Massimo Ranieri, un recital brioso al Verdi di Salerno

È uno degli artisti più amati e versatili, sempre pronto a mettersi in gioco. Massimo Ranieri sarà il mattatore di “Chi nun tene coraggio nun se cocca ch’ ‘e femmene belle”, lo spettacolo che approderà al Teatro Verdi di Salerno il 10 novembre alle 21 per poi rimanere in cartellone fino a domenica 13, l’unico giorno in cui il sipario si alzerà alle 18.30. Sono inoltre previste altre due repliche, fissate il 9 e 10 gennaio. Unendo le forze con Gualtiero Peirce, Ranieri ha creato un recital che è un vero e proprio inno alla gioia e alla creatività e si avvale dell’orchestra composta da Massimiliano Rosati (chitarra), Flavio Mazzocchi (pianoforte), Mario Guarini (basso), Luca Trolli (batteria), Donato Sensini (fiati). Mentre Maurizio Fabretti è il light designer. Spaziando da Fabrizio De Andrè a Luigi Tenco, da Charles Aznavour a Violeta Parra, senza dimenticare quanto di meglio è stato prodotto da Giorgio Gaber, Pino Daniele, Raffaele Viviani e Nino Taranto, l’interprete non si limita a rivivere con la passione che sa esprimere sul palco brani cari al pubblico, ma intreccia una serie di monologhi che sono riflessioni su temi sempre attuali: la forza degli ultimi, l’impossibilità di fare a meno del sogno, la seduzione senza tempo dell’amore. Sensualità, nostalgia, sguardo ironico sul mondo sono i cardini di un allestimento su cui l’artista punta tutte le sue migliori risorse interpretative. Il coraggio cui allude il titolo è dunque quello di vivere fino in fondo le proprie emozioni, senza preoccuparsi di censure o del cinismo che soffoca le aspirazioni più sane. Non bisogna temere di aprire la porta alla felicità, ma soprattutto occorre ritrovare nella musica una consapevolezza più pura sulla vita. L’empatia che le note sanno attivare, sembra dirci l’attore e regista partenopeo, non conosce limiti di tempo o di spazio: non resta che abbandonarsi a un gioco in cui le regole sono continuamente riscritte dai sentimenti e dalla volontà di non accontentarsi del grigiore quotidiano.

Gemma Criscuoli

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