A ruota libera in Sila con Enel tra ambiente e tradizioni

L’evento, promosso da Enel e dall’Associazione Altipiani, si inserisce nel programma nazionale Natura & Territori o con il quale Enel sostiene le iniziative a favore dell’ambiente, della musica della cultura e dell’arte più in generale
Il programma è articolato quattro grandi filoni nei quali si inseriscono una serie di escursioni, con itinerari storico-artistico-ambientali, realizzate d’intesa con le Guide Ambientali Escursionistiche e le Guide Ufficiali del Parco Nazionale della Sila.
“Natura e Territorio” itinerari a difficoltà inesistente studiati per la partecipazione di chiunque ami la buona compagnia, la cultura e l’ambiente
Dal borgo di S. Giovanni in Fiore al giro del laghi, dalla realtà e dalla bellezza dei giganti della Sila alla storia millenaria di S. Severina
Un fitta rete di appuntamenti che coloreranno vivacemente il mese di agosto e di settembre.
Lunedì, mercoledì, e venerdì si può optare, per un escursione al Parco Nazionale della Sila, luogo meraviglioso, da scoprire, ricco di itinerari suggestivi e paesaggi emozionanti., una grande varietà di piante e di animali che costituiscono un patrimonio di biodiversità che merita di essere amato e protetto.
Nel Parco Nazionale della Sila si ha ancor oggi la fortuna di poter ammirare i “patriarchi vegetali”, sono veri e propri “colossi ” di veneranda età, modellati dal vento e da altre avversità, che vivono in equilibrio con l’ambiente.
Ogni “albero monumentale” racconta con dovizia di particolari le vicissitudini del proprio ambiente di cui risulta essere il più antico abitante, il più longevo essere vivente, il più profondo conoscitore.
Non ci sono più ippopotami, elefanti, bisonti, orsi e cervi presenti in altre ere geologiche ., ma sono comunque presenti altre specie animali che l’istituzione del Parco della Sila ha contribuito a preservare dall’estinzione ed a favorirne l’arricchimento.
Le alternative non mancano, si può scegliere di andare a visitare S.Giovanni in Fiore il cui centro storico e nato intorno all’Archicenobio Florens fondato da Gioacchino da Fiore. Si tratta di un agglomerato urbano che conserva ancora testimonianze di architettura di pregio. Da visitare assolutamente l’abbazia Forense, edificio, ideato da Gioacchino da Fiore e in essa la cripta, dove erano le spoglie di Gioacchino da Fiore ed ancora il “Museo Demologico dell’Economia, del Lavoro e della Storia Sociale Silvana, rilassarsi con una passeggiata per le viuzze della città e gustare qualche pasticcino dei maestri pasticcieri florensi.
Chi avesse voglia di fare un salto nella storia, di ammirare le vestigia di una antica civiltà non può fare a meno di scegliere la visita a S. Severina, la città arroccata su un costone, in forma tale da assumere le sembianze di una nave, da qui il nome “nave di pietra”. La fondazione della città precede di qualche millennio l’avvento del Cristo e risale la storia fino ai giorni nostri passando per gli Enotri, i Greci,i Romani, le dominazioni arabe, le conquiste Normanne ed i periodi del feudalesimo. Innumerevoli sono i luoghi ed i monumenti che meritano una sosta, dal quartiere della Iudea alla Cattedrale, ma non si può però mancare all’appuntamento con il Castello costruito da Roberto il Guiscardo, che per altro di sue dimore ha disseminato la Calabria.
-martedì, giovedì e sabato, “sentieri d’acqua”, l’altro filone programmatico, propone agli ospiti itinerari in un ambiente unico nel territorio Calabrese. Sembra quasi che uno sceneggiatore si sia divertito a ricostruire il mito dei cercatori di metalli preziosi. Si percorre la statale che da Camigliatello porta a Longobucco, territorio ricco di pozzi minerari attivi fin dalla epoca della fondazione di Sibari ad opera degli Achei per raggiungere il sentiero che dal paese si snoda lungo le pendici dei monti circostanti. Il percorso storico- naturalistico ha preso il nome di ” la via delle miniere” proprio perchè intorno ad esso i metalliferi si affannavano a scavare il terreno alla ricerca di argento, piombo ed altri minerali. Senza fiato lascia la vista alle gole del Trionto. Il fiume scorre tra ripide pareti rocciose ( i sanzi, in dialetto longobucchese), sul ciglio delle quali si arresta il sentiero che porta il nome del noto viaggiatore austriaco Norman Douglas, che definì Longobucco ” città di sogno da Mille e una Notte”. Il ciglio del dirupo man mano degrada, tanto da consentire di arrivare a toccare le acque limpidissime del fiume dove è frequente veder saltare le trote.

