Monte Calvo (M. Mussorgsky)
    ?
    Il MITO NEW TROLLS:

    – Ricky Belloni – chitarre e voce
    ?
    – Gianni Belleno – chitarra, batteria e voce
    ?
    – Giorgio Usai – tastiere e voce
    – Alessandro Polifrone – batteria e voce
    – Andrea Cervetto – basso e voce

    Alle ore 21 il Mito New Trolls sarà in concerto presso il Palazzetto dello Sport di Trento.?

  • Le piccole e medie imprese si confrontano su Blog PMI.it


    Spazio ancora alle piccole e medie imprese. E’ on-line il nuovo blog dedicato interamente all’’ICT per le aziende, ideato e gestito da HTML.it , una delle voci più autorevoli nel campo dell’informazione tecnologica sul Web.
    Originale e graficamente accattivante, Blog PMI.it (http://blog.pmi.it), si affianca al portale PMI.it nel difficile compito di fornire delle risposte alla crescente richiesta di informazioni tecnico-gestionali proveniente dal tessuto produttivo italiano.
    Il nuovo progetto nasce come ulteriore strumento per la comunità di imprenditori, professionisti e manager che si è formata intorno a PMI.it, il sito lanciato a gennaio e diventato fonte di aggiornamento per le piccole e medie imprese che vogliono gestire al meglio le proprie risorse.
    Il blog conserva le caratteristiche e l’approccio editoriale del sito, ma in più apre al confronto con i lettori adattandosi al linguaggio dei blog e sfruttando le potenzialità di interazione del Web 2.0.
    Gli argomenti, editi dalle stesse firme selezionate per le news e gli approfondimenti di PMI.it, si arricchiscono quindi di opinioni e considerazioni inedite per rispondere con maggiore efficacia alle concrete esigenze che le PMI affrontano quotidianamente. Ma soprattutto, si integrano con i commenti e le esperienze degli utenti.
    Almeno quattro gli aggiornamenti in tempo reale che ogni giorno alimentano le categorie tematiche. Dall’hardware alla sicurezza, dal networking alle TLC, dal marketing al lavoro, con, ovviamente, particolare attenzione al software gestionale.
    PMI e ICT: un binomio sul quale HTML.it ha puntato con successo, come conferma la nascita del blog, ma soprattutto come dimostrano i dati relativi ai primi 9 mesi di vita di PMI.it.
    A luglio sono stati 70.000 gli utenti unici, che hanno visualizzato più di 500.000 pagine, e 20.000 gli iscritti alla newsletter quotidiana. Numeri che ribadiscono quanto sentita fosse l’esigenza di imprenditori e manager.

  • RAGAZZA UCCISA A TORINO – LELLA MENZIO TELEFONO ROSA PIEMONTE


    NOTA STAMPA

    SARA WASINGTON: RAGAZZA UCCISA A
    TORINO

    Ciao Sara.
    Da poche ore sappiamo che non sei più con noi. Forse avrai
    letto i commenti del Telefono Rosa, fermamente puntati a contrastare le
    mille violenze quotidiane contro le donne.
    Magari avrai letto di ciò che si occupano i tanti centri
    antiviolenza: chissà quante volte, nella tua straordinaria normalità, hai
    pensato che per fortuna queste cose, a te, non sarebbero mai
    capitate.
    Avevi una bella famiglia, un ragazzo e, a quanto si dice,
    tanti amici. Non potevi pensare che qualcosa di male sarebbe accaduto, e proprio
    a te.
    Noi da anni combattiamo contro le violenze: qualunque
    violenza, ma soprattutto quella degli uomini contro le donne. Accogliamo ogni
    anno centinaia di donne, ferite nel corpo e nell’anima, perse in una dignità che
    stenta a ritrovarsi. Con un cinismo che non ci appartiene, dobbiamo ammettere
    che le accogliamo e che molte di loro iniziano con noi ad allontanarsi dalla
    violenza. Ferite o affrancate: ma vive.
    Con te e con altre decine di donne, non ce la facciamo. E
    non perchè tu e tante altre ragazze come te siete imprudenti o colpevoli:
    tutt’altro.
    Vi circondate di amici e di persone fidate: e non è
    possibile accettare che il proprio carnefice sia tra le persone più care e
    vicine.
    Eppure, proprio lì, c’è spesso qualcuno al quale un no, un
    rifiuto o semplicemente un fermo allontamento scatena violenze malgestite per
    mesi o anni. Ma quale raptus o delitto d’impeto! Quasi sempre siamo di
    fronte a comportamenti subdoli, attenzioni morbose, rabbie poco gestite e,
    infine, l’idea ferma e programmata di uccidere, eliminare,
    occultare.
    Da più di 7 anni stimoliamo le istituzioni, locali e
    nazionali. Le donne e gli uomini delle istituzioni, prima leggermente scettici,
    hanno poi iniziato a darci ragione.
    Ma questo lo hanno fatto le donne e gli uomini, non le
    istituzioni. Le donne e gli uomini dei governi nazionali e locali ci danno
    ragione: ma i governi non riescono a fare nulla. E pensiamo che non
    riescano solo perchè non vogliamo pensare che non vogliano.
    Ma ora l’emergenza, pluriennale, è oltre ogni
    immaginazione e ogni tolleranza: per alcuni assassini in carcere, ce ne sono
    altri solo presunti e altri ancora mai individuati.
    Non è accettabile che le donne paghino con la violenza la
    richiesta di avere dei diritti; non è possibile che questa violenza arrivi
    all’omicidio.
    Se esistono reparti specializzati, se esistono
    investigatori capaci, se esistono strutture di riferimento per autori di diversi
    reati, forse sarebbe il caso di pensare a reparti (investigativi, oltre che
    sanitari, carcerari o di recupero) in cui si possa trattare la violenza contro
    le donne non come un qualunque delitto. Ma come delitti che hanno una
    specificità tale per cui nessun assassino di donne e nessun uomo che usi
    violenza contro le donne possa pensare di farla franca. Forse, però, cara Sara,
    nemmeno ciò che ti è accaduto cambierà qualcosa.
    Lella Menzio (Presidente Telefono Rosa
    Piemonte)

