Autore: Redazione area-press.eu

  • Calendari: oltre la bellezza l’approdo del business


    Se la bellezza si potesse misurare a suon di calendari i conti sarebbero presto fatti. Bionde, more, rosse, ce n’è per tutti i gusti!
    Alcuni sono maliziosi, altri sono più casti. Ci sono quelli promozionali e quelli editoriali. Insomma, belli o brutti che siano da anni i calendari dominano un mercato in costante crescita.

    Tra veline, letterine, attrici e modelle la storia si perde nel corso del tempo. Come archivi storici, memoria futura di un fascino che non declina mai, i calendari hanno conosciuto fasi alterne. Difficile risalire a quello che fu il primo vero e unico, ma una cosa è certa: il loro successo non conosce tregua. Gli appassionati sono un gruppo sempre più nutrito. Ci sono gli eterni innamorati. Quelli che si affezionano alla loro beniamina e anno dopo anno aspettano con impazienza un nuovo capolavoro sexy.
    Ci sono i collezionisti, coloro che accumulano intere raccolte di “donzelle dalle grazie svelate”. I più aspettano le new entry del momento. Corpi scolpiti dal desiderio di apparire e lasciare un’impronta nel mondo dello spettacolo. Ci sono le reginette dei calendari. Le insuperabili elette da un’arte maliziosa che si sono conquistate le luci della ribalta. Alessia Fabiani, Anna Falchi, Mascia Ferri sono solo alcuni nomi del firmamento delle stelle senza veli.

    Donne che attraversano la strada dell’inflazione con sguardo fiero e corpi sinuosi, ammiccando seducenti all’obiettivo del fotografo.
    Certo la palma d’oro spetta al calendario Pirelli. Dal 1964 ad oggi si è affermato come pilastro di arte e bellezza. Da 43 anni i più apprezzati artisti contribuiscono a rendere celebre quello che comunemente viene chiamato “The Cal”. Nonostante lo stop imposto per 10 anni tra il 1974 e il 1984 dalla recessione economica.
    Inizialmente molto casto poi passato ad un sapore più aggressivo e seducente il Calendario Pirelli ha precorso i tempi anticipandone lo stile. L’immagine della donna viene interpretata come femmina da valorizzare e decostruire attraverso simboli, figure, colori e riflessi.
    Fra i tanti artisti, Richard Avedon che nel 1985 ha immortalato una giovanissima Naomi Campbell consacrandola all’olimpo della bellezza. Acerba e sensuale musa, la splendida modella di origini londinesi si può considerare la regina di una forma di espressione affermata anche in Italia. Un fenomeno reso possibile grazie alle pagine patinate del calendario della rivista Max. Che, pioniera della malizia, presentava nel 1990 il calendario delle top model grazie alla bravura di Helmut Newton.
    Merita inoltre una citazione speciale quello che, probabilmente (anche se risulta impossibile verificarlo con certezza), rappresenta uno dei primi lavori mai realizzati prima che la censura dell’Anno Santo facesse il suo corso per circa un ventennio. Risale infatti al 1950 il calendario sexy, se così si può dire, pubblicato dalla casa editrice C.E.N.A. di Milano. Per 30 lire era possibile acquistare questa vera e propria opera d’arte in 12 scatti decisamente casti ma già proiettati verso l’ideale erotico di fronte al quale nessuno ora si scandalizza più.

    Da allora la corsa agli scatti più sensuali è stata inarrestabile. Chi non ricorda le forme prorompenti di Monica Bellucci nel 1999 imbronciata di fronte all’obiettivo del fotografo? Oppure Sabrina Ferilli che l’anno successivo ha letteralmente scatenato il record di vendite.

    Non c’è categoria in grado di resistere al fascino di uno scatto osé. Gli esempi si sprecano, dal Calendario delle Pescatrici, al Calendario Cofani Funebri. E ancora, il Calendario delle Casalinghe e quello delle Contadine. Senza tralasciare i lavori realizzati a scopo di beneficenza. Che a volte rispondono ai volti maschili dello spettacolo, come quello realizzato nel 2006 dai calciatori per l’Airc. Dunque chi più ne ha più ne metta, perché il filone non pare destinato ad esaurirsi rapidamente.

