Secoli di influenze culturali estremamente eterogenee hanno profondamente plasmato il patrimonio folcloristico siciliano: greci e romani, arabi e fenici, normanni e spagnoli, hanno contribuito a far nascere e a tramandare una galassia di riti e tradizioni unici al mondo. Tra processioni secolari, antiche confraternite e riti poco conosciuti i turisti possono scoprire veri e propri tesori che impreziosiranno qualsiasi vacanza. I primi mesi dell’anno sono ovunque i giorni del Carnevale, festa popolare per antonomasia che, anche in Sicilia, trova terreno fertile per le proprie tante rappresentazioni. Tre sono le località in cui la festa, pur contaminata da evidenti tratti di modernità, non ha snaturato il proprio spirito originario di evento catartico e trasgressivo: Acireale, Mezzojuso e Sciacca.
A Sciacca si tiene uno dei carnevali siciliani più famosi, tanto da essere paragonato alle grandi feste del nord, con carri allegorici che richiamano tradizioni ottocentesche e la maschera di ‘Peppe Nnappa’ a caratterizzare tutti gli eventi. Il carnevale di Acireale ha anch’esso origini molto antiche ed è legato ai festeggiamenti in occasione della festività di San Sebastiano. La sfilata dei carri allegorici prende le mosse dall’antica usanza di far sfilare i carri nobiliari: i maggiorenti del paese sfilavano infatti lanciando cibo e dolci al popolo. Più particolare infine la festa a Mezzojuso, in provincia di Palermo, dove va in scena una rappresentazione denominata ‘Mastro di Campo’ in cui una persona con una maschera rossa cerca di conquistare la regina rinchiusa nel castello. Secondo alcuni storici l’evento rievocherebbe le gesta di Bernardo Cabrera che, nel 1412, scalò palazzo Steri per conquistare Bianca di Navarra
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