Usa e Europa su ripresa e materie prime

Anche oltre oceano il mercato del lavoro si conferma l’anello debole per dare una spinta sufficientemente forte allo stimolo della crescita che comunque, per lo meno, trova in quest’ultimo periodo una delicata fase di moderata crescita. Una crescita timida e delicata dovuta alle note positive relative al mercato delle materie prime, come i metalli di largo utilizzo industriale, e alla ripresa dell’agricoltura. Purtroppo la condizione non è la medesima nella zona Euro dove anche le materie prime stanno subendo un alternarsi di alti e bassi che non convincono per nulla mercati ed investitori, senza dubbio una conseguenza dell’assenza di una politica di settore funzionante oltre ai tenti dubbi di carattere economico che interessano i paesi europei. Ed è così che anche le condizioni di mercato relative stagno, rame, acciaio, nickel utilizzati in svariati comparti industriali/aziendali (da quello che si occupa della realizzazione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili, passando per il settore degli autoveicoli fino all’hi-tech) sta oggi subendo un costante peggioramento di quello che è il sentimento dei mercati globali relativo a suddetti asset. I rischi del ribasso sono davvero molti e per ora la BCE ha deciso, come manovra non convenzionale dettata dalla situazione imperante, di mantenere fino a metà gennaio 2013 la piena allocazione delle richieste.

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