    **********************************************************
    Ai sensi del Decreto Legislativo n. 196/2003, si precisa che le informazioni
    contenute in questo messaggio e negli eventuali allegati sono riservate
    e per uso esclusivo del destinatario. Persone diverse dallo stesso non
    possono copiare o distribuire il messaggio a terzi. Chiunque riceva questo
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    immediatamente [email protected]
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  • Ciccomocco, bontà derutesi.


    La signoria vostra è invitata alla presentazione del nuovissimo CioccoMocco. Il CioccoMocco verrà distribuito gratuitamente a Deruta presso i freemocco point il 12 ottobre 2007 a partire dalle ore 17. La distribuzione avverrà fino ad aesaurimento scorte. Per ulteriori informazioni informazioni potete consultare il web site: www.freemocco.com, oppure scrivere a [email protected].

  • NUOVE FRONTIERE MENSILE N.3 – SETTEMBRE 2007

    Nuove Frontiere onlus

    “Se riesci ad immaginare un mondo diverso, il mondo sta già cambiando”


    n.3 – settembre 2007






    Carissimi/e


    Nuove Frontiere riparte da dove ha lasciato:


    da mesi porta avanti una petizione volta a combattere l’evasione scolastica, soprattutto da parte di minori extra-comunitari (almeno per quanto concerne la realtà di Roma e provincia), sia la chiave di volta per avere non solo un futuro, ma già un presente migliore in grado di riaprire gli animi alla speranza di un domani diverso.



    Per questo la petizione chiede al Parlamento italiano che proceda al più presto ad una riforma dell’ art 731 c.p. e predisponga un adeguato assetto legislativo con strumenti che possano realmente incidere, sulla base dei seguenti indirizzi:


    1) la tutela della libertà individuale del minore e dei suoi relativi diritti;
    2) l’irrogazione sia di pene pecuniarie che detentive;
    3) l’abrogazione dall’art 731 c.p. dell’inciso “giusti motivi”;
    4) l’introduzione nell’art su citato della pena accessoria ex art 34 c.p. ovvero la sospensione della patria genitoriale ( in quanto il genitore che non vigila o non manda il minore a scuola, viola i doveri previsti dalla Costituzione agli articoli 2 e 30, doveri ribaditi anche dall’art 147 c.c., e crea un grave pregiudizio al minore);
    5) predisposizione delle misure di assistenza alle famiglie per adempiere a questo primario dovere non solo familiare, ma sociale.



    Centinaia le firme e fra i firmatari: la Vice Presidente della Camera, on.le Giogia Meloni e l’on.le Gianni Alemanno. La petizione è sottoscrivibile all’indirizzo www.nuovefrontiere.net .


    Detto questo, Nuove Frontiere parteciperà con una propria delegazione alla Marcia della Pace Perugia-Assisi che si svolgerà domenica 7 ottobre e invita a parteciparvi tutti coloro che vogliono seriamente lavorare ad una cultura di pace e sviluppo.
    Ci sono tanti modi per partecipare alla Marcia. Fare a piedi tutto il percorso da Perugia ad Assisi non è l’unica possibilità. Si può fare a piedi solo il percorso da Santa Maria degli Angeli alla Rocca di Assisi, o aspettare l’arrivo della Marcia sul prato della Rocca di Assisi dove si svolgerà la manifestazione conclusiva come farà l’onlus romana.


    Nuove Frontiere sarà presente anche per consentire a quanti ritengano che ai minori vadano garantiti il diritto all’istruzione e la salvaguardia da tutte le forme di discriminazione, sfruttamento e microcriminalità di sottoscrivere la petizione polare che ha lanciato nel febbraio scorso e che sta ottenendo sempre più adesioni.


    Gabriele Felice

    In questo numero


    • Un ostello per gli immigrati (2a parte).

    Renata Giovenco



    • La lunga storia del fund raising.

