Autore: Redazione area-press.eu

  • TUMORE ALLA PROSTATA,NUOVO TEST GENETICO, QUADRECTOMIA SALVAPROSTATA E LASER PER L’IPERTROFIA CHE RISPETTA IL CUORE E L’AMORE

    Dal 9° Congresso Nazionale UrOp – Urologi dell’Ospedalità Privata, Abano Terme (PD) 22 – 24 maggio 2014 – gli ultimi progressi medico scientifici per la diagnosi, e innovative metodiche mediche e chirurgiche per curare il tumore alla prostata che colpisce in Italia circa il 30% degli uomini over-50, con 43mila nuovi casi all’anno, ponendosi primo in classifica per diagnosi e incidenza . Le recenti scoperte”, dice il dottor Stefano Pecoraro, Presidente UrOP e Direttore dell’ Unità Operativa di Urologia e Andrologia Chirurgica della Clinica Malzoni di Avellino, “consentono ora di tracciare una sorta di carta di identità del tumore e una terapia sempre più accurata e personalizzata per la singola neoplasia”.

    NUOVO TEST GENETICO MOLECOLARE Debutta in Italia un nuovo test genetico messo a punto nei laboratori di biologia molecolare di Salt Lake City, negli Usa, in grado di determinare la tipologia e l’aggressività del tumore. “Il test Prolaris”, spiega il dottor Stefano Pecoraro, tra i pionieri ad utilizzarlo, “indaga il Dna del carcinoma prostatico basandosi su un campione di tessuto ottenuto con la biopsia oppure durante l’intervento chirurgico. È in grado di predire la maggiore e minore aggressività del tumore, fornendo la valutazione del rischio di mortalità e del rischio di recidiva a 10 anni, quindi fornendo allo specialista preziose informazioni prognostiche. In questo modo l’urologo potrà stabilire la scelta del trattamento ottimale, valutare se sia meglio adottare una strategia di trattamento precoce, quando la natura del tumore si sia rivelata aggressiva, oppure una strategia conservativa o ‘di sorveglianza’, evitando gli effetti collaterali spesso conseguenti alla prostatectomia radicale. In sostanza il test genetico è in grado di valutare l’aggressività del tumore e la sua probabile evoluzione. I tumori della prostata non sono tutti uguali: per molti pazienti è indolente e cresce molto lentamente, in altri invece cresce molto velocemente. Ne consegue come sia importante valutare nella maniera più accurata possibile l’aggressività del tumore per determinare la prognosi del paziente e la strategia di trattamento più appropriato limitando le terapia inutili ( over-treatment-sovratrattamenti). Per valutare lo stadio del tumore rispetto agli esami tradizionali basati sui valori del PSA e il punteggio di Gleason che non riescono a rivelare quanto il tumore è aggressivo e con quale velocità si propaghi il test Prolaris definisce le caratteristiche geniche della malattia misurando l’attività di geni associati alla crescita del tumore. Utilizzato su pazienti con valori di PSA e Gleason identici, il test genetico ha rivelato come in realtà non tutti avessero lo stesso rischio di progressione di malattia e mortalità. Il test Prolaris si rivela quindi più attendibile come predizione della malattia, tanto è vero che secondo i risultati di un recente studio il 65% degli urologi coinvolti ha cambiato idea ‘terapeutica’ dopo i risultati del test Prolaris. Il test si rivela utile anche nei pazienti in cui la prostata è stata già rimossa per valutare la probabilità che la malattia possa ripresentarsi e decidere se eseguire o no terapie adiuvanti, come per esempio la radioterapia. Circa 200 pazienti sono già stati sottoposi al test in tutta Italia”. Il beneficio clinico del test Prolaris è stato dimostrato da studi clinici svolti in America e in Europa, che hanno coinvolto più di 2000 uomini con carcinoma della prostata con follow-up di circa 10 anni. La UROP, da sempre attenta a fornire ai pazienti servizi tecnologici ed innovativi, ha iniziato per prima una collaborazione scientifica con la Myriad Genetics per renderlo disponibile ai pazienti che necessitano di maggiori informazioni sul tumore che li ha colpiti . Il test è praticabile in numerosi ospedali del network UrOP e in centri oncologici come l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

