L’efficacia della facilitazione d’aula secondo Maieutike

1.

2Quando si tratta di facilitazione, l’impiego che si fa delle attività d’aula non è solo strumentale ma anche funzionale: a seconda del contenuto su cui lavoriamo, decidiamo di utilizzare un’attività piuttosto che un’altra. Saper elaborare delle attività e adattarle al target che si ha di fronte, è la condizione imprescindibile per fare in modo che l’apprendimento sia efficace.

Ma come scegliere l’attività giusta? Esiste una formula magica? Un ingrediente segreto?

La facilitazione affonda le sue radici nelle teorie andragogiche sull’apprendimento degli adulti, secondo le quali affinché la persona adulta apprenda in maniera efficace, è necessario che questa si trovi al di fuori della propria zona di comfort e all’interno di quella di apprendimento. Al di fuori dell’area del “già-noto” e dell’abituale, sta ciò che il soggetto ancora deve scoprire del mondo e di sé. Da una parte uscire dalla prorpia comfort zone significa accettare una piccola sfida verso se stessi, perché in fondo ci si trova in una posizione un po’ scomoda. Dall’altra decidere di uscire dalla propria comfort zone, significa assumersi la responsabilità di fare un passo. Assumere questa responsabilità equivale ad avere nelle proprie mani la “ownership”/proprietà degli apprendimenti che si trarranno dalle attività a cui si partecipa: condizione imprescindibile per arrivare a un apprendimento efficace.

Assicurare ai partecipanti un’uscita della loro comfort zone attraverso attività sfidanti e ambiziose è senza dubbio l’ingrediente segreto indispensabile per fare dell’attività lo strumento attivatore di un processo di apprendimento.

Beatrice Monticelli

http://arelativethinking.blogspot.it/

Per ulteriori informazioni:

[email protected]

www.maieutike.com

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.