    Ma questi sono solo alcuni esempi famosi di uno stile che sempre più aziende decidono di adottare per promuovere la propria attività. E’ possibile pensare ai calendari come ipotetici specchi riflettenti di una società fondata sul desiderio di apparire? Si, se questo viene inteso in maniera positiva. E con essa si riconferma la forza di uno strumento che, dislocato dalla sua essenza iniziale, si incontra perfettamente con la capacità di coniugare imprenditorialità ed eleganza.

    Nato con lo scopo di stupire, sedurre e imprimere uno stile personale, il calendario è diventato un mezzo con cui valorizzare la presenza del marchio aziendale sul mercato. Che sia un regalo con cui omaggiare clienti e fornitori oppure un articolo in vendita che tutti possono acquistare, nel corso degli anni si è trasformato in un vero cult. Una ragione per cui sempre più spesso le aziende si rivolgono ad agenzie esperte nell’individuazione di location e modelle per la realizzazione di progetti dalle grandi potenzialità. E tra business e brand spunta la bellezza e nasce l’affare.
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  • TORRE SAN GIOVANNI UNA DELLE PIù BELLE MARINE DEL SALENTO

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    E chi volesse venire qui per le proprie ferie, può contattare l’agenzia immobiliare Elios, che da anni si occupa di fornire appartamenti in affitto a Ugento e soprattutto appartamenti in affitto a Torre San Giovanni, o nelle altre marine vicine, per venire incontro alle richieste dei numerosi turisti che ogni anno scelgono questa località per le loro vacanze nel Salento.

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  • UFFICI ARREDATI A LECCE: MANAGEMENT SERVICE


     
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  • BANKMARK e l’impresa nel web


    a distanza di solo un anno M&C Marketing & Consulting editore, entra nel mercato con un nuovo mensile,tutto dedicato all’impresa che vuole fare business on line.
    “Il mensile viaggia in parallelo con Premier”” afferma Meloni Alberto

  • Progetto UE offre un sostegno alle donne immigrate


    «Eravamo ben consapevoli del fatto che, poiché le popolazioni europee stanno invecchiando, cresce la domanda sul versante dei servizi domestici e sapevamo anche che molte donne immigrate non sono economicamente attive», ha dichiarato la coordinatrice del progetto, Charlotte Höhn del Bundesinstitut für Bevölkerungsforschung, l`istituto federale per la ricerca demografica, spiegando il motivo alla base del progetto. Un`altra considerazione ha riguardato il fatto che molte immigrate non hanno idea di quale futuro le attenda con l`avanzare dell`età.

    I partner del progetto hanno intervistato immigrate di paesi terzi in merito alle loro esperienze, agli interessi, al coinvolgimento nel mondo del lavoro retribuito e alle considerazioni riguardo al domani. I ricercatori hanno anche analizzato indagini condotte sull`atteggiamento della popolazione locale nei confronti degli immigrati e hanno tenuto discussioni tematiche con delle ONG.

    Charlotte Höhn sostiene che le esperienze degli immigranti sono molto diverse, a seconda che si tratti di uomini o di donne, a cominciare dal processo di migrazione stesso. «La maggior parte delle donne non arriva qui per libera scelta», ha raccontato al Notiziario CORDIS. «In genere sono figlie o mogli di un immigrante». Le donne che decidono di propria volontà di lasciare il proprio paese hanno più probabilità di integrarsi e di entrare nel mondo del lavoro rispetto alle donne che arrivano al seguito del marito.

    La maggioranza delle donne migranti non parla la lingua del luogo, il che complica l`integrazione con la popolazione locale. Inoltre, è possibile che esse trascorrano la maggior parte del tempo all`interno della comunità etnica di appartenenza. Le donne dotate di qualifiche intervistate nell`ambito del progetto hanno riferito che di rado il paese ospite riconosce le loro capacità e le competenze acquisite, relegandole a lavori meno qualificati. È anche meno probabile che le donne dispongano di indennità per la vecchiaia.

    Pertanto, come possono gli Stati dell`UE garantire che le donne che arrivano da un qualsiasi altro paese siano in grado di svolgere appieno un ruolo nel loro paese di adozione? Nell`elenco di Charlotte Höhn è assolutamente prioritario aiutare le immigranti a migliorare le conoscenze linguistiche. In aggiunta a questo, propone di sensibilizzarle riguardo all`emancipazione e di rafforzarne l`autostima al fine di infondere loro il coraggio di partecipare ad attività al di fuori della loro comunità etnica.