    QUADRECTOMIA SALVAPROSTATA con le terapie focali .Quando lo specialista ritiene non necessario asportare l’intera ghiandola si può ricorrere alle terapie focali. Il concetto di “terapia mirata” – che presiede a tutte le terapie focali – governa da tempo il trattamento del cancro alla mammella (quadrectomia) ma viene solo da poco perseguito anche nella prostectomia. “Le terapie focali ablative dell’area tumorale che si trova all’interno della prostata”, dice il dottor Pecoraro, “consentono di non rimuovere l’intera ghiandola evitando incontinenza e di impotenza, spesso conseguenti alla chirurgia radicale (secondo recenti dati 1milione e 200mila interventi l’anno nel mondo) e anche della radioterapia. Si tratta di tecniche non invasive che si possono effettuare ambulatorialmente o con un solo pernottamento in ospedale, in grado di eliminare piccoli tumori situati all’interno della prostata lasciando questa nella sua sede e risparmiando la maggior parte del tessuto. I vantaggi consistono nella distruzione delle sole aree colpite dal tumore preservando quelle sane , effetti collaterali temporanei e meno gravi di quelli della chirurgia tradizionale; possibilità di effettuare in seguito altri interventi. Le principali metodiche focali sono: Interstitial Laser Therapy: Il calore, generato da una sottile fibra laser, viene diretto su tumori di piccole dimensioni che vengono distrutti; Crioablazione. Una sostanza iniettata con una sonda direttamente nell’area tumorale congela il tumore e lo elimina; High Intensity Focused Ultrasound (Hifu). Onde sonore generano calore che elimina piccoli tumori. Elettroporazione irreversibile (Ire). Una corrente elettrica erogata dentro il tumore distrugge le cellule neoplastiche; Vascular mirata terapia fotodinamica (Vtp). Un farmaco reso attivo con una luce di una specifica lunghezza d’onda distrugge le cellule tumorali eliminando i vasi sanguini che le alimentano.

    IL LASER PER L’IPERTROFIA RISPETTA IL CUORE E L’AMORE

    “Mentre il tumore alla prostata si conferma la neoplasia più diffusa tra gli uomini”, sottolinea il professor Giovanni Ferrari, Direttore all’Unità di Urologia e Andrologia dell’Hesperia Hospital di

    Modena, “un crescente aumento si registra anche per l’ipertrofia prostatica benigna (IPB ), che colpisce oltre l’80% degli italiani over-50, con oltre 40mila Interventi all’anno.”

    NON PROVOCA IMPOTENZA Un laser al triborato di litio – Greenlight – si dimostra il mezzo vincente, in quanto vaporizza solo l’area interessata salvaguardando la sessualità e la continenza Durante l’intervento il chirurgo ha una visione nitida e può preservare le strutture nobili” – il rischio di deficit erettile passa dal 21 al 6% mentre la lesione dello sfintere dall’11% all’1%. In Italia esistono già 21 centri che impiegano questa metodica, con un incremento semestrale del 180%. L’assoluta validità di Greenlight rispetto alla TURP- la resezione endoscopica transuretrale della prostata (l’intervento chirurgico più usato finora) è stata confermata da importanti studi internazionali, Tra questi il recente studio Goliath, svolto su 281 pazienti di età intorno ai 65 anni in 9 Paesi, tra i quali l’Italia (con l’Ospedale Sant’Andrea dell’Università La Sapienza di Roma) e pubblicato sulla rivista ufficiale della European Association of Urology. NON VIETA GLI ANTICOAGULANTI Precisa il professor Ferrari : “Rispetto alla TURP che può causare emorragie e richiedere trasfusioni, il laser al triborato di litio Grenlight grazie all’istantanea coagulazione dei vasi che evita sanguinamento, è l’unico trattamento che ci consente di intervenire in assoluta sicurezza anche con pazienti finora inoperabili e obbligati a portare il catetere per tutta la vita, come quelli con malattie cardiovascolari, della coagulazione e i portatori di stent endocoronarici in terapia con farmaci anticoagulanti e/o antiaggreganti che non sono più costretti a sospenderli, come invece avviene per gli interventi chirurgici tradizionali, TURP compresa e gli altri laser. Il ricorso a Greenlight sarà di importanza determinante per l’aumento della popolazione affetta da ipertrofia prostatica e disturbi cardiologici in terapia anticoagulante altro vantaggio oltre all’assenza di sanguinamento è il decorso postintervento senza trasfusioni (ridotto da 26% al 3%).