    Donika Lafratta



    • Cittadinanza e democrazia

    Francis Chinedu Manujibeya



    • Carthago

    Alberto Mosca



    • Lettere da Iwo Jima

    Luciano Alberghini


    Un ostello per gli immigrati (2a parte)


    Due aspetti risultano comuni a molte metropoli moderne: una crescita irregolare, informe non controllata ed un nucleo produttivo che si sviluppa intorno al solo centro storico, mentre le aree più periferiche ne risultano le “appendici”, destinate al degrado.


    Disegnare una NUOVA FORMA DI CITTA’ vuol dire migliorare la qualità urbana ed equiparare in termini di COSTI E BENEFICI la domanda abitativa, dei servizi e delle infrastrutture.


    Dagli anni ’90 in poi, Roma si presenta come un container multietnico. Questo nuovo aspetto sociologico urbano e le grandi opere della NUOVA ARCHITETTURA impongono un nuovo lifting e l’esigenza di rinnovare l’ASSETTO URBANISTICO “avvicinando” le periferie ed escludendo una strategia di tipo espansivo.


    Di contro al vecchio PRG del ’62 ormai obsoleto, il NPRG di Roma propone una nuova struttura di CITTA’ POLICENTRICA, formata cioè da nuovi CENTRI URBANI (ad esempio Tor Vergata) identificabili singolarmente, ma COMUNICANTI con i quartieri cittadini attraverso un nuovo organismo “A RETE” di trasporto alternativo a quello privato. Per facilitare l’accessibilità interna ed esterna alla città è stato attuato un nuovo piano per la mobilità potenziando anche l’attuale “trasporto su ferro”.


    Lo spazio vivibile in cui prende forma il 2PROGETTO D’INTEGRAZIONE PER GLI IMMIGRATI EXTRACOMUNITARI è quello di una città in trasformazione, secondo un programma in parte ancora da attuare.


    Incoraggiando comunque la creazione di centri polifunzionali ed interculturali per i giovani sul modello sperimentato nell’8° Municipio, la tendenza in atto però rientra nella categoria delle “singole iniziative isolate”. Le università romane devono ormai accogliere un numero sempre crescente di studenti fuori sede, docenti e ricercatori, ma il PIANO D’ASSETTO GENERALE ha previsto anche tre nuovi campus, cioè pensionati ed ostelli per permanenze a lungo termine.


    Lungo questa direttiva l’OSTELLO PER IMMIGRATI trova un suo inserimento non casuale, è un MODULO ELEMETARE RIPETIBILE seguendo uno schema distributivo “A RETE” con raggi d’influenza minimi, a copertura dell’intero tessuto urbano. Sconfinando oltre l’anello periferico, raggiungere le aree dei quartieri più centrali affiancandosi ai centri di assistenza e di cultura straniera e non.


    Da anni ormai il numero delle famiglie extracomunitarie ha sperato di molto quelle romane e per il mercato immobiliare, secondo il RAPPORTO CRESME/SAIE 2007, si prevede per il 2008 un incremento della domanda abitativa straniera fino al 45%, mentre la domanda locale rimane stabile.


    Poiché 2/3 del territorio romano appartiene ai PARCHI ed AREE PROTETTE (ossia 41.000 ettari degli 88.000 complessivi), il NPRG prevede circa 60 milioni di MC edificabili, ma solo la metà è destinata alle nuove residenze. Inoltre il 16% appartiene già alle volumetrie abitabilli in fase di realizzazione, per le 18 NUOVE CENTRALITA’ URBANE previste, mentre il rimanente 84% verrà distribuito sull’intero territorio.


    I PIANI DI RIQUALIFICAZIONE (c.d. “Articoli 2”) e di RECUPERO (i c.d. “Articoli 11”, le ex zone “O” e i c.d. “Toponimi”) prevedono la risoluzione per una superficie complessiva di c.a. 15.000 ettari di nuclei di edilizi periferici, ex borgate abusive ed altri agglomerati spontanei, altrimenti destinati al degrado.


    “Potenziare”, “avvicinare” e “mettere in rete” aree lontane tra loro sono azioni comunque coinvolte dall’effetto “calamita” che le arre più esterne esercitano sull’utenza a basso reddito, per il costo contenuto delle abitazioni e dei servizi di prima necessità.


    L’aumento della popolazione è un’altra variabile in atto che richiede maggiore impegno e tempismo per l’aggiornamento della normativa in materia LL PP, semplificazione per le richieste edilizie dei privati, aggiudicazione ed attuazione dei progetti, al fine di garantire a tutti l’accessibilità al “BENE CASA”.


    Le istituzioni statali e la P.A. proseguono comunque il programme di riforma iniziato negli anni ’90 anche nel settore degli appalti, ad esempio riducendo il tempo di attuazione medio di ogni “programma di recupero” a 4-6 anni, mentre entro il 30 settembre di ogni anno viene redatto uno schema di PROGRAMMA TRIENNALE, aggiornato annualmente (DMLLPP 21/06/2000). La legge 109/94 all’art.14 stabilisce, inoltre, che un “lavoro può essere inserito nell’elenco annuale limitatamente ad uno o più lotti, solo se viene approvata la PROGETTAZIONE PRELIMINARE con allegato QUADRO ECONOMICO e soltanto se il progetto stesso, con importo = oppure > a 1.000.000 euro, è conforme agli strumenti urbanistici vigenti o adottati.


