Senza travalicare mai il rispetto per i diritti di ogni persona, l’ambito della professionalità e degli affari deve essere separato e gestito con criteri diversi da quello delle affettività.
Molti mali, grandi e piccoli, derivano dalla errata commistione di questi due ambiti.
Nel primo vige la contabilità, il dare/avere, la finalizzazione di ogni processo ad un risultato per l’efficienza del sistema; nel secondo crea valore lo splendido, disarmante desiderio di donare parole e azioni concrete; è devastante e cinico vivere i sentimenti della logica efficientista.
È dall’incedere armonioso di questi elementi, unito ad una distinta percezione, che nasce la creazione, una relazione e una società giusta dove la sussidiarietà diventa un valore aggiunto, come un piatto equilibrato negli ingredienti.
Gli squilibri vanno lasciati alle divertenti botteghe e al Carnevale.
Alfredo Mommi
(tratto da Dove Andiamo a Cena? – febbraio 2012)
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