    Il contributo che possono apportare le popolazioni locali può consistere nel trasmettere agli immigranti una sensazione generale di accoglienza e non di rifiuto. «Talvolta si verifica una sorta di equivoco, così gli immigranti si sentono più rifiutati di quanto non lo siano in realtà», spiega la professoressa Höhn.

    Per quanto riguarda il futuro, la studiosa afferma che è necessario rafforzare la ricerca riguardo agli ostacoli che si frappongono all`integrazione e che devono affrontare nell`UE le immigrate. «Sono una parte trascurata della popolazione», ha commentato.

    FEMAGE è un progetto finanziato a titolo dell`attività «Ricerche a sostegno delle politiche» del Sesto programma quadro (6°PQ).

    Fonte: Intervista del Notiziario CORDIS alla coordinatrice di FEMAGE

    Quadro di finanziamento 6FP-POLICIES – Ricerca orientata alle politiche dell`azione `Sostegno politico e anticipazione delle esigenze scientifiche e tecnologiche` nell`ambito del programma `Integrare e rafforzare lo Spazio europeo della ricerca` del VI Programma Quadro di RST

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  • COMUINICATO LAV. PELICCE DI CANI/GATTI: REGOLAMENTO UE APPROVATO OGGI INTRODUCE STOP IN TUTTA UE. LAV: GESTO DI CIVITA’ DA ESTENDERE ANCHE AD ALTRI ANIMALI.

    Comunicato
    stampa LAV 26 novembre 2007

    PELLICCE DI CANI E GATTI: APPROVATO ALL’UNANIMITA’
    E IN VIA DEFINITIVA IL REGOLAMENTO RELATIVO AL DIVIETO D’IMPORTAZIONE E
    COMMERCIO SU TUTTO IL TERRITORIO UE.

    LA LAV: “UN GESTO DI CIVILTA’ POLITICA ED ETICA
    DA ESTENDERE ANCHE AD ALTRI ANIMALI AI QUALI LE PELLI VENGONO STRAPPATE MENTRE
    SONO ANCORA VIVI, COME DIMOSTRANO LE AGGHICCIANTI IMMAGINI PROVENIENTI DAI
    MERCATI CINESI”.

    La
    LAV plaude all’adozione finale da parte del Consiglio dei Ministri
    dell’Agricoltura dell’Unione Europea, del Regolamento relativo al divieto
    all’importazione e al commercio di pelli di cani e gatti nei Paesi UE,
    approvato questa mattina all’unanimità e sostenuto, durante tutto
    l’iter, anche dal Governo italiano, con il Ministero della Salute. L’Unione
    Europea si unisce quindi a Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Svizzera,
    che avevano già bandito il commercio di tali pelli, utilizzate come
    inserti nei prodotti di abbigliamento e di alcuni giocattoli.

    Finora
    solo cinque dei 27 Paesi che compongono l’Unione, avevano bandito le
    pellicce provenienti dall’uccisione di cani e gatti. Tra il 2004 e il
    2006, infatti, anche Danimarca, Grecia, Francia e Belgio hanno adottato leggi
    come quella italiana, di fatto aprendo la strada all’esigenza di armonizzare
    la normativa tra tutti gli Stati Membri. L’origine della proposta messa
    in votazione oggi è dovuta, in parte, proprio alle pressioni esercitate
    da questi Paesi, ai quali l’Italia ha fatto da “apripista”
    divenendo il primo Paese UE, e secondo nel mondo dopo gli Stati Uniti, ad aver
    imposto un bando nazionale all’importazione e commercio di tali pelli,
    prima con l’Ordinanza dell’allora Ministro della Salute Sirchia,
    emessa nel 2001 e rinnovata nei due anni successivi, poi con
    l’inserimento del divieto nella Legge 189/04 contro il maltrattamento agli
    animali.