“a ruota libera in Sila” le giornate del 30 agosto, del 6 e 13 settembre sono le giornate dedicate alle escursioni in mountain bike lungo le sponde del lago Cecita, del lago di Ariamacina ( importante oasi naturalistica realizzata da Enel e da Legambiante) e lungo il corso del fiume Neto.
Ivan e Cristina, i due animatori del programma, premurosi come al solito , si preoccupano di assegnare a ciascuno la bicicletta adeguata alla struttura fisica, curano la distribuzione dei caschetti di protezione e forniscono le ultime indicazioni per un corretto allacciamento…al gruppo come sempre si aggrega qualche escursionista già fornito di bici, abbigliamento all’ultima moda, meticoloso, quasi maniacale, fisco asciutto atteggio da gran professionista, gran dispensatori di consigli ai neofiti….Ivan rassicura tutti :” Stamattina faremo un’escursione, facile, percorreremo i sentieri che si snodano attraverso boscaglia fitta e radure, costeggeremo le rive del lago di Ariamacina che è diventato Oasi naturalistica inclusa nel perimetro del Parco nazionale della Sila, poi attraverseremo il greto del fiume Neto che qui è ancora un ruscello dirigendoci sul lago Cecita che è il lago artificiale più grande di tutta la Sila,
Bene, ora si parte…
Ci si avvia verso una delle zone più belle del paesaggio silano, a poca distanza dal lago di Cecita.
Il lago di Ariamacina è un invaso artificiale costruito tra il 1953 e il 1955 a servizio degli impianti idroelettrici del Mucone. Individuato come Sito d’Importanza Comunitaria, la Palude del lago di Ariamacina è diventata Oasi Naturalistica grazie ad un convenzione tra Enel ( proprietaria dell’area ceduta in comodato) e Legambiente .
Ariamacina rappresenta un sito importante per la tutela degli uccelli migratori che periodicamente passano o stazionano nella palude. Dal momento della elevazione ad Oasi Naturalistica, Ariamacina fa parte di ReteNatura – il sistema delle oltre 50 aree protette gestite da Legambiente su tutto il territorio nazionale- che contribuisce alle più generali strategie di conservazione della natura e di sviluppo sostenibile locale attuate nel nostro Paese mediante la Rete Ecologica Nazionale.
Nell’Oasi è stata realizzata la prima stazione di Birdwatching del meridione d’Italia e con un po’ di fortuna si potrà essere testimoni di qualche avvistamento d’eccezione, evento non raro, come è capitato, per esempio con l’avvistamento di splendidi esemplari di Cavalieri d’Italia.
Attraverso la foresta di faggi e abeti, predominati dal tipico pino laricio, le guide condurranno gli ospiti ad attraversare il fiume Neto e poi a raggiungere le sponde del lago Cecita, il più grande dei laghi silani, che con il suoi 108 milioni di mc di acqua alimenta l’impianto idroelettrico del Mucone costruito negli anni ’50.