    DEGENZA DI UNA NOTTE Non sanguinando il decorso postoperatorio è più semplice, il paziente soffre meno e il personale ospedaliero (medici e infermieri) è meno impegnato da urgenze. Si ha un più rapido ritorno alle attività lavorative (riduzione del 50% delle giornate perse) e il risparmio in giornate di degenza si traduce in risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale. Secondo dati pubblicati dal Ministero della Salute, la degenza media per la chirurgia dell’IPB con tecniche standard va da 4,9 a 7,4 giorni mentre con il laser va da 2,1 a 3,3 giorni. Greenlight si effettua per via endoscopica in one day surgery con anestesia spinale o locoregionale. La maggior parte dei pazienti torna a casa dopo una notte di ricovero e riprende le normali attività nel giro di una settimana”. Nel nostro Paese i centri che utilizzano Greenlight sono 21 con circa 2000 interventi.

    Per informazioni:

    Ufficio Stampa

    Md Health Consulting

    Antonella Marchitto tel . 02 48015241 335 / 6230803

    Franco Di Liello tel . 02 48015241 338 / 1201248

    Per informazioni :

    Dottor Stefano Pecoraro, Clinica Malzoni, Avellino – cellulare 333 7451321

    Professor Giovanni Ferrari ,Hesperia Hospital, Modena tel.059 449191 cellulare 335 5438687

  • Kit molle e pezzi di ricambio originali: scopri il vasto catalogo on line di KNOTT

    Sviluppo di nuove tecnologie d’avanguardia, innovazione progettistica, qualità dei materiali, performance e affidabilità del team di esperti in ambito ingegneristico caratterizzano i prodotti KNOTT, azienda leader sul mercato dei sistemi frenanti con la produzione di freni meccanici e freni idraulici di ultima generazione, cavi di tipo bowden e ammortizzatori.

    Dalla progettazione del prototipo alla produzione di grossi volumi, la KNOTT vanta una comprovata esperienza in ambito tecnologico e progettistico; la costante attenzione rivolta all’andamento del mercato in costante evoluzione consente alla KNOTT di evolvere la gamma dei prodotti con l’offerta di articoli per piccoli volumi e pezzi di ricambio per freni: registri cilindretti ganasce.

    Al fine di fidelizzare e di mantenere un rapporto diretto con il cliente, la KNOTT propone un catalogo on line con oltre 400 prodotti performanti, innovativi e tecnologicamente avanzati.

    Oltre alla fornitura di cavi bowden e ammortizzatori, sul catalogo on line di KNOTT sono disponibili diverse tipologie di freni meccanici e freni idraulici, tra cui freni idraulici servo e simplex, e un’ampia disponibilità di pinze idrauliche e pinze meccaniche.

    Un’intera sezione è poi dedicata ai pezzi di ricambio originali per tutti i freni prodotti dalla KNOTT: piatti freno verniciati disponibili anche in ghisa; cilindretti idraulici per tutti i sistemi frenanti; kit molle originali di equipaggiamento; ganasce singole e kit completi per tutti i freni KNOTT; disponibilità di registri sia automatici sia manuali idonei a tutta la gamma di prodotti KNOTT.

  • Arantza Barba, boliviana, è Miss Progress International 2014

    Santa Maria di Leuca – Il mondo ha conosciuto il nome della nuova detentrice del titolo di Miss Progress International, unico concorso al mondo che esalta il ruolo della donna per il suo impegno nel sociale. È quello di Arantza Barba, 24enne, boliviana di Santa Cruz de la Sierr

    Arantza barba tra Giusy Nobile e Giuseppe Borrillo

    Arantza ha ottenuto il massimo dei voti da parte della Giuria che ha esaminato uno ad uno i progetti che le Ambasciatrici del Progresso, provenienti da ogni angolo del pianeta, hanno soggiornato in Puglia, scoprendone le sue bellezze naturali e godendo della straordinaria accoglienza loro riservata da parte dell’Associazione Culturale In Progress. organizzatrice della manifestazione, che si è avvalsa dell’ausilio del Messapia Hotel di Marina di Leuca (LE) e del suo instancabile staff.

    i costumi nazionali

    Oltre a quello di vincitrice assoluta, Arantza si è aggiudicato il titolo per il miglior progetto dedicato al tema-Ambiente. Marie Darline Exume, haitiana, è stata premiata per la categoria Diritti Umani, mentre la fascia di Miss Progress Salute è andata alla brasiliana Jorreni Marcon.