    Questa approvazione costituisce il primo
    importantissimo caso in cui la legislazione comunitaria ha superato i vincoli
    imposti dalle regole dettate dal mercato internazionale, facendo scelte etiche
    nei confronti degli animali, e arrivando a bandire un intero commercio.

    commenta Roberto Bennati,
    responsabile LAV campagne europee
    Diamo
    atto al Commissario europeo per i consumatori, Markos Kyprianou,al quale va il
    nostro plauso per aver confermato il suo impegno politico su questo argomento,
    di aver sostenuto adeguatamente le istanze ricevute dai consumatori europei,
    involontari complici di un mercato estremamente cruento
    ”.

    E’ un risultato rilevante, frutto di anni di
    solleciti ed azioni che hanno visto la LAV in prima fila in Italia, in seguito
    ad investigazioni ed analisi su alcuni capi di abbigliamento con parti in
    pelliccia, in vendita nei Paesi Europei
    ricorda ancora Bennati In Italia le analisi del DNA commissionate dalla LAV
    rivelarono, nel 2001, la presenza di pellicce di cane e gatto in capi di
    abbigliamento in vendita presso alcuni grandi magazzini. Tale scoperta diede
    origine ad un’ondata di indignazione dell’opinione pubblica
    italiana, che portò ai provvedimenti di divieto emanati in questi anni
    ”.

    Questo
    provvedimento, che introduce anche le modalità di attuazione dei
    controlli alle frontiere, è la conclusione di un processo avviato nel
    dicembre del 2003 con l’adozione da parte del Parlamento UE di una
    Dichiarazione scritta che chiedeva il bando del commercio di pelli provenienti
    dall’uccisione di cani e gatti.

    Questo importante passo deve essere esteso, ora, ai
    Procioni (Nictereus Procionoides). Le immagini che arrivano dalla Cina mostrano
    abusi e violenze inaudite nei confronti di questi animali, scuoiati vivi,
    allevati senza alcuna regola, uccisi senza stordimento. Alcune stime indicano
    che circa 3 milioni di procioni sono allevati ogni anno e uccisi con le stesse
    modalità, vietate dalle leggi europee e che il Regolamento mette
    definitivamente al bando per i cani e i gatti –
    conclude Bennati – Serve un atto di civiltà politica che estenda il
    divieto di commercio alle pellicce provenienti dai Procioni, tentativo che era
    avvenuto durante l’iter nel Parlamento Europeo, poi naufragato per la
    vergognosa attività di pressione politica esercitata
    dall’industria della pellicceria, preoccupata solo di difendere il
    proprio fatturato ingannando i consumatori, che, se informati su tanta
    barbarie, semplicemente non acquisterebbero tali pellicce
    ”.

    La
    LAV si augura che ora si attui un coordinamento tra Stati membri per rendere
    efficaci i controlli alle frontiere e si eviti il commercio illegale, purtroppo
    possibile.

    Il
    commercio di pelli provenienti da cani e gatti, uccide, ogni anno, circa due milioni di animali in Cina, Thailandia,
    Filippine e Corea (stime HSUS). Occorrono, infatti, dai 10 ai 12 cani per
    confezionare una pelliccia, molti di più se per realizzarla vengono
    usati dei cuccioli; 24 se la pelliccia viene confezionata con pelli di gatto:
    animali randagi appositamente catturati, che sono tenuti in condizioni
    indescrivibili fino al momento dell’uccisione, tuttaltro che incruenta.

    Segue la scheda “Pellicce
    di cane e gatto: la tappe di una legge di civiltà”.

    26.11.2007

    Ufficio
    Stampa LAV 064461325 – 3290398535 www.lav.it

    PELLICCE DI CANE E GATTO: LE
    TAPPE DI UNA LEGGE DI CIVILTÀ

    Nel
    dicembre del 2001, grazie alle analisi del DNA
    commissionate dalla LAV
    all’INFS (Istituto Nazionale Fauna Selvatica), l’Associazione
    animalista “smaschera” la vendita di giacconi con il cappuccio
    bordato di pelliccia di cane, in vendita presso i grandi magazzini Upim e Oviesse.

    La
    LAV chiede l’intervento dei Ministri della Salute e delle Attività
    produttive: a gennaio del 2002 il
    Ministro Sirchia firma un’Ordinanza che vieta l’importazione e il
    commercio di pelli e pellicce di cani e gatti.

    L’Italia
    è il primo paese europeo a vietare (dopo gli Stati Uniti) lo squallido
    commercio di pellicce “domestiche”.