    Renata Giovenco





    La lunga storia del fund raising.


    Fundraising è una parola inglese che deriva dal verbo “to raise”. Tendenzialmente identifichiamo il suo corrispettivo italiano nel termine raccolta fondi ma di fatto questa traduzione letterale appare piuttosto riduttiva. Il verbo “To raise” infatti ha il senso di: far crescere, coltivare, ossia di sviluppare i fondi necessari a sostenere una azione senza finalità di lucro. Il fundraising trova così le sue origini nell’azione delle organizzazioni non profit, quelle organizzazioni che hanno l’obbligo di non destinare i propri utili ai soci, ma di reinvestirli per lo sviluppo delle proprie finalità sociali.


    Secondo alcuni il fundraising è nato storicamente in Europa. La Chiesa ed i suoi sacerdoti possono essere considerati i primi fundraiser, cioè coloro che per una precisa causa sociale hanno cominciato a raccogliere fondi. Tuttavia in Grecia già nel IV secolo A.C., si organizzavano delle raccolte di fondi sotto forma di sottoscrizioni ed operavano delle persone atte alla raccolta delle indulgenze. Lo sviluppo maggiore di questa attività, si è avuto però nel mondo anglosassone ed in particolar modo negli Stati Uniti grazie a Henry Rosso. Rosso fondatore della prima scuola di fundraising al mondo, scosse gli animi delle persone sostenendo che il fundraising è l’arte di insegnare alle persone la gioia di donare.


    Secondo i più recenti approcci il “fundraising” fonda il suo significato nel fenomeno della responsabilità sociale diffusa che spinge i soggetti ad effettuare investimenti di risorse per il raggiungimento di comuni benefici sociali. Per “fundraising” quindi, si può intendere l’insieme delle teorie e delle tecniche necessarie a garantire la sostenibilità di una causa sociale e dell’organizzazione che la persegue e di promuoverne lo sviluppo costante nel tempo. (Wikipedia).


    Per fare fund rasing ci vuole una organizzazione molto motivata e un progetto sociale chiaro ed efficace. Alla sua base, c’è quindi una missione chiara e vincente e il programma necessario per realizzarla in pieno.


    In Italia il fund raising ha radici piuttosto antiche. Si potrebbe quasi sostenere che esso nasce all’epoca dell’impero romano quando lo Stato tanto si prodigava per l’arte, la cultura, la scienza e l’assistenza (Melandri, Zamagni, 2000) ma di fatto affonda le sue radici nella grandi istituzioni caritative sorte in epoca medievale (Cova, 1997).


    Nel medioevo e in epoca moderna diffusa era la consapevolezza che le attività di assistenza e beneficenza, sanità e istruzione, fossero un patrimonio per tutti e che, in quanto tali, avessero un valore pubblico. Risalgono a questo periodo le opere destinate all’assistenza ai pellegrini, alla cura degli infermi, le iniziative a favore dei carcerati, degli orfani e delle vedove e gli ospedali. Molte di queste realtà sono cresciute nel corso dei secoli e sono tuttora attive ma purtroppo in Italia lo Stato si è sempre più preoccupato di espandere la propria sfera d’azione che di riconoscere e favorire l’iniziativa dei corpi sociali, attuando una politica di forte ingerenza. Alla fine del Settecento e ancor più in epoca napoleonica questa pressione degli apparati statali comincia a far sentire i suoi effetti. La situazione diventa ancor più pesante nel corso del XIX secolo quando le istituzioni statali tendono a estendere la loro influenza in tutti gli ambiti della vita civile. ed in modo particolare nella seconda metà


    Nella seconda metà del XIX secolo, gli interventi legislativi dello Stato, che si susseguono negli anni prima e dopo l’unità di Italia, mirano proprio ad eliminare una parte considerevole delle organizzazioni operanti nel sociale e, in primo luogo, quelle promosse e sostenute dalla Chiesa (Restelli, 1978).


    Si è così giunti, alla crisi della tradizione solidaristica intorno ai primi anni Settanta e ad una progressiva ripresa del mondo “non profit”.


    Negli ultimi anni si è assistito allo sviluppo di un fund raising scientifico quale vera e propria disciplina professionale ma di fatto questa attività non si è ancora sviluppata così ampiamente. Solamente recentemente grazie al Decreto 460/97 “Legge istitutiva degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale è stata prevista una limitata detraibilità fiscale, che ha consentito lo sviluppo delle potenzialità di questo settore, dando ai cittadini un maggiore incentivo a donare. Attualmente molte Fondazioni, Associazioni, Cooperative sociali, Onlus stanno iniziando a ritenere la raccolta fondi una buona occasione di finanziamento per lo sviluppo di attività sociali e solidaristiche. (Inf. Tratte da www.bilanciosociale.it)


    Donika Lafratta


    Cittadinanza e democrazia ( II PARTE )



    Riprendiamo la seconda parte del problema della Cittadinanza in Italia e vediamo cosa prevedono altri paesi europei e la gurispudenza per quanto riguarda la cittadinanza.