    Esterina Rumè, siciliana di Modica, è stata la più votata dalle stesse concorrenti quale ideale rappresentante dell’Integrazione Culturale, mentre la svedese Dorotha Bartlewska è stata la più votata dagli internauti.

    si balla la pizzica

    L’evento, che ha ricevuto l’apprezzamento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è la risposta che il mondo intero attendeva da tempo: non più solo bellezza fine a sé stessa, per le donne è il momento di veder riconosciuto il loro impegno nel sociale.

    Dopo dieci giorni alla scoperta del territorio pugliese, arricchiti dalle prelibatezze della cucina regionale, la serata finale è stata un trionfo di colori: da quelli dei magnifici costumi nazionali indossati dalle concorrenti (il premio del migliore è andato alla portoricana Kristina Velez, la “perla dei Caraibi”) a quelli delle coreografie, con particolare riferimento all’omaggio alla Pizzica, cui è stato dedicato uno dei momenti più divertenti della serata.

    Lo spettacolo, trasmesso in mondovisione grazie al web, è stato seguito da migliaia di utenti in tempo reale e presto sarà disponibile la versione streaming sul sito ufficiale www.missprogressinternational.com.

  • ECCC Creep Conference 2014 ed energia sostenibile, i traguardi al 2050

    Roma – Si è conclusa l’International ECCC Creep & Fracture Conference 2014. Alla terza edizione, organizzata dal Centro Sviluppo Materiali Spa, centro di eccellenza nella ricerca e innovazione sui materiali, hanno partecipato 182 esperti mondiali ed esponenti dell’industria del settore energetico, provenienti da 21 paesi. Un confronto mondiale che si è svolto dal 5 al 7 maggio sulle più avanzate ricerche condotte sui materiali e i componenti in grado di operare ad elevate temperature e in ambienti aggressivi. Temi che rivestono un’enorme importanza per la produzione di energia sostenibile, l’ottimizzazione e la sicurezza degli impianti, il risparmio energetico e, non ultimo, per lo sviluppo economico di tutti i paesi, a prescindere dal livello di industrializzazione.

    «Non possiamo ignorare i cambiamenti climatici», ha affermato Pertti Auerkari, presidente dell’ECCC Creep & Fracture Conference 2014 e ricercatore della finlandese VTT, «dobbiamo rivoluzionare il nostro modo di produrre e usare l’energia. L’uso dei combustibili fossili è ancora inevitabile, ma possiamo ridurne il consumo e l’impatto ambientale. L’orientamento dei governi per la produzione di energia sostenibile è determinante».

    L’obiettivo dell’ECCC Creep & Fracture Conference 2014 è consolidare ed estendere il bagaglio di conoscenze dei partecipanti e identificare i traguardi da raggiungere in termini di ricerca, design e standardizzazione sui materiali impiegati nel settore della produzione di energia. «E’ un’ulteriore conferma, ha dichiarato Mauro Pontremoli, amministratore delegato del Centro Sviluppo Materiali, del nostro impegno nel fare proprie le esigenze dell’industria nel settore e nel tradurle in azioni di sviluppo e di concreta applicazione».

    Nato nel 1991, l’ECCC (European Creep Collaborative Committee) è la massima espressione degli esperti europei sul tema del creep e della fatica ad alta temperatura di materiali quali acciai ferritici/martensitici, austenitici e superleghe a base Nichel e dei giunti saldati simili e dissimili. L’ECCC riassume le criticità e le prospettive dei produttori di acciaio e leghe speciali, dei progettisti e produttori di componentistica per le centrali termoelettriche e delle utilities.

