A VENEZIA PRESENTAZIONE DOPO 5 SECOLI DI OBLIO DEL “LIBR O DELLA ORIGINE DELLI VOLGARI PROVERBI” – LUNEDì 29 OT TOBRE CA’ REZZONICO


Venezia, 16 ottobre 2007




COMUNICATO
STAMPA


Dopo 500 anni di
oblio viene finalmente restituito ai veneziani un
importante testo del Rinascimento.




L’Associazione cifrematica di Venezia in collaborazione con
la Direzione Beni, Attività e Produzioni Culturali del Comune di Venezia e con
il patrocinio della Regione Veneto organizza il dibattito intorno al
Libro della origine delli volgari proverbi, di
Aloyse Cinthio de gli Fabritii, medico e letterato veneziano del
Cinquecento.


Il volume
verrà presentato lunedì 29 ottobre alle ore 20,45
a Venezia nella sala da ballo di Ca’
Rezzonico.


Interverranno al dibattito: on. Luana Zanella, assessora alla Produzione
culturale di Venezia, Lorenzo Tomasin, professore dell’Università Ca’ Foscari di
Venezia, Riccardo Calimani, scrittore, e Andrea Molesini, professore
dell’Università di Padova, traduttore. Introdurrà Arianna Silvestrini,
psicanalista e presidente dell’Associazione cifrematica di Venezia. Partecipa
all’avvenimento la Banca del Veneziano.




Il libro –
stampato a Venezia in prima edizione nel 1526 – subì presto
la censura del Consiglio dei Dieci, e fu inserito nell’Indice dei libri
proibiti
; da allora non è mai stato ristampato. Dopo 5 secoli di oblio la
casa editrice Spirali ripropone nella loro trascrizione letterale i famosi
“volgari proverbi” del Fabrizi, con l’aggiunta di un inedito e di quattro
sonetti manoscritti, ritrovati nella Biblioteca Marciana di Venezia.


Testo
ambizioso per dimensioni e contenuti, il volume
raccoglie 45 “proverbi” di uso
comune, che diventarono pretesti per la narrazione satirica ed “immorale”
dell’autore. L’ironia percorre tutto il libro, mettendo il lettore continuamente
di fronte alla bizzarria di vicende umane spinte al paradosso. L’autore rivolge
il suo sarcasmo ai “disfrenati” che sprecano il proprio ingegno per gabbare il
prossimo. I bersagli preferiti sono gli “aggabbadei”, cioè chi dovrebbe portare
il messaggio cristiano ed invece fa scempio delle proprie virtù: inevitabile fu
la censura per il testo di Cynthio. Spesso introdotti da riferimenti storici e
mitologici che testimoniano l’erudizione dell’autore, nei proverbi si
avvicendano maschere indimenticabili, come cittadin di pregio,
hortolani, mercatanti, suore, abbatesse,
matrone, pute.




Ne
deriva un’opera densa di voli poetici ma dal forte accento lussurioso, scritta
in italiano volgare latineggiante con influenze toscane e venete, in cui si
riversa tutta la cultura cinquecentesca; una costruzione letteraria erudita e
mastodontica (circa 41 mila versi endecasillabi), di straordinaria ricchezza e
musicalità.




CON
GENTILE PREGHIERA DI DIFFUSIONE


Info:
Tel: 0434 – 520000 E-mail:
[email protected]





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