    Nel momento in cui la codificazione internazionale dei diritti e delle libertà fondamentali impone la loro garanzia e la protezione nei confronti di tutti gli esseri umani in quanto tali, poiché ineriscono alla qualità di persona umana ( questo è il Preambolo e l’art. 1 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo), si po’ chiedere quali siano le peculiarità dello status del cittadino, rispetto a quello di persona e quale è la funzione di questo status del cittadino. .


    La cittadinanza sarebbe un concetto non necessario in un contesto nel quale la tutela dei diritti non dipende unicamente dal singolo Stato, e allora viene meno la validità del tradizionale affermazione in cui si dice che “non c’è diritto dell’uomo al di sopra della sua naturalità, senza essere in positivo, cioè senza essere trasformato in pretesa giuridica dal diritto dello Stato”


    Oggi che ruolo ha la cittadinanza, in quali dimensioni territoriali e politici dispone i propri effetti? Dalla prima articolo abbiamo capito che la parola “cittadinanza” assume una pluralità di significati, che origina dall’essere, la cittadinanza, categoria fondamentale sia dell’analisi socio-politica, sia di quella giuridica (ricordiamo combinazione “appartenenza e diritti”, secondo il pensiero di del Sociologo Marshall).


    Nella lingua italiana la parola “cittadinanza” indica ;




    • la condizione di chi appartiene ad uno Stato, soggetto alle leggi dello stato di cui gode dei specifici diritti ed obblighi, tra gli altri i diritti politici e l’obbligo di effettuare determinate prestazioni;



    • indica anche un complesso di diritti che in una persona complimentano il vero cittadino con particolare riferimento alla graduale acquisizione di nuove categorie di diritti, secondo il pensiero di Marshall, e qua si vede cittadinanza legata alla appartenenza.


    Da queste due significate della parola “ cittadinanza”, si po’ vedere come la punta sul binomio “ cittadinanza – appartenenza”, in molti paesi europei come Ingliterra, Francia ecc; Per l’inglese si usa “ citezenship e nationality” e per il francese si usa citoyenneté e nationalité.


    In altre lingue, per esprimere le due significate di qui sopra indicate, si usano parole differenti. Così in Italia alcuni autori di lingua italiana suggeriscono di distinguere tra “cittadinanza formale” e cittadinanza sostanziale”, cosa che continuerà a complicare la già complicata applicazione della cittadinanza allo straniero.


    La Corte Internazionale di Giustizia, nel caso Nottebohm (1955), ha affermato che: “la Nazionalità è legato ad affari sociali come base, un allegato sociale, cioè una cognizione genuina di esistenza, interesse e sentimenti insieme con i diritti e doveri reciproci. Si po’ dire che questa forma una espressione giuridica per il motivo che la persona a cui riferisce può essere direttamente dalla gurispudenza avere la nazionalità, che con qualsiasi altri Stato. A questo punto vediamo cosa prevede l’art.1 della Convenzione Europea sulla cittadinanza. Questa art. 1, dice che; “La nazionalità è il legame giuridico tra un individuo ed uno Stato, e non sta ad indicare l’origine etnica del dell’individuo”.


    Dunque, si tratta di una relazione tra un individuo ( cittadino della Nazione) ed uno Stato in base alla quale il cittadino ha un legame forte e permanente con questo Stato e da questa relazione originano i caratteristici diritti di ingresso e permanenza nel territorio; la titolarità dei diritti politici, il diritto alla protezione diplomatica da parte dello Stato, e dei doveri in termini di prestazioni personali e patrimoniali.


    Per concludere questo ragionamento diamo uno sguardo sulle disposizioni internazionali in matteria di tutela dei diritti umani, che riguardano la condizione dello straniero:




    • Carta delle Nazioni Unite (1945), art. 55 lett. c): le N.U. si impegnano a promuovere “il rispetto e l’osservanza universale dei diritti dell’uomo, senza distinzione di sesso, razza, lingua o religione”.



    • Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (UDHR, 1948): l’art. 2 prevede il divieto di ogni discriminazione e distinzione nel godimento dei diritti proclamati nella dichiarazione, ed in effetti gli articoli che seguono sono formulati ponendo come soggetto di diritto ogni individuo. Ci sono anche delle previsioni riferite specificamente allo straniero. L’art 13 prevede la libertà di movimento all’interno dei confini di uno Stato, il diritto di uscire da ogni Stato, compreso il proprio, e di far ritorno nel proprio Stato.






    Oggi in Italia, come si può ottenere la Cittadinanza e chi può chiedere la cittadinanza Italiana?