Il 23 agosto l’evento clou dell’intero programma: il “trekking del brigante ”.
Da Monte Curcio a Macchia Sacra lungo i sentieri più suggestivi dell’altipiano, tra macchie di faggi e di abeti, corsi d’acqua e pascoli, in uno scenario che a tratti mozza il respiro.
Le guide raccontano storie antiche, dai tratti fantastici. Storie di coraggio, di devozione, di sacrifici, ma anche di ribellione al gran malessere socio-economico di quel periodo storico (‘700 e ‘800), che fa si che vicende che in altri luoghi avrebbero avuto i tratti della delinquenza comune , qui, tra queste valli assumono la coloritura della reazione alle ingiustizie, agli abusi alla autorità corrotta dei notabili feudatari.
Le guide sussurrano delle gesta del brigante, che reagisce alle angherie dei signorotto locale schiaffeggiandolo e sbeffeggiandolo in pubblico, e che per sottrarsi alla prigione si dà alla macchia tra le valli silane diventando il coraggioso e astuto Palma Palma .
Il brigante incarnò, materialmente, l’eroe della foresta di Sherwood,inafferrabile, astuto, protetto dall’omertà della povera gente, verso la quale era di una generosità senza pari.
La suggestione è tale che tra gli alberi sembra soffiare l’elogio ancora in uso a Longobucco “tena u curaggiu e Parma”, espressione in voga per indicare qualcuno particolarmente ardito.
Ma non è solo suggestione, in realtà il suono greve del corno aleggia nell’aria, i rumori degli zoccoli dei cavalli e le grida di uomini in arme interrompono i rumori soliti del bosco.
Dagli alberi fitti piombano sulla fila di escursionisti uomini avvolti in mantelli scuri, armati di fucile , schiamazzanti e minacciosi.
Sembra che ogni tronco nasconda un brigante, la banda minaccia, impreca, esorta a lasciare la zona per evitare conseguenze irreparabili.….Ma, per fortuna, la ferocia dei briganti è inversamente proporzionale alla loro chiassosità. L’assalto si tramuta in un invito a raggiungere l’accampamento dissimulato nel bosco, dove altri membri della “allegra brigata” sono impegnati a tenere vivo il fuoco sul quale, appesa ad un trespolo di legname, ribolle una “coddara” di invitante pasta e patate.
Il “fatevi sotto “ dell’apparente capobanda suona come un rompete le righe, e la compagnia si abbandona alla degustazione della “fressurata “ di patate e peperoni, della carne che sfrigola sulla griglia, dei salumi e formaggi d’ogni genere che addobbano la tavola. Le libagioni sono annaffiate da ottimo vino ed accompagnate dai suoni e dai canti tipici delle nostre terre.
A tarda sera si fa rientro a Camigliatello, forse un po’ scomposti..sperando che nessuno sia rimasto con i briganti..

Le ricette:
pasta e patate ingredienti per 6 persone
3 etti di costatella spessa un dito;
1 cipolla;
½ bicchiere di vino rosso;
6 patate silane medie;
6 etti di ditaloni ( formato della pasta);
1 peperoncino;
formaggio pecorino .

in un tegame fate imbiondire la cipolla con un filo d’olio d’oliva, aggiungete la costatella tagliata a dadini facendola soffriggere, versare il vino rosso e fate sfumare. A parte lavate le patate con tutta la buccia, pelate tagliate a dadini e aggiungete nel tegame con la carne, salate e proseguite la cottura a fuoco medio aggiungendo, ove necessario, un filo d’acqua calda.
In un pentola cuocetee i ditaloni in acqua abbondante.
Passare la pasta nel tegame , mescolare con la carne e le patate, aggiungere un mesto d’acqua di cottura, facendo mantecare con la “farina” delle patate , condire con del pepe nero macinato al momento servire con un filo ‘d’olio d’oliva crudo ed il pecorino.

Patate peperoni e cipolla ingrediente per 6 persone
6 patate silane medie:
2 peperoni (uno giallo ed uno rosso)
2 cipolle rosse di troppa

Lavate le patate con tutta la buccia, pelate ed affettatele a fette spesse (come le patate da friggere), lavate i peperoni, apriteli, togliete i semi, tagliate a listelle larghe un paio di cm, affettate le cipolle che farete imbiondire in un tegame largo e basso con olio d’oliva abbondante versate le patate ed i peperoni salate e coprite . Dopo qualche minuto e di tanto in tanto rimestate con un cucchiaio in legno e continuate la cottura fintanto che il bordo delle patate non si abbrustolisce . Servire il piatto ben caldo, possibilmente con pane di giornata cotto a frasche.

Vino consigliato un rosso asciutto, corposo, caldo ..insomma un buon rosso calabrese.

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