Trattare e discutere di tappeti anatolici evidenzia la difficile strada che
il grande pubblico deve percorrere per abbattere i propri pregiudizi e
preconcetti di identificazione dell’arte nel tappeto con i classici persiani
oppure tappeti caucasici. Invece, gli appassionati sanno bene ed apprezzano i
tappeti provenienti dall’attuale Turchia.
In pratica la vecchia Anatolia,
si suddivide in tre grandi aree: occidentale, orientale e centrale.
L’appassionato collezionista infatti si concentrerà su manufatti di queste zone
realizzati fra la fine del 700 e la prima metà dell’800.
In effetti si
tratta di complementi e tappeti
arredamento estremamente raffinati, annodati con sapienza ed esperienza per
un risultato di altissima qualità, difatti le origini di questi straordinari
tappeti era già conosciuta a Marco Polo intorno al 1270. Naturalmente col tempo,
questa eccezionale abilità manifatturiera non è andata perduta, infatti le
imitazioni meglio realizzate vengono proprio realizzate sul territorio
Turco.
Queste “copie” vengono realizzate perché nel tempo, i tappeti più
antichi hanno raggiunto effettivamente quotazioni di tutto rilievo, infatti si
parla di milioni di Euro/Dollari americani e trovarli è davvero come cercare un
ago in un pagliaio in tutto il mondo. Anche se non per tutte le tasche,
riducendo un poco le proprie esigenze, si riescono ad acquistare con circa una
decina di migliaia di Euro, esemplari più recenti (in pratica quelli della prima
metà dell’800). Questo può essere interpretato anche come un buon investimento
nel futuro, vista la loro rivalutazione costante nel tempo.
Naturalmente,
anche se forse è superfluo ricordarlo, l’acquisto di tappeti turchi non deve
essere in qualsiasi circostanza considerato un investimento di speculazione, in
quanto nel breve periodo si raccoglierebbero esclusivamente delusioni
finanziarie. Al contrario conservare il proprio manufatto per uno o due lustri,
può rivelarsi una vera e propria soddisfazione a livello economico, ovviamente
se si è acquistato un prodotto qualitativamente valido e particolare.
Per far ciò è indispensabile raccogliere il maggior numero di
informazioni e documentarsi sulla storia del tappeto e del venditore, richiedere
sempre tutte le eventuali certificazioni e caratteristiche tecniche e artistiche
dei tappeti che si intende acquistare. In particolar modo, occorre valutare gli
interventi di manutenzione e restauro effettuati durante gli anni che si sono
rivelati fondamentali per mantenere nel tempo tutte le caratteristiche del
tappeto.
Tornando alla descrizione più artistica e tralasciando il lato
economico, possiamo annoverare fra i tappeti anatolici occidentali i Melas, i
Kula, gli Usciak ed i Ghiordes. Mentre per l’anatolia centrale sono i Konia e i
Ladik, infine per la zona orientale i Sivas. Chiaramente, per sorridere, non
destiniamo questi esemplari a scopi non appropriati come ad tappeti bagno dove
ci sono soluzioni molto più economiche ed appropriate!
Il suggerimento
di rivolgere la propria attenzione all’acquisto di manufatti del ‘700-‘800 si
fonda su alcune considerazioni da non trascurare: i tappeti più antichi vengono
scambiati e commercializzati senza più alcuna logica di mercato ma prettamente
emotiva in quanto sono davvero rari ed introvabili. Al contrario i tappeti più
moderni (dell’800 avanzato) soffrono le nuove tecniche occidentali di
trattamento e colorazione introdotte dall’industria, che concentrandosi solo
sugli aspetti commerciali ed economici, ha sminuito il valore artistico e
storico dei prodotti successivamente prodotti.
A cura di Michele De
Capitani
Prima Posizione Srl – Acquisire
nuovi clienti
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