Autore: Redazione area-press.eu

  • Marcella Marletta e il suo percorso professionale all’interno del Ministero della Salute

    Marcella Marletta comincia a lavorare all’interno del Ministero della Salute nel 1982, dopo aver vinto un concorso pubblico e in seguito alla Laurea in Medicina e Chirurgia e alla specializzazione in oftalmologia. Attualmente ricopre la carica di Direttore Generale della Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico.

    Marcella Marletta

    Marcella Marletta: attività e incarichi

    La Dottoressa Marcella Marletta è una dirigente pubblica e all’interno del Ministero della Salute svolge l’incarico di Direttore Generale della Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico. Gli ambiti di competenza di questa divisione sono volti alla supervisione di tutto quello che riguarda farmaci, dispositivi medici, presidi medico-chirurgici, cosmetici e prodotti e apparecchiature con finalità estetica. L’importanza del suo ruolo istituzionale consente a Marcella Marletta di essere chiamata a ricoprire numerosi altri incarichi di rilievo: vanta la Presidenza di molteplici Commissioni tecniche, oltre all’appartenenza in qualità di membro di importanti Comitati Etici; si occupa delle attività comunitarie di MDEG, MSOG, CTEG in qualità di delegato a Bruxelles. In materia di HTA (Health Technology Assessment) ricopre le cariche di Autorità Competente e di Italian Focal Point. Ricopre, altresì, la nomina di Esperto del P-SC-COS nel Consiglio d’Europa e del EDQM di Strasburgo. Fa inoltre parte del Consiglio Nazionale Anticontraffazione ed è Docente di Legislazione Cosmetologia presso la facoltà di Medicina e Chirurgia “A.Gemelli”.

    L’iter professionale di Marcella Marletta: dalla Laurea al Ministero della Salute

    Conseguita la Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma e specializzatasi in oftalmologia, nel 1982 Marcella Marletta avvia la propria carriera in campo ministeriale: al suo primo incarico si occupa di questioni sanitarie in ambito internazionale. Due anni più tardi lavora nella Direzione Generale del Servizio Farmaceutico, dove è incaricata delle valutazioni di sperimentazioni cliniche dei farmaci e della farmacovigilanza. In seguito, grazie al superamento di un concorso pubblico per dirigente medico del Ministero della Sanità, viene nominata Vice Consigliere Ministeriale presso la Direzione Generale dell’Igiene pubblica, per poi ricoprire il ruolo di Direttore della Divisione II nella Ex Direzione Generale degli ospedali del Ministero della Sanità, incaricata di gestire le emergenze e le maxi emergenze. A cavallo tra il 1997 e il 2004 lavora come Direttore dell’Ufficio Dispositivi Medici, seguendo le attività comunitarie inerenti alle normative europee sui dispositivi medici, e come Direttore dell’Ufficio VII della Direzione Generale Farmaci e Dispositivi Medici del Ministero della Salute, valutando e vigilando i presidi medico-chirurgici e i diversi prodotti sanitari. Riceve la sua attuale nomina nel 2011.

    Per maggiori informazioni sulla Dottoressa Marcella Marletta, visita il suo profilo professionale su Executive Manager.

  • Ecosin & Telecom Italia per il progetto non-profit di informazione che ha bisogno di una (grande) mano

    Ecosin è un sito di informazione socio-ambientale, che produce e condivide gratuitamente video e inchieste utilizzando fonti istituzionali e indipendenti, coinvolgendo gli utenti attraverso la partecipazione attiva e condivisa.

    I cittadini sono al centro di Ecosin: attraverso l’interactive storytelling, sul modello del New York Times, chiunque potrà partecipare alla creazione di dossier interattivi inviando contenuti, materiali e sollecitazioni dai diversi territori del nostro Paese.

    PERCHÉ ECOSIN?
    Sensibilità e sostenibilità ambientali sono la vera eredità che stiamo lasciando ai nostri figli e alle future generazioni.

    In Italia, secondo le valutazioni del Ministero dell’Ambiente, il 3% del territorio nazionale è contaminato. Un’area contaminata grande complessivamente quasi quanto la Regione Umbria: circa 1.800 chilometri quadrati di aree marine, lagunari e lacustri, e 5.500 chilometri quadrati di aree terrestri, dislocati a macchia di leopardo in tutte le Regioni d’Italia.

    #1
    Ex centrali nucleari e depositi di scorie radioattive

    ● Saluggia, Vercelli (Piemonte)
    ● Trino Vercellese, Vercelli (Piemonte)
    ● Caorso, Piacenza (Emilia-Romagna)
    ● Borgo Sabotino, Latina (Lazio)
    ● Sessa Aurunca, Caserta (Campania)
    ● Rotondella, Matera (Basilicata)

    #2
    Amianto, dopo la produzione e oltre la contaminazione

    ● Balangero, Torino (Piemonte)
    ● Casale Monferrato, Alessandria (Piemonte)
    ● Broni, Pavia (Lombardia)
    ● Bari (Puglia)
    ● Biancavilla, Catania (Sicilia)

    #3
    Discariche regolamentari e abusive

    ● Émarèse, Aosta (Valle d’Aosta)
    ● Scandiano, Reggio Emilia (Emilia-Romagna)
    ● Sassuolo, Modena (Emilia-Romagna)
    ● Pitelli, La Spezia (Liguria)
    ● Malagrotta, Roma (Lazio)
    ● Guglionesi, Campobasso (Molise)
    ● Agro Aversano, Caserta (Campania)
    ● Litorale Domitio-Flegreo, Napoli (Campania)
    ● Pianura, Napoli (Campania)

    #4
    Acciaierie, tra interruzioni e riconversioni

    ● Sesto San Giovanni, Milano (Lombardia)
    ● Piombino, Livorno (Toscana)
    ● Papigno, Terni (Umbria)
    ● Bagnoli-Coroglio, Napoli (Campania)
    ● Taranto (Puglia)

    #5
    Petrolio e filiera dei derivati

    ● Trieste (Friuli-Venezia Giulia)
    ● Porto Marghera, Venezia (Veneto)
    ● Laghi di Mantova, Mantova (Emilia-Romagna)
    ● Fidenza, Parma (Emilia-Romagna)
    ● Ravenna (Emilia-Romagna)
    ● Massa e Carrara (Toscana)
    ● Livorno (Toscana)
    ● Falconara Marittima, Ancona (Marche)
    ● Porto Torres, Sassari (Sardegna)
    ● Napoli Orientale, Napoli (Campania)
    ● Brindisi (Puglia)
    ● Milazzo, Messina (Sicilia)
    ● Priolo Gargallo, Siracusa (Sicilia)
    ● Gela, Caltanissetta (Sicilia)