    Secondo la legge vigente che è sempre quella modificata dal Governo Belusconi sotto nome di legge Bossi – Fini;


    Ogni bambino nato da un genitore di nazionalità italiana è automaticamente italiano, come d’altronde un bambino nato in Italia da genitori sconosciuti o apolidi, o se il bambino non ottiene la cittadinanza dai suoi genitori sotto la legge del loro Paese.
    Uno straniero sposato con un cittadino italiano può richiedere la cittadinanza italiana sei mesi dopo il matrimonio se vive in Italia, o tre anni se vive all’estero.


    Un residente straniero che non è sposato con un Italiano può fare domanda per la cittadinanza dopo aver risieduto nel Paese almeno dieci anni o dopo quattro, se è un cittadino dell’Unione Europea, e cinque anni se si tratta di un apolide in Italia e degli stranieri che servono lo stato italiano.


    Uno straniero con un genitore o un nonno che alla nascita risultava un cittadino italiano, è automaticamente qualificato per la cittadinanza dopo aver vissuto in Italia per due anni dopo il loro 18 compleanno o, se nato in Italia, prima del raggiungimento di questa età.


    Un bambino nato ai genitori stranieri in Italia non acquisisce automaticamente la cittadinanza italiana, ma ha il diritto di richiederla prima di compiere 18 anni. Non è più necessario dover scegliere tra la nazionalità dei genitori e quella italiana, dato che l’Italia adesso riconosce la doppia cittadinanza.


    Per ottenere la cittadinanza italiana, si deve fare la domanda al Ministro dell’Interno attraverso il comune in cui si ha la residenza o attraverso un consolato italiano all’estero. Deve essere pagata una tassa di concessione e la procedura termina col giuramento di lealtà da parte del candidato verso la costituzione e le leggi italiane.


    Come la maggior parte delle cose che hanno a che fare con la burocrazia italiana, il processo di richiesta e di ottenimento della cittadinanza italiana è un affare lungo che potrebbe richiedere diversi anni. I documenti richiesti variano a seconda della situazione e a seconda della nazionalità (risulta più facile per coloro sposati con gli italiani) – possono essere richiesti fino a 12 documenti , molti di cui devono essere fatti su carta ufficiale ( in bollo), tradotti da un traduttore ufficiale, autenticati o legalizzati. Un elenco dei documenti necessari è disponibile presso la prefettura. Dopo aver fatto la domanda, le autorità hanno 18 mesi per prendere una decisione.


    Si ricorda che l’Italia ammette la doppia cittadinanza, sebbene nessuno di coloro che la possiede può arrivare o lasciare il paese senza un passaporto o un documento d’’identità italiano valido. Il D.leg sulla cittadinanza approvato dal Consiglio dei Ministri del Governo Prodi poi mandato in parlamento, un D.Leg. che ha migliorato molto i requisiti indicati sopra, è ancora da discutere dal Parlamento Italiano e nessuno è certo quando sarà anche perché a agli immigrati sembra già dimenticato in Parlamento.


    Francis Chinedu Manujibeya


    CARTHAGO




    (progetto di messa in scena teatrale)


    Quasi una fiaba, una storia originale e di grande levità, sospesa in una dimensione senza tempo, intensa e rivelatrice insieme. Il signor Linh è un vecchio che ha perso tutto tranne una nipote che vive con lui. Esiliato da un paese in guerra in una città che gli è completamente estranea,si aggira disorientato e muto, fino a quando incontra un uomo gentile che non parla la sua lingua ma gli si rivolge con affettuosa disponibilità. Con la semplicità dello stupore, la descrizione di un’affinità elettiva che sembra poter compensare il dolore della perdita, svelare quello che è inutile e tuttavia essenziale. Un linguaggio molto semplice che rispecchia la semplicità dei protagonisti. Un senso di umanità, permeato da un alone di tragicità, che caratterizza la condizione umana. Il mistero dell’uomo ha una profonda dimensione sociale e psicologica. Nella pièce i due protagonisti si aprono l’un l’altro trovando sollievo e conforto, come in una strana seduta psicanalitica: un uomo parla molto, l’altro ascolta quasi muto. Anche la storia di una cura, se vogliamo: un uomo segnato dalla perdita (famiglia, paese, lingua, ecc.) rivela, attraverso l’incontro con l’altro, una forza interiore enorme di ricostruire un filo di senso e di speranza,anche attraverso un rapporto fatto di gesti più che di parole, una conversazione di sguardi, due solitudini che si incontrano su una panchina che sembra l’unico elemento stabile in un mondo in continuo, frenetico ed incomprensibile movimento. Il miracolo dell’amicizia pur tra mondi completamente diversi e lontani. Quindi un incontro ancora più profondo: l’amicizia significa accettare tutto dell’altro; accettare perfino la follia dell’altro.