    Ai lavori dell’ECCC Creep & Fracture Conference 2014 hanno partecipato attivamente aziende, enti, istituti universitari e di ricerca di ogni parte del mondo. Fra questi, Siemens Energy, Chemnitz University of Technlology (Germania), TenarisDalmine, AnsaldoEnergia, RTM Breda, Centro Sviluppo Materiali (Italia), E.ON, Doosan Babcock, Alstom (UK), Tohoku University, Nippon Steel & Sumitomo Metal Corporation, Mitsubishi Hitachi Power Systems, IHI Corporation, National Institute of Material Science (NIMS), Japan Atomic Energy Agency (Giappone), Shanghai Power Equipment Research Institute, Shanghai Boiler Works (Cina), Mercedes Benz R & D India (India), Eskom (South Africa), EPRI- Electric Power Research Industry (USA), EDF Energy (UK/France), AREVA (Francia). E molti altri, dalla Russia alla Corea del Sud, dalla Svezia alla Repubblica Ceca, dalla Finlandia alla Slovenia, dalla Danimarca alla Spagna, dal Belgio all’Olanda.

    Energia sostenibile e ricerca: L’ECCC

    «L’ECCC è un esempio significativo di come la componente tecnico-scientifica dei paesi della Comunità Europea sia in grado di fare sinergia, integrando i database delle singole nazioni per definire i valori di riferimento per la normativa europea del settore» ha dichiarato Augusto Di Gianfrancesco del Centro Sviluppo Materiali, Vice Chairman della conferenza e co-fondatore dell’ECCC. «Le procedure e guideline sviluppate dall’ECCC hanno suscitato l’interesse della comunità internazionale, allargando oltre i confini europei la discussione sugli standard. Le presenze a questo convegno ne sono una conferma» ha concluso.

    L’ECCC è fortemente impegnato nel coordinamento europeo dello sviluppo dati sul creep e nelle attività di valutazione e confronto degli stessi. L’obiettivo è raccogliere le risorse disponibili in ogni paese per costruire una base ottimale di valutazione sui valori di creep e configurare elevati standard di produzione e design. Dal 2011 si è dato una forma organizzativa più articolata, affidando al Centro Sviluppo Materiali la responsabilità della segreteria tecnica.

    «La riconferma alla segreteria tecnica dell’ECCC nel prossimo triennio fino al 2017, è importante per il Centro Sviluppo Materiali e per il suo ruolo di leader nella ricerca per il settore dell’energia», ha affermato Pontremoli. «E rappresenta un punto privilegiato di osservazione e riflessione sulle linee di tendenza della ricerca nel campo dei materiali per impieghi ad alta temperatura. E’ anche un efficace strumento di monitoraggio tecnologico e di orientamento in un settore in cui il Centro Sviluppo Materiali mantiene la sua leadership da decenni».

    Energia sostenibile: gli scenari futuri, secondo il World Energy Council

    Il panorama e le prospettive del settore energetico mondiale sono state delineate nel Rapporto “World Energy Scenarios to 2050” del WEC (World Energy Council). Partendo dai risultati di questo rapporto, l’International ECCC Creep & Fracture Conference 2014 intende fornire ai decision maker strumenti utili a valutare l’impatto potenziale delle loro scelte sul futuro partendo proprio dai risultati di questo rapporto.

    «Abbiamo individuato due scenari», ha spiegato Gilberto Callera, presidente del WEC Italia, «che prevedono un coordinamento mondiale delle politiche energetiche nazionali per combattere i cambiamenti climatici. Coordinamento che influirebbe positivamente, nei singoli stati, sulle scelte delle tecnologie per la produzione e l’utilizzo dell’energia».

    Energia sostenibile e innovazione: Il Centro Sviluppo Materiali

    Il Centro Sviluppo Materiali Spa, con sei sedi in Italia e oltre 300 fra dipendenti e collaboratori, è un centro di ricerca applicata che elabora soluzioni tecnologiche all’avanguardia nel campo dei materiali, in particolare acciaio e leghe speciali.

    Recentemente entrato a far parte del RINA, azienda internazionale di certificazione e servizi, il Centro Sviluppo Materiali copre l’intero arco del processo di innovazione, dalla metallurgia alla chimica fisica di processo, fino all’applicazione nelle filiere produttive. Tra quelle di maggior rilievo, la Siderurgia, l’Aerospazio, l’Energia e l’Ambiente, con particolare riferimento alla valorizzazione dei rifiuti industriali pericolosi per la produzione di energia elettrica e termica (Waste-to-Energy).