    #6
    Chimica generale, tra tutele del lavoro e dell’ambiente

    ● Pieve Vergonte, Verbano-Cusio-Ossola (Piemonte)
    ● Serravalle Scrivia, Alessandria (Piemonte)
    ● Saliceto, Cuneo (Piemonte)
    ● Cengio, Savona (Liguria)
    ● Cogoleto, Genova (Liguria)
    ● Pioltello, Milano (Lombardia)
    ● Cerro al Lambro, Milano (Lombardia)
    ● Brescia (Lombardia)
    ● Trento (Trentino-Alto Adige)
    ● Laguna di Grado, Gorizia (Friuli-Venezia Giulia)
    ● Laguna di Marano, Udine (Friuli-Venezia Giulia)
    ● Scandiano, Reggio Emilia (Emilia-Romagna)
    ● Sassuolo, Modena (Emilia-Romagna)
    ● Massa e Carrara (Toscana)
    ● Orbetello, Grosseto (Toscana)
    ● Bussi sul Tirino, Pescara (Abruzzo)
    ● Valle del Sacco, Frosinone (Lazio)
    ● Manfredonia, Foggia (Puglia)
    ● Tito, Potenza (Basilicata)
    ● Crotone (Calabria)
    ● Sulcis-Iglesiente (Sardegna)

    PERCHÉ AIUTARCI?
    Il tuo aiuto consentirà non solo la realizzazione della piattaforma innovativa dove ognuno potrà contribuire alle inchieste ambientali e richiederne di nuove, ma ti permetterà anche di ricevere, come ricompense, dei prodotti creati e realizzati in edizione limitata per Ecosin secondo i più elevati standard di qualità, rispetto e sostenibilità ambientale del made in Italy e dell’industria pulita:

    PERPETUA – LA MATITA PRODOTTA DA ALISEA IN EDIZIONE LIMITATA E FIRMATA PER ECOSIN
    Ecosin XIXSmaltire scrivendo. Un’intuizione unica che diviene invenzione e che delinea il futuro. Perpetua permette lo smaltimento di diverse tonnellate di grafite, scarti di un processo industriale e quindi destinate a non essere più sfruttate. Chiunque utilizzi Perpetua salva 15 grammi di materiale altrimenti destinato ad essere sotterrato sotto i nostri piedi. Grazie a Perpetua la grafite, tenace e determinata ad assolvere il suo compito, rifiuta il destino di essere scarto e diventa oggetto da desiderare e pronto ad entrare nella quotidianità di tutti. Perpetua dunque non è soltanto una scelta di stile nello scrivere, ma anche e soprattutto la scelta di vivere rispettando il nostro Pianeta.

    Dona ora 20 euro, personalizzazione e spedizione in Italia incluse, grazie!

    PERPETUA – IL TACCUINO PRODOTTO DA ALISEA IN EDIZIONE LIMITATA E FIRMATA PER ECOSIN
    Un Taccuino diverso dagli altri. La copertina in carta EcoPhilosophy ha caratteristiche uniche: è una carta a rilievo, realizzata negli anni ‘60, nata per contenere in sacchi industriali prodotti pesanti e umidi quali farina, crusca, grano, collanti, cemento, in grado di resistere all’usura, agli strappi e idrorepellente.
    Ecosin XXLe copertine in carta EcoPhilosophy sono stampate con inchiostri ecologici in cui ai solventi classici sono stati sostituiti prodotti naturali derivanti dalla soia.
    A completamento di un ciclo produttivo che rispetta l’ambiente, la stampa di Perpetua – Il Taccuino è realizzata in uno stabilimento alimentato ad energia solare. Per le pagine interne, nessun albero è stato abbattuto perché interamente realizzate con carta riciclata al 100%.
    I due “O-Ring” che chiudono Perpetua – Il Taccuino sono realizzati in Italia, in gomma naturale, estratta dalla pianta, e colorati con ingredienti naturali. Gli “O-Ring” – guarnizioni idrauliche in origine solo nere – “per la prima volta” vengono ripensati da PERPETUA in nuove tinte, diventando così anche braccialetti multi-color da poter indossare.

    Dona ora 50 euro, personalizzazione, spedizione in Italia e ricompense precedenti incluse, grazie!

    BORSA MONOSPALLA PRODOTTA DA ALISEA IN EDIZIONE LIMITATA E FIRMATA PER ECOSIN.
    Il cotone è una fibra vegetale ottenuta dalle capsule mature della pianta ed è utilizzato fin dall’antichità, oltre che per l’abbigliamento, anche per la realizzazione di sacchi leggeri e traspiranti per contenere riso, cereali, farine e sale.
    Purtroppo, dopo un successo secolare, è arrivata la crisi e la produzione di sacchi alimentari è diventata estremamente rara.
    E siamo arrivati noi. Perché non dare ascolto a una piccola azienda che parlava, con un pizzico di caparbietà e tanta determinazione, di un’idea per realizzare borse partendo dalle balle di tessuto e senza produrre alcun materiale di scarto?
    Meravigliose shopper dotate di una monotracolla: un progetto perfetto per utilizzare ogni centimetro di tessuto: 100% biodegradabile, 100% riciclabile, abbina leggerezza a robustezza.

    Dona ora 100 euro, personalizzazione, spedizione in Italia e ricompense precedenti incluse, grazie!

    UN PRODOTTO A SCELTA TRA:
    Ecosin XXI

    SOLDA, CANTINETTA PORTA-BOTTIGLIE
    BAN, OROLOGIO A MURO
    CALINO, CAVALLINO A DONDOLO

    Interamente realizzati in cartone riciclabile al 100% con un design innovativo ed elegante da Nardi – Mobili in Cartone in edizione limitata e firmata per Ecosin.

    Una produzione basata su prodotti ambientalmente sostenibili crea un contributo concreto verso uno sviluppo ecologico.

    Il nostro obiettivo è produrre beni caratterizzati da un innovato design che permettano di conciliare la convenienza ecologica e quella economica. I materiali usati, le tecnologie adottate e il design si miscelano per creare prodotti funzionali e duraturi.
    Nardi – Mobili in Cartone si propone di soddisfare le richieste di chi vuole arredare spazi sia abitativi che lavorativi dove la scelta di un design innovativo si coniuga con la riduzione dell’impatto ambientale.

    Ecosin XXIICreiamo prodotti per soddisfare le scelte di persone sensibili alle tematiche ambientali, dove la propria scelta responsabile riesca a far riflettere e trasmettere la sua sensibilità alla comunità.
    La consapevolezza e la nostra responsabilità verso l’ambiente ci porta a utilizzare materiali sempre più eco-compatibili e naturali.
    Il cartone, un materiale antico, riciclabile al 100%, semplice nella costruzione e naturale, è formato solamente da cellulosa e amidi e resine naturali. Da sempre impiegato per l’imballaggio, oggi in un’ottica innovativa, viene adottato per essere un materiale d’arredo.

