Acquistare auto usate è una pratica in crescita in questo periodo di crisi. All’indiscusso vantaggio di risparmiare denaro rispetto ad una nuova auto, si devono sommare diverse garanzie da parte del venditore, in mancanza delle quali la convenienza viene meno.
Chi vende un’auto usata – che sia un privato cittadino o una concessionaria – è bene che sottoscriva un contratto, in cui vengono esplicate le clausole di garanzia. Il contratto costituisce infatti il caposaldo per compiere un qualsivoglia riscontro sulla conformità del prodotto acquistato e per obbligare il venditore alla cessione di un bene secondo le norme di legge.
Nel contratto devono essere elencate alcune clausole che rendono l’auto ceduta adatta alla compravendita. È bene controllare che siano indicati i chilometri effettivamente percorsi, la condizione degli interni, se sono state compiute sostituzioni di alcuni componenti e in che stato si trova il motore. La cronistoria del veicolo, dal primo acquisto al presente, è utile per sapere quanti proprietari ha avuto e a quale tipologia appartenevano – persone fisiche, liberi professionisti o aziende. In questa maniera, se ne possono valutare le condizioni di utilizzo e gli interventi di manutenzione.
Al di là del chilometraggio, è necessario capire con quale intensità l’auto può essere stata utilizzata e se i precedenti possessori si sono occupati di far eseguire interventi di sostituzione e di revisione con la necessaria attenzione. Non è concepibile infatti che un’auto usata venga acquistata al prezzo di listino del mercato secondario, se poi possiede componenti meccaniche del motore o per la sicurezza in stato di usura avanzata.
Nel caso si nutrano sospetti, è bene servirsi dell’operato di un consulente specializzato, che esegua una perizia sull’auto e valuti con pertinenza l’esistenza di mancanze od omissioni.
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