    Alberto Mosca

    LETTERE DA IWO JIMA




    Agli inizi del 1945, dopo 4 anni di guerra sanguinosa il Giappone è affatto vinto, il paese è dominato da un pugno di militari fanatici ed oltranzisti che tengono in ostaggio lo stesso imperatore, la flotta seppur decimata si è ritirata nella baia di Tokyo per l’ultima battaglia. Un ultimo ostacolo si frappone alla battaglia finale che presto gli americani scateneranno, si chiama Iwo Jima, un’isola che sarebbe meglio definire scoglio vulcanico di appena 10 km di lunghezza per 4 di larghezza. E’ fondamentale conquistare questo scoglio in mezzo al Pacifico, ultimo territorio giapponese d’oltreoceano, perché dispone di un aeroporto che servirà di base ai bombardieri americani prima dell’ultimo balzo dell’ l’invasione progettata. In quest’isola 12.000 soldati giapponesi, ormai abbandonati a se stessi, si preparano a resistere ad oltranza. Li comanda il generale Kuribayashi, un valoroso soldato degno erede dei samurai, egli sa che la guerra è perduta ma non si arrenderà mai. Prepara micidiali trappole per gli invasori, fa scavare gallerie e bunker dove i giapponesi si rintaneranno, c’è una sola alternativa morire per la patria. Tra gli umili soldati, vessati da inflessibili e fanatici ufficiali, tornati dalle malattie, dalla sete, dalla penuria di cibo regna la paura ed il terrore della prossima tempesta. Questa è la storia di un gruppetto di loro tra cui il panettiere Saigo prima e durante la battaglia. I loro sentimenti, le loro paure, le loro speranze sono affidate a decine di lettere che forse un giorno qualcuno ritroverà. L’umile soldatino Saigo immagina che forse arriveranno 30 o 50 navi ma quel fatidico 19 febbraio 1945 la realtà della flotta da sbarco dell’ammiraglio Nimitz composta di 174 navi e 86.000 uomini supera ogni loro immaginazione. La battaglia è spietata, di fronte alla soverchiante potenza avversaria i giapponesi resistono oltre ogni umana sopportazione e quando sono circondati si uccidono. In molti di loro l’istinto di sopravvivenza è più forte della disumana ubbidienza all’Imperatore ma la resa è impossibile. Il gen. Kuribayashi cerca la morte in combattimento. Da parte di tutti e due i contendenti avvengono episodi di pietà umana e di crudele efferatezza. “Lettere da Iwo Jima” è la continuazione , questa volta dal punto di vista giapponese del precedente “The Flags of our fathers”. Come in uno specchio, chi ha visto quest’ultimo, ritroverà i medesimi episodi rovesciati ossia vissuti dalla parte dei giapponesi. “Lettere da Iwo Jima” è un film asciutto, teso, intenso e politicamente corretto a tal punto da essere narrato in lingua giapponese con sottotitoli, forse talmente corretto da non poter essere premiato al festival di Hoolywwood, dominato dalla pruriginose giurie americane. Questo film racconta la guerra vista dalla parte dei vinti, così come il primo la raccontava dalla parte dei vincitori, entrambi si scoprono esseri umani sottoposti alle stesse leggi eterne della vita e della morte, alle stesse paure, agli stessi sentimenti, alle stesse malattie, il marine Michel non è diverso da Saigo o dal gen. Kuribayashi quando scrive le lettere alla madre, alla moglie, ai figli . Ed è proprio in queste lettere miracolosamente conservate che scopriamo la nostra fratellanza universale, la nostra aspirazione alla pace alla felicità. Vedendo questo film a differenza di altri lo spettatore non prova rabbia contro l’uno o contro l’altro perché non c’è demonizzazione, non c’è giudizio se non quello severo e implacabile contro l’unico nostro vero nemico, la guerra e la follia di coloro che la impongono.


    Luciano Alberghini


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  • Segretariaready.it


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  • HOTEL SAN MARCO: HOTEL TRE STELLE AFFACCIATO SUL LUNGOMARE PIù BELLO D’ITALIA.


    28.09.2007 – Bibione (VE)

    L’hotel San Marco è un moderno
    hotel
    Bibione
    situato in uno degli angoli più suggestivi di tutta
    la cittadina, la zona Pineda, abbracciato alle spalle dalla verdissima pineta.
    L’hotel si offre quale soluzione ideale per coloro che vorranno trascorrere una
    vacanza con la propria famiglia, all’insegna di una tranquillità e di un
    benessere unici, assicurati da un ambiente suggestivo e da un servizio
    puntuale.


    Questo albergo Bibione propone
    soluzioni di soggiorno all’interno di camere molto confortevoli, alle
    quali si affianca una bellissima piscina privata immersa in un giardino
    verdeggiante, dove assaporare il piacere di un riposo cullati dal sole
    estivo. Per chi volesse trascorrere le proprie
    vacanze Bibione, l’hotel San Marco rappresenta
    la soluzione ideale, nella quale poter trovare comfort e professionalità ai più
    alti livelli del settore ed una ricca dotazione di servizi che renderanno ogni
    vacanza unica ed indimenticabile.


    L’hotel possiede
    un proprio sito, www.hotelsanmarco.org, dove l’utente potrà trovare numerose
    informazioni sulle offerte di soggiorno proposte dalla direzione
    dell’albergo, oltre ad una serie di immagini che illustrano gli ambienti
    interni.