    Tutti i nostri mobili vengono realizzati con pannelli di cartone ondulato da 14 mm. vergine, garantendo così, anche se impiegati anche per la creazione di articoli per bimbi, l’assoluta certezza di non contenere all’interno sostanze dannose derivanti da riciclaggi precedenti.

    Ecosin XXIIIL’esclusiva qualità di questi cartoni data dalle fibre vergini di cui sono composti, rendono il materiale più solido permettendo ai progettisti di spingersi sino alla costruzione di strutture fieristiche.

    Leggerezza e resistenza meccanica non sono le uniche qualità che contraddistinguono i cartoni che utilizziamo. La presenza al loro interno di resine naturali idrofughe, assicurano il loro collocamento anche in presenza di forte umidità. Altri materiali impiegati come vetro, legno, gommapiuma e cotone, sono scelti sempre in base alle loro caratteristiche di utilità, riciclabilità ed eco-sostenibilità.

    Dona ora 250 euro, personalizzazione e spedizione in Italia incluse, grazie!

    ALTRE INFORMAZIONI
    Ecosin IIn Italia, secondo le valutazioni del Ministero dell’Ambiente, il 3% del territorio nazionale è contaminato.

    Un’area complessiva contaminata grande quasi come la Regione Umbria: circa 1.800 chilometri quadrati di aree marine, lagunari e lacustri, e 5.500 chilometri quadrati di aree terrestri.

    I territori corrispondenti alla denominazione di S.I.N. – Siti di Interesse Nazionale sono quelle in cui “l’inquinamento di suolo, sottosuolo, acque superficiali e sotterranee è talmente esteso e grave da costituire un serio pericolo per la salute pubblica”.

    E ancora, in particolare: “I siti di interesse nazionale, ai fini della bonifica, sono individuabili in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell’impatto sull’ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali”.

    Ecosin IIIl progetto non-profit di Ecosin, in parallelo con l’attività del C.N.S.C. – Coordinamento Nazionale per i Siti Contaminati (che riunisce le associazioni di cittadini nei territori più difficili), punta all’informazione aggiornata e alla sensibilizzazione costante e trasversale sullo stato di avanzamento delle bonifiche dei siti inquinati.

    Bonifiche che, oltre al doppio focus sulla messa in sicurezza del territorio e sul ripristino di condizioni salutari per la collettività, rappresentano un potente elemento di accelerazione economica, a maggior ragione in tempo di crisi.

    Secondo la citazione della Rete dei Comuni S.I.N., “le aree contaminate sono una risorsa importante qualora si riuscisse a promuovere la loro bonifica garantendo nel contempo continuità, rilancio e riutilizzo delle attività industriali già esistenti per lo sviluppo di nuovi cicli produttivi nel senso della green economy”.

    Ecosin IIIIl volano economico delle bonifiche e le migliori applicazioni della green economy, inoltre, possono essere sostenuti e incentivati anche dalla presenza, spesso nelle immediate vicinanze dei siti contaminati, dei S.I.C. – Siti di Interesse Comunitario, “che contribuiscono in modo significativo a mantenere o ripristinare le tipologie di habitat, a mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente le specie protette e/o che contribuiscono in modo significativo al mantenimento della biodiversità”.
    La rete dei siti comunitari “ha l’obiettivo di preservare le specie e gli habitat per i quali i siti sono stati identificati, tenendo in considerazione le esigenze economiche, sociali e culturali regionali in una logica di sviluppo sostenibile.

    Ecosin IV Mira a garantire la sopravvivenza a lungo termine di queste specie e habitat e mira a svolgere un ruolo chiave nella protezione della biodiversità nel territorio dell’Unione Europea”.

    L’interconnessione e la partecipazione attiva di tutti oggi possono migliorare e stimolare la best practice sociale e istituzionale, anche e soprattutto nella sfera ambientale: accesso ai dati, data visualization e aggregazione dei contenuti, fruizione anche in mobilità sono elementi di consapevolezza per la collettività e, allo stesso tempo, di stimolo per la (buona) politica per riconoscere, circoscrivere e correggere gli errori e le lacune della storia industriale e urbanistica nazionale.

    L’obiettivo della ricerca di fondi è impostato sul doppio canale di piattaforma web responsive e mobile app, nell’ottica di un’informazione aggiornata in tempo reale e fruibile in ogni condizione di accesso.

    Ecosin VAccesso in più dimensioni che vanno dallo storytelling dell’inquinamento al video-racconto dell’avanzamento della bonifica, dall’accesso ai documenti ufficiali alla facoltà di comunicare direttamente con i referenti territoriali per quanto concerne il monitoraggio e lo stato di avanzamento dei lavori di messa in sicurezza e bonifica: il tutto attraverso mappe interattive e video-inchieste aggiornabili, basate sull’ufficialità dei dati pubblici e costantemente verificate e confrontate con il riscontro delle associazioni di cittadini che nei territori contaminati vivono e lavorano.

    Il percorso narrativo e di documentazione che abbiamo ideato punta alla massima facilità di comprensione, alla fruibilità più intuitiva ed immediata e, al contempo, alla massima aderenza al rigore scientifico dei dati pubblici (A.E.A. – Agenzia Europea dell’Ambiente, Ministero dell’Ambiente, I.S.P.R.A. – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, A.R.P.A. regionali, A.S.L. territoriali, Camere di commercio e del lavoro, organizzazioni sindacali, dipartimenti universitari, consorzi di bonifica e altri enti pubblici e privati).

    Ecosin VIRaccontiamo l’Italia, con un grande orizzonte di ottimismo per un cambio di marcia verso la tutela della nostra salute e del futuro dei nostri figli, attraverso una serie di viaggi tematici che toccheranno, approfondendoli, tutti i siti contaminati (nazionali e regionali, seguendo gli aggiornamenti normativi in materia) e le realtà associative che, fuori dall’apparente egoismo che la comunicazione mainstream tende a sottintendere, combattono una battaglia a favore di tutti.

    Aggregando i dati di diverse fonti, sempre ufficiali, il percorso di approfondimento seguirà più linee tematiche e geograficamente trasversali, coniugando in ognuna l’evidenza dell’inquinamento, le criticità socio-sanitarie, l’aggiornamento sui processi di bonifica e le prospettive di sviluppo socio-economico dei territori locali.

    Più in dettaglio, ecco il lavoro che mettiamo in campo e che continueremo a fare, grazie al supporto economico ed operativo di tutti: mescoleremo in un flusso narrativo in continua evoluzione tutti gli strumenti di fruizione che a tutt’oggi tendono a rimanere autonomi e separati:

    Ecosin VIIIMMAGINI
    Le immagini di repertorio e d’epoca (con le fondazioni e gli istituti archivistici pubblici e aziendali).

