Lo sviluppo aziendale è frenato dalla tassazione che gli imprenditori italiani devono affrontare. Le riforme del Governo per ora non lasciano ben sperare, almeno in questo 2013 in una ripresa con l’economia nazionale che stenta a ripartire.
La crisi aziendale così si fa sempre più radicata sul territorio senza distinzione: da Nord a Sud sono evidenti le difficoltà ed anche le strategie di sviluppo sembrano non registrare dei cambiamenti e dei risultati positivi. Uno dei fattori di questo rallentamento dell’economia è senza dubbio la tassazione imposta dal Governo. Come analizza Confartigianato, nel corso del 2012, gli imprenditori italiani hanno pagato 9,3 miliardi di Imu, in particolare quindi sugli immobili produttivi. Gettito che per lo Stato andrà ad aumentare visto che dal gennaio 2013 sono stati stabiliti nuovi rincari: ad esempio, l’imposta municipale sui capannoni si è passati “da 60 a 65 del moltiplicatore da applicare alle rendite catastali per gli immobili produttivi”. L’Imu è così salito dell’8,3%, all’incirca 491,2 milioni di euro di maggiori tasse per le aziende italiane.
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