    Nonostante
    ciò, l’insufficiente ed ingannevole sistema di etichettatura di
    pelli e pellicce, nonché la carenza di controlli, rendono facile
    “aggirare” l’ordinanza di divieto e così la LAV nel
    2002 prosegue i controlli su oggetti e capi di abbigliamento sospetti in
    vendita in Italia, con conseguenti esposti al Nas dei Carabinieri. E su due giacconi
    acquistati il 7 dicembre 2002
    dalla LAV presso La Rinascente e Carrefour, le analisi del DNA eseguite dal
    Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino rivelano la presenza di
    pellicce di “cane domestico”.

    Grazie
    alle rinnovate pressioni della LAV, supportate dai risultati delle analisi, il 20 gennaio 2003, viene pubblicata sulla
    Gazzetta Ufficiale n.15 la nuova Ordinanza con la quale il ministro della
    Salute Sirchia rinnova per un altro anno il divieto di importazione,
    commercializzazione e detenzione di pellicce di cane e gatto nel nostro Paese,
    imponendo ai trasgressori, come nella precedente ordinanza, le sanzioni
    previste dall’articolo 650 del Codice penale, consistenti
    nell’arresto fino a tre mesi o nel pagamento di un’ammenda. Inoltre
    l’Ordinanza prevede il sequestro del materiale rinvenuto, il suo
    immagazzinamento e la sua distruzione con spese ad esclusivo carico del
    soggetto incriminato.

    Ma
    è con la Legge 189/04 (redatta dalla LAV e sostenuta da oltre 600.000
    firme), in vigore dal 1° agosto 2004,
    che tale divieto diviene definitivo. La Legge 189 “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli
    animali nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o
    competizioni non autorizzate”
    , che riforma positivamente il
    vecchio articolo 727 del Codice penale, infatti, recita allo

    Art. 2. (Divieto di utilizzo a fini commerciali di pelli e
    pellicce)

    1. È vietato utilizzare cani (Canis familiaris) e
    gatti (Felis catus) per la produzione o il confezionamento di pelli, pellicce,
    capi di abbigliamento e articoli di pelletteria costituiti od ottenuti, in
    tutto o in parte, dalle pelli o dalle pellicce dei medesimi, nonché
    commercializzare o introdurre le stesse nel territorio nazionale.

    2. La violazione delle disposizioni di cui al comma 1
    è punita con l’arresto da tre mesi ad un anno o con l’ammenda da 5.000 a
    100.000 euro.

    3. Alla condanna consegue in ogni caso la confisca e la
    distruzione del materiale di cui al comma 1
    .

    In Europa, intanto, tra il 2004 e il 2006 anche altri Stati
    membri quali la Danimarca, la Grecia, la Francia e il Belgio adottano
    leggi come quella italiana, di fatto aprendo la strada all’esigenza di
    armonizzare la normativa tra tutti gli Stati Membri, con un Regolamento
    Europeo.

    Il
    28 novembre 2006 la Commissione
    Europea presenta una proposta con la quale si intende vietare
    l’importazione e il commercio di pelli di cane e gatto in tutti i Paesi
    UE, commercio vietato fino a quel momento in cinque dei 25 Paesi che compongono
    l’Unione. Con tale proposta, frutto anche di anni di solleciti ed azioni
    da parte delle associazioni animaliste, con la LAV in prima fila in Italia, il
    Commissario europeo per i consumatori, Markos Kyprianou, intende organizzare un
    rigido sistema di controlli con l’intento di bloccare non solo quei
    prodotti in cui l’uso di pellicce di cane o gatto possa essere più
    evidente, come gli inserti nei capi di abbigliamento, ma anche quegli oggetti
    nei quali tale uso potrebbe non essere palese, come peluche, giocattoli, ma
    anche cappelli e pantofole, che non hanno un’etichetta o che, pur
    avendola, riportano genericamente “pelliccia sintetica” o di altri
    animali. In quell’occasione la LAV invita il Governo italiano, ed in
    particolare il Sottosegretario alla Salute Gianpaolo Patta e il Ministro per il
    Commercio con l’Estero, on. Emma Bonino, a sostenere questa proposta in
    sede europea, per mettere fine ad un commercio che ogni anno uccide circa due
    milioni di cani e gatti in Cina,
    Thailandia, Filippine e Corea (stime HSUS).