    Le cartoline e le diapositive delle nostre famiglie, attraverso i percorsi personali e familiari di chi, anche attraverso l’emigrazione, ha contribuito a costruire l’ossatura economica del Paese.

    I reportage fotografici di oggi (digitali e in tempo reale, attraverso smartphone e tablet, o analogici di un tempo neanche troppo lontano).

    Ecosin VIII
    DOCUMENTI
    I documenti, le mappe e le perimetrazioni ufficiali (attraverso scansioni rese poi navigabili e quindi interattive).

    Le cronache giornalistiche d’epoca (dal racconto della genesi della produzione industriale ai risvolti di emancipazione socio-economica delle differenti classi sociali, ma anche, ad esempio, le prime assemblee di cittadinanza attiva e gli scioperi per la salute e i diritti dei lavoratori).

    I grandi processi ambientali relativi ai siti contaminati, con aggiornamenti sui vari iter procedurali fino alle sentenze giudiziarie dei vari gradi, con le valutazioni delle diverse parti in causa.

    Le indagini epidemiologiche, locali e nazionali (e comparate anche su parametri internazionali), con integrazioni e spiegazioni affinché tutto sia dichiarato in modo onesto e trasparente, ma anche per poter rispondere con rigore e puntualità ai facili allarmismi.

    Ecosin IXAUDIOVISIVO
    I materiali d’archivio, per raccontare e meglio comprendere il “luogo” anche temporale da cui veniamo.

    Le riprese di oggi, dei siti così come sono, delle bonifiche e della loro percentuale di avanzamento.

    Le interviste e le spiegazioni tecniche di chi lavora sul campo (dipartimenti universitari scientifici, aziende e consorzi incaricati delle bonifiche, tecnici e operai).

    La bellezza. La bellezza dei luoghi che un vero sviluppo industriale della messa in sicurezza e delle bonifiche farebbe presto tornare ad essere tale.

    Ecosin XRACCONTO
    La scrittura e il racconto come elementi di raccordo che uniscono tutti i precedenti strumenti, che li collocano nel flusso narrativo e gli donano il massimo risalto, la più alta efficacia comunicativa in grado di stimolare un vero invito all’azione.

    Un tangibile e riconoscibile passo oltre, attraverso l’azione, per noi stessi e per la nostra comunità sociale.

    Ecosin XISTORYTELLING INTERATTIVO
    È il vero cuore progettuale, il vero valore aggiunto che va oltre un mero progetto di ricerca: un flusso narrativo costante, fruibile e aggiornabile in qualunque momento e, sopratutto, in qualunque momento del percorso.

    Abbiamo colto e afferrato uno dei primi spunti dall’interactive storytelling del New York Times, soprattutto per la capacità di esaltare la forza di ogni singolo strumento al meglio del suo potenziale, e con l’obiettivo di raggiungere e coinvolgere (in modo consapevole) il pubblico più vasto, l’audience maggiore, e, probabilmente ancor più importante, nicchie generazionali trasversali.

    Abbiamo parlato di cuore progettuale: in un percorso in divenire come quello dei lavori di messa in sicurezza e di avanzamento delle bonifiche ambientali, non può esserci una sola ed univoca modalità di trasmissione e comunicazione.
    La narrazione interattiva, coadiuvata dal sostegno privato e dall’apertura (nel senso della disponibilità) pubblica, è la soluzione più incisiva per la realizzazione della piattaforma aperta, in cui far confluire il lavoro sul campo e le legittime aspettative sociali.

    Al contempo, in termini comunicativi e partecipativi, è vincente la facoltà di poter intervenire sul flusso narrativo in qualunque punto della narrazione stessa: non solo la “fine” potrà essere continuamente scritta e sovrascritta (le bonifiche vanno oltre la messa in sicurezza, le bonifiche possono produrre sviluppo, e lo sviluppo può essere uno dei pilastri su cui fondare il nostro essere cittadini più consapevoli e attivi), ma anche l’inizio di una storia (industriale, sociale, personale) potrà di volta in volta partire con un’angolazione diversa.

    E sarà la partecipazione attiva la cifra stilisitica, la vera chiave di volta del progetto collaborativo, condiviso e costantemente aperto al dialogo di “Ecosin”.

    TEMPI E COSTI DI ESECUZIONE
    Tempo di esecuzione del progetto integrale: 1 anno
    Costo di esecuzione: 40.000 euro

    Fasi di lavorazione attivate al raggiungimento del goal di 40.000 euro:
    ● acquisizione e selezione dei documenti e materiali utili alla mappatura dei siti contaminati, attraverso il coinvolgimento delle popolazioni locali, delle istituzioni e delle reti di associazioni (ad esempio il C.N.S.C. – Coordinamento Nazionale Siti Contaminati, la Rete Comuni S.I.N. ed altre);
    ● mappatura del territorio nazionale;
    ● integrazione, proprio in ottica partecipativa, della documentazione relativa ad ogni sito con le informazioni e i materiali d’archivio creati e classificati dalle associazioni territoriali o dai singoli cittadini;
    ● riprese filmate nei territori contaminati, raggruppati per macro-aree: dall’esecuzione dei lavori di bonifica, alle interviste ai protagonisti, dal repertorio storico-sociale alle prospettive di cambiamento e di sviluppo;
    ● elaborazione dei flussi narrativi tematici: montaggio e integrazione armonica delle immagini, dei documenti storici e tecnici, dei filmati e delle interviste, sempre in modalità “aperta”, cioè sempre permettendo l’aggiornamento e l’integrazione di nuovi elementi non appena disponibili;
    ● rielaborazione e sintesi della documentazione raccolta, al fine di facilitare l’orientamento e la comprensione delle 6 aree tematiche; con la realizzazione di 6 brevi documentari da 15’ e 6 inchieste;
    ● promozione e divulgazione della web-app per estendere la partecipazione e per implementare i flussi narrativi interattivi già realizzati e, auspicabilmente, per generarne di nuovi non necessariamente come testimonianza di nuovo inquinamento, ma per raccontare e condividere la prevalenza di buone pratiche socio-ambientali.

    Fasi successive di lavoro che saranno messe in opera al superamento del goal di 40.000 euro, secondo lo schema che segue.

    Con 50.000 euro:
    ● aggiunta dell’area delle cave estrattive (5.592 attive e 16.045 dismesse e monitorate), entrando nel merito dei temi del consumo di suolo e del dissesto idrogeologico del nostro Paese, tra messa in sicurezza e riqualificazione territoriale.

    Con 70.000 euro:
    ● aggiunta dell’area della contaminazione subacquea, integrando le ricerche già in corso con percorsi specifici di approfondimento documentale, audiovisivo ed interattivo.

    Con 80.000 euro:
    ● aggiunta delle aree contaminate da armi chimiche e poligoni militari: ad esempio, Salto di Quirra (Sardegna), Pesaro (Marche), Manfredonia e Molfetta (Puglia), Lago di Vico e Colleferro (Lazio), Ischia (Campania) e molte altre.