    Press contacts: Liliana Malenza, Liam Service | tel: 348 8935160 | [email protected]

    Relazioni Esterne Centro Sviluppo Materiali SpA: Elisabetta Amici | tel: 06 5055780 | [email protected]www.c-s-m.it

  • I casali intorno alla bellissima città di Orvieto

    Avere un Casale in Umbria è sempre, ovunque lo si abbia in questa magnifica Regione, un prestigio e una importanza forse unica sia In Italia e anche nel resto del Mondo. Ma particolarmente importante forse è avere un Casale ai piedi o nelle piccole colline intorno alla città di Orvieto, sicuramente nella top ten delle città più belle dell’Italia centrale. E l’importanza di questa città in epoche passate la rende addirittura tra le più importanti d’Italia. Infatti Orvieto, città-stato di origine etrusca molto importante conquistata poi dai romani, fu nel Medioevo la città più importante dell’Italia Centrale dopo Roma, in alcuni occasioni anche più importante di quest’ultima. Infatti molteplici furono i papi che soggiornarono in questa città in quanto la consideravano l’erede naturale, per importanza, della città di Roma sede del papato. Infatti grandi avvenimenti storico-religiosi accaddero qui: Papa Innocenzo III dai pulpiti della chiesa di Sant’Andrea aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d’Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Orvieto è inoltre famose per i suoi palazzi, monumenti e chiese di grande bellezza e importanza storica enorme, come il celebre Duomo: Non ci sono parole per descriverlo, basti pensare che fu iniziata nel 1290 e fu completata definitivamente nel 1591, è un’opera di architettura gotica tra le più importanti d’Italia nel genere e tra i più celebri e meravigliosi luoghi di culto del paese. Pensate ad un Casale Orvieto su una di queste colline intorno alla città, pensate a quando la nel tardo pomeriggio vi ritroverete ad ammirare i splendidi panorami tipici dell’Umbria che si vedono da qui, con la città e il color oro dei mosaici del Duomo illuminati dal sole che tramonta, rendendo il tutto un’atmosfera emozionante e sicuramente unica. Un Casale Orvieto sarà sicuramente il vostro più grande orgoglio e una perla di una bellezza tale che non ha eguali nel Mondo.

    http://www.umbriadomus.it/country-umbria/casale-orvieto/

  • Abiti da sposa 2014: tendenze e prezzi

    Si avvicina la stagione dei matrimoni: tutte le proposte migliori per gli abiti da sposa dai brand più famosi del settore.
    C’è da impazzire a sposarsi, vero? Mille incombenze da far quadrare tra bomboniere, partecipazioni, fiori e dettagli che farebbero uscire di testa anche la donna più organizzata, ma il principio è sempre e soltanto uno: far emergere la sposa. E’ sempre lei la regina incontrastata delle nozze, non ci stancheremo mai di ripeterlo: sulla sposa si catalizzano gli sguardi, i commenti, le critiche e le benevolenze degli invitati, quindi è indispensabile che sia perfetta. E per essere perfetta, è fondamentale il vestito.

    L’iabiti è infatti il primo biglietto da visita di qualunque matrimonio e su una cosa le spose sono tutte concordi: non si può sbagliare. Che sia corto