    E
    il 19 giugno 2007 il Parlamento
    Europeo approva, in prima lettura, il divieto all’importazione e al
    commercio di pelli di cani e gatti nei Paesi UE, affiancando così
    l’Unione Europea a USA, Australia, Nuova Zelanda e Svizzera, che avevano
    già bandito il commercio di tali pelli, utilizzate come inserti nei
    prodotti di abbigliamento e di alcuni giocattoli: un primo importantissimo caso
    in cui la legislazione comunitaria ha superato i vincoli imposti dalle regole
    dettate dal mercato internazionale, facendo scelte etiche nei confronti degli
    animali, e arrivando a bandire un intero commercio.

    Arriviamo così all’approvazione odierna del
    Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Unione Europea.

    (Uso consentito citando la fonte
    LAV Onlus, 26 novembre 2007).

  • SNAI: SCUDETTO 2008, INTER SEMPRE SOLA MENTRE ARRETRA LA ROMA


    Comunicato stampa

    SNAI: scudetto 2008, Inter
    sempre sola mentre arretra la Roma

    Nerazzurri quotati 1,35 per il titolo di campioni
    d’Italia, mentre la squadra di Spalletti sale a quota 4,50 – Per il
    titolo di capocannoniere Trezeguet scende a quota 2,00, l’infortunato
    Totti passa a quota 6,00, Ibrahimovic è a 8,00

    MILANO
    – Primi aggiornamenti nelle quote Snai dopo le partite di serie A del
    fine settimana. Il 2-1 inflitto all’Atalanta consolida il primato in
    classifica per l’Inter, che rimane la favorita d’obbligo nella
    corsa al tricolore 2008 e che ora è quotata 1,35; sempre più lontana invece la
    Roma, cui non basta battere il Genoa per accorciare la distanza dai nerazzurri
    e che passa a quota 4,50.

      
    Nella corsa al titolo seguono Juventus a quota 10, Milan a quota 20 e
    Fiorentina a quota 30, mentre per tutte le altre squadre la quota è 300.

      
    Per quanto riguarda la classifica cannonieri, il gol contro il Palermo porta
    David Trezeguet a 11 reti in campionato, e Snai riduce la quota a 2,00.
    Francesco Totti è ancora al palo causa infortunio con sette reti
    all’attivo, ma la sua quota passa a 6,00. Correzione al rialzo anche per
    Zlatan Ibrahimovic, sette gol segnati e quota 8,00. Per il milanista Kakà la
    quota 10, poi Gilardino a 12, Amauri a 16, Di Natale a 25, Rocchi a 30, Pazzini
    e Del Piero (doppietta ieri contro il Palermo) a quota 40.

    Milano,
    26 novembre 2007

    Relazioni esterne e ufficio stampa

    Valeria
    Baiotto
    – Tel. +39.02.4821.6254
    – Cell. +39.334.600.6818 – e-mail [email protected]

    Giovanni Fava Tel. +39.02.4821.6208
    – Cell. +39.334.600.6819 – e-mail
    [email protected]

    Antepost vincente serie A

    SQUADRA

    QUOTA

    Inter

    1,35

    Roma

    4,50

    Juventus

    10

    Milan

    20

    Fiorentina

    30

    Genoa

    300

    Lazio

    300

    Napoli

    300

    Palermo

    300

    Sampdoria

    300

    Torino

    300

    Altro

    100

    Antepost capocannoniere serie A

    SQUADRA

    QUOTA

    Trezeguet
    David

    2,00

    Totti
    Francesco

    6,00

    Ibrahimovic
    Zlatan

    8,00

    Kaka’

    10

    Gilardino
    Alberto

    12

    Amauri

    16

    Di Natale
    Antonio

    25

    Rocchi
    Tommaso

    30

    Pazzini
    Giampaolo

    40

    Del
    Piero Alessandro

    40

    Crespo
    Hernan

    50

    Ronaldo

    60

    Miccoli
    Fabrizio

    80

    Pandev
    Goran

    80

    Quagliarella
    Fabio

    100

    Suazo
    David

    150

    Adriano

    200

    Di Vaio
    Marco

    300

    Inzaghi
    Filippo

    300

    Calaio’
    Emanuele

    300

    Altro

    6,00


    ·
    Aggiornamento: 26 novembre 2007, ore 11.34.