    Con 100.000 euro:
    ● creazione e realizzazione della mobile app, finalizzata principalmente alla migliore esperienza di fruizione e a maggiori opportunità di partecipazione diretta;
    ● apertura di un canale di comunicazione diretto con i referenti territoriali delle associazioni locali.
    ● condivisione off line dei vari livelli di documentazione e informazione raggiunti: il successo dell’iniziativa on line portato “fuori”, insieme ai protagonisti, dove le persone vivono, studiano, lavorano.
    ● creazione di sportelli virtuali di tutela della salute e assistenza legale, per chiarire e delineare i diritti dei cittadini e di chi vive nelle aree inquinate (dall’informazione ambientale alle pratiche di accesso ai dati, dalle forme di tutela collettiva agli aggiornamenti normativi e ad altre più specifiche azioni).

    Partecipa e condividi, dona ora.
    Grazie del sostegno!

    Ecosin XII

    ECOSIN, QUALCHE PAROLA DI PRESENTAZIONE
    Fin dal 2011, quando le attività di ricerca e documentazione sono iniziate in coincidenza con le campagna referendarie sull’acqua pubblica e sull’energia nucleare, Ecosin ha sempre lavorato con un impianto da “servizio pubblico”, elaborando e rendendo gratuitamente disponibili i contenuti in rete. Ad esempio, “La convenzione di Århus per l’informazione ambientale“, “Puliamo l’Italia“, “Armi chimiche: un’eredità ancora pericolosa“, “Informazione e guerra” o i vari convegni annuali sulla green economy.
    Il passo successivo, maturato proprio sulla base della conoscenza sempre più approfondita delle realtà locali, è stato quello della mappatura e dello storytelling di coloro che combattono per la trasparenza dell’informazione e per un ambiente, anche economicamente, sostenibile. Alcuni degli ultimi esempi di approfondimenti mirati: “Il cancro nella terra” e “Mantova, la salute negata“.
    Attualmente Ecosin collabora anche con Mobile Reporter e con il blog “L’ambiente è di tutti” di Repubblica Ambiente.

    Chiara BelliniCHIARA BELLINI, UN BREVE PROFILO
    Nata in Toscana e a Roma dai primi anni ’90, ha lavorato per diverse società di produzione come autrice e sceneggiatrice.
    Dal 2004 è impegnata nella direzione della propria società di produzione audiovisiva, co-producendo con Francesco Scura tutti i lavori di Morgana Production (documentari di creazione, web-film, animazioni, cortometraggi e altri lavori per il settore non-profit).
    È autrice di numerosi lavori, in qualità di regista, sceneggiatrice e montatrice, oltre alla supervisione di laboratori formativi in ambito audiovisivo e web.
    È co-fondatrice e coordinatrice di Ecosin, redazione web non-profit con focus sui temi dell’etica socio-ambientale e dell’informazione aperta e condivisa.
    Da sempre impegnata nell’attivismo ambientale è stata tra i fondatori del C.N.S.C – Coordinamento Nazionale dei Siti Contaminati, socia di F.I.M.A. – Federazione Italiana dei Media Ambientali ed associata a Doc/it – Associazione dei Documentaristi Italiani.

    Francesco ScuraFRANCESCO SCURA, UN ALTRO BREVE PROFILO
    Nato a Roma nella II metà del secolo scorso, completa il percorso degli studi con il conseguimento del diploma di laurea, con il massimo dei voti, in “Storia e critica del cinema” all’università “La Sapienza” di Roma.
    Dopo più di quindici anni di esperienze professionali maturate in campo culturale e, soprattutto, all’interno della produzione audiovisiva, rileva nel 2004, con la filmmaker Chiara Bellini, la casa di produzione Morgana Production, grazie alla quale, in qualità di amministratore e producer, alterna produzioni e distribuzioni indipendenti a produzioni esecutive commerciali, industriali e non-profit per conto terzi, oltre alla supervisione di laboratori formativi in ambito audiovisivo e web.
    È co-fondatore e coordinatore di Ecosin, redazione web non-profit con focus sui temi dell’etica socio-ambientale e dell’informazione aperta e condivisa.
    Dopo aver contribuito alla sua fondazione, dal 2008 al 2012 è stato nel consiglio direttivo dell’A.G.P.C. – Associazione dei Giovani Produttori Cinematografici. È associato anche a Doc/it – Associazione dei Documentaristi Italiani, E.D.N. – European Documentary Network e F.I.M.A. – Federazione Italiana dei Media Ambientali.

    Ecosin XXIV

  • Il tuo hotel su Italian Tourism Expo

    Cosa spinge il turista di oggi a scegliere una struttura ricettiva diversa dalla tua?
    Il comfort che gli viene offerto non basta più. Oggi, il turista, ha esigenze diverse.
    Vale la regola del “tutto e subito”.
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  • ORTLER BIKE MARATHON: PRIME CONFERME DEI BIG, SABATO 6 GIUGNO APPUNTAMENTO A GLORENZA

    Sabato 6 giugno debutta la Ortler Bike Marathon in Alto Adige

    Ragnoli, Deho e Hofer al via della gara

    Oltre 1400 partecipanti già prenotati per l’appuntamento in Val Venosta

    Iscrizioni aperte e quote vantaggiose sino a fine mese

    La Ortler Bike Marathon è in arrivo sugli sterrati della Val Venosta e l’attesa per la nuova granfondo altoatesina cresce di giorno in giorno. Sabato 6 giugno, fra meno di due settimane, la Ortler Bike Marathon debutterà a Glorenza e su strade forestali e single track dell’Alta Val Venosta, teatro dei due itinerari di gara “classic” di 51 km e “marathon” di 90 km.

    Se le innumerevoli bellezze naturali e storiche di quest’angolo di Alto Adige hanno attirato partecipanti italiani e stranieri, il tasso tecnico dei tracciati è all’altezza degli spettacolari panorami come dimostrano anche le prime conferme di spessore nell’elenco partenti. Lo Scott Racing Team, infatti, sarà presente a Glorenza con tre bikers che rispondono ai nomi di Juri Ragnoli, Franz Hofer e Igor Baretto, mentre anche il veterano Marzio Deho intende mettersi alla prova sugli off road venostani, con il dislivello del “marathon” che raggiunge i 3000 metri grazie alle salite del Lago dei Preti, Malga Brugger e della Val Roja, cui si aggiunge l’erta di Mösl, comune ad entrambi gli itinerari.