    “Vista la collocazione dell’albergo e la qualità dei
    servizi forniti abbiamo puntato su alcune parole-chiave per arrivare ad un
    posizionamento del sito nei primi posti dei risultati nei principali motori di
    ricerca, arrivando ad ottenere benefici in termini di accessi e di prenotazioni
    online che si sono visti già da subito – spiega Andrea Caminiti direttore
    marketing di Promozione-Onlinewww.promozione-online.it – per questo
    motivo la direzione dell’albergo ha deciso di affidare a noi anche quest’anno la
    campagna di search engine marketing”.



    Ufficio
    stampa Promozione-Online

  • CON LA LILT UN

    Comunicato Stampa di venerdì 28 settembre 2007
    Un “Nastro Rosa” per prevenire i tumori femminili
    La LILT promuove per tutto ottobre una campagna di prevenzione in collaborazione con l’ASL.

    Presentata questa mattina presso il Centro di Senologia di Sanremo la campagna “Nastro Rosa”, iniziativa fortemente voluta dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori sezione di Imperia in collaborazione con l’ASL, per la prevenzione del tumore al seno.
    “Nastro Rosa” è stata presentata dal dott. Claudio Battaglia, presidente della LILT sezione di Imperia, il Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Sanremo, Michele Orlando e la dottoressa Nicoletta Gandolfo, Direttrice del Reparto di Radiologia.
    “Il tumore al seno è oggi una delle malattie tumorali meglio curabili – ha dichiarato Battaglia durante l’incontro con la stampa – e con un’altissima percentuale di guarigione completa. Tuttavia occorre uno sforzo per raggiungere tutte le donne ed avviarle alla corretta prevenzione. Ecco perchè per il secondo anno promuoviamo la campagna mondiale “Nastro Rosa”, per la prevenzione al femminile nei confronti del tumore alla mammella”.
    Il presidente LILT ha espresso grande riconoscimento anche all’ASL di Sanremo, ringraziando il Direttore Orlando per l’appoggio e il sostegno che gli ambulatori di Diagnostica di Senologia offriranno per l’iniziativa.

    Durante il mese di ottobre, ogni fine settimana sarà organizzato nelle città della provincia, un “punto di incontro rosa” gestito dai Volontari della LILT. A tutti coloro che interverranno sarà offerto un fiore rosa e maggiori informazioni e materiale sulla prevenzione del tumore al seno. In particolare verrà ricordato a tutte le donne l’importanza di controlli ciclici che permettano di monitorare la possibilità che insorgano tumori. Presso gli ambulatori di Via Roma 128 a Sanremo sarà possibile, previo appuntamento telefonico, eseguire gratuitamente uno studio ecografico della mammella e una visita senologica. Tra le iniziative di maggior visibilità della campagna “Nastro Rosa”, ideata nel 1989 negli Stati Uniti da Evelyn Lauder di Estée Lauder Companies ed esportata successivamente in tutto il mondo, spicca l’illuminazione in rosa di alcuni monumenti nei comuni della provincia che hanno fin’ora aderito. Sanremo, Arma di Taggia, Santo Stefano al Mare, San Lorenzo, Ospedaletti, Bordighera e Ventimiglia “accenderanno” di rosa alcuni dei monumenti cittadini, contribuendo a sensibilizzare la popolazione, in particolare quella femminile, alla prevenzione del tumore della mammella. Un “nastro rosa”, appunto, che unisca la penisola contro una malattia tumorale che si può vincere.
    Il Direttore sanitario Orlando ha sottolineato l’importanza di collaborare con la LILT per l’iniziativa “Insieme per la donna”, importante appuntamento di sensibilizzazione alla prevenzione. “Abbiamo deciso di concedere gratuitamente l’accesso – ha spiegato il Direttore – a tutte le donne che abbiano superato i 40 anni di età e non abbiano mai eseguito in precedenza una mammografia e un’ecografia al seno. Saranno garantite venti visite alla settimana, con eventuali esami diagnostici di approfondimento presso il Centro di Senologia dell’ospedale.”
    La dottoressa Gandolfo, accanto alle radiologhe Donatella Cataldo e Stefania Russo, alle quali vanno i ringraziamenti per la disponibilità da parte dell’amministrazione ospedaliera e della LILT, eseguiranno mammografie ed ecografie, prenotabili presso la Segreteria del Centro di Senologia dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle 12.00 al numero di telefono 0184/83.64.12 oppure allo 0184/53.60.28.

    Galleria Fotografica

    Per ulteriori informazioni stampa:
    FEDERICO CRESPI & ASSOCIATI
    Ufficio Stampa per la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Sez. Prov. di Imperia
    Dott.ssa Elisa Giaccardi
    [email protected]
    Tel. +39.0184.66.15.87 Fax +39. 0184.66.86.28
    Corso Matuzia 13 – 18038 Sanremo (IM) Italy
    www.fcea.it

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