    Giovanni Fava
    Ufficio stampa e relazioni esterne

    Snai Spa
    Via Montale, 3 – 20151 Milano (I)
    P.le San Lorenzo in Lucina, 26 – 00186 Roma (I)

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    +39 334 600 6819

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    P "Considera la responsabilità che hai
    verso l’ambiente e prima di stampare questa e-mail domandati: ho
    davvero bisogno di una copia cartacea ?”

    "Please consider your environmental
    responsibility and before printing this e-mail ask yourself: do I need
    a hard copy?"

  • Natale in Cantina – con il Movimento Turismo del Vino Lazio e Donnardea


    A Donnardea gli enoturisti potranno degustare i vini di produzione abbinandoli ad assaggi di salumi dell’Antica Norcineria Castelli di Nemi e su richiesta, potranno entrare in vigna ed in cantina con la produttrice!
    Sarà inoltre possibile curiosare e scegliere tra le nuove idee regalo per le prossime festività Natalizie direttamente dalla “Bottega dei Sapori Donnardea”” e sbirciare in un piccolo mercato

  • L’arte della pelletteria


    Jeannette, azienda di artigiani pellettieri specializzata nel campo della pelletteria e pellicceria, si rivolge ad una clientela di elite amante dell’arte del bello.

    Tradizione e design, classicismo e purismo, l’eterno contemporaneo, le direzioni, le tendenze della moda si fondono sia nelle collezione di borse che in quella di pellicce.

    Le borse esclusive ed originali, confezionate con pelli pregiate di Bufalo, vengono decorate con la riproduzione di famosi quadri d’autore, completamente dipinte a mano. La collezione di pellicce comprende capi di finissima lavorazione, nei modelli e nei colori più svariati, tutti caratterizzati dalla cura dei particolari. Alla pelliccia classica si affiancano il tubino, le giacche corte e i modelli più colorati per le più giovani.

    Maggiori dettagli su www.artigianipellettieri.com

  • CORSI DELLA REGIONE MARCHE, CORSI UNIVERSITARI, CORSI PRIVATI, MASTER, CORSI DI LAUREA , CORSI FSE GRATUITI


    Si chiama Marche Corsi (
    raggiungibile all’indirizzo http://www.MarcheCorsi.it ) è il
    nuovo portale di Terastudio dedicato alla formazione.

    Il portale è strettamente tematico e in forte
    sviluppo, tanto che vanta quasi 4’000 registrati tra enti di formazione,
    scuole e utenti tradizionali.

    La risorsa quasi totalmente gratuita nata prima di
    emagister vanta la possibilità di informare in tempo reale sui corsi ed
    iniziative in regione, l’ente formativo o il privato infatti possono
    inserire corsi all’interno di questo portale in modo GRATUITO
    e cosa
    ben più importante è che vedranno lo stesso inviato agli oltre 3500
    utenti com una NEWS LETTER
    ; modalità questa che offre a chi organizza
    il corso di avera visibilità in brevissimo tempo.

    Terastudio
    snc,
    ideatore del portale ha pensato bene poi di creare una sorta di
    associazione della formazione Marchigiane, tantissimi enti formativi ne fanno
    già parte tra i tanti che si possono citare : BicOmega, ItalCook, Ced
    servizi, Active Systems, Minerva Studi, Scam Training e molti
    altri..

    Questa sorta di associazione ha lo scopo di
    comprendere le esigenze della formazione in regione e offre totale libertà
    di movimento all’interno del portale.

    Per il 2008 lo scopo del portale sarà
    quello di contrentrare il lavoro sulla problematica che và dalla formazione
    sino al lavoro interrogando e cercando di mettere in sintonia tre
    organi fondamentali: utenti – enti formativi – centri per l’
    impiego.

    E’ gli utenti possono
    registrarsi gratuitamente ed inserire il proprio curricula all’interno del
    database di MarcheCorsi presto questo infatti sarà interrogato da centri per
    l’impiego ed altri enti del settore impiego.

    Marche corsi è una risorsa da sfruttare,
    registrarsi non ha costi è pottrebbe essere la svolta per la
    vita di molti ragazzi marchigiani
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