    I percorsi sono stati completamente segnalati con dei cartelli verdi e sabato 6 giugno otto ristori verranno dislocati lungo i tracciati e curati dalle diverse società sportive locali che collaborano con gli organizzatori dell’Asd Ortler Bike Marathon. Nel quartier generale di Glorenza, invece, lo stand gastronomico allestito presso il tendone coperto sfornerà specialità altoatesine sia venerdì 5 giugno, sia il sabato al pasta party e durante la festa di chiusura della 1.a Ortler Bike Marathon. Durante la mattinata di gara, inoltre, le vie del centro della cittadina medievale ospiteranno anche la gara promozionale riservata ai bikers in erba: l’evento, aperto a bambini e ragazzi nati fra il 2011 e il 2000, è gratuito e per iscriversi basta registrarsi in loco venerdì 5 o sabato 6 giugno.

    Per quanto riguarda, invece, la prova “dei grandi” le adesioni hanno sfondato quota 1400 e i numeri sono destinati a crescere ulteriormente nei prossimi giorni, visto che sino al 31 maggio è in vigore la quota di 55 Euro che consente di portarsi a casa pettorale e utile pacco gara composto da zainetto tecnico Ortler Bike Marathon, prodotti tipici altoatesini, biglietto d’ingresso per la piscina Sportwell di Malles Venosta e buono sconto di 50 Euro sui pacchetti dell’agenzia di viaggi Silvertip.

    La Ortler Bike Marathon offre anche la possibilità di godersi in completa tranquillità l’evento di Glorenza grazie alla proposta “Just for Fun”, che consente di affrontare i due itinerari di gara senza dover badare a tempi e classifiche. Tutti i partecipanti, infine, potranno scaricare il proprio diploma di partecipazione dal link presente sul sito www.ortler-bikemarathon.it in cui si trovano anche tutte informazioni sulla gara di sabato 6 giugno, mentre per non perdersi nemmeno una pedalata della Ortler Bike Marathon basta un “like” alla pagina Facebook ufficiale.

  • GRANFONDO EDDY MERCKX A TINTE FLUO, DOMENICA 7 GIUGNO DUE RUOTE IN FESTA

    Domenica 7 Giugno 9.a Granfondo Eddy Merckx

    L’evento di casa Alé di scena a Rivalta di Brentino Belluno (VR)

    Si pedala nel Veronese e in Trentino

    Iscrizioni aperte per la terza tappa dell’Alé Challenge

    Rosa, giallo, rosso, verde, bianco, arcobaleno e…fluo! Se negli ultimi anni la tavolozza dei colori “classici” del mondo delle due ruote si è arricchita delle tinte fluo il merito va soprattutto ai capi firmati Alé e indossati da un numero sempre maggiore di cicliste e ciclisti in tutte le competizioni: dagli eventi top come il Giro d’Italia, i Campionati del Mondo o le grandi classiche di primavera, sino alle tante granfondo amatoriali, sia su strada che di mountain bike.

    Il noto marchio di abbigliamento da ciclismo celebrerà la passione per le due ruote fra poco più di due settimane e “fluo” sarà la parola d’ordine della Granfondo Eddy Merckx, l’evento di casa Alé in programma domenica 7 giugno a Rivalta di Brentino Belluno (VR). Sulle strade veronesi e trentine della manifestazione sono attesi migliaia di appassionati e il comitato organizzatore capitanato da Alessia Piccolo, general manager del marchio Alé, conta di migliorare i numeri dello scorso giugno quando 2000 fra granfondiste e granfondisti presero parte alla gara.

    L’edizione numero nove della GF Eddy Merckx, forte del successo dell’anno passato, riconferma in toto il programma del 2014 e Rivalta di Brentino Belluno verrà invasa dalle biciclette già sabato 6 giugno con la tradizionale pedalata della vigilia dedicata alle donne, seguita l’indomani dalla gara vera e propria.

    Gli itinerari della GF Eddy Merckx sono due e vanno incontro alle esigenze di tutti gli appassionati, visto che il “mediofondo” misura 84 km e presenta 1523 metri di dislivello, mentre chi ha fame di salite potrà saziarsi grazie al “granfondo” di 135 km e 2879 metri di dislivello. Le fasi iniziali di corsa si snodano nella Valle dell’Adige e sui saliscendi della Valpolicella, poi bisognerà innestare i rapporti agili nella “cronoscalata del Cannibale”, che porterà la gara a Breonio e sull’Altopiano di Fosse, da cui poi si scenderà in picchiata in riva all’Adige. A questo punto i mediofondisti punteranno dritti verso Rivalta e il traguardo, mentre l’altimetria del percorso più lungo presenta una parentesi su strade trentine caratterizzata dall’ascesa di 16,5 km verso San Valentino di Brentonico, su quello stesso Altopiano dove Eddy Merckx conquistò la Maglia Rosa al Giro d’Italia 1970 ponendo così le basi per la sua prima doppietta Giro-Tour della sua carriera. Dopo aver pedalato sulle orme del Cannibale, i granfondisti piomberanno nuovamente nella Valle dell’Adige per rientrare finalmente a Rivalta di Brentino Belluno, dove ad attendere tutti i partecipanti ci sarà un gustoso e sempre apprezzato riso party conclusivo.

    La Granfondo Eddy Merckx è la terza tappa del circuito Alé Challenge, che domenica 14 giugno propone anche la Marcialonga Cycling Craft di Predazzo (TN), seguita dalla nuova Granfondo Asiago (VI) di domenica 28 giugno al debutto all’interno del circuito, che lo scorso anno fu il primo in Italia per numero di brevettandi.

    Le iscrizioni alla Granfondo Eddy Merckx sono in piena corsa e sino al 31 maggio la quota rimane bloccata a 30 Euro: tutte le informazioni per registrarsi sono rintracciabili al sito www.granfondoeddymerckx.com, mentre per le ultime news sulla gara di domenica 7 giugno basta un like alla pagina Facebook della Granfondo Eddy Merckx.

  • CASTLE MOUNTAIN RUNNING A SETTEMBRE, AD ARCO PRIMA MONDIALE DELLA “GUNDERSEN”

    Sabato 26 e domenica 27 settembre Castle Mountain Running ad Arco (Tn)

    Format Gundersen al debutto nel Garda Trentino

    “Spettacolo assicurato” secondo il responsabile tecnico della nazionale di corsa in montagna

    Iscrizioni aperte: quota bloccata

    La Castle Mountain Running di Arco ha rivoluzionato il modo di interpretare la corsa in montagna, e a settembre il Garda Trentino accoglierà top runners di tutto il mondo e centinaia di appassionati in una due giorni all’insegna dello spettacolo e del divertimento. Sabato 26 e domenica 27 settembre, infatti, è in programma l’edizione 2015 della Castle Mountain Running che quest’anno si sviluppa su due giornate: la prima dedicata ai podisti agonisti e la seconda con la prova ad invito riservata ai “pro”. I percorsi saranno gli stessi per entrambe le gare ed anche il format sarà il medesimo: tutti i partecipanti, quindi, avranno la possibilità di sperimentare per la prima volta il sistema Individual Gundersen e testare i tracciati dei Campionati Europei di Corsa in Montagna che Arco ospiterà nel 2016.