  • Banano cinese: come coltivarlo

    Il banano cinese è originario dell’Asia meridionale,ma è coltivato in quasi tutte le zone del mondo non soggette alle basse temperature, per questo motivo nei climi mediterranei temperati caldi si è diffusa la coltivazione in serra. ll banano cinese è una pianta erbacea alta fino a 7-9 m, provvista di un rizoma sotterraneo da cui si dipartono radici che si espandono 30-40 cm in profondità e 25-30 cm orizzontalmente, all’apice del rizoma si formano le foglie e la gemma a fiore. Questa pianta appartiene alla famiglia delle Musacee, al genere musa ed alla specie acuminata. Le foglie sono disposte a spirale, intere, enormi, lunghe 1,5-3 m e larghe 30-60 cm, con apice acuto o tronco; a dieci mesi dalla germinazione la pianta possiede 25-30 foglie e dall’apice del rizoma fuoriesce uno scapo fiorale, con il conseguente arresto nell’emissione di foglie e radici. L’infiorescenza si sviluppa al centro dello pseudofusto con l’apice costituito da un cono con 15 brattee rosse che si schiudono all’allungarsi dello scapo fiorale. I primi fiori che si aprono sono quelli femminili, in posizione mediana seguono i fiori ermafroditi e gli ultimi a schiudere sono i fiori maschili terminali. I fiori femminili danno vita al frutto, una bacca denominata dito, tutti insieme, questi originano un’ infruttiscenza detta mano, mentre l’intero racemo portante le diverse mani è denominato casco. La banana è un frutto privo di semi, per cui si forma senza la fecondazione col fenomeno della partenocarpia; dopo tre mesi dalla comparsa dei fiori i frutti sono pronti per la raccolta, che è scalare. Il banano preferisce i climi tropicali e subtropicali, però è in grado di adattarsi anche ad alcuni ambienti temperati caldi; le temperature inferiori ai 12 °C provocano danni irreversibili ai frutti, il cui lattice coagula formando dei piccoli grumi, mentre quelle vicine allo zero provocano la morte della pianta. Al di sopra di 37 °C le foglie giovani vengono danneggiate, i venti, anche se moderati, possono causare l’abbattimento delle piante. Il banano produce abbondantemente sia nelle aree equatoriali, caratterizzate da una forte nuvolosità, che in quelle tropicali asciutte e continuamente soleggiate. Questa specie predilige terreni tendenzialmente leggeri, di facile sgrondo e ricchi di sostanza organica, mentre rifugge quelli compatti in quanto è sensibile all’asfissia radicale.

  • Amaca da giardino in legno

    Con l’arrivo della bella stagione ogni persona pensa a star bene, sentirsi in forma, magari fare quella famosa corsetta in previsione della prova costume o perché no, spostarsi all’esterno e dedicarsi a grigliate o giardinaggio. Tutti quanti però siamo a conoscenza che la verità è un’altra: i ritmi frenetici che il ventunesimo ci costringe ogni giorno a sopportare ci fanno nascere in noi le migliori propositive intenzioni ma appena arriviamo a casa l’unica cosa che siamo in grado di fare con le poche forze che ci rimangono è buttarci violentemente su quell’amato divano oppure la soluzione migliore è optare per una rilassante amaca, legata a due alti e folti alberi in giardino. Il tramonto, una birra, magari una musica rilassante, il rumore dei grilli e il calar della sera portano sollievo alla nostra giornata. L’amaca è il sogno di qualsiasi bambino che si diverte con il suo dondolio, quello di una ragazza la quale spera di abbronzarsi mentre riposa, di un nonno per la pennichella pomeridiana dopo una bella grigliata, di un lavoratore stanco e di un padre che guarda i suoi bambini giocare felici, senza pensieri.

  • Arriva un anticipo d’estate. E la camera da letto si tinge dei colori del mare

    Il tempo incerto delle ultime settimane, che ha costretto molti coppie italiane a ritardare il cambio di stagione e a rimboccare le lenzuola matrimoniali, lascerà finalmente spazio a un caldo assaggio d’estate con l’arrivo, mercoledì 21 maggio, di “Hannibal”, l’anticiclone africano che si prepara a far salire le temperature fino ai 34 gradi. Sarà l’occasione per mettere via, definitivamente speriamo, trapunte pesanti. E proprio per celebrare l’arrivo della bella stagione il noto brand Givì Lulù reinventa la biancheria da letto con le tonalità del mare grazie a lenzuola Chambray, declinate, oltre al colore Natural, nel fresco Blumarine: sfumature sottili create attraverso la tessitura di filati di gradazioni diverse. Elementi che conferiscono eleganza unicità e stile alla camera da letto.

  • Lampadario a sospensione moderno

    Affascinante. Unica aggettivazione in grado di caratterizzare questo moderno lampadario, perfetta fusione di classico semprevederde e originalità. Avete presente quelle casine vecchie, abbandonate da qualche anno ma che conservano ancora quell’aspetto vissuto e quel penetrante odore di antico? Vi sarete sicuramente accorti della tappezzeria consumata, dell’irrinunciabile moquette e della luce soffusa, leggera che illumina qualsiasi piccolo soprammobile e dettaglio. Quell’atmosfera era creata sicuramente da un particolare lampadario, e questo modello ne è la fedele riproduzione. Rigorosamente a sospensione, color ruggine e con l’irrinunciabile lampadina a forma di candela. Da avere assolutamente per riprodurre un ambiente caldo e accogliente.