Intervista a Paolo limiti, in conferenza il 12 Aprile presso \\

INTERVISTA A PAOLO LIMITI IN CONFERENZA AL FESTIVAL “CULTURA
MILANO.IT” ORGANIZZATO DA SALVO NUGNES ALLA “MILANO ART GALLERY”

1) COSA RICORDA DEI SUOI ESORDI TELEVISIVI CON MIKE BONGIORNO?

Il mio rapporto con Mike è stato facilitato, poichè fu proprio lui a
scegliermi come autore della trasmissione

Rischiatutto. Abbiamo da subito creato una positiva collaborazione, durata sei anni,
con un approccio cordiale

e amichevole. Entrambi molto precisi e metodici, con grande serietà
professionale, abbiamo condiviso belle

esperienze. Poi lui, è rimasto un mio sincero estimatore e ha sempre
apprezzato i miei programmi.

2) COME E’ NATA L’IDEA DELLA MITICA CAGNOLINA FLORADORA?

Innanzitutto l’invenzione di Floradora nasce dal mio amore per gli animali,
poi non volevo che nei miei programmi ci fosse il classico ruolo del
“Signor NO” e l’immagine della cagnolina risultava certamente più
accattivante e generava subito simpatia e tenerezza.

3) UNA RIFLESSIONE SULLA MUSICA LIRICA

Io sono un accorato estimatore di musica lirica e penso che dovrebbe tornare a proiettarsi verso le grandi masse di fruitori,
rivolgersi nuovamente al popolo, come accadeva alle origini, essere concepita
in chiave
più popolare nella divulgazione e
nell’impostazione, proprio come in passato.

4) DA ESPERTO MUSICOLOGO E TALENT SCOUT CHE CONSIGLI/SUGGERIMENTI DAREBBE ALLE
NUOVE GENERAZIONI CANORE?

Il mio consiglio, rivolto alle nuove generazioni canore e ai nuovi talenti,
è di studiare e applicarsi seriamente

e con autodisciplina, per prepararsi al meglio e affrontare un percorso
positivo. Talvolta, vedo le esibizioni

di talenti ancora troppo alla stato embrionale, che però si precludono il
successo, perchè si bruciano subito.

Il talento va costruito e indirizzato con ponderatezza.

5) QUALI SONO ATTUALMENTE I SUOI NUOVI TALENTI PREFERITI?

Potrei citare Marco Mengoni, i Modà, Claudia Casciaro uscita da
“Amici” di Maria De Filippi.

Sono giovani talenti che hanno una bella personalità canora e usano la
vocalità in modo sapiente, non

sfruttando solo la bella voce e poi sanno anche muoversi bene durante le
esibizioni.

6) E’ PIU’ RAPPRESENTATIVA PER “L’ITALIANITA’” LA CANZONE
POPOLARE O LA CANZONE COLTA?

In generale ritengo che, a prescindere dal genere a cui appartiene,
certamente è importante che siano belle

canzoni a rappresentare la tradizione musicale italiana e per fortuna ce ne
sono davvero tante da poter

scegliere.

7) UN RICORDO LEGATO A ENZO IANNACCI E FRANCO CALIFANO SCOMPARSI DI
RECENTE;

Enzo Iannacci lo definisco un talento fuori dalle righe, davvero sui
generis, molto intelligente e molto

divertente. Franco Califano lo considero un bel personaggio, con una bella
espressione della romanità verace

e autentica. E’ stato l’espressione dello spirito canoro romano nella
musica leggera, poi era ironico, bonario,

anche volutamente canzonatorio.

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