    Gli organizzatori di GardaSportEvents, dopo aver portato la corsa in montagna in città, lanciano un’altra grande novità e gli atleti saranno impegnati prima in una cronoscalata di 2,4 km e 200 metri di dislivello e poi nella gara ad inseguimento di 7 km e 430 metri di dislivello, in cui i runners partiranno distanziati l’uno dall’altro in base ai distacchi della prova iniziale.

    Il responsabile tecnico FIDAL per la corsa in montagna, Paolo Germanetto, evidenzia quanto questo nuovo format influenzerà la spettacolarità dell’evento. “Mi sento in parte responsabile dell’idea della Gundersen. Assieme agli organizzatori di Arco, infatti, abbiamo studiato questo sistema per rendere la gara ancor più incerta ed entusiasmante. I distacchi della cronoscalata saranno sicuramente contenuti fra i migliori e questo renderà ancora più avvincente la prova conclusiva. La corsa in montagna deve rinnovarsi e credo che la proposta di Arco, sia per il contesto ambientale che per il sistema Gundersen, rappresenti una sfida molto stimolante per la nostra disciplina”.

    La cronoscalata di 2,4 km scatterà da Piazzale Segantini, in pieno centro storico ad Arco, per poi salire attraverso scalinate e sentieri sino al Castello dove, attraversato il grande prato antistante, ci si inerpicherà in cima ad una torre da una scala in legno per poi giungere alla Torre Renghera dove è posto l’arrivo. “Si tratta di un percorso molto particolare” commenta Germanetto, “la prima prova è sicuramente la più affascinante, anche se si discosta dai canoni tradizionali della corsa in montagna. Le scalinate e i passaggi stretti nel castello e fra le vie del centro rendono la prova ancor più spettacolare per il pubblico, ma questa zona si presta perfettamente anche per i percorsi classici”. La seconda prova, infatti, ripropone l’ascesa al Castello e, dopo aver affrontato la stradina in porfido della “Via Crucis”, si spinge sui sentieri dell’Olivaia che circonda Arco, con le toste salite di località Laghel e Monte Colodri prima del rientro in Piazzale Segantini per il gran finale: “Gara 2 presenta le caratteristiche tipiche delle gare di corsa in montagna, si tratta di un percorso molto nervoso in cui serve un grande bagaglio tecnico: per fare bene bisogna essere atleti completi e andare forte sia in salita che in discesa”.

    Insomma, la due giorni di Arco si prospetta come un appuntamento da non perdere per tutti gli amanti della corsa in montagna e anche per i più giovani che potranno divertirsi nella cronoscalata aperta alle categorie Cadetti e Allievi in programma domenica 27 settembre, nell’intervallo fra la prova maschile e quella femminile dei top runners.

    Le iscrizioni alla Castle Mountain Running 2015 sono aperte e sino a settembre la quota, inclusiva di pacco gara, rimane bloccata a 25 Euro, con tutti i dettagli rintracciabili sul sito www.castlemountainrunning.com.

  • Grazia Azzali riscontra grande successo presso il museo canova con la sua mostra collettiva inaugurata da Vittorio Sgarbi

    A fronte della partecipazione alla grande mostra collettiva “Riflessioni Contemporanee”, svoltasi presso la sede istituzionale del Museo Gipsoteca Canova a Possagno, la Prof.ssa Grazia Azzali ha esposto una serie di originali creazioni artistiche, che hanno riscosso forte consenso d’apprezzamento da parte del nutrito pubblico, che ha visitato l’esposizione allestita in loco. L’evento, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, è stato inaugurato dal Prof. Vittorio Sgarbi, intervenuto in qualità di ospite speciale durante l’esclusivo vernissage.

    La Prof.ssa Azzali, artista a tutto tondo del panorama contemporaneo nazionale e internazionale, dal poliedrico e versatile talento creativo, nell’esprimere le sue riflessioni sulla figura del Canova e su quanto ha rappresentato nella storia dell’arte con il suo prezioso contributo, ha spiegato: “Ispirato alle teorie del -bello ideale- di J. J. Winckelmann, Antonio Canova rappresenta la personificazione scultorea del Neoclassicismo. -Nobile semplicità e quieta grandezza- erano le superiori qualità della scultura neoclassica, che trovano la loro realizzazione marmorea nel -Teseo e il Minotauro- del 1783, oggi conservata al Victoria and Albert Museum di Londra e nella sublime rappresentazione di -Amore e Psiche- conservata al Museo del Louvre di Parigi. Oltre alla mitologia greca, Canova interpretò giovanissimo il monumento sepolcrale per il Papa Clemente XIV, per la Basilica romana dei S.S. Apostoli, il successivo monumento funebre a Papa Clemente XIII Rezzonico e l’evocativo monumento funebre dedicato a Maria Cristina d’Austria, rappresentazione scultorea della corrispondenza degli amorosi sensi di Ugo Foscolo, conservata nella Chiesa degli Agostiniani di Vienna“.

    E proseguendo nelle sue interessanti considerazioni, ha aggiunto: “Con Napoleone Bonaparte, Canova creò capolavori di assoluta raffinatezza, come la raffigurazione di Paolina Bonaparte Borghese, rappresentata come Venere vincitrice e il ritratto di Napoleone rappresentato come Marte pacificatore. Il trattato tolentino imponeva alla Chiesa di Roma di cedere alla Francia preziose opere d’arte, tra cui il gruppo scultoreo del Laocoonte, conservato al Museo Pio Clementino. Caduto Napoleone, Canova si impegnò personalmente, affinché moltissime opere ritornassero in Italia, divenendo la figura artistica più rappresentativa del XIX secolo“.

  • Ricambi auto di qualità, certificati e originali su www.molisericambi.com

    Sicurezza è la parola d’ordine in ambito di manutenzione dell’auto. Di qualunque natura sia l’intervento, una buona riuscita, che assicuri lunga durata e prestazioni ottimali al veicolo, ha come fine ultimo la sicurezza dei viaggiatori. Un aspetto essenziale che spesso è messo a repentaglio da scelte sbagliate. Affidarsi a personale qualificato e impiegare i prodotti giusti sono le azioni corrette da intraprendere prima di procedere a qualsiasi sostituzione sull’autovettura.

    Come scegliere gli articoli giusti? Nella selezione dei ricambi per auto è bene considerare l’originalità dei prodotti, la provenienza e il rispetto delle normative e degli standard qualitativi di settore. Tutto questo facendo riferimento a rivenditori seri e affidabili, autorizzati dalle aziende produttrici.

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    Lo stesso per i marchi. Grandi nomi fanno parte del catalogo Molise Ricambi, come Magneti Marelli o Fiamm, aziende specializzate in produzione batterie auto e moto.

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  • Marcella Marletta smentisce il “falso mito” della disparità dei prezzi delle siringhe

    Marcella Marletta, Direttore Generale della Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute, è intervenuta al convegno “La sanità in Italia: falsi miti e vere eccellenze” per trattare il tema della disparità dei costi delle siringhe.

    Marcella Marletta

    Marcella Marletta: la disparità dei costi delle siringhe è un “falso mito”

    “La sanità in Italia: falsi miti e vere eccellenze”: questo il titolo del convegno organizzato il 22 aprile a Roma con lo scopo di agevolare un dialogo tra istituzioni, mondo scientifico, organi di stampa e cittadini. Focus dell’evento, fornire chiarezza su una serie di inappropriati luoghi comuni che potrebbero generare, alla lunga, un’incidenza negativa sulla salute dei cittadini. Un’iniziativa alla quale ha preso parte anche Marcella Marletta, Direttore Generale della Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute, che, nel corso della tavola rotonda, è intervenuta per parlare del “falso mito” della disparità dei costi delle siringhe. La dottoressa ha sottolineato la falsità di questo assunto, riportando una serie di dati: l’88% dei 2.980 prodotti che rientrano nella categoria siringhe hanno un costo di 0,11 centesimi e solo un dispositivo, utilizzato dai dentisti per particolari operazioni, raggiunge il prezzo di 113 euro. Affermare che esista una disparità così netta nei costi delle siringhe è quindi, a tutti gli effetti, un falso.

    Marcella Marletta: biografia e carriera ministeriale

    Laureata in Medicina e Chirurgia, con abilitazione alla professione, e specializzatasi in oftalmologia, Marcella Marletta avvia il suo percorso all’interno del Ministero della Sanità nel 1982 quando viene chiamata a occuparsi in prima persona di problematiche sanitarie a livello internazionale. Seguono importanti esperienze sempre nel settore: nel 1984 svolge attività di farmacovigilanza e sperimentazioni cliniche di farmaci presso la Direzione generale del servizio farmaceutico; nel 1995 ricopre le cariche di Vice Consigliere Ministeriale della Direzione Generale dell’Igiene Pubblica e Direttore della Divisione II della ex Direzione Generale degli ospedali del Ministero della Sanità; dal 1997 al 2004 è Direttore dell’Ufficio Dispositivi Medici del Ministero della Salute. Prima del suo incarico attuale, è stata anche Direttore dell’Ufficio VII della Direzione Generale Farmaci e Dispositivi Medici del Ministero della Salute, con mansioni legate al controllo dei presidi medico – chirurgici e dei prodotti sanitari.


    Per avere maggiori informazioni sulle attività e sull’excursus professionale della dottoressa
    Marcella Marletta, visita il suo profilo Xing.

  • TRENTO CELEBRA FRANCESCO MOSER, A LUGLIO DEBUTTA“LA MOSERISSIMA”

    Presentato ieri a Trento il libro “Ho osato vincere” di Francesco Moser

    Sabato 18 luglio si corre “La Moserissima-1.a Ciclostorica di Trento”

    Si pedala alla vigilia della granfondo “La Leggendaria Charly Gaul”

    Evento organizzato dall’ApT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi

    Francesco Moser è uno dei simboli del ciclismo e del Trentino, e ieri a Trento è stato presentato il libro “Ho osato vincere”, scritto con Davide Mosca ed edito da Mondadori. L’incontro si è svolto nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Geremia nel centro storico della Città del Concilio e “Lo Sceriffo” ha illustrato alla stampa e ai tanti appassionati presenti in sala la propria autobiografia, ripercorrendo la propria carriera dagli esordi, sulle orme dei fratelli maggiori Aldo, Enzo e Diego, sino ai grandi successi alla Parigi Roubaix, ai Campionati del Mondo, al Giro d’Italia e concludendo con il racconto della vita lontano dalle corse. Durante l’incontro Moser ha citato aneddoti e retroscena dei tanti anni trascorsi in sella, soffermandosi sulle rivalità con Baronchelli e, manco a dirlo, Saronni e in sala ad omaggiare il campione era presente anche il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, il quale ha ribadito quanto il corridore italiano plurivittorioso di tutti i tempi sia un simbolo per la città e per il Trentino.

    La presentazione è stata organizzata dall’ApT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi che ha dedicato a Francesco Moser la prima ciclostorica di Trento, “La Moserissima”, che debutterà sabato 18 luglio in occasione della 10.a edizione della granfondo “La Leggendaria Charly Gaul”, come ha ricordato la direttrice dell’ApT Elda Verones: “La presentazione del libro di Francesco Moser a Trento è molto importante e siamo contenti di essere qui in un luogo prestigioso come il Salone di Rappresentanza del Comune di Trento. Noi e l’Asd Charly Gaul Internazionale volevamo organizzare una manifestazione vintage per celebrare il decennale de “La Leggendaria Charly Gaul” e valorizzare il nostro territorio abbinando la storia allo sport. Quando l’idea ha preso forma è stato naturale intitolare l’evento a Francesco Moser, simbolo del ciclismo italiano e internazionale, e alla sua famiglia”. Moser, inoltre, ha contribuito a disegnare il percorso di 58 km fra il centro di Trento e la Valle dell’Adige: la cicloturistica d’epoca, infatti, si snoda per 20 km su piste ciclabili, mentre altri 12 km sono di strade bianche che, assieme ai ristori d’epoca presso le Cantine Cavit di Trento e le Cantine Moser a Maso Villa Warth, contribuiranno a far rivivere l’atmosfera del ciclismo del passato. L’evento, come ha concluso Elda Verones, “è una ciclo pedalata vintage internazionale con biciclette da corsa d’epoca costruite prima del 1987, e nelle scorse settimane ha anche incassato il prezioso riconoscimento dell’UCI”.

    Nel corso della presentazione, dove erano presenti anche il presidente del Comitato FCI Trentino Dario Broccard, il Commissario del Governo Francesco Squarcina e il Questore Massimo D’Ambrosio, è intervenuto Maurizio Rossini, direttore di Trentino Marketing, il quale ha sottolineato quanto la figura di Moser contribuisca positivamente alla promozione del territorio sia per la fama internazionale del campione, sia per i preziosi suggerimenti che “Lo Sceriffo” continua a fornire nella scelta di location e percorsi dei grandi eventi di ciclismo in Trentino.

    L’appuntamento con le due ruote a Trento è dunque fissato ora dal 17 al 19 luglio quando saranno di scena “La Leggendaria Charly Gaul”, unica tappa italiana dell’UCI World Cycling Tour, e “La Moserissima” che è inserita nel Giro d’Italia d’Epoca, il circuito che include le principali ciclostoriche del nostro paese.

    Info: www